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SABATON + DELAIN + BATTLE BEAST - Alcatraz, Milano, 03/02/2015
08/02/2015 (2774 letture)
BATTLE BEAST
Aperti i cancelli le persone iniziano a riversarsi all’interno del locale e pian piano una piccola folla comincia ad assieparsi sotto al palco, non passa nemmeno una manciata di minuti che le luci iniziano ad abbassarsi: l'entrata dei Battle Beast è accompagnata da una base carica di epicità, ma non appena il primo riff di Far Far Away comincia a scaldare il pubblico sembra quasi di essere ritornati indietro nel tempo, più precisamente negli anni '80.
La vera sorpresa è Noora Louhimo, la donzella che ha sostituito al microfono Nitte Valo, la nuova entrata non impiega molto per mettere in mostra la sua grinta e una vocina che potrebbe far tremare più di un cantante heavy: Noora infatti riesce a passare dal cantato dolce e suadente di Black Ninja a potentissimi acuti spaccatimpani.
Nel mentre le due asce continuano a macinare riff accattivanti e Pyry Vitti, alla batteria, a mettere a segno ogni colpo con un andamento marziale e coinvolgente; il tempo a disposizione però è poco e arriva l'ultima occasione per perdere definitivamente il controllo: Out Of Control che conclude un live di tutto rispetto.
Il gruppo è riuscito a trasmettere grinta ed energia a tutto il pubblico e più che una "bestia da battaglia" i Battle Beast sono decisamente delle bestie da palco, apprezzabili molto di più in concerto che su cd.

SETLIST BATTLE BEAST
1. Far Far Away
2. Black Ninja
3. Touch In The Night
4. Madness
5. Iron Hand
6. Out Of Control



DELAIN
Il secondo gruppo della serata non si fa attendere troppo e dopo un veloce cambio di palco entrano in scena i Delain, che nonostante abbiano da pochissimo concluso il tour di promozione dell'ultimo disco si rivelano in smagliante forma: si parte infatti con l'energica Mother Machine canzone tratta da We Are the Others (il loro penultimo album da cui per altro sono state prese la maggior parte delle canzoni per questo live).
La bella Charlotte -che per l'occasione sfoggia una chioma rosata- non si risparmia nemmeno su una singola nota e la sua voce si destreggia tra potenza ed emotività; si prosegue con le coinvolgenti Get The Devil Out Of Me e Army Of Dolls: impossibile non rimanere contagiati dal piglio catchy dei ritornelli e finire per cantarli.
È quindi il momento della travolgente Go Away: i musicisti sono completamente a loro agio sul palco che viene percorso avanti e indietro senza sosta, il batterista mantiene il ritmo senza sbavature mentre il bassista Otto e anche la chitarrista Merel Bechtold (membro ufficiale dei Mayan) si scatenano, nonostante quest’ultima si sia unita da poco alla band, sostituendo temporaneamente Timo Somers, appare fin da subito in sintonia con gli altri membri del gruppo.
Si prosegue quindi con la dolcissima Sleepwalker Dreams prima dell'arroventata Here Come The Voltures, per la quale viene chiamato sul palco Anton Kabanen, chitarrista dei Battle Beast, che si esibisce in un assolo infuocato.
Ci si avvia verso la chiusura del live ripescando ancora due pezzi del passato: con Not Enough e We Are The Others il gruppo olandese ci saluta per lasciare il palco agli headliner della serata; la band in sede live si è rivelata dinamica, molto più aggressiva rispetto agli album e in grado di mettere in opera un performance piacevole.

SETLIST DELAIN
1. Mother Machine
2. Get The Devil Out Of Me
3. Army Of Dolls
4. Go Away
5. Pristine
6. Sleepwalker Dream
7. Here Come The Voltures
8. Not Enough
9. We Are The Others



SABATON
Il concerto dei Delain è terminato da poco e dei loschi figuri muniti di tuta mimetica ed elmetto si aggirano lentamente sul palco, intenti -con parecchie cerimonie- a scoprire pezzo per pezzo tutta la scenografia.
Per quest'ultima i Sabaton si sono veramente superati: l'intero main stage dell'Alcatraz è occupato da casse metalliche per le munizioni, pedane rialzate e soprattutto da un gigantesco carro armato che troneggia esattamente in mezzo al palco, con alla sua sommità la batteria di Hannes Van Dahl.
Un segno inequivocabile di quanto la band tenga alle prestazioni dal vivo, anche se sarebbe estremamente riduttivo classificarli come live band.
Intendiamoci, un concerto dei Sabaton se siete amanti del power e dell'heavy dovete viverlo una volta nella vita, ma stiamo parlando di un gruppo che negli ultimi anni ha partorito dischi del calibro di Carolus Rex, che a tutt'oggi rappresenta una delle massime vette raggiunte dal power metal in questi ultimi -inflazionati- anni.
Questa sera i nostri sono invece a Milano per promuovere il loro ultimo (e comunque ottimo) Heroes e il pubblico italiano pare abbia risposto estremamente bene, soprattutto perché (come rimarcato dallo stesso Joakim durante il concerto) nel capoluogo lombardo suonavano contemporaneamente anche gli Slipknot.
Come sempre, sono le note di The Final Countdown degli Europe ad introdurre una band che appare subito piuttosto carica sul palco dell'Alcatraz.

"We are Sabaton and this is Ghost Division"

Il pubblico non aspettava altro: la canzone estratta The Art of War è da anni la classica opener di ogni live della band svedese, nonché la prova definitiva che i nostri sono in forma e pronti a dare spettacolo.
I suoni appaiono fortunatamente subito bilanciati, con particolare menzione per la potente equalizzazione della batteria di Van Dahl, che si dimostra un batterista estremamente preciso e dal tocco piacevolmente più pesante rispetto a quello del pur bravo Robban Bäck (che ha suonato nel precedente tour per promuovere Carolus Rex).
Dopo un inizio incentrato sugli ultimi due dischi ( Division esclusa) arriva un primo siparietto in cui Joakim ammette di essersi fidato troppo del pubblico italiano quando negli anni precedenti aveva provato ad imparare frasi nella nostra lingua (potete immaginare).
Come tradizione ormai radicata la band svedese propone spesso agli astanti di scegliere tra alcune opzioni per personalizzare il concerto, in questo caso ci è stato chiesto di scegliere se ascoltare la bellissima Gott Mit Uns in inglese o in lingua madre, ha vinto quest'ultima opzione in maniera schiacciante.

“Quanti la vogliono sentire in inglese? Mmmm sarete sì e no 35...".

Dopo quest'estratto da Carolus Rex, in cui anche i chitarristi Chris Rörland e Thobbe Englund vengono chiamati dietro il microfono come voci principali in diversi momenti, una voce femminile inizia a recitare dei preziosi consigli del grande maestro Sun Tzu, è tempo per The Art of War, brano immancabile che tra le sue melodie di tastiera semplici e dannatamente catchy (degna tradizione svedese) conquista il pubblico, che viene subito poi incalzato da 7734.
A questo punto un nutrito gruppo di persone inizia a cantare con una certa convinzione un coro piuttosto noto ai fan dei Sabaton.

Joakim: "Ma state cantando Swedish Pagans?"
Pubblico: "Yeah"
Joakim: "Aspettate un momento"
[Raccoglie la scaletta e la scorre con un dito, ndr]
Joakim: "Vediamo, Ghost Division, To Hell and Back...ecc...mi spiace ragazzi, sta scritto qui, Sabaton, Milano, niente Swedish Pagans".

A questo punto accorre il bassista Pär Sundström che strappa la scaletta obbligando un divertito Joakim ad accettare la richiesta del pubblico milanese, che si gode giustamente la canzone "on demand".
Di fronte alle continue acclamazioni il singer ci tiene comunque a puntualizzare:

"Cioè, ma voi pensate di poterci acclamare e poi mettervi a chiedere tutte le canzoni che volete? È questa la vostra idea di democrazia? Se comunque voi potete fare così io posso fare il chitarrista"

Imbraccia così una sei corde, nonostante i tentativi di percosse e gli scongiuri di Thobbe Englund a non dargli corda viste le scarse capacità esecutive del cantante, che infatti accenna prima una scolastica Smoke on the Water e poi, dopo un ennesimo siparietto tra Thobbe e Chris, l'intro di Master of Puppets.

Joakim: "Vi piacciono i Metallica?"
Pubblico: "Yeah"
Joakim: "Bene, quindi è un vero peccato che siate invece ad un concerto dei Sabaton"


Viene così introdotta l'ottima Resist and Bite, che dimostra ancora una volta l'indubbia presa live anche dei pezzi di Heroes.
Il pubblico si gode partecipe il nuovo pezzo, sia entusiasmato dal momento che con il sorriso in faccia per tutti i siparietti precedenti: perché i Sabaton sanno suonare ma sono anche in grado di intrattenere il pubblico grazie ad un rapporto molto diretto con lo stesso e ad una solida alchimia che gli permette di scherzare e prendersi in giro sul palco incrementando così la già discreta capacità comica di un cantante come Brodén.
Si tratta comunque di un ulteriore espediente per proporre un'esperienza dal vivo godibile per chi viene ad ascoltarli e nel frattempo esorcizzare ancora una volta di più i contenuti storici piuttosto pesanti ed impegnati dei loro testi, che non inneggiano alla guerra come spesso viene erroneamente pensato, ma la ricordano in tutta la sua drammaticità, trasmettendo però quelle storie in un clima festoso che rende indubbiamente più recettivo chi ascolta.
E visto che di siparietti ho parlato si continua:

Joakim: "Dovete sapere che abbiamo trovato su YouTube il video di un ragazzino di 12 anni credo, che suonava per intero un nostro pezzo, beh questo giovane si chiama Tristan e lo vedo lì tra il pubblico, per cui che ne dici di venire qui a suonare con noi The Lion from the North?"

Effettivamente il giovanissimo Tristan sale sul palco e dopo aver imbracciato la chitarra....non può iniziare a suonare perché la tracolla (regolata per il corpo di Joakim) porta la sei corde più o meno all'altezza delle sue ginocchia, il cantante è evidentemente “troppo grasso”, come non manca di ricordarci Thobbe Englund e il tentativo di difesa di Joakim, consistente nel spacciare per addominali una tartaruga di muscoli disegnata sulla sua maglietta, fallisce miseramente.
La situazione viene risolta da un po' di nastro adesivo, si può cominciare: credetemi, se la cosa poteva sembrare una carnevalata è diventata subito seria nel vedere l'esecuzione perfetta (con tanto di assolo) del giovanissimo chitarrista, che porta a casa i complimenti del gruppo e un ricordo per tutta la vita.
Tristan prima di scendere sceglie poi la canzone successiva: Uprising, con conseguente altro momento scatenato per il pubblico milanese.
Far From the Fame e 40:1 chiudono poi la scaletta, con una band palesemente contenta che si porta dietro le quinte in attesa di essere richiamata.
L'encore non si fa attendere, con la tripletta: Night Witches, l'immancabile Primo Victoria e la classica Metal Crue.
Al termine del live la soddisfazione degli svedesi è veramente palpabile, Joakim si dimostra stupito per l'affluenza in una sera settimanale e ancora di più per una serata che è filata assolutamente liscia.
Non manca anche un momento molto simpatico in cui il cantante svedese fa salire sul palco un bimbo piuttosto piccolo, timido e poco convinto a cui regala occhiali, maglietta e bacchette.

"Probabilmente siamo il genere di persone da cui tua mamma ti ha messo in guardia".

Dopo gli ultimi saluti e le foto di rito i nostri si ritirano dietro le quinte, questa volta definitivamente.
Non c'è molto altro da dire, i Sabaton continuano a confermarsi ogni volta una band assolutamente da non perdere, in grado di suonare ottima musica e soprattutto di intrattenere come raramente mi è capitato di vedere.
Un conto è suonare professionalmente mantenendo degli standard molto alti ogni sera e un conto è farlo aggiungendo anche l'ironia e la simpatia che scorre nelle vene di questi ragazzi.

SETLIST SABATON
1. Ghost Division
2. To Hell and Back
3. Carolus Rex
4. Soldier of 3 Armies
5. Gott Mit Uns
6. The Art Of War
7. 7734
8. Swedish Pagans
9. Resist And Bite
10. The Lion From The North
11. Uprising
12. Far From The Fame
13. 40:1

---- ENCORE ----

14. Night Witches
15. Primo Victoria
16. Metal Crue



Commento di Battle Beast e Delain a cura di Giada Boaretto “Arianrhod”

Commento Sabaton a cura di Gianluca Leone “Room 101”

Foto a cura di Giada Boaretto “Arianrhod”.



wonderghio
Martedì 10 Febbraio 2015, 17.37.24
5
Concerto fantastico e "Un conto è suonare professionalmente mantenendo degli standard molto alti ogni sera e un conto è farlo aggiungendo anche l'ironia e la simpatia che scorre nelle vene di questi ragazzi. " è praticamente ciò che ho scritto su facebook finito il concerto, nei Sabaton oltre all'ottima musica è l'attitudine che li rende davvero grandi.
Riccardo
Lunedì 9 Febbraio 2015, 13.52.46
4
Io ero a vedere gli Slipknot, ma sono contentissimo che il concerto sia stato ottimo. Vedrò i Sabaton al prossimo Wacken e non vedo già l'ora.
Room 101
Lunedì 9 Febbraio 2015, 0.46.52
3
@Maurilio: Grazie della segnalazione! ho corretto, si è trattato di un refuso mentre scrivevo la scaletta!
Maurilio
Domenica 8 Febbraio 2015, 20.06.25
2
ottimo report, ma vi prego di correggere il titolo della canzone n.4, cosí non si puó proprio vedere. Il titolo é Soldier of 3 armies.
hj
Domenica 8 Febbraio 2015, 18.12.41
1
peccato essermi perso i bravissimi delain (e la splendida e bravissima charlotte)
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