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OBITUARY - Tatuato Nel Sangue - Intervista a Trevor Peres
18/02/2015 (2055 letture)
In occasione della data piemontese degli Obituary, ho avuto modo di parlare con Trevor Peres, il chitarrista storico della death metal band della Florida, che ha fatto il quadro della situazione sui progetti che hanno recentemente coinvolto la band, mostrando il lato dinamico di un gruppo che, cresciuto nell'adrenalina adolescenziale degli anni '80, è capace oggi di aggiornarsi ed accettare le novità del mondo della musica, dall'autoproduzione dell'album, al crowdfunding fino al rapporto con l'era di Internet, passando tra quattro chiacchere sul nuovo album, sui nuovi tour in arrivo e qualche aneddoto musicale interessante.

Nicko: Ciao, grazie per la possibilità di questa intervista!
Trevor: Nessun problema! (in italiano, N.d.R.)

Nicko: Allora, avete un nuovo album e una delle cose che ho avuto più spesso modo di leggere sul web è il fatto che è stato finanziato con il crowdfunding e sarebbe interessante conoscere le motivazioni che vi hanno portato a questa scelta, anche in vista del fatto che la cosa sta prendendo sempre più piede negli ultimi tempi.
Trevor: Esatto! Io non avevo mai sentito parlare del crowdfunding. Eravamo in contatto con una compagnia che ci avrebbe aiutato a finanziare le registrazioni del nuovo album; hanno appunto proposto di iniziare una campagna su Kickstarter e, sebbene all'inizio fossimo diffidenti, abbiamo deciso di provarci e vedere come sarebbe andata. E come vedi, è riuscita piuttosto bene, tanto che abbiamo fatto affidamento solo su Kickstarter per sovvenzionare il nostro disco. È stato positivo!

Nicko: Ho letto inoltre che questo album è stato registrato e prodotto da voi stessi nel vostro studio in Florida.
Trevor: Esatto, comprammo alcuni anni fa della strumentazione che abbiamo già impiegato nelle precedenti registrazioni, ma con la differenza che questa volta abbiamo avuto molto più tempo per via, sai, del programma su Kickstarter, che ci ha permesso di fare tutto il lavoro direttamente dall'inizio alla fine senza dover andare a bussare a varie label per avere un contratto o ottenere un anticipo per entrare in studio di registrazione. Quello che abbiamo fatto è stato metterci in contatto con una compagnia che si sarebbe occupata della distribuzione, ma nel frattempo siamo stati contattati dalla Relapse Records, che si è offerta di occuparsi di questo servizio, peraltro andando ad assumere per questo le stesse persone con cui ci stavamo mettendo in contatto, il che è stato ottimo ai fini della collaborazione. Si sono rivolti agli stessi tizi a cui ci saremmo rivolti noi, e quindi abbiamo davvero lavorato in partnership.

Nicko: Dunque vi siete trovati a vostro agio nel registrare il disco indipendentemente, seguendo l'intero processo di persona dall'inizio alla fine?
Trevor: Certamente! Anche per i due dischi precedenti ci siamo interamente occupati della registrazione delle tracce fisiche, anche se non abbiamo effettivamente seguito in prima persona il mixaggio finale e il mastering. Questa volta invece abbiamo seguito l'intero processo, ed è stato costruttivo.

Nicko: Quali sono le idee e le influenze che sono confluite nello specifico in questo Inked In Blood?
Trevor: Basilarmente, le stesse di ogni altra volta. Tra le influenze principali restano i gruppi metal che hanno sempre fatto da linea guida per il nostro sound, come Slayer, Possessed, Celtic Frost, Venom e gli altri. Il nostro obiettivo resta sempre quello di produrre il disco più pesante possibile, con la giusta attitudine old school e il tipico sound death metal della Florida.

Nicko: Ho sempre pensato che come artisti abbiate sempre avuto un occhio di riguardo per il vostro passato, lo ha dimostrato per esempio il tour di due anni fa per celebrare i primi tre dischi, quindi in un certo senso è sempre qualcosa che tenete in considerazione scrivendo nuova musica, o sbaglio?
Trevor: Certo, alla fine credo che ci sia sempre un certo collegamento tra quello che abbiamo fatto in passato e quello che facciamo oggi, un certo filo conduttore in termini artistici, ma la cosa viene assolutamente in modo spontaneo, senza pianificazioni circa la direzione che abbiamo intenzione di prendere.

Nicko: Di recente ha fatto il suo ingresso nella band Kenny Andrews, il nuovo chitarrista solista; qual è stato il suo contributo nella stesura dei pezzi, cosa ne pensi del suo stile come solista?
Trevor: In realtà come al solito siamo stati io, John e Donald (Tardy, N.d.R.) a occuparci del songwriting, mentre Kenny si è ovviamente occupato delle sue parti soliste. Lui è un nostro caro amico, con cui siamo in amicizia da almeno 18 anni, ha anche lavorato come tecnico delle chitarre per noi in un certo periodo e ha anche suonato il basso per un paio di tour qualche anno fa, quando Frank Watkins (ex-bassista degli Obituary, N.d.R.) si assentò per tornare da sua moglie in gravidanza. Lui essendo un tecnico, e un amico, era una presenza costante sul palco, quindi fu una scelta naturale. Inoltre un paio d'anni fa eravamo indecisi sul da farsi, Ralph (Santolla, N.d.R.) aveva lasciato la band e allora chiedemmo a lui, che fu contento di prendere il suo posto. Inoltre i suoi assoli sono grandiosi e si adattano perfettamente alla nostra musica.

Nicko: Mi dicevi che siete sempre tu, John e Donald a occuparvi della stesura delle canzoni, come funziona di solito?
Trevor: Beh, mi capita di avere delle idee per qualche ritmica a casa, allora le proviamo assieme io e Donald, ci beviamo un paio di birre, fumiamo una canna (ride, N.d.R.) e lasciamo che le idee prendano forma attorno al ritmo iniziale. Poi quando siamo più vicini ad avere un pezzo completo, lo registriamo come una sorta di demo, così che poi John possa sentirlo e scriverci le linee vocali, riarrangiandolo il più delle volte naturalmente, laddove voglia cantare di più, o cose del genere…

Nicko: Chi scrive i testi?
Trevor: John si occupa interamente di quell'aspetto. Noi proponiamo un titolo assieme al pezzo, che magari si adatti alla musica, ma è lui che poi butta giù i testi per ogni canzone. Fatto ciò poi ci troviamo tutti e tre assieme e lavoriamo sugli ultimi particolari, sugli arrangiamenti finali.

Nicko: Chi si è occupato dell'artwork per la copertina e come è venuta fuori l'idea per il soggetto? È piuttosto truculenta!
Trevor: Assolutamente! (ride, N.d.R.). Se ne è occupato Andreas Marschall, che aveva già fatto l'artwork di The End Complete, di Anthology, Frozen In Time, Darkest Day e anche Xecutioner's Return; è sempre lo stesso artista per tutti questi album. Sostanzialmente l'idea è venuta fuori così: stavamo parlando dei titoli delle canzoni del nuovo album, una di queste si chiamava appunto Inked In Blood e pensavo sarebbe stato un titolo malsano per il nostro nuovo disco, così mi era venuta l'idea di rappresentare un busto con il nostro nome inciso, come un tatuaggio appunto, dato che "inked" in inglese significa proprio "tatuato", e "tatuato nel sangue" suonava come una sorta di gioco di parole, ed era figo. Andreas ha preso l'idea e ha fatto uno schizzo per la copertina, estremizzando l'idea originale e uscendosene con questo torso senza testa, senza braccia e con il logo Obituary inciso nella carne. All'inizio eravamo un po' scettici e pensavamo quindi di riconsiderare un'altra idea su cui stavamo lavorando, ma quando ha completato il dipinto a colori, la nostra reazione è stata di stupore unanime! Era folle, e l'abbiamo usata. È stato un grande, quel ragazzo, ha preso la nostra idea e l'ha spinta a un livello superiore.

Nicko: In effetti è una delle vostre cover più riuscite!
Trevor: Sono d'accordo. Prima di questa, quella di Cause of Death era sempre stata la mia preferita, ma questa mi ha reso davvero soddisfatto.

Nicko: Quella di Cause of Death è semplicemente grandiosa. Chi aveva dipinto quella?
Trevor: Michael Whelan, lo stesso che aveva fatto alcune cover per i Sepultura, tra cui Beneath The Remains e Arise. Hai visto il backdrop dietro al palco prima?

Nicko: Certo, con le parti aggiuntive accanto al disegno principale della copertina…
Trevor: Avevamo bisogno di un backdrop per il tour, allora chiamammo lui (Andreas, N.d.R.), dato che aveva fatto semplicemente il dipinto quadrato per la copertina, chiedendogli se potesse aggiungere dei dettagli ai lati, dato che di norma i teloni da palco hanno forma rettangolare. Lui ha accettato e nel giro di poco più di tre settimane ha dipinto quelle parti aggiuntive, come la motosega e gli altri strumenti di tortura, e abbiamo pensato fosse perfetto!

Nicko: Avete programmi per il futuro, per esempio altri tour o festival quest'estate?
Trevor: Certo, ne stavamo giusto parlando; ci sono un sacco di festival in Europa quest'estate, noi suoneremo ad alcuni come Wacken, With Full Force, Hellfest… Dovremmo suonare anche a un festival nel sud dell'Italia, benché non ne ricordi il nome e non sia ancora confermato al 100%... Suoneremo al Neurotic Deathfest in Olanda, ad aprile, ed è confermato. Stiamo inoltre cercando di fare un tour negli Stati Uniti e in Canada quest'estate, perché sono zone in cui dovremmo suonare di più. Peraltro stiamo organizzando un tour europeo con i Carcass questo autunno, per cui sarebbe certamente una scelta logica fare il tour negli USA subito prima.

Nicko: Wow, quindi state pensando di suonare in Europa con i Carcass, sarebbe un tour grandioso!
Trevor: Sicuro, una gran cosa! (ride N.d.R.) Di fatto abbiamo già fatto il tour con loro (e gli Exhumed, N.d.R.) in Nord America, con il nome di Inked In Steel. L'idea iniziale era di farlo solo in Inghilterra, dato che Jeff Walkers (dei Carcass, N.d.R.) ci aveva chiamato proponendoci di suonare assieme per una decina di date solo nel Regno Unito intorno a novembre, ma abbiamo subito pensato che si potrebbe fare in tutta Europa, magari. Con un'accoppiata del genere, sarebbe davvero meglio suonare in tutta Europa, quindi faremo in modo che accada, sarà malsano!

Nicko: Sarò là di sicuro! Giusto per curiosità, ci sono band italiane in particolare che conosci e ascolti?
Trevor: In realtà non conosco moltissime band italiane, ad essere sincero, ma questo dipende dal fatto che in ambito metal ascolto sempre e solo roba molto vecchia, come i primi Slayer o Possessed… Probabilmente ho sentito nominare qualche band storica (in risposta al mio accenno a Necrodeath e Bulldozer, N.d.R.) ma devi sapere che c'è un numero piuttosto ristretto di band metal che ascolto tutt'ora. I Celtic Frost su tutte o gli Hellhammer! (ride, N.d.R.). Quelli restano i miei preferiti…

Nicko: Quindi non ascolti molte band metal odierne?
Trevor: A dirla tutta non ascolto molto metal attualmente e se lo faccio si tratta sempre e comunque di roba della vecchia scuola… Ascolto molto southern rock, in generale tutto quello che ascolto è piuttosto vecchiotto!

Nicko: Allora, giusto per curiosità, che musica ascolti attualmente? A parte il metal, intendo…
Trevor: Come ti dicevo, molto southern rock, dai Lynyrd Skynyrd, Allman Brothers, ZZ Top… Molto blues, mi piacciono BB King, Stevie Ray Vaughan, cose di questo genere! In generale roba vecchia, rock classico, i Led Zeppelin, i Black Sabbath ovviamente… Ronnie James Dio, e così via!

Nicko: Che ne pensi del suonare in Italia, vi divertite?
Trevor: Assolutamente, troviamo sempre molta gente appassionata e anche piuttosto pazza sotto il palco. Ricordo che la data italiana per il tour con i Macabre per celebrare i primi tre dischi (a Seregno nel 2012, N.d.R.), era stata grandiosa. Di recente abbiamo suonato anche in Sardegna, ed è stato grandioso, a Cagliari: la location era stracolma di persone che erano totalmente in visibilio.

Nicko: È un'ottima cosa che si cerchi di raggiungere anche posti relativamente meno interessati dalla maggior parte dei tour!
Trevor: Assolutamente, era la prima volta ed è stato molto bello! Poi oggi ci sono persone che ci seguono e ascoltano la nostra musica un po' ovunque, per cui…

Nicko: Ah, a tal proposito, quale pensi sia stato l'impatto di Internet e le sue piattaforme (come i social, oppure Kickstarter) su un band "tradizionale" come la vostra?
Trevor: Direi che è necessario. Aiuta, anche se richiede un bel po' di lavoro per starci dietro, però sai, abbiamo Facebook e cose del genere, basta scrivere una cosa o annunciare una data e istantaneamente migliaia di persone leggono e ne vengono a conoscenza. Naturalmente è più facile e veloce oggi che un tempo, quando c'erano soltanto le riviste e dovevi scrivere per aspettare di essere pubblicato e ottenere l'attenzione di nuovi fan. Avevamo anche proposto dei live stream in tempo reale di alcuni nostri show, il che era stato molto interessante, perché permetteva letteralmente a persone ovunque di seguire anche le nostre esibizioni dal vivo. È stato qualcosa di diverso, di nuovo. È una cosa che seguiamo, Donald è sempre su Facebook per occuparsi della pagina della band. Credo che in qualche modo ci sia stato d'aiuto. La campagna di Kickstarter era totalmente su Internet, ovviamente, e inoltre risulta molto facile comunicare date di tour o di uscite discografiche… primi un bottone e poi leggi che "settantamila persone" (in italiano, N.d.R.) hanno visualizzato quello che hai scritto, è una figata! (ride, N.d.R.)

Nicko: Poi si sale sul palco e si distrugge tutto!
Trevor: Esatto! (ride, N.d.R.). È così che funziona alla fine!

Nicko: Bene, ti ringrazio per il tempo dedicato a questa intervista, ci vediamo dopo quando sarete sul palco!
Trevor: Certo, grazie a te, un saluto!



Er Trucido
Mercoledì 11 Marzo 2015, 12.20.56
4
Ottima intervista ed ottime risposte di Trevor, che spiega anche la questione crowdfounding. Un piacere essere stato al concerto di Seregno del 2012 nominato, fu uno show memorabile.
AL
Venerdì 20 Febbraio 2015, 19.33.01
3
un grandissimo! e che concerto a Romagnano. Mitici! spero in un tour con i Carcass. che figata!
HJ
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 21.13.19
2
Un gigante
brainfucker
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 19.06.18
1
barba lunga, ciabatte e allman brothers band nello stereo. trevor è troppo the south will rise again! daje peres! però la prossima volta registrate una batteria vera invece di quella midi del guitar pro
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OBITUARY - Tatuato Nel Sangue - Intervista a Trevor Peres
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