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LEGENDS OF ROCK - # 36 - Scorpions, parte seconda
19/02/2015 (1875 letture)
(continua da qui)

La guarigione di Meine e Blackout
Nel 1981 Klaus Meine sembra essere fuori dai giochi, ma nonostante la diagnosi altamente negativa, dopo due interventi alle corde vocale, la sua ripresa è straordinaria: i compagni della band continuano a supportarlo e sostenerlo, la determinazione è grande e così il trauma passa e le sue condizioni di salute tornano ad essere ottimali. Klaus si riprende in tempo per partecipare al nuovo album in lavorazione, a cui stava collaborando Don Dokken, il quale però per sostenere Meine partecipa alla stesura di alcune linee vocali ed alle backing vocals.
Così l’anno successivo, nel 1982, la band pubblica il nuovo disco, Blackout, che si rivela per l’ennesima volta il miglior successo della band ottenuto fino ad allora. Il disco viene considerato un po’ ovunque il miglior album hard rock dell’anno. Il sound si fa più duro e potente, la title track e Dynamite viaggiano su binari di heavy roccioso, con le chitarre aggressive e la voce di Meine che paradossalmente sembra ancora più acuta e aggressiva che in passato. Gli Scorpions ottengono ancora più successo ed il loro nome sembra prevalere su quello della concorrenza inglese ed americana. La copertina stavolta non crea scandalo, e rappresenta un’opera dell’artista Gottfried Helnwein, la quale ritrae la testa di un uomo -fasciata da bende e con delle forchette sugli occhi- il quale urlando infrange un vetro. La testa ritratta diverrà un po’ la mascotte degli Scorpions e verrà ripresa in altre copertine del gruppo. Anche per la registrazione la band utilizza delle tecniche differenti rispetto al passato per avere un nuovo sound più diretto, infatti le sessioni di avverranno nella Villa San Pecaire a Nizza, in Francia, registrando nelle stanze della casa ma senza allestire un vero e proprio studio.
L'act tedesco parte per un tour mondiale che tocca per la seconda volta gli Stati Uniti, dove per l’occasione suonano con gli Iron Maiden in qualità di supporter.

Love at First Sting- Still Loving You
Ormai gli Scorpions godono di una fama e di un successo planetario, la band con Blackout sembra essere arrivata al proprio apice, ma lo stato di salute e la vena creative dei rocker tedeschi pare inarrestabile.
Nel 1984 la band pubblica quello che effettivamente sarà il suo disco di maggior successo: prodotto sempre da Dieter Dierks e registrato tra Svezia e Germania vede la luce quello che molti pensano sia un best of della band visto l’altissimo livello qualitativo delle canzoni e la naturalezza con la quale sono diventate dei classici conosciutissimi: Love At First Sting. Il nono album degli scorpioni spopola ovunque, negli Stati Uniti arriva alla sesta posizione della Billboard 200 dietro a dischi come Thriller di Michael Jackson, Born in the U.S.A. di Bruce Springsteen e Purple Rain di Prince. Tutti i nove brani sono dei classici ma i singoli che trainarono l’album furono Rock You Like a Hurricane e Still Loving You, ma come non citare anche Bad Boys Running Wild, Big City Nights e I’m Leaving You? Il disco è inoltre uno dei primi dischi di hard rock ad essere registrato completamente con una tecnologia digitale anziché l’analogico. Sebbene la formazione sia quella classica nel corso degli anni sono circolate diverse voci che danno come bassista effettivo sull’album Jimmy Bain e Neil Murray nelle demo session anziché l’ufficiale bassista Francis Bucholz, così come è quasi certo che le parti di batteria furono scritte e suonate nelle demo da Bobby Rondinelli, (famoso per il suo passato con Rainbow e Black Sabbath ed attuale batterista di Axel Rudi Pell), ma il batterista effettivo sul disco fu Herman Rarebell.
Love at First Sting è l’album della band di maggior successo ed uno dei dischi hard rock più venduti di tutti i tempi, ma si creano ancora dei disagi sulla vendita nei negozi a causa della copertina: questa volta non c’è nulla di apparentemente scioccante, in quanto la cover ritrae un uomo baciare in modo passionale una donna ed al tempo stesso è intento a farle un tatuaggio sulla coscia, all’epoca però molti negozi si rifiutano di vendere l’album.

Savage Amusement, Crazy World e Wind of Change
Ormai celebrità dell’hard rock e della musica in generale gli Scorpions partono per un tour mondiale di gran successo da cui viene tratto il celebre disco dal vivo World Wide Live. La band diventa celebre anche per gli spettacoli dal vivo, che li vede a che fare con evoluzioni acrobatiche come la celebre piramide umana in cui i ragazzi della band sorreggono Meine.
Arriviamo nel 1988 e la band si riaffaccia sul mercato discografico con un nuovo importante capitolo della propria carriera. Savage Amusement viene licenziato dalla EMI ancora sotto la supervisione del celebre produttore Dieter Dierks. Il disco è l’ennesimo centro e si piazza benissimo e subito nella top ten USA ed al primo posto della classifica europea, ma il grande successo è dovuto ancora dall’eco di Still Loving You e quindi del precedente Love at First Sting. Savage Amusement contiene ottimi brani, i tre singoli che verranno estratti diventano presto classici della band, Rhythm of Love, Passion Rules the Game e Believe in Love, ma a causa di una eccessiva melodia e del piglio radiofonico dei brani il disco risulta molto meno aggressivo ed i brani in generale non hanno il mordente del disco precedente. L’album è comunque campione di incassi e fa ripartire subito la band in un nuovo tour mondiale, spingendosi con un concerto anche a San Pietroburgo e facendo così diventare gli Scorpions la prima band occidentale a suonare in Unione Sovietica. Ma questo episodio è solo l’inizio di quella di diventerà un evento storico di portata mondiale.
Nel 1989 infatti il regime comunista dell’U.R.S.S. inizia a vacillare, viene organizzato un enorme festival gratuito proprio a Mosca, nominato Moscow Music Peace Festival, in cui suonano, oltre agli Scorpions, Bon Jovi, Motley Crue, Skid Row, Cinderella ed Ozzy Osbourne. Il pubblico che accorse fu numerosissimo, stimato tra i 250.000 ed i 500.000 spettatori. Questo concerto al di la dei numeri rappresentava l’apertura dell’Unione Sovietica all’occidente, rimasto chiuso per anni ed ufficialmente ignaro di ciò che succedeva al di là dei confini nazionali. Così come le notizie anche la musica rock europea ed americana attraversava i confini in modo illegale e molti cittadini russi ne avevano solo sentito parlare con un passaparola confuso. Durante l’esibizione della band ed in particolare della canzone Holiday Klaus Meine sosterrà di aver visto i soldati dell’Armata Rossa scoppiare a piangere: questo avvenimento unito alla caduta del muro di Berlino che divideva Berlino est dalla zona Ovest, e che rappresenta il segno di divisione della Germania ispirano Meine alla scrittura di quello che sarà il brano della band di maggior popolarità e successo: Wind Of Change.
Siamo nel novembre del 1990 quando la band pubblica il suo undicesimo album Crazy World: siamo in un periodo di cambiamenti, sia per la band che per la Germania, che come sopracitato nel 1989 aveva visto la caduta del muro di Berlino; la band decide di separarsi dallo storico produttore Dieter Dierks e di avviare delle novità musicali abbastanza significative: il sound dell’album ha un taglio più moderno, pur senza snaturare il suono che tutti conoscevano della band, la band si auto produce con il supporto del produttore americano Keith Olsen, che in passato aveva collaborato con Journey e Whitesnake, il quale consiglia alla band di appoggiarsi ad un songwriter esterno alla band, che sarà poi Jim Wallance, ma il brano più famoso, Wind Of Change sarà scritta esclusivamente da Meine, e sarà destinata a diventare un tormentone mondiale, capace di vendere solo come singolo milioni di copie, diventando n°1 in 11 nazioni e ricevendo il World Music Award come miglior canzone che un gruppo tedesco abbia mai fatto. Il titolo del disco doveva essere Restless Night, prendendo il titolo da un altro brano contenuto nel disco, ma dopo aver sentito un discorso dell’allora presidente americano George H.W. Bush in cui diceva “dovete rendervi conto che viviamo in un mondo folle” il batterista Herman Rarebell consiglia il titolo Crazy World come più di impatto.

Gli anni 90 ed il periodo di crisi
Dopo una parabola sempre in ascesa la band sembra davvero non conoscere crisi: Wind of Change permette alla band di raggiungere un ulteriore livello di popolarità, da cui però non si può far altro che decadere.
Gli anni novanta sono infatti caratterizzati da un forte momento di crisi dell’hard rock e dell’heavy metal tradizionale, dagli Stati Uniti giungono nuovi fenomeni musicali, prima il grunge poi il new metal, ed i gruppi storici vivono un momento di profonda crisi di mercato, con poche eccezioni come Bon Jovi o Guns N’ Roses (afflitti però da insanabili contrasti interni). Gli Scorpions nel 1993 escono con un nuovo lavoro che però segna il primo tassello di una serie di episodi non fortunatissimi. Consci del fatto che non si può bissare Wind Of Change e che il mondo musicale è in evoluzione, danno alle stampe Face The Heat, che si presenta con un sound più potente e pesante (anche per non rimanere incastrato nel binomio Scorpions= band da ballad). Il disco contiene comunque delle hit come la potentissima Alien Nation o le ballad Woman e Under The Same Sun; lo spessore artistico è generalmente alto ma le vendite, pur buone, non sono paragonabili a quelle dei dischi precedenti, la band cambia anche radicalmente look, più grezzo e paragonabile al classico pelle e cuoio dell’heavy metal. Il disco vede la produzione di Bruce Fairbairn, che aveva collaborato con gli AC/DC di The Razors Edge. Face the Heat è anche il primo disco senza Francis Bucholz al basso, che era stato licenziato l’anno prima, ed al suo posto troviamo Ralph Rieckermann.
Face the Heat, nonostante il successo sotto le aspettative, è un disco Scorpions al 100%, che alterna pezzi veloci ed ottime ballad; è quello che la band decide di fare in seguito che mina seriamente la salute della band. Per cercare di cavalcare i fasti del passato legato a ballad strappalacrime ed emozionali la band pubblica nel 1996 Pure Instinct che è caratterizzato proprio dal fatto di contenere quasi esclusivamente ballad o mid tempo, ad eccezione della opener Wild Child, classico brano hard rock senza infamia e senza lode. L’anno precedente anche Herman Rarebell lascia il gruppo per fondare una propria etichetta discografica e la band si appoggia a Curt Cress per completare Pure Instinct prima di assumere ufficialmente James Kottak.
I singoli trainanti sono proprio Wild Child e la ballad You and I, che ottengono però ancora meno successo di quanto ottenuto con Face The Heat. L’album contiene comunque buoni brani come Does Anyone know o Where the River Flow, ma siamo lontani dalla qualità dei dischi del passato e molti fan abbandonano la band. La band torna a far parlare di sé anche per la copertina che raffigura una famiglia di persone nude dentro una gabbia osservata da animali da zoo come tigri e zebre che sono all’esterno, chiara inversione di ruoli tra uomo e animale, la cover in alcuni paesi viene censurata e sostituita con una che ritrae la chitarra di Rudolf Schenker.
Nel 1999 la band pubblica un nuovo lavoro che purtroppo rappresenta il punto più basso della carriera degli Scorpions a livello di riscontro di critica e pubblico: Eye II Eye. La band è chiaramente alla ricerca di nuove sonorità, già in Pure Instinct l’uso delle tastiere si era fatto massiccio, qui la band utilizza anche parti campionate e sintetizzatori, seppure in maniera abbastanza contenuta, ed il songwriting punta a brani pop rock, mid tempo e ballad spesso veramente poco ispirate, strizzando parecchio l’occhio a sonorità di band come U2. La band di Bono Vox è richiamata anche nell’orribile copertina che ritrae il trio Jabs, Meine e Schenker in primo piano su sfondo nero. Il risultato è un disastro su tutti i fronti, a livello artistico Eye II Eye è decisamente bruttino, pur contenendo buoni brani come la opener Mysterious, What U give U get back o le ballad A moment in a Million Years e la struggente title track, dedicata alla memoria dei padri di Meine e di Schenker, scomparsi entrambi poco prima dell’uscita del disco. Il nuovo sound non viene per nulla apprezzato dai fan, che voltano le spalle al gruppo tedesco, per la prima volta in carriera davvero in crisi.
Nel 2001 la band pubblica un nuovo album dal vivo ma interamente acustico, intitolato appunto Acoustica, estratto da una serie di concerti tenuti in Portogallo a cui partecipano oltre ai cinque componenti ufficiali musicisti esterni che si occupano di suonare strumenti classici e percussioni. In questo disco oltre a presentare i classici della band in una versione totalmente nuova gli Scorpions eseguono anche classici di Kansas (Dust in the Wind), The Cars e Queen, oltre a proporre due inediti. Il disco viene ben accolto da pubblico e critica ma non risolleva la situazione stazionaria della band.

Ritorno al passato e nuove sperimentazioni
Devono passare ben cinque anni per vedere la pubblicazione del nuovo disco in studio, Unbreakable esce infatti nel 2004 e segna un netto ritorno della band al sound heavy ed hard rock che da sempre caratterizza la band, ma con un tocco di modernismo nel sound globale. La scelta fu quella vincente ed il platter ottenne un buon successo, vendendo più dei due discutibili lavori precedenti. Il disco contiene brani come Love 'em Or Leave 'em, Deep and Dark o Blood Too Hot che sembrano provenire direttamente dai classici del gruppo ed anche in sede live i brani di Unbreakable si sposano benissimo con i vecchi classici. Presente anche una ballad al piano: Maybe I, Maybe You ma in generale il numero di ballate in questo disco si riduce solo a due, a provare che l’intenzione degli scorpioni era quella di tornare a fare musica dura, come non succedeva dai tempi di Face The Heat ben dieci anni prima. Iniziano a circolare rumors sulla possibilità che l'album possa essere l’ultimo e che la band sia in procinto di sciogliersi, ma si tratta solo di voci di corridoio infondate che il gruppo si limita a non confermare né a smentire. Il disco vede anche l’ingresso del nuovo bassista Pavel Maciwoda, completando la formazione che dura fino ai giorni d’oggi. Passano altri tre anni e la band pubblica nuovamente un lavoro coraggioso ed in parte sperimentale: Humanity – Hour I è il titolo del nuovo disco prodotto niente di meno che da James Michael e Desmond Child e viene pubblicato da Sony BMG. Il disco ha un sound decisamente moderno ed in alcuni brani viene utilizzata un’accordatura abbassato di due toni per dare un taglio molto più cupo e moderno, tipico di generi ben più estremi. Al disco partecipano tra i vari ospiti Billy Corgan degli Smashing Pumpkins nel brano The Cross e John 5 (Marylin Manson) nella opener Hour 1. Nonostante i suoni siano moderni il disco ha il tipico suono degli Scorpions e al suo interno troviamo brani tipicamente hard rock e ballad come Your Last Song o la title track, scelta anche come singolo e video. La band c’entra l’obiettivo fallito con Eye II Eye, ovvero avere un suono moderno, potente ma senza snaturare la propria personalità. La band vive una nuovo periodo di ascesa che non accadeva dalla fine degli anni 90.

Sting in The Tail, scioglimento, smentita e nuovo disco nel 2015
Solo due anni dopo la pubblicazione di Humanity la band conferma le voci che erano già incominciate a circolare da qualche anno, ovvero l’imminente scioglimento dopo una carriera lunga quasi mezzo secolo. Viene infatti annunciato un nuovo disco, pubblicato nel marzo del 2010 ed intitolato Sting in The Tail e la relativa lunga tournée mondiale che seguirà, alla fine della quale la band si scioglierà.
Sting in The Tail è un disco di robusto hard rock anni 80 con una produzione moderna ma in cui vengono accantonate le sperimentazioni moderne del disco precedente: brani come la opener Raised to Rock, Sting in The Tail, No Limits o The Spirit of Rock sono brani che sembrano provenire dalla migliore produzione della band degli anni 80, con anche alcuni chiari riferimenti al loro storico passato, come in Raised to Rock che si apre con la frase “I Was born in a Hurricane” con chiaro riferimento alla loro hit Rock You Like a Hurricane. Presente anche la cantante finlandese Tarja Turunen (ex Nightwish) nel brano The Good Die Young. Il brano di chiusura The Best has Yet to Come sembra davvero essere il brano testamento della propria carriera, il cui testo sembra riferito alla musica ma con una frase che cita testualmente “come possiamo invecchiare se la nostra colonna sonora è il rock and roll? E il meglio deve ancora venire” e che da speranze sul fatto che la band tutte le intenzioni di sciogliersi non le abbia…La band si imbarca nuovamente in un lunga tournee mondiale, ma nell’aprile del 2014 il batterista viene arrestato a Dubai per guida in stato di ebbrezza e offese alla religione islamica e condannato ad un mese di carcere oltre cha al pagamento di una multa, il suo posto per le date in cui è impossibilitato a partecipare viene preso da Johan Franzon. Nella seconda metà del 2014 viene avviene l’annuncio che molti prevedevano già: lo scioglimento viene smentito alla fine della lunga tournée mondiale, prima spezzato dalla pubblicazione del disco Comeblack, che contiene rivisitazioni dei loro classici ed alcune cover, e poi viene ufficializzato il nuovo disco schedulato per il febbraio 2015 a titolo Return To Forever che idealmente vuole celebrare il 50° anno dalla fondazione del gruppo di Schenker e soci.
Il 24 febbraio è la data annunciata per la pubblicazione del nuovo studio album; forse considerata la carriera della band e gli indiscutibili capolavori del passato è difficile sperare veramente che “il meglio debba ancora venire”, ma data la bontà degli ultimi lavori è innegabile che la band abbia ancora parecchia energia e cartucce da sparare!

Discografia in studio
1972 - Lonesome Crow
1974 - Fly to the Rainbow
1975 - In Trance
1976 - Virgin Killer
1977 - Taken by Force
1979 - Lovedrive
1980 - Animal Magnetism
1982 - Blackout
1984 - Love at First Sting
1988 - Savage Amusement
1990 - Crazy World
1993 - Face the Heat
1996 - Pure Instinct
1999 - Eye II Eye
2004 - Unbreakable
2007 - Humanity - Hour 1
2010 - Sting in the Tail
2011 - Comeblack
2015 - Return to Forever



Zess
Martedì 24 Febbraio 2015, 21.08.33
10
Anche io preferisco nettamente il periodo Roth, non c'è proprio paragone.
Arrraya
Martedì 24 Febbraio 2015, 20.45.31
9
Sono innamorato del periodo con Uli J. Roth: Virgin Killer, Taken by Force. Ma alla fine in ogni album c'è sempre qualcosa di bello da ascoltare.
Maurilio
Lunedì 23 Febbraio 2015, 21.08.10
8
Grande band. I miei album preferiti Blackout e Love at first sting, secondo me album completi e una spanna sopra tutti gli altri. Sicuramente da avere a tutti i costi il monumentale live World wide live.
Argo
Domenica 22 Febbraio 2015, 18.09.08
7
Grande band!
jek
Sabato 21 Febbraio 2015, 9.33.00
6
Blackout e Love at First Sting sono tra i migliori dischi hard rock (anche se Blackout l'ho sempre ritenuto più Heavy) mai scritti, ricordo ancora il Word Wide Tour dell'85, stupendo. ottima seconda parte Mauro.
metallo
Giovedì 19 Febbraio 2015, 19.50.58
5
Trismegisticamente 3 volte grandi, vocalmente, strumentalmente e compositivamente parlando ovviamente, anche il tanto bisfrattato e ultracriticato Crazy world a me piace, si anche per le favolse ballad come wind of change e send me an angel, troppo belle, proprio come tutta la loro musica, l'ultimo ancora non lo ascolto, vedro' di provvedere sl piu' presto.Altre leggendi viventi.Bellissimo articolo su una grande band.
Gokronikos
Giovedì 19 Febbraio 2015, 11.18.34
4
Ti sei dimenticato di citare quella porcheria di album con l'orchestra del 2000, quello dove c'è anche Zucchero! Terrificaante! Inoltre il batterista non è stato arrestato per guida in stato di ebrezza, impossibile visto che era in aeroporto, ma per aver mostrato il culo a qualcuno. Vedi un po' te se correggere o no. Grazie!
Radamanthis
Giovedì 19 Febbraio 2015, 10.36.56
3
Complimenti Mauro x l'ottimo articolo su una delle bands più importanti del pianeta in ambito rock. Sono molto affezionato a questa band soprattutto nella sua seconda parte di vita ed in particolar modo a quel tanto osannato / criticato Crazy world, per me un disco stupendo che ancora sa darmi brividi lungo la schiena (e non è il freddo di questo periodo...). Lì è racchiusa Wind of change brano che suscita in me piacevoli ricordi e dolci melodie malinconiche. Complimenti ancora! Rock on!!!
Mauro Paietta "My Refuge"
Giovedì 19 Febbraio 2015, 8.11.54
2
@Lele 12 molti artisti tentarono di esibiersi ma i permessi furono rifiutati, come i Queen nel 1986, e si spinsero solo fino a Budapest. Riguardo gli Uriah Heep hai ragione, lo ignoravo. Purtroppo moltissimi siti citano gli scorpions come prima band ad esibirsi in Urss.
Lele 12 DiAnno
Giovedì 19 Febbraio 2015, 1.59.50
1
Ma in URSS non si erano già esibiti gli Uriah Heep nell'87? E prima di loro, probabilmente altri artisti pop, tipo Elton John, UB40.. ..
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