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GENTLE STORM + RAIN - Locomotiv, Bologna - 26/02/15
04/03/2015 (1385 letture)
SENSI UNICI
Arrivare in zona Locomotiv non è mai facile come sembra: sensi unici, vie con accesso limitato… tra un po' mancano solo le gimkane con dune e cammelli! Scherzi a parte, la location come sempre merita per la sua particolarità. All’interno di un campo sportivo, con bocciofila a coadiuvare il tutto, c'è un luogo perfetto per concerti che si protraggano sino a tarda notte. Già al’ingresso c’è una discreta fila che attende l’apertura, prevista per le 21:00; armato di tessera, come da prassi ricorrente, entro all’interno dove già diverse persone sono appollaiate sotto il palco che, scarno e semplice, mette in luce qualche leggio e un batteria solitaria. C’è pure il banchetto del merchadinsing, cosa che, se per i Rain può essere comprensibile, per quanto riguarda i due olandesi risulta quasi fuori luogo, vendendo solamente magliette senza nemmeno lo straccio di un disco in anteprima. Sarò all’antica io, ma comprare la maglia ricordo di un “gruppo” che non ha ancora fatto uscire un disco, e del quale non si sa praticamente nulla, risulta forse eccessivo, motivo per il quale per la maggior parte della serata il banchetto rimarrà solitario e fine a se stesso, se non in qualche raro caso. Andiamo avanti, non fermiamoci sui ciottoli che si inciampa, e fuoco alle polveri! In modalità acustica, ovviamente: sul palco arrivano i bolognesi, silenzio in aula.

RAIN
Concerto insolitamente acustico per i nostri che, con leggerezza e melodia, lasciano trascorrere la mezz’ora a loro disposizione in maniera semplice ma raffinata: ovviamente le canzoni del loro repertorio sono volutamente rivisitate per adattarsi alla perfezione al contesto in essere, lascando un piacevole ricordo ai presenti nel post serata. La sala non è ancora piena, il pubblico inizia ad avvicinarsi sotto il palco e timidamente qualche applauso alla fine di ogni canzone compare qua e là; il gruppo prova a scaldare gli animi, ma sembra purtroppo che solamente con la cover dei Beatles, A Hard Day’s Night, qualcosa si muova nelle interiora dei presenti. Peccato, perché le melodie ci sono, i passaggi funzionano e nella loro semplicità le canzoni si lasciano ascoltare piacevolmente senza stancarsi o avere il desiderio che la fine si avvicini repentinamente. Mezz’ora, dicevamo, dove alcuni classici della band e brani provenienti dagli ultimi lavori vengono riproposti ripercorrendo la storia di una band che, pur con oltre trent’anni di carriera sulle spalle, sembra non riuscire a far breccia nei presenti. Applausi di circostanza alla fine, ma il desiderio di rivederli in modalità “rockka rolla” rimane; per il sottoscritto premiati, un ottimo opening act per rompere il ghiaccio.

GENTLE STORM - PRIMO TEMPO
Il “primo tempo” del concerto di stasera possiamo vederlo come la presentazione in singolo della bella olandesina, con la sua chitarra acustica, un leggio e nulla più, che lascia risplendere gli animi dei presenti che non vedevano l’ora di sentirla nuovamente cantare. Come ovviamente tutti sappiamo, i The Gathering sono un gruppo ora distante anni luce dai fasti dei vecchi tempi, nascosti dall’ombra di se stessi; che Anneke abbia un seguito da quando ha deciso di intraprendere una carriera solista, oramai anni orsono, è risaputo: tanto seguito intorno al globo che le si può far cantare anche la canzoncina di Mr. Hankey e sicuramente qualcuno la riterrà un capolavoro. Sia chiaro che oltre alla carineria, la bellezza, lei ha anche un voce discretamente valida: non avrà magari un range così ampio e variegato da far invidia ad altri grandi nomi, ma il suo sporco lavoro lo sa fare senza nessun problema. Musicalmente offre otto canzoni che prendono in minima parte dalla sua carriera solita (Circles e Beatiful One) ma per la maggior parte sono cover sparse a destra e manca di cantautori e band “abbastanza conosciuti” quali Chris Isaak Bruce Springsteen, gli immortali Pink Floyd e gli U2. Il suo spazio armonico è questo e nulla più, con una chitarra, un centinaio di persone e una lenta esibizione che tra battute, risate e qualche canzone prende i suoi tre quarti d’ora di spazio prima dell’ingresso di Mr. Lucassen. Io vidi la cantante, come solista, già in occasione dell’ultimo tour, sempre acustico, dei Pain of Salvation proprio a qualche chilometro di distanza dalla venue di stasera, e nuovamente l’idea che la strada da lei intrapresa traballi su un piedistallo tanto ipostatico quanto eroso è sempre più chiara. Non appena nomina Locked Away, della sua “ex band”, gli animi si agitano e un coro prende forma, attraverso sfumature di un passato troppo ingombrante. Otto canzoni che si intersecano tra una chiacchierata, un po' di divertimento e centinaia di foto dei presenti che applaudono sempre più numerosi, in attesa del grande evento.

GENTLE STORM - SECONDO TEMPO
Ladies and Gentlemen please welcome Mr. Arjen Lucassen
Quanti, di quelli che hanno presenziato ad una almeno delle tre serata italiane del duo in questione, era qui solamente per questo signore biondo sempre alto magro come un grissino e con una mente artistica da sola pari ad un big bang? Siamo sinceri, ragazzi, non raccontiamoci la storiella dei benpensanti: la presenza in sede live, dopo tantissimi anni e con tanto di tour, di Arjen ha portato in loco almeno il 70% del pubblico. Un gigantesco applauso di tutta la sala esplode all’ingresso sul palco della mente degli Ayreon ed in pochissimi istanti si inizia con il singolo preso dal prossimo imminente album, quella Endless Sea che dimostra di essere già conosciuta a menadito dai presenti: sorpresi, i nostri si complimentano e ringraziano caldamente, andando subito dopo ad aprire a quello che sarà l’incipit dell’intera esibizione, vale a dire la coverizzazione di alcuni brani tra i più conosciuti del progetto Ayreon. Ben nove dei quindici brani proposti saranno pescati da The HumanEquation, piuttosto che da Into the Electric Castle o da 01011001. La prestazione è semplice, minimale e ironica, fatta di dialoghi impostati tra i due che si divertono divertendo a loro volta gli spettatori, a bocca aperta nel sentire canzoni che mai avevano avuto la possibilità di essere ascoltate in sede live. Ad ogni brano intonato, non appena la chitarra prende vita, un’ovazione e un coro che segue ogni sillaba si alza all’unisono, diventando la colonna sonora del proseguo di serata. Non serve molto ad Arjen per sentirsi a proprio agio: uno sgabello traballante, un microfono e tutta quella simpatia che ci ha abituato a conoscere attraverso i video e i trailer delle giornate passate in studio di registrazione. Anche Anneke pare prendere una dimensione maggiore, più profonda e sensuale: applica la tecnica del "ridi e canta con maestria", imbarazzandosi ancora, dopo tutti questi anni in giro per il mondo, a chi le urla “Bella e brava”. Questi due sono fatti per suonare insieme e, a dirla tutta, pare propri che uno necessiti dell’altra per completare il proprio mondo artistico: ecco perché in quello che sarà il prossimo disco probabilmente riusciremo a percepire alcune delle sfumature più sincere mai create in sala di registrazione. Le attese sono molto elevate, perché nelle tre tracce proposte c’è qualcosa di differente dai soliti canoni compositivi, nuovi orizzonti e memorie prendono forma. La doppietta conclusiva formata da The Garden of Emotions e da Day Seven: Hope è il culmine della prestazione, mancano solo candele e limonate da copione e poi il cerchio sarebbe chiuso per quella che in molti ricorderanno come una serata intima e riflessiva. Alla fine della scaletta la solita uscita di palco, applausi di scena e il rientro con tre composizioni di The Gathering, Beatles e Ayreon, prima di congedarsi e tornare sul palco per un secondo encore richiesto a gran voce da tutto il pubblico. Luce rossa di scena, richieste specificatamente, e saluti con My House on Mars da quell’Universal Migrator: Part 1 a molti mai andato a genio. Da segnalare a metà concerto la presenza sul palco di Sara Squadrani degli Ancient Bards, che ha cantato Valley of the Queens in duetto con Anneke: un piccolo cameo, ma che merita applausi perché a dirla tutta quanti cantanti del suolo italico hanno avuto la fortuna di prestare servizio su un album degli Ayreon? A buon intenditore poche parole.

SET LIST
Anneke Van Giersbergen
1. Beautiful One (Agua de Annique)
2. 4 Years (Lorrainville cover)
3. Wicked Game (Chris Isaak Cover)
4. Circles
5. I'm on Fire (Bruce Springsteen Cover)
6. Locked Away (The Gathering Cover)
7. Wish You Were Here (Pink Floyd Cover)
8. Drowning Man (U2 Cover)

Anneke Van Giersbergen & Arjen Lucassen
1. Endless Sea
2. Day Six: Childhood (Ayreon Cover)
3. Isis and Osiris (Ayreon Cover)
4. The Moment
5. Comatose (Ayreon Cover)
6. Valley of the Queens (Ayreon Cover con Sara Squadrani)
7. Mad World (Tears for Fears Cover)
8. Waking Dreams (Ayreon Cover)
9. New Horizons
10. The Garden of Emotions (Ayreon Cover)
11. Day Seven: Hope (Ayreon Cover)
Encore:
12. Strange Machines (The Gathering Cover)
13. A Day in the Life (The Beatles Cover)
14. The Castle Hall (Ayreon Cover)
Encore 2:
15. My House on Mars (Ayreon Cover)


CAMMINO DI RITORNO
Calato il sipario si torna a casa soddisfatti per quell’inaspettata serata che ti tranquillizza, rasserena e ricorda che la musica a volte è molto più emozionale di quanto ricordassi, perso tra un distorsore e l’altro. La presenza di pubblico è stata discreta, con tre quarti del locale riempiti, un prezzo non così proibitivo di 18 € per quasi tre ore di musica hanno costituito un’ottima possibilità per vedere un duo che sicuramente non sarà così facile in futuro ritrovare a pochi passi da casa e in forma così smagliante. In attesa dell’imminente album dei Gentle Storm congediamoci, ringraziando il fato che li ha portati per ben tre tappe qui nel Bel Paese, e con la speranza di poter rivedere Arjen Lucassen il prima possibile, sempre che non continui a tirarsi indietro.



Punto Omega
Martedì 31 Marzo 2015, 0.30.22
8
i The Gathering sono un gruppo ora distante anni luce dai fasti dei vecchi tempi, nascosti dall’ombra di se stessi. ----------------- Sinceramente i The Gathering stanno ancora facendo cose sublimi, mentre Anneke (escludendo la collaborazione con Lucassen), ha fatto cose molto, ma molto banali. Silje non sarà Anneke, ma, artisticamente parlando, ha partecipato in cose ben più degne di nota di quello che ha fatto la cantante olandese nella sua carriera da solista (Disclosure, tanto per fare un esempio, è un disco grandioso).
Cris
Lunedì 30 Marzo 2015, 11.39.35
7
Avevo visto, x l'ultima volta, Anneke al Transilvania di Milano una decina di anni fa con i Gathering e nn vedevo l'ora di riascoltare la sua angelica voce. Riguardo a Lucassen, nn ho mai avuto l'opportunità di poter assistere ad una sua esibizione live e nn mi sono fatto scappare questa occasione che penso sia certamente l'ultima in Italia ed una delle ultime in assoluto, vista la sua poca propensione ad esibirsi in pubblico in tour ( ringrazierò x sempre Anneke x averlo convinto a partecipare a questi shows acustici in Europa). Devo dire che l'esterno della location (un parco degno di comparire nelle riprese di un film di Tim Burton) mi ha lasciato interdetto e mi ha confermato che in Italia i posti dove fare e nei quali usufruire di musica sono x la maggior parte edifici o parti di essi riadattati e nn costruzioni progettate ad uso e consumo di musicisti ed appassionati. Una volta entrato ho avuto modo di apprezzare l'interno e di seguito due esibizioni, la prima convincente e la seconda, x vari motivi, divertente ed indimenticabile. A volte mi complimento con me stesso x aver cominciato, ad un certo punto della mia vita, ad ascoltare la musica che chi legge questa webzine apprezza (mi sarei altrimenti perso capolavori di Gathering, Lucassen, etc.)
hj
Mercoledì 4 Marzo 2015, 19.41.46
6
Grazie ad astra@ per le info. Farò l'esperimento per gli arcturus ma ho paura che sia come ai vecchi tempi al tempo rock dove si vedevano solo le teste. Per inciso l'ultima volta per gli arcturus e i Death Angel avevano risolto alzando il palco. Staremo a vedere
Ad astra
Mercoledì 4 Marzo 2015, 19.05.28
5
Ciao hj. Locomotov ha un buon palco anche se non grande ha la grandezza perfetta per quegli eventi... Al cento tutto piatto quindi l'unico modo per vedere sopra le teste di tutti é ai lati,dove ho scattato le foto, perché ci sono due corridoi rialzati e vedi perfettamente. Non ci sono transenne e arrivi. Praticamente dentro il palco... Bello perché c'e il sipario stile teatro e incornicia tutto molto bene.
hj
Mercoledì 4 Marzo 2015, 18.35.19
4
Qualcuno spieghi com'è il palco del locomotiv...visto che suonano prossimamente anche gli arcturus mi piacerebbe sapere se si vede qualcosa...
klostridiumtetani
Mercoledì 4 Marzo 2015, 18.20.50
3
mandylion e nighttime birds, per me sono capolavori assoluti
metallo
Mercoledì 4 Marzo 2015, 9.39.22
2
Scusate gli errori per i nomi e di gramnatica ,colpa della febbre.
metallo
Mercoledì 4 Marzo 2015, 9.35.49
1
Se ci fosse stato 2 anni fa quando ero ancora a Bologna a studiare sarei andato di corsa, a dire il vero Annecke con i Gathering non mi prese molto le prime volto che ascoltai i loro lavori, sono circa 9 mesi che l' ho cominciati completamente a riascoltatare dacima a fondo e li ho decisamente rivalutati, Annecke ha una voce sublime tipica dei grandi nomi del metal, lei e' fantastica ha una intensita' ed espressivita' vocale fuori del comune, Lucassen e' magia pura, uno dei piu' grandi compositori del settore sono anni e anni che e' sulla breccia e ha fatto solo grando cise compreso l'ultumo album, e infine sono contento del duetto con la nostra pacioccona biondona romagnila Sara Squadrani, ha una voce chiara, potente e squillante, riesce sia nei toni medio-bassi e piu' dolci e delicati che in potenti acuti da far venire i brividi, mi immagino, anzi ho visto e sentito gia' il duetto anche se con la non belka qualita' del tubo, da pelle d'oca deve essere stato, all'estero i nostri talenti li notano(vedi apounto Sara), gli A.B. saranno anche al Wacken, contento per loro perche' meritano veramente.Leggendo questo report non posso che essre invidioso di chi c'e' stato e selo e' gustato,fortunati.Lucassen e Annecke 2 leggende viventi.
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04/03/2015
Live Report
GENTLE STORM + RAIN
Locomotiv, Bologna - 26/02/15
 
 
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