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NERO DI MARTE + STORM{O} - Lo-Fi Club, Milano, 06/03/2015
11/03/2015 (1753 letture)
Con la data di questa sera posso colmare una mia grave lacuna, il non avere visto i Nero di Marte dal vivo. La band, tra le più originali e promettenti attualmente in attività nel Bel Paese, continua imperterrita a suonare numerosi show dal vivo nonostante la brutta esperienza del furto dei loro strumenti avvenuta ormai un anno fa a Roma. La band da allora non si è mai fermata, e lottando con le unghie e con i denti ha dimostrato di non volersi fare abbattere da simili eventi, per quanto destabilizzanti e disgustosamente infimi: questo il pubblico sembra averlo capito, sembra realizzare che i Nero di Marte sono qualcosa di sempre più grande e meritevole, e premia i nostri con una massiccia affluenza al Lo-Fi Club, che personalmente non ho mai visto così pieno. Al mio arrivo, tutto sul palco è già pronto per l'esibizione degli Storm{O}: coerentemente con l'orario indicato all'ingresso, salgono sul palco gli strumentisti e con zero chiacchiere inutili si va a cominciare.

STORM{O}
Il quartetto post-hardcore di Feltre può contare sulla copertina del proprio recente full length trasmessa su nove teleschermi posti dietro alla batteria: un accorgimento semplice ma visivamente d'effetto che emana in qualche modo l'atmosfera surreale e opprimente data dal disco, e di conseguenza dall'intera proposta musicale della band. Inizialmente, il gruppo propone un'intro quasi noise effettuata dal chitarrista Giacomo Rento, a cui si aggiungono poi gli altri strumentisti: il cantante non si vede. Tutto ad un tratto, Luca Rocco emerge dal pubblico, afferra il microfono e dà inizio al massacro (unica pecca dell'esibizione: proprio la voce va e viene nel corso del live, e non rimane sempre ai livelli di intelligibilità che merita). Di massacro si può a ragione parlare, perché il post-hardcore degli Storm{O} offre, oltre ad una dose non indifferente di tecnica e tempi stortissimi, un tiro pazzesco che viene rimpolpato anche dai suoni granitici della chitarra e del basso di Federico Trimeri, un ruggito devastante che scuote il locale con bordate telluriche. C'è di più: parte integrante della forza dell'esibizione è la folle presenza scenica dei musicisti, che paiono morsi da tarantole tanto si contorcono e si muovono sul palco trasmettendo agli astanti un'energia pura ed incontenibile. I pezzi di Sospesi nel Vuoto Bruceremo in un Attimo e il Cerchio Sarà Chiuso scorrono veloci come schegge impazzite, sotto alla micidiale direzione di Gabriele Coldepin che coniuga alla perfezione la potenza della batteria hardcore con una precisione ed una perizia molto apprezzabili. C'è tanto di Converge, nella musica degli Storm{O}, ma c'è anche tanto di loro, che si spendono senza riserva alcuna specialmente dal vivo. Il pubblico apprezza e ringrazia, e chi non li ha visti veda di rimediare presto.

NERO DI MARTE
Eccoci subito al piatto forte della breve (ma intensa) serata: a pensarci, l'ultima volta che venni al Lo-Fi fu per vedere gli Ulcerate, una delle influenze preponderanti dei Nero di Marte, che sia destino? Comunque sia, la curiosità nel poter finalmente sentire con orecchio la formazione dal vivo. Il concerto prevede la riproposizione pressoché integrale del recente Derivae, più Finis Terrae dallo split con i Void of Sleep: sin dalla partenza con L'Eclisse si capisce che anche questo non sarà il solito concerto metal, ma più un'esperienza contemplativa, in grado di fare viaggiare. Io stesso, in occasione della coppia Dite e Pulsar mi sorprendo a nuotare nei miei pensieri, avvolto da quel mare oscuro e multiforme di note che i ragazzi scagliano sul pubblico dal palcoscenico. Purtroppo, sebbene la prestazione tecnica sia maiuscola, in modo particolare da parte di Marco Bolognini dietro alle pelli, i suoni si dimostrano in questo caso meno all'altezza che in precedenza, motivo per cui secondo me la band non è in grado di trasmettere al cento per cento il proprio mondo: le chitarre non sono così bilanciate dal punto di vista del volume (con un predominio dell'ascia di Francesco D'Adamo), e nonostante la buona qualità generale non si è in condizione di percepire tutte le finezze atmosferiche date dai molteplici effetti applicati agli strumenti cordati; un discorso analogo per la voce di Sean Worrell, che se normalmente si percepisce discretamente, nelle sezioni più calme e quando effettata fatica un po', se non sparisce del tutto nel muro di suono. Nulla da dire invece per il basso di Andrea Burgio, pulsante ed immanente. Nonostante queste mancanze foniche, come scrivevo qualche riga fa l'effetto è sorprendente e rimane tale per tutta la durata del set, con un altro picco ne Il Diluvio. All'apparente termine del concerto, il pubblico chiama i Nero di Marte e loro ritornano con la quanto mai appropriata Clouded Allure, il mio pezzo preferito di Derivae, in grado di dire la propria anche in veste di chiusura del set. Che dire, dunque? Concerto contemplato (è il termine giusto), disco finalmente comprato e ritorno a casa ancora obnubilato dalla grande, oceanica massa di note oscure che i Nero di Marte mi hanno offerto. Chapeau.

SETLIST NERO DI MARTE
L'Eclisse
Convergence
Dite
Pulsar
Finis Terrae
Il Diluvio
Those Who Leave
--- Encore ---
Clouded Allure



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NERO DI MARTE + STORM{O}
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