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FUROR GALLICO + VEXILLUM - Rock’N’Roll Arena, Romagnano Sesia (NO), 07/03/2015
13/03/2015 (1365 letture)
Serata tutta italiana quella di sabato 7 marzo nella ormai rinomata location della Rock’N’Roll Arena di Romagnano Sesia, nel novarese. A solcare il piccolo ma importante palco da cui negli ultimi anni sono passati nomi altisonanti e altri meno noti ma ugualmente interessanti ci sono questa volta i Furor Gallico, supportati dai Vexillum, astri nascenti del power/folk nostrano. Gli headliner della serata hanno da poco pubblicato il loro secondo disco in studio, dal titolo Songs from the Earth, successore dell’omonimo debut album uscito ormai cinque anni fa, e si professano i futuri paladini del genere in madrepatria, amati come sono dal pubblico e incensati a ragione dalla critica. I Vexillum, dalla loro possono già contare su tre dischi in studio, l’ultimo dei quali non ha affatto deluso le aspettative, anzi, ha dimostrato l’assoluto valore e le enormi potenzialità di questa giovane ma ormai ben avviata band toscana che avevo avuto già modo d’incrociare in occasione del tour coi Rhapsody of Fire quattro anni orsono. Era invece la prima volta che vedevo dal vivo i Furor Gallico, e non avendo avuto occasione di approfondirli preventivamente ho avuto modo di restare piacevolmente sorpreso e quasi spiazzato dall’originalità della loro esibizione, oltre che delle loro canzoni. Purtroppo questo report risulterà deficitario della consueta setlist, in quanto irreperibile a posteriori e altrettanto impossibile da ricavare a concerto in corso per chi come me si approcciava per la prima volta alla proposta della band italiana e perciò non conosceva le canzoni. Ciò non va però ad escludere un resoconto provvisto di tutti i dettagli possibili e soprattutto le sensazioni derivate dalla serata, che per fortuna si sono rivelate talmente positive da non poter essere dimenticate tanto facilmente.

L’apertura porte fissata per le 22 ha fatto sì che parte del pubblico -me compreso- aspettasse all’interno della propria auto nei minuti precedenti invece che posizionarsi in coda, dato che la temperatura non era delle migliori per stare fermi in attesa all’aperto. Per fortuna il locale è provvisto di un piazzale abbastanza capiente per il parcheggio proprio davanti all’ingresso, cosa che nelle serate fredde permette di evitare congelamenti di sorta. Quando però la coda inizia a muoversi, ci vogliono parecchi minuti per far sì che tutti riescano ad entrare, in quanto la maggior parte dei presenti sembra aver scelto di acquistare il biglietto sul momento invece che comprarlo in prevendita, cosa che da quest’anno è possibile fare per tutti gli eventi in calendario alla Rock’N’Roll Arena. In ogni caso riusciamo ad entrare neppure in troppo tempo e di lì a poco, intorno alle 22.30, i Vexillum fanno il loro ingresso sul palco.

VEXILLUM
Lo spazio fisico a disposizione dei cinque musicisti è a dir poco essenziale: infatti, già il palco nel suo insieme non è dei più larghi, ma i Vexillum sono costretti a muoversi in una fascia ancor più ristretta delimitata dalla postazione della batteria dei Furor Gallico. Non il massimo per dei musicisti che quando salgono sul palco si trasformano negli assoluti padroni della scena, cercando di movimentare il più possibile il pubblico presente in sala soprattutto con la parlantina del cantante Dario Vallesi, abile interprete dei propri pezzi ma anche vero e proprio frontman dotato di personalità e carisma, doti necessarie per conquistare fin da subito chi si ha di fronte. Nei quarantacinque minuti di setlist, i toscani ci propongono solamente tre brani estratti dal recente Unum, ovvero The Jester: Over the Clouds, canzone ormai “famosa” per il rispettivo videoclip promozionale, The Departure: Blow Away the Ashes e The Way Back: The Clash Within, mentre da The Bivouac spiccano principalmente l’immancabile The Wanderer’s Note e The Marquetsquare of Dooley, quest’ultima quanto mai adatta ad essere proposta dal vivo. La prestazione dei Vexillum da fuori appare quasi del tutto priva di sbavature, ma sono evidenti i problemi che la band ha coi suoni sul palco, con dei livelli probabilmente non proprio perfetti. Le difficoltà emergono per noi specialmente durante i cori, che vengono letteralmente soppiantati dagli strumenti o dalla voce dello stesso Vallesi. The Jester: Over the Clouds è una prova di forza per i polmoni del cantante, in quanto costretto a cantare non solo le sue parti ma anche quelle che su disco sono affidate a Chris Bay dei Freedom Call. La tenuta della band è comunque ottima e il coinvolgimento del pubblico aumenta di minuto in minuto raggiungendo l’apice durante alcuni refrain trascinanti. Il tempo sembra però volare ed è già ora per i Vexillum di lasciare il palco agli headliner della serata, i milanesi Furor Gallico.
Il quarto d’ora di pausa tra una band e l’altra mi da l’opportunità di passare davanti allo stand del merchandise per acquistare finalmente la tanto agognata copia fisica di Unum; a gestire il tutto è il bassista Francesco Ferraro, che si mostra subito disponibile a scambiare con me pareri sul loro concerto. Una bella immagine a correlazione di un’esibizione che risulta nel complesso degna di nota.

FUROR GALLICO
Come anticipato nella premessa, non avevo mai avuto l’occasione di vedere dal vivo la band milanese, ma in realtà neppure di approfondire l’ascolto dell’ancor breve discografia. Le aspettative, quindi, erano per me diverse da quelle dei molti fan che addirittura conoscevano già i testi dei pezzi presenti nell’ultimo album, uscito da appena poche settimane, generando lo stupore anche del frontman Davide Cicalese, in arte Pagan. Songs from the Earth, secondo studio album uscito dopo ben cinque anni di attesa dal debut Furor Gallico, è la testimonianza in musica degli stravolgimenti avvenuti in formazione in questo lasso di tempo. Mattia Pavanello alla chitarra, Marco Ballabio al basso, Riccardo Brumat al violino e il giovanissimo Mirko Fustinoni alla batteria sono gli innesti più recenti, mentre i restanti membri sono ormai consolidati all’interno del nucleo centrale del gruppo. Il disco venuto alla luce di recente presenta molti pezzi di livello non eccezionale, che però quando riproposti dal vivo sembrano godere di vita propria. Il merito va alla grandiosa presenza scenica della band al completo, ma soprattutto di Pagan, vero e proprio cantastorie dotato di grinta e “faccia tosta” (da intendersi in senso positivo) da vendere nell’approcciarsi in modo estremamente diretto nei confronti del pubblico. Più che ad un concerto normale, sembra di stare all’interno di un pub fumoso e chiassoso, in cui i vari personaggi caratteristici fanno via via la loro apparizione rendendosi protagonisti di episodi scanzonati e fuori dalle righe. Gli autori di La Caccia Morta, che è sempre uno tra i brani più attesi, passano come niente da pezzi più pesanti e corposi ad altri dotati di un mood tranquillo e quasi sognante, con gli strumenti a fiato che si mettono in evidenza risultando spesso e volentieri i pilastri portanti di queste composizioni, elementi imprescindibili per creare il sound caratteristico dei Furor Gallico. Una nota di merito va senz’altro al batterista Mirko Fustinoni, appena ventenne, ma potenzialmente al livello di colleghi ben più esperti. La sua prova è quadrata, compatta ed estremamente d’impatto e lascia di stucco non pochi dei presenti durante l’esecuzione dell’assolo. I brani proposti in scaletta risultano tutti molto efficaci in questo contesto grazie alla loro eterogeneità e l’ora e mezza a disposizione della band non mostra segni di cedimento, salvo una naturale stanchezza che emerge quando ci si accorge che è quasi l’una di notte, c’è ancora da affrontare un’ora di viaggio per il ritorno e il mattino dopo la sveglia suonerà come sempre alle sette in punto.

Il resoconto della serata è davvero soddisfacente: tre ore di buona musica condita da atmosfere power/folk non certo da tutti i giorni. Considerando una stima della capienza massima della location novarese, anche se non si è sfiorato il tutto esaurito, il pubblico pagante (il costo del biglietto era di 10 euro e consumazione inclusa, quindi alla portata di tutti) era in numero considerevole e sotto questo aspetto non c’è molto altro da appuntare. L’organizzazione si è dimostrata all’altezza come sempre e l’unico neo per quanto mi riguarda è stato il relegare i Vexillum in uno spazio tanto ristretto di palco, anche se si possono comprendere le esigenze tecniche degli stessi organizzatori. Certo, a pensarci bene fa un po’ sorridere che una band con all’attivo tre album e ormai sulla strada della piena maturazione sia chiamata per aprire a degli headliner che fino a un mese prima avevano nella propria discografia un unico album e per di più autoprodotto ed uscito cinque anni prima, ma è chiaro che i Furor Gallico riescano nel loro piccolo ad attirare un numero più cospicuo di persone. Le prossime date del Tour from the Earth toccheranno le Marche, la Toscana, il Lazio, l’Emilia e la Lombardia. Che state aspettando? Indossate i vostri kilt e mettetevi subito in viaggio!



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ARTICOLI
13/03/2015
Live Report
FUROR GALLICO + VEXILLUM
Rock’N’Roll Arena, Romagnano Sesia (NO), 07/03/2015
 
 
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