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ARTAIUS - Anticipazioni sul nuovo disco
23/03/2015 (1417 letture)
The Fifth Season ci aveva stupito per la sua capacità di addentrarsi in territori inconsueti per una band folk metal. Dopo due anni, per gli Artaius si avvicina la data di uscita del secondo disco, previsto per maggio. Per l'occasione, abbiamo fatto quattro chiacchiere via skype con Enrico, Giovanni e Francesco, rispettivamente bassista, tastierista e cantante della band modenese. Ecco cosa ci hanno raccontato a proposito del prossimo disco!

Kara: Allora, potete dirmi qualcosa sul vostro prossimo album? Com’è andata la fase di produzione? quali saranno i punti in comune e le differenze maggiori con il lavoro precedente?
Enrico: Il concepimento del disco è stato molto diverso da quello del precedente, per due motivi principali: in primis quando abbiamo composto le canzoni che sono finite all’interno di The Fifth Season non avevamo in mente di fare un disco ed il processo compositivo è durato praticamente dalla formazione della band fino al 2013. Sono quindi sono canzoni che ci raccontano per 5 anni. Questo secondo disco, invece, l’abbiamo composto con la precisa intenzione di creare un prodotto coerente, e comunque i pezzi li abbiamo scritti più o meno nell’arco di un anno e sapevamo fin dall’inizio dove volevamo andare a parare...
Giovanni:...Quanti dovevano essere, come dovevano essere... Diciamo che ogni pezzo, prima di assumere una struttura definitiva, addiruttura prima che la fase di scrittura cominciasse, aveva già più o meno un inquadramento all’interno di un’ipotetica tracklist. Quindi, ancora prima di andare a scrivere un pezzo sapevamo già di che cosa c’era bisogno, grossomodo, intorno a quel momento del disco.
Enrico: Naturalmente non è che abbiamo scritto un disco a tavolino, però sicuramente quest'ultimo è stato più pensato rispetto all’altro, proprio nell’ottica di avere un prodotto che unisse tutti gli aspetti che volevamo mettere nel nuovo disco. Da un lato volevamo mantenere quell’originalità, quella voglia di sperimentare ed introdurre parti progressive che ci ha contraddistinti fin da sempre, però poi abbiamo anche voluto aggiungere un po’ più di energia, non so come dire...
Giovanni: ...Come un po’ più di mordente, ecco.
Enrico...E quindi rendere più pesanti le parti di batteria, basso e chitarra... Diciamo che sicuramente il nuovo disco suonerà molto più pesante e anche più omogeneo, ma da quello che stiamo sentendo siamo riusciti a non fargli perdere anche una certa propensione alla melodia ed alla sperimentazione. Quindi le chitarre death metal ora sono più "swedish", per così dire; le sonorità progressive sono state molto più approfondite; diciamo che anche i suoni hanno un’identità molto più chiara adesso: non ci sono delle escursioni in territori troppo distanti dal genere, abbiamo una paletta solora molto ben definita e molto più chiara. Secondo me è stato più che altro un lavoro di pulizia e potenziamento del disco vecchio, una roba del genere.

Kara: Ok. Ho visto che per questo album avete fatto ricorso a dei guest per violino e flauto, perché vi siete separati dalla violinista/flautista prima di iniziare il processo di registrazione...
Enrico: Sì, in realtà avevamo comunque in mente di chiamare qualche guest, perché comunque, avendo la fortuna di avere come amici dei musicisti molto bravi, ci piaceva l'idea di dividere il disco anche con loro. È successo così: prima di entrare in studio la Mia, che ha condiviso con noi il percorso fin dall’inizio, ci ha fatto sapere con molta onestà che non era più in grado di proseguire questa attività con la giusta serietà per via di problemi personali. Noi comunque abbiamo trovato due sostituti di cui siamo molto soddisfatti: Lucio Stefani, il ragazzo che ha suonato il violino, è un nostro caro amico e la sua qualità la conoscevamo, ed il flautista è Dario Caradente, che suona nei Kalevala e quindi direi che nell’ambito folk metal non ha bisogno di presentazioni. Il risultato finale è stato davvero molto soddisfacente. Tra l’altro avremmo anche un terzo guest molto speciale: su uno dei nostri pezzi suonerà il violinista dei Ne Obliviscaris. Faremo anche uscire un lyric video di quel brano, che anticiperà il disco.

Kara: E come siete riusciti a trovare quest'ultima collaborazione?
Giovanni: Si potrebbe definire uno scambio reciproco. Come saprai, i Ne Obliviscaris hanno organizzato la scorsa estate una campagna di crowfunding molto fruttuosa per finanziare il loro tour mondiale. Allora, siccome noi siamo tutti grandi supporter di questa band e volevamo contribuire a questa campagna, invece che prenotare il poster firmato, o la cena a casa del cantante, o altre cose del genere, abbiamo visto che c’era la possibilità di organizzare una feature in cambio di un aiuto per il loro tour e allora di fatto abbiamo preso due piccioni con una fava: da un lato abbiamo supportato una band di cui abbiamo grandissima stima e dall’altro abbiamo avuto il grandissimo privilegio di avere uno di loro sul nostro disco.

Kara: Un'ottima occasione, direi!
Giovanni: Sì decisamente.
Enrico: Sì, e poi abbiamo avuto occasione di parlare con lui, gli abbiamo fatto sentire il prodotto, lui è rimasto favorevolmente impressionato e quindi si è detto disponibile a collaborare. Ci ha fatto piacere avere avuto l’opportunità di confrontarci con una persona che è sicuramente a un livello molto alto.
Giovanni: E poi ha saputo interpretare anche molto bene lo spirito della traccia su cui si è trovato a improvvisare - perché di comune accordo è stato deciso di lasciargli completamente carta bianca per quanto riguarda il pezzo: gli sono state inviate solo due partiture e lui ha fatto un assolo molto particolare.

Kara: Parlando di violino, ho visto che avete un nuovo acquisto in formazione, cioè la violinista Elena Mirandola, che ho avuto occasione di sentir suonare a Bologna al concerto degli In Tormentata Quiete. È entrata a far parte della line up fissa o è una sorta di guest anche lei?
Enrico: No, lei è proprio fissa. Quando l’abbiamo annunciata su Facebook era già un po’ di tempo che suonava con noi, perché ovviamente ha avuto un periodo di prova, com’è normale che sia, però siamo rimasti molto contenti sia dalle sue doti musicali, che artistiche, che personali: è una ragazza molto solare, molto simpatica e si sta integrando molto bene anche a livello umano, aspetto che per noi è comunque importante. Abbiamo già fatto le prime prove con lei con i pezzi del disco nuovo e stiamo raccogliendo grandi soddisfazioni, devo dire. Non vediamo l’ora di suonare live e farvi sentire tutto.

Kara: Ok, e con il flauto cosa farete? Perché ho visto che lei non lo suona, mi sembra, invece Mia suonava il flauto anche live...
Enrico: Per il momento molte parti di flauto verranno assorbite dal violino, e l’idea un po’ a medio termine è di far prendere in cura le parti di flauto alla nostra cantante Sara, che siccome si divide le parti di voce con l’altro cantante Francesco avrebbe comunque spazio per suonarlo... Ovviamente ci vorrà tempo, perché lei non lo suona e quindi deve imparare... Puntiamo comunque all'indea di mantenere il flauto nel nostro sound.

Kara: E per quanto riguarda il nuovo cantante Francesco, ha partecipato anche lui alle registrazioni dell'album? Perché ho visto che fa tour con voi già da un po’ di tempo
Enrico Per quanto riguarda le registrazioni, noi siamo entrati in studio con Andrea, il nostro cantante storico, che ha fatto tutte le sue registrazioni. Poi, man mano che stavamo pianificando tutti i vari impegni che avremo di supporto a questo disco è stato chiaro a tutti che i suoi impegni di altra natura gli avrebbero reso impossibile darci una presenza stabile. Per questo motivo si è chiamato fuori dal progetto, comunque in maniera del tutto amichevole. Quando è stata presa questa decisione noi sapevamo fin da subito che avremmo preso Francesco come cantante, perché ci aveva già accompagnato in tour, conosce i nostri pezzi ed oltre ad essere molto bravo è un nostro carissimo amico, quindi aveva tutte le caratteristiche giuste. Abbiamo deciso di fargli re-incidere tutte le parti di Andrea, nonostante questo ovviamente ci sia costato, sia in termini di studio che di tempo, ed è anche per questo che l'uscita dell'album è leggermente slittata in avanti. Abbiamo comunque pensato che sarebbe stato meglio far uscire il disco con la voce del cantante che poi l’avrebbe portato in giro per i palchi. Comunque se gli vuoi fare qualche domanda adesso è qua, quindi ti può rispondere lui!
Francesco: Ciao, sono Francesco, il nuovo cantante.

Kara: Ciao! Una domanda ce l’avrei: in The Fifth Season Andrea si occupava solamente del growl, mentre lo scream lo faceva Giovanni. Nel prossimo album ti occuperai tu di entrambi?
Francesco Dato che sono in grado di gestire entrambe le modalità di canto ho preso in carico io anche le parti in scream, in modo da avere anche una certa omogeneità all’interno dei pezzi e gestire tutto in maniera più facile e professionale.

Kara: Adesso vorrei passare ad altre domande più generali sull’album. C’è un concept dietro?
Giovanni No, un concept non c'è. Ci piacerebbe un domani realizzare un lavoro di questo tipo, ma pensiamo che i tempi non siano ancora maturi. Dal punto di vista tematico una certa omogeneità c’è, perché comunque i testi sono stati scritti sempre da noi, sempre con le stesse modalità, diciamo che abbiamo sempre cercato di mantenere quello che era il fil rouge, la tematica di The Fifth Season...
Francesco: Diciamo che il tema del tempo, della circolarità del tempo, è rimasto centrale. Poi ovviamente non tutte le canzoni parlano di questo, ci sono varie tematiche.
Giovanni: Ad esempio, ci sono un paio di canzoni che di fatto sono come delle rivisitazioni di miti greci. Abbiamo un pezzo che parla di Tisifone, uno che parla di Daphne... Sono però tutti rivisitati con il nostro modo di scrivere testi, che poi per la maggior parte sono scritti da Sara ed Enrico.
Enrico Diciamo che per questo disco siamo stati soprattutto io e lei ad occuparci dei testi, anche se in realtà siamo comunque molto democratici come band e tutti i membri della band hanno avuto almeno una canzone in cui sono stati gli autori principali del testo, a parte ovviamente Francesco ed Elena che ci hanno raggiunto tardi...
Giovanni: Invece dal punto di vista musicale abbiamo leggermente cambiato modus operandi rispetto al disco vecchio, dove magari c’era ancora un po’ quell’idea da garage band di scrivere il pezzo in sala prove. Adesso abbiamo completamente cambiato approccio e abbiamo fatto un lavoro molto più metodico, sempre senza precludere a nessuno la possibilità di dire la sua... Però questa volta se qualcuno voleva contribuire ad un pezzo doveva portare già un'idea concreta, sviluppata ed articolata, e non semplicemente un riff. Questo ha permesso che tutti contribuissero al disco, però ha fatto sì che ogni pezzo fosse più coerente.
Enrico: Diciamo che nel primo disco molti pezzi erano stati composti a più mani in parti uguali, mentre qui quasi tutti i pezzi hanno una mente principale e gli altri hanno avuto diciamo un ruolo di completamento.

Kara: Avete molte influenze diverse, in particolare una vena progressive che non è molto consueta per una band folk. Da dove traete queste influenze? Che cosa ascoltate di solito, quali sono le band a cui vi ispirate di più nella composizione?
Enrico: In generale ci piacciono le band che osano sperimentare. Se ti devo citare una band mi viene in mente anche chi fa cose completamente diverse da noi, per esempio gli Ulver, un gruppo che abbiamo sempre apprezzato molto per la capacità di fare ogni disco completamente diverso dall’altro eppure sempre con idee fresche ed originali.
Giovanni: Io parlerei di sonorità, questa volta abbiamo fatto un lavoro molto più di ricerca sul suono, che mi ricordo che anche in diverse recensioni era stato uno dei punti un pochino più criticati dell'ultimo lavoro. Diciamo che abbiamo cercato di ampliare un pochino lo spettro delle singole influenze, per dire: uno non è influenzato solo dal tale genere o dalla tale canzone, ma dalla tale sonorità. Ti faccio un esempio: per la sonorità delle chitarre ci siamo ispirati a diversi gruppi, che vanno dal death metal degli In Flames, al metal core, allo swedish... Insomma abbiamo cercato di distillare una certa sonorità, e questo vale per tutto, dagli strumenti folk, al progressive... Per quel che mi riguarda, come suono di tastiera mi sono ispirato tanto al progressive classico, come la PFM, quanto ad alcune sonorità del death metal moderno che possono essere, te lo butto lì, gli Omnium Gatherum ad esempio, oppure alcuni lavori degli Opeth, che hanno un lavoro di tastiera molto particolare. Senza volermi paragonare agli Opeth, specifichiamolo! Dal risultato finale è forse difficile capire quali sono stati i punti di riferimento iniziali!

Kara: Quindi se doveste fare capire qual è il genere che suonate che band nominereste?
Enrico: Ecco, questa è una domanda molto intelligente e anche difficile. Noi abbiamo sempre avuto difficoltà a definirci come genere: siamo nati come gruppo folk metal, continuiamo ad avere influeze folk, irish, ma...
Giovanni: Diciamo che fortunatamente continuamo sempre ad ascoltare generi nuovi e questo inevitabilmente si ripercuote sul nostro modo di scrivere... Stiamo cercando di eludere la tua domanda (ride, ndr).
Enrico: Diciamo che non ci definiamo più neanche tanto folk metal, siamo nati folk metal ma ormai ci consideriamo un gruppo post metal... È una definizione che va molto di moda, però rende bene. Abbiamo una solida base base death metal, melo-death, su cui vengono innestate influenze varie, progressive e folk, presenti in uguale misura. Quindi se dovessi dire un gruppo... Si potrebbe dire un gruppo che abbia il lavoro chitarristico degli In Flames, uniti agli Opeth, e agli Ayreon, con un po’ di pifferi e un po’ di folk. Un gruppo melodic death che incontra gli Opeth che incontra un gruppo folk.

Kara: Va bene. E cosa mi dite dell'etichetta? Come vi siete trovati con Nemeton?
Enrico: Siamo stati con Nemeton fin da quando e nata, io tra l'altro sono un amico personale di Matt, e ci siamo semrpe trovati bene. Diciamo che è un etichetta giovane, ma che fa le cose con serietà. Il nuovo disco però non uscirà sotto Nemeton, ma con un'altra label che per il momento non possiamo ancora annunciare. Continueremo però a lavorare con Nemeton come agenzia di booking.
Giovanni: E soprattutto a collaborare con tutti i gruppi che Nemeton ha raccolto e continua a raccoogliere del panorama italiano, perchè di fatto c'è un clima molto...
Enrico: ...Fraterno!
Giovanni: Esatto, quindi continueremo a dare l'appoggio a tutti i gruppi che Nemeton ha preso con sè!

Kara: Avete in mente un tour in Italia? Magari anche qualcosa all'estero?
Enrico: Decisamente sì. Il disco uscirà indicativamente a inizio maggio, e dopo l'uscita vorremmo fare un tour che idealmente toccherà tutto il Nord Italia. Poi sì, contiamo di fare qualcosa all'estero, e d'estate ovviamente ci saranno i festival!

Kara: Io ho finito le domande. Volete lasciare un saluto ai nostri lettori?
Enrico Ti ringrazio per il tempo e la disponiobilità. Ovviamente salutiamo la redazione ed i lettori, ed invitiamo a restare sintonizzati sulla pagina facebook. Speriamo di farvi sentire qualcosa in anticipo, qualche chicca, qualche pezzettino del disco. E speriamo di vederti e di vedervi tutti ai nostri concerti!
Giovanni: anche perchè comunque abbiamo sempre seguito Metallized con un occhio di riguardo e si è sempre dimostrato un osservatore fedele del panorama metal, soprattutto per le critiche costruttive...
Enrico sicuramente è una delle webzine principali che ci sono in Italia quindi non possiamo che essere contenti di parlare con voi!

Kara: Grazie anche a voi di avermi dato questa possibilità e ci vediamo presto!


Foto scattate da Francesca Fusina - Separate Sky Photolab e post-prodotte da Francesca Fusina - Separate Sky Photolab (foto 2, 3 e 4) e Roberta Cavalleri - Zen Caos Creative (foto 1)



Vic
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