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THE ROAD TO DISSONANCE TOUR, ACT 1: THE ALGORITHM + GOT NO EGO + CODENAME: DELIRIOUS - Rock'n'Roll Club, Rho (MI), 26/03/2015
31/03/2015 (1552 letture)
Il Dissonance Festival dello scorso anno è stato un successo mica da ridere ed una grande conquista per il metal moderno in Italia, vista la caratura delle band nostrane e non che vi hanno partecipato. Quest'anno, la Versus Music Agency è decisa a fare le cose ancora più in grande e questo si nota già a partire dal propedeutico Road to Dissonance Tour, più lungo ed articolato. Questo primo atto è quanto mai interessante per la partecipazione del progetto The Algorithm, con la sua proposta unica che ibrida vari stili di musica elettronica e metal. Nella data di Rho, Rémi Gallego è stato accompagnato da Got No Ego e Codename: Delirious: al mio arrivo, solo poco dopo l'apertura porte, il Rock'n'Roll Club è ancora pressoché deserto, ma ciò mi dà la possibilità di scambiare due chiacchiere col simpaticissimo, poliedrico francese di cui apprezzo molto i lavori in studio. Ad onor del vero ho qualche dubbio sulla resa live di materiale così inusuale per me, che a questo tipo di musica dal vivo non posso certo dirmi abituato; dubbi che saranno, comunque, totalmente spazzati via più avanti nella serata. Al momento dell'inizio concerto il piccolo locale è già gremito di pubblico desideroso di musica, gran buon segno. Si va dunque ad incominciare con i Codename: Delirious.

CODENAME: DELIRIOUS
Si tratta di un quintetto milanese dedito, per dirla con le loro parole, a musica "dubmetal". Non conoscendo prima questa band, all'inizio non so davvero cosa aspettarmi, ma devo dire di essere stato sorpreso. In sostanza, i ragazzi suonano una sorta di metalcore nel quale però è importantissima la presenza di Luca alla consolle, dalla quale il musicista può impostare le apposite basi e modificare man mano i suoni. Il risultato, influenzato in larga parte dagli stessi The Algorithm, è piuttosto personale ed interessante, e non c'è da chiedersi come mai i nostri stiano aprendo la serata vista la perfetta sintonia con la musica de main act (del quale comunque non sono solo una becera imitazione, badate bene). Molto bravo e preciso Andrea alla batteria, anche se utilizzando basi di forte matrice dubstep l'importanza di questo strumento nonostante tutto ancora centrale non è proprio alta come in una band tradizionale. Marco al basso e Dario alla chitarra svolgono anch'essi un lavoro molto funzionale e pulito, e godono tra l'altro di suoni molto buoni. Nel complesso la resa sonora è davvero soddisfacente per un locale tanto piccolo, dato che si può sentire chiaramente ogni cosa ad alto volume (anche troppo per quanto riguarda la cassa alla sinistra del pubblico; mi sono dovuto spostare per non rischiare l'acufene). Stesso discorso per Omar alla voce, davvero incisivo e molto potente: per mostrare quest'ultimo aspetto, in un'occasione il singer si esibisce in scream senza l'ausilio di microfono, mantenuti comunque ad un volume piuttosto alto (spero che ciò non abbia messo troppo alla prova le sue corde vocali!). Se dal punto di vista tecnico non c'è nulla da dire, dunque, anche come qualità delle canzoni nel contesto live i Codename: Delirious si distinguono per pezzi dotati di molto tiro e drop strategicamente piazzati in grado di far muovere discretamente il pubblico (peraltro i tipici breakdown, grazie alla spiccata componente elettronica, non risultano neanche monotoni come solitamente accade nel genere); a ciò contribuisce senza dubbio anche l'attivissima presenza scenica dei componenti, molto divertiti a loro volta e parecchio mobili (anche Luca, che costituisce tra parentesi un piccolo assaggio di come sarà Rémi più tardi sul palco). Insomma, una graditissima sorpresa per me che anche il pubblico sembra apprezzare. Questi ragazzi portano una ventata di aria relativamente fresca al metal moderno, avranno parecchio da dire in futuro.

GOT NO EGO
Sfortunatamente, il discorso si fa totalmente opposto per quanto riguarda i Got No Ego da Pavia. I cinque propongono infatti un metalcore molto, molto (TROPPO) più tradizionale… il che può fare indubbiamente piacere ai fan accaniti, per carità, ma personalmente la formazione mi è risultata parecchio noiosa ed anche un po' fuori contesto nella serata: sebbene il genere sia, alle radici, lo stesso dei Codename: Delirious e in una leggera misura persino dei The Algorithm, la mancanza di quella vena di personalità/originalità (non parlo necessariamente di una componente elettronica) si fa davvero sentire. Non aiuta neanche il fatto che i suoni siano in questa occasione in larga parte insoddisfacenti: nei primi minuti non si sente quasi la chitarra di Gianluca (problema più avanti parzialmente risolto), mentre il basso di Davide latita totalmente nel mix tanto da chiedersi se il jack sia effettivamente inserito o meno. La voce di Silvio peraltro va e viene in maniera piuttosto discontinua. Insomma, al di là della valutazione personale della musica ci sono difetti di questo genere (aggiungete anche un volume sparato a mille in maniera davvero insopportabile) che detraggono anche dalle capacità tecniche molto buone dei musicisti, specialmente il duo chitarristico (composto anche da Alessandro) e Maurizio dietro alle pelli. Il pubblico, forse per mia impressione, sembra anche più sparuto e meno partecipe rispetto all'opening act, ma nel complesso mostra di apprezzare, entro i limiti succitati, la proposta dei Got No Ego. Forse in un altro contesto e con condizioni migliori avrebbero reso di più, non so se lo scoprirò mai.

THE ALGORITHM
È finalmente il momento dei The Algorithm! Rémi alla chitarra, alla console ed al pad è accompagnato dal talentuoso batterista Jean Ferry (Uneven Structure); i miei iniziali dubbi sulla resa di musica simile dal vivo sono già stati in gran parte annichiliti dai Codename: Delirious, ma per quanto li abbia apprezzati i ragazzi non sono stati che una piccola parte del delirio che aspettava tutti noi con le creazioni di questo folle musicista. Sin dalla partenza con Antikythera Mechanism i toni sono messi in chiaro: qui abbiamo musica che quando vuole pesta di brutto, ed il pubblico è estremamente recettivo ad ogni piccolo segnale, per cui si scatena mosh continuo ad ogni occasione. È davvero bello vedere sotto palco tanta attività. Il bello è che il putiferio si scatena da subito, anche se la chitarra di Rémi ha qualche problema. Tuttavia, come non amare un musicista che con aria truce dice agli astanti "Hello Italy, we are The Algorithm… and right now I'm having some issues with my guitar"? Rémi infatti suona la chitarra, alternandosi fluidamente alla console (con la quale cambia anche i suoni dello strumento cordato, con ottimi risultati) ed al pad che sona come fosse una tastiera. Ripristinata la funzionalità dell'ascia, con synthesiz3r comincia DAVVERO il caos. La composizione folle si ripercuote potentissima sul pubblico praticamente in delirio, e numeroso anche considerata la capienza limitata del Rock'n'Roll Club! Il crescendo parodisticamente discotecaro di questa traccia evolve in un drop dalla portata atomica, una vera strage sotto palco. Si continua con l'estratto più folle ed eclettico dal debutto Polymorphic Code, cioè la deflagrante Access Granted. Nonostante l'intricatezza dei tempi, i fan accaniti non hanno difficoltà a seguire la traccia e ad accompagnare entusiasti i sample che qui e là la caratterizzano. Tocca quindi ad un poker da Octopus4: la pazza will_smith (ho potuto chiedere a Rémi da dove gli fosse venuta l'idea di Will Smith, del quale alcuni fan indossavano persino delle maschere, e mi è stato risposto "So that people ask questions like you are doing now". Geniale.), ピタゴラスPYTHAGORAS, quindi un dernier combat e recovery fail!. La resa si mantiene costantemente su altissimi livelli, con Ferry che non perde un colpo neanche nelle canzoni più difficili e contorte metricamente. Bouncing Dot fa da apripista poi ad un particolare remix della celebre Machine dei Born of Osiris, ma con un pesante tocco The Algorithm che la rende una canzone quasi totalmente diversa! A questo punto Rémi fa per lasciare il palco, ma le grida del pubblico non gli lasciano scampo e la vera chiusura della setlist è rappresentata dalla fantastica Trojans, per la quale tutti nel pubblico spendono le ultime energie rimaste mettendo a soqquadro totale il Club. Si chiude insomma sulla nota più alta possibile una performance particolarissima e di altissima classe, una delle migliori a cui abbia assistito negli ultimi tempi. Al prossimo concerto dei The Algorithm siate certi di presenziare, e ricordate che la strada per il Dissonance Festival è ancora molto lunga!

SETLIST THE ALGORITHM
Antikythera Mechanism
synthesiz3r
Access Granted
will_smith
ピタゴラスPYTHAGORAS
un dernier combat
recovery fail!
Bouncing Dot
Born of Osiris - Machine (The Algorithm Remix)
--- Encore ---
Trojans


CREDITS
Report e foto a cura di Federico Arata “MrFreddy”



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Locandina del tour
ARTICOLI
31/03/2015
Live Report
THE ROAD TO DISSONANCE TOUR, ACT 1: THE ALGORITHM + GOT NO EGO + CODENAME: DELIRIOUS
Rock'n'Roll Club, Rho (MI), 26/03/2015
 
 
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