Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Protest The Hero
Palimpsest
Demo

Oneiric Celephaïs
The Obscure Sibyl
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

09/07/20
NUCLEAR WINTER
StormScapes

10/07/20
DAWN OF ASHES
The Antinomian

10/07/20
VISION DIVINE
Stream of Consciousness (ristampa)

10/07/20
REBEL WIZARD
Magickal Mystical Indifference

10/07/20
BLOODY HEELS
Ignite the Sky

10/07/20
EXECUTIONERS MASK
Despair Anthems

10/07/20
TOKYO MOTOR FIST
Lions

10/07/20
VISION DIVINE
The Perfect Machine (ristampa)

10/07/20
LAETITIA IN HOLOCAUST
Heritage

10/07/20
MICHAEL GRANT & THE ASSASSINS
Always the Villain

CONCERTI

04/07/20
LYNYRD SKYNYRD (SOSPESO)
LUCCA SUMMER FESTIVAL - LUCCA

04/07/20
NOIROCKERCAMP IV (POSTICIPATO)
SANTA NINFA (TP)

05/07/20
ROCK THE CASTLE (day 6) - POSTICIPATO
CASTELLO DI VILLAFRANCA - VERONA

05/07/20
PEARL JAM + PIXIES (SOSPESO)
AUTODROMO INTERNAZIONALE ENZO E DINO FERRARI - IMOLA

06/07/20
DEEP PURPLE + GUESTS (SOSPESO)
BOLOGNA SONIC PARK - ARENA PARCO NORD - BOLOGNA

06/07/20
FAITH NO MORE (SOSPESO)
IPPODROMO SNAI SAN SIRO - MILANO

06/07/20
MARKY RAMONE + WAHNSINN + RUNN + THE VORTICOUS (SOSPESO)
DRUSO - RANICA (BG)

08/07/20
THE DEAD DAISIES (SOSPESO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

08/07/20
GUANO APES + LACUNA COIL (SOSPESO)
PARCO DELLA CERTOSA - COLLEGNO (TO)

13/07/20
KISS (SOSPESO)
ARENA - VERONA

BEHEMOTH + BOLZER + THAW - Atlantico, Roma, 15/04/2015
20/04/2015 (2495 letture)
ROMA-ATLANTICO
Quando ho appreso, mesi addietro, della Parusia della band polacca all’Atlantico Live, ad oggi uno fra i migliori locali della capitale per concerti di media entità, mi sono detta: è una bella sfida, il pubblico romano risponderà positivamente o ci sarà l’ennesima defezione? E’ una città pigra, la nostra, e dagli umori imprevedibili. I Behemoth, poi, da quando la loro fama è cresciuta a dismisura divenendo internazionale, non ricevono il plauso unanime di tutti gli adepti del metal estremo: chi li accusa di essere dei poser, chi di aver reso troppo commerciale la loro proposta, chi di essere ormai bolliti.
Attendersi un discreto afflusso di pubblico non era poi così scontato. Francamente, temevo una diserzione non totale ma sufficiente a scoraggiare gli organizzatori e distoglierli da ulteriori, buoni propositi. Questo avrebbe lasciato la città in quel limbo provinciale, vischioso ed ottundente dal quale si sforza di emanciparsi ma al contempo è feralmente attratta, per l’indole stessa del popolo romano. Popolo romano che, mi piace precisarlo, pur essendo da sempre multietnico è reso omogeneo nei vizi come nelle virtù dalla sua intimità con questa città così particolare.
Il concerto dei Behemoth può essere a tutti gli effetti considerato un successo: l’Atlantico non poteva realisticamente essere stracolmo, ma l’affluenza è stata notevole ed il pubblico partecipe, caloroso. Anche i gruppi di spalla sono stati seguiti con interesse, sebbene da un numero minore di fan, che sono aumentati con il procedere del running order.
Qualcosa sta cambiando nel panorama metal romano? Già la vivacità organizzativa di certi locali del circuito underground capitolino (primo fra tutti il Traffic Club), e la risposta entusiasta del pubblico facevano ben sperare. Le aspettative stavolta non sono state disattese e questo incoraggia previsioni ottimistiche per il futuro.
Auspico che Roma diventi una meta imprescindibile del tour di una qualsiasi metal band che voglia farsi rispettare! Mi direte: una rondine non fa primavera. Ma, rispondo io, sicuramente non annuncia l’inverno!
Detto questo, veniamo al concerto!

THAW
Ad aprire la parte seconda del loro tour europeo i Behemoth chiamano i conterranei Thaw dando dimostrazione di lungimiranza nello scegliere questa promettente formazione.
Una band giovane, infatti, che ha all’attivo appena due full-lenght, l’omonimo esordio del 2013 ed Earth Ground dell’anno successivo, ma che ha suscitato un grande interesse per la capacità già perfettamente matura di arricchire e rendere vario il black con influssi di diversa natura mantenendone al contempo integra l’indole cupa e violenta. Un processo piuttosto usuale nell’ambito del black metal, ma che i Thaw compiono con profondità d’intenti e larghezza di vedute senza snaturare il loro sound e renderlo una banderuola esposta al capriccio delle correnti, priva di volontà propria. La loro capacità di tessere su un ordito black una trama d’influenze cangianti con una prospettiva avant-garde e sperimentale splende di una luce ancora più tersa nei live.
Lo spettacolo si apre con uno dei chitarristi che sale sul palco, imbraccia lo strumento e suona note e frammenti schizofrenici di melodie per almeno cinque minuti prima che il pubblico si accorga che non è uno della crew che sta accordando lo strumento. Ma una volta appurato l’equivoco l’attenzione dei fan non lascerà più il quintetto.
Il chitarrista è raggiunto infatti sul palco dagli altri quattro compagni (due in più a supporto dei live rispetto alla line up in sala di registrazione), che si dispongono in cerchio, a formare un recinto sacro, un Temenos entro il quale svolgere la loro liturgia. Perché di questo si tratta: un culto musicale del quale essi sono i ministri e che offre ai propri fedeli un black metal conturbante e feroce, a tratti rallentato fino ai limiti del doom/ sludge e tinto principalmente di noise e shoegaze.
Un santuario, questo spazio dal quale la musica emana e si diffonde materica ed al contempo fosca ed inquieta fino a raggiungere l’auditorio, espandendosi ad ondate, con passaggi rallentati, quasi ipnotici nella loro suggestiva rarefazione che si alternano ad altri più brutali; tutti sono sottolineati dal lavoro di una batteria che trae forza dalla sua ciclicità mesmerica, concedendosi anche momenti di sfrenati ritmi tribali. E non è un caso che tutti i musicisti indossino una felpa nera con cappuccio, versione evoluta ed essenziale dell’abito talare.
Due voci si alternano al microfono: il loro intervento è in verità molto limitato ed il lavoro principale è affidato agli strumenti ed al synth analogico, responsabili della ricchezza e varietà di suggestioni che giungono ad ammaliare il nostro avido udito.
Un concerto davvero di pregio, dal quale si esce profondamente turbati, nel senso più alto attribuibile a tale condizione.

BÖLZER
È la volta dei Bölzer, duo zurighese nato nel 2008 ed anch’esso con due album all’attivo. Dedito ad un black esoterico e ritualistico con forti influssi death old school e più rare venature doom nei passaggi atmosferici, il combo non riesce a dare il meglio di sé dal vivo e ad entusiasmare il pubblico. Suonare in duo non affatto è alla portata di tutti.
Il singer nonché chitarrista è protagonista di una perfomance vocale appassionata e sicuramente s’impegna affinché la sua presenza scenica risulti intensa e vivida, ma purtroppo la noia si percepisce già dopo pochi brani e il concerto si trascina faticosamente alla sua conclusione. Nel frattempo, al tedio per l’esibizione in corso si aggiunge la trepidazione per quella che si avvicina sempre più, distogliendo ulteriormente l’attenzione da ciò che sta musicalmente accadendo on stage.

BEHEMOTH
Gli headliner salgono sul palco con il vigore e la ferocia che li contraddistingue.
Il loro stile scenico è sfrontato al limite del kitsch, ma se non si è schizzinosi (e non è decisamente il mio caso!) non possono non entusiasmare. Le pose sono plastiche ed iperboliche, le espressioni facciali paradossali, gli oggetti e le maschere di scena eccentrici ed i movimenti sul palco risoluti e diretti, senza alcuna parvenza di esitazione. L’esperienza maturata in questi anni d’intensissima attività live consente al quartetto di restituire ai fan l’essenza della propria musica anche attraverso la performance attoriale e questa piena padronanza delle assi del palcoscenico anziché oscurare l’impatto emotivo delle song lo amplifica enormemente.
In altre parole, è la teatralità dell’esibizione ed il carisma che i Behemoth posseggono e sanno esprimere dal vivo ad esaltare l’indubbio valore delle song ed il loro già poderoso effetto evocativo e solenne.
La setlist di questa seconda parte del tour europeo è naturalmente incentrata sul nuovo album, rappresentato da ben sei brani sui tredici totali, ma comprende anche estratti da numerosi altri full-lenght della vasta discografia della band.
Brani nei quali la complessità delle soluzioni death non incrina mai l’efferatezza espressiva di matrice black e non soverchia l’afflato melodico, che resta fondante: la mesmerizzazione, la virulenza senza mediazioni e l’epicità sono il fine ultimo di queste soluzioni tecniche eseguite con estremo rigore e nitidezza.
La voce di Nergal parte sempre un po’ in sordina e le prime song (in questo caso solo la prima), sono necessarie ai tecnici del suono per compiere un solerte lavoro di taratura, ma poi sia nel cantato che nel parlato raggiunge l’obiettivo di farsi perfetto tramite del Maligno, nonostante (anzi semmai per merito!) la scelta di delegare sia ad Orion che a Seth alcuni passaggi vocali.
Inferno, sempre brutale, imponente ed al contempo tecnico nel suo approccio alle pelli, crea assieme ad Orion un tessuto ritmico sul quale i compagni possono creare fiduciosi i loro intarsi chitarristici.
Una macchina da combattimento con un’anima abissale e selvaggia votata al Demonio: e se restiamo fedeli all’interpretazione più filosofica e meno folkloristica del Credo Satanista, non potremo stupirci del fatto che ad uscirne esaltati siano proprio gli aspetti più profondamente autentici della natura umana. Una natura umana complessa e colma d’innumerevoli oscurità, che la musica dei Behemoth porta ad un livello di enfasi e di virulenza che davvero attiene alla sfera del Sacro.
Pur essendo giunta al mio quarto concerto dei Behemoth in poco più di un anno, non riesco ad immunizzarmi del tutto dagli effetti che genera nel mio profondo. E se in alcuni, rari momenti mi capita di percepire uno sottile strato di abitudine che si insinua, com’è fisiologico che sia, negli interstizi dell’anima, mi basta uno sguardo a chi assiste per la prima volta ad un loro concerto per ridestare in me il senso profondo di questa esperienza musicale.

SETLIST BEHEMOTH
1.Blow Your Trumpets Gabriel
2. Ora Pro Nobis Lucifer
3. Conquer All
4. Decade of Therion
5. Messe Noire
6. Christians to the Lions
7. Ov Fire and the Void
8. Ben Sahar
9. Alas, Lord Is Upon Me
10. At the Left Hand ov God
11. Slaves Shall Serve
12. Chant for Eschaton 2000
---- ENCORE ----
13. O Father O Satan O Sun!

ROMAGNANO SESIA-ROCK N' ROLL ARENA
Essere alle tre di pomeriggio in zona concerto ti permette di vivere esperienze che normalmente non vorresti o dovresti conoscere; avere in più amici che ti lasciano la possibilità di assistere al soundcheck è qualcosa che porti con te nei tempi, soprattutto se la band in questione è fondamentalmente la tua preferita. Comprendere il perfezionismo puro e semplice degli addetti ai lavori, che con chirurgica perizia cercano di stabilire i suoni e la posizione di ogni singola luce dove deve cadere in quel preciso momento, il volere il fuoco dai Geyser ma non poterlo utilizzare, la combinazione di simpatia e gentilezza che, a dispetto delle apparenze, coinvolgono tutta la crew del locale ad assecondare le richieste, più o meno bizzarre delle band. La necessità di molta frutta per compensare le carenze di zuccheri, i membri che scopri essere vegani convinti, eccetto uno, dunque le immancabili problematiche sul “che mangiano questi qui?”, chi desidera le luci solo blu, chi le vuole solo rosse e bianche, altri che chiedono espressamente di suonare solo di spalle (richiesta acconsentita per metà) e le passeggiate in riva al fiumicciatolo per rilassarsi con un libro di Billy Joel. Che raccontare oltre queste piccole curiosità? Una serata riuscita alla grande, con una presenza che oscillava tra le 400 e le 450 persone con il locale quasi pieno e la soddisfazione sugli occhi dei presenti. Per la prima volta si sono visti pure i banchetti delle maglie taroccate, mai in tutti questi anni ad un concerto dei Polacchi ne ho visti, segno di qualcosa di grosso o della necessita spasmodica di vendere? Questo non mi è dato a saperlo ma la conferma che ad oggi in molti li odia è sintomo di dedizione da parte di altri. Per concludere un ringraziamento a chi ha consentito di poter raccontare queste poche righe, tanto semplici quanto sentite.

BOLOGNA-ZONA ROVERI
Due giorni dopo, il martedì ci ritroviamo nuovamente nello stesso locale che 14 mesi prima aveva ospitato la discesa dei nostri nell'unica tappa Italiana del 2013. Va bene che sembrerebbe uno scherzo ritrovarsi nello stesso luogo, con la stessa band con la set-list pressoché immutata, dove sta il barbatrucco? Ad ogni modo headliner a parte la nota positiva della serata viene offerta su un piatto d'argento dai polacchi Thaw, autori di una prestazione quasi perfetta e al limite del sulfureo; il bello di band sconosciute e involontariamente artefici di una prestazione maiuscola, è che non ti aspetti nulla da loro, prendi quello che viene con tutte le positività del caso e ti lasci avvolgere da un'ondata di consensi che prima non pensavi nemmeno fosse possibile. Consigliati ad occhi chiusi per chi ama, sludge-drone-black mischiati per avvelenare il mondo.
Bölzer, che dire? Onestamente? Non giriamoci intorno, avranno pagato con i risparmi lo slot del tour per farsi pubblicità giustamente, cercando di ampliare il bagaglio di fans, peccato che a conti fatti risultino una classica band con i classici suoni senza lodi e senza infamia. Due persone una palco e le basi pre-registrate, chiamatemi blasfemo ma meglio andare avanti perché di band così in giro ce ne sono ottocento e con qualità migliori.

BEHEMOTH
Ritrovarsi involontariamente nello stesso identico punto del locale della volta precedente non è cosa da poco, eh quanta classe (ironia). La prestazione già raccontata splendidamente dalla mia cara collega non ha bisogno di ulteriori parole da parte mia che risulterei di parte e troppo perfezionista. Mi limiterò a segnalare le differenze, i cambiamenti, i chiaroscuri che volta dopo volta portano ogni show a differire dal precedente, fortunatamente mi verrebbe da dire. La set-list è la stessa, nessun cambiamento se non per le intro che prendono dell'oscurità maggiore portandoti ad entrare nel vivo dell'atmosfera ancora prima che la canzone suoni la sua prima nota. La voce di Nergal con le tinte in pulito sempre più presenti rispetto ad un passato non troppo lontano e la cooperazione con Seth ed Orion mai così forte come ora; la parvenza è quella di un voler lasciare fare ad altri le parti più veloci nel parlato (Slaves Shall Serve, Conquer All e Decade of Therion) non solo perché offre un dinamismo maggiore ma anche per concentrarsi sulle aree di maggior spicco senza strafare. C'è un miglioramento se contestualmente si analizza l'altro lato della medaglia sull'esecuzione, che risulta tecnicamente più avanzata e con una prestazione al limite dell'inumano: Inferno suona sempre più veloce e proprio Conquer All viene eseguita al doppio della velocità. Poco altro da segnalare se non il malumore di alcuni presenti che speravano in qualcosa di più “antico”, a dispetto delle ben cinque canzoni tratte dall'ultimo album. Il pubblico, un po' statico cerca di immortalare ogni momento con i cellulari e tablet di turno non concentrandosi spesso sullo show, o come capita a qualcuno voler disturbare costantemente con il flash acceso per filmare l'accaduto; segni di inciviltà a parte, la risposta è stata positiva con il locale che non avrà il sold out ma che premia l'evento con una dose di presenze ottima, sopratutto considerando il giorno infrasettimanale. Un'ora e poco più di spettacolo che riconfermano la prestazione maiuscola delle ultime volte, un'ora per salutarli definitivamente in attesa delle dichiarazioni ufficiali dello scioglimento della band. Probabilmente non sarà uno scioglimento definitivo, ma per i prossimi anni bisogna scordarsi tale nome, mantenere vivo il ricordo di questa ultima apparizione e ostentare fiducia sulla prossima avventura solista del leader maximus. Guardi il palco con i serpenti e il triangolo della trinità del male un'ultima volta, volti le spalle e dici arrivederci a chissà quando amici miei; questo è stato l'ultimo giro di giostra; riflettendoci ammiri il voler lasciare all'apice del successo, poiché mai come oggi i Behemoth sono sulla bocca di molti, dall'altra ancora non riesci a comprendere come sia possibile, ma probabilmente le cose migliori sono belle proprio perché non durano per sempre. Au revoir, Viva Blasfemia.

Report della data romana a cura di Floriana Ausili "RosaVelata"

Report delle date di Romagnano Sesia e Bologna di Andrea Poletti "Ad Astra"

Tutte le foto a cura di Floriana Ausili "RosaVelata" tranne la copertina a cura di Andrea Poletti "Ad Astra"



krok
Venerdì 24 Aprile 2015, 12.24.54
7
Visti a Romagnano...delusione qusi totale. Sempre ottimi dal punto di vista tecnico,ma ormai sono diventati delle Rockstar...con Nergal che ad un certo punto se ne è uscito con un "scream for me..." Poi un'ora di concerto...
Doomale
Mercoledì 22 Aprile 2015, 18.46.55
6
Sono perfettamente in linea con Rosa Velata...parola per parola...
RosaVelata
Mercoledì 22 Aprile 2015, 8.58.28
5
Mi permetto di fare un'osservazione: la scelta dell'Atlantico è stata coraggiosa e credo che nessuno, tantomeno gli organizzatori, si aspettasse di riempirlo. Ma la volontà di progettare più "in grande" per il metal va ammirata ed incoraggiata. Qui a Roma vi sono poche location davvero valide per i concerti e sono tutte monopolizzate da altri generi musicali. Con un un nome come i Behemoth si poteva tentare l'Atlantico, ed il tentativo è stato giustamente fatto. Secondo me l'affluenza non è stata irrisoria. Non smontiamo sempre le buone iniziative, auguriamoci invece che si ripetano. L'Orion poteva essere un'altrettanto valida alternativa, ma sicuramente vi sono delle ottime ragioni (che ignoriamo) che hanno fatto propendere gli organizzatori per l'Atlantico.
MPostmortem
Mercoledì 22 Aprile 2015, 7.51.06
4
Nonostante tutto il mio amore per i polacchi bastardi ho deciso di balzare il concerto di Bologna, posto squallido, insignificante e con una politica interna davvero imbarazzante. Trovo sia davvero una vergogna che abbiano nuovamente ospitato il concerto dei Behemoth. Fosse stato un altro posto nella bella Bologna o avessi avuto il tempo, lavoro permettendo, di spostarmi più liberamente per altre soluzioni non sarei mancato di certo. Mi tengo a memoria la doppietta a Cracovia ad ottobre dell'anno scorso...OT: Zona Roveri, sei una vergogna.
Doomale
Martedì 21 Aprile 2015, 18.43.51
3
Successo o non successo io ero all'atlantico...granc concerto dei Behemoth!!!grandissimi professionisti....purtroppo i Bolzer mi hanno davvero detto poco e annoiato..peccato! Ma cmq rimane una gran serata!
Hellion
Martedì 21 Aprile 2015, 17.39.05
2
Io ero a Romagnano. Concerto devastante.
??
Martedì 21 Aprile 2015, 15.16.56
1
300 persone scarse all atlantico un successo?un posto che ne porta 3000... chiedete a chi ha organizzato se e'stato un successo...ammenoche' non pagano l affitto della serata del locale....allora si,un successone,ma lo sarebbe anche stato al Traffic o Init pieno o all Orion a meta'...
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Copertina
ARTICOLI
20/04/2015
Live Report
BEHEMOTH + BOLZER + THAW
Atlantico, Roma, 15/04/2015
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]