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PORTAL + IMPETUOUS RITUAL + CHAOS ECHOES + BLASPHEMOUS NOISE TORMENT - Titty Twister, Parma, 04/06/15
10/06/2015 (2712 letture)
ANTO’… FA CALDO
Un evento unico probabilmente, un evento per sole 200 persone che ha coinvolto, ammaliato e distrutto. Un evento dove i Portal hanno fatto si da padrone, ma che ha portato sul piatto un a dell’ottima musica, al limite della cacofonia, al limite dell’umana percezione. Nessuno poteva immaginare a cosa si sarebbe andati in contro, ma la storia inizia prima, in un parcheggio con un paio di amici, un liquore fatto in casa e un aeroplano sul tetto; ma questo lo tratteremo dopo. Andando al nocciolo della questione vi offro un quesito prima di partire: cosa c’è di peggio di una giornata torrida e afosa? Entrare in un locale torrido e afoso! “Ciao, questa è la tessera, questa è la prenotazione, ok ciao” BOOOM, una ventata calda ed avvolgente, intima e pestilenziale, e io dovrò stare qui dentro tre ore? Fatality!

CHAOS ECHOES
Gli italiani sono silenziosi, di poche parole, lasciano che sia la musica attraverso i loro strumenti a diventare tramite delle sonorità lugubri e lente, che scandiscono i secondi fatalmente lungo l’esibizione. I connotati stilistici prendono in parte dal doom, sino a spaziare alle sonorità tendenti al drone più puro. Ci sono echi che prendono in pieno gruppi come Ufomammut, Sunn O))) e in parte l’atmosfera contaminata dei Portal stessi. Le canzoni sono lente, arcigne, con un andamento altalenante tra sfuriata e momenti di catatonica pausa interiore; c’è la chitarra suonata con le corde di cavallo, i synth e una voce catacombale che scandisce i minuti. I presenti sembra inizino ad apprezzare, applaudendo e riservando l’attenzione che gruppi di tale calibro meritano al 100%. Un’esibizione che, pur non essendo di lunga durata, mette sul tavolo in pochi minuti e in modo chiaro le carte e, nonostante il caldo sempre più disorientate, dentro c’è il gelo più assoluto.

IMPETUOUS RITUAL
A piedi nudi, con la pelle sporca e bracciali borchiati di tutto punti gli australiani (due dei quali fanno parte dei Portal stessi) salgono e davanti alla folla, quasi al completo, iniziano il loro rituale liturgico fatto di malvagità e lenta sofferenza. Le canzoni non si discostano molto dal death metal sperimentale e ultraviolento degli headlliner, la “sobrietà” è la costante matrice dell'intero concerto dove si dilatano spazi abissali e botte con schiaffi in faccia come mai ti era capitato prima. Impossibile quasi da descrivere la loro proposta, che risulta al limite del funeral doom in certi passaggi combinato con un death trascendentale ed onirico. I tempi si avviluppano su loro stessi come spire mortali e la voce cavernosa e blasfema si inietta nelle vene come sangue marcio pronto da essere buttato via. La gente apprezza, sostiene e incita come più non può. A tratti, andando a prendere una boccata d'aria all'aperto si comprende come si riesca ad ascoltare meglio da oltre la parete divisoria piuttosto che all'interno del locale visto l'impatto sonoro degli australiani. Non è un peccato, anzi risulta un ottimo stratagemma per poter apprezzare sfumature che prima non riuscivi a riscontrare. Promossi a pieni voti e da non conoscitore della band sino a pochi minuti prima, ora penso andrò a procurarmi la discografia, ben fatto!

PORTAL
Questa band non si spiega a parole, ad ascoltarli su disco ti fanno diventare piccolo piccolo, inerme, e subisci sempre più l'incidere delle note che distruggono l'inesistente. I Portal sono la sintesi dell'armageddon, il connubio perfetto tra distruzione e pensiero applicato al mal di vivere, sono l'onda dello tsunami che impetuoso di devastazione che spazza via il conosciuto, o meglio ancora sono semplicemente loro stessi: unici e intolleranti. L'impatto live è devastante, le otto corde ti frantumano i timpani, la cassa viaggia come un treno a motore e disarciona il batterista steso prendendo vita a sé; non a ha senso descrivere, perché in sede live è l'inumano e l'irrazionale che prende forma sotto una tunica attraverso The Curator mastro burattinaio mediatore tra essere ed annientare. Coperto sotto cinquemila strati di nero pece lui recita, evolve e nutre la sete del male attraverso le urla che squarciano il creato donandogli morte e distruzione. Non si comprende cosa urli, non si deve comprendere, ci si rivolge all'innominabile esecutore di sentenze, del destino malefico, per offrire in dono il vuoto, l'anima persa, la volontà di diventar parte dell'inesistente. Le musiche trapanano il corpo, la mente e l'headbanging sfrenato non altro che la sintonia con le cadenze del morire, insieme, all'unisono i presenti desiderano solo sentirsi parte del raccontato attraverso il verbo noncurante, e così è così è stato così sarà ad ogni nuovo prossimo live dei distruttori. L'impatto sonoro ha avuto un buon riscontro ma alla fine tutto rimane impastato volontariamente, artefatto nell'etere, per l'ora di esibizione a loro disposizione; finita la messa senza dire parola, senza salutare, così come era arrivato se ne va nei camerini e noi rimaniamo impietriti, desiderosi di un boccata d'aria per ricordarci che siamo ancora vivi, forse...

PARCHEGGI E AEROPLANI
Finito tutto il rituale insieme a Stjärna, Blackout e al buon vecchio Waste of Air ci si mette nel parcheggio, ridendo e scherzando guardiamo l'aeroplano sul tetto del locale e riflettiamo sull'accaduto. Tirando le somme notiamo come questo concerto probabilmente avrebbe meritato tutt'altra location, per poter apprezzare meglio le musiche proposte, ma non si può avere tutto e rimaniamo ad ogni modo soddisfatti per l'evento in quanto tale. Una prestazione quasi cristallina, che a molti probabilmente risulterà ostica sin dal disco, figurarsi in sede live. I 200 partecipanti (persona più persona meno) a cui era riservato l'evento hanno apprezzato e visto qualcosa di quasi unico, una band e supporters fautori di una serata da ricordare, nel bene o nel male. Non sappiamo proprio se ritorneranno ma questo poco importa, questa sera ha vinto l'estremismo e noi ne siamo stati partecipi annullandoci reciprocamente.



Salomé
Giovedì 25 Giugno 2015, 7.37.51
7
Sicuramente una location migliore sarebbe stata più che meritata da tutte le ottime band, ma personalmente piuttosto che non vedermeli, stima al Titty Twister e alla Lo Fi Creatures per averceli portati in Italia almeno per questa data...indimenticabile sicuramente, e Portal superlativi!
DeathKnell
Giovedì 11 Giugno 2015, 23.16.06
6
Vorrei spezzare una lancia a favore dei Chaos Echoes. Grande gruppo fautore di due ottimi album (l'ultimo uscito poco fa) ma, purtroppo, mai troppo calcolati dal pubblico.
Marcio
Giovedì 11 Giugno 2015, 0.46.34
5
Concerto strepitoso, mi chiedo come abbia fatto the curator a sopravvivere a tutto cio'. Probabilmente passa tutto il giorno dentro una bara/freezer che riserva le sue orribili membra.
Zess
Mercoledì 10 Giugno 2015, 15.26.33
4
"Promossi a peni voti"... bwauhauhuahauh!!!! Lapsus a parte, mi hanno raccontato di un locale indegno di accogliere un concerto simile, e invivibile dal punto di vista della temperatura. Dubito siano rimasti tutti soddisfatti delle condizioni in cui si è svolto questo concerto.
Er Trucido
Mercoledì 10 Giugno 2015, 14.33.40
3
La vostra simpatia mi uccide, ma almeno significa che avete letto il report I trattini c'erano a causa di un problema tecnico/bug, ora dovrebbe essere tutto ok.
Morlock
Mercoledì 10 Giugno 2015, 14.03.24
2
Sa-rei sta-to curio-si-ssimo-a veder-li li-ve
Andrea
Mercoledì 10 Giugno 2015, 9.12.22
1
Bh-oh.
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Cover dell'Evento
ARTICOLI
10/06/2015
Live Report
PORTAL + IMPETUOUS RITUAL + CHAOS ECHOES + BLASPHEMOUS NOISE TORMENT
Titty Twister, Parma, 04/06/15
 
 
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