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2015, L’ANNO DEL CONTATTO - La scoperta del metal da parte di Spotify
14/06/2015 (3696 letture)
Che gli ascoltatori di musica metal declinata in ogni sua possibile sfaccettatura, siano dei fissati un po’ maniaci, interessati nella gran parte dei casi a sapere ogni e qualsiasi cosa sia dei loro artisti preferiti che dei generi che rappresentano, è cosa talmente ovvia per noi che scoprire che qualcuno se ne rende conto solo adesso può addirittura suonare come inverosimile. La realtà dei fatti, però, anche questa tristemente nota e ribaditaci ogni qualvolta tentiamo di intavolare un discorso serio con qualcuno che non lo ascolta, è che sia gli “adepti del culto” che il culto stesso, sono percepiti come rozzi, ignoranti e magari anche da evitare in quanto pericolosi satanisti tatuati, mangiabimbi e violentatori di giovani pulzelle indifese, perse nei romantici testi di Gigi D’Alessio. Se poi ci aggiungiamo anche “drogati” e comunque strani, il quadro è completo. È ovvio che si tratta di una semplice generalizzazione, ma è certo che la gran parte di noi ha vissuto almeno una volta situazioni spiacevoli. Improvvisamente, però, un colosso come Spotify decide di valutare quali siano gli ascoltatori più fedeli in base al genere e ciò che è venuto fuori è sorprendente. Per gli altri.

THE UNEXPECTED GUEST
Sorpresa, sorpresa. Non ci crederete, ma chi segue la scena metal è un ascoltatore fedele, attento e disposto a spendere soldi per CD originali e merch relativo ai gruppi che preferisce, spesso proprio per sostenerli economicamente. Incredibile, no? Facile ironia a parte, la situazione era già chiarissima a tutti ben prima della certificazione di Spotify. A tutti quelli che ascoltano metal, beninteso; ma andiamo per ordine. Tempo fa, il popolarissimo sito dedicato allo streaming musicale che ormai tutti conoscono e quasi tutti utilizzano, ha deciso di scoprire quale sia il più fedele ed affidabile tipo di ascoltatore che frequenta il suo catalogo. Per farlo, ha seguito un metodo forse relativamente grossolano, ma capace di fornire un quadro generale abbastanza affidabile. Sintetizzando, sono stati prima selezionati gli artisti più popolari per genere per ottenerne un campione statistico (nel caso del metal: Metallica, Slayer, Judas Priest, Iron Maiden, Sepultura, Pantera, Cradle of Filth e Anthrax) e poi si è diviso il numero di streaming per quello complessivo degli ascoltatori badando a chi totalizzava ascolti ripetuti e costanti, et voilà: il metal vince a mani basse a livello mondiale. In seguito analizzeremo brevemente anche la situazione specifica relativa ad alcuni Paesi, ma ovunque il metal non è mai oltre la decima posizione, nella grande parte dei casi occupa una delle prime cinque e, a margine, i generi guitar-oriented sembrano ispirare più fedeltà degli altri. Scavando appena un po’ sotto la crosta sono venuti fuori alcuni altri dati piuttosto interessanti, che hanno indotto persino Marshable -il terzo blog di attualità più seguito al mondo- ad occuparsi della faccenda. L’ascoltatore metal varia poco gli ascolti con rare puntate fuori dal suo seminato (dato interpretabile in varie maniere), restando non solo fedelissimo al settore, ma mostrando alcune altre peculiarità. La quota di giovani che segue i mostri sacri del genere, ossia quelli presi come campione statistico dell’indagine, evidenzia non solo grande fedeltà negli ascolti e grandi numeri, ma altrettanto marcato spirito filologico, che porta ad approfondire accuratamente le discografie dei gruppi scelti per lo streaming, risalendo all’indietro nel tempo, ricostruendo le carriere dei propri beniamini e diventando mediamente molto esperti in materia, al contrario della massa degli altri ascoltatori-tipo, i quali si limitano ad ascoltare le ultime novità via via proposte dal mercato, evitando di approfondire e di appassionarsi ai singoli artisti. Ma non solo: chi ascolta metal mostra anche un profondo interesse per il superamento dei nomi più mainstream presi per base dell’inchiesta, cominciando poi ad esplorare accuratamente i meandri del metal, scoprendo -se già non conosciuti- le decine di sottogeneri e mostrando una fortissima voglia di scoprire artisti nuovi appartenenti all’immenso sottobosco musicale disponibile, costruendo un’immensa ragnatela di connessioni che si ramifica collegando, appunto, artisti e generi, dei quali diventano mediamente molto esperti. E non è finita: vi è anche un preciso risvolto economico della questione.

SIAMO SEMPRE NOI A PAGARE. E SONO BEI SOLDINI
Il metal sposta soldi a livello mondiale, e parecchi. Nonostante il genere sia passato attraverso epoche di notorietà più o meno elevata, a partire dagli anni 80 e fino ad oggi, sono sempre esistite numerosissime etichette perlopiù condotte da appassionati del genere, sono sempre esistiti fest in ogni angolo del pianeta ed in ogni continente e soprattutto chi ascolta metal acquista CD originali e vinili -magari in edizione limitata- in misura molto maggiore e compra anche il merch dei gruppi preferiti. La situazione è nota: si usa l’abbigliamento anche come segno di appartenenza alla “tribù”, siano esse magliette, toppe, spille, scarpe, etc. ed allargando il discorso anche ai tatuaggi, altro settore che, oltre ad essere spesso espressione artistica, muove un bel giro economico. Tirate le somme, si ha un quadro di sicuro interesse commerciale. L’articolo uscito su Marshable, conclude sottolineando il fatto che ascoltare metal e professare la propria “fede” è sicuramente più difficile che ascoltare Taylor Swift, la cosa genera senso di appartenenza e cosa più importante, in un momento in cui non si riesce più a vendere musica e merch, i dati dimostrano che l’industria fa solo del male a sé stessa ignorando il metal, unico gruppo sociale di appassionati ascoltatori presente ovunque e disposto a spendere soldi per la propria passione, magari macinando centinaia di chilometri per vedere dal vivo i gruppi preferiti per poi finire talvolta in posti assurdi dove vengono trattati come bestiame, aggiungo io (ogni riferimento ai fatti dei giorni scorsi è puramente casuale. Forse), e da rispettare, al contrario di come avviene adesso. A titolo di ulteriore cronaca, il redattore dell’articolo su Marshable riferisce di aver provato a contattare i responsabili di una casa discografica piuttosto nota specializzata nel metal, ma di non aver inizialmente trovato nessuno in quanto erano tutti andati a vedere un festival death. Non è sempre così, certo, ma è indubbio che forse solo nel metal un tale numero di case discografiche è fondata da appassionati e specializzata solo in questo campo, molto spesso puntando su un solo sottogenere. Il responsabile di tale etichetta, ha notato in seguito come lo streaming sia anche un veicolo promozionale enorme, portando la musica di certi artisti laddove è fisicamente impossibile distribuirla, causando ricadute sulle vendite, magari anche di altri artisti del roster, risultando utile in particolare per le piccole etichette. Un ragionamento diametralmente opposto a quello delle grandi majors che si occupano di pop ed in generale di musica come una merce qualunque, al pari di patate o rondelle d’acciaio, salvo poi accorgersi degli errori clamorosi commessi solo dopo anni e invocare leggi protezionistiche quando i buoi sono già scappati dalla stalla da un pezzo. Attenzione, però, questo funziona solo se la gente, dopo lo streaming, compra i CD, perché i diritti di artisti e case discografiche sullo streaming stesso non sono tali da garantire loro sussistenza. Sempre lo stesso personaggio dice infatti: “Mi è capitato di pagare l’affitto con un assegno che mi è venuto dalle royalties sulle vendite dei dischi, ma non con un assegno da Spotify”. Altro punto nodale da considerare è che molto spesso le band medio-piccole riescono a suonare in certi locali (si parla a livello mondiale) se riescono a dimostrare certe vendite che si possono documentare tramite SoundScan della Nielsen, che è il metodo ufficiale di tracciatura, mentre lo streaming sfugge al controllo, andando ad influire direttamente sulla situazione live e, a cascata, sulla sopravvivenza delle stesse band, tornando così al discorso CD. Inoltre, anche l’esistenza di un ricchissimo sottobosco di realtà informative indipendenti e spesso senza scopo di lucro come quella che state leggendo, non è passata inosservata, andando ad ingrossare il fronte delle ragioni pro-metal. C’è poi una ghiotta notizia uscita proprio in questi giorni da tenere presente. Durante la 26a conferenza annuale Worldwide Developer, la Apple ha fatto un annuncio: Beats Music diventa Apple Music, un nuovo servizio di streaming al costo di 9,99 dollari mensili o, piano famiglia, 14,99 per sei account. Il servizio permetterà di avere in streaming qualsiasi cosa dalla libreria musicale di iTunes, così come i video musicali, andando a fare concorrenza diretta a Spotify. Ci sarà anche una radio h24 e la possibilità per gli artisti di inviare foto, video e postare stati in stile Twitter/Facebook direttamente ai propri fan; tutto ciò nonostante il precedente fallimento di Ping. Durante la presentazione, il vice presidente senior di Apple Internet Software, Eddy Cue, ha mostrato come il software dovrebbe imparare dai vostri interessi chiedendovi quali generi preferite, ed il metal è stato usato come esempio pratico, come potete vedere dalla foto allegata con il nostro amato genere rappresentato da apposita icona in alto a destra della schermata. Siamo sempre più mainstream o si sono accorti di quanti e come siamo?

PORTOGALLO 1 - RESTO DEL MONDO... QUASI. E SENZA RONALDO
Tornando ai risultati di Spotify, se passiamo ad analizzare la situazione specifica di alcuni Paesi, riscontriamo che gli ascoltatori più fedeli sono gli svedesi ed i portoghesi, mentre l’Italia mostra una situazione per alcuni versi sorprendente. In base ai dati di Spotify il metal occupa da noi il settimo posto nel gradimento del pubblico, un risultato abbastanza lusinghiero, se vogliamo e comunque coerente con quello mondiale. Scorporando un po’ i dati, però, osserviamo che il metal non è preceduto soltanto da generi assolutamente mainstream come il pop italiano e l’hip hop, ma anche dal punk e dall’indie pop, con quest’ultimo al primo posto. Ancora più sorprendente è che la posizione dietro al metal è occupato dalla musica napoletana, ma ben staccati troviamo pop generico, opera, pop classico italiano, rock generico, dance italiana ed altri che ci si aspetterebbe di trovare molto più avanti, indicando ancora come gli ascolti in streaming si stiano facendo sempre più specifici, coinvolgendo sempre più i veri appassionati e lasciando meno spazio agli ascoltatori estemporanei. Dato questo che dovrebbe far riflettere ancora gli addetti ai lavori. Dando un breve sguardo ad alcune altre nazioni troviamo conferme, sorprese e curiosità principalmente legate alle caratteristiche etno-sociali dei vari Paesi. Ad esempio, osserviamo come negli USA spopoli letteralmente la musica messicana seguita dal pop latino e che probabilmente si tratta di un dato da interfacciare con quello dell’emigrazione passata e presente, visti i numeri della comunità ispanica, col metal al quinto posto davanti al punk. In Francia domina il French Reggae (ancora un dato conseguente all’emigrazione, probabilmente) col Neo Metal secondo ed il metal in genere sesto. In Germania impera il Kabarett col metal ancora sesto e mentre in Grecia il metal è terzo, in Spagna si preferisce il punk ed il metal arranca al limite del range, al decimo posto. Spostandoci in nord Europa la Norvegia ci pugnala con l’hip hop al primo posto, ma col metal nazionale al terzo e quello estero all’ottavo, poi la Svezia provvede a darci soddisfazioni con lo Swedish Metal al primo posto ed il metal in generale al terzo, indicando per l’ennesima volta come in nord Europa tengano molto ai prodotti dei propri gruppi e li sostengano moltissimo. Infine, la sorpresa Portogallo, col metal che disintegra la concorrenza doppiando quasi il pop (quinto) e lasciando ben staccato il secondo, peraltro il rock portoghese, ma anche il terzo posto ottenuto dal metal nelle Filippine può essere interessante. E la vecchia Inghilterra, patria del genere? Secondo posto, preceduto soltanto dal British Alternative Rock e col pop quinto preceduto anche dal punk. Chiunque ne abbia voglia può cercare in rete i dati relativi ad altri Paesi, ma quello più importante è senza dubbio relativo al risultato globale: in una scala da uno a dieci il metal raggiunge il massimo punteggio, staccando nettamente il pop che si ferma intorno a 7,5, il folk poco oltre il 7, country e rock a 7 e via via gli altri, fino a chiudere con classica e blues, ambedue sotto il 6.

APPASSIONATI, MA NON FESSI
Da tutte queste considerazioni possiamo alfine trarre alcune conclusioni, ma cominciamo con una domanda: dite la verità, di tutto quanto avete letto siete genuinamente stupiti, oppure la vostra reazione è stata più o meno quella davanti alla classica scoperta dell’acqua calda? Sì, perché gli unici che possono stupirsi di tutto questo sono quelli che di metal non sanno assolutamente nulla. Chi invece frequenta anche sporadicamente questo mondo (si può fare? Mah...), conosceva la situazione benissimo prima che Spotify la certificasse. Quante volte abbiamo discusso sulle nostre pagine dell’attaccamento morboso dei veri appassionati verso la musica e verso la conoscenza approfondita del genere e dei singoli artisti, pur al netto della dispersione delle informazioni e della smaterializzazione dei supporti provocati dall’avvento di internet? Quante volte abbiamo discusso di vari argomenti legati al nostro mondo con accanimento, quante volte abbiamo notato come siamo rimasti praticamente solo noi ad acquistare CD con continuità e come spesso lo facciamo durante i concerti ed i fest, proprio per sostenere le band minori e trattando direttamente con loro, per poi mollarle sdegnati in caso di “tradimento”? E quante manifestazioni grandi e piccole esistono sparse per il mondo e/o soltanto nella nostra piccola realtà locale, a prescindere dal successo che poi ottengono, anche se qui si aprirebbe un altro fronte di discussione, però OT rispetto all’articolo? Ma soprattutto: chi ancora si stupisce del senso di fratellanza che si respira andando ai concerti, del fatto che ci si abbraccia con gente conosciuta magari anni prima in analoghe circostanze e mai più risentita come fratelli, del fatto che non ci siano quasi mai incidenti (vogliamo parlare dei concerti pop, delle discoteche, etc. o spariamo sulla croce rossa e facciamo una figura migliore?), per poi fiondarsi tutti insieme sui banchetti delle piccole etichette per cercare rarità? Di quanto un ragazzo sia disposto e capace di risparmiare i propri soldi per andare ad un concerto, per comprare un CD, un vinile, una t-shirt e via discorrendo? Di quanto si faccia cultura musicale e non solo anche attraverso le varie riviste, fanzines e webzines più o meno affermate che a migliaia affollano la rete? Tutto questo è davvero una novità per voi o non piuttosto lo è solo per gli addetti ai lavori tradizionalmente afflitti da cataratte gestionali incurabili e da altrettanto incurabili forme di agorafobia che gli impediscono di uscire dai propri uffici e rendersi conto di realtà meno “carine” da vedere per la massa degli acquirenti che loro presumono -ma solo presumono, stando a Spotify- possano comprare i dischi? Certo, è molto più rassicurante per le famiglie ascoltare, a livello mondiale, i vari rapper dei quali non capiscono i testi e vedere i video simil-porno di Miley Cyrus che insegnano alle ragazzine a stare al mondo, od ancora correre a frotte a comprare il CD dei The Kolers di turno, per poi aspettare il prossimo instant-fenomeno, giusto? Eppure i dati parlano chiarissimo: il metal non solo esiste da decenni e continuerà a farlo a prescindere da ogni influenza esterna, ma muove tanti, tanti soldi e chi opera nel settore non può continuare ad ignorarlo per molto. Speriamo solo che gli operatori, posto che si tolgano le fette di prosciutto dagli occhi, abbiano la lungimiranza e l’intelligenza di base necessarie per capire che conserverà queste sue prerogative solo se nessuno cercherà di cambiarlo, sminuirlo, omologarlo e renderlo innocuo, ma ne dubito. Visioni delle Babymetal ad Amici affollano già i miei incubi.



Nosferatu_94
Domenica 21 Giugno 2015, 12.22.26
138
premetto che i maiden sono la mia heavy metal band preferita .. ma credo che sia solo un operazione commerciale visto che molta gente come me ha già dato quasi 300 euro alla EMI in cd e dvd della band . credo che solo un pazzo o un fanatico possano ricominciare a comprare l'intera discografia su itunes solo per una qualità audio "migliore"... giusto se hai dodici anni e non hai mai comprato niente dei maiden potresti secondo me farti ladiscografia itunes .. ma io sceglierei sempre di comprarmi il disco perche quelli dei maiden sono i piu belli da avere e collezionare
metallo
Venerdì 19 Giugno 2015, 18.42.43
137
Spero di non andare in ot con l'articolo, ma credo sia attinente per quanto riguarda la musica digitale, anche se riguarda il suo concorrente, infatti la Parlophone Records,nuova etchetta per i Maiden, ha detto che rimasterizzera' ben 19 album degli Iron Maidens,appositamente per i tunes, 15 da stufio ,2 live e 2 compilation, dice per"migliorarne l'esperienza di ascolto e il suono".A tal propsito e' interessante e credo arttinente con le diiscussioni avviate, da noi, cio' che dice testualmente Steve Harris: Imastering per i tunes consentono a chi ascolta di godersi la musica nella maniera piu' vicina posdibile a come l'artista intendeva che suonasse.Quindi sono stato d'accordo su questo mastering. I dischi erano gia' disponibili in digitale, da questo mezxo di distribuzione e' nato, ma il masteting di quelle canzoni era fatto con i cd in mente. Il procedimento per i tunes richiede un approccio differente, ed e' bello , consegnare finalmente ai nostri fans la musica con un sound, cosi' puro e cristallino, praticamente il masdimo che e' posdibile ottenere. Il mastering e' stato fatto dany Newton e Ade Emsley, con la supervisione di Hartis stesso.E' un segno che sta cambiando il modo di fruire eascoltare musica?.voi che ne pensate?.
Vitadathrasher
Giovedì 18 Giugno 2015, 22.46.40
136
L'unica cosa che non rimpiango è il vecchio walkman, rispetto ai più portatili mezzi moderni. Per il resto appoggio i commenti qua sotto, il vinile o il cd, inteso anche come feticcio non è sostituibile dal virtuale e dal click compulsivo. Anche il solo fatto di vedere tutti i dischi sullo scaffale mi fa stare bene e mi ricordano un periodo della mia vita, se quei dischi fossero su un hd che senso avrebbero.
Maurilio
Giovedì 18 Giugno 2015, 20.11.26
135
Sará che ho superato giá da un pó i 40 ma per me ascoltare un album vuol dire comprarlo, scartarlo, gustarmi artwork e libretto e naturalmente ascoltarlo soprattutto con le casse dello stereo, altro che cuffiette e aggeggini vari. Anche io quando vado in giro ascolto in cuffia ma non c´é confronto con il suono che esce dalle casse e con il vivere il cd preso dallo scaffale, nonché mentre si ascolta dare uno sguardo agli altri cd o dischi della collezione. Altro che avere mille file nei telefonini o i-pod vari, rimane roba anonima. Ma questo molti giovani proprio non lo capiscono.
raven
Giovedì 18 Giugno 2015, 18.09.57
134
Abbiamo scritto ripetutamente del vinile. C'è un pezzo intitolato "funerale senza il morto", se non ricordo male. Adesso è già in parte superato prechè ha qualche anno, ma nella sostanza la situazione è quella.
Nosferatu_94
Giovedì 18 Giugno 2015, 18.03.37
133
io sto per passare al vinile, dopo tanti anni di indecisione... il momento è arrivato e sono troppo felice !!! devo dire che è anche grazie a questo articolo che mi sono convinto definitivamente di passare al disco gigante .. torno negl'anni 80 addio hahaha ! stay metal ever !
Third Eye
Giovedì 18 Giugno 2015, 16.05.04
132
@ Il Cinico: il web è uno strumento che ciascuno può utilizzare in maniera diversa, non è l’innovazione tecnologica in sé ad essere pericolosa ma il modo in cui la si utilizza. Non è che tutti per esempio scaricano “come degli infoiati”, così come non tutti gli utenti sono abbonati ai servizi in streaming o passano le giornate a guardare videoclip su YouTube o a cliccare ‘mi piace’ su Facebook… Sulla criminalizzazione comprendo ciò che dici ma anche senza il web c’era un rapporto diretto con altri ascoltatori dal quale potevano emergere eventuali punti di vista sulla pirateria; certo, ora la questione è di ben altra portata se paragonata al passato, ma pur sempre di pirateria si trattava.
pact of the nazaren
Giovedì 18 Giugno 2015, 15.51.01
131
tra i furbi che masterizzavano e prima copiavano su cassetta al cromo c'ero pure io e un mare di gente che conoscevo. Copiavo e facevo copiare a mia volta. Fatto sta che comunque io compravo un disco e magari un amico ne comprava un altro e un terzo un altro ancora e così via. Non era giusto anche allora per carità, ma tutti comunque compravano qualcosa (visto che è impossibile comprare tutto) e c'era comunque un mercato che aveva una sua continuità. Tutti erano felici e contenti. Ora di quei tre amici quanti ce ne sono che comprano qualcosa, forse uno? Ho i miei dubbi. Poi l'mp3 per me ha un senso solo illusorio perchè appaga il senso di possesso che è insito nell'uomo, ma di fatto è inutile perchè con i nuovi smarphone e i relativi abbonamenti internet si può ascoltare tutta la musica con il tubo dove gli album sono tutti lì pronti da essere ascoltati come facevano i vecchi con le radioline portatili. Io potrei tranquillamente vivere ascoltando la musica vecchia accumulata in questi anni, se compro ancora cd lo faccio per un discorso etico e per supportare le band che per me lo meritano.
Tatore
Giovedì 18 Giugno 2015, 15.42.33
130
...e CD e vinili saranno talmente rari da diventare pezzi d'antiquariato (passatemi il termine) con valutazioni spropositate. Già oggi leggo commenti circa i prezzi incredibili di alcuni vinili...figuriamoci tra 20-30 anni...
Il Cinico
Giovedì 18 Giugno 2015, 15.31.43
129
Certo che ti potevi masterizzare il cd...ma adesso cè persino il programma che se nn sbaglio ti fa scaricare la roba da you tube.......boh io ho un concetto completamente diverso di come fruire della musica.....e poi ascoltare è ok, ma poi scaricare tutto come degli infoiati non lo ccapisco, poi sul fatto di non criminalizzare non saprei....mica avevamo internet per commentare....cmq amen tanto andrà come deve andare pure il mercato musicale...tra qualche anno ti arriverà la musica direttamente nelle orecchie senza gli auricolari...
Third Eye
Giovedì 18 Giugno 2015, 15.22.49
128
Ciò che conta è la consapevolezza delle proprie azioni, avere cognizione di ciò che si fa ed oggi forse, causa anche l’immaterialità dei dischi e un concetto distorto dell’arte, è aumentato a dismisura il numero di ascoltatori non responsabili. Anche decenni or sono c’erano i “furbi” (che duplicavano le cassette e masterizzavano i CD) ma nessuno li criminalizzava, ora basta ascoltare qualcosa sul web per essere considerati dei ladri.
Il Cinico
Giovedì 18 Giugno 2015, 13.41.49
127
Che si trovava il metodo per farla franca non lo dubito, però come si suol dire in questo caso gliel han servita su un piatto d'argento. Dice bene pact of the impaled nazarene che uno si ritrova solo con dei cazzilli di file su pc...per me è triste assai anche se poi se compri il file ad ultramegasuperdefinizione suona bene uguale.
Tatore
Giovedì 18 Giugno 2015, 13.06.24
126
@Il Cinico Anche se fosse stato tutto regolarizzato dall'inizio, sii sicuro che il filone illegale ci sarebbe stato comunque...ma forse avrebbe creato meno distorsioni nel mercato. Pensa alle sigarette, ai videogiochi...a Sky e Mediaset con le schede taroccate. A parte la richiesta, in alcuni casi sono i negozianti, o comunque chi lavora nell'ambiente a creare sia l'offerta che la domanda di illecito. Un esempio? Vai in un negozio, compri una PS e il negoziante che fa...ti chiede se vuoi fare la modifica per poter utilizzare i giochi taroccati...e il tipo ti vende anche questi. Nel cinema? Le copie tarocche molto spesso sono colpa di chi lavora nel campo delle stampe (prima in pellicola, ora in DVD per giornalisti e critici e copie digitali per il cinema), che nel "tragitto" come per miracolo si duplicano. Per la musica, sui siti/programmi per il download, a volte è stesso chi ha il CD originale a mettere in rete la copia di un album...ma in questo caso il motivo è diverso (spesso allegano file di testo dove ti dicono di acquistare il prodotto dopo averlo "provato" scaricato dalla rete) e il risultato è lo stesso. Forse hai ragione a dire che sono furbi i fruitori di materiale illegale, ma stai sicuro che è più furbo chi riesce a guadagnarci.
Il Cinico
Giovedì 18 Giugno 2015, 12.06.32
125
Si ma se fosse partito tutto legalmente non si sarebbe dato il la a questi comportamenti...che centra essere elitari o arroccati sulle posizioni...al solito esistono i furbetti il mondo è dei furbi.
pact of the impaled nazarene
Giovedì 18 Giugno 2015, 11.29.21
124
boh a me tutto sto twittare, linkare, likeare, postare, scaricare, tubare, torrentare, ha creato una certa assuefazione unito a perdita di interesse verso il nuovo (leggi mi rifuggo nelle vecchie certezze), cali d'attenzione e di concentrazione (non mi rimane nulla), per cui mi sono detto basta e sto cercando di fare una bella cura disintossicante. Ad esempio per la musica, mi limito ad ascolti mirati rigorosamente con cd fisico, tranne per i vecchi classici che continuo a girare in macchina e ipod con l'mp3. Anche io ho spotify sullo smartphone ma non riesco ad ascoltare nulla dall'inizio alla fine, un po' come you tube dove dopo 5 minuti di ascolto passo ad una delle finestre che si aprono diabolicamente a fianco...uno schifo. Quindi vado di (pochi ma gustati) cd originali, (tanti) dvd di concerti originali. Dopo la grande abbuffatta dei primi tempi ora trovo tristissimo andare su bit-che e vedere che nel torrente è disponibile da subito a ufo il cd nuovo che invece non vedi l'ora di scartare a casa e gustarti (ex novo) nota per nota.
Sambalzalzal
Giovedì 18 Giugno 2015, 11.18.10
123
AkiraFudo@ ah ok perdonami non ho letto tutti i posts, pensavo che ti riferissi al mio commento quando dicevo che oggi molte bands (pure note) hanno preso la strada delle registrazioni economiche perché non hanno più introiti, intendevo quello con registrano "male".
AkiraFudo
Giovedì 18 Giugno 2015, 11.04.00
122
...@samba però prima di partire in tromba prenditi un minuto per leggerli i post... non ho minimamente toccato l'argomento pirateria, mi riferivo al discorso fatto da qualcuno che le produzioni stanno diventando scadenti perché orientate a mp3 e cuffiette... tutto qui. Sulla pirateria non mi esprimo perché è un discorso troppo lungo e complesso, anche se voglio comunque quotare quanto appena detto da @entropy: non bisogna confondere il mezzo con le sue derive... ovvero non è che perché esiste la musica digitale siamo tutti obbligati a scaricare senza pagare...
entropy
Giovedì 18 Giugno 2015, 10.41.20
121
Credo che tutte le posizioni abbiano delle "punte " di verità. Poi magari il maggiore ostracismo o meno verso queste nuove forme di ascolto dipende anche dall'età e dalle abitudini. Forse chi come dice (me compreso) "stereo-supporto fisico e così che si sente la musica!! può sembrare un pò come i miei genitori che mi dicevano che "ai loro tempi" non si perdeva tempo con i videogiochi. Però non bisogna confondere il mezzo con le sue derive. Io ho un ipod, su cui converto gli mp3, che consumo a furia di ascolti (cosi come facevo con il walkman ai tempi). Ho avuto una fase in cui la possibilità di accedere alla musica in modo pressochè "infinito", mi ha fatto togliere curiosità accumulate in 15 anni passione metal, ascoltando maree di gruppi le cui recensioni nel tempo mi avevano incuriositi. Ma quella era una deriva, perchè in pratica ogni giorno "accedevo" a due tre dischi nuovi, e probailmente così ho bruciato in pochi ascolti (talvolta uno solo) dischi che sarebbero potuti essere capolavori. Poi essendo un " vecchietto" reputo anche che il cd, come il libro, come il film originale dia tutto un altro gusto, che l'ascolto in stereo sia un operazione quasi religiosa ( e immagino che per chi sia abituato ai vinili questo sia ancora più vero) e che dia il giusto "rispetto" a quella che cmq è un opera artistica.
Sambalzalzal
Giovedì 18 Giugno 2015, 10.24.53
120
AkiraFudo@ "Non si spiegherebbe in altro modo l'assurda teoria che tali media stiano portando ad un decadimento della qualità delle registrazioni" ok, prova tu a mettere su un gruppo, fai uscire il disco e non vendi nulla perché la gente scarica a rotta di collo, poi al disco dopo (se ancora hai una band) i soldi per registrare e gestire le spese con qualità li trovi sotto le piante dei broccoli.
Sambalzalzal
Giovedì 18 Giugno 2015, 10.19.59
119
Tatore@ hai toccato il punto giusto secondo me, il problema è proprio quello del sistema come si è venuto a delineare oggi. Le persone vogliono e devono avere tutto, anche non potendoselo permettere, se glielo neghi allora te le fai nemiche. Se io al mese economicamente parlando mi posso permettere che ne so 10 cd, 2 blu ray e 4 libri cerco di non farmi venire i tremori perché invece non posso comprarmene il doppio. SI tratta più che altro di buon senso totalmente sotterrato dalle smanie consumistiche. Purtroppo si è persa in partenza
AkiraFudo
Giovedì 18 Giugno 2015, 10.18.39
118
Mi pare che l'ostracismo militante alla musica digitale e alle tecnologie ad essa collegate sia ormai una sorta di presa di posizione da parte di una fetta di utenza alla quale piace considerarsi elitaria, che spesso sembra slegata da effettive prove sul campo o reale conoscenza di quello che si critica con tanto fervore. Non si spiegherebbe in altro modo l'assurda teoria che tali media stiano portando ad un decadimento della qualità delle registrazioni: o avete tutti 18 anni o vi siete dimenticati dei walkman, dei sistemi stereo compatti, i radioregistratori, ecc., tutti prodotti che sono in giro dagli anni 80 e che non avevano certo la funzione di soddisfare gli audiofili, ma semplicemente di permettere l'ascolto della musica a tutti dappertutto... cioè la stessa cosa che fanno ipod, mp3, ecc. Fra l'altro, come osservava giustamente qualcuno, esistono i formati loseless che hanno resa analoga ai cd, e che si possono abbinare facilmente con dac, casse attive, sintoampli di altissima qualità in modo da soddisfare ogni esigenza... il fatto che le tendenze di mercato (che non sono altro che il frutto delle scelte della maggioranza) e il loro peso nella creazione e diffusione della musica risultino indigeste ad una fetta di utenza è comprensibile, ma adottare un atteggiamento di chiusura totale come fanno alcuni puzza tanto di preconcetto e non serve a nulla: non è meglio prendere parte alle novità e cercare di orientarle piuttosto che rigettare il nuovo e isolarsi come vecchi eremiti?
Tatore
Giovedì 18 Giugno 2015, 10.13.29
117
Però credo che, nonostante siano fenomeni abbastanza legati, si stiano confondendo download illegale e a pagamento. Mi sembra di capire che a tutti (più o meno) sta a cuore l'utilizzo di supporti (audio, video e libri) originali e tradizionali. Ognuno nel suo piccolo fa quello che può e che vuole in base a grado di passione e finanze. Poi c'è chi se ne frega e scarica tutto illegalmente...e tra questi ci metto anche il "me" di qualche anno fa. Perché ora non lo faccio più? Perché ora ho un lavoro (anche se precario) e posso permettermi di spendere un tot per l'intrattenimento. Quello che trovo insindacabile è il come si spendano i propri soldi per le proprie passioni. Io spendo fior di € per i film (e le relative apparecchiature per goderne), è normale che per le altre cose tendo a risparmiare, ma comunque per Spotify pago. Per la musica ho deciso di non scegliere il supporto fisico, cui però non rinuncio per film e libri. Credo che questo possa valere, con le dovute differenze, un po' per tutti. Invece c'è chi si sente fregato perché gli altri non spendono quello che spende lui/lei/l'atro. Pace Se poi si vuole criticare il "sistema" allora la partita è persa prima di cominciare a giocare...
Il Cinico
Giovedì 18 Giugno 2015, 9.47.34
116
All' epoca qualche manager pippato e cazzone sottovalutò l'entità del problema. Se da subito il download lo mettavano a pagamento o nell'abbonamento a intenet si includeva anche un "pacchetto" per poter scaricare un tot di musica di sicuro si sarebbero arginati i danni. e questo mica lo dico io erano cose dette da gente del settore.
Sambalzalzal
Giovedì 18 Giugno 2015, 9.44.17
115
Raven@ io personalmente ne faccio a meno, anche nell'ottica degli assaggi. vado alla cieca come facevo prima, quando non voglio andare alla cieca vado sul sito della band dove posso ascoltare i samples (ce li hanno quasi tutti disponibili) o altrimenti mi affido a recensioni/vedo se qualche amico me lo può far ascoltare avendolo già comprato. Io credo che chi usa Napster in maniera massiccia non lo faccia in quell'ottica, potrei sbagliarmi per carità ma esperienze personali mi dicono questo. Stessa storia per i libri. C'è gente che dice di essere appassionata di lettura e letteratura e poi giù a gb di E-books, a casa sullo scaffale non vedi neanche più il foglietto degli sconti del supermercato. Ecco dal punto di vista artistico secondo me tutto questo è molto avvilente.
Sambalzalzal
Giovedì 18 Giugno 2015, 9.36.37
114
E infatti nella famosa saga di Napster il primo a pagarne le conseguenze fu Ulrich che si beccò ogni tipo di insulto. Io penso che tutti quanti pensino ai soldi, non solo lui o altri musicisti. Ai soldi (a non spenderli però) ci pensano pure tutti quelli che scaricano. Sono condivisibili tutte e due i punti divista, solo che se il musicista non fa più soldi perché scaricano tutti allora non registra più o registra male come stiamo vedendo per tante bands. in ogni caso alla fine vengono penalizzati tutti.
raven
Giovedì 18 Giugno 2015, 9.34.53
113
Francamente non capisco. Il punto che viene fuori è che, come da commento 110, la musica su Spotify è nel nostro caso solo un assaggio di ciò che si deve comprare. Non capisco quindi certe considerazioni se non in un'ottica generale svincolata dall'oggetto dell'articolo.
InvictuSteele
Giovedì 18 Giugno 2015, 9.33.39
112
Continuo a pensare che dovrebbero abbassare (e anche di molto) i prezzi dei cd. Allora si potrebbe contrastare lo scaricamento illecito e la crisi della musica in modo semplice ed efficace. I metallari sono gli unici appassionati che ancora comprano gli album, scrivono recensioni, discutono su un prodotto nei forum e vanno spessissimo in giro per i concerti supportando i musicisti. Perciò noi spendiamo pure tanti soldi per la causa ma se dobbiamo spendere 22 euro a disco non va bene, non ce la facciamo economicamente, perciò, almeno per me che ho circa 3000 album e compro di tutto (sopratuttto band minori o semisconosciute), un ascolto prima è d'obbligo. Non capiscono che mettendo gli album a prezzi folli non vendono? Stesso discorso per il cinema, io che sono un appassionato e sono abituato ad andarci spesso, posso spendere ogni volta 10 euro per entrare? C'è un limite a tutto, perciò uno si attrezza con queste alternative moderne e legali. Certo si stava meglio prima ma che dobbiamo fare? Il mondo dell'arte (ma anche in generale) è in declino
Il Cinico
Giovedì 18 Giugno 2015, 9.14.48
111
Si va beh adesso però evitiamo di glorificare troppo sta merda che ha affossato il "vecchio sistema". Perchè al di là del fatto che ovviamente uno la musica se la ascolta come vuole, il punto sta nel fatto che per anni la musica è stata a pagamento, poi "grazie" a sto cazzo di download chissà perchè il povero musicista che faceva notare che così restava con le pezze al culo subito gli davano del venduto pensi solo ai soldi ecc...ecc...quando in verità si stava semplicemente facendo notare che così come dal tabbaccaio se ti pigli le sigarette le paghi, anche nella musica i dischi e la musica li paghi. Che poi si debbano pagare meno discutiamone pure ma da qui a fare discorsi da finto alternativi che vogliono tutto gratis si ma col portafoglio degli altri ce ne passa eccome.....
Painkiller
Giovedì 18 Giugno 2015, 7.24.47
110
Spotify, youtube vattelapesca...per me sono solo mezzi per capire se un album vale la pena di essere comprato in cd p no. Poi ora l'MP3 é sorpassato, esistono nuovi formati lossless che danno praticamente la stessa resa del cd, che continuo a preferire per l'artwork, i testi etc...ah, le cuffiette in ear! Una c****a pazzesca!
Tatore77
Mercoledì 17 Giugno 2015, 20.32.23
109
@Master Non posso che darti ragione. Se si intende per metallaro anche uno stile di vita o scelte che vanno in tal senso, allora no, non sono un metallaro. E sì, con me farebbero la fame, sono troppo impegnato a combattere la pirateria sul fronte cinema Però qualche sacrificio per il metal lo faccio: ascolto musica dirompente nonostante l'acufene...sono praticamente un martire
Master
Mercoledì 17 Giugno 2015, 19.20.00
108
@Tatore: ho letto con interesse il tuo racconto, e l'ho trovato in gran parte condivisibile; l'unico punto su cui secondo me il tuo ragionamento scrcchiola un po' è quando parli del "sentirsi metallaro": anch'io ascolto in grandissima maggioranza metal, peró forse nell'immaginario comune il cosiddetto metallaro è chi fa delle rinunce e crede alla causa al punto da sostenere gli artisti preferiti in ogni modo. Io ad esempio, dopo avere sentito 2 concerti dei miei gruppi preferiti, ho deciso che quel tipo di esperienza non faceva per me, l'ho trovata deludente. Avrei qualche dubbio a rientrare nella categoria, quindi. Tu che metti davanti la passione per il cinema a quella per il metal, credo sia in una condizione simile.. Facessero tutti la tua scelta, credo che la totalità dei gruppi sarebbe costretta a smettere di suonare, con spotify portano a casa poco gli artisti. Cmq intendiamoci, non c'è niente di giusto o sbagliato, solo diversi gradi di passione che si esplicitano in altrettanti comportamenti.
InvictuSteele
Mercoledì 17 Giugno 2015, 18.26.25
107
Io trovo Spotify una grande cosa, molto comoda e utile per annientare il download illecito. A casa praticamente ascolto musica solo su Spotify e tramite visualizzazioni contribuisco a pagare etichette discografiche e band, seppur questi guadagnino poco dagli ascolti, ma è meglio di niente. Poi ovvio che compro cd fisici (anche troppi) sperperando un patrimonio ma il cd lo esigo, sono un collezionista, mi piace avere la copertina, i testi e il prodotto fisico di un'artista. Però ripeto, Spotify per me è comodissimo e a casa ascolto musica solo su questa piattaforma, poi in auto metto il cd.
Nosferatu_94
Mercoledì 17 Giugno 2015, 17.48.33
106
Tatore
Mercoledì 17 Giugno 2015, 17.41.15
105
@Nosferatu Ahahah...divertente...ma ammetto che mi sto toccando! Se hai l'abbonamento vai oltre lo streaming, si possono scaricare circa 3000 pezzi da ascoltare in modalità off-line...e i dati (logicamente utilizzabili solo con Spotify) sono salvati sulla scheda SD. Intanto come "back-up" ce l'ho anche sul PC a casa e basta sincronizzare i supporti per poter avere gli stessi dati su tablet, smartphone e PC. Questo per dire che se mi si rompe il cellulare ho i dati sulla scheda e, finché non me ne compro un altro, posso scroccare il tablet a mia moglie Sia chiaro, io sono per i supporti originali, non sono contrario ai CD, ma indirizzo il mio "entertainmente budget" per i film perché sono più appassionato di cinema che di musica.
Nosferatu_94
Mercoledì 17 Giugno 2015, 17.27.12
104
@tatore , voglio vedere quando ti si rompe il cellulare ..
BlackSoul
Mercoledì 17 Giugno 2015, 17.17.53
103
Straquoto Tatore
Tatore
Mercoledì 17 Giugno 2015, 16.59.42
102
Io sono un novizio di Spotify ed ho deciso di fare l'abbonamento perché lo trovo comodo ed utile. Non capisco le critiche verso chi lo usa, anche come unico mezzo: si è parlato di ragazzini brufolosi che fanno pena e altri tipi di utenti che sembra non siano degni di ascoltare metal se non lo fanno da CD e/o vinili. Questa si è "chiusura mentale", non certo amare ed ascoltare un unico genere musicale. Sono spiacente, ma nelle file dei metallari vedo tanto classismo...che è l'opposto rispetto alle "persecuzioni" che sembra si subiscano. Io che dovrei dire? Sto sempre in giacca e cravatta, non ho tatuaggi, non ho piercing...e sono pure calvo...eppure il 95% dei miei ascolti è metal...e ultimamente anche bello tosto. Moderazione ragazzi, ma non nell'uso di un supporto/piattaforma. Moderazione nel "giudicare" le scelte altrui. Io uso solo il cellulare (o lo stereo in auto) per ascoltare musica (metal) e non mi sento di dovermi scusare o sentirmi uno sf***to o un "non-metallaro" rispetto a chi ascolta le stesse cose con hi-fi e vinili. Potrei fare la stessa cosa parlando di cinema: devo pensare che chi non guarda i film (se non al cinema) con supporto originale e home theatre è uno sf***to? NO...non lo faccio perché è un discorso senza senso, perché si stanno giudicando le scelte altrui senza cognizione di causa. Saluti
matteo
Mercoledì 17 Giugno 2015, 16.56.27
101
In che senso helterskelter? Anche su Spotify si possono ascoltare album interi. Io lo faccio spesso perlomeno.
raven
Mercoledì 17 Giugno 2015, 16.35.03
100
Per gli altri, ma nel caso del metal i dati indicano Spotify come "assaggio" propedeutico all'acquisto dei CD.
helterskelter
Mercoledì 17 Giugno 2015, 15.02.50
99
secondo me spotify è ancor di più la rovina degli artisti. è solo musica usa e getta. la gente ascolta un po' di volte l'orrida hit del momento e poi passa a quella successiva quando è stanco. alla sera dopo il lavoro mi capita di ascoltarmi un disco dall'inizio alla fine invece di rincoglionirmi con la televisione ... questa cultura musicale con spotify non c'è. non si apprezzano i vari momenti dell'album, anche le canzoni che si preferiscono meno che magari ascoltandole più di una volta scopri non essere così male. spotify rovina prima di tutto gli artisti secondo me. va bene solo per will.i.am o david guetta
impaled (pact of) nazarene
Martedì 16 Giugno 2015, 16.13.00
98
non è un problema SOLO del music business ma ANCHE. Internet e la tecnologia hanno creato tanti posti di lavoro ma ne hanno eliminati innumerevoli altri. Il mercato musicale non è solo la ricchezza sfrontata dei vari grandi gruppi, ma anche un indotto che lavora nell'ombra. La digitalizzazione totale si è compiuta con l'avvento del tubo e di spotify e fanno dell'mp3 solamente un simulacro che ti da l'illusione di possedere ancora qualcosa, ma è totalmente inutile ed effimero. Un cd o un vinile fisico, ancora è qualcosa che si può collezionare per apprezzarne anche la fisicità, come un quadro o un libro.
Nosferatu_94
Martedì 16 Giugno 2015, 15.55.34
97
MODERAZIONE E VALORI ! ..sono la formula vincente ! e non credo che la mancanza di posti di lavoro siano un problema del "music business" però concordo che la mano d'opera (fisica) in ITALIA dovrebbe essere al primo posto !
impaled (pact of) nazarene
Martedì 16 Giugno 2015, 15.38.04
96
non sono d'accordo assolutamente sulla similitudine: i collezionisti compulsivi comprano, spendono e creano ricchezza (posti di lavoro), gli scaricatori seriali (illegali) impoveriscono e sterilizzano. Inoltre, e chiudo, un cd fisico (fatto di materiali che si toccano oltre ad un lavoro artistico (foto, disegni...) fatto di cose che si toccano hanno comunque un indotto e quindi posti di lavoro in più. L'mp3 è qualcosa di evanescente, una scoreggia nel deserto.
Nosferatu_94
Martedì 16 Giugno 2015, 15.20.31
95
@AL concordo IN PIENO! , il problema infatti è propio questo ... il consumismo sfrenato che sta rovinando l'arte e le passioni nel mondo secondo me
AL
Martedì 16 Giugno 2015, 15.06.53
94
@Samba: sono d'accordo con il tuo ultimo commento . io non scarico illegalmente e compro poco e ogni tanto e mi godo gli acquisti (mp3 o cd fisici poco importa). aggiungo che vale anche per chi compra tonnellate di cd fisici. non è solo questione di scaricare a cazzo. i collezionisti sfegatati (accumulatori seriali) sono al pari degli scaricatori incalliti. ma penso che sia anche dettato dal momento storico. tutto invecchia velocemente e bisogna essere sempre "sul pezzo"..
Nosferatu_94
Martedì 16 Giugno 2015, 14.15.39
93
@Sambalzalzal (n90) , hai troppo ragione!! pensa che anche io avrei la possibilità di comprarmi piu di un disco a settimana ma per principio ne compro sempre e solo uno(pure se li vorrei tutti ovviamente ! )io sono giovane ma sò, perchè mi è stato insegnato, di godermi la musica ... i mei coetanei credo che usino la musica un pò come oggi si fà con tutto : zero principi , tutto e subito e "nerdismo" sterile ... ed è sempre piu difficile per tutti non cadere a queste tentazioni
Third Eye
Martedì 16 Giugno 2015, 13.09.47
92
In questi giorni ho letto alcuni articoli che riguardano lo ‘streaming’ e pare che il fenomeno sia in forte crescita in molti paesi tra cui anche il nostro. Un caso a parte, però, sembra essere il Giappone dove la musica digitale rappresenta solo il 17% delle entrate; tempo fa ci aveva provato la Dena a lanciare un servizio di streaming nel paese ma le cose sono andate male, ora invece è la volta della Line che ha inaugurato un servizio che costa 8 dollari al mese. Riguardo poi al discorso del supporto fisico credo che difficilmente scomparirà; certo, molto dipenderà dai comportamenti e dalle scelte delle nuove generazioni che a tratti sembrano essere davvero lobotomizzate però il fascino e l’unicità dei dischi rimane indiscutibile, tant’è che negli ultimi anni c’è stata una riscoperta del vinile e ci sono innumerevoli bands underground che puntano sui questo formato o addirittura sulla cassetta e il riscontro da parte del pubblico non manca.
raven
Martedì 16 Giugno 2015, 12.53.27
91
Infatti i risultati indicano che il metallaro ascolta, poi compra
Sambalzalzal
Martedì 16 Giugno 2015, 12.51.05
90
faccio pure io così, ci si riusciva benissimo prima, si può fare anche oggi, non si sente male nessuno. meno ascolti sicuramente, magari mi perdo tante belle cose, pazienza, tanto più che personalmente non riesco ad ascoltarmi e a metabolizzare più di quattro dischi al mese; un po' di domande me le faccio quando sento di persone che scaricano discografie intere a botta e poi vanno in giro domandando perché in testa non gli rimane nessuna canzone. Chissà perché. Meglio comprare poco ma comprare che ascoltare 2000 cose e non ricordarsene nessuna. Questo per la musica, per i posti di lavoro ad essa legati quoto assolutamente.
impaled (pact of) nazarene
Martedì 16 Giugno 2015, 12.42.06
89
inutile cercare di nascondersi dietro ad un dito. I casi sono due: o vogliamo i posti di lavoro, il consumismo e la gente occupata e felice come negli anni 80 e facciamo acquisti consapevoli (e quindi supportiamo le band, compriamo cd fisici originali, merchandise, andiamo ai concerti ecc) oppure ci buttiamo a pesce sulla rete, sulla tecnologia sfrenata del fai da te (e sui grandi network commerciali tipo decatlon, mediaworld, ikea) che di fatto hanno spazzato via (e continueranno a farlo) posti di lavoro come teorizzato dal guru di silicon valley jaron lanier. L'mp3 ormai è sorpassato perchè gli album sono disponibili gratis sul tubo, quindi o facciamo tutti retromarcia o prendiamo le cose come vengono. Io ho scelto di non scaricare NULLA, piuttosto non ascolto.
Carmine
Martedì 16 Giugno 2015, 12.34.41
88
Concordo totalmente con Master (commento 85).
entropy
Martedì 16 Giugno 2015, 12.22.23
87
Butto lì una riflessione che ho letto su un sito. Ce chi afferma che lo spostamento degli ascolti da cd e radio a spotify potrebbe far terminare la "loudness war" (che in questo sito è molto discussa) , poichè il tipo di ascolto non rischiederebbe più l'alzamento dei volumi a discapito della dinamica del suono. Inoltre se ci pensate la diffusione di dispotivi portatili in europa con i volumi bloccati ( per tener conto delle norme europee ) rendono l'innalzamento dei volumi oltre certi limiti inutili.
AL
Martedì 16 Giugno 2015, 11.11.14
86
@nosferatu: sicuramente ti da più soddisfazione vedere una libreria con migliaia di cd originali, non lo metto in dubbio, poi c’è sempre un po’ di “collezionista sfegatato” in ognuno di noi. però concordo con jek che è più funzionale l’mp3 anche perché lo utilizzo ovunque. il cd per me in molte occasioni è di intralcio. poi io ho esigenze di spazio, la libreria è già piena di libri di mia moglie (io non colleziono neppure quelli, li prendo i biblioteca). infine una scelta anche personale sullo spreco di plastica e carta.
Master
Martedì 16 Giugno 2015, 9.55.14
85
Personalmente non ho mai avvertito il minimo bisogno di spotify: finchè c'è youtube che contiene anche tanti album completi, non mi manca un mezzo per preascoltare e decidere gli acquisti.
BlackSoul
Martedì 16 Giugno 2015, 9.05.22
84
@magus79 quello però è se lo usi dal cellulare, se lo si usa dal computer non c'è riproduzione casuale, non c'è lo skip limitato e non ci sono altri brani di altri artisti in mezzo anche nella versione gratis
raven
Martedì 16 Giugno 2015, 8.50.21
83
81: la parola chiave è una sola: informazione. In questo caso siamo stati utili ad una persona per aprire gli occhi, ed è una delle "mission" di metalllized quella di non fermarsi alle recensioni, ma analizzare il mondo della musica in ogni sua sfaccettatura. 82: Ecco, un tipico esempio di ricaduta sulle vendite. Vero che è solo con l'abbonamento a pagamento che si riesce a sfruttare il mezzo, ed è proprio per questo che "l'assaggio" è gratis
magus79
Martedì 16 Giugno 2015, 0.05.50
82
Comunque da quello che so spotify è in perdita e sopravvive,almeno per ora,grazie ai grandi gruppi discografici convinti (secondo me sbagliando) che questo sia il futuro della musica.personalmente lo uso insieme a youtube per sentire gruppi nuovi e devo dire che da quando esistono siti come questi la mia spesa per i cd è notevolmente aumentata,una volta per dire su 10 recensioni che reputavo interessante forse ne compravo due o tre perchè comunque senza poter ascoltare qualcosa del gruppo il rischio di prendere delle ciofeche era molto elevato,probabilmente senza questi siti mi sarei perso un sacco di bei album,come in tutte le cose comunque è l'uso che se he fa che è importante. Volevo però sottolineare che spotify paradossalmente secondo me non è il massimo per chi non ha una vera passione musicale ma segue solo i successi del momento,infatti se uno lo usa gratis come fa la maggioranza delle persone oltre alla pubblicità ogni mezzora non puo scegliere quale canzone ascoltare ma la riproduzione degli album è casuale,si puo skippare solo sei pezzi in un giorno e per di più durante la riproduzione dell'album ti mettono in mezzo canzoni a cazzo come consigli per gli ascolti diciamo,quindi se un ragazzino vuole ascoltare per esempio il nuovo singolo di kate perry (nome a caso) puo essere che non riesca a sentirlo.A me personalmente anche se qualche volta lo uso non piace molto, una cosa positiva è che ci trovi anche gruppi veramente di nicchia
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 21.22.19
81
@raven pensa tu che roba ... veramente non ci si può fidare di niente e di nessuno altro chè ...
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 21.17.51
80
@jek capisco che sia "funzionale" infatti io mi riferisco ad un fattore di principio propio ... la mia è stupida ideologia ma sai una cosa ... a parte i soldi , le mode ecc .. io rimango fedele a quei tanti mie amici (di tutte le età) che mi hanno fatto amare il metal tramite il disco rigido ... poi si ammetto che magari in sostanza non cambi nulla e addirittura chi come me ci rimette magari a livello economico però sai per me che ci credo è una goduria dico anche che la musica non si dovrebbe comprare propio come sigarette e che magari con un pò di rispario di volta in volta puoi permetterti il disco che tanto ami
raven
Lunedì 15 Giugno 2015, 21.09.49
79
nosferatu, c'è pure chi lo fa di lavoro di aumentare i mi piace. esistono agenzie specializzate, i numeri in rete sono molto facilmente alterabili e bisogna sapere come vanno le cose per non farsi manovrare. Circa i negozi e le rilevazione ne abbiamo parlato in passato in altri articoli.
jek
Lunedì 15 Giugno 2015, 20.49.34
78
@Nosferatu_94 anch'io ero legato all'analogico però ultimamente visto la mole di uscite e la facilità di utilizzo mi sono convertito all'acquisto in MP3 anche perché lo acquistavo in CD e poi dovevo convertirlo per ascoltarlo in giro. Per me è stato una scelta difficile ma funzionale.
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 20.43.44
77
@AL .. non c'e lho con te è solo che voglio difendere la musica analogiaca ... però è vero a volte è piu utile scaricare .. anche se io da un pò di tempo per principio non lo faccio piu
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 20.41.22
76
@AL (n71) non sono per niente d'accordo ,una cosa che mi rende felice è quando invito gli amici a casa e gli faccio vedere sulla mia libreria REALE la mia discografia che posso toccare con mano e darla ai mie amici ... e cmq il prezzo pagato per il cd è relativo al livello di interesse personale per lo stesso , poi sono punti di vista .. ma la soddisfazione e la concretezza che da un album ,cd , vinile per mè è molto maggiore rispetto all'mp3
jek
Lunedì 15 Giugno 2015, 20.32.49
75
@AL non mi smontare lo stereotipo del metallaro rozzo e satanista a cui sono molto legato
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 20.22.26
74
@AL, anche a me sono capitate le stesse cose ! Quello che voglio dire è che riconoscere un dato di fatto non vuol dire apprezzarlo! Quelli che conosco io, pur riconoscendo che sono un "fedele alla causa", un appassionato, un "intenditore" e quant'altro, mi reputano sempre uno "strambo" (per non essere volgari), quindi ne traggo che riconoscono cose più o meno evidenti, ma le ripudiano in toto, in quanto troppo fuori dagli schemi dell'accettazione e relegate al margine. Ma adesso mi dicono che sono OT
AL
Lunedì 15 Giugno 2015, 20.09.24
73
@klos: ma si, sono miei amici e persone che conosco da anni alcuni sono pure riuscito a portarli a sentire qualche gruppo... con risultati scadenti però. del resto anche io li ho seguiti in alcuni concerti non metal e non sono rimasto soddisfatto. l'importante non essere troppo chiusi mentalmente.
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.58.47
72
@Al, allora conosci bella gente! Sei però sicuro che quello che dicono di fronte a te, siano le stesse che dicono alle tue spalle? (io lo dico per esperienza! )
AL
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.57.07
71
@nosferatu: io compro cd che reputo imprescindibili, dei mie gruppi preferiti ma compro moltissimo mp3 anche per una questione di spazio, di spreco di carte e di produzione di plastica... e poi in mp3 trovo molto più spesso buone offerte su album recenti. io il cd fisico non lo pago più di 8/10 euro (14/15 un doppio) perché per me non li vale nessuno gruppo.
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.54.10
70
CD VS MP3 ... che la guerra inizi !!! hahaha .. no però sono serio è una cosa a cui tengo molto
AL
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.53.27
69
faccio un commento relativo all'introduzione che descrive il metallaro "tipico" e a proposito devo dire che l'atteggiamento di quelli che conosco che non sono metallari non è poi così pieno di pregiudizi. anzi. pensano che il metal sia un genere immortale come pochi altri. e pensano che chi lo ascolta non è satanista o ignorante. anzi. devo dire in giro sento più cattiverie e astio verso i discotecari. il metallaro invece parlando con la gente comune è riconosciuto come "fedele" alla causa. uno che ci crede e lo si vede dalle magliette metal in circolazione, portate sia dal cappellone tatuato sia dal padre di famiglia.
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.47.22
68
@Nosferatu, infatti sarebbe bello, il fatto è che non è possibile risalire ai dati reali
Sambalzalzal
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.42.10
67
Nosferatu_94@ sta tutto li, noi maniaci continueremo sempre ad esserci, l'unica cosa è che il mercato ad un certo punto dovrà fare i conti sia con noi che con quelli a cui del supporto materiale non frega un cavolo. Se ci supereranno la forse potrebbe esserci qualche problema... vedremo, smetterla con i cd significherebbe bastonare parecchie persone e mandarle a casa dal lavoro con un calcio in culo, non che si facciano problemi in questo senso ovviamente...
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.33.19
66
sarebbere allora divertente mettere a confronto quanti DISCHI hanno venduto tipo i black sabbath con quelli che ha venduto la cyrus là come cazzo si chiama
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.31.05
65
oltre il danno pure la beffa che schifo !
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.24.50
64
@Nosferatu, si, io sto dicendo proprio quello, e facendo delle ricerche su internet sull'argomento, troverai cose molto interessanti
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.20.42
63
@metllo, è proprio quello che intendevo. Oggi non conta quanti dischi si vendono, ma quanto sei "popolare" per alzare le quotazioni del "brand", e in questo gli "artisti" pop (e discografici) di oggi sono dei maestri (attraverso subdoli stratagemmi) nel vendere il "marchio" , non i dischi! In questo il metal è ancora un'isola felice dove conta vendere il prodotto e farsi il mazzo in tour, proprio perché il pubblico a cui si rivolgono è attento a certe cose (a volte anche esgeratamente )!
metallo
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.18.38
62
@Nosferatu per me in questo mondo credo che niente avvenga a caso, c'e' il pilotaggio, e il discorso e' generale non solo per la musica.Mia opinione personale ovviamente, ahahah ma nel caso di Miley Cyruscredo conti molto anche il fattore proverbio , tira piu' un ....... ahahah
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.12.54
61
@metallo"spessso si pompa per creare l'effetto psico-economivo induttivo dell'effetto traino commerciale" ?? .. cioè stade dicendo che per scopi commercia il numero delle visualizzazioni può aumentare per caso ?
metallo
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.08.30
60
Pienamente d'accordo con te @Klostry come discorso in generale, spessso si pompa per creare l'effetto psico-economivo induttivo dell'effetto traino commerciale.
metallo
Lunedì 15 Giugno 2015, 19.05.23
59
Quando c'era la lira c'erano meno tasse e non c'era la crisi che c'e' adesso, poi non credo il discorso sia incentrato sul prezxo dei cd, ma sul fatto che soprattutto i giovani ssimi ( ma ormai non credo piu' solo loro), hanno ls tendenza a non comptrare piu' i cd e ad intendre la musica in senso "liquid",ascolto in cuffia fuori casa, scaricando dai vari Deezer , sptify ecc, e bonanotte al secchio.La tendenza sara' la scomparsa di materiali cd?.Questo nessuno puo' saperlo visto chr come diceva Trucido c'e' addirittura da parte di alvuni gruppi la riproposizione devinili, staremo a vedere, ma la parola magica e' buon senso da parte di tutti operatori e manager da una parte e fruitori scoltatori dall'altra.
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.58.42
58
@metallo, certo, sono d'accordo con te! Quello che intendevo è di non credere ciecamente ai "numerini" che vedi perché possono benissimo essere falsati e non rispecchiare realmente la vera misura delle cose.
magus79
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.51.26
57
Sinceramente non capisco le lamentele sul costo dei cd,sicuramente potrebbero costare meno,ma a ben guardare sono una delle poche cose a non essere praticamente aumentate da quando è arrivato l'euro,ricordo che con la lira un cd nuovo costava tra 35 alle 38 mila lire,oggi stanno tra i 16 e 18 euro più o meno uguale,inoltre spesso le etichette mettono in promozione i cd e spesso si trovano album anche recenti a 10 euro,se poi uno va su ebay puo trovare cd usati anche a 5 euro,io penso che nei limiti del possibile se uno ci tiene veramente qualche cd se lo puo anche comprare, se uno non compra mai un cd con la scusa del costo secondo me è perchè in realtà non ci tiene così tanto o magari pensa che il prezzo giusto per lui è zero e quindi se lo scarica
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.51.01
56
@Nosferatu, crei una valanga di account e clicchi "mi piace", semplice.
metallo
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.28.29
55
@klostry, ahahah , quelli non credo proprio visto che viaggio spesso in treno e mi capita di sentire e vedere ragazzi che hanno immortalati nei loro cellulari e Phone proprio quelle xanzoni con quelle performance, altro che approfondimento fino slke radici, delle giovani leve giovanili, trends, mode, tendenze ... chimatele un po come vi pare, alcune volte mine' capitato di sentire cose assurde, giovani che credono che il metal l'hanno inventato i metallica, i Venom !? "Che e' roba che se magna?", i Drem Theater e chi so!? Ah si me pare fanno poppe.Con questo non voglio generalizzare, ma per alcuni giovani il metal oggi sono solo I Metallica evqualche altro nome, probabilmente credcendo alkargheranno orizxonti, ma nel kio picvolo quello che vedo e sento ogni giorno e' sconfortante.
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.23.52
54
in che senso "pompati" ?
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.16.09
53
@metallo, anche quei dati vengono "pompati"
metallo
Lunedì 15 Giugno 2015, 18.09.52
52
Volete dati reali di "affezionati" attuali alka musica?.Andate sul tubo e vedete quanti visitatori-ascoltatori ha Miley Cyrus con la baldraccante canzone Wreking Ball, e confrontatela tanto per fare un esempio con canzoni primordiali del metal tipo Black Sabbath e Paranoid, chi ha piu' ascolti e visitatori?.Altro che dati Spotify.
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 17.54.37
51
saràh ... speriamo solo che la tecnologia non superi il buon gusto , credo anche che noi giovani dovremmo rimanere piu legati alle tradizioni visto che piu andiamo avanti e peggio stiamo . e poi un buon METALLARO che si rispetti, dovrebbe essere sempre contro corrente e ormai nel 2015 anche sempre piu legato al passato visto che la musica di oggi sta prendendo una brutta piega ..... @Sambalzalzal me lai fatta prendere bene
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 17.48.06
50
Sarebbe bello anche un articolo che spiega come siano "pompati" certi dati d vendita (quindi delle classifiche "ufficiali"), dove vengono conteggiate copie rilasciate alle radio, alla stampa, "ricomprate" dalle stesse major, o i negozi che vengono presi come campione per stilare la classifica (esempio: nel mio paese c'erano quattro negozi di dischi; uno trattava metal, uno pop, uno blues, e uno punk e rock alternativo. Indovinate quale era quello dei quattro che veniva preso come campione?)
klostridiumtetani
Lunedì 15 Giugno 2015, 17.37.05
49
Io rispondo alla domanda che pone @Raven nell'articolo: per me è la scoperta dell'acqua calda. Aggiungerei comunque che anche ascoltatori di altri generi sono "maniaci" affezionati (vedi blues, jazz, classica) solo che sono numericamente inferiori e quindi hanno anche un mercato più ristretto, mentre il metal, nel bene e nel male della sua evoluzione, continua ad avere sempre più proseliti
Sambalzalzal
Lunedì 15 Giugno 2015, 17.30.11
48
Nosferatu_94@ non è finita l'era del cd, è iniziata quella delle persone che i cd non sanno cosa siano
Steelminded
Lunedì 15 Giugno 2015, 17.23.40
47
Grande Dany! Stay rock!
Macca
Lunedì 15 Giugno 2015, 17.07.13
46
Io ho adottato anni e anni fa l'ipod (160 GB) perchè mi permette di avere tutta o quasi la musica che mi può venire voglia di ascoltare quando sono in giro. A casa ascolto i cd o i vinili, ma la tecnologia permette di avere in piccolo formato tanta musica e allora perchè non usufruirne? Spotify non lo utilizzo perchè, le volte che ascolto qualcosa prima di comprare, solitamente lo faccio su Youtube per questioni di abitudine. In ogni caso anche qui la tecnologia viene in aiuto del consumatore e può dare un'idea di cosa si sta comprando: se non se ne fa un utilizzo esasperato è utile. Chi invece non compra e utilizza solo quello o scarica a manetta contento lui, ma i danni maggiori derivanti dal download bovino secondo me sono già stati fatti in passato: se cd e vinili non sono già spariti non credo che accadrà in futuro, quantomeno non a breve.
Dany 71
Lunedì 15 Giugno 2015, 16.53.38
45
@Stell: Ma io sono obbligato però..... chi c...o è capace scaricare musica? Il mio top è scrivere qui......infatti non ho dato opinioni su spotify. Dai non ridere troppo anche te. :- )
Steelminded
Lunedì 15 Giugno 2015, 16.45.22
44
Dany, mi dispiace ma essere contro la tecnologia a priori non credo vada neanche bene... I cd sono i cd, ma la tecnica si è evoluta e per l'ascolto portatile penso che non si possa prescindere dall'MP3 per una miriade di motivi... Con tutto il rispetto per la tua scelta, ma non è uno strumento che userei, pur essendo un amante del supporto fisico... Cheers!
Third Eye
Lunedì 15 Giugno 2015, 15.48.15
43
@ Dany 71: per quei “ragazzini con i brufoli” provo pena…
Dany 71
Lunedì 15 Giugno 2015, 15.26.11
42
Io salgo in autobus con il mio bel lettore cd portatile e le cuffie a padiglione. Ho visto ragazzini con i brufoli capottarsi dalle risate vedendo il mio walkman/cd. . loro ridevano ma non sanno che potrei ancora esibire il mio funzionante lettore portatile di MC aiwa......
BlackSoul
Lunedì 15 Giugno 2015, 15.04.33
41
@Nosferatu i CD secondo me non spariranno, ad oggi se ne vendono ancora tanti secondo me per prevederne la vicina soppressione. Per il resto penso che sia una questione di punti di vista, chiaro che chi è cresciuto con il modello fisico è abituato a quello e denigra il resto, chiaro anche che chi al contrario è cresciuto con Internet si accontenti... io ad esempio non ho un orecchio così sviluppato da recepire questa grande differenza tra CD e streaming e mi va bene così, di certo non c'è da sentirsi in colpa se si comprano pochi CD e il resto lo si ascolta (legalmente) su Spotify o altro. Poi, suggestione personale che negheranno tutti, l'80% di chi ha commentato sotto a favore dei CD, se fossero nati qualche anno dopo anche loro usufruirebbero senza problemi di Soundcloud, Spotify, dei lettori MP3 e così via, penso sia proprio una questione di tradizione o meno.
Er Trucido
Lunedì 15 Giugno 2015, 14.27.34
40
In realtà è tornato prepotentemente il vinile che davano tutti per morto e pure le cassette vengono stampate in pochissime copie da qualche gruppo, soprattutto underground, quindi non vedo perché fare i catastrofisti. Comunque sì steelminded, hai capito il mio punto di vista, lo streaming serve a combattere il download selvaggio e senza criterio, non deve essere un sostituto del formato fisico. Anni fa ho sentito tanta gente dire che scaricava per valutare se comprare e poi magari non comprava mai in ogni caso. Il mezzo è una cosa e l'utilizzo che se ne fa è un'altra, generalizzando anche internet lo è, sta alla coscienza delle persone decidere come utilizzarlo.
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 14.20.47
39
il CD continuerà ancora per tanto tempo ? ... l'incubo sarebbe dover comprare chiavette usb con all'interno le tracce ..o peggio ancora scaricarle solo da pc ... già con l'avvento del cd quelle magnifiche copertine giganti sono quasi sparite e SE ORA DOVESSERO SPARIRE anche i cd anche quelle piccole copertine e i dichi stessi sparirebbero ... non si avere niente di fisico tra le mani e per me sarebbe un incubo, secondo voi ?
entropy
Lunedì 15 Giugno 2015, 14.12.03
38
spero proprio di no... magari si abbasserrano davvero i prezzi (cosa che in fondo con gli acquisti on line già sta avvenendo), così sopravviveranno un altro pò...
Nosferatu_94
Lunedì 15 Giugno 2015, 13.55.47
37
l'era del CD secondo voi è giunta al termine ?
Il Cinico
Lunedì 15 Giugno 2015, 13.42.34
36
Grazie Arrraya, perchè ormai se ci pensi i brani li puoi mandare avanti veloce e così l'ascolto diventa quello di un isterico. E poi si ben detto,basterebbe farli pagari 5 euro o quel che è il minimo...ma no noi italiani del cacchio ci mettiamo tasse e tasse. E poi spiegatemi...se su you tube ci si caricano i video com'è il fatto che pure li si trovano album musicali? Si è persa la misura del fenomeno...e tra poco non ci si capirà più nulla, un musicista non ha più il controllo di quello che fa. Complimenti a chi ha reso possibile questo.
Arrraya
Lunedì 15 Giugno 2015, 13.26.52
35
Il Cinico@ post da 10. Aggiungerei che la qualità stessa dei file in se è solo un illusione acustica. tutto deve suonare bene su un lettore Mp3, che per quanto comodissimo (vedi portare con se musica in viaggio) non è certo un impianto Hi-Fi. poi c'è la truffa degli auricolari in-ear, quelli con i gommini per intenderci, da inserire dentro il buco dell' orecchio, con quei driver penosi che sfruttano lo stratagemma della pressione per dare la percezione dell' aumento delle basse, ma che in realtà rendono infedele l'ascolto, visto che il suono si differenzia notevolmente da marca a marca. Ecco perchè poi pompano i master, o rimasterizzano album del passato, rovinando la dinamica. Il tutto per favorire l'ascolto su supporti mobili, che, ripeto, sono comodissimi e ben vengano, ma non sono certo paragonabili agli stereo. poi l' orecchio si abitua e pensa che +volume=+qualità...ma de chè? portare i cd al prezzo di5/6 euro farebbe riprendere le vendite, altro chè puttanate come Spotify, ITunes et simili.
Steelminded
Lunedì 15 Giugno 2015, 13.13.30
34
Però come dice trucido è uno strumento che consente il pre-ascolto. Io non compro più a scatola chiusa ormai da anni, ma qualsiasi cosa che valga minimamente la pena di riascoltare la compro alla grande...
Steelminded
Lunedì 15 Giugno 2015, 13.12.35
33
Grande Ad Astra
Il Cinico
Lunedì 15 Giugno 2015, 12.40.42
32
Ok insultate e datemi già da subito del datato, ma ormai la qualità nell'ascolto della musica è stata definitivamente affossata da questi software. Oltre a ciò orde di rimbambiti con le costanti cuffiette nelle orecchie li puoi trovare anche nel più sperduto borgo di campagna. E poi figuriamoci se in italia patria della merda pop-neomelodica o dove un incapace come Ligabue regna sovrano, qualcuno considererà mai questi dati. Chi vede sta merda come progresso si vede che non è cresciuto nell'epoca(mica lontana) in cui esistevano i negozi di dischi. Ora a parte i colossi multimediali, tutti i poracci che avevano un negozio hanno chiuso, e ricordo ancora la chiusura di un negozio di dischi da me amatissimo, dove quel tapino del proprietario mi disse: "devo chiudere, la gente ormai scarica tutto da Internet!" e son già passati 10 anni figuratevi adesso. Non sempre ma in questo caso progresso=regresso, ora lo so voi dite non ci può fare niente...e va bene allora lasciamo che sparisca del tutto il supporto fisico così quando un bel disastro sputtanerà tutti sti server pieni di musica poi rimarremo con un pugno di mosche.
Sambalzalzal
Lunedì 15 Giugno 2015, 9.22.12
31
Spotify personalmente l'ho sempre trovato molto inutile. è anche vero che la sua esplosione è andata di pari passo con quella dei vari IPhone e supercellulari ultima generazione, se uno avendo un buon abbonamento internet passa le giornate fuori casa e non vuole sobbarcarsi delle varie operazioni che servono per caricare musica sul telefonino (con l'Iphone è un vero calcio alle palle) credo sia la via più facile per avere sottomano la propria musica preferita. Chi lo usa da casa (avendo a disposizione musica reale) credo sia incomprensibile. Se uno non ha niente allora vabè, il discorso muore la dove nasce e dimostra come sia cambiato il modo di vivere la musica...
raven
Lunedì 15 Giugno 2015, 8.45.57
30
Un altro dato che non viene considerato è che l'ascolto su Spotify da parte dei veri appassionati è, come ha già detto Er Trucido, utile per decidere cosa comprare e non per fermarsi al semplice ascolto low fi di singoli brani. Jek, puoi leggere metallized ed ascoltare da un'altra finestra Circa il fondamento statistico dell'operazione ho parlato io stesso di metodo grossolano. Del resto non credo volessero fare statistica in senso stretto.
Lele 12 DiAnno
Lunedì 15 Giugno 2015, 2.50.48
29
@Arrraya, sai che non me n'ero mai accorto? Ti leggerò con più attenzione...
metallo
Domenica 14 Giugno 2015, 20.22.56
28
Credo che queste "indicazioni"(non saprei come altro definirle),che mi pare non citano ne il totale numerico di ascoltatori, ne la sequenza temporale di riferimento, anni , mese o singolo anno!?), lascino il tempo che trovino e che comunque vadano accostate ad un altro dato interessante riferito all'anno 2014 secondo la Fimi infatti lo streaming riferito ai vari Deezer, Rhapsody, Beats, Spotify, sono diventati i pilastri trainanti del settore della musica digitale con un incremento dei ricavi del 20%, e sono divenuti cosi' popolari che come dice Kobalt music Publishing hanno superato la stessa iThunes.Poi comunque e' anche vero che ci sono altri modi e canali come Pandora, Last fm, ecc., ma ormai le stesse bands grandi o piccole si stanno adeguando mettendo loro stessi in streaming giustificandosi col fatto che tanto moltissimi li scaricherebbero tamite dawnload piratesco selvaggio, quindi li mettono su bandcamp, soundcloud, youtube ecc..Questa e' la modernita' tecnologica, non c'e' niente da fare.Questa e' la realta'.
entropy
Domenica 14 Giugno 2015, 20.19.55
27
secondo me la "scoperta" di questo studio oltre che ovvia per noi, in realtà non ha nessun fondamento statistico, se non forse per spotify stesso che può valutare meglio i propri utenti. In ogni caso mi stupisce che il metal sia così alto nei consumi, perchè pensavo che l'ascolto occasionale e di davvero bassa qualità audio (dal pc per lo più) , fosse lontano dai metallari, ma forse lo è di più dai metallari degli anni 80-90 non nati con queste tecnologie, e magari ancora legati anche all'ascolto su sterei di una certa qualità.
jek
Domenica 14 Giugno 2015, 20.13.20
26
@Raven magari qualche volta proverò ad andarci su Spotify ma il poco tempo che passo al computer lo investo su Metallized e magari la curiosità sulle novità me la tolgo sul tubo
Ad astra
Domenica 14 Giugno 2015, 20.07.34
25
Discorso generico: Volete spotify? Vi meritate apotify con canzoni e casse del vostro computer/smartphone al limite dell'orrido 9 su 10. Volete sentire veramente. Un album metal? Compratevi la versione originale. Non importa se digipack digibook special ultra standard... A70€ o a 3€... Ci sono i testi ( che nel metal servono sempre e spesso danno chiavi di lettura differenti) ci sono spiegazioni... ( esempio a caso nei dischi dei behemoth o nile ogni traccia é prevista di racconto alle spalle. C'e artwork e tutto il suo interno che influiscono sul giudizio di un disco. Ci sono i ringraziamenti e le modalità di registrazione di ogni album... C'e la possibilità di possederlo e questo vale già tutto. Se mi venite a dire che costano troppo condivido ma ci sono mille modi per permetterselo con costi inferiori. Pero se la gente vuole spotify ben venga... Forse ê ciò che si merita alla pari dei concerti annullati. Ossequi
Vitadathrasher
Domenica 14 Giugno 2015, 19.20.24
24
Sono tra quelli che non conosce tale servizio e non è interessato ad approfondirlo o a conoscerlo. Tutto ciò che di musicale è in rete lo clicco solo per cazzeggio o assaggino. Non riesco a fruire musica in questo contesto virtuale.
raven
Domenica 14 Giugno 2015, 18.28.27
23
In effetti ho dato per scontato che tutti sapessero cos'è Spotify, mentre non c'è nessuna legge che obblighi in tal senso. E' effettivamente una piattaforma per lo streaming di brani musicali, ormai estremamente diffusa a livello mondiale. Si può provare gratuitamente.
sadwings
Domenica 14 Giugno 2015, 18.27.48
22
Ma secondo me non c'entra niente la chiusura mentale. A me sembra logico che generalmente l'ascoltatore di musica pop o commerciale è un ascoltatore occasionale che spesso si accontenta di sentire ciò che passano le radio, le tv etc. Il metal e il rock sono generi meno da consumo e che ha di solito come ascoltatore un cultore della musica. Compra cd, segue la band, soffre quando la sua band preferita si scioglie o pubblica lavori non all'altezza etc. Tutte cose che dubito ci sia negli ascoltatori abituali. Poi c è anche pop di qualità come può essere una kate bush. Per quanto riguarda spotify che non uso molto però anche se il sondaggio è fatto su base campionale credo che guardano l'italia ci abbia preso in pieno.
jek
Domenica 14 Giugno 2015, 18.19.14
21
Penso che sulle inesistenti basi scientifiche del rapporto di Spotify (da come ho capito è una piattaforma di musica on line) non ci siano dubbi, queste ricerche dovrebbero servire per tastare il polso di un targhet di utenti che dovrebbero portare dollari alla piattaforma. Effettivamente è la scoperta dell'acqua calda perché e da quando nasce il metal che i fan del genere approfondiscono la storia delle band gli sviluppi e l'esplorazione di nuovi confini dei vari sottogeneri. Se per esempio un giovane sentisse l'ultimo dei Venom la curiosità lo porterebbe ad approfondire le origini di questa band non penso che chi sentirebbe l'ultimo di madonna per esempio correrebbe ad acquistare gli album degli anni '80. Sull'ottusità del metallaro poi mi sono un po' smarronato perché vorrei vedere quanti ascoltatori di hip-hop o balle varie ascolterebbero un disco dei Sodom. P.S. la mia totale ignoranza su Spotify non fa altro che certificare quella che l'anagrafe dice, sono vecchio :_D
Third Eye
Domenica 14 Giugno 2015, 17.41.54
20
Condivido i timori di Ulvez (n. 8) anche se secondo me i pericoli derivano più che altro dai mutamenti tecnologici degli ultimi anni e dalle tendenze ad essi associate (lo ‘streaming’ è una di esse). Sono d’accordo anche con Kirves (n. 10) riguardo all’inconsistenza (inutilità) di certe statistiche e sul fatto che i gruppi presi in esame rappresentano comunque la parte più appariscente e (stra)conosciuta del metal; del resto, se il genere lo si valuta concentrando l'attenzione sui suoi esponenti maggiori le differenze rispetto al pop si assottigliano in maniera drastica.
raven
Domenica 14 Giugno 2015, 16.32.32
19
Credo che a qualcuno sia sfuggito un dato fondamentale: di ogni genere si è preso un campione relativo agli streming dei gruppi ritenuti più importanti, ma solo del metal è venuto fuori, oltre ad una inusuale costanza negli ascolti rispetto agli altri, nessuno come il fan del metal approfondisce ed espande le conoscenze, esplorando tutti i meandri del genere, senza da questo voloer ricavare veri campioni statistici. Inoltre, il fan del metal sfrutta Spotify per ascoltare ciò che poi vale la pena di comprare, anche in questo caso più degli altri. Riguardo infine alla chiusura mentale che potrebbe derivare come risultato collaterale dalla lettura dei dati, ricorda che l'inchiesta era volta proprio a controllare la fidelizzazione, senza esplorare la migrazione intersettoriale tra fan. In maniera molto, ma molto empirica potrei indicare la home di Metallized come indicativa del contrario con la sola rubrica Low Gain. Ovviamente né la mia indicazione, né l'inchiesta di Spotify ha vero valore statistico, ma è un'indicazione importante.
Third Eye
Domenica 14 Giugno 2015, 16.22.17
18
Mah, mi pare che nell’articolo ci sia una sopravvalutazione del movimento metal e di chi ne fa parte; l’impressione che ho avuto dunque è quella di un’analisi che risulta essere fin troppo ottimistica rispetto alle reali potenzialità del genere…
Enomis
Domenica 14 Giugno 2015, 16.16.31
17
Veramente carino l'articolo, chiaramente condivido il punto di vista di Raven, per il quale nessuno dei dati riportati fa gridare al miracolo, se si possiede una minima conoscenza del genere. Senza dilungarmi in analisi approfondite, cito il buon arcinoto bassista dei Manowar e vi saluto: "The Gods Made Heavy Metal And They Saw That It Was Good They Said To Play It Louder Than Hell We Promised That We Would When Losers Say It's Over With You Know That It's A Lie The Gods Made Heavy Metal And It's Never Gonna Die" Stay Metal! \m/
metallo
Domenica 14 Giugno 2015, 16.00.28
16
Dal punto di vista matematico -statistico questo dato non e' ne rappresentativo ne correetto proceduralmente, e' come quando i bambini alle elementari si inventavano procedure e perazioni per farsi venire esattamente il risultato del problema dato dal maestro e maestra,quelle band citate sono tutto il metal mondiale?.Non sherziamo davvero con questi dati grossolani , presi su campioni tistretti di bands e fi ascoltatori mondiali ,Gia' il metal, uno dei generi(e qui quoto Arraya),con un alto grado di stili e influenze, infatti e' il genere musicale piu' vario avendo al suo interno molteplici sottogeneri, tutti rappresentati in questa psedo-statistica grossolona!?Non credo proprio.Servono statistiche piu' serie con campionementi piu' estesi, e raccolte dati piu' approfondite per penetrare a fando sul metal in generale, infatti dove sono le altre bands non presenti nei dati Spotify?.Il metal e le vendite effettive paragonate ad altri generi dove sono!?.il bilancio tra bands che chudono i battenti e nuove dove lo mettono!?.e' solo un modo per attirare aqua al mulino di spotify.Tutto ritorna al solito problema(specialmente in petiodi di crisi),dei prezzi dei degli album, dei cd, dei concerti etc, e sul modo di organizzare eventi e promuovere bands.Poi sulla apertura mentale quoto Arraya.Comunque il metal non morira' mai.
Er Trucido
Domenica 14 Giugno 2015, 15.40.33
15
Spotify è un mezzo e c'è pure la versione gratuita che non va ad intaccare le finanze del ragazzino. Un mezzo legale che va usato per quello che è, un ascolto preliminare per valutare o meno l'acquisto. l'approfondimento e la ricerca non dipendono certo dal programma, altrimenti potremmo dire lo stesso di qualsiasi torrent. Io lo uso con parsimonia, soprattutto prima di andare a vedere gruppi che non conosco per farmi un'idea. L'obiettivo per me sarà sempre avere il disco originale se mi piace e mi interessa, se non mi interessa non lo ascolto manco lì.
Arrraya
Domenica 14 Giugno 2015, 15.22.49
14
Il metal stesso è un crogiolo di stili e influenze. Per avere la cosiddetta apertura mentale, che devo fare? ascoltare Kesha? David Guetta? Una persona curiosa sa come cercare la musica proveniente da ogni parte del mondo (senza per questo essere Mondialista), nella sola Africa subsahariana ci sono cose molto interessanti, basta cercare e STUDIARE, non c'è bisogno di Spotify e le sue classifiche, i suoi orientamenti.
Macca
Domenica 14 Giugno 2015, 14.56.01
13
Molto interessanti e ancor più indicativi i dati per i singoli paesi di Spotify. Fermo restando che io non ne faccio uso, l'ultimo paragrafo è incredibilmente veritiero: gli abbracci con sconosciuti li ho provati solo mercoledì al concerto dei Mastodon, dove peraltro ho acquistato una maglietta originale invece di una ai banchetti tarocchi all'esterno. E per arrivarci ho fatto 180 km, neanche troppi in realtà, dopo aver speso 80 € circa per dei cd su Amazon. E ieri fiera del vinile a Desenzano... Questo per dire che sono solo uno dei tanti esempi che confermano uno dei concetti di questo articolo: il metal vende e venderà sempre, proprio per la natura di buona parte dei suoi ascoltatori che non sono chiusi come ho letto qui sotto, anzi si avvicinano alla musica in generale con passione, interesse e voglia di approfondire.
Arrraya
Domenica 14 Giugno 2015, 14.49.42
12
Le Dashboards, le classifiche, i dati, Spotify (altra mafia riciclata da quella precedente), Tutta merda, semplicemente merda. Merda su merda a coprire qualche diamante, che comunque è pur sempre immerso nella merda. Se escludiamo il metal, la musica che tira per la maggiore è l' emblema del piattume/pattume mondialista imperante. Comprare un file digitale a certi prezzi è da malati. Oggi, piu di ieri, chi mangia son sempre gli stessi, altro che crisi della discografia. immagino quanti soldi riescono comunque a guadagnare vendendo un cazzo di file, senza dover stampare obbligatoriamente un cd. Prese per il culo a ripetizione, ma i soliti personaggi nelle loro solide posizioni di guadagno, con l' aggravante che non esiste piu il bene materiale del cd o vinile, che rimane circoscritto ad una piccolissima fetta di appassionati. Altro che crisi. Vendere un cd a 5 euro garantirebbe il ritorno delle vendite dei CD, ma a loro conviene? ah ah credo proprio di no.
Macca
Domenica 14 Giugno 2015, 14.29.35
11
Non ho ancora letto l'articolo, provvedo: intanto mi ha colpito la colta citazione al film di Hyams
Kirves
Domenica 14 Giugno 2015, 13.33.40
10
Ma che bello, gli ascoltatori di metal sono così "fedeli" da non ascoltare un cazzo di altro, è una cosa fantastica: i cosiddetti "metallari" sono primi nella classifica della chiusura mentale! (E sai che novità). Statistica fatta su "Metallica, Slayer, Judas Priest, Iron Maiden, Sepultura, Pantera, Cradle of Filth e Anthrax": questo sul serio proverebbe che i ragazzi giovani ascoltano i cosiddetti mostri sacri del genere? La statistica è solo fatta su gruppi che praticamente troviamo anche su MTV oramai, che vendono le Converse con il loro logo stampato sopra, che ogni giorno ci tediano con una nuova notizia di gossip. Davvero ci sono ancora individui che considerano questo genere (o una sua grandissima fetta) e questi gruppi citati non mainstream?
Beta
Domenica 14 Giugno 2015, 11.49.43
9
Raven, a parte che scrivi benissimo, ma hai fatto un articolo davvero interessante comunque rispondo alla domanda: assolutamente hanno scoperto l'acqua calda (risposta retorica alla domanda retorica XD). Mi sono ritrovata molto nella situazione disegnata da Raven, quando dice che la gente ti guarda stranita quando sfoggi di saperne molte sui gruppi che ascolti perché per loro è fuori dal mondo (ultimamente due ragazzi, che conoscono il genere metal/rock, ma non sono appassionatissimi, mi hanno guardata come un deus ex machina quando gli ho detto che Peter Gabriel è stato il primo cantante dei Genesis e poi, quando se n'è andato, Phil Collins è passato dalla batteria al microfono ... ma ... è cultura basic!!! XDXD). Ironia a parte, tutto ovvio quello scoperto da spotify, ma spero, come dice Raven, che serva a qualcosa e ad aprire un po' gli occhi dei non addetti ai lavori. E oltretutto è ovvio il perché di questa fedeltà: i generi mainstream sensu stricto sono pieni di canzoni fatte per la stagione, al massimo l'anno, poi l'anno dopo Lady Gaga o chi per essa deve fare una nuova canzone perché la hit precedente è già venuta a noia; invece nel nostro genere gli artisti cercano sempre di fare delle cose che valgono oggi e valgono domani, canzoni che ascolta mio padre che ha 50 anni e ascolto anche io che ne ho decisamente di meno e sono valide sia per me che per lui. Per forza che i fedelissimi siamo noi, non potrebbe essere altrimenti. Chi spenderebbe davvero barcate di soldi per qualcosa che domani è già vecchio? Invece li si spende per qualcosa che domani vale ancora. E grazie al piffero
Ulvez
Domenica 14 Giugno 2015, 11.19.47
8
il fatto che i colossi dell'industria musicale (che una volta erano le major, adesso sono questi servizi di streaming) siano tornati a puntare gli occhi sul genere heavy metal è una cosa che sinceramente mi angoscia. per carità, sono contento che il metal abbia così tanto sucesso, ma sappiamo bene che tutta questa attenzione da parte dei media può avere solo una conseguenza, ovvero la commercializzazione selvaggia. non resta che rifugiarci nelle fortezze dell'underground, perchè l'invasione dei poseur è imminente......
Halo
Domenica 14 Giugno 2015, 11.18.29
7
Leggendo, mi sono ritrovato molto in questo articolo. Anche io passo moltissimo tempo (a dire la verità più su youtube che su spotify) alla ricerca di musica nuova. Ho 17 anni, e senza Internet probabilmente non avrei mai potuto scoprire scoprire la musica che amo
BlackSoul
Domenica 14 Giugno 2015, 10.25.05
6
Articolo interessante, complimenti! Diciamo che io il metal lo ascolto con un metodo più moderno, ammetto la colpa di usare Spotify (nella versione gratis), ma essendo nato poco dopo internet ritengo queste piattaforme utilissime ai giovani che vogliono scoprire i classici del genere e non possono di certo comprarsi discografie a destra e a manca, pur con il risparmio però nonostante abbia portato il metal e la musica in generale ad essere più conosciuto, credo sia importante non smettere di comprare dischi - di solito io ascolto un album su Spotify, se davvero mi piace faccio in modo di averlo. So che non è giustissimo ma ormai con la mole di uscite che ci sono, torna utile anche lo streaming (legale)...
Painkiller
Domenica 14 Giugno 2015, 10.07.07
5
Grande articolo Raven! Ovviamente niente di nuovo per noi, e qualche preoccupazione per fenomeni come le babymetal....col rischio che vengano "vendute" come grande espressione del genere....
metallo
Domenica 14 Giugno 2015, 9.40.14
4
Gran bello e dettagliato articolo, complimenti a Raven, fa di sicuro riflettere dando molti spunti, sono rimasto colpito dal risultato globale in una scala da uno a dieci il metal prende il massimo punteggio, non mi aspettavo sinceramente un risultato simile, pero' credo chebquesti dati vadano presi con le molle e affiancati da altre statistiche e sondaggi piu' approfonditi, perche' in quanto a vendite ufficilali il pop signoreggua su tutto e su tutti ancora, comunque questo dato indica che il metal e' vivo e vegeto e suscita interesse nelle nuove leve generazionali e nei giovanissimi, quanto poi questo interesse giovanile sia approfondito o solo superficiale mi fa rimanere dubbioso, di sicuro la intervista-profezia di Averill spiega buona parte dell'andamento e fruizione e appprocvio alla musica attuale, ormai siamo bombardati da i tune e spotify, facendo conoscere una miriade di bands che hanno creato un inflazione musicale sul genere metal, creando piu' caos che discernimento approfondito, io mi auguro ovbiamente che il metal progredisca e continui ad aumentare il bacino di utenza e che gli operatori e chi di dovere si acvorgono di quanto bella e importante sia la musica metal che ha il pu' alto numeri di sotyogeneri sl suo interno, ma mi auguro anche che non venga troppo contaminata , e che il suo spiruto rimanga tale, sperando che mon si snaturalizzi maisreamizzandosi troppo, secipondo capricci onfivaghi e trends troppo svalutanti.E poi I dati dimSpotify rimangono un arma a doppio taglio visto che molte megalabel e Major discografiche la utilizzano per programmare piu' concerti in un paese che ha avuto piu'scarichi di spotify su determinati gruppi, e poi i gruppi non ptesenti su spotify che fine faranno, magari avranno pure piu' talento di quelli dei dati estrapolati da spotify?.Andare ai festival minori e continuare a seguire siti e webzine che scoprano e facviano conoscere anche gruppi underground o underrated, rimarrebbe ina valida alternatiba, sperando specialmente per l'italia che aumentino i festival minori a prezxi accesdibili per fa r emergere band talentuose a prezzi accesdibli ponendo fine l deptecabile pay to play, e accontentando un po tutti, comunque fatto sta che l'avvento di intrnet , spotify et similia ha aperto una vera rivoluzione nel mondo musicale, sta a noi riconoscerne(operatori e fruitori)i limiti e usare il buon senso.
Lele 12 DiAnno
Domenica 14 Giugno 2015, 9.19.27
3
@windowpane, immagino tu intenda "ancora più mainstream", perché i grandi nomi li hanno sdoganati da 20 e passa anni...i Metallica con And Justice for All scalarono la classifica di TV Sorrisi & Canzoni, e personalmente ricordo il video di Can I Play with Madness mandato in onda da Maurizio Seymandi (supertelegattoneeeee ... miaaaaaoo!)
windowpane
Domenica 14 Giugno 2015, 8.53.07
2
Se il metal dovesse diventare mainstream certamente correrebbe qualche rischio. Quello che mi farebbe davvero felice sarebbe che la gente di fronte a questi dati cominciasse a capire che chi ascolta metal non è ignorante o strano e che il metal è un genere come un altro (cosa che nella personale mia esperienza accade raramente) e che i tizi che si sciroppano Bach tutto il giorno capissero di avere molte più cose in comune con noi che con altri.
Gokronikos
Domenica 14 Giugno 2015, 7.44.28
1
W le BabyMetal! Abbasso amici!
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ARTICOLI
14/06/2015
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2015, L’ANNO DEL CONTATTO
La scoperta del metal da parte di Spotify
 
 
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