Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Locandina
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
The Dead Daisies
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/11/17
ALMANAC
Kingslayer

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
TAAKE
Kong Vinter

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
DEGIAL
Predator Reign

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

CONCERTI

24/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
ALMAGIA' TRANSMISSIONS FESTIVAL - RAVENNA

24/11/17
DESPITE EXILE
VECCHIA SCUOLA PUB - PALAZZOLO (BS)

24/11/17
BLACK STAR RIDERS ----> ANNULLATO!
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

24/11/17
6TH COUNTED MURDER + KALIAGE
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

24/11/17
UFOMAMMUT + GUESTS
EREMO CLUB - MOLFETTA (BA)

24/11/17
INDACO + MOUNTAINS OF THE SUN
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

24/11/17
SHAMELESS + TUFF
DEDOLOR - ROVELLASCA (CO)

25/11/17
THE MODERN AGE SLAVERY + DESPITE EXILE + AMBER TOWN
LA TENDA - MODENA

25/11/17
COUNCIL OF RATS + NIDO DI VESPE + MALLOY
CASEIFICIO LA ROSA - POVIGLIO (RE)

25/11/17
PROSPECTIVE + UNDERTHEBED + OBSCURAE DIMENSION
CENTRO GIOVANILE CA' VAINA - IMOLA

KISS + THE DEAD DAISIES - Arena di Verona, 11/06/2015
17/06/2015 (1936 letture)
Parlare del mio amore per i KISS, anche solo in minima parte, significherebbe occupare tutto lo spazio a disposizione per il report, ed ovviamente mi ritroverei a non aver nemmeno scalfito la superficie. Basti sapere che per me sono un pezzo di cuore, quella parte che porti sempre con te, a cui sei e sarai sempre fedele. I KISS, a differenza di tante altre band, sono una vera e propria famiglia, una passione viscerale che ti avvolge e non ti lascia più. Questa band è entrata prepotentemente nella mia vita, accompagnandomi in ogni sorta di momento, e -per quanto possa sembrare assurdo- devo molto ad ogni musicista che si è avvicendato tra le loro fila. Ogni tappa italiana -ma non solo- dei KISS è obbligatoria, ma questa volta il piacere è stato raddoppiato dalla presenza dei monumentali Dead Daisies, supergruppo che ha da poco reclutato tra le proprie fila nientemeno che John Corabi, una delle mie voce preferite dell’intero panorama rock, nonché persona squisita (anche qui la mia passione per John non è certo un mistero). Passiamo quindi ad analizzare l’intera giornata.

QUANDO LA LOCATION FA LA SUA PARTE
Sinceramente, se si fosse trattato di altre località sarei partito molto più tardi, arrivando giusto in tempo per l’apertura delle porte, ma in questo caso si parla di Verona e dell’Arena, a mio modesto parere UNAdelle più belle location esistenti. Così sono partito di buon grado, alle otto e mezza di mattina, per recarmi nella città di Romeo e Giulietta. Appena arrivato mi rendo conto di come Verona sia stata praticamente invasa dalla KISS Army; risulta praticamente impossibile girare per il centro senza trovare qualcuno con una maglia dei KISS almeno ogni tre passi! Dopo aver passeggiato per la meravigliosa città torno nei pressi dell’Arena, dove i KISS, pressappoco intorno alle quattro, tengono il loro set acustico per i pochi privilegiati che sono riusciti a sborsare le esorbitanti somme volute dalla band per poco più di mezz’ora -nel pacchetto del set acustico non era compreso nemmeno il biglietto della serata- e per qualche infiltrato, entrato furbamente all’interno dell’arena prima che venisse chiusa per tale set. Restando sempre nei dintorni dell’arena ho avuto l’opportunità di rincontrare John Corabi, uomo davvero fantastico, disponibile e divertente, e di conoscere Marco Mendoza anch’esso estremamente gentile. Insomma, due artisti di una gran caratura morale, oltre che musicale. Dopo una breve pausa per ristorarsi dall’afa asfissiante mi dirigo verso le porte dell’arena, che vengono aperte in ritardo di una decina di minuti, lasciando entrare la folla in delirio, carica e pronta per vedere un altro, o magari il primo, concerto dei propri beniamini.

THE DEAD DAISIES: IL SUPERGRUPPO PERFETTO
Non si riesce nemmeno ad arrivare ai propri posti che ecco salire sul palco il supergruppo statunitense composto da nientemeno che: John Corabi alla voce, Marco Mendoza al basso, Richard Fortus alla chitarra solista, David Lowy alla chitarra ritmica, Dizzy Reed alle tastiere ed infine Tommy Clufetos alla batteria. I The Dead Daisies sono un sogno anche solo come formazione. Non so voi, ma spesso mi è capitato di creare fantasiosamente dei supergruppi, prendendo musicisti dai posti più disparati, e devo ammettere che questa band sembra uscita direttamente dalle mie più profonde fantasie. Il gruppo, preciso come un orologio svizzero, inizia immediatamente con Mexico, direttamente dal nuovo disco, ed è subito classe innata. Vedere e sentire tale gruppo è semplicemente un piacere. La voce graffiante e calda di John la fa da padrona su ogni singolo brano, avvolgendo completamente lo spettatore, in una sinuosa spirale di puro hard-rock. La band continua a mostrare le proprie capacità e la propria potenza, stavolta con una cover di Howlin’ Wolf, Evil, in cui Fortus scatena tutta la potenza della sua sei corde, facendo vibrare l’aria. Si continua con un’altra cover dal nuovo album, nonché uno dei pezzi più riusciti, e primo singolo: Midnight Moses, cover della Sensational Alex Harvey Band. Il riarrangiamento trasuda rock ‘n’ roll da ogni dove, creando un brano che farebbe scatenare anche l’ascoltatore più serioso. Infatti la band non impiega molto a conquistarsi tutti i consensi del pubblico. Per assurdo sono molti quelli che non li conoscono -o che ne conoscono pochi membri- ma rimangono comunque sbalorditi da questa macchina macina-riff. Il nuovo lavoro viene messo completamente a ferro e fuoco con la tripletta Looking For The One, Devil Out Of Me e Make The Best Of It. Nel primo caso si tratta di un rock puro, semplice e diretto, mentre la vera sorpresa è Devil Out dove possenti riff tornano a farla da padrone creando nuovamente un brano hard-rock dalle pazzesche potenzialità che presenta un fenomenale parte solista, con un Clufetos dietro le pelli a pestare più forte che mai. A tener banco con il pubblico è il duo Corabi/Mendoza che scherzano, tiene sempre molto alta la concentrazione del pubblico. Ma le sorprese non sono ancora finite e dal nulla la band attacca con una cover di Hush di Joe Walsh che però ricalca -ovviamente- la versione ben più famosa dei Deep Purple; ed è qui che anche chi non aveva mai sentito i Dead Daisies si scatena e comprende il loro valore. Inutile sottolineare come Reed delizi alle tastiere. Il brano finisce tra la standig ovation generale; il gruppo ormai ha conquistato tutti. With You and I viene dedicata da John a tutta l’Arena che si scatena con il ritmo cadenzato del pezzo. Il gran finale è lasciato ad un’altra cover con cui la band si supera, ovvero Helter Skelter. Il pezzo, coverizzato in modo fantastico e nettamente superiore a tutte le altre cover mai realizzate, viene cantato da tutti indistintamente, e il supergruppo ci regala un ultimo sprint prima di salutare, ringraziare, e farsi una foto con il pubblico alle proprie spalle, per poi ritirarsi nelle retrovie.
Che dire… i The Dead Daisies sono stati fenomenali come pochi altri, regalando uno show molto superiore a ciò che è semplicemente definibile come “opener”. Un’esibizione carica, aggressiva, divertente e possente. I The Dead Daisies sono una band con monumentale e dopo questo concerto non posso fare altro che consigliarveli in qualsiasi salsa. Revolución, il loro nuovo album come già detto, è appena uscito, fatevi un regalo e non lasciatevelo scappare.

YOU WANTED THE BEST, YOU’VE GOT THE BEST
Immediatamente l’attrezzatura dei The Dead Daisies viene smontata, gli strumenti vengono provati dai vari tecnici ed il grande telone con la scritta KISS viene innalzato davanti al palcoscenico. L’attesa si fa sempre più grande e con essa anche qualche pensiero. Devo ammettere che questa volta la preoccupazione era molta, ed anche giustificata. Chi segue la band in maniera maniacale, come il sottoscritto, sa come la voce di Paul sia un punto cardine; è stata sempre una delle più belle e potenti voci del panorama rock mondiale, ma da qualche anno a questa parte le cose sono cambiate. Questi signori hanno una carriera quarantennale alle spalle, non si sono mai risparmiati uno show, e la condotta di vita sana del duo Simmons / Stanley ha fatto si che potessero preservarsi in maniera differente da molti altri colleghi. Esempio lampante è la voce di Simmons che, come il vino, sembra migliorare sempre di più con l’avanzare dell’età. Cosa molto simile anche per Paul almeno fino a qualche anno fa. Fino all’Alive 35 World Tour -proprio il tour che riportava la band in europa dopo 9 anni di assenza, ed anche in Italia, a Verona e Milano- le cose andavano normalmente, la voce di Paul era sicuramente più stanca ma ancora alta e in forma. I problemi sono iniziati a sorgere nei seguenti due anni; durante l’esibizione del 2010 si poteva chiaramente sentire come la voce dell’istrionico singer fosse provata e, nonostante cercasse in tutti i modi di sforzarsi, non arrivasse più a toccare le vecchie tonalità. Infatti l’anno successivo Stanley venne operato alle corde vocali proprio per risolvere questa problematica. In più interviste il cantante aveva affermato di essere rimasto stupito nel sentire la sua voce gracchiare e quest’operazione era voluta proprio per risolvere i problemi sorti dopo tanti anni di carriera. L’intervento è andato ovviamente a buon fine ed era stata annunciata una probabile “piena ripresa”. Molti artisti si sono sottoposti a tale intervento per poi tornare a cantare in maniera ottimale, c’è però da sottolineare che dopo un’operazione del genere si ha bisogno di tempo e riposo per far tornare le cose alla normalità, riposo che, tirando le somme, Paul non ha rispettato. Vederlo ritornare sul palco a pochissimi mesi dall’intervento mi lasciò abbastanza sbigottito e soprattutto impaurito. Con il senno di poi i miei timori erano fondati ed ora le cose sono ancora peggiorate. La voce di Paul è usurata e si sente. Su i brani più bassi cerca di riuscire, saltando comunque molti ritornelli, lasciati al pubblico o ai cori degli altri membri della band, mentre in quelli più alti –spesso riarrangiati in chiave più bassa- i problemi si fanno sentire. Quei meravigliosi acuti che un tempo accompagnavano Love Gun e Lick It Up o i gorgheggi di I Was Made For Lovin’ You sono ormai lontani e non può farci altro che male. La situazione spiacevole non è nemmeno aiutata dagli show in acustico prima di quelli serali, i quali non fanno certo distendere le corde vocali di Paul. Torniamo ora ai fatti veri e propri: dopo pochi minuti di prove ecco che nell’arena cominciano a riecheggiare nientemeno che i Led Zeppelin e si può immediatamente capire che il momento è vicino. Finito il pezzo il fumo inizia a fuoriuscire sul palco, l’atmosfera si fa sempre più incandescente e le parole che tutti stanno aspettando riecheggiano prepotentemente nell’Arena: Alright Verona! You wanted the best, you’ve got the best. The hottest band in the world: KISS!. Immediatamente sentiamo partire Detroit Rock City ed è già tutto da brividi! Il telone viene tirato giù tra esplosioni varie e riusciamo finalmente a vedere i nostri quattro supereroi preferiti. Gene subito pronto a mostrare la sua monumentale lingua, Paul che si diletta in balletti tra una strofa e l’altra, Eric sempre divertente e spassoso fa boccacce alla telecamera e sistema il microfono per cantare i ritornelli. Tommy si scatena sul solo che fa nascere un gigantesco coro dal pubblico, il quale lo accompagna durante l’esecuzione. Detroit è semplicemente spettacolare in ogni singola nota, ma l’esplosione che si ha con Deuce è paragonabile a pochi altri pezzi. La stupenda voce del Demone risuona in tutta l’Arena e il micidiale riff portante travolge letteralmente tutto il pubblico. Deuce è adrenalina pura e pensare che tale canzone ha addirittura 41 primavere ci fa capire come i KISS fossero in anticipo sul percorso e come il primo omonimo album abbia retto perfettamente -ancora meglio i primissimi demo di Eddie Kramer- la prova del tempo. Il gruppo è deciso a non fare prigionieri e così si riparte immediatamente con Psycho Circus che è tornata in scaletta da un paio di anni ormai. Sinceramente non si capisce perché mettere tale pezzo che, pur essendo un brano fantastico, crea problemi con i suoi frequenti acuti prestandosi poco alle condizioni vocali di Stanley. Il brano è ovviamente riarrangiato in chiave più bassa e Paul cerca di evitare gli alti ritornelli, i quali vengo lasciati al pubblico e al resto del gruppo. Nulla da dire sull’esecuzione che è fenomenale come al solito, con un Singer dietro le pelli che picchia più forte che mai. Ed ecco la prima pausa tra i vari brani in cui Paul può sfoggiare le sue incredibili doti di frontman ed intrattenitore, interagendo con il pubblico e sfoggiando l’ormai collaudato gioco di luci che si spostano sulla porzione di spettatori indicata dal cantate. Dopo questo momento di intrattenimento si riparte ancora una volta con uno dei brani più complessi, ovvero Creatures Of The Night. Da sottolineare come l’album omonimo trovi ampio spazio in scaletta, con addirittura tre pezzi, al pari con Destroyer. Il brano possente e veloce come pochi altri procede più che spedito, ricordandoci che perla fosse tale disco. E se ancora non fosse chiaro arriva Gene a ricordarcelo con la sua doppietta I Love It Loud & War Machine, che fanno letteralmente esplodere il pubblico, facendolo cantare a squarciagola nel primo caso, mentre nel secondo l’headbanging è più che doveroso, per uno dei pezzi più pesanti -ovviamente stupendo- di tutta la carriera del combo americano. Arriva anche l’immancabile numero da mangiafuoco, eseguito magistralmente da Simmons che non riesce però ad infilzare nel punto stabilito la spada in fiamme, la quale cade pericolosamente dal palco finendo sull’attrezzatura sottostante. L’immediato intervento di un roadie ha scongiurato qualsiasi possibile pericolo. Si arriva poi ad una vecchia chicca, che i fan più accaniti hanno letteralmente adorato, ovvero Do You Love Me?, nonostante soffra di un arrangiamento un po’ troppo basso, che tende a rendere leggermente cupo uno dei brani più allegri della band. Tuttavia il pezzo ha il grande merito di catapultare all’indietro nel tempo, accompagnato dalle foto degli inizi in cui si possono ammirare anche Ace e Peter. Hell Or Hallelujah è la più nuova in scaletta, direttamente dall’ultima fatica in studio, Monster e fa il suo sporco lavoro, ricordandoci che comunque i KISS ci sono e continuano a produrre buona musica, anche se con qualche riserva rispetto al grande ritorno avuto con Sonic Boom, disco semplicemente spettacolare. Dopo il martellante pezzo abbiamo il solo di Thayer che rispetto agli anni passati è leggermente più deludente, forse perché anche più corto. La vera sorpresa però, a cui non molti hanno fatto caso, si ha quando appena finita Hell Or Hallelujah rimangono sul palco solamente Tommy ed Eric e dopo qualche minuto di solo dei due rientra tutta la band per chiudere con l’outro di nientemeno che Let Me Know. Una vera e propria chicca! Arriva così il momento del Dottor Amore che si riconferma ovviamente come un classico senza tempo, pregno di quell’essenza hard-rock che porta il marchio di fabbrica della band. Potrete anche non amare i KISS ma sicuramente non potete negare che la loro musica risulta semplicemente unica. Lick It Up fa esplodere letteralmente il pubblico, soprattutto quello che femminile a cui è diretta la chiarissima allusione che forma tutto il brano. Stanley istrionico come sempre si concede durante tutto lo show alle fan che lo guardano sognanti, flirtando più e più volte. Al centro del brano la band accenna addirittura Won’t Get Fooled Again come omaggio agli Who. Vera e propria goduria. Dopo questo pezzo festaiolo le luci vengono abbassate, il fumo comincia a sovrastare completamente il palcoscenico e tutti sanno che è l’ennesimo momento di Gene. Inizia così il suo solo di basso riverberato e distorto a livelli massimi e proprio nel mezzo il Demone comincia a sputare l’immancabile sangue per poi volare sulla pedana che sovrasta la struttura ed iniziare la potentissima God Of Thunder. Il brano è più possente che mai ed anche qui possiamo ammirare tutta la grandezza di un album come Destroyer. Tocca di nuovo a Simmons dietro al microfono per quel brano che nel lontano 1974 fu scritto dal primo -e più amato- Spaceman, Ace Frehley. Il pezzo è eseguito magistralmente, anche se alla chitarra la mancanza del tocco personale di Ace si fa sentire -e non solo qui-. Si arriva quindi ai due brani finali prima dell’encore, ovvero Love Gun che fa cantare e ballare ogni singolo spettatore e la sensuale Black Diamond con Eric alla voce. Stavolta Paul prima del brano non ci delizia con un piccolo assaggio di Zeppelin com’è stato solito fare nelle due date precedenti a Milano, rispettivamente nel 2010 e 2013. Il finale di Black Diamond è sempre spettacolare, tra i meravigliosi soli e la batteria che si solleva a metri e metri dal suolo.
La band rientra per qualche secondo, salvo poi tornare immediatamente e partire con gli ultimi tre brani, i più festaioli che ci siano, ed è così che si arriva a Shout It Out Loud, una vera iniezione d’adrenalina, dove anche Thayer dice le prime parole della serata, quelle che solitamente erano riservate ad Ace nei live. Ovviamente si ha poi l’immancabile I Was Made For Lovin You e tutta Verona si ritrova a ballare sulle note della più famosa hit della band. Inutile dire che questo esperimento dello Starchild targato 1979 risulta sempre riuscitissimo. Finito il brano tutti sanno cosa sta per succedere, il concerto è arrivato al termine, e in fondo si può sentire la tristezza del momento. Un concerto dei KISS è un’esperienza unica e tutti i presenti vorrebbero che non finisse mai. Ma questa velata tristezza dura poco, è venuto il momento dell’inno finale, quel brano che incarna generazioni, il mantra di ogni fan, una vera preghiera rock ‘n’ roll: Rock And Roll All Nite. Tutti i presenti vanno in delirio ed un fiume di coriandoli bianchi viene riversato sul pubblico. Questo brano è più di una canzone, questo brano incarna la quintessenza di una band, del loro spirito e di ciò che amano fare. Del sano e puro rock and roll. Qualcuno diceva: it's only rock and roll but I like it
è così e non potrebbe essere altrimenti. Il brano arriva al termine e prima di lasciarci Paul spacca immancabilmente la povera chitarra di turno, riducendola a brandelli. Lo show finisce e la band se ne va, lasciandoci con la promessa che torneranno presto, fatto che tutti noi speriamo ma con qualche timore.

THE HOTTEST BAND IN THE WORLD
Nonostante l’età, nonostante le problematiche citate, nonostante le critiche e le chiacchiere i KISS si riconfermano come la “Hottest Band In The World”. Nessuno come loro riesce a creare un connubio tanto grande tra musica e spettacolo. I KISS sono un’esperienza unica, soprattutto per chi li ama ed ogni volta è come la prima. Riescono a prenderti per mano e trasportarti nello spazio, fino alle stelle, farti passeggiare all’inferno facendoti vedere il paradiso che va a fuoco. Questa band è molto di più di quanto si possa scrivere: se mi ritrovassi mai a dover spiegare cosa significhi per me questo tipo di musica, perché ha tanta importanza, semplicemente li porterei ad un concerto dei KISS. Loro lo spiegherebbero molto meglio di quanto io possa fare con tutte le parole del mondo. Il rock è divertimento, il rock è potenza, il rock è felicità ed i KISS sono tutto questo. Non sto dicendo che i KISS siano il rock -per il sottoscritto lo sono, parere personale- ma gli si avvicinano molto. Alla fine Paul e Gene hanno creato proprio quello che volevano ai tempi in cui si riunivano in un minuscolo loft di New York per provare; hanno combattuto per il loro sogno e lo hanno realizzato. Non potrebbe esserci nulla più rock ‘n’ roll di questo.

SETLIST THE DEAD DAISIES
1. Mexico
2. Evil
3. Midnight Moses
4. Looking For The One
5. Devil Out Of Time
6. Make The Best Of It
7. Hush
8. Lock ‘n’ Load
9. With You and I
10. Helter Skelter


SETLIST KISS
1. Detroit Rock City
2. Deuce
3. Psycho Circus
4. Creatures Of The Night
5. I Love It Loud
6. War Machine
7. Do You Love Me?
8. Hell Or Hallelujah
9. Calling Dr.Love
10. Lick It Up
11. God Of Thunder
12. Cold Gin
13. Love Gun
14. Black Diamond


---ENCORE---
15. Shout It Out Loud
16. I Was Made For Lovin’ You
17. Rock And Roll All Nite



alifac
Mercoledì 1 Luglio 2015, 15.38.19
4
pablo@... seguiamo i Kiss "live" dallo stesso tempo (nel 1988 a Modena non sono riuscito ad andare per limiti d'età...) e concordo con te, quanto proposto a Milano nel Monster tour non ha paragoni, per impatto scenico, durata e qualità esecutiva (anche Paul era stato ottimo!)... anche io ho l'impressione che malgrado ci fossero 40 anni da festeggiare i nostri abbiano voluto andare al risparmio, ma non solo per quanto riguarda VR, ma per tutto il tour... tuttavia mancavano "solo" gli schermi orizzontali, le pedane mobili di Gene e Tommy ed il volo di Paul ma queste cose l'Arena non le consente, si sa. Io, ribadisco, sapendo a cosa andavo incontro, non avendo "great expectations" alla fine mi sono divertito!
pablo
Mercoledì 1 Luglio 2015, 15.06.06
3
E' dal 1996 che li seguo nei live nazionali e a malincuore devo dire che per la prima volta sono rimasto deluso. Sono stati l' ombra di quello che hanno proposto anche solo 2 anni fa a Milano. Ho avuto l' impressione che avessero fretta di finire il concerto, e l 'ora e 40 minuti scarsi lo dimostrano. Paul scandalosamente senza voce, Simmons ormai fermo sulle gambe, a Singer non danno nemmeno 10 secondi per un assolo di batteria (eppure è quello che alza il livello tecnico ), Thayer...per lui non ho aggettivi, rimane solo un buon esecutore ed emulatore di Ace. I dubbi che avevo sulla location, prima del concerto è stata confermata. Scenografia dimezzata, come nel 2008! l' Arena, anche se dotata di ottima acustica, non è adatta ad un concerto rock! (non ho visto solo i KISS all' Arena). Palco distante dalla prima fila, seggiolini anche nel parterre. Nel 2008 avevano preso la scusa che qualche tir era stato bloccato in dogana, nel 2015 si sono ripresentate le stesse mancanze... Sono un fan che ama questa band fin da bambino, ho partecipato anche ad un meet and greet nel 2010 pur di realizzare il mio sogno di conoscerli, ma mi auguro con tutto il cuore che questo sia veramente il tour d' addio. Per chi li ha visti per la prima volta sarà stato un bellissimo concerto, ma per chi come me li ha visti più e più volte e li ha visti decisamente "più in forma", se è onesto, deve riconoscere che è stato un concerto molto sotto tono. E se qualcuno ha da trovare le scusanti dell' età... appunto per questo dico che di soldi non ne hanno bisogno e non devono dimostrare più niente. Ormai sono nella leggenda, non devono arrivare al punto che siano i fans a digli di ritirarsi.
Il Rettiliano
Mercoledì 17 Giugno 2015, 20.49.40
2
Gran bel concerto, gran bel contesto. Secondo me nient'altro da aggiungere.
alifac
Mercoledì 17 Giugno 2015, 8.39.49
1
Sottoscrivo ogni singola parola! Anche io, prima del concerto, nutrivo molti dubbi e paure su come sarebbe andata, soprattutto a causa dei video su Youtube che mostravano le imbarazzanti performance di Paul nelle date precedenti, ma alla fine sono contento di poter dire "Io c'ero... e mi sono divertito!" (complice anche una favolosa biondina seduta ad un metro da me, che mi ha piacevolmente distratto spesso e volentieri!!!). VOLEVO IL MEGLIO, HO AVUTO IL MEGLIO!
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
Clicca per ingrandire
KISS
ARTICOLI
17/06/2015
Live Report
KISS + THE DEAD DAISIES
Arena di Verona, 11/06/2015
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]