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DODHEIMSGARD - Perfetta oscurità
18/06/2015 (1934 letture)
Con l’ultima fatica A Umbra Omega, i Dødheimsgard sono finalmente tornati a calcare le scene dopo ben otto anni di silenzio, recuperando per altro la propria storica line-up originale. Dunque chi meglio del vecchio/nuovo frontman Aldrahn può aiutarci a fare il punto su quest’album, sulla situazione nella band e sui progetti futuri dei norvegesi?

Metallized: Ciao e benvenuto su Metallized! Per iniziare, come ti senti ad essere tornato a far parte dei Dødheimsgard? Ti sei sentito sotto pressione, in qualche modo pressato dagli altri membri oppure il processo compositivo e creativo è stato naturale?
Aldrahn: Grazie! Mi sento proprio bene! Non c’è stata molta pressione, al contrario mi hanno trasmesso molta gioia e buon umore, che è stato davvero un bel modo per darmi il benvenuto a casa. Mi sembra sia stato un processo quasi involontario, inconsapevole, quello che mi ha portato a rientrare nella band senza fare alcun particolare sforzo. Penso che uno non possa scappare dalle proprie ‘radici’, che lo voglia o no: esse saranno sempre lì e, a prescindere da quanto uno vi ci sia allontanato, ci farà sempre ritorno. Al momento, mi sento in pace con le mie radici, mi ci è voluta una vita, ma ho sinceramente molta stima per le mie origini e per le persone che ne hanno fatto parte.

Metallized: Vorrei chiederti quale sia il significato del titolo A Umbra Omega, mettendolo in particolare a confronto con l’artwork di copertina. Sembra esserci una connessione tra luce e ombre, tra il mondo reale e la moderna tecnologia, tra l’omega e l’alpha, il bene e il male. Cosa puoi dirci a proposito?
Aldrahn: Il titolo è una frase costruita da Vicotnik: l’affascinante abbinamento tra latino e greco suona bene e può essere tradotto in numerosi modi, anche se il significato voluto in questo caso era “Dalla perfetta oscurità”, tenendo in considerazione che la perfetta oscurità può facilmente essere descritta con un paesaggio spoglio, desolato, tetro, che non lascia molte impressioni, diventando tuttavia essa stessa una grande espressione che, nella sua semplicità, descrive -a mio parere- bene diversi stati d’animo e grande sensibilità, che si adattano bene alla musica.

Metallized: È un azzardo dire che la componente black sia definitivamente sparita dal vostro stile musicale? Di certo l’idea di fondo e la mentalità che utilizzate sono ancora influenzate dal black, ma la vostra visione sembra aprirsi a 360 gradi. Che cosa vi ispira maggiormente?
Aldrahn: È un argomento che è diventato noioso, visto che ci chiedono continuamente se siamo black metal o no. Sai che ti dico, mentre la gente continua ripetutamente a porre questa domanda, a noi in fondo non interessa, non è davvero importante. Ad ogni modo, per risponderti, posso dire che il black metal è ed è sempre stato un genere in elaborazione e sviluppo e molte, differenti band hanno preso decisioni decisamente diverse in merito al proprio destino. È quanto abbiamo fatto anche noi, con la sola differenza che forse l’abbiamo portato un passo più avanti degli altri. Abbiamo portato questo genere al limite, come stessimo camminando su del ghiaccio sottile, dove in pochi, se non nessuno, ha osato avventurarsi, mentre altri gruppi hanno preferito stare al sicuro e non rischiare. Ci piace perlustrare territori inesplorati, utilizzando la tradizione black come nostra inflessibile base per l’espressione artistica. Usiamo quindi queste radici per muoverci verso qualsiasi direzione ci sembri adatta, pur mantenendole intatte all’interno di ciò che facciamo. Ma onestamente, non mi interessa, chiamalo come ti pare, ma per me i Dødheimsgard sono sempre stati una band black. A proposito delle ispirazioni, so che Vicotnik si è basato, tra le tante cose, sulla musica classica.

Metallized: Cosa ha causato i due anni di ritardo nella pubblicazione dell’album? La release era già stata annunciata nel 2013, ma vede la luce solamente ora, nel 2015. Cosa è successo?
Aldrahn: Posso dirti solo che questo è quanto succede quando crei dell’arte. È qualcosa impossibile da prevedere, specialmente quando vuoi fare davvero del tuo meglio e non devi preoccuparti eccessivamente delle scadenze. Chiaramente ne avevamo alcune, ma per completare l’album al meglio, abbiamo dovuto ritardarne la pubblicazione. Oltre all’aspetto artistico, c’è anche da considerare che tutti noi abbiamo figli, lavori, scuole e quant’altro da gestire, che portano con sé un sacco di imprevisti. E quando si tratta di responsabilità del genere, hanno sempre la priorità. Di certo comunque abbiamo fatto artisticamente parecchio avanti e indietro e speso davvero molto tempo nel cercare di trovare la giusta prospettiva e giusto approccio per il sound di questa produzione.

Metallized: In questi ultimi anni tutti i più importanti album avantgarde sono arrivati dalla Norvegia. Penso a voi, ai Solefald, ai Manes, ai Vulture Industries, agli Shining, a Ihsahn, agli Arcturus e via dicendo. Pensi ci sia un denominatore comune che accumuni tutto questo? La Norvegia, un tempo landa del black, sta diventando terra di qualcos’altro?
Aldrahn: Non ci metterei in confronto a nessun altra band, ma credo che condividiamo tutti le stesse basi, anche se ritengo che ognuno abbia sviluppato uno stile distintivo e che le personalità dei vari gruppi siano piuttosto definite. Vorrei dire che un tempo la Norvegia era la landa dei bambini viziati, che non avevano niente di meglio da fare che atteggiarsi da cattivoni, mentre in realtà eravamo come nonnine o adorabili gattini [ride, NdR]. Tuttavia, questo ‘asilo’ ha certamente creato molto black metal di grande valore che non va svalutato e che ha dimostrato di poter sopravvivere più vigorosamente rispetto alle persone che lo hanno creato. La musica è ancora lì, ma quelle persone sono cresciute e ciò ha cambiato molte delle carte in tavola. In meglio, direi. Il black oggi si concentra esclusivamente sull’aspetto artistico e non più sull’essere dei cattivoni, ha cominciato ad essere accettato nella cultura e nella società ed è diventato un genere solido come lo sono stati heavy metal e rock. Forse ciò fa sembrare il black norvegese meno rilevante, meno imponente, ma spero che i sentimenti e l’amore verso questa musica siano gli stessi in buona parte della gente.

Metallized: Passando ai testi, puoi spiegarci l’idea di fondo? Di certo A Umbra Omega non è un concept album, ma sembra che ci sia una sorta di sentimento comune, che unisca tutti i brani…
Aldrahn: A Umbra Omega è, per gli ascoltatori, la guida spirituale al loro subconscio. Tutti i testi fanno riferimento agli oscuri segreti della mente umana, ai mostri che vi ci si possono trovare, alle difficoltà bisogna affrontare in sé stessi e alla sensazione di essere sconfitti, sopraffatti da tali difficoltà. È un album che vuole portarvi nei luoghi più tetri di voi stessi e farvi contemplare ciò che c’è e ciò che non c’è. Per questo i testi non hanno una sfaccettatura unica, sono solo trasmettitori di emozioni. Nulla più, nulla meno. A Umbra Omega vuole farvi rendere conto della vostra stessa oscurità, farvela cogliere e darle il benvenuto, il resto sta a voi.

Metallized: Circa due anni fa, avete pubblicato un comunicato che elencava nel dettaglio alcune delle difficoltà a cui siete andati incontro come gruppo, che includevano prigione, droghe e istituti psichiatrici. Quanta verità c’era in quel comunicato? Quanto di tutto questo è presente in A Umbra Omega?
Aldrahn: È tutto vero, fino a un certo punto, abbiamo avuto dei momenti in cui siamo finiti in una sorta di inferno personale, come molte altre persone. La vita non è facile e spesso sai, si sviluppa e ti schiaccia come una malattia. Ma di certo non ci sarebbe stato nessun A Umbra Omega senza queste esperienze.

Metallized: Dopo la reissue di 666 International, ci sono piani anche per le vostre prime tre produzioni, che sono state oggetto di così tanti bootleg? Rimanendo sul tema, i bootleg sono qualcosa che ti infastidisce?
Aldrahn: Se non sbaglio i primi due album dovrebbero essere ripubblicati quest’anno e sicuramente sarà qualcosa che potrà interessare chiunque voglia quei materiali in un formato originale. Personalmente, non ho grossi problemi con quei piccoli ratti che vogliono fare dei soldi alle spalle del nostro lavoro, ma ritengo che il minimo che potrebbero fare, è mandarci una copia dei loro bootleg.

Metallized: Oramai avete calcato i palchi di tutto il mondo per oltre 20 anni, ritieni che andare in tour sia migliorato e diventato molto più facile rispetto al passato, specialmente agli anni Novanta?
Aldrahn: Parlando anche per Vicotnik e Sekaran, che nella band sono quelli che sono stati più in tour, posso dire che indubbiamente, è migliorato, ma di certo anche suonare molto aiuta. Detto questo, ritengo che abbiamo ancora molto da imparare per quanto riguarda gli spettacoli dal vivo, quindi cerchiamo di essere modesti e di dare il nostro meglio. Ma di certo il livello, dagli anni Novanta, è cambiato in meglio e sono contento di poterlo dire. Vogliamo solo continuare a crescere, quindi aspettatevi di vedervi in un locale vicino a casa vostra!

Metallized: Alcuni membri della band sono stati impegnati in passato con diversi progetti paralleli, quali i Ved Buens Ende e i Code. Siete a tutt’oggi ancora impegnati in qualche side-project?
Aldrahn: Vicotnik è membro degli Strid (altra band black norvegese, tornata recentemente in attività, NdR), io ho da poco pubblicato un album di debutto con un gruppo chiamato The Deathtrip (progetto black internazionale, NdR) e, oltre a cantare nella prossima release dei Thorns (combo black/industrial norvegese, NdR), ho anche un progetto chiamato Introvert, con il quale ho pronto un full-length, abbiamo solo bisogno di un valido contratto discografico, per poi procedere alla pubblicazione.

Metallized: In chiusura, quali sono i vostri piani per il futuro?
Aldrahn: Suonare dal vivo il più possibile e pubblicare un album entro i prossimi 1090 anni! [scherza, NdR]

Metallized: La nostra intervista si conclude qui, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Vuoi aggiungere qualcosa per i nostri lettori e i vostri fan in Italia?
Aldrahn: Vi mando un saluto con tutta la nostra riconoscenza per il supporto lungo questi tanti anni, senza di voi non saremmo nulla! Grazie per l’intervista.

Intervista concepita e realizzata a quattro mani da
Andrea Poletti “Ad Astra” e Elena Aren “Akaah”



Akaah
Venerdì 19 Giugno 2015, 20.34.55
4
@Ulvedhin Il comunicato a cui la domanda si riferiva, diceva: "A lot has been going on in the dhg camp since last we spoke. Mental institutions, jail time, forced therapy, drugs, fistfights, anger, regret, more therapy. You name it, we've done it." Ergo, non penso che nella risposta si riferisse alla qualità o al livello di vita, o a qualcosa di meramente materiale, ma a qualcosa di più astratto, emotivo o mentale che sia, che è capace di annientare una persona a prescindere da dove si trovi. Lo conferma anche dicendo poco sotto che non ci sarebbe stato nessun AUO (un disco che analizza subconscio e quanto di più oscuro e tremendo vi si celi) senza tali esperienze.
Ad astra
Venerdì 19 Giugno 2015, 12.56.51
3
@paolo si album thorns nuovo é in composizione da diverso tempo e se non sbaglio qualche tempo fa era uscita anche una canzone nuova 😉
Ulvedhin
Venerdì 19 Giugno 2015, 10.18.54
2
" La vita non è facile"?? Io ci vivo in Norvegia e la vita qui è talmente facile che non riesco ad immaginare un posto dove si possa vivere con meno pensieri. Se vivessero in un paese come l'Italia allora che farebbero?
paolo
Venerdì 19 Giugno 2015, 9.11.07
1
Ci sarà un nuovo disco dei Thorns?...grande!!! Bella intervista, secondo me A Umbra Omega è uno dei migliori dischi di metal estremo di sempre!!!
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