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DONNE ROCCIOSE - # 24 - Otep Shamaya
23/06/2015 (2373 letture)
Di Otep Shamaya si possono dire molte cose, ma certamente non che non sia schietta, diretta e sincera. Le sue posizioni filosofiche, infatti, le hanno attirato più di una critica. Il tutto specialmente quando la carriera della sua band (gli Otep, appunto) ha subito uno stop apparentemente definitivo dopo l’ultimo lavoro non certo esaltante, almeno a livello di critica. Ecco allora alcune considerazioni su di lei.

ETRA’L AVLAS
Non è facile reperire notizie su Otep Shamaya relative alla sua vita prima degli Otep. Le poche disponibili riferiscono della sua nascita in quel di Los Angeles, dove cresce in un quartiere periferico e non certo residenziale. Insomma, nulla a che vedere con Beverly Hills. L’ambiente intriso di violenza potrebbe portarla facilmente ad una “carriera” con ben poco di artistico, emulando la gran parte dei suoi coetanei, i quali finiscono in buona parte col battere strade senza uscita. La sua voglia di riscattarsi, invece, viene fomentata anche da interessi in parte trasmessi dalla madre, la quale nutriva una fortissima passione per la storia egizia, anche se poi la parola ha assunto per lei vari significati (alcuni dei quali segnalati nella nostra recensione di Sevas Tra) e potrebbe anche essere stata scelta per uno di quelli attuali. Durante i racconti materni incentrati proprio su questo argomento, apprende della ricorrenza sacra dedicata ad Amon, traendone in seguito il nome per il suo gruppo. Quel che è certo è che la ragazza mostra di avere idee chiare, grande forza d’animo e spasmodica voglia di superare le difficoltà ambientali attraverso la musica e l’arte in generale. Lo stile scelto è il nu metal/alternative, all’epoca dell’avvio della sua attività in forte ascesa, specialmente negli U.S.A. Il debutto degli Otep è del 2000 e fa seguito ad una serie di esibizioni roventi nei club del circuito di Los Angeles dove vengono notati dal produttore Terry Date che li porta ad incidere l’EP Jihad, senza contare un’esibizione all’Ozzfest (ne seguiranno altre) dopo essere stati notati anche da Sharon Osbourne. Lo stile aspro del gruppo, unitamente a voci tutte da verificare relative all’utilizzo di riti di magia nera e addirittura di cannibalismo (!) alimentano l’hype sulla band, ma è più che altro la front-woman ad attirare l’attenzione col suo atteggiamento da “duro”. Il primo vero album è l’ottimo Sevas Tra, anagramma di “Art Saves”, affermazione che approfondiremo nella parte conclusiva dell’articolo, che li impone all’attenzione generale. Per l’album seguente, molto più ruvido, rivolto verso lo sviluppo di tematiche maggiormente interiori e prodotto da Greg Wells, bisogna attendere il 2004, quando esce House of Secrets, che raggiunge la posizione numero 93 delle charts U.S.A., dopo che il primo si era fermato alla 145. Il lavoro è caratterizzato dai testi di Otep Shamaya, poetici a suo modo e sempre tesi a sviluppare un certo suo mondo interiore sicuramente tormentato, ma anche rivolto verso l’esterno tramite un’affermazione del sé attraverso l’arte. L’album vede inoltre la collaborazione di Joey Jordison degli Slipknot. Nel 2005 l’EP Wurd Becomes Flesh. Nel 2007 è il turno di The Ascension, con i testi della Shamaya ancora in primo piano, un cantato con lo screaming gestito meglio ed in generale un po’ più melodico. I risultati di vendita sono ancora migliori, dato che stavolta la posizione raggiunta nel Billboard 200 è la numero 81, forse anche a causa della presenza di Breed, cover dei Nirvana.

SMASH THE... OTEP
Si devono attendere altri due anni per il quarto lavoro degli Otep, intitolato stavolta Smash the Control Machine. L’interesse mediatico sullo stile è fortemente diminuito e ad essere sopravvissuti sono solo i migliori, come sempre accade. Il nuovo disco non è certo il più bello della loro storia (probabilmente Sevas Tra resterà la prova più incisiva), ma rappresenta comunque uno step riuscito, ancora una volta caratterizzato dai sogni e dagli incubi della nostra. Il tutto viene accompagnato nell’edizione deluxe da un DVD. La produzione firmata da Ulrich Wild, già all’opera con Static-X e Pantera tra gli altri, porta comunque frutti molto più copiosi in termini di vendite, col CD che si posiziona stavolta al numero 47 delle classifiche, portando la figura di Otep Shamaya -ma soprattutto i suoi testi- ad un pubblico non certo di massa, ma dai numeri che cominciano a farsi relativamente consistenti, con Rise, Rebel, Resist che entra a far parte della colonna sonora del videogioco Saints Row: The Third. Preso un ritmo biennale, Atavist arriva sugli scaffali dei rivenditori nel corso del 2011. Otep Shamaya provvede a condividere alcuni pezzi su Facebook e Twitter ed in generale l’album, grosso modo dello stesso livello del precedente, viene sostenuto commercialmente meglio degli altri via internet. L’ultimo capitolo in studio, ovviamente edito dopo due anni (ma con in mezzo il live Sounds Like Armageddon), ossia nel 2013 e presentato come ultimo disco della band in senso assoluto, è Hydra, ma stavolta, nonostante si tratti di un concept tratto da un romanzo a fumetti scritto dalla stessa cantante, i risultati sono discutibili, forse perché troppo ambizioso rispetto alle reali possibilità musicali degli Otep (e la batteria elettronica non ha dato una mano), forse perché troppo personale e poco rivolto verso l’esterno. La posizione raggiunta negli States, la 133, testimonia anche un risultato commerciale inferiore alle attese. In ogni caso, Otep è una ragazza ormai matura, diventata un’artista poliedrica per la quale il progetto Otep risulta limitante. Queste, ad ogni modo, le dichiarazioni rese in merito dall’interessata, tratte dalla recensione prima linkata:

Hydra è un concept album basato su un romanzo a fumetti che ho scritto nel corso di due anni che parla di una ragazza corrotta dal mondo, corrugata dal male, strappata via dal dorato, fuso elisir della creatività e abbandonata sulle placide rocce frastagliate di un’isola barbara e crudele, dove i topi si avvelenano fra loro. Questa è la storia della sua alchimia personale tra teofagia, vendetta e giustizia. Il suo risorgere dalle ceneri fumanti come un livido che non guarisce mai, trasmutando -per metà umana e per metà animale- in un infinito messia mai nato, una vigilante serial killer dal nome in codice Hydra. Questo sarà anche il mio ultimo album.

LA PACIFISTA ARMATA
Cantante, poetessa, pittrice, scrittrice (del 2015 la raccolta di storie brevi Movies in My Head da lei stessa illustrata, mentre una raccolta di poesie illustrate era uscita nel 2006 ed un’altra opera nel 2007), attivista dei movimenti animalisti e LGBT (è dichiaratamente e fieramente lesbica), vegetariana, promotrice di iniziative per l’autoaccettazione al di fuori degli schemi di bellezza imposti dalle mode con la pagina Facebook All Shapes and Sizes per la quale ha preso spunto dal pezzo Perfectly Flawed, nonostante abbia sempre mostrato doti di versatilità importanti dal punto di vista della vocalità, Otep Shamaya è essenzialmente una scrittrice. Con i suoi testi, infatti, ha sempre cercato di comunicare messaggi importanti -direttamente od in chiave psicologica- prestando più di una volta il fianco a critiche per alcuni eccessi, il cui esempio più eclatante può essere forse individuato in Menocide. Le sue prese di posizione esplicite sia sui temi etici che su quelli politici (fortemente critica verso il governo Bush e la guerra in Iraq e attivista del partito democratico, tanto da aver parlato alla Democratic National Convention del 2008), le hanno fruttato anche parecchie minacce via internet da parte dei soliti leoni da tastiera, senza che questo l’abbia mai scoraggiata. Per lei anche il doppiaggio di una creatura nel film The Hobbit: Battle of the Five Armies e la partecipazione alla serie Def Poetry della HBO. Porta un tatuaggio sulla spalla destra fatto al LA Ink per ricordare il fratello scomparso nel 2001. Quello che spesso non viene tenuto in considerazione, però, è che il suo modo di cantare non sarà un modello di tecnica, ma mostra una versatilità notevolissima che le permette di passare dal rap al growl, dallo scream al recitato con grande naturalezza, fatto non da poco per mediare il messaggio delle sue liriche. Come tutti gli esseri umani, anche Otep Shamaya vive di molte contraddizioni, ed è forse interessante notare come siano tutte molto americane, tanto che alcuni potrebbero definirle semplici “tipicità”. Otep è decisamente contro la guerra, ma sostenitrice delle truppe all’estero, perché:

“Mi sono opposta alla guerra in Iraq e credo che sia stato un errore, ma io sostengo le truppe, le quali stanno facendo un ottimo lavoro”.

Circa le armi da fuoco conserva sia la tipica posizione dello statunitense medio, il quale non concepisce di non poterne avere una o più, che la poco tipica posizione (sempre meno, per la verità) che auspica una regolamentazione più rigida del possesso stesso, tanto da affermare:

“Io sono proprietaria di una pistola e sostengo la parte della Costituzione in cui si afferma che abbiamo il diritto a una “milizia ben regolamentata”. Ciò significa però leggi, significa regole. Amo le armi da fuoco, amo la loro meccanica, l’ingegneria, poterle toccare, il peso, l’estetica, il “boom”, il brivido dell’esplosione e dello scoppio del bersaglio, ma credo anche che il loro possesso dovrebbe essere regolamentato nella stesso modo rigoroso con cui si ottiene una patente di guida. La formazione, il controllo, la concessione di licenze subordinata a prove periodiche. Si tratta di macchine per uccidere, per amor di Dio. Perché non dovremmo volere che siano nelle mani solo di quelli adeguatamente addestrati? Non voglio che i miei scontrosi vicini conservatori e mentalmente instabili possiedano l’uranio, o un carro armato, un lanciarazzi o un’arma da fuoco illegale. E non voglio che qualcuno con problemi di salute mentale sia in grado di entrare in un supermercato e prendere una confezione di pannolini, una bottiglia di alcol e un AK-47 con proiettili penetranti. Credo nella Costituzione e nella protezione che ci assicura come cittadini e possessori di armi.”

Comunque possiamo pensarne, la cosa migliore per congedarsi da un simile personaggio, così denso di sfaccettature e interessi spesso contrastanti è lasciare che sia lei a dirci qualcosa di sé stessa:

“Sono stata sottoposta a tanta violenza e povertà che ora non mi interessa mettere troppo a fuoco, perché sto cercando di andare oltre attraverso l’arte e la musica. Basta diventare ciò che l’ambiente tende a creare. Violenza e mostri nidificano e preferirei non cadere in questa trappola, spererei di continuare a crescere come artista e stabilire un nuovo standard per le persone che rifiutano di accettare le circostanze in cui sono costrette ad agire. Nessuno di noi può avere il controllo su chi sono i nostri genitori, su ciò che la nostra genetica ci rende, in quale parte del Paese siamo cresciuti o quello che è il nostro DNA. Quanto siamo alti, il nostro colore, il sesso, il genere, l’orientamento, sono qualcosa con cui siamo nati, ma possiamo lo stesso modellare le nostre vite e le nostre identità secondo i nostri standard e questo è quello che spero di fare con profitto attraverso la mia evoluzione.”

E ancora, circa lo stop del suo gruppo ed il suo impegno sociale per i diritti civili:

“Sto ancora cercando di evolvere, di diventare migliore in quello che faccio, in quello che sono, in chi sono, come persona e come artista. In effetti, mi piacerebbe diventare meno persona e più artista. Odio quei lunghi intervalli di sanità mentale (per citare Poe), di normalità, di quiete della vita di tutti i giorni. L’arte insegna che c’è bellezza anche nella quotidianità. [***] Essere un artista è vivere al di fuori dei costumi culturali, delle identità sociali e delle prigioni mentali alle quali ci aggrappiamo. [***] Spero che i miei fan continueranno a cercare l’autenticità nell’arte, ad aspettarsi profondità dai loro artisti preferiti. E sappiate che anche se questo può essere un finale, è anche un inizio. Saprò sempre creare e produrre arte. [***] Continuerò a lottare per i diritti di uguaglianza e degli animali, non perché qualcuno mi ha ordinato di farlo, ma perché credo che sia mio dovere di donna, di cittadino e di donna gay che è un cittadino di questi Stati Uniti d’America. [***]. Molti nelle mie condizioni soffrono molto, ogni giorno, sotto la tirannia e l’oppressione, sotto la minaccia della violenza o addirittura della morte. Molte donne e uomini sono morti e hanno sofferto in modo che le persone come me possano avere una voce, possano essere coinvolti nella loro comunità. Era illegale una volta. È difficile da credere, ma è solo dal 1920 che le donne possono votare in America. Sembra che alcuni conservatori vorrebbero portarci indietro a quel momento. Ed è per questo che continuerò ad informarmi, ad essere coinvolta ed a lottare per la giustizia.”



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 2.51.22
22
Artista a 360 gradi.gli otep band davvero interessante!
Raven
Venerdì 26 Giugno 2015, 18.19.44
21
Il commento precedente è mio, ma mandato dalla postazione di mio figlio.
Andrea
Venerdì 26 Giugno 2015, 18.18.37
20
Mi pare di aver già chiarito che questo spazio non è per fare discussioni private, ma è dedicato alla musica. Di sorelle e batacchi potete discutere in privato, ma mi pare che lo sappiate già. Gradirei anche non vedere altri ultimi commenti che diventano decine di ultimi commenti.
LAMBRUSCORE
Venerdì 26 Giugno 2015, 18.07.00
19
@Nu metal head....perché hai anche una sorella?? Mo bene, mo allora porta anche lei, che faccio come Loris Batacchi, quello dell'ufficio pacchi del film di Fantozzi....
black brains
Giovedì 25 Giugno 2015, 22.19.10
18
non sono un grande fan del gruppo ma devo ammettere che il primo album e molto piacevole da ascoltare.. in più è una bella figa...
Nu Metal Head
Giovedì 25 Giugno 2015, 21.05.29
17
questo è davvero l'ultimo commento e poi chiudo... @lambruscore, n. 14: sì ma la mia provocazione del n. 6 ha un senso, non è che sono scemo e insulto così per così... chi era colui che nella recensione di "sevas tra" degli otep diceva che gli era sempre piaciuto pronunciare il nome di questo gruppo al contrario? era forse mia sorella? no, un certo LAMBRUSCORE, quindi... il n. 5 di blacksoul mi ha fatto solo tornare in mente quella tua battuta, tutto qua... e poi io te l'ho detto, lo faccio sempre col sorriso sulla bocca, se te la prendi non è colpa mia... chiusa qui.
snippette
Giovedì 25 Giugno 2015, 12.31.18
16
Contenuto rimosso
raven
Giovedì 25 Giugno 2015, 10.40.22
15
Ecco, provocatevi in privato, grazie. Le discussioni personali si fanno in privato, appunto.
LAMBRUSCORE
Giovedì 25 Giugno 2015, 6.38.59
14
...mi hai provocato nel commento n.6, ti ho risposto col mio stile, tutto qua.....
Nu Metal Head
Mercoledì 24 Giugno 2015, 23.23.39
13
sì, sì, continua con la storia del bimbetto... ti ricordo, qualora te ne fossi dimenticato, che ho 33 anni, che tu ci creda o meno... e poi se hai notato io scrivo sempre negli spazi di artisti nu, tu piuttosto fai sempre invasione di campo coi tuoi inutili commenti di scherno... stattene a commentare i gruppi marci e rozzi come te (contro i quali io non ho niente) piuttosto che rompere sempre le palle all'alternative metal in generale... ma poi sei pure contraddittorio, alcuni gruppi crossover li ascolti pure tu, quindi, che cosa vai cercando? sei un piglia a male, io scherzo sempre e tu ogni volta caschi puntualmente nelle mie provocazioni rispondendo in modo acido e sgarbato... non sai scherzare... basta, anch'io chiudo qua.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 24 Giugno 2015, 22.26.19
12
BlackSoul, mi diverto a prendere un po' per il culo quel bimbetto lì, dai, ahaha.....basta ,chiudo qua.
BlackSoul
Mercoledì 24 Giugno 2015, 21.50.29
11
@Lambru perchè il nu cos'è, se non anche lui un sottogenere del metal?
raven
Mercoledì 24 Giugno 2015, 21.30.23
10
Ragazzi, restiamo sul pezzo, grazie.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 24 Giugno 2015, 21.20.46
9
Nu metal head, bamboccione, sei ancora tra le palle? Non hai pensato di andare a scrivere sui tuoi siti nu di merda??? ahahahaa
Nu Metal Head
Martedì 23 Giugno 2015, 23.01.37
8
tranquillo, il mio era più che altro un pretesto per punzecchiare il mio "amico-nemico" lambruscore, sempre ostile verso questo tipo di sonorità...
BlackSoul
Martedì 23 Giugno 2015, 22.35.37
7
@Nu Metal Head ma no, è per scherzare ironizzo anche sui miei gruppi preferiti, nessun odio particolare quindi, anzi
Nu Metal Head
Martedì 23 Giugno 2015, 22.27.19
6
e basta con queste battute degne di un lambruscore qualunque...
BlackSoul
Martedì 23 Giugno 2015, 21.59.22
5
Mi sono sempre chiesto se il fatto che Sevas Tra sia un titolo da leggere al contrario implica lo stesso processo al nome del gruppo... Senza nulla togliere al fatto che è un capolavoro, gli altri non li conosco ma provvederò. Lei invece la ritengo una grande artista, bell'articolo come sempre
Morganne91
Martedì 23 Giugno 2015, 21.51.04
4
Bravo Fra, bellissimo articolo!
Nu Metal Head
Martedì 23 Giugno 2015, 20.23.45
3
una bella donna e una brava artista... "sevas tra" è ovviamente una delle pietre miliari del nu metal...
Daniele
Martedì 23 Giugno 2015, 19.39.10
2
Bell'articolo su un'artista che mi piace molto .Voce incredibile ,secondo me potrebbe fare qualsiasi genere musicale e il primo album è un vero e proprio capolavoro.
Galilee
Martedì 23 Giugno 2015, 9.40.32
1
Personaggio interessante. I primi due dischi degli Otep inoltre sono davvero notevoli e le sue abilità canore sono incredibili. Speriamo torni con qualcosa.
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