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ANGRA - Parla Edu Falaschi
03/10/2006 (7076 letture)
Giovedì 21 Settembre la vostra impavida intervistatrice ha incontrato, in quel di Milano, il simpaticissimo e disponibilissimo Edu Falaschi, vocalist dei power-prog metallers brasiliani Angra, in Italia in occasione dell’imminente uscita della loro ultima fatica, Aurora Consurgens. Eccovi il resoconto della nostra chiacchierata.

Angelica: Ciao Edu, ho qualche domanda riguardante il vostro album in uscita a fine ottobre, Aurora Consurgens. Il tema principale di questo disco è la gamma di alienazioni e disordini mentali, a partire dalle tendenze suicide fino alla depressione e alla schizofrenia. Perché avete scelto di trattare questo tema?
Edu: Veramente, i testi delle canzoni sono stati scritti dopo le parti strumentali: dopo averle incise, abbiamo notato che le canzoni erano molto “piene”, più pesanti, moderne e un po’ più “dark” di quelle contenute in Rebirth o Temple Of Shadows. Abbiamo pensato che avevamo bisogno di parlare di qualcosa di molto profondo e moderno, che si combinasse con le canzoni, perché in questo album ci sono alcuni strani elementi come assoli di chitarra velocissimi e molti effetti sonori, non solo distorsioni! Così abbiamo sentito il bisogno di un tema bizzarro di cui parlare nei testi. Ed è stato Rafael (Bittencourt, il chitarrista della band, ndr) a proporre di usare questo libro, Aurora Consurgens, scritto da San Tommaso D’Aquino, per rappresentare il tema dell’album, quello dei disordini mentali: anche perché Karl Jung ha studiato molto questo argomento, e lui vedeva questo libro come un “libro segreto”, in cui si possono trovare molti messaggi nascosti che riguardano i segreti della mente umana, ed è per questo che abbiamo deciso di usare il libro come influenza!

Angelica: La copertina dell’album (che è fantastica, per inciso), è nata da un’idea di Isabel de Amorim, un’artista brasiliana. Ha un significato simbolico, e se sì, qual è?
Edu: Beh, l’immagine è un disegno preso dalla copertina del libro, e credo che rappresenti il lato bizzarro dell’album, perché non è disegnata perfettamente, è antica, e penso che questa immagine possa rappresentare appieno l’atmosfera e il significato del disco.

Angelica: Ogni membro della band è stato coinvolto nel songwriting di Aurora Consurgens, perciò l’album è molto diversificato. C’è sempre e comunque un tema comune tra le canzoni, ma possiamo aspettarci qualcosa di diverso, o di nuovo?
Edu: Ci saranno delle differenze per quanto riguarda le parti strumentali: saranno più moderne, pesanti e, diciamo, dritte al punto. Questo album, beh, o lo amerai, o lo odierai! Non ti dirai “Oh, ho bisogno di tempo per capirlo, dovrò riascoltarlo ancora un po’”, come per Temple Of Shadows, che aveva bisogno di molti ascolti per capire a fondo le canzoni (era molto progressive!). Questa volta,quando inizierai ad ascoltarlo, sarà “oh,cazzo,sì!”. Penso che riuscirà a raggiungere il pubblico meglio di Temple Of Shadows, perché è più energico.

Angelica: Avete anche attuato un’innovazione, ovvero quella del “virtual single” di The Course Of Nature, che precede l’uscita dell’album. Vorrei qualche commento e opinione su tutto questo.
Edu: Sai, la pirateria è un problema per noi, così abbiamo deciso di fare uscire il singolo in rete per fare in modo che il pubblico lo scaricasse legalmente: è un modo per dire alla gente che possono scaricare canzoni da Internet, ma che almeno acquistino il CD, che abbiano il vero prodotto tra le mani, con l’artwork e tutto il resto!

Angelica: So che, oltre agli Angra, alcuni di voi portano avanti alcuni side projects, come i Freakeys (di Aquiles Priester e Felipe Andreoli, ndr), e gli Almah. Puoi dire qualcosa a proposito di questi gruppi, e se state preparando qualcosa per il futuro prossimo?
Edu: Beh, ho pubblicato un album con gli Almah, il mio progetto solista, in Brasile e Giappone, e dovrebbe uscire in Europa intorno a febbraio/marzo. È un grande album, mi piace perché molti amici che apprezzo molto hanno collaborato con me: il chitarrista è Emppu Vuorinen dei Nightwish, il bassista Lauri Porra degli Stratovarius e il batterista è Casey Grillo dei Kamelot, e il cantante sono io! Ci saranno anche alcune partecipazioni: c’è un assolo di Mike Stone, il chitarrista dei Queensryche e un altro di Edu Ardanuy, un fantastico chitarrista brasiliano! E in una canzone comparirà anche un coro gospel, solo persone di colore! L’album è completamente diverso da quelli degli Angra, è molto, molto, molto più orientato sull’heavy metal tradizionale, non è assolutamente molto progressive, anche perché io mi sono occupato di comporre ogni cosa, dalle parti orchestrali a quelle di pianoforte, e ho anche suonato la chitarra in alcuni pezzi. È per questo che le parti di chitarra non sono così complicate come quelle di Kiko! (Loureiro, chitarrista della band, ndr). Quando ho suonato su questo disco, ho usato un metodo molto moderno, più diretto e più semplice che negli Angra: in alcune canzoni non ci sono addirittura assoli.

Angelica: Una domanda che riguarda la band in sé: avete sempre fatto un uso massiccio di tastiere nei vostri pezzi, ma nella line-up non appare mai il tastierista. Perché?
Edu: Credo che sia stata una cosa naturale: sin dalle origini della band non c’è mai stato un tastierista, e sono sempre apparsi come special guests perchè nel gruppo quasi tutti sono capaci di suonare il piano, e di comporre arrangiamenti orchestrali: Kiko è un grande compositore e ne ha creati la maggior parte, come anche Rafael e me, e ci piace farlo, quindi non abbiamo mai sentito il bisogno di avere un tastierista stabile nella formazione. Beh, ovviamente ne abbiamo bisogno per i live, altrimenti sarebbe impossibile!

Angelica: Ci saranno delle collaborazioni nel vostro nuovo album?
Edu: Onestamente penso che in Temple Of Shadows ci siano stati talmente tanti ospiti, tra gli altri Kai Hansen degli Helloween e Hansi Kursch dei Blind Guardian, che questa volta abbiamo deciso di concentrarci solo sulla band e sui suoi cinque membri: vogliamo di nuovo sembrare un semplice gruppo metal, Temple Of Shadows sembrava un’orchestra!

Angelica: Qual è il tuo album preferito degli Angra, tra quelli in cui hai cantato?
Edu: Penso che sia assolutamente Aurora Consurgens, perché è più naturale e spontaneo, soprattutto per quanto riguarda me in veste di cantante: la band suona in modo più naturale, le linee vocali non sono altissime, come se dovessi urlare tutto il tempo o vincere la medaglia olimpica per il miglior vocalist!

Angelica: Il vostro prossimo tour comprende anche alcune date in Giappone: come si presenterà? In quell’occasione visiterete per la prima volta anche altri paesi dell’Asia, quali sono le vostre impressioni?
Edu: Il prossimo tour sarà uno sballo! Suoneremo solo poche canzoni del nuovo album, perché festeggeremo il quindicesimo anno di carriera della band, e perciò proveremo a suonare più canzoni dai vecchi album, Angels’ Cry, Holy Land, Fireworks, Rebirth, Hunters And Prey, Temple Of Shadows… Ovviamente le divideremo durante tutto il tour, sarebbe impossibile altrimenti! Per quanto riguarda il Giappone… Beh, là è fantastico, perché è una cultura completamente diversa. Amano gli Angra e ci hanno sempre sostenuto. Sai, noi abbiamo alcuni paesi “speciali” nei nostri cuori: il Brasile, perché è dove viviamo e là è facile entrare in contatto coi fan, e questo ci piace, poi la Spagna, la Francia, l’Italia. Credo che abbiamo una specie di storia d’amore con questi paesi! In Asia, il Giappone è straordinario perché… Insomma, brasiliani, spagnoli, italiani, francesi sono tutti latini, perciò è come dire “Ok,è comprensibile che ci apprezziate”, e noi amiamo suonare in Italia perché il pubblico è fighissimo e molto partecipe, ma in Giappone è strano perché là sono del tutto diversi! Questa volta in Giappone suoneremo come co-headliner in un festival, perciò è una cosa molto importante per noi: ci esibiremo giusto prima dei Megadeth e prima di tanti gruppi importanti come Anthrax, Napalm Death, Children Of Bodom, Arch Enemy… Riuscite ad immaginare gli Anthrax che suonano prima degli Angra? Insomma, sono come i dinosauri della scena metal (ride, ndr), perciò è una grande soddisfazione per noi, siamo molto felici.

Angelica: Ho saputo che il 3 settembre, nel corso dell’Expo Music, siete stati vittima di una rapina a mano armata e che tutto il kit di Aquiles (Priester, il batterista della band, ndr) è stato rubato. Com’è andata esattamente?
Edu: Beh, forse è stato qualche fan veramente appassionato, un pazzo che voleva la sua batteria, non saprei! Non sappiamo con precisione cosa sia successo, la polizia sta ancora cercando i responsabili, ma sembra impossibile! Comunque è stata una cosa molto spiacevole, perché Aquiles ha perso intorno ai 20.000 euro di materiale! Conoscete il Carnevale di Rio, con tutta quella gente che balla? Beh,forse durante il prossimo Carnevale accenderemo la televisione, vedremo qualcuno suonare la batteria e diremo, “Ehi,quel set lo riconosco!”.



Plectrum Head
Mercoledì 18 Ottobre 2006, 8.56.02
3
Bella intervista! Una sola precisazione, il progetto Freakeys, vede come "titolare" Fabio Laguna, che altro non è che il tastierista "ufficiale live" degli Angra.
Jas Kinkel
Sabato 7 Ottobre 2006, 11.10.42
2
Isabel de Amorim è portoghese e Kai Hansen non è più negli Helloween da tempo immemorabile. Mai sentito parlare dei Gamma Ray?
GONG
Venerdì 6 Ottobre 2006, 17.57.34
1
aspettiamo fiduciosi...
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