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SINE QUA NON - # 9 - 'Seven Churches' e 'Reign in Blood'
16/07/2015 (2811 letture)
Quando si valuta come fondamentale un dato album, quello che bisogna chiedersi non è quanto piace allo scrivente od ai fan, ma quanto il disco in questione sia stato e rimanga un basilare snodo per lo sviluppo di uno stile musicale e per le ricadute avute anche su altri. Se il titolo analizzato risulta imprescindibile per spiegare cosa stiamo ascoltando oggi, avendo inciso sulla storia in modo da cambiarne il corso, magari anticipandola e/o spiegandola, allora è un Sine Qua Non a tutti gli effetti. Nel caso di Seven Churches e Reign in Blood, ambedue rispondono in pieno al requisito di imprescindibilità richiesto, ed il fatto che siano anche due bellissimi dischi è quasi un di più.

POSSESSED: SEVEN CHURCHES
Thrash? Death? Thrash/Death? Sono solo etichette, d'accordo, ma quante volte le abbiamo utilizzate e quanto i due stili sono diffusi ed incredibilmente importanti per la storia e la caratterizzazione del metal? Storicamente parlando, è chiaro che ad essere venuto prima è stato il thrash, genere ancora oggi fondamentale e tra i più vivi della scena e poi, quasi di conseguenza, il death, da moltissimi ritenuto il parente estremista del primo o, se preferite, suo alter-ego malvagio, in una specie di dualismo tra un novello Mr. Hyde ed un suo fratello ulteriormente malato. Esistono però degli album-ponte senza i quali il thrash sarebbe rimasto tale ed il death così come lo conosciamo non sarebbe mai nato o sarebbe stato diverso. Questi traghettatori operanti sull'Acheronte del metal, sono oggi da osservare come ibridi tra l'uno e l'altro stile, tanto che alcuni li etichettano come thrash, altri come death, anche se la definizione più comune è salomonicamente thrash/death. Siamo nel 1985, il thrash è ormai un genere non solo affermato, ma probabilmente quello più rovente del momento. Nonostante non si tratti certo di un sound per fan di Julio Iglesias e che non manchino esempi precedenti di ibridazioni con generi più estremi, violenti e meno articolati (basti pensare ai Venom per tutti) l'uscita sul mercato di Seven Churches, primo disco ufficiale di una giovane band chiamata Possessed rivoluziona la scena. Nonostante si tratti di un album con tutti e due i piedi ben piantati nel thrash americano (come peraltro anche quello che analizzeremo di seguito) le novità stilistiche sono infatti evidenti. Su una base esasperatamente thrash, appunto, si inseriva una terrificante violenza vocale da parte di Jeff Becerra -sulla cui storia bisognerebbe scrivere a parte per magnificarne le lodi dal punto di vista umano, prima che professionale- il quale, inserendo quel growl malefico e così necessario ad ogni pezzo death in maniera organica nel tessuto musicale, unitamente a quella estremizzazione alla quale accennavamo prima che, pur restando sostanzialmente di matrice thrash, fondendosi con la voce gettava le basi per lo sviluppo del death vero e proprio. Anche dal punto di vista letterario, per così dire, l'imprimatur dei Possessed appare chiaro, visto che "death metal" deriva direttamente dal titolo del primo demo del gruppo, edito nel 1984. Oltre alla voce, però, cosa rendeva il thrash di Seven Churches così necessario al death prossimo-venturo? Cosa connotava in maniera così maligna la musica dei Possessed? Semplice: il thrash di quel primo, marcissimo disco, inseriva suoni più cupi, più magmatici, più destabilizzanti di quello più cazzuto sentito fino a quel momento, partorendo un lavoro che sarà semplicemente propedeutico alla completa strutturazione del genere che poi, pochissimo tempo dopo, sarà codificato dai Death, convenzionalmente considerati il primo gruppo totalmente identificabile con l'etichetta "death", orgogliosamente sbandierata come ragione sociale stessa della band. Molto era già accaduto prima di Seven Churches e risalendo all'indietro possiamo partire perlomeno dai MotorheadPossessed sono stati il primo gruppo a stabilire che il thrash non era un punto di arrivo, ma solo un nuovo confine da varcare per esplorare territori allora vergini, fino ad arrivare là, dove nessun metalhead era mai giunto prima.

SLAYER - REIGN IN BLOOD
Solo pochi mesi di tempo e, dopo che Seven Churches aveva di fatto aperto una porta e superato una soglia che nessuno sospettava esistere, ecco che il mercato si trova alle prese con un secondo album con caratteristiche genericamente simili: Reign in Blood degli Slayer. La band di Araya & C., in realtà, aveva già dato alle stampe un lavoro che potrebbe anch'esso essere citato a parte all'interno di questa rubrica come Hell Awaits, ma è solo con Reign in Blood che il gruppo si porrà realmente sullo stesso confine che stavano non solo attraversando, ma addirittura tracciando i Possessed. In buona sostanza, come avrebbe detto il buon avvocato D'Agata di Johnny Stecchino, i due album possiedono molte caratteristiche in comune. Anche qui, infatti, troviamo una scaletta ancora molto solidamente ancorata al thrash, anche qui una vocalità sulfurea che era ancora minoritaria all'epoca dei fatti ed una musica che con le sue sfuriate annunciava la nascita di quel figlio alienato chiamato death metal. Nonostante parecchi fattori condivisi, però, gli Slayer di Reign in Blood sono una band più conclamatamente thrash rispetto ai Possessed, eppure, questo album, vuoi per la durata, vuoi per i testi malatissimi caratteristici del gruppo, vuoi per una maggiore solidità generale del gruppo, risulta nella pratica più considerato dalla maggioranza e quindi, sempre nella stessa ottica, maggiormente importante rispetto al suo predecessore per ciò che riguarda gli effetti complessivi sul mondo heavy. Inoltre, gli Slayer potevano contare su fondamentali tecnici più importanti rispetto ai Possessed. Oltre ad Araya (a mio avviso comunque inferiore a Becerra se valutato in ottica prettamente death), la band di Los Angeles poteva contare su un King in piena forma, su un Hanneman la cui scomparsa ha lasciato oggi un gruppo monco sotto tutti i profili ed un Lombardo che non ha certo bisogno delle mie lodi. Una formazione in grado di inserire anche contenuti tecnici ed un relativo controllo sugli strumenti che, nella pratica, rendevano Reign in Blood molto più "virale" di Seven Churches. Reign in Blood era cattivo, esasperato, tagliente, difficile da manovrare per chi non aveva una naturale inclinazione verso un estremo ancora in parte inesistente, oltraggioso, punkeggiante a tratti, blasfemo rispetto al metal canonico ed allo stesso tempo thrash in senso tradizionale, per quanto tradizionale potesse essere considerato un genere all'epoca ancora giovanissimo, ma già capace di partorire una costola infame come questa, ancora senza nome. Anche in questo caso, le band ed i singoli musicisti influenzati da questo album sono letterealmente innumerevoli, ma quel che più conta è probabilmente il parallelismo che è possibile tracciare tra Seven Churches e Reign in Blood e tra i Possessed e gli Slayer, per capire molto anche di noi stessi.

IL REGNO E' DELLE SETTE CHIESE O DEL SANGUE?
Comunque la vogliate vedere, da questa piccola analisi possono essere tratte delle conclusioni e, soprattutto, può essere fatta una considerazione di carattere generale utilizzabile anche in chiave autocritica relativamente al nostro modo di fruire della musica. Il tutto tenendo presente che si tratta per forza di cose di una generalizzazione. Musicalmente parlando, sia Seven Churches che Reign in Blood devono essere posti senza ombra di dubbio tra i pilastri fondamentali del thrash estremizzato e del death primigenio, risultando imprescindibilli in tutti i sensi. Calendario alla mano, ed escludendo dalla discussione che deve vertere tra i due album in oggetto, altri dischi usciti prima dei quali abbiamo anche accennato in precedenza, i Possessed hanno pubblicato il loro album prima degli Slayer, ma questo vuol dire poco, essendo citabile anche Hell Awaits come lavoro vicino attitudinalmente a quello qui preso a titolo di esempio. Ciò che però rende Seven Churches un po' più importante rispetto a Reign in Blood relativamente al death, è una più marcata ricerca del distacco dal modello thrash tradizionale ed una vocalità più vicina a quella che poi sarebbe diventata lo standard del settore, non per nulla presa anche a modello da moltissimi. Seven Churches, inoltre, è più "crudo" del suo omologo slayeriano (certo, parliamo di due dischi pazzeschi anche da questo punto di vista, quindi si tratta di sfumature) anche come suono inteso come registrazione. Detto questo, però, cosciente di quanto questa affermazione possa essere discussa, è su un altro punto della questione che vorrei attirare la vostra attenzione, ossia su quello riguardante il diverso successo dei due lavori nel tempo. Che Reign in Blood sia molto, ma molto più noto di Seven Churches presso il grande pubblico è dato evidente e, in questo senso, la sua diffusione è da intendere quindi come più importante a livello di influenza globale proprio per un fatto numerico. Non va dimenticato poi che gli Slayer erano e sono una band notevolmente più popolare dei Possessed, anche perchè ancora attivi. Andando al pratico, quindi, il fatto che Reign in Blood (stratosferico, sia chiaro), sia molto più conosciuto di Seven Churches si spiega in parte col fatto che i Possessed produssero solo due dischi in studio, col secondo osteggiato dai più, mentre gli Slayer sono diventati negli anni un'icona estrema con una lunghissima serie di album alle spalle che, a prescindere dalla formazione attuale, è quasi sempre rimasta sulle stesse posizioni stilistiche, conferendo a Reign in Blood uno status derivato dall'enorme diffusione del benchmark del gruppo che lo ha inciso. Tutto questo ha un suo senso se diamo retta ai numeri ed alla normale differenza di popolarità presso la massa da parte dei due gruppi, ma molto meno se entriamo nel mondo dei veri appassionati di estremo come molti dei nostri lettori, i quali, di solito, non hanno alcuna difficoltà a riconoscere a Seven Churches un'importanza almeno pari a quella di Reign in Blood. Ed allora, mi domando, perchè un album come Seven Churches, così basilare e così riconosciuto per quello che è da parte di un'infinità di musicisti, ha ottenuto sulla nostra testata al momento in cui scrivo, la miseria di 2.417 letture in 17 mesi (media 143 circa al mese) contro le 56.700 di Reign in Blood (media oltre le 700 letture al mese)? Ed attenzione: non sono le 700 letture/mese del secondo a dover stupire, ma le sole 143 del primo, sia chiaro. Non sarà che la differente percezione del "peso" dei due lavori -lo ripeto ancora: è una generalizzazione- deriva anche dal nostro solito essere un po' metallari di facciata, pronti a sapere tutto di ciò di cui già si sa e poco propensi a scavare davvero il durissimo terreno musicale che abbiamo sotto i piedi alla ricerca dei gioielli meno in superficie? Non so. Quello che posso dirvi per certo è che se Reign in Blood è un mattone fondamentale della costruzione dell'edificio chiamato death, Seven Churches potrebbe esserne la chiave di volta e questo status non bisogna toglierglielo.



LexLutor
Sabato 13 Maggio 2017, 0.10.21
33
Comunque questi due album non li avrei mai accostati.
LexLutor
Sabato 13 Maggio 2017, 0.06.26
32
RIB. È suo lo scettro del regno di Satana. È magia nera che entra nella fitte maglie della tua immaginazione più profonda. È un mostro senza fine. Solo buio, violenza e sangue.
Silvia
Venerdì 12 Maggio 2017, 23.40.13
31
Reign in Blood tutta la vita!!!! Solo la presenza di Dave Lombardo sposta l'album su vette inimmaginabili! Riascoltate l'album x notare come trascini il gruppo perfettamente a tempo. Stupendo come rientra su Angel of Death dopo il pezzo di doppia cassa e come lo rinforza più tardi. Ho avuto la fortuna di sentirlo dal vivo ed è perfetto!!! Sicuramente i Possessed sono stati fondamentali x la scena, non discuto il loro valore storico, ma non li ho saputi capire o non mi piacevano. Inoltre trovo che i due album siano totalmente diversi
duke
Venerdì 12 Maggio 2017, 22.34.03
30
reign in blood e' troppo importante per l'evoluzione del metal estremo....i possessed sono un buon gruppo ma gli slayer sono il top!
MetallaroRosso
Giovedì 30 Giugno 2016, 13.42.05
29
secondo me questi due dischi hanno avuto la stessa importanza per la nascita del Death.
Ulvez
Lunedì 20 Luglio 2015, 14.22.56
28
comunque, a mio avviso Seven Churches ha avuo più importanza di Reign In Blood a livello underground, mentre RIB ha contribuito ad estremizzare l'ambito più puramente "mainstream". non per niente RIB è diventato il disco estremo per antonomasia (e lo si trova in qualunque negozio di dischi), mentre Seven Churches è decisamente più sconosciuto alla massa.
klostridiumtetani
Domenica 19 Luglio 2015, 20.13.46
27
Secondo me gli Slayer fino a Seasons in the Abyss sono stati praticamente perfetti! Per quanto riguarda Seven churches mi trovo d'accordo con quanto scritto da @Raven: fondamentale per il genere, anche se sinceramente, lo ascoltai all'epoca e da allora non l'ho più messo sul piatto... dovrei rispolverarlo...
metallo
Domenica 19 Luglio 2015, 14.27.32
26
Li amo entambi, con caratteristiche, che li rendono unici, imprescindibili.
Radamanthis
Domenica 19 Luglio 2015, 10.17.40
25
Reign in blood! Album freddo, glaciale, potente e tagliente come lama di rasoio.
gianmarco
Sabato 18 Luglio 2015, 18.25.14
24
anche a me piacciono tutti e 2 .
gianmarco
Sabato 18 Luglio 2015, 18.23.21
23
Reign In Blood , Anche se l'intro di The Exorcist è fantastiuca.
Arrraya
Sabato 18 Luglio 2015, 15.34.58
22
Reign in Blood è semplicemente la freschezza, la purezza, la forza e la determinazione di una scena in pieno sviluppo. Trascinante e iconico come pochi altri, che ha in piu, rispetto a "Seven Churches", il paraculissimo Rick Rubin.
lisablack
Sabato 18 Luglio 2015, 14.10.19
21
Il finale di Reign in blood è da infarto ! Quando da Postmortem parte quel massacro sonoro che sfocia nella title track, sono brividi! Stesso discorso per Il riff di The exorcist..niente da dire in più, capolavori.
freedom
Sabato 18 Luglio 2015, 12.52.00
20
Reign in Blood tutta la vita. La prima volta che misi la cassetta nello stereo rimasi letteralmente sconvolto dalla violenza emanata da quella musica...i riff, la batteria indiavolata, e la voce di Tom che qui secondo me raggiunge il top in quanto ad espressività, e i testi contorti ma non banali. Angel of Death è l'apocalisse in musica, un brano in cui messaggio e suoni trovano un equilibrio perfetto, un pezzo veramente riuscitissimo, epocale. Questo disco è un capolavoro assoluto della musica rock o metal che dir si voglia. Già Hell Awaits aveva fatto capire le intenzioni dei quattro, ma qui veramente sono riusciti a consegnare alla storia una perla di cattiveria che difficilmente credo verrà superata. Da qui in poi la mia sensazione è che la corsa verso l'estremo si sia spinta anche troppo oltre, con risultati non sempre degni di nota, dando vita ad un movimento che ha partorito altri capolavori sicuramente, ma anche tanta roba inutile. Ovviamente gli Slayer non hanno colpe ma meriti, facevano quello che dovevano fare e lo facevano dannatamente bene. Potremmo trovare decine di difetti ad un disco come RIB, ma dal mio punto di vista non li definirei nemmeno tali, in quanto parte integrante della rabbia primordiale e incontenibile che l'opera in sé vuole rappresentare. Ben vengano però le critiche a 360 gradi, non facciamo l'errore dell'altro articolo...
Vitadathrasher
Sabato 18 Luglio 2015, 12.31.28
19
Differente percezione? Uno è black, (voi dite death), e l'altro è thrash e il thrash vince sempre! In genere la velocità sostenuta, inibisce la parte melodica ma nonostante ciò il lavoro degli Slayer con la sua breve durata rende un concentrato di violenza e melodia, con testi mai banali riuscendo a rendere velata anche la bestemmia. I possessed ricalcando le orme dei venom e anche degli slayer, fanno un ottimo album estremo importante, ma semplicemente di appeal minore rispetto a raining. Poi se c'è qualcuno che preferisce il lavoro dei possessed a raining ben venga, io no!
SNEITNAM
Sabato 18 Luglio 2015, 10.33.18
18
Raga per favore stavo scherzando e penso lo si sia capito dal commento. Raven sbagli sempre: Sneitnam no Sneitam
Raven
Sabato 18 Luglio 2015, 10.21.20
17
Sneitam: la (presunta) semplicità non esclude affatto il capolavoro, ed il mondfo dell'arte è zeppo di esempi in tal senso. Molte operre possono essere estremamente semplici nella realizzazione, ma perchè risultato di una profondissima ricerca che porta infine ad un risultato dettato dall'estrema chiarezza delle idee maturate.
Raven
Sabato 18 Luglio 2015, 10.19.19
16
Ma che ne dite dell'aspetto relativo alla differente percezione dell'importanza dei due dischi?
lisablack
Sabato 18 Luglio 2015, 6.45.50
15
Credo di aver capito cosa vuoi dire, non penso siano banali..specialmente Reign con un brano come Angel of death, che tratta un argomento davvero "scottante"...capolavori si! Almeno per me..io sono molto di parte quando si parla di thrash o death.
SNEITNAM
Sabato 18 Luglio 2015, 2.00.23
14
Comunque ragazzi siccome sono una persona riflessiva mi e' venuto il pormi una domanda. Or dunque: Siamo sicuri che questi due album siano due capolavori? Non sono qua per scatenare polemiche di 200 commenti per tenere in vita l'argomento ma pensateci bene. Forse se ci sganciamo dal fatto che ci piace il Metal estremo potremmo trovare questi due album addirittura semplici, banali. Mio Dio come odio alle volte essere troppo riflessivo...
SNEITNAM
Venerdì 17 Luglio 2015, 23.23.47
13
Aldilà dell'interpretazione eccezionale che hanno avuto gli scandinavi di interpretare il Black Metal, il Black e il Death si sono sempre diversificati tra di loro per i testi. Reign in Blood sono 30 minuti di scuola dell'Arte estrema che andrà a far scuola sia nel Black che nel Death. Anche Seven Churches è servito esattamente come i primi Bathory, Sodom, Destruction e Kreator. E mettiamoci anche i Dark Angel a sto punto. Se io proprio dovessi catalogare i vari album per i testi e la musica sprigionata mi viene da dire che Seven Churches è a tutti gli effetti un album Black Metal. Darkness Descends e Reign in Blood un Black/Thrash. Il seme per far nascere il Death è partito da Buried Alive dei Venom. il primo album è Hell Awaits che racchiude Thrash/Black e Death Metal in un album solo. Il primo vero album Death Metal a tutti gli effetti per me non è Seven Churches ma Scream Bloody Gore. Questi due album sono fantastici, Reign in Blood ha fatto letteralmente scuola mentre la personalità dei Possessed ha fatto nascere uno dei più grandi capolavori Black Metal degli anni '80. Ma secondo me il merito per il primo album di solo Death Metal va a Chuck Schuldiner
jek
Venerdì 17 Luglio 2015, 21.01.31
12
Purtroppo ho il PC rotto e con l iphon è allucinante scrivere per cui mi limito a fare i complimenti a @Raven per lo splendido articolo e quotare @Vitadathrasher per il growl
Vitadathrasher
Venerdì 17 Luglio 2015, 12.20.21
11
......son gusti, secondo me il growl uniforma la voce ad uno standard, come nel black. Che ci vuoi fare sono cresciuto a heavy/thrash
Er Trucido
Venerdì 17 Luglio 2015, 11.24.22
10
"piatto calderone death/growl" vabbè...
Doomale
Venerdì 17 Luglio 2015, 11.24.11
9
Condivido anche io il giudizio qui sotto piu o meno....Per il resto questi sono due degli album che hanno di piu segnato la mia "formazione" Death - Thrash...insieme anche ad Hell awaits!...
Ulvez
Venerdì 17 Luglio 2015, 11.18.27
8
io condivido il giudizio di @lisablack nel considerare Reign In Blood un disco puramente thrash, a mio parere Hell Awaits si avvicina di più al death vero e proprio, ma è un parere personale. Seven Churches fondamentale, non è il mio preferito del genere ma è obbligatorio per ogni appassionato di death metal.
Vitadathrasher
Venerdì 17 Luglio 2015, 11.09.08
7
Io credo che quando siamo su queste sonorità, la vera differenza la fa il cantato: Gli Slayer sono sempre stati musicalmente molto crudi, ma ciò che gli ha distinti e tenuti sul sentiero thrash è la voce di Araya. Altrimenti sarebbero caduti e decaduti, a mio modo di vedere, in generi che non mi fanno impazzire. In molti osannano King, Lombardo, Hanneman. Ma una band non si distingue solo dai riff, ma anche dalla interpretazione vocale e grazie ad Araya la band non è caduta nel piatto calderone death/growl.
Full metal jacket
Venerdì 17 Luglio 2015, 10.17.34
6
Ci sono molte cose in cui mi ritrovo nell'articolo. Però la prima cosa a cui ho pensato quando ho visto Seven è stata Endless pain dei Kreator, volendo esagerare Power from hell degli Onslaught. Perché un anno di distanza allora con la scena in forte espansione voleva dire molto. Sono d'accordo sempre in quest'ottica che i Possessed restano un gradino avanti anche rispetto a questi gruppi, più flashadrenalinici, la voce di Becerra è molto vicina al futuro 'gore dei Death. Per Rib invece va considerato che, sempre nell 85 uscì il grande Dealing with it dei Dri, Lombardo fu il primo a patrocinarli e su Rib le influenze si sentono eccome. E' il disco 'definitivo' perché è già crossover - altro che l'omonimo sempre dei Dri- materia pirica thrash/Death bruciata in mezzora a velocità dell'hc, la somma perfetta delle parti
Macca
Venerdì 17 Luglio 2015, 10.02.09
5
Condivido. Che poi, magari sono state proprio la scena e la voglia di tornare a fare musica a dargli parte di quella forza, non credi?
raven
Venerdì 17 Luglio 2015, 9.54.36
4
Alla forza che ha avuto per tornare sulla scena
Macca
Venerdì 17 Luglio 2015, 9.49.07
3
Mamma mia che doppietta! Due dei miei album preferiti e due pietre miliari dei rispettivi generi: infatti io tendo a considerare RIB thrash e SC death, nonostante entrambi per caratteristiche sonore e stilistiche sconfinino in più di un'occasione nel giardino del vicino. Ma gli Slayer secondo me nonostante la cattiveria inumana sono sempre stati thrash, mentre i Possessed a mio avviso hanno dato vita al primo album death (seppur contaminato) della storia, certificato dal titolo del brano conclusivo. Scusa Raven, sulle lodi a Jeff Becerra ti riferisci alla disgrazia che gli è capitata o ad altro?
lisablack
Venerdì 17 Luglio 2015, 6.16.33
2
Due album che adoro alla follia, violentissimi come pochi. Proprio ieri riascoltavo Reign e lo considero un disco thrash, non death, malgrado la velocità e crudeltà dei brani. Discorso diverso invece per i Possessed..il loro bellissimo Seven churches apre le porte alla scena death. L'atmosfera sinistra, maligna, malsana, e la voce growl di Becerra faranno scuola a miriade di bands pure al black se si pensa alle croci rovesciate. Davvero due album fondamentali dell'estremismo musicale.
Psychosys
Giovedì 16 Luglio 2015, 23.36.39
1
Reign In Blood è l'inizio della musica estrema! Tagliati i ponti con la NWOBHM e l'heavy è uscito un gioiellino violentissimo. Riguardo a Seven Churces, posso dire che il Death non è il mio genere, ho provato ad ascoltarlo ma non mi ha aggradato più di tanto. Comunque la sua importanza non si discute. Ottimo articolo!
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