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I PROTAGONISTI - # 1 - Black Widow Records
21/07/2015 (2208 letture)
Non potevamo scegliere un inizio migliore per la nostra nuova rubrica I Protagonisti, che si occuperà in particolare di approfondire gli aspetti legati al mondo dell'industria discografica e non solo, portando la voce degli addetti ai lavori che quotidianamente cercando di portare avanti il verbo dell'hard rock e dell'heavy metal in un contesto difficile come quello italiano (e non solo in quello). Black Widow Records è senza dubbio uno degli esempi più lampanti nel nostro Paese di etichetta di appassionati per appassionati. Parliamo con uno dei soci, il fondatore Massimo Gasperini, incontrato durante i giorni della Fiera Internazionale della Musica di Genova e poi ritrovato subito dopo, per questa lunga e speriamo interessante chiacchierata sulla realtà dell'etichetta e del mondo discografico a 360°....

Lizard: Ciao Massimo, grazie per questa intervista! Cominciamo dalla fine, a qualche settimana di distanza dalla chiusura, come è andata questa edizione del FIM?
Massimo Gasperini: Ciao ragazzi, grazie per questa intervista che mi concedete. Per quanto riguarda il palco verde dove da 3 anni sono il direttore artistico possiamo dire che tutto è andato molto bene anche grazie ai miei collaboratori e direttori di palco Enrico, Paolo, Carlo e Pino senza dimenticare Francesco, Giulia e soprattutto Athos e Gianni Della Cioppa che sono stati i presentatori rispettivamente del PROG e del METAL. Abbiamo avuto 3 giorni con grandi band, grande musica, grande service di Riccardo Pelle, un bellissimo ed appassionato pubblico e tanto divertimento. Per il resto posso dirti che il 67 % di visitatori sono arrivati da fuori riempiendo tutti gli alberghi convenzionati col FIM, quindi ancora una volta si è dimostrato l’apatia e la scarsa propensione a partecipare da parte dei genovesi che sanno solo lamentarsi perché a Genova non si fa mai nulla però quando c’è un evento importante se ne stanno a casa a criticare davanti al televisore. Poi ci sono quelli che preferiscono andare in giro ad ubriacarsi e farsi delle canne… poverini mi fanno pena!

Lizard: State già pensando alla prossima edizione o ancora è davvero troppo presto per parlarne?
Massimo: In effetti è un po’ presto ma con Verdiano e Linda (I Direttori ed inventori del FIM) stiamo già pensando a nuove soluzioni, nuove possibilità oltre a modifiche e migliorie per la prossima edizione. Il FIM per tutti noi organizzatori è un SOGNO ed una missione per la musica, una missione che si pone molti obiettivi culturalmente importanti soprattutto per lo sviluppo della musica in generale, per il territorio e per i giovani. Il FIM vuole essere un punto d’incontro dove possono nascere importanti opportunità. Speriamo tutto ciò sia realizzabile.

Lizard: Quest’anno avete introdotto una innovazione nella formula, ospitando sul palco verde per due giorni gruppi principalmente di origine heavy/doom e hard rock, mentre per la domenica principalmente gruppi prog. E’ una formula che ha funzionato, la ripeterete anche in futuro?
Massimo: L’Hard rock e l’Heavy Metal meritavano di avere più spazio all’interno del FIM. Quando ho fatto questa proposta è stata subito accolta con interesse ed entusiasmo dalla direzione dl FIM e dai vari collaboratori. Io amo l’ HARD ROCK ed il migliore e puro HEAVY METAL, non mi piacciono invece le contaminazioni con altri stili troppo distanti dall’essenza del metallo pesante. Trovo che l’ HEAVY METAL ne sia uscito snaturato da queste contaminazioni assurde, sono invece convinto che la musica heavy debba ritrovare la sua vera personalità, la sua essenza e la sua grande qualità e forza espressiva. Sai a me piacciono i Black Sabbath, Led Zeppelin, Deep Purple, Blue Oyster Cult, Uriah Heep, Rainbow, Judas Priest, Saint Vitus, Pentagram, Cathedral, Molly Hatchet, Death SS, The Black, Candlemass, anche gli Iron Maiden, i migliori Kiss, i primi Manowar, Thin Lizzy, Free, Bad Company, Hawkwind …non mi piace il black metal e neanche il death ma vado pazzo per i lavori più progressivi degli Opeth.

Lizard: Quali sono state le difficoltà logistiche di gestire l’organizzazione del palco?
Massimo: Nessuna difficoltà!!! Col tempo ho saputo scegliere i collaboratori giusti con l’esperienza e la cultura giusta per tenere i problemi il più distante possibile. Tutto ha funzionato a meraviglia ed anzi abbiamo ricevuto i complimenti da parte di tutti anche dai direttori di altri palchi perché il nostro suono è stato di grande qualità così come tutti i gruppi che si sono esibiti sul palco Verde anche grazie al notevolissimo lavoro svolto del service di Riccardo Pelle.

Lizard: Nei giorni del FIM abbiamo avuto modo di conoscere e parlare con tanti e tanti professionisti del settore, oltre che con lettori e semplici curiosi. In Italia, le Fiere funzionano ancora come punto di riferimento e di movimento della scena, grazie a questo tipo di scambio?
Massimo: Noi facciamo le fiere italiane ed internazionali da almeno 25 anni e posso dire che queste sono un punto d’incontro essenziale per lo sviluppo e la vita della musica tutta. Poi se come succede per il FIM, c’è anche la possibilità di avere degli incontri ravvicinati con altri fans, collezionisti, produttori, organizzatori e grandi musicisti, la cosa assume un valore eccezionale che aiuta a fare esperienza, a crescere culturalmente e dona grande divertimento e soddisfazione. Questa è l’essenza della musica Rock in generale ed uno degli scopi primari del FIM ovvero portare l’internazionalità a Genova e portare Genova sempre più nel mondo. Vedi il nostro gruppo genovese Il Tempio delle Clessidre quando ha suonato in Korea ed USA, durante i loro richiestissimi bis, ha anche eseguito un pezzo che si chiama Boccadasse ottenendo un clamoroso successo…questo vuol dire portare Genova nel mondo!!!

Lizard: Seguite anche altri eventi, festival o Fiere presenziando direttamente? Ne seguite alcuni all’estero? Se sì, quali sono a tuo avviso le differenze tra i vari Paesi europei da questo punto di vista, se ce ne sono?
Massimo: Certo, noi siamo spesso presenti a festival e fiere internazionali all’estero, in Francia, Germania, Olanda, siamo stati in Svezia, anche in Giappone ed Usa. Non facciamo paragoni con l’estero è meglio, ne usciremmo distrutti. Ogni cosa all’estero funziona meglio specialmente nella musica rock.

Lizard: Come Black Widow Records, siete un punto di riferimento assoluto per prog/doom/musica anni ’70 e per l’intera scena italiana. Come vanno i vostri prodotti all’estero? C’è richiesta e interesse per le band italiane?
Massimo: Dopo i primi 5-6 anni nei quali abbiamo seminato e faticato ad imporci sul mercato italiano ed internazionale, oggi possiamo dire che la BWR è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo almeno per quanto riguarda il Rock Progressivo, il Doom, le ristampe anni 70 ed anche altri generi come lo Space Rock ed una certa psichedelia. L’interesse per le band italiane in certi paesi c’è sempre stato, vedi il Giappone per le nostre band progressive anni 70, ma possiamo dire che in generale ormai tutte le nostre produzioni fortunatamente hanno un buon seguito in Europa e nel mondo.

Lizard: Quali sono le band che state promuovendo che ottengono la maggiore attenzione fuori dai confini patri e quali invece rappresentano i best seller della vostra produzione?
Massimo: Tra le band nuove certamente i genovesi Il Tempio delle Clessidre hanno avuto un grosso impatto sul mercato internazionale tanto da essere invitati a suonare in Korea, USA, Francia … I loro due album ed anche il DVD hanno ricevuto recensioni entusiasmanti non solo in Giappone ma ovunque e credo che il meglio debba ancora venire per loro. Ultimamente i nordici Annot Rhul con l’album Leviathan hanno avuto ottimi consensi grazia al loro suono avvolgente e misterioso dai forti richiami Lovecraftiani. Molto bene stanno andando gli Spettri, fiorentini che sono rimasti nel cassetto per 40 anni ma oggi si sono scatenati con 2 album mostruosi tra Black Sabbath ed Uriah Heep con uno stile ed un suono però tipico del prog italiano anni 70. Ora stiamo lavorando con i Goblin Rebirth e con i Cherry Five che avete visto al FIM ma ci sono altre cose che stanno crescendo nell’ombra. Mi chiedi dei best sellers della nostra etichetta e non posso negare che le vendite dei grandissimi Pentagram, con i quali abbiamo fatto 4 album risvegliandoli da un sonno profondo, non le ha ottenute nessuno se non forse gli Jacula di Antonio Bartoccetti e Doris Norton con i loro primi due occultissimi capolavori. Poi i mitici Delirium, i Latte e Miele, L’ Impero delle Ombre. Presto usciremo con una band inglese fenomenale della quale non faccio ancora il nome. Comunque noi siamo soddisfatti in genere da tutte le nostre releases.

Lizard: Come scegliete i progetti in cui investire o le band da promuovere? Ricevete tante autocandidature o siete voi in primis a muovervi come talent scout?
Massimo: La musica ci gira intorno e noi facciamo parte di questo mondo meraviglioso e sterminato quindi capita di incontrarsi in un modo o nell’altro. Noi abbiamo gli occhi ben aperti e le orecchie sempre aperte e la stessa cosa fanno i musicisti che ci contattano. Riceviamo tantissime proposte, tantissimo materiale che ascoltiamo sempre con attenzione ma non possiamo negare che a volte ci capita di farci della sane risate nell’ascoltare cose improponibili. Spesso le segnalazioni ci arrivano anche da nostri amici e clienti, ad esempio il caro Enrico della Bloodrock ultimamente ci ha segnalato una band inglese incredibile che certamente produrremo a Settembre. Se una band ha le caratteristiche giuste per noi, la nostra attenzione, interesse e curiosità scattano immediatamente.

Lizard: Come mai, a suo tempo, avete fatto la scelta di aprire un’etichetta che avesse questa forte impronta e precisa nicchia di mercato? Passione, scelta in qualche modo oculata o pura pazzia?
Massimo: Passione e necessità. Se la passione è dentro te non ci puoi fare nulla e prima o poi dovrai seguirla. Io avevo un ottimo lavoro dove guadagnavo molto bene ma semplicemente il richiamo della musica ad un certo punto era diventato irresistibile quindi la passione diventa necessità di esprimere veramente quello che sei, ciò che realmente hai dentro. La scelta non è stata affatto difficile perché quella era la mia strada e l’ho presa senza particolari problemi e ne sono assolutamente soddisfatto così come lo sono i miei soci Pino, Alberto e Laura, che poi è mia moglie.

Lizard: Cosa può effettivamente aggiungere per un cliente/appassionato, recarsi in un negozio di dischi, invece che fare acquisti direttamente on line?
Massimo: Beh, le differenze sono enormi così come quando vai a comprare qualsiasi cosa in un negozio specializzato. La cultura e la conoscenza del settore fanno sempre una enorme differenza inoltre da noi si parla e si vive la musica veramente, non è un giochino e non siamo qui solo per vendere un prodotto ma per viverlo nel pieno e puro stile di vita ROCK. Da noi trovi anche libri, riviste, tutte le informazioni che vuoi, puoi ascoltare musica e scoprire ogni giorno cose nuove mai ascoltate prima. Inoltre è molto facile incontrare musicisti, produttori, giornalisti, pittori ed altri fans appassionati con i quali discutere di musica e di qualsiasi altra cosa interessante. Da non sottovalutare poi il fatto che da noi puoi immediatamente valutare il valore e le condizioni di ciò che intendi acquistare soprattutto se si tratta di un album raro e costoso e questo aspetto fa una differenza molto significativa. Quando si acquista via internet non si può mai avere la certezza della qualità soprattutto quando si tratta di dischi dove le condizioni della copertina e del vinile sono importantissime.

Lizard: Cosa puoi dirci del ritorno del vinile, piuttosto che addirittura delle musicassette? Puro collezionismo e quindi fenomeno di nicchia o vera e propria ribellione verso lo strapotere del CD e ancora di più, della diffusione di musica in formato digitale?
Massimo: Il vinile è tornato ma per noi non è mai morto. Noi ci abbiamo creduto sempre, stampavamo vinili anche quando non ci credeva più nessuno perché solo nel formato vinile c’è la vera essenza della musica ROCK. Non esiste un grande album senza una grande copertina… pensate ad In the Court of the Crimson King oppure al primo Black Sabbath ed ai primi dischi dei Led Zeppelin. Un capolavoro come In Rock dei Deep Purple sarebbe impensabile senza quella copertina… potrei fare mille esempi. Poi il suono, il calore del SUONO ROCK è riproducibile solo in vinile per le sue caratteristiche tecniche. Ciò non toglie che si possano e debbano acquistare anche certi CD, ma il vinile è un'altra dimensione sonora e culturale. Quando compri un vinile lo fai come se fosse per sempre. Poi magari lo rivendi qualche anno dopo ma quando lo hai comprato lo hai fatto come se fosse per sempre. Però più importante del formato è, e sarà sempre, la qualità del contenuto, cioè quello che voglio dire è che una canzone brutta, anche se registrata benissimo, resta una schifezza invece una grande canzone, anche se registrata malino, resta una meraviglia e questo voglio puntualizzarlo soprattutto per gli audiofili che a volte esagerano troppo con la perfezione del suono.

Lizard: A tuo avviso, è facile far capire alle persone il valore della musica e “dell’opera” che vive dietro alla creazione di un album, in un’epoca nella quale la musica si scarica brano per brano o addirittura a discografie intere, per poi rimanere stipata in un archivio digitale e magari neanche mai ascoltata o ascoltata distrattamente?
Massimo: Ah per noi è facilissimo. E’ anche questione di educazione ed intelligenza. Guarda che molti giovani questo l’hanno capito, almeno mi riferisco a quelli che vengono da noi, che incontriamo ai concerti ed alle fiere internazionali. Per la Generazione del Nulla che ancora continua a scaricare il nulla ed ad ammucchiare il nulla posso dire che resta il NULLA, peggio per loro. La musica è meglio ascoltarla attentamente sul giradischi perché questa è anche una forma di rispetto verso la musica stessa ed anche verso le vostre orecchie ed il vostro cervello credetemi. Il computer è importante per avere informazioni, che comunque vanno sempre sapute valutare perché nel mare di internet ci si può anche annegare così come è utile poter ascoltare ed anche scaricare qualche pezzo se questo serve a valutarlo e poi andare ad acquistare il prodotto originale che sia CD o vinile. In questo internet è utilissimo.

Lizard: Spesso le case discografiche sono viste quasi come una sorta di “nemico”, un male necessario, mentre l’industria discografica come il “male assoluto”, nemica di ogni espressione artistica e volta solo al raggiungimento del fine economico. Vuoi darci la tua versione dei fatti? Quale è a tuo avviso il ruolo delle case discografiche che non viene percepito da molti e che invece è assolutamente indispensabile?
Massimo: La musica non è in crisi anzi sta attraversando una fase di grande energia e creatività ma l’industria musicale è in piena crisi. Ciò è dovuto ad anni ed anni di sbagli enormi, scelte vergognose, miliardi spesi in anticultura investendo in merda allo stato puro. In questo la responsabilità va anche alle rivisite, alle radio, alle Tv, ai talent show, ai vari festival organizzati in maniera mafiosa da gente corrotta ed ignorante. Hanno ragione quelli che vedono nell’industria discografica un nemico ma la Black Widow è diversa, fa parte di un modo diverso, un mondo dove si crede ancora in certi valori e dove la cultura è al primo posto. Certo non possiamo produrre e distribuire tutto e tutti, anche noi operiamo le nostre scelte ma fortunatamente non siamo i soli. Ci sono altre etichette che sanno fare bene il loro lavoro come la BTF, Altrock, Lizard, Maracash, Bloodrock, Moonjune, Frontiers, Cuneiform ed altre ancora, non posso elencarle tutte. La qualità e la passione alla fine vincono sempre.

Lizard: Dal tuo punto di vista e chiudiamo sull’argomento, come va attualmente il mercato discografico e come andrà nel futuro?
Massimo: Non stiamo attraversando certo il nostro momento migliore ma dai non ci lamentiamo, stare nella musica tutto il giorno e tutti i giorni è un grande privilegio ed una fortuna che altri non hanno. Non è un lavoro facile, ci sono mille aspetti da seguire e tutti molto delicati ma noi lo facciamo con gioia e passione e se possiamo dare una mano a qualcuno che se lo merita non ci tiriamo mai indietro. IL FUTURO? Noi siamo abbastanza fiduciosi ma neanche così stupidi da non vedere cosa sta accadendo in tutto il mondo e soprattutto in Italia, un paese dove ogni cosa, anche la più semplice, sembra 1000 volte più complicata. C’è qualcuno, una forza giovane, che avrebbe già dimostrato di sapere cosa si dovrebbe fare per cambiare veramente le cose e lo hanno anche già dimostrato con i fatti… forse è ancora un po’ presto ma la strada è stata tracciata, speriamo sempre più ragazzi se ne accorgano … e non sto facendo politica…o forse un po' sì dai.

Lizard: Per una qualche ragione, il metal e perfino l’hard rock in Italia non è mai riuscito ad entrare nel grande giro. SI parla di mancanza di cultura, di mancanza di investimenti, di mancanza di professionalità nei vari settori e a qualunque livello. Qual è la tua opinione? Dove si crea il corto circuito?
Massimo: Le ragioni sono quelle che tu hai elencato ma aggiungici pure che la musica tutta in Italia non è ancora considerata come un vero lavoro, figurati per l’heavy metal. E’ un fatto culturale che nonostante gli sforzi fatti non è cambiato nel tempo. La musica è la forma artistica più elevata ma l’arte in Italia è sempre all’ultimo posto e soldi per lei non ce ne sono mai. Chissà perché????

Lizard: Bene, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e per averci voluti come ospiti per questa edizione della Fiera Internazionale della Musica a Genova. Ti lascio la parola, se vuoi aggiungere qualcosa o rivolgerti direttamente ai nostri lettori per lasciare un messaggio o un saluto.
Massimo: Sappiamo che la musica, attraverso le emozioni che scatena, esercita un fortissimo potere sull’ascoltatore, sia nel bene che nel male quindi sarebbe meglio pensare molto attentamente a quello che si vuole ascoltare. Ringrazio voi e tutti quelli che sono venuti al FIM e tutti quelli che ci seguono a Genova ed in Italia. Scriveteci attraverso il nostro sito internet e sui nostri vari facebook, diteci sempre le vostre impressioni e consigli. Ai musicisti dico di continuare a credere nella musica se realmente è quello che vogliono e si sentono di fare. Inviateci pure le vostre proposte e chissà che un giorno non si riesca a realizzare qualcosa di bello assieme. ROCK OK.



Si ringrazia Diego Trubia "Er Trucido" per l'indispensabile aiuto e coordinamento



enry
Sabato 25 Luglio 2015, 15.01.43
5
Io lo conosco di persona e confermo che sia lui che il suo socio sono persone che vivono per la musica e mi hanno dato ottimi consigli...meritano un post come si deve, quando mi aggiusteranno il pc lo farò, scrivere col cellulare e' una tortura per me
Er Trucido
Mercoledì 22 Luglio 2015, 20.29.40
4
Belle risposte le risposte di Massimo, chi lo conosce di persona sa che è proprio così.
Marco aggiustatore copertine ;-)
Mercoledì 22 Luglio 2015, 11.02.26
3
Grande Gasp non servono altre parole
Ulvez
Mercoledì 22 Luglio 2015, 10.12.11
2
anch'io ho apprezzato molto questa intervista, leggendola si capisce che nella musica la passione supera ogni ostacolo, anche l'ottusità del grosso mercato discografico e della massa. meno male che esistono ancora negozi ed etichette indipendenti, che vanno avanti per passone e non per soldi.
Full metal jacket
Mercoledì 22 Luglio 2015, 9.45.42
1
Per me i negozi di dischi sono come oasi nel deserto, sperando che non diventino miraggi. Non ho mai avuto nulla contro le etichette discografiche, anzi! Semmai per me il problema è stato l'establishment in senso un po' più allargato. Tipo creare nuove mode, oppure, come mi successe nel 1990, obbligare a passare al cd perché, con astuta mossa padronale, cominciarono a rilasciare le novità su vinile con due settimane di ritardo rispetto al cd, per favorirne ovviamente la diffusione. Bella intervista concordo su molti punti di vista
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