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DEVIN TOWNSEND PROJECT - Rockplanet, Pinarella di Cervia (RA), 17/07/2015
22/07/2015 (1772 letture)
ANDARE O NON ANDARE: QUESTO È IL PROBLEMA.

Casistica delle partecipazioni improvvisate a concerti:
1) "Ma sì, andiamo a vedere i Mortiferum Tremens Immortalium... Ho letto che suonano qua vicino e hanno preso voti fantastici su tutte le webzine del globo terracqueo. Spaccano sicuro! Non ho mai sentito un loro pezzo, ma vedrete che spaccano." Risultato: concerto di merda.
2) "Clarenzio (il mio amico che ascolta un sacco di band post-depressive death superfighe) mi ha consigliato di andare a sentire i Far From Earth Down to Ground alla Locanda del Mulo Impennato. Clarenzio sa quel che dice, sono sicuramente bravissimi. Non ho mai sentito un loro pezzo, ma vedrete che sono bravissimi." Risultato: concerto nefando.
3) "Mia zia Adalgisa doveva andare a vedere gli Iron Maiden con il club di canasta, ma alla fine non ci va più. Brunella, una sua amica, si è slogata tre vertebre facendo headbanging all'ultimo live degli Ensiferum. Mia zia adesso ha tre biglietti che non usa e li vende a metà prezzo. Io i Maiden li ho visti sedici volte negli anni '80 e stop; i loro ultimi dischi non mi piacciono, ma a metà prezzo secondo me ci dobbiamo andare, poi pare che siano ancora in forma. Dai, andiamo." Risultato: concerto putrido.
4) "Oh vez, stasera Devin Townsend suona a Cervia. 25 euro. Non ci sarà un cane. Sono tutti a Riccione a fare i tamarri estivi. Ce la godiamo. Band carica, birra a silos e piadina crudo e scquacquerone a seguire. Non fare il patacca." Risultato: reportage del concerto del Devin Townsend Project (con piadina crudo e squacquerone a seguire).

VENERDÌ 17: METALLO PELATO IN RIVIERA
Afosa serata estiva romagnola. È venerdì, inizia il weekend. Io e mio cugino -da veri fan della tipica serata da weekend estivo riminese- siamo in arrivo a Pinarella, amabile località dimenticata da tutto e da tutti a metà strada tra Cesenatico e Milano Marittima. Pinarella è l'unico posto al mondo in cui gli stupratori hanno paura di essere stuprati. Arriviamo presto e ne approfittiamo per una sosta al bar fuori dal locale. Sono le 21 e poco e l'apertura porte è prevista per le 21.30 e molto. Il bar è strapieno, di famiglie in abbuffamento e di gruppi di tipiche fighettine undicenni da entroterra romagnolo ("zao, sciono Sciamantha!"). Di metallari ce ne saranno una trentina, noi più o meno compresi. All'interno della macrocategoria metallica -com'è giusto aspettarsi da un concerto di quello psicopatico sonoro di Devin Townsend- individuiamo almeno dodici sottocategorie differenti (il nostro premio va al tizio con la t-shirt dei Russian Circles): si spazia dal simil sfattone che è stato portato al concerto al guinzaglio dal suo cane, al cavernicolo con la maglia dei Megadeth davanti e degli Slayer dietro. Dopo aver passato una mezzoretta buona a fissare Sciamantha, finalmente entriamo nel locale, che nel frattempo ha aperto i metallici battenti. Ancora non s'inizia e noi ne approfittiamo per trangugiare un‘altra birra e per martellare di foto i nostri amici e amiche che nel mentre si stanno preparando per andare al Peter Pan e/o alla Villa delle Rose.
Pare che dovesse esserci una band d'apertura, che però non c'è. C'è Ziltoid, invece. Le avventure del disagiatissimo e delirantissimo alieno caffeinomane ci tengono compagnia per una ventina di minuti, tempo nel quale il locale fa lo sforzo di provare a riempirsi un po'. Prima dell'attacco della prima nota della prima canzone io e il mio socio-cugino ci guardiamo intorno e ci diciamo, all'unisono: "Cento stronzi, come da pronostico".
3, 2, 1... Si parte! Gli astanti si pressano sotto al palco non appena la band di Devin nostro fa il proprio ingresso in scena e mentre Ziltoid scompare dentro un wormhole transdimensionale. Il buon Townsend occhi di bragia è evidentemente carico (e la sua pelata incredibilmente traslucida), nonché posseduto dal Demone del Metallo; la folla lo accoglie giubilante.
L'inizio della serata è affidato all'apocalittica Rejoice (opener del recente Z²: Sky Blue), perfetta per settare il mood malato, cazzone, postideologico e vagamente demenziale richiesto dal pelatone canadese. La band mostra subito di essere in formissima: l'impianto del locale un po' meno. Il muro di suono soverchiante messo in piedi da Townsend e dai suoi moschettieri, purtroppo, non è stato quasi mai, nel corso dell'intera serata, sostenuto a dovere dall'allestimento audio della location. I suoni hanno preso immediatamente a uscire schiacciati, ultracompressi, distorti. Le chitarre e il basso sono parse da subito difficilmente distinguibili, mentre la batteria ha fatto (fin troppo) la parte del leone per l'intero svolgimento del live (con conseguenti problemi di atomizzazione dei timpani per chi si trovava nelle prime file). L'atmosfera in ogni caso era nientemeno che fantastica: grande presenza vocale e fisica da parte del pubblico ed estrema vicinanza spirituale nei confronti della band (location piccola può significare difficoltà audio, ma significa sicuramente maggiore raccoglimento emotivo).
Detto di ciò, a tutto il resto ha pensato Zio Devin: performance vocale mostruosa (le uniche imprecisioni, curiosamente, sono giunte sui brani più "pop") crowdsurfing, fronte lucida e imperlata di sudore a disposizione di chiunque volesse tentare lo sfregamento portafortuna, tentativo (speriamo riuscito; a quanto abbiamo visto sì) di iniziazione di un bambino metallico presente in loco, fraseggi chitarristici spiritati suonati in mezzo al pubblico, battute a raffica sulla trasandatezza da musicista metallaro medio. Dal punto di vista prettamente energetico sono poche le band in grado di competere con il Devin Townsend Project.
La scaletta della serata si è rivelata a propria volta piuttosto eterogenea e completa. Il Project ha spaziato attraverso i decenni, eseguendo brani anche dal repertorio solista di Townsend. I generi contenuti in ogni composizione dell'artista canadese sono pressoché infiniti; un intero live della sua band contiene, né più né meno, musica per una ventina di generazioni di Ziltoidiani. I punti meno a fuoco dell'esibizione sono stati Night (che risente di tutto il peso dei suoi diciott'anni; a tratti pare quasi un brano dei Muse, il che non è necessariamente un male, ma con l'arrembanza del resto della scaletta c'azzeccava poco) e la conclusiva Christeen (troppo fiacca come brano da encore). La palma di momenti topici, invece, la conquistano March of the Poozers, Grace e Kingdom. La prima ha infiammato la venue trasformandola in una bolgia (con tanto di apparizione di pupazzetti di Ziltoid saltellanti); la seconda è un ottimo esempio di "Devin Townsend per il sociale"; la terza avrebbe probabilmente dovuto essere la conclusione del concerto. Kingdom è Townsend al top: istrionismo, potenza devastante, saliscendi ipnotici, alternanza tra cantato tenorile e scream, esplosioni melodiche sovrastrutturate di un'emotività abbagliante.

CONCLUSIONI: LA MUSICA E IL CIBO PER L'ANIMA
Devin il suo live se l'è portato a casa, in grande stile, con grande cuore e con grandi scream. Noi invece ci siamo visti uno dei migliori concerti improvvisati delle nostre vite. La tanto agognata piadina con crudo e scquacquerone, dedicata a Townsend e ai suoi, è stata la più che degna conclusione della serata (con conteggio-birre finale arrivato a…. a cranio).

SETLIST DEVIN TOWNSEND PROJECT
1. Rejoice
2. Night
3. Namaste
4. Deadhead
5. Supercrush!
6. March of the Poozers
7. A New Reign
8. More!
9. Ziltoid Goes Home
10. Bastard
11. Grace
12. Kingdom

---- ENCORE ----

13. Christeen



Zeffiro88
Venerdì 24 Luglio 2015, 19.51.10
4
Noi abbiamo avuto il culo di scambiare due parole con RVP (Ryan) in giro per Pinarella prima del concerto, ha confessato che l'anno scorso stava esplodendo perche' sul palco si soffocava dal caldo. Questo giro s'era portato il ventilatore preventivamente e difatti ha sfoderato una prestazione maiuscola.
gamba.
Giovedì 23 Luglio 2015, 17.13.33
3
squacquerone :3 comunque townsend ci fu pure un anno fa sempre a cervia, evidentemente s'è trovato bene
Cerberus
Giovedì 23 Luglio 2015, 14.43.15
2
ma come bella descrizione? Io questo non lo considero neanche un live report.
Mic
Giovedì 23 Luglio 2015, 14.25.12
1
Bella descrizione, ma da romagnolo ti dico che la piadina deve contenere crudo squacquerone e rucola
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