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PISTOIA BLUES - Piazza Duomo, 18/07/2015, Pistoia
26/07/2015 (1547 letture)
Sabato 18 luglio. La giornata è limpida e calda, di sicuro non quanto l’aria di Milano che ci siamo lasciati alle spalle per raggiungere Pistoia e il suo Blues Festival. Raggiungere Piazza del Duomo, attrezzata per il concerto di stasera, è un’esperienza quasi surreale; per la prima volta visito questi luoghi ricchi di cultura non come storica dell’arte, ma mescolandomi tra la folla di metallari che iniziano ad affollare gli spazi davanti al Duomo e al Battistero. L’atmosfera creata dal contrasto tra il palco, il pubblico e i monumenti è tanto incredibile quanto difficile da descrivere, di certo non replicabile ovunque.

INIZIA IL CONCERTO…
Arrivo davanti al palco qualche minuto dopo le sei e mezza, accolta dal suono graffiante dei Noise Pollution, che già hanno iniziato la loro esibizione, guidati dal frontman Ame; il gruppo bolognese ha infatti l’onore di aprire il weekend dedicato al metal del Pistoia Blues, riuscendo a coinvolgere con successo i primi arrivati.
Seguono poi i Runover, gruppo toscano che già avevo avuto modo di conoscere l’anno scorso all’unica data italiana degli Hellyeah, di cui ricordo, e da cui mi aspetto, una grande energia. Non rimango delusa, nonostante una scaletta breve; in particolare, come già successo in precedenza, mi colpisce lo stile del cantante Marco Biagioli, supportato con forza dal resto della band.
A ritmo serrato, proseguono i Rain, che in occasione di questa serata propongono il nuovo singolo intitolato Kite’n’Roll.
Chiudono infine questa sfilata di gruppi italiani, accompagnandoci fino all’arrivo dei Black Label Society, i J27. Il loro stile si allontana da quello delle band che li hanno preceduti, lasciando intravedere una chiara influenza dai Guns N’ Roses, percepibile in particolare in alcuni passaggi della chitarra solista, suonata da Massimiliano “Mamo”.

SETLIST NOISE POLLUTION
1. Gone Forever
2. Hole Inside Me
3. Breaking Down
4. Two Faced
5. Kill Your Fate


SETLIST RUNOVER
1. She
2. To Be This Way
3. Nowhere
4. On Your Knees (+Domination)


SETLIST RAIN
1. Love In The Back
2. Bang Bus
3. Mr. 2 Words
4. Kite’n’Roll
5. Only For The Rain Crew


SETLIST J27
1. Another Sense Of Me
2. Reflection
3. Dream Of A Lifetime
4. Love Is Like An Enemy
5. Vicious
6. America Dreaming



BLACK LABEL SOCIETY
La serata è iniziata nel migliore dei modi, con queste quattro band nostrane. Il sole è tramontato; mentre l’aria della sera rinfresca la piazza, la temperatura sul palco si scalda in attesa dell’arrivo dei Black Label Society. Dopo un veloce cambio palco, con la medesima puntualità che ha caratterizzato il susseguirsi dei musicisti fino a questo momento, Zakk Wylde e i suoi travolgono finalmente Pistoia con The Beginning… At Last. Nel corso del concerto, i Black Label Society si muovono in modo equilibrato tra brani che non possono mancare, come Bleed For Me, Suicide Messiah e The Blessed Hellride, ed altri tratti dall’ultimo Catacombs Of The Black Vatican.
Momento come sempre atteso è quello dell’assolo di chitarra, quando Zakk Wylde dimostra allo stesso tempo tutta la sua forza bruta e il suo controllo.
Non è la prima volta e nemmeno la seconda, che vedo i Black Label Society dal vivo; osservando Zakk Wylde che si avvicina alle tastiere, so già cosa aspettarmi. Eppure stasera, forse per merito dell’atmosfera di questa Piazza che si fa sempre più suggestiva mentre le luci del palco danzano tutt’attorno, o forse grazie al pubblico numeroso e partecipe, l’emozione e diversa. Il chitarrista americano, quando posa le sue mani sui tasti neri e bianchi, ha il potere di cambiare all’istante le nostre sensazioni, creando poesia a suo modo quasi dolce. Dopo una tale introduzione, arrivano le prime note di In This River, mentre le immagini di Dimebag Darrell coprono i muri di Marshall sul palco.
Una volta tornati al clima normalmente grezzo, un classico è anche la presentazione colorita eseguita da Zakk Wylde dei membri della band: John JD DeServio, Dario Lorina e Jeff Fabb. I Black Label Society ci lasciano infine con Stillborn.

SETLIST BLACK LABEL SOCIETY
1. The Beginning… At Last
2. Funeral Bell
3. Bleed For Me
4. Heart of Darkness
5. Suicide Messiah
6. My Dying Time
7. Damn the Flood
8. Guitar Solo
9. Godspeed Hell Bound
10. Angel of Mercy
11. In This River
12. The Blessed Hellride
13. Concrete Jungle
14. Stillborn



THE DARKNESS
Arrivati a questo punto del concerto, decidiamo di spostarci sugli spalti che sono stati distribuiti in fondo e ai lati della piazza; notiamo che questa sorta di migrazione è condivisa da molti altri fan della band, sottolineando in questo modo la scelta inusuale di accostare i Black Label Society e i The Darkness, che potrebbero essere headliner di concerti completamente diversi. In effetti, la serata è stata fino ad ora stilisticamente piuttosto compatta, mentre i The Darkness appartengono ad una zona musicale differente.
Una volta raggiunto il nostro posto a sedere, il gruppo britannico aggredisce la Piazza con Black Shuck ed un’energia travolgente ma molto differente da quella respirata fino ad ora, molto più colorata, complici di certo i vestiti lucidi e brillanti indossati dai membri della band. Justin Hawkins si rivela da subito uno showman abile ma anche un po’ folle; non manca di interagire spesso e in modo incredibilmente diretto con il pubblico che ha di fronte. Nel corso del tempo che passa come padrone del palco lo vediamo saltare, correre da una parte all’altra, eseguire quelli che sembrano esercizi ginnici, come mettersi in verticale, a testa in giù, e tenere il tempo con le gambe. Prima della conclusione si fa portare in spalle nel mezzo della Piazza gremita e, tornando sul palco, si dedica ad una mezza scalata delle torri laterali. Non si può negare che, con Justin Hawkins, non ci si annoia mai. Notevole è anche la sua esibizione dal punto di vista vocale; la sua voce e il suo timbro sono perfetti, senza mai una sbavatura, neanche sulle note più acute che da sempre contraddistinguono il suo stile. La scaletta che i The Darkness decidono di proporre contiene quasi integralmente il primo disco della band britannica, Permission To Land, accontentando i fan e stuzzicando le orecchie dei presenti in genere, con brani che almeno tutti abbiamo ascoltato una volta. Personalmente, ho atteso Love Is Only A Feeling e l’ascolto è stato estremamente soddisfacente.
Il concerto dei The Darkness si conclude con I Believe In A Thing Called Love e Love On Rocks With No Ice, e con la dimostrazione che, nonostante l’accostamento finale di generi diversi, la serata è stata un successo sotto ogni punto di vista.

SETLIST THE DARKNESS
1. Black Shuck
2. Open Fire
3. Growing on Me
4. Mudslide
5. Get Your Hands Off My Woman
6. Hammer and Tongs
7. One Way Ticket
8. Love Is Only A Feeling
9. Friday Night
10. Barbarian
11. Street Spirit (Fade Out) (Radiohead Cover)
12. Givin’ Up
13. Stuck In A Rut
14. I Believe In A Thing Called Love
15. Love on the Rocks With No Ice



IMMAGINI
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Poster dei Black Label Society per il concerto
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