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HELLOWEEN - La vita è più facile se ascolti gli Helloween!
27/07/2015 (2284 letture)
La storia del power ha un nome, semplice ed inconfondibile: quello degli Helloween, il leggendario gruppo tedesco che, in barba a tutti coloro che sognano la reunion della storica lineup, continua a sfornare album su album, trovandosi in una sorta di seconda giovinezza. Abbiamo dunque colto l’opportunità per fare due chiacchiere con il bassista storico della band, un cordiale e rilassato Markus Grosskopf.

Barry: Ciao e benvenuto su Metallized! Come stai?
Markus: Tutto ok, grazie!

Barry: Perfetto, allora possiamo iniziare: prima di tutto, sei ancora soddisfatto del vostro “non più ultimo album”, Straight out of Hell?
Markus: Sì, mi piace sempre tanto! Oltretutto, portandolo in giro per il mondo, i nostri fan hanno dimostrato di apprezzarlo parecchio, quindi è stato e sarà ancora divertente inserire in scaletta qualche brano da Straight out of Hell. E’ grandioso!

Barry: Sono io per primo fra i fan soddisfatti! Venendo ora al nuovo lavoro, come mai avete scelto questo titolo?
Markus: Semplicemente perché ci sembrava un titolo azzeccato! Quando ci siamo seduti assieme per parlarne ed ascoltare i brani abbiamo pensato che fosse ideale, che fosse squisitamente cool per un album metal; non si ricollega ad alcun particolare concept, ma ci piaceva davvero, quindi si è trattato di una decisione presa sull’onda dell’entusiasmo e molto veloce.

Barry: Una decisione facile, insomma…ascoltandolo, ho avuto l’impressione che sia un lavoro complessivamente meno pesante e meno oscuro, più hard rock se mi passi il termine, dei vostri ultimi album. Vorrei sapere se sei d’accordo con me e se avete specificamente ricercato questo tipo di sonorità più pulite all’atto della composizione dei brani.
Markus: Non saprei, in realtà! Noi componiamo essenzialmente ciò che ci viene in quel momento e cerchiamo sempre di fare del nostro meglio, senza però pensare se stiamo scrivendo brani più hard rock, più heavy o cose di questo genere. Quando scegliamo i brani che andranno a comporre la tracklist di un album, allo stesso modo, non pensiamo se siano più o meno pesanti del nostro precedente lavoro, scegliamo quelli che ci sembrano migliori! Poi il risultato può essere più o meno heavy, ma se proviamo buone sensazioni al riguardo non cambieremmo mai i suoi brani con altri, solo perché più rispondenti ad un determinato tipo di sound.

Barry: Capisco, un approccio istintivo insomma. Ogni volta che ascolto un vostro nuovo lavoro, resto stupito del fatto che tutti voi componiate canzoni, che non abbiate un vero e proprio compositore principale. Pensi che possa essere una delle chiavi del vostro successo e della vostra longevità?
Markus: Sicuramente sì, perché l’avere tanti compositori è di grande aiuto per ciascuno di noi: nessuno, nel nostro gruppo, si approccia ad un nuovo album con il peso della scrittura dei brani che ricade interamente su di lui, ma anzi sa che può contare sull’aiuto degli altri in ogni momento! E’ bello far parte di un team compositivo, perché ti permette di avere su un album brani scritti e quindi frutto delle influenze di più persone, il che lo rende sicuramente più variegato ed interessante. Ed anche divertente, in effetti!

Barry: Certamente! E come avete proceduto, quindi, per comporre I brani di questo nuovo lavoro?
Markus: Il nostro processo di scrittura ormai è consolidato: ciascuno butta giù idee e brani per proprio conto, poi ci vediamo tutti assieme e scegliamo cosa limare, dove intervenire e quali canzoni ci sembrano le migliori. My God-Given Right non fa differenza, è nato esattamente in questo modo, che è quello che funziona nel modo migliore almeno per noi.

Barry: Diciamo che ormai siete esperti! Una delle tracce dell’album si intitola Heroes…vorrei quindi chiederti chi sono al giorno d’oggi, per te, gli eroi
Markus: Tutti possono essere degli eroi, in qualche maniera: gli eroi cui facciamo riferimento nel brano, in particolare, sono quelli della vita quotidiana, quelle persone che guadagnano poco, che vivono in ristrettezze economiche, ma tirano avanti e lottano; quelle persone che provano a sopravvivere nella vita di tutti i giorni anche se non è facile, anche non avendo un lavoro o non riuscendo a trovarlo…anche quelli che aiutano le vecchiette ad attraversare la strada, ahah!

Barry: Ahah giusto! E magari, chissà, questo vostro nuovo album può essere la colonna sonora per queste persone!
Markus: Certamente! La vita è più facile se ascolti gli Helloween!

Barry: Ed allora continueremo a farlo! Se non vado errato, My God-Given Right è stato il primo con la Nuclear Blast da parecchi anni a questa parte. Cosa vi ha spinti a ritornare con loro?
Markus: Molto semplicemente, il nostro contratto con la Sony era scaduto e quindi ci siamo ritrovati liberi di decidere una nuova label per la pubblicazione dell’album: avremmo facilmente potuto restare con la Sony, ma i ragazzi della Nuclear Blast si sono sempre tenuti in contatto con noi nel corso degli anni, chiedendoci come ci andassero le cose, cosa avessimo in mente di realizzare e cose di questo genere…inoltre hanno sempre dimostrato di apprezzare molto la nostra musica e, essendo liberi da ogni vincolo contrattuale, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per tornare a casa! Voglio però precisare che non abbiamo scelto di non rinnovare il contratto con la Sony per questioni particolari o perché eravamo insoddisfatti di qualcosa: siamo rimasti in buoni rapporti con loro e ci siamo detti addio senza alcuna acrimonia.

Barry: Meglio così. Questo è anche il quinto album, se non sbaglio, con la collaborazione di Mats Ulmer alle tastiere. Possiamo dire che ormai lui sia una sorta di sesto membro degli Helloween?
Markus: Perché no! Devi sapere che personalmente scrivo sempre le mie canzoni senza includere tastiere, perché non so suonarle e me ne uscirei sicuramente fuori con qualcosa di noioso! Avere Mats con noi, quindi, ci permette di scrivere i brani per conto nostro e poi di rivolgerci a lui affinché inserisca qualche passaggio di tastiere che renda le nostre composizioni più intriganti e di effetto! Se dovessi farlo io, sprecherei il mio tempo scrivendo parti inutilmente pompose!

Barry: Meglio averlo, insomma! Negli ultimi anni sembrate più prolifici che mai e, cosa ancor più importante, sembrate divertirvi più che mai, come se steste vivendo una seconda giovinezza. Qua è il vostro segreto?
Markus: Ahah è possibile! Devo dire che non mi faccio mai molti problemi riguardo agli anni che passano, cerco di essere sempre lo stesso almeno in ambito musicale! Quanto al divertirsi, devi sapere che ad esempio suonare dal vivo è sempre un’emozione particolare, che si ricollega poi a cosa provi per primo tu quando sei un palco. Molte cose sono cambiate negli anni, siamo passati dalle musicassette ai CD, per poi passare agli mp3, ma l’emozione del suonare su un palco è qualcosa che non cambia mai, è un’emozione fortissima che ci spinge sempre a dare il massimo e migliorarci in ogni ambito della nostra vita da musicisti.

Barry: Il che è molto bella come cosa; visto che abbiamo parlato del tempo che passa, ormai siete sulla scena da trent’anni, quanto senti di esser cambiato come persona e come musicista?
Markus: Come musicista, spero di esser migliorato col tempo eheh! Ma, del resto, penso sia normale per ogni musicista che suoni per un numero così lungo di anni. Come persona, man mano che gli anni passano è chiaro che aumentano i problemi, perché aumentano le cose con cui devi relazionarti e, spesso, molte di queste non vanno esattamente nel modo che avevi pensato. Chiaramente, anche il tuo modo di relazionarti alle cose cambia molto nel corso degli anni, non le affronterai mai con lo stesso spirito di quanto avevi vent’anni! Indirettamente, poi, tutto questo si riflette anche sulla tua vita artistica, perché in quanto musicista hai la possibilità -il privilegio, se vogliamo- di poter tirar fuori tutto ciò che ti frulla in testa e trasporlo in musica! In sostanza, il Markus di oggi è semplicemente un tipo che vede le cose, come è naturale, in modo diverso da come le vedeva tempo fa, in modo quindi più calmo e razionale.

Barry: Perfetto…una bella risposta, grazie mille! Gli Helloween sono sicuramente una delle più importanti band metal in circolazione: cosa si prova ad essere fonte di ispirazione per moltissimi artisti?
Markus: Beh, è sicuramente qualcosa che ci rende orgogliosi! E’ bello poter ispirare giovani band a far musica…o anche a non farla, chissà! Ahah! E’ sicuramente una gran cosa sapere che, grazie a te, altri ragazzi trovano l’ispirazione per uscir fuori dalla cantina, suonare e produrre dischi.

Barry: E cosa mi puoi dire, invece, delle tue influenze come bassista?
Markus: Da giovane, inizialmente, ascoltavo parecchio punk, ma anche artisti classici come Black Sabbath e Michael Schenker; come bassista, naturalmente, Geezer Butler è stato un’influenza fondamentale con quei suoi infernali licks di basso dei lavori anni 70, ma anche i primi lavori degli Iron Maiden sono stati importanti, per via di Steve Harris; sono bassisti dalla visione artistica particolare ed ampia, che non si limitano certo a ricalcare la chitarra ritmica, insomma! Più avanti nel tempo sono diventato anche grande fan di John Entwistle dei The Who, che ha un modo di suonare molto particolare, che adoro.

Barry: Belle influenze, decisamente! Avremo mai un nuovo album dei Bassinvaders?
Markus: Non saprei, è passato parecchio tempo dal primo e mi servirebbe molto per realizzarne uno nuovo! Magari in futuro ci sarà, ma al momento sono totalmente coinvolto nella promozione di My God-Given Right e, in generale, con gli Helloween; registrare un album da solo, di quel tipo poi, è un lavoro non semplice e non ne avrei materialmente il tempo. Però, chissà! Hellbassbeaters è stata davvero una bella esperienza, mi ha permesso di suonare assieme a tanti amici e di divertirmi molto!

Barry: Speriamo tu possa trovare il tempo in futuro, il primo mi è piaciuto davvero molto! Che tipo di bassi preferisci suonare?
Markus: Da qualche anno ho iniziato ad utilizzare bassi Sandberg, strumenti prodotti da una casa tedesca molto cortese e professionale, che per di più sono facili da suonare e rendono alla grande dal vivo. Naturalmente ho poi ancora i miei vecchi Fender Precision e Fender Jazz, ma al momento, sia in studio che sul palco, preferisco suonare i Sandberg.

Barry: Buon sound e facili da suonare…il massimo direi! Ed avremo l’occasione di vederti suonare i tuoi Sandberg dal vivo qui in Italia, per promuovere il vostro nuovo album?
Markus: A breve (l’intervista è di metà giugno, ndr) suoneremo all’Alpen Flair Festival, ma il vero e proprio tour promozionale per My God-Given Right non partirà prima di inizio 2016; torneremo sicuramente dalle vostre parti, ma al momento ancora non abbiamo nulla di ufficiale!

Barry: Perfetto, restiamo in attesa allora! Le mie domande sono terminate, grazie mille per questa interessante intervista!
Markus: Grazie a te, è stato un piacere per me! Ci vediamo presto dalle vostre parti!



xXx
Venerdì 7 Agosto 2015, 13.49.59
11
leggo solo ora l'intervista. come già detto sotto nn un granchè, il buon barry ne ha fatte di igliori ma magari markus era un pò cazzuto. quotone al post 4 di pankiller...mi ha fatto morire dal ridere! ma la domanda migliore sarebbe: quando cazzo fate tornare kiske al posto di deris??? questa si!!!!!!!!
Radamanthis
Giovedì 6 Agosto 2015, 20.05.05
10
Assolutamente, adoro il progetto Ayreon e reputo Universal migratior 2 il loro capitolo migliore, quindi!!!! Detto ciò apprezzo di più le collaborazioni fatte da Kiske rispetto a quelle di Deris, apprezzo di più i dischi con le zucche di Kiske rispetto a quelli di Deris...sarà forse perchè apprezzo di più Kiske che Deris...ahahahah! A parte ciò Deris è un buon cantante, migliorato negli anni e comunque canta nella mia band preferita. Poi Kiske è Kiske.......GOD!
Ludwig
Giovedì 6 Agosto 2015, 17.25.34
9
D'accordo, ma Ayreon non mi sembra meno rilevante o meno pubblicizzato di Avantasia. Lo è forse per chi ascolta solo power... Nello stesso album poi tra gli altri ospiti c'erano Dickinson, Kotipelto, Lione, Allen...mica Renato e gli Amici...
Radamanthis
Giovedì 6 Agosto 2015, 12.47.16
8
La partecipazione di Deris nel disco Soundchaser dei Rage (canzone Wake the nightmare, bellissima tra l'altro...) è semplicemente dovuta al fatto che i Rage registrarono quel disco nei Mi sueno studios di Deris a Tenerife e per accordi ci fu la partecipazione di Andi nel ritornello della canzone (tra l'altro come backing voice...).
Ludwig
Giovedì 6 Agosto 2015, 10.46.21
7
Deris ha partecipato come ospite anche su dischi di Ayreon e Rage (che con tutto il rispetto per Kiske/Simmerville, mi sembrano un tantino più rilevanti)
Painkiller
Martedì 28 Luglio 2015, 22.18.27
6
Ah ah, Claudio hai ragione, ovviamente mi riferivo a progetti più pubblicizzati come Avantasia e kiske/Somerville! E riprendevo un pochino i soliti discorsi sull'ugola di Deris che amche su questo sito è stato definito "Cornacchione ☺
Claudio
Martedì 28 Luglio 2015, 13.58.08
5
Painkiller cmq sei un po disinformato perchè Andi ha fatto anche lui un po di ospitate tipo l'ultima con i wolffpack dove c'è ospite pure Kiske
Painkiller
Lunedì 27 Luglio 2015, 22.23.36
4
Anche a me sembra un pochino povera sta intervista, ma prova te a cavar fuori qualcosa da un musicista scazzato! O forse scrivo cosi per invidia e perché avrei mille domande da fare? Tipo...il mio primo concerto è stato il monster con Iron ed helloween....possibilità di rivedervi insieme? Oppure...com'è che tutti collaborano con tutti e deris non lo vuole nessuno come ospite? Azz...questa è cattiva...allora vediamo...ah si! A quando um tour dedicato ai tre keeper? (e d'altra parte il tre ce lo dobbiamo beccare). Scherzi a parte un tour coi maiden mi piacerebbe molto. E poi ad Andi (stavolta sono serio) gli chiederei: molti cantanti quando sostituiscono un altro si rifiutano di cantare i pezzi di chi li ha preceduti. Lui (Andi) come la pensa al riguardo? Agli inizi con le zucche cantava anche pezzi di pink bubbles (se non cantava i pezzi dei keepers i fans si sarebbero lamentati ma con bubbles e chameleon forse no), lo rifarebbe/rifarà? Perché al di la dei gusti, il ragazzo ha dimostrato di aver imparato a ben adattare i vecchi pezzi alla sua ugola. E per fare un paragone, preferisco molto di piu i pezzi di kiske cantati da deris di quelli di halford cantati da owens. Owens ha una voce pazzesca ma non ha capacità interpretativa, quella che Andi possiede eccome.
angus71
Lunedì 27 Luglio 2015, 14.40.02
3
tralatro visti a Barcellona dopo decenni (l'ultima ad un monster of rock) e mi sono comunque piaciuti.
Barry
Lunedì 27 Luglio 2015, 13.13.24
2
Non ne sono soddisfattissimo io per primo in realtà a mia parziale discolpa posso dirti che Markus era cordiale ma non particolarmente loquace, come forse si nota in alcune risposte. Spero te ne piacerà un'altra che ho in serbo o quelle dei miei colleghi altrettanto se non più bravi
Radamanthis
Lunedì 27 Luglio 2015, 12.50.08
1
Sono solito ad essere molto sincero con i redattori di Metallized complimentandomi con loro per interviste, recensioni e quant'altro. Da fan degli Helloween sta volta dico che l'intervista a Markus non è stata un granchè e mi spiace di ciò anche perchè a farla è uno dei miei redattori preferiti. Non volermene Barry, esprimo solo un pensiero e a volte, una critica ci può stare. Intervista abbastanza scontata, tutto qui. Un saluto
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