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I PROTAGONISTI - # 3 - Punishment 18 Records
21/08/2015 (1844 letture)
Fondare una nuova etichetta che si occupi di metal è come decidere coscientemente di tuffarsi in una vasca sempre più piccola, colma di squali più grossi di te. Eppure, c'è chi ha fatto questa scelta, andando a privilegiare una nicchia nella nicchia. E' così che nasce Punishment 18 Records, etichetta fondata da Corrado Breno, che si occupa prevalentemente di gruppi thrash e/o death. Un marchio che negli anni si è fatto strada, raccontando una bella storia di passione e lavoro, sempre con lo sguardo verso il futuro. Incontriamo Corrado nei primi di giugno e con lui andiamo ad affrontare una bella chiacchierata sulla realtà della sua etichetta e del mercato discografico odierno, in Italia e all'estero....

Lizard: Ciao Corrado, grazie per questa intervista! Cominciamo dalla fine: immagino che come ogni anno tu stia per partire per l'Hellfest con il banco della Punishment 18, come è nata questa collaborazione?
Corrado: Ciao Saverio, grazie a te per l'opportunità che mi offri con questa intervista. Riguardo alla domanda che mi hai appena posto, ti confesso che dapprima ho iniziato a frequentare eventi, concerti e festival da avventore appassionato del genere. Quando dieci anni fa ho iniziato l'avventura dell'etichetta facendo nascere la Punishment 18 Records ed iniziando a vendere dischi ho pensato che mi sarebbe piaciuto provare a vivere l'atmosfera di questi speciali eventi anche sotto la prospettiva di chi contribuisce a renderli tali. Così ho scelto di provare a partecipare all'Hellfest nel 2008. Nonostante sia a volte molto duro organizzare, prima, e partecipare, poi, a tali eventi, la soddisfazione compensa la fatica.

Lizard: A maggio abbiamo partecipato alla Fiera Internazionale della Musica a Genova. In Italia, le Fiere funzionano ancora come punto di riferimento e di movimento della scena, grazie allo scambio e alla conoscenza che si generano in questo tipo di eventi?
Corrado: Sicuramente le fiere od altri eventi del genere sono un'ottima occasione per conoscere e farsi conoscere, scambiare idee ed opinioni, raggiungere, come nel caso del sottoscritto, un pubblico, interessato al genere Metal, proveniente da diverse zone d'Italia e del mondo. A mio modesto parere bisognerebbe coltivare ancora di più queste occasioni di incontro cercando di coinvolgere maggiormente il pubblico appassionato.

Lizard: Seguite anche altri eventi, festival o Fiere presenziando direttamente? Quali sono a tuo avviso le differenze tra i vari Paesi europei da questo punto di vista, se ce ne sono?
Corrado: Ho la fortuna di poter partecipare spesso a fiere, ma anche a concerti in Italia ed all'estero. La sostanziale differenza è che all'estero il pubblico ha una mentalità più aperta a questo genere e quindi una cultura più ampia. L'atmosfera che si respira all'estero durante questi eventi è festosa; il Metal è maggiormente sentito che in Italia. In Italia, invece, sembra tutto più difficile, dall'organizzazione alla partecipazione.

Lizard: Come Punishment 18, siete ormai un punto di riferimento per la scena italiana e non solo. Come vanno i vostri prodotti all’estero? C’è richiesta e interesse per le band italiane? Avete accordi di distribuzione internazionali?
Corrado: Siamo molto soddisfatti per l'interesse che all'estero destano le nostre produzioni. Il panorama Metal, si sa, sembra più florido fuori dai confini italiani. La nostra etichetta produce band italiane e straniere, ed alcune di esse hanno già un buon seguito nei loro paesi. Inoltre l'etichetta collabora con numerosi distributori ed altre etichette estere in tutto il mondo, attraverso le quali si riesce a dare voce anche alla scena italiana underground.

Lizard: Come scegliete i progetti in cui investire o le band da promuovere? Ricevete tante autocandidature o siete voi in primis a muovervi come talent scout?
Corrado: Arrivano numerose autocandidature, e questo è certamente segno del buon lavoro che l'etichetta svolge con le proprie Band. Se le Band sono contente del lavoro svolto per la produzione e la distribuzione degli album, questo è per me motivo di grande soddisfazione. Non mancano le occasioni di ascoltare inediti e quindi di avvicinarsi personalmente e contattare qualche band musicalmente e tecnicamente interessante.

Lizard: Quali sono le band che state promuovendo che ottengono la maggiore attenzione fuori dai confini patri e quali invece rappresentano i best seller della vostra produzione?
Corrado: Sono sinceramente soddisfatto dei risultati ottenuti con la maggior parte delle band da noi prodotte; alcune hanno avuto un seguito immediato, per altre ci è voluto un po' più di tempo, ma nel complesso sono band che hanno tutte dimostrato il loro valore, partecipando talvolta anche ad apparizioni on tour. Tra queste mi sento di citare i greci Chronosphere che hanno destato interesse anche in Giappone ottenendo la stampa giapponese del loro album; tra le più recenti anche gli italiani Alkoholizer, i Running Death dalla Germania ed i polacchi Raging Death. Senza dimenticare di menzionare i torinesi Ultra-Violence: sono molto orgoglioso di aver prodotto gli esordi di una band per la quale ha dimostrato interessamento una grossa label. Auguro ai ragazzi davvero il meglio.

Lizard: Come mai, a suo tempo, avete fatto la scelta di aprire un’etichetta che avesse questa forte impronta e precisa nicchia di mercato? Passione, scelta in qualche modo oculata o pura pazzia?
Corrado: Sarò sincero... a muovere quest'idea è stata innanzitutto la passione, viscerale, forte e profonda per questo genere musicale. A ciò si è aggiunta una buona dose di pazzia, perché in Italia non è facile affermarsi attraverso un lavoro che, anche se estremamente affascinante, spesso presenta numerose difficoltà.

Lizard: Come è cambiata la fidelizzazione del cliente, il tipo di rapporto con gli utenti? Ad esempio, anni fa si sapeva che scegliendo gli album di una certa etichetta, avremmo trovato un certo di prodotto, perfino di suono, dato che molte etichette disponevano di studi propri e di produttori “di casa”, se non perfino di session men fidati chiamati a dare quel qualcosa in più agli album. Esiste ancora tutto ciò?
Corrado: Per quanto ci riguarda la Punishment 18 è nata dieci anni fa come label dedita a sonorità vicine al thrash Metal, stile che io preferisco su tutti ed al death metal. Da allora ho sempre cercato di mantenere quest'impronta per dare alla label una precisa identità. Credo sia un aspetto importante questo, che aiuta anche le band nella scelta delle label cui autocandidarsi per essere prodotte. Ho inoltre sempre cercato di consigliare al meglio le nostre band anche nella scelta degli artisti che poi firmavano e firmano le loro copertine, come di circondarmi di professionisti che curano i particolari grafici delle edizioni. Tutto ciò per mantenere intatta una certa identità ed offrire agli affezionati del genere qualcosa che li soddisfi a pieno.

Lizard: Cosa puoi dirci da un punto di vista di mercato, del ritorno del vinile, piuttosto che addirittura delle musicassette? Puro collezionismo e quindi fenomeno di nicchia o vera e propria ribellione verso lo strapotere del CD e della musica in formato digitale? State curando delle edizioni in vinile?
Corrado: Credo che il collezionista vero apprezzi senza dubbio il supporto in vinile. Noi ci stiamo muovendo ora per cercare dei partner con i quali stampare anche le versioni in vinile di alcune nostre produzioni, ovviamente per dare un valore aggiunto al prodotto ma soprattutto alle band.

Lizard: A tuo avviso, è facile far capire alle persone il valore della musica e “dell’opera” che vive dietro alla creazione di un album, in un’epoca nella quale la musica si scarica brano per brano o addirittura a discografie intere, per poi rimanere stipata in un archivio digitale e magari neanche mai ascoltata o ascoltata distrattamente?
Corrado: Il genere di musica con cui lavoriamo è assolutamente un genere che si apprezza anche per quanto rappresenta il supporto fisico stesso. Pertanto coloro che amano, per nostra fortuna, comprare dischi, credo apprezzino proprio il valore di tutto quanto precede la realizzazione di un album e ne segue la produzione. Noi abbiamo modo di ascoltare le versioni demo dei pezzi, vedere spesso crescere, modificarsi, perfezionarsi gli artwork e le parti grafiche. È estremamente emozionante seguire il work in progress di un disco, ma soprattutto è emozionante ogni volta che si prende in mano la prima copia di una nostra produzione. Cerco di trasmettere la mia passione e l'emozione che provo anche ai miei clienti.

Lizard: Spesso le case discografiche sono viste quasi come una sorta di "nemico", un male necessario, mentre l’industria discografica come il "male assoluto", nemica di ogni espressione artistica e volta solo al raggiungimento del fine economico. Vuoi darci la tua versione dei fatti? Quale è a tuo avviso il ruolo delle case discografiche che non viene percepito da molti e che invece è assolutamente indispensabile?
Corrado: Noi siamo sempre disponibili a confrontarci con le band sul lavoro svolto dopo l'uscita di un album, ma ancor prima su come gestire nel miglior modo possibile la distribuzione della singola produzione. Anche il lavoro che segue il momento della realizzazione dell'album è assolutamente intenso. Bisogna cercare di sfruttare i canali migliori per ottimizzare la distribuzione degli album. Le label svolgono un duro lavoro prima e dopo l'uscita delle proprie produzioni. Bisognerebbe cercare di trasmettere la positività di questo ruolo. Il fatto che poi band riconfermino la volontà di lavorare ancora con noi significa che questo lavoro è apprezzabile ed apprezzato.

Lizard: Dal tuo punto di vista e chiudiamo sull’argomento, come va attualmente il mercato discografico e come andrà nel futuro?
Corrado: Per il futuro non posso fare altro che essere positivo, altrimenti non troverei più i giusti stimoli per proseguire la mia attività di produzione e vendita di dischi. Attualmente il mercato propone realtà interessanti in continua crescita, soprattutto all'estero. Noi in Italia fatichiamo sempre un po' di più, ma teniamo duro e cerchiamo di proporre novità interessanti per il mercato internazionale.

Lizard: Attraverso la tua esperienza sul campo, hai sicuramente un punto di vista privilegiato sulla scena italiana: come vedi la situazione attuale? Vale ancora la pena investire in una metal band, specialmente nel nostro Paese?
Corrado: Mi riallaccio a quanto appena detto. Devo essere fiducioso! In Italia ci sono realtà interessanti che vale la pena di coltivare. Si fatica un po' di più che all'estero a creare loro un terreno fertile per farsi strada nel panorama underground, ma ogni giorno cerco di fare il mio lavoro con dedizione e passione per poter far crescere realtà giovani in cui credo.

Lizard: Per una qualche ragione, il Metal e perfino l’Hard Rock in Italia non è mai riuscito ad entrare nel grande giro. Si parla di mancanza di cultura, di mancanza di investimenti, di mancanza di professionalità nei vari settori e a qualunque livello. Qual è la tua opinione? Dove si crea il corto circuito?
Corrado: Eventi, fiere, concerti, momenti di aggregazione non mancano di certo anche in Italia. Purtroppo la mentalità italiana, rispetto all'estero, è sempre stata troppo chiusa nei confronti di questo genere musicale. Basta pensare a cosa propone anche la tv di oggi: difficilmente avrai occasione di vedere un concerto metal sui canali principali. Non penso manchi la professionalità negli addetti del mestiere, perché altrimenti non potrei continuare con passione a fare il lavoro che faccio. Meno pregiudizi e indifferenza nei confronti di questo genere musicale potrebbero essere un buon punto di partenza perché anche in Italia possa essere apprezzato al meglio.

Lizard: Bene, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato. Ti lascio la parola, se vuoi aggiungere qualcosa o rivolgerti direttamente ai nostri lettori per lasciare un messaggio o un saluto.
Corrado: Ti ringrazio ancora per l'opportunità concessami. Ovviamente saluto tutti i tuoi lettori affezionati e coloro che hanno seguito con interesse questa intervista. Ringrazio tutti i Metallers e li invito a supportarci ed a supportare la scena underground italiana e non. Continuate a seguirci numerosi sul nostro sito, su Facebook alla nostra pagina Punishment 18 Records.



Animae
Mercoledì 2 Settembre 2015, 8.16.25
3
Grande Corrado!
AL
Lunedì 24 Agosto 2015, 12.15.45
2
bella intervista. molto interessante. devo dire che sono molto buoni i gruppi della Punishment 18. tante realtà interessanti
Ulvez
Sabato 22 Agosto 2015, 19.03.11
1
leggo volentieri queste interviste, un po di ottimismo ci vuole ogni tanto
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