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I PROTAGONISTI - # 4 - Nadir Music / Buil2Kill
29/08/2015 (1466 letture)
Nata dall'esperienza e dalla voglia di rischiare di chi della musica ha deciso di fare una professione nonostante tutto, Nadir Music, con la gemella Buil2kill ha piano piano raggiunto una posizione di rilievo nel panorama metal nazionale e non solo. Dalle parole di Trevor Sadist emerge con chiarezza la voglia di esserci e guardare avanti, in un settore agonizzante ma al tempo stesso troppo affascinante per essere semplicemente abbandonato. A voi la lettura delle risposte che ha voluto rilasciarci....

Lizard: Ciao Trevor, grazie per questa intervista! Cominciamo dalla fine, a qualche mese di distanza dalla chiusura, come è andata questa edizione del Fiera Internazionale della Musica?
Trevor Sadist: Il FIM è stata una bella esperienza, è un evento che sta crescendo, anno dopo anno. Genova è una città difficile, nonostante tutto gli organizzatori sono "cocciuti" e cercano, facendo enormi sacrifici, di portare qualcosa di unico nella nostra città, da parte mia e nostra cerchiamo di aiutare loro, sposando la causa e promuovendo a dovere l’iniziativa. Oggi è sempre più difficile e quando si trovano persone motivate, passionali devono essere supportate, assolutamente.

Lizard: In questi giorni abbiamo avuto modo di conoscere e parlare con tanti e tanti professionisti del settore, oltre che con lettori e semplici curiosi. In Italia, le Fiere funzionano ancora come punto di riferimento e di movimento della scena, grazie a questo tipo di scambio?
Trevor Sadist: Dire cosa funziona oggi è una bella domanda, a mio modesto parere siamo saturi di tutto, forse l’offerta è maggiore della richiesta, ma le alternative sono poche o nessuna, indi per cui la strada da percorrere sembra essere questa, anche se, temo fortemente che azzerare tutto per qualche anno potrebbe avere senso. Le fiere sono un’esposizione, forse più per gli addetti ai lavori che per il pubblico, ancor oggi sono un buon biglietto da visita.

Lizard: Seguite anche altri eventi, festival o Fiere presenziando direttamente? Ne seguite alcuni all’estero? Se sì, quali sono a tuo avviso le differenze tra i vari Paesi europei da questo punto di vista, se ce ne sono?
Trevor Sadist: Il tempo a nostra disposizione non è molto, tra le attività di studio e Sadist, partecipare in prima persona agli eventi non è cosa che sempre ci riesce, nonostante tutto cerchiamo nei limiti delle nostre possibilità di presenziare il più possibile, quantomeno per scambiare quattro chiacchere con vecchi amici. Con Sadist abbiamo partecipato a diversi festival in Europa, Wacken Open Air, Hellfest, Brutal Assault, Metal Camp, giusto per fare qualche nome e purtroppo, devo dire che la differenza è netta, sarei bugiardo se affermassi il contrario, i servizi hanno maggior peso specifico all’estero, specie per le aree di merchandising e shop, a tal proposito rimasi positivamente colpito dall’organizzazione capillare all’Hellfest. Temo fortemente che non sia solo colpa degli organizzatori italiani ma di un discorso più ampio, culturale e sociale.

Lizard: Come Nadir Records/Buil2kill, siete ormai un punto di riferimento per la scena italiana. Come vanno i vostri prodotti all’estero? C’è richiesta e interesse per le band italiane? Avete accordi di distribuzione internazionali?
Trevor Sadist: Parto dal fondo, abbiamo accordi di distribuzione con partners sparsi per il mondo, che ci onorano della loro collaborazione, colossi della distribuzione discografica, nonostante questo conosciamo tutti molto bene il periodo, la discografia sta vivendo un momento di collasso, di staticità, oggi è sempre più difficile vendere dischi ed essere appetibili al pubblico, ma questo non dev’essere certo un alibi, anzi, proprio per questo motivo ogni band ha il dovere di essere motivata maggiormente nel realizzare qualcosa di unico, sia da un punto di vista musicale che di confezione.
Per quanto riguarda Nadir Music/Buil2Kill Records non possiamo lamentarci, abbiamo band che sono andate molto bene anche all’estero, per questo motivo crediamo nella promozione fuori dai nostri confini.

Lizard: Come scegliete i progetti in cui investire o le band da promuovere? Ricevete tante autocandidature o siete voi in primis a muovervi come talent scout?
Trevor Sadist: Nadir Music/Buil2Kill Records è una società, che nasce in primis dall’attività di studio recording, tante delle nostre band fanno un cammino con noi a 360°, partendo da un lavoro di take, editing, mixing & mastering, per poi passare a stampa e distribuzione worldwide, fisica e digitale e ancora promozione e ufficio stampa. Inutile dire che cerchiamo di tenere una buona qualità nel nostro roster, crediamo fortemente che alla lunga sia la migliore pubblicità. Riceviamo molte candidature, non c’è un identikit preciso, all’interno dell’Hard’n’Heavy abbiamo lavorato trasversalmente, da: band Death/Thrash a band Stoner/Sludge, da band Epic/Classic Metal a Sleazy Rock/Glam e via così.

Lizard: Quali sono le band che state promuovendo che ottengono la maggiore attenzione fuori dai confini patri e quali invece rappresentano i best seller della vostra produzione?
Trevor Sadist: Anzitutto ci tengo a precisare che abbiamo una grande fortuna, di cui non possiamo assolutamente fregiarci di nostro merito, lavoriamo con ottime band, ottimi musicisti, ma, che prima di tutto sono ottime persone. Il rapporto instaurato con tutte le nostre band è molto buono, Nadir Music/Buil2Kill è una grande famiglia, prima dell’aspetto lavorativo e commerciale cerchiamo di stringere rapporti umani importanti, lavorare nella musica vuol dire essere passionali, coinvolti al 100% nel lavoro e solo avendo dei buoni rapporti extra-lavorativi si riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Dire quali band hanno ottenuto maggiori consensi fuori dalla nostra penisola non è semplice, i risultati possono essere diversi, non solo per un discorso legato alla qualità della proposta, spesso il discorso è legato alla proposta artistica, abbiamo band quali Nerve o Black Propaganda che hanno ottenuto ottimi responsi nei paesi dell’Est, ad esempio, e poi i norvegesi Fatal Impact, i russi Psilocybe Larvae, tra le ultime produzioni invece stanno ottenendo giudizi esaltanti i dischi di Will'O'Wisp e Rustless.

Lizard: Come mai, a suo tempo, avete fatto la scelta di aprire un’etichetta che avesse questa forte impronta e precisa nicchia di mercato? Passione, scelta in qualche modo oculata o pura pazzia?
Trevor Sadist: Di pancia mi verrebbe da dire PAZZIA! A mente diciamo lucida credo che la scelta sia stata quasi obbligata, questo è il nostro mondo, dove gravitiamo da circa 30 anni, non potrei pensare alla mia vita senza il Metal, non la vedo proprio.

Lizard: Come è cambiata la fidelizzazione del cliente, il tipo di rapporto con gli utenti? Ad esempio, anni fa si sapeva che scegliendo gli album di una certa etichetta, avremmo trovato un certo tipo di prodotto, perfino di suono, dato che molte etichette disponevano di studi propri e di produttori “di casa”, se non perfino di session men fidati chiamati a dare quel qualcosa in più agli album. Esiste ancora tutto ciò?
Trevor Sadist: Fidelizzare il cliente vuol dire lavorare duro, offrire un buon prodotto, rispettare il lavoro altrui, il mondo è cambiato, ma le buone maniere degli anni dietro devono rimanere invariate.
Come detto pocanzi, Nadir Music S.R.L. nasce come Studio Recording, Tommy Talamanca oltre ad essere il chitarrista/tastierista dei Sadist è il produttore artistico della società e tutto quel che concerne la parte tecnica è roba sua, in tutti questi anni Tommy ha maturato grande esperienza ed ormai le sue produzioni hanno una forte identità, un vero e proprio marchio di fabbrica, band quali: Fatal Impact, Psilocybe Larvae, Arcanum Sanctum, Estampida, Ram-Zet e altre, provenienti da diverse parti del mondo hanno raggiunto Tommy in Italia, proprio per avere quel tipo di suono. Forse quel discorso nostalgico esiste ancora, non tutto è perduto.

Lizard: Cosa puoi dirci da un punto di vista di mercato, del ritorno del vinile, piuttosto che addirittura delle musicassette? Puro collezionismo e quindi fenomeno di nicchia o vera e propria ribellione verso lo strapotere del CD e della musica in formato digitale? State curando delle edizioni in vinile?
Trevor Sadist: La vita è una ruota, tutto è ciclico, ricordo molto bene i tempi del vinile, ho una collezione robusta di dischi, ricordo l’avvento del cd, la felicità della gente nell’ascoltare la perfezione di un cd, ma, come per magia qualche anno dopo ci siamo riscoperti amanti del vinile ed eccoci qui con il ritorno del supporto maggiorato. Devo essere sincero, sono un nostalgico e la cosa non può che farmi piacere, del resto leggere i testi o gustare una grafica su 33 giri è certamente un’altra cosa, e poi a dirla tutta il suono caldo della puntina ha sempre il suo perché.
Nicchia? Forse, una cosa è certa il nostro genere è costituito da veri amatori, collezionisti del supporto fisico, ciò è confermato dalla scarsa riuscita della vendita di musica in digitale, per questo motivo potrebbe essere che il vinile viva la sua seconda giovinezza, lo spero.

Lizard: A tuo avviso, è facile far capire alle persone il valore della musica e “dell’opera” che vive dietro alla creazione di un album, in un’epoca nella quale la musica si scarica brano per brano o addirittura a discografie intere, per poi rimanere stipata in un archivio digitale e magari neanche mai ascoltata o ascoltata distrattamente?
Trevor Sadist: : Realizzare un disco è un viaggio, una vera e propria opera, i veri appassionati, fruitori fedeli della musica sanno bene di cosa stiamo parlando, certo bisognerebbe cercare di educare anche le giovani leve, ma non dispero, c’è sempre tempo.
La musica in digitale è un altro discorso, non possiamo paragonare le due cose, un conto è sentire la musica, un altro è ascoltare la musica, lo stesso paragone possiamo farlo per i libri, l’ebook sarà anche comodo, ma il sapore di sfogliare la carta è sicuramente un altro.

Lizard: Spesso le case discografiche sono viste quasi come una sorta di “nemico”, un male necessario, mentre l’industria discografica come il “male assoluto”, nemica di ogni espressione artistica e volta solo al raggiungimento del fine economico. Vuoi darci la tua versione dei fatti? Quale è a tuo avviso il ruolo delle case discografiche che non viene percepito da molti e che invece è assolutamente indispensabile?
Trevor Sadist: In questa favola non c’è il cattivo, ci sono solamente persone che lavorano da ambo le parti. Ho la fortuna di fare il musicista e al tempo stesso il promoter, anche discografico, conosco bene i problemi degli uni e degli altri. Ho vissuto anni in cui i discografici finanziavano in toto l’operazione disco, questo non perché fossero più bravi umanamente o filantropi, il motivo era uno solo, i dischi si vendevano, oggi è tutto diverso, si fa sempre più fatica a vendere i dischi e proprio per questo le label non riescono più a finanziare i progetti musicali, per cercare di lavorare al meglio oggi, bisogna creare una sinergia tale tra label e band in cui il lavoro e gli sforzi di entrambi siano giustificati.

Lizard: Dal tuo punto di vista e chiudiamo sull’argomento, come va attualmente il mercato discografico e come andrà nel futuro?
Trevor Sadist: Il vero nemico è la saturazione, prima ancora del download. Siamo esausti, stanchi.
Anni fa la realizzazione di un nuovo album era il fiore all’occhiello del progetto band, oggi le band sembrano essere quasi costrette a realizzare un nuovo album, e questo per andare nuovamente on-stage, i ruoli si sono invertiti, questo sicuramente per un discorso economico.
Ma non disperiamo, la fortuna del nostro genere è che siamo tutt’oggi attenti al mercato discografico, sono certo che altri generi di musica siano al collasso, e già da diversi anni.

Lizard: Come musicista e attraverso Nadir Music, hai sicuramente un punto di vista privilegiato sulla scena italiana: come vedi la situazione attuale? Vale ancora la pena investire in una metal band, specialmente nel nostro Paese?
Trevor Sadist: Se vogliamo parlare di un discorso legato meramente ai soldi, è difficile fare investimenti e pretendere di avere dei buoni rientri, ciò nonostante abbiamo tante band nel nostro paese che meritano supporto, non voglio fare nomi, anche perché sono davvero molte, ma non dobbiamo mollare, bisogna avere la testa dura ed essere consapevoli che questa vita è piena di insidie, suonare Metal in Italia vuol dire scalare un monte di 10.000 metri!

Lizard: Per una qualche ragione, il metal e perfino l’hard rock in Italia non è mai riuscito ad entrare nel grande giro. SI parla di mancanza di cultura, di mancanza di investimenti, di mancanza di professionalità nei vari settori e a qualunque livello. Qual è la tua opinione? Dove si crea il corto circuito?
Trevor Sadist: Il Metal, il Rock in generale non sono nel nostro DNA. Oltreoceano siamo conosciuti per ben altro, musicalmente parlando, ci conoscono per la musica folk/popolare, per il cantautorato. Da anni stiamo cercando di appropriarci del Rock, tuttavia la cosa non sempre ci riesce così naturalmente. E’ certamente un discorso legato alla cultura. Difficile pensare al Metal diventare mainstream nel nostro paese, non credo, anche se, negli ultimi anni, qualcosa sembra essere migliorato.
Il corto circuito? Voler sdoganare il nostro genere, da sempre è stato accostato al male, e forse è proprio questo il fascino che per anni ha avvolto misteriosamente il Metal, è un errore percorrere la via al contrario.

Lizard: Bene, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato, in attesa di risentirci per il nuovo atteso album dei Sadist. Ti lascio la parola, se vuoi aggiungere qualcosa o rivolgerti direttamente ai nostri lettori per lasciare un messaggio o un saluto
Trevor Sadist: Ci sentiremo presto, per parlare del nuovo album Sadist, al momento massima concentrazione sulla chiusura del master.
Grazie a voi e un abbraccio a tutti i lettori.
IN ALTO IL NOSTRO SALUTO !!



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