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La domanda sorge spontanea:Arriveremo mai a Pogliano Milanese?
Quest’ultimo quesito sembra aver esito negativo dopo aver passato l’ennesimo paesino di dubbia pronuncia dell’interland milanese.
Giunti finalmente a destinazione con non poca felicità,ci imbattiamo nel campo che ospiterà il Metal Disorder 2006 ancora semideserto e con soundcheck vari in corso.
Dopo breve ecco salire sul palco la prima formazione della giornata quale gli Embryo,autori di una prova da mezzo sbadiglio vuoi per la scarsissima presenza di pubblico o per un suono ancora confuso ed impastato,i nostri presentano un Thrash/Death che si differenzia per l’apporto di tastiera tanto originale quanto ruffiana per dare quell’apporto melodico alle chorus,ma facendo perdere potenza e far slittare le sfuriate Thrash in secondo piano.
La prova si chiude con l’intento di lasciare il palco ai blackster Nefarium come scaletta comandava,palco che non sarà mai calcato dalla band a causa di un incidente stradale che ha provocato la rottura di tutta la strumentazione.
Ecco quindi un inaspettato salto avanti che trova prontissimi i Silence, band che propone un heavy metal classico e di immediata orecchiabilità,esaltato dalle buone movenze dei musicisti e dal carismatico singer che riesce nel limite del possibile a smuovere le acque (ancora troppo chete) del pubblico milanese.Pochi fronzoli e tanta musica caratterizzano la prova dei Silente con un pollice rivolto verso l’alto.
Ebbi l’occasione di conoscere i Devastator tramite un demo che qualche tempo fa girò nel mio stereo e la buona impressione sonora viene confermata dalla prova odierna.
Thrash metal senza compromessi e attitudine oltranzista sono gli elementi che scateneranno il moshpit sotto al palco già al rintocco della seconda canzone in scaletta,la band magari tralascia una tecnica superlativa e si scola qualche birra in più on stage ma va bene così.Una grande festa di Thrash sparato a zero con il frontman che prenderà parte al pogo quando si giunge al capolinea.Grandi Devastator!
Lucchesi i precedenti,Pisani i ragazzi che si preparano al concerto previsto dalla scaletta.Arrivano i Subhuman,gruppo che gia destò non poco la mia attenzione con il loro EP “Delirio N°1”.
I toscanacci iniziano il massacro sonoro non prima di aver assestato due bestemmie al microfono e aver maledetto una dozzina di santi,ma una volta che le chitarre vengono imbracciate la prova risulta ineccepibile.Vengono eseguiti buona parte dei brani presenti sul sopraccitato EP e presentati un paio di pezzi nuovi,su tutti “Profondo Rozzo”.Il cantante Zula è tecnicamente micidiale,alternando un growl marcissimo ad uno screaming isterico e sfondatimpani.Il pubblico ovviamente apprezza notevolmente,grida e poga fino a quando a bis richiesto vengono sparate “Raining Blood” e “D.N.R.”, rispettivamente di Slayer e Testament.Professionisti.
A sera ormai inoltrata si accendono i riflettori per gli Eden Beast, giovane band di Vercelli che presenta il conto con un Brutal grind che più brutal forse non si può.A mio parere il peggior act della giornata.Le canzoni trovano una quasi nulla distinzione tra loro sia sulla matrice tecnica sia su quella attitudinale,vedendo i musicisti fermi immobili sul palco mentre gorgogliano note qua e la.
Tanti,forse troppi i metalheads che preferiscono rifocillarsi con panino e birra anziché assistere alla prova. Nulli.
Ecco quindi il turno dei Tyrant, storico gruppo milanese che come da copione sforna un hard rock graffiante ed intriso di energia.Buona la prova ed eccellente la presenza veterana on stage,facendo divertire e divertendosi trovando anche il tempo di sorseggiare bottiglie provenienti dal pubblico contenenti alcolici di dubbia provenienza..Vengono proposti oltre ai pezzi propri anche un paio di cover dei Motorhead (l’attinenza è notevole), Ace Of Spades su tutte,esaltando i già scalmanati metallers sottostanti.
Al penultimo posto in scaletta troviamo gli Hatework, longeva band del Varesotto che fa segreto dell’esperienza cumulata negli anni di attività.
Il frontman Fab si contorce sul palco come una tarantola,scatenando un caos infernale con il resto della ciurma.Il loro metal-core proposto si insinua voracemente tra il pubblico pescando consensi sulla stragrande maggioranza dei presenti.Da citare la scalmanata “Thrash and Roll”, “Too Drunk to Fuck” e la divertente “Dr.Trick”.Tra un bagno di sudore e le corde vocali martoriate gli Hatework si congedano per lasciare spazio alla band headliner del primo giorno di questa edizione 2006.
Ecco quindi che dopo il dovuto soundcheck salgono sullo stage i Cadaveric Crematorium.
E’ da premettere che il combo bresciano non lascia mezze misure di gradimento visto il genere proposto;siamo di fronte ad un brutal grind psicotico e malato, dai testi ad ogni singola nota partorita.La prestazione inquadra i nostri come veri e propri animali da palco,autori di un vero e proprio show che si va ad incastrare perfettamente alla loro musica:corrono,si rotolano,si picchiano ma soprattutto suonano maledettamente bene.
Il singer “Dr” sforna il piu molesto dei grugniti intervallato con screma taglienti ed immancabili sono i sipariettitra quest’ultimo ed il bassista “Necrom”,avvinghiandosi e malmenandosi continuamente.Il corpulento ed inquietante chitarrista “P-R Jad” è una macchina instancabile che fa della sua chitarra un’arma da fuoco.Quindi gran finale e tutti sul palco ad urlare,pogare e scalmanarsi per l’ultima canzone della serata..Milano oggi ne ha viste delle belle…Grind On!
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