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FRIZZI 2 FULCI - Planet Live, Roma (RM) , 11/09/2015
16/09/2015 (1084 letture)
Lo scorso 11 settembre è stata una giornata a dir poco densa di eventi. L'appuntamento che in serata mi attende al Planet Live di Roma, dove avrò occasione di vedere per la prima volta l'esibizione della Frizzi 2 Fulci band, viene anticipato da alcuni impegni universitari, un fragoroso temporale ed impazienza e tensione, legate all'appuntamento pomeridiano concessomi dal Maestro per effettuare un'intervista, che potrete tra qualche giorno leggere qui sulle nostre pagine. Una giornata intensa, insomma, che ho avuto il piacere di condividere con la mia compagna e collega Floriana Ausili "RosaVelata".

Ma, senza anticiparvi il racconto della nostra piacevole chiacchierata, passiamo direttamente al concerto serale, che si apre con un breve dj set a cura di Luciano Lamanna, che alcuni conosceranno per la sua collaborazione con i Der Noir, altri invece ricorderanno per la presenza -nel ruolo di produttore- all'interno del celebre collettivo rap romano del TruceKlan. Il set è molto minimale ed ambient e forse un po' stride con l'atmosfera che si sarebbe dovuta creare in preparazione all'ingresso del gruppo; tuttavia, progressivamente la gente che si era fino a quel momento trattenuta nell'area esterna del Planet Live (che noi non smetteremo mai di identificare come il caro, vecchio Alpheus), inizia ad occupare la sala interna e le sedie che ci sono state messe a disposizione: per una volta, godersi il concerto sulla comodità di una sedia non sembra essere un anelito irraggiungibile.
Questa sera mettiamo, quindi, da parte la ruvidità ed il sudore, per assumere un tono più posato ed accogliere con rispetto e calore la messa in scena delle colonne sonore che il Maestro Fabio Frizzi ha composto per i film di un regista tanto bistrattato, in una prima fase, dalla critica italiana, per poi essere rivalutato solo successivamente: Lucio Fulci.

Dopo un tutto esaurito registrato qualche giorno fa a Los Angeles, dove la Frizzi 2 Fulci band si esibirà in occasione del tour americano, eccoci che siamo resi per la prima volta spettatori del concerto in Capitale di quella che è un'iniziativa nata solo un paio di anni fa da Frizzi, per omaggiare la grande eredità lasciatagli dall'amico e compagno di lavoro Fulci. Entrambi hanno condiviso molti episodi di successo, tant'è che il sodalizio artistico si è rivelato proficuo e quasi idilliaco, se si pensa alla breccia che certe colonne sonore composte dal Maestro -in alcuni episodi al fianco di Franco Bixio e Vince Tempera- hanno poi aperto nei ricordi di tutti gli appassionati della filmografia del regista e, in particolare, delle sue esperienze legate all'horror ed allo splatter-gore.

Quando Fabio Frizzi entra sul palco insieme al suo gruppo, viene applaudito da tutti i presenti, prima di cimentarsi in un medley che, come mi aveva anticipato nel pomeriggio, sarebbe stato in ricordo del da poco scomparso regista statunitense Wes Craven, appagando la fame degli appassionati dell'horror con richiami alle colonne sonore di film indimenticabili come Nightmare e Scream. Dopo una breve presentazione, eccoci entrare nel vivo del nostro percorso con l'esecuzione della colonna sonora scritta per il western I Quattro dell'Apocalisse, che non delinea solo l'incipit di questa serata, ma anche gli esordi della collaborazione tra Frizzi e Fulci, nel 1975, dopo che il compositore aveva esordito musicando un altro western, Ed ora... raccomanda l'anima a Dio! e, in quello stesso anno, Fantozzi di Luciano Salce.
Nel corso della serata il concerto sarà sostenuto dalle immagini video di alcuni spezzoni delle pellicole se(le)zionate, così che sarà possibile sorridere nel rivedere la celebre scena di Zombi 2 in cui c'è la lotta tra uno squalo ed uno zombi, viaggiando a cavallo tra trash e genialità.
L'avvicendarsi delle parti musicali che fanno da sottofondo a film così diversi come Manhattan Baby, o il prima citato I Quattro dell'Apocalisse fa sì che anche il nostro coinvolgimento sia variegato, facendoci provare un'emotività disconnessa ed a tratti straniante, costellata anche da brani acustici in cui il Maestro, che questa sera si cimenta principalmente alla chitarra, tastiera e direzione, ci rende partecipi anche di incursioni vocali più soft, che si giustappongono all'altro contributo vocale rappresentato da Giulietta Zanardi. Non una semplice corista, Giulietta è una presenza molto forte e coinvolgente durante il corso dell'esibizione, regalandoci degli acuti spaventosi con una voce davvero molto espressiva, che viene assecondata dalle movenze del corpo che denunciano anche una piena immersione psichica: lei, sembra quasi essere su un altro pianeta.

Tra i momenti più interessanti della prima parte del set, sicuramente è da menzionare la colonna sonora di Sette Note in Nero, un thriller splatter che ovviamente ha affascinato il regista Quentin Tarantino, tanto da voler inserire il carillon melanconico ed allo stesso tempo inquietante delle musiche di Fabio Frizzi all'interno del suo Kill Bill vol.1. Troviamo, infatti, le "sette note in nero" proprio nella scena in cui Uma Thurman, nei panni della Sposa, si risveglia dallo stato comatoso, imbrattata di sangue ed impossibilitata a camminare: l'atto di pulirsi e di trascinarsi sul pavimento per cercare di liberarsi e fuggire dall'ospedale, unitamente al sottofondo musicale conferiscono ancora più pathos alla scena. Un altro tributo a Fulci, sempre in questo stesso film, Tarantino lo fa in concomitanza con il duello tra la Sposa e la Go-Go Yubari, dove quest'ultima, prima di accasciarsi a terra, piange lacrime di sangue come Rose in Paura nella Città dei Morti Viventi. Del resto, da un feticista dello spatter-gore (e non solo...) come lui, c'era d'aspettarsi che si sarebbe innamorato della violenza senza scrupoli che Fulci inseriva in molte sue scene.
Proprio da Paura nella Città dei Morti Viventi verrà questa sera proiettata -mentre assaporiamo la musica- la scena agghiacciante della perforazione della testa di Bob con un trapano, da tempia a tempia.

Non mancano anche nuovi pezzi scritti dal Maestro per recenti cortometraggi internazionali, ma è sicuramente il momento del bis, dopo che la band si allontana per un attimo dal palco prima di essere richiesta, che ci regala l'apice di tutto il concerto. Dopo che Frizzi ringrazia tutti noi che, a detta sua, contribuiamo a creare un clima da "salotto buono", un clima che lo fa sentire come casa, invita sul palco l'ospite che non ti aspetti, ma di cui mi aveva già fatto cenno durante la nostra intervista: Cinzia Monreale. La bellissima protagonista di ...E tu Vivrai nel Terrore! L'Aldilà, secondo tassello della cosiddetta “trilogia della morte”, sale sul palco semplice ed elegante, ma carica di un charme che lascia in estasi e che tradisce la sua età anagrafica, mostrandoci l'attrice davvero in forma. Le battute sul probabile uso della formalina come spiegazione di uno “stato di conservazione” così impeccabile ovviamente non sono mancate tra i presenti, con chiaro riferimento al suo ruolo in un altro film cult, Buio Omega, diretto da Joe D'Amato, che per certi versi è un regista accostabile a Fulci, per il suo condividere la stessa “schizofrenia artistica”, nell'essere in grado di declinare la sua filmografia nei più disparati generi, dall'horror-splatter al porno-erotico allo spaghetti western fino ad arrivare alla commedia.
Ovviamente, l'ingresso di Cinzia ci fa comprendere di essere arrivati all'attesissimo grand finale, ossia quello dedicato proprio alla colonna sonora de L'Aldilà, che la stessa Cinzia, che nel film interpreta la ragazza cieca Emily, deciderà di ascoltare seduta in un angolo del palco.
L'esibizione termina accolta da un fragoroso e meritatissimo applauso, che va non solo al Maestro Frizzi, ma anche a tutta la sua validissima band. Oltre alla già citata Giulietta, non posso non fare menzione, infatti, degli altri ragazzi -tutti giovani- che sono membri effettivi di Frizzi 2 Fulci: Roberto Fasciani al basso, Alessandro Errichetti e Riccardo Rocchi alle chitarre, Federico Tacchia alla batteria e percussioni ed un bravissimo Alessio Contorni alle tastiere "e non solo", come giustamente specificato da Frizzi nel presentarlo. Ad un certo punto, infatti, ho visto Alessio suonare con una mano la tastiera e contemporaneamente con l'altra impugnare e suonare uno strumento a fiato, davvero pazzesco!

L'esaurirsi di questa bellissima serata, che purtroppo ha contato su meno partecipanti di quelli che ci si aspettava, ci lascia con un piacevole ricordo: il breve spaccato di colui che possiamo senza dubbio annoverare come un grande regista artigiano del nostro cinema italiano, per una sera ci ha fatto dimenticare la deriva più sciatta e goffa che la crisi ha inesorabilmente e tristemente impresso nel settore.

Tutte le foto sono a cura di Floriana Ausili "RosaVelata"



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