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ABYSMAL GRIEF + IL SEGNO DEL COMANDO - L'Angelo Azzurro Club, Genova (GE) - 19/09/2015
24/09/2015 (2058 letture)
Le ferie sono oramai terminate da alcune settimane e superato il trauma da ritorno alla routine sono pronto ad una nuova serata di musica genovese, nonostante i lampi che si palesano in lontananza durante il tragitto affrontato per raggiungere l'Angelo Azzurro i quali ci ricordano che autunno sta per cominciare.
Quella di stasera è una serata particolare, che vede sul palco due formazioni di tutto rispetto, forse lontane da un certo punto di vista ma di indubbio valore e degne rappresentanti di due generi tipicamente italiani, Il Segno del Comando e Abysmal Grief.
L'inizio dell'evento era stato annunciato per le 22.00 ed è l'ora in cui mi presenteo al locale, ma come, spesso accade, la partenza vera e propria è ritardata, cosa che mi permette di completare un paio di buchi discografici presso il merchandise degli Abysmal Grief e di salutare amici e conoscenti già arrivati tra i partecipanti, che sono già un buon numero destinato a salire nel corso della serata.

IL SEGNO DEL COMANDO
Il compito di aprire la serata spetta a Il Segno del Comando, ma non parliamo di un semplice gruppo di apertura. Nati infatti nel 1995, il combo ha sulle spalle tre dischi di prog rock di classica matrice italiana con una formazione mutevole che vede il bassista e leader Diego Banchero come carismatico fulcro, attorno al quale negli anni si sono alternati diversi validi musicisti. Il locale viene subito inondato dal prog del gruppo, a tratti molto "cinematografico" se mi si passa il termine. Nelle lunghe (ma non prolisse) sezioni strumentali in diversi momenti mi è parso quasi naturale associare la musica alle colonne sonore di film degli anni 70, non a caso uno dei riferimenti maggiori della proposta sono i Goblin, nonostante l'assenza sul palco di un vero e proprio tastierista. Le parti di tastiera sono state divise tra il chitarrista Davide Bruzzi ed il cantante Riccardo Morello, i quali, a volte alternandosi e a volte in simultanea, si occupano di quello che è uno degli strumenti fondamentali del genere. Dato il poco tempo a disposizione, giustamente la musica si prende la maggior parte dello spazio, lasciando pochissima interazione (ad opera di Banchero) con il pubblico, cosa che comunque non danneggia affatto il coinvolgimento di esso. I tre dischi del gruppo vengono passati in rassegna pescando brani qua e là, con i testi poetici quasi recitati da un evocativo Riccardo Morello, mentre le parti strumentali vengono eseguiti dai musicisti con perizia ed affiatamento, come quando i chitarristi Davide Bruzzi e Roberto Lucanato (quest'ultimo anche membro dei deathster genovesi Toolbox Terror) assieme al bassista si esibiscono in un tapping simultaneo, senza dimenticare l'ottimo lavoro del batterista Fernando Cherchi. Tutto questo aiutato da dei suoni ben calibrati, senza i quali non saremmo riusciti ad apprezzare il lavoro dei vari strumenti. Tra i brani suonati ho riconosciuto la trascinante Golem, le oscure melodie de La Taverna dell'Angelo e le ritmiche incalzanti di Chider Il Verde e Dal Diario di un Tagliatore di Pietre.
L'esibizione viene chiusa dalla canzone omonima del gruppo, Il Segno del Comando, che ci riporta al 1996, anno della pubblicazione del primo disco, e forse la traccia più rappresentativa del gruppo con l'epicità della prima parte e la lunga sezione solistica della seconda. Come detto all'inizio, quello che abbiamo visto è stato più di un semplice gruppo di apertura: carisma e capacità di tenere il palco erano da headliner, oltre a quella dose di tecnica mai asfissiante che ha caratterizzato tutti i pezzi. Insomma, un gruppo che ancora una volta ci ricorda che in questo genere siamo stati tra i migliori interpreti al mondo.

ABYSMAL GRIEF
Il cambio palco prima degli Abysmal Grief è come al solito più lungo di un gruppo normale. Oltre alla classica strumentazione è necessario infatti montare la scenografia che la band si porta dietro, ovvero le due grosse croci, i ceri, il piccolo feretro, le torce infuocate, l'incenso, insomma tutto ciò che permetterà al pubblico di essere ancora più coinvolto nella cerimonia che sta per iniziare.
L'intro registrato annuncia l'inizio di quest'ultima ed accompagna l'ingresso sul palco dei quattro con i loro costumi di scena, conosciuti oramai da chiunque li abbia mai visti almeno una volta dal vivo. L'inizio è affidato ad Hidden In The Graveyard, unico estratto dall'ultimo album Feretri (escludendo la compilation We Lead The Procession) suonata in maniera più decisa e veloce rispetto al disco. Gli Abysmal Grief nella dimensione live hanno appunto questa peculiarità, senza perdere la cerimonialità che li contraddistingue, grazie soprattutto alle tastiere di Labes C. Necrothytus che disegnano sinistre melodie mentre si viene macerati dai riff di Regen Graves doppiati dal basso di Lord Alastair. Questo sia quando si vuole suonare appunto più decisi, sia in pezzi più evocativi come The Necromass o Mors Eleison. La scaletta pesca in maniera equilibrata un po' in tutto il repertorio della band compresi gli EP ed i singoli e, seppur in ordine diverso, è molto simile a quella suonata sempre qui all'Angelo Azzurro un anno e mezzo fa, con la chicca di Borgo Pass (B-side del singolo Hearse del 2002) al posto della storica Exsequia Occulta. Il mattatore è comunque il cantante/tastierista che con la sua mimica facciale interpreta coinvolto i pezzi, apparendo quasi posseduto mentre ringhia al microfono nelle parti più diaboliche dei brani. Ed è a lui da attribuire questa volta il fugace lancio di vermi durante The Samhain Feast, che a dire il vero mi ha colto impreparato, difatti mi sono arrivati parzialmente addosso. L'esibizione non presenta cali di sorta e personalmente ho trovato esaltante l'esecuzione di Creatures From The Grave e Crypt Of Horror, ma la chiusura con la ottima cover di Chains Of Death dei gloriosi Death SS regala il sussulto più grande con una partecipazione più viva del pubblico e con questo picco (l'ennesimo per quanto mi riguarda) finisce così la serata e mentre il gruppo lascia il palco guadagnato un'ora prima, una musica inaspettatamente dolce fa capolino come sottofondo.
Gli Abysmal Grief hanno di nuovo celebrato la morte qui all'Angelo Azzurro e non si può che essere soddisfatti di quello che abbiamo visto e sentito. I suoni sono stati nuovamente all'altezza e la band suona veramente affiatata, il ritorno di Fog è avvenuto circa due anni fa ed è un pezzo perfettamente integrato nella formazione, che si è tolta e continua togliersi diverse soddisfazioni anche e soprattutto all'estero. Era la seconda volta che li vedevo dal vivo e sinceramente mi auguro di rivederli nuovamente, se capitano dalle vostre parti non fatevi sfuggire questa cerimonia di doom metal.

SETLIST ABYSMAL GRIEF
1. Hidden In The Graveyard
2. Hearse
3. The Necromass...
4. Borgo Pass
5. Creatures From The Grave
6. Crypt Of Horror
7. Mors Eleison
8. The Samhain Feast
9. Chains Of Death (Death SS cover)


Tutte le foto a cura di Robert Lucifer



enry
Venerdì 2 Ottobre 2015, 18.30.21
7
Hanno già fatto tre dischi, 'Disobbedisco' e 'Italia:ultimo atto' sono imperdibili, anche se col rock-metal non hanno niente a che fare. Prova con qualche pezzo su YT, potrebbero piacerti.
Galilee
Venerdì 2 Ottobre 2015, 17.35.36
6
Chi sono gli Ianva? Ero rimasto agli Zess, Malombra e Segno del comando. Ah certo che per non far parlare di sè, è un genio....
Er Trucido
Giovedì 1 Ottobre 2015, 18.11.19
5
@enry: per Il Segno del Comando potrai recuperare presto, a febbraio suoneranno al Teatro Govi di Bolzaneto con i Goblin Rebirth. Appena avrò altri dettagli arriverà la news
enry
Giovedì 1 Ottobre 2015, 15.03.13
4
Peccato non essere potuto andare, concerto che meritava, come si evince dal report. Vero che quando c'era Mercy erano anche meglio ma visto che dopo ha fondato gli IANVA direi meglio così. Ottimi anche gli altri due gruppi di Banchero, Egida Aurea e Recondita Stirpe. Sugli AG inutile spendere parole, grandissimi.
metal guru
Giovedì 1 Ottobre 2015, 10.28.19
3
Il pezzo di apertura del SEGNO è stato una personale versione dell' inno SUPERTZAR dei Black Sabbath. Non è una cosa da poco. Grande band.
Galilee
Venerdì 25 Settembre 2015, 16.53.06
2
Il segno del comando....quanti ricordi. Quando c'era Mercy alla voce erano uno dei miei gruppi preferiti.
Zess
Venerdì 25 Settembre 2015, 15.55.50
1
Due grandi band, poco da dire... peccato non abbia fatto in tempo ad esserci.
IMMAGINI
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Il flyer dell'evento
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