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DONNE ROCCIOSE - # 27 - Liv Kristine
26/09/2015 (2082 letture)
Il nord Europa, si sa, è terra prodiga di musica rock-metal e di donne inserite nel contesto di grandi band, specialmente gothic od a queste accostabili. Nel nostro giro di ricognizione nell’universo femminile, che sembra sempre più lontano dalla sua conclusione, ci avviciniamo oggi alla figura di Liv Kristine, un’altra di quelle cantanti dotate di un timbro da soprano che tanta fortuna sembrano incontrare da quelle parti, mentre dalle nostre faticano incredibilmente ad emergere.

THE THEATRE OF GOTHIC
Nata nel 1976 nella fredda Stavenger, città che associa senza particolare difficoltà e con altrettanto successo una fiorente scena gothic ad un importante festival jazz, Liv Kristine Espenæs dispone alla nascita di due fortune incalcolabili: una naturale predisposizione per il canto e due genitori, Ove e Liv, che ascoltano heavy metal classico (Ozzy, Black Sabbath, etc.) a manetta. Una combinazione astrale che non può che spianarle un certo percorso. Una strada quasi obbligata, che lei provvede ad integrare prendendo come primi modelli di riferimento cantanti di area molto diversa quali Kate Bush e l’immancabile ed onnipresente Madonna. Queste preferenze vengono via via integrate anche dall’apprezzamento per Edvard Grieg, Enya, Montserrat Caballé, Hans Zimmer e vari altri artisti folk e classici. Come detto altre volte, però, quando si è in fase formativa non è affatto un male cercare spunti e lezioni da ogni artista che si ritenga essere valido, a prescindere dallo stile che questo adotta, come del resto dimostra la stessa presenza della Bush nel nostro database. All’età di circa nove o dieci anni le prime esperienze corali (altro ottimo modo di acquisire tecnica) e, mentre ovviamente frequenta i normali corsi scolastici, una maturazione vocale che ne mette sempre più in luce le doti da soprano leggero, pur ancora in erba, che passa anche attraverso lo studio del pianoforte e la porta prima della maggiore età ad entrare in un gruppo che otterrà una discreta visibilità: i Theatre of Tragedy. La band si rivelerà essere una di quelle ritenute fondamentali per l’affermazione internazionale del genere contrassegnato dal dualismo vocale “Bella Vs. Bestia”. La sua carriera goth-metal è cominciata.

LIV-LEAVE’S
La storia di Liv Kristine assieme ai Theatre of Tragedy si sviluppa partendo da un ruolo quasi da “riempitivo vocale”, un po’ come fece all’inizio Cristina Scabbia con i Lacuna Coil, se volete, per poi assumere contorni sempre più importanti nel giro di pochissimo tempo ed in concomitanza con l’ascesa della band. Il gruppo invita infatti inizialmente Liv per qualche “aggiunta” alle parti vocali in growl che facesse da contraltare alla ferocia di queste ultime, ma, visti i risultati, si decide ipso facto di farla entrare in pianta stabile e col giusto spazio, cambiando nome da Suffering Grief a La Reine Noir ed infine a quello noto alle masse. Tra Theatre of Tragedy del 1995, album iconico per una certa scena nel quale Liv imprime già la sua impronta, ad Assembly del 2002, passando per Velvet Darkness They Fear, sostanzialmente evoluzione migliorativa del precedente, l’EP A Rose for the Dead, Aégis, meno apprezzato del precedente, ma con una Kristine forse più espressiva, e Musique, che sancisce lo spostamento verso l’industrial, lo stile del gruppo subisce dei profondi mutamenti, fino a giungere, appunto, al già citato e controverso Assembly. Liv Kristine non digerisce molto bene il nuovo corso -questa la spiegazione ufficiale-, tanto che la sua storia con i Theatre of Tragedy è destinata ad interrompersi bruscamente nel 2003 con uno dei soliti, classici comunicati che parlano di “divergenze musicali che non possono essere superate”, ma i retroscena narrano di uno split non troppo amichevole, con corollario di licenziamento scritto, probabilmente più a causa della sua vita privata e professionale sempre più orientata verso la Germania, lasciando indietro la band che l’aveva abbandonata. L’inizio dell’avventura con i Leave’s Eyes del marito Alexander Krull, sposato nello stesso anno, è dietro l’angolo.

LEGGENDE IN CARRIERA
L’impostazione data ai Leave’s Eyes dalla coppia Krull/Kristine non è troppo dissimile da quella dei Theatre of Tragedy. Su una base essenzialmente a cavallo tra gothic -specialmente all’inizio- e symphonic, Liv canta con il consueto tono agile e sognante i propri testi. Si parte quindi dall’esordio discretamente riuscito di Lovelorn, al quale segue una nomination per un Grammy Award e continuando con il concept da colonna sonora di Vinland Saga incentrato sulla scoperta vichinga del continente americano, nel quale il canto cerca qualche soluzione diversa e più eterogenea, poi con quello sul dio norreno del vento e della navigazione Njord, nel quale la cantante mostra ancora di non essere forse la più preparata del giro, ma comunque una di quelle più in grado di interpretare le canzoni. Dello stesso anno l’EP My Destiny. Di seguito, un ulteriore concept, stavolta sulle sirene, intitolato Meredead, nella quale la nostra si rivela una volta in più cantante dal “timbro soave ed evocativo, (con) notevole varietà di registro e di stile per un cantato davvero di classe che riesce a colpire pur senza “fuochi di artificio” come mostruose escursioni di tonalità o note tenute per tempi abnormi” (dalla nostra recensione - NdA), pur lasciandosi andare a qualche passaggio forse troppo freddo. Infine Symphonies of the Night, incentrato su alcune figure storiche femminili, nel quale la Kristine si rivela “più energica e convincente rispetto ai precedenti lavori, la sua voce comunque rimane morbida e quasi celestiale come in Nightshade senza mai risultare piatta, numerose parti infatti sono in lirico, oltre a questo la cantante sfrutta l’overdubbing molto spesso mettendo in contrasto un cantato più grave ad uno più acuto”, citando ancora la nostra recensione dell’album. Liv Kristine si costruisce così una nuova carriera di successo. In mezzo, da ricordare senz’altro la bellezza di cinque album a proprio nome di stile dal pop-rock al gothic, nei quali la cantante mostra una veste nel suo complesso decisamente meno metallica. Da ricordare anche le sue collaborazioni con Atrocity (ovvio, visto che i Leave’s Eyes ne sono quasi uno spin-off), Heavenwood, Das Ich, WeltenBrand, Immortal Rites, Genius, Cradle of Filth, Hortus Animae, Delain, Umbra et Imago, Doro, Bob Katsionis, Tyr, Romanthica, Legio Mortis, Savn, Emerald Sun, Melted Space, Akoma, Primal Fear ed ultimamente anche il progetto The Sirens.

THE BEAUTY AND THE POPSTAR
Proveniente da una famiglia con spiccate doti artistiche -la sorella è Carmen Elise Espenæs dei Midnattsol- e con il sogno di insegnare ai bimbi di un asilo nido musicale da lei diretto e di scrivere libri per bambini, vegetariana come la sua dolce (?) metà, madre, impegnata in iniziative solidali (Gothic-Aid), dedita allo yoga, attivista contro la diffusione dell’AIDS, appassionata di sci ed immersioni, poliglotta, al lavoro come insegnante ancora fino al 2005 (un singolo prodotto con i suoi allievi), appassionata degli scritti new age di James Redfield, Liv Kristine ha sicuramente l’enorme merito, oltre quello di avere un’ottima voce, per quanto non sfruttata al suo massimo, di aver incarnato la parte femminile di quello stile denominato “La Bella e la Bestia” che tanta fortuna ha avuto in ambito gotico/sinfonico. Troppa, forse, visto quanto questo approccio è diventato rapidamente molto inflazionato ed altrettanto spesso addirittura stucchevole. Inquadrata come cantante pura, probabilmente Liv Kristine non rappresenta affatto la punta di diamante del settore, ma ne è comunque una delle più rappresentative. Importante, poi, dare il giusto risalto ai testi scritti dalla nostra, con uso di varie lingue e addirittura di alcune sequenze fonetiche inventate apposta. Detto questo, è normale ribadire la sua importanza prettamente storica, ma ciò non toglie che sia comunque una delle più capaci di arrivare a molti, utilizzando il timbro a disposizione nel miglior modo in relazione al tipo di proposta. Forse troppo statica nel suo ruolo di “Bella” e più a suo agio col pop-rock, ma genuinamente romantica, sarà il tempo a dirci se dovrà scegliere tra le due strade o se, come è più che probabile, continuerà alternando una carriera più metal con la band ed una più leggera come solista.



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 2.23.14
14
La deus ex machina dei theatre of tragedy.la mia gothic metal band preferita!
Raven
Mercoledì 30 Settembre 2015, 14.13.41
13
Grazie. Bè, ovviamente articoli di questo genere (ma in generale tutti gli scritti e gli articoli in particolare), richiedono una preparzione a monte. Nel caso dei dischi, oltre alle conoscenze di ognuno di noi, vengono in aiuto il nostro DB ed ovviametne le note delle case discografiche che vengono allegate ai dischi, per gli articoli è più scocciante, bisogna trovare tutto in proprio o quasi. Però, come si dice: hai voluto la bicicletta?
Prometheus
Mercoledì 30 Settembre 2015, 13.33.55
12
Io e il Marchese siamo d'accordo su qualcosa: scandalo! Che sia il primo segno dell'Apocalisse? xD Scherzi a parte, vorrei fare i complimenti a Raven: per trovare tutte queste informazioni su tutte queste cantanti, immagino debba documentarsi molto. Ed è indubbio che gli articoli siano anche ben scritti.
Le Marquis de Fremont
Martedì 29 Settembre 2015, 10.58.54
11
Ha un timbro di voce stridulo e effettivamente (concordo con Monsieur Prometheus) parecchio fastidioso. Poi, la musica dei Leaves' Eyes è veramente scarsa. Ho ascoltato recentemente l'ultimo King of Kings e siamo proprio a livelli di una musica e di un songwriting bruttino. Au revoir.
stonefox
Martedì 29 Settembre 2015, 0.18.13
10
@Prometheus, Vibeke rispetto a Liv sta su un altro pianeta!
stonefox
Martedì 29 Settembre 2015, 0.17.10
9
La sto ascoltando proprio adesso live con i Leaves' Eyes. Non so se si tratti di un timbro leggerissimo o di incapacità di proiettare bene la voce... forse un po' entrambe le cose. I passaggi non sono eccezionali, ma ho sentito di molto peggio. Nel complesso, pur comprendendone l'importanza da un punto di vista musicale, vocalmente non è proprio niente di eccezionale. In effetti la sua voce stava meglio nei Theatre of Tragedy. Il suo falsetto è vuoto ma almeno non è fastidioso come quello di alcune colleghe. A onor di cronaca va detto che il falsetto è una tecnica che chiunque può fare male, ma è difficilissimo farlo bene. Quello di Liv Kristine è molto arioso e vuoto, appunto... @ Beta, nessuno ha mai messo in discussione i gusti personali. Non si tratta di fare i professoroni, semplicemente si ha qualche nozione in più sull'argomento che permette di dare giudizi più tecnici e obiettivi. Ribadisco che anche a me continuano a piacere cantanti che tecnicamente non sono il massimo, ma il mio giudizio emotivo non mi impedisce di giudicarli/e oggettivamente.
Prometheus
Lunedì 28 Settembre 2015, 22.51.46
8
Sicuramente è stata importantissima per lo sviluppo del gothic metal, ma vocalmente per me è NO. Nei ToT il suo timbro leggerissimo ci stava, dava atmosfera, ma nei Leaves' Eyes lo trovo solo brutto, inespressivo, fastidiosamente squillante e insieme vuoto, spesso nasale e con uno pseudo-lirico intubato che ciao. Poi, per carita, se vi piace, buon per voi. Gusti. Io, tra le cantanti più influenti nel genere, preferisco Vibeke dei Tristania, che ha un'intelligenza espressiva più spiccata. Per il resto, concordo con metallo: ultimamente Liv è ripetitiva oltre ogni pudore, sia con la band metal sia da solista. Ed è un peccato, perché quando si impegna tira fuori canzoni meravigliose come "The Rarest Flower".
metallo
Sabato 26 Settembre 2015, 17.33.56
7
Non li ho ascoltati tutti i suoi lavori, e' stata molto importante non c'e' dubbio, ma ultimamente la trovo alquanto ripetitiva e con un ispirazione un po stagnante, pero' anche lei piaccia o no e' nella storia senza ombra di dubbio, mi piace, ma a lei preferisco tante altre, anche se e' sempre piacevole ascotarla.
Sambalzalzal
Sabato 26 Settembre 2015, 16.02.20
6
C'è poco da dire, bravissima e prolificissima artista che da anni porta avanti la carriera con 0 Gossip e tante belle produzioni
ObscureSolstice
Sabato 26 Settembre 2015, 15.17.36
5
babba bia...
Beta
Sabato 26 Settembre 2015, 12.19.11
4
Anche io ho conosciuto Liv con i ToT, dato che a circa 15 anni ho scoperto il genere gothic che molto si addice alla mia sensibilità. Le atmosfere di Velvet Darkness o di canzoni quali Der Tanz Der Schatten (tutt'ora una delle mie preferite dei ToT) mi sono piaciute tantissimo e mi piacciono ancora e la voce soave e oltretombale di Liv mi ha appassionato in quelle atmosfere cupe. Non mi interessa particolarmente nè nei Leave's Eyes (di cui mi piacciono solo alcune canzoni dei primi tempi) nè come solista (anche se mi piaciucchia Love Decay), ma è un'artista di cui apprezzo molto le doti in senso lato e per cui ho sempre avuto ammirazione. Puramente a titolo di gusto personale e senza alcuna pretesa di dare giudizi tecnici (lo dico prima che arrivino i professoroni, così ho messo le mani avanti XD), mi piace anche molto la sua voce dolce e onirica.
entropy
Sabato 26 Settembre 2015, 2.58.15
3
Che sia una delle cantanti piu importanti di quel movimento gothic symphonic che si e diffuso dalla metà degli anni 90 in poi non c 'e dubbio. Forse solo anneke ha la medesima importanza storica. Però io non ho amato liv, se si eliminano i primi tre album dei theatre ( cmq per me solo " buoni") , addirittura spesse volte la sua voce mi creava addirittura irritazione, e cmq la musica proposta sopratutto con i leave's eye e di una banalità e ripetitività notevole. Non nego che il mio giudizio sia influenzato dal mio gusto, che col tempo e diventato sempre più "ostile" a un certo tipo di gruppi metal con voce femminile.
andrea fvg
Sabato 26 Settembre 2015, 2.19.12
2
al di là dei generi e al di là di tutto quanto, una delle mie cantanti preferite di sempre. ricordo ancora quando la scoprii nei theatre of tragedy, ormai diciassette anni fa, in un disco di cd usati a gorizia... (bei, vecchi tempi!).
Metal Maniac
Sabato 26 Settembre 2015, 1.23.27
1
grande liv, io la conosco per il suo album coi theatre of tragedy "velvet darkness they fear", davvero magico, e per la collaborazione coi cradle of filth su "nymphetamine"...
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