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FRIZZI 2 FULCI - Intervista al Maestro Fabio Frizzi
29/09/2015 (1720 letture)
Qualche ora prima dell’inizio del concerto del Maestro Fabio Frizzi, che con la sua Frizzi 2 Fulci band ha portato in scena al Planet Live di Roma, lo scorso 11 settembre, le colonne sonore (horror e non) dei più importanti film di Lucio Fulci (potrete leggere il report della serata qui), abbiamo modo di raggiungere il Maestro mentre è intento ad ultimare il soundcheck con il suo gruppo. Assisto ad un po’ di preparativi seduta all'interno del locale, quando ad un certo punto Fabio si avvicina e, con un sorriso, mi saluta e mi invita nel backstage per la nostra intervista: "Beh, siamo pronti per questo ‘quartino’ di intervista?", mi dice; "Fabio, lei sottovaluta la mia logorrea!" , gli rispondo. E, scatenando una risata ed allentata un po’ di tensione ed emozione, eccoci nella parte retrostante il palco, pronti ad iniziare la nostra lunga ed interessante chiacchierata, accompagnati dagli scatti della collega Floriana Ausili "RosaVelata".

Selenia: Eccoci dunque. Prometto di essere rapida ed indolore..! (rido)
Sicuramente una delle principali funzioni della musica è quella di suggerire e raccontare emozioni. Sappiamo, ad esempio, che alcuni accordi svolgono un preciso impatto al livello psichico ed emotivo: scale maggiori diffondono una sensazione di ottimismo, scale minori tristezza, gli accordi dissonanti ed i loop invece inquietudine. Quando lei compone pensa a queste cose? Insomma, quanto nelle sue composizioni si riflette il suo lato più "teorico" e da studioso della musica e quanto, invece, il suo lato più "istintivo" ed irrazionale?
Fabio Frizzi: Queste cose che tu hai detto sono alcuni dei principi che si usano quando si comincia proprio dalle basi a capire come funziona la musica. Noi parliamo di emozioni e nel cinema, ovviamente, l'emozione che la musica deve dare deve essere in grande complicità rispetto alle immagini, ma in ogni caso la musica, anche quando è da sola, anche quando è poca, quando è lontana, dà sensazioni ed emozioni. Questi sono alcuni dei principi fondamentali, è chiaro che, per esempio, un tema d'amore, positivo, fra due persone che si vogliono molto bene, lo scriverai quasi sempre in tonalità maggiore, proprio perché dai immediatamente una chiave di lettura: stanno bene insieme. Così come quando c'è una tragedia, un problema, un rapporto in difficoltà, è evidente che la tonalità minore sia quella più usata. Voglio dire, la regola è fatta di tanti codici ed il mio grande Maestro Vittorio Taborra, quello che mi ha insegnato tutto quello che al livello di creazione conosco, mi diceva "Vedi Fabio, anche nelle regole di distribuzione delle parti sulla partitura, non è che uno si è svegliato la mattina è ha detto 'non si fanno le frasi per moto retto, ottave e quinte', no, è che qualcuno pian piano si è reso conto di cosa suggeriva e hanno decodificato il risultato”. Quindi è evidente che queste e tante altre piccole malizie, piccole astuzie, del compositore, come forse anche di chi scrive una sceneggiatura per un film, si adottano e ti accompagnano, piano piano s'incastrano anche coi tuoi stilemi, coi tuoi modi di pensare e diventano la musica che fai.

Selenia: Durante il processo creativo a volte ci si può trovare in crisi, in una situazione di incertezza che può anche essere vista come stimolo e come forza trainante e motivazionale del processo stesso, proprio perché si va avanti e indietro fra una molteplicità di idee. C’è mai stato un momento del genere e si è mai sentito sopraffatto dall'incertezza? Come l’ha affrontato?
Fabio: In quaranta e più anni di lavoro in questo settore, come puoi immaginare, la crisi arriva spesso. Diciamo una cosa, io me ne sono accorto come ascoltatore, come utente. Per esempio nel percorso di alcuni cantautori italiani, anche quelli di grosso valore, che hanno avuto album di sospensione, la critica li ha massacrati, ma anche il pubblico. Nel caso mio personale la mia vita è sempre stata un po' altalenante, io ogni tanto mi guardo indietro e guardo anche un pochino avanti e mi dico che la cosa bella forse è quella di non aver avuto mai un padrone, o meglio, di averne avuti tantissimi, ma che significa come non averne, perché si è trattato di produzioni diverse. Questo significa anche che hai una discontinuità nel tuo lavoro, per cui sono capitati periodi in cui ho fatto tre serie televisive in un anno, che vuol dire scrivere centinaia di temi, e poi magari stare fermo un anno e mezzo. Quello è il momento più difficile per un compositore puro come me, che non ha bisogno di raccontare anche attraverso le parole delle storie e dei contenuti. Il problema è che quando sei in forte allenamento è come nello sport: se sei abituato a fare 20km in bicicletta, se ne devi fare 22 non è un problema, se ne fai 15 sei freschissimo. Se, però, stai due mesi senza andare in bicicletta e poi devi farne 10km, fai più fatica. Poi credo, almeno nel mio caso personale, che scrivere musica sia veramente un po' come andare in bicicletta, non lo disimpari mai se hai un tuo stile, se ti vuoi un po' di bene e ti fidi un po' di te stesso. Però diciamo una cosa: il foglio bianco davanti è capitato a tutti ed è capitato spessissimo anche a me.
Poi, un po' la malizia, un pensiero, un po' degli affetti forti che ti ri-motivano o una scena forte che ti colpisce e pian piano ci si riprende.

Selenia: A proposito di crisi, lei ha detto in alcune interviste che il progetto Frizzi 2 Fulci nasce proprio grazie alla crisi. Mi spiega meglio in che senso?
Fabio: Io mi definisco con un termine che a molti dà fastidio, ma che io trovo carino: io sono un "mercenario" della musica. Nel senso, io ho una passione forte che mi accompagna fin da quando avevo 3-4 anni, poi dai 15-16 anni ho avuto i primi gruppi ed ho sempre pensato che non faccio un lavoro, ma di divertirmi a fare delle cose che mi piacciono. Quando tu sei in un momento di grassa, in un momento in cui il tuo settore funziona e ci sono molti lavori, i tuoi registi -come nel mio caso- sono iper attivi, praticamente lavori sempre e vendi il tuo cervello, le tue idee, per denaro. E questa cosa è un po' un'anestesia, vivi la tua professione in un modo un po' narcolettico, sei tranquillo. Però il problema è che un creativo come me, come te, ha cento idee di cui magari novanta fanno schifo, ma dieci potrebbero essere potenzialmente delle buone idee.. e dove le mette? Nel cassetto. Perché se tu, parlo proprio di te, domani sei assunta da uno studio di architettura importante (avevo accennato al Maestro i miei studi di architettura ndR), le tue idee all'inizio non le riuscirai a portare avanti ma ti cullerai nella tua situazione economica di benessere. Ma nel momento in cui crolla il mercato dell'architettura e tu sei sempre brava ma lo studio ti dice "Scusami, non ce la facciamo più a pagarti", allora devi necessariamente reinventarti. La crisi ha massacrato tutti ma ha anche fatto nascere opportunità nuove e diverse, come la mia band che ho raccolto con attenzione e con ricerca e cercando veramente la qualità intorno a me. Oggi, in un momento di lunga difficoltà, devi indirizzare gli sforzi, non puoi buttare via le tue energie, quindi cerchi di legarti a tutti quei progetti che ritieni forti, validi, ed è più facile ritrovarsi rispetto a quei momenti in cui il fiume è in piena. Frizzi 2 Fulci è stato questo, io avevo questa idea in testa da 9-10 anni, perché Lucio era mancato, io mi ero reso conto a questo punto, anche grazie alla rete e alle tantissime persone che mi hanno scritto, che questo uomo, a tratti un po' bisbetico, un po' difficile di carattere, mi aveva lasciato un'eredità. Il giorno che se n'è andato è come se avesse detto a te ed ai suoi collaboratori "Questo è quello che ho fatto, vedrete che un giorno succederà qualcosa". E infatti, mentre quando era in vita, specie in Italia, non era molto considerato, ad un certo punto c'è stata una vera e propria esplosione. Allora ho raccolto un gruppo di lavoro per progettare il tutto, al quale partecipava anche la figlia di Lucio, Antonella Fulci, ed ho fatto molta fatica. Ma quando il primo concerto all'estero importante, che è stato Londra alla Union Chapel, c'era la gente che urlava, c'erano 950 spettatori felici che mi hanno dato delle gioie incredibili, mi sono detto "Allora lo vedi.. anche quando le cose vanno male, non vanno poi così tanto male".
...Sono logorroico anche io, eh? (ride)

Selenia: (rido) Ma no, sono in buona compagnia... ci compensiamo!
E’ rinomato che l’horror sia di grande ispirazione per certi generi di musica. Ad esempio, non so se lo sa, ma c’è un gruppo svedese gore grind, i Regurgitate, che hanno utilizzato proprio la sua colonna sonora come intro di un loro album! Hanno scelto la scena di Paura nella Città dei Morti Viventi dove c’è Rose che rigurgita le sue interiora.. magari il metal è un genere molto distante da lei, ma in fondo lo vedo che anche lei ha un’anima rock! (rido)
Fabio: (ride) Ma dai! Ah sì sì, mentre Rose ha quel problemino di "digestione"! Allora, io mi sono sempre fidanzato musicalmente con musicisti di grande qualità e c'è stato il periodo in cui scrivevo quei temi ed i miei musicisti erano Fabio Pignatelli e Maurizio Guarini dei Goblin. Le tematiche sono sempre state tutte mie, ma il lavoro in studio era importante, c'erano mille idee, si selezionava, poi io mettevo l'orchestra, quindi queste grandi qualità strumentistiche sono quelle di gente che amava il prog, io stesso amavo il prog a modo mio, anche se sono sempre stato un po' più classicheggiante. Questa fusione era importante e sono stato l'anno scorso ad Helsinki, ospite ad uno dei più importanti festival underground, abbiamo chiuso la serata col gruppo ed erano tutti impazziti e c'erano questi omoni truci, vichinghi, che cantavano i pezzi! Queste sono delle belle soddisfazioni, perché confermano questa trasversalità del mio modo di fare musica e mi piace molto.

Selenia: Sicuramente Frizzi 2 Fulci cavalca l’ondata del momento che è stata inaugurata da Claudio Simonetti e dai Goblin, con le live score delle colonne sonore scritte per Dario Argento. So che voi proponete solo qualche spezzone dei maggiori film, ma ha mai pensato di fare anche lei uno spettacolo simile riproponendo i film per intero?
Fabio: Guarda, io ci ho pensato bene, poi l'ideatore di quella cosa non è tanto Simonetti quanto Guarini, che era il programmatore folle che aveva fatto quelle prime cose, sono entrambi amici miei. Ti devo dire una cosa, ci ho ragionato molto e forse lo farò perché me lo hanno chiesto in tanti, anche negli Stati Uniti, però io penso che il film è sicuramente importante, ma noi qui raccontiamo, con qualche immagine ben mirata e su alcuni dei progetti non su tutti, raccontiamo lo score, raccontiamo la musica del film, ringraziando chi ha permesso di scriverla e chi ha spinto affinché la si scrivesse. Ma quello che voglio dirti è di pensare ad una cosa: un film quanto dura circa?

Selenia: Beh, quelli di Fulci ad esempio un'ora e mezza..
Fabio: Esatto, quasi tutti un'ora e mezza (sorride), vedo che sei preparata! La musica in un'ora e mezza di cinema quant'è mediamente? 35-40 minuti? Allora io ho pensato sempre una cosa, mi sembrerebbe come andare a vendere la Cola Cola e dare mezzo bicchiere! Quindi ho pensato, se ce la faccio, perché inizio a diventare un po' vecchiotto, che la cosa che mi piacerebbe fare sarebbe una doppia serata: tu compri un biglietto per i due eventi, vieni oggi e vieni domani; domani ti faccio vedere il film e ti facciamo vedere come nasceva tutto, oggi ti faccio vedere il concerto. Non mi basta come performer -anche se più che performer mi ritengo un musicista un po' globale- pensare che una persona venga e si senta solo 35 minuti della mia musica. Per carità, il film è bello e l'emozione di suonarci sopra sarebbe bellissima, ma la tentazione sai quale sarebbe? Non lo farò mai, ma la tentazione sarebbe prendere quei temi e ridistribuirli, rifare la colonna sonora, allora in quel caso sarebbe diverso e si tratterebbe di fare un'ora e mezza di concerto sul film.

Selenia In effetti poi per portare live il progetto lei ha dovuto ri-arrangiare i pezzi, giusto?
Fabio: Sì, io ho dovuto riscrivere tutto! Considera una cosa, io ho scritto queste cose a trent'anni, ho incominciato presto con tanti altri film, poi ho fatto altri progetti e poi è morto il Cinema (perché il Cinema è morto, mentre io avevo circa quarant'anni, quindi circa venti anni fa). Ho fatto un progetto di cui spero che ne sentirete parlare, ho portato in sinfonica il grande Cinema italiano in generale (Rustichelli, Trovajoli, Morricone etc.) per qualche anno. Poi ho ripreso a fare fiction e mi sono completamente dimenticato di tutto. Ho firmato ottanta film, di puntate di fiction ne avrò fatte duecento, per questo prima ti ho detto che sono un mercenario. Nel senso, se tu domani ti devi sposare ti faccio la marcia nuziale! (ridiamo) E te la faccio anche hard rock visto che ti vedo abbastanza motivata!
A parte tutto, ad un certo punto mi hanno iniziato a chiedere interviste in continuazione, in occasione delle nuove edizioni dei film di Lucio, ed ho rivisto quei film, che sono veramente bellissimi, e questo mi ha riportato a quell'atmosfera di metà vita fa, visto che adesso ho più di 60 anni. Quindi quando mi è venuta l'idea di Frizzi 2 Fulci, sono andato a riascoltarmi tutto e ho detto "Oddio... ma io ho scritto questo?" ed il giorno che con i miei ragazzi abbiamo preso l'idea di andare avanti, ci siamo rivisti dopo due mesi durante i quali mi sono messo a scrivere ed ho ritirato fuori tutto, con una logica che deriva anche dalla mia esperienza televisiva, come direttore d'orchestra di varietà, perché è il varietà che ti fa fare le suite come sentirai stasera. Ad esempio, se io devo raccontarti Manhattan Baby, te lo racconto in dieci minuti con le cose salienti, in modo che tu che hai visto il film te lo ricordi e se non lo hai visto forse ti dò delle immagini e ti suggestiono. Ho ricominciato da capo e devo dirti che, siccome proprio oggi stavo controllando i video con la persona che mi aiuta nella messa in scena dei video, stavo notando che alcune cose sono molto più forti sul palco oggi perché c'è un signore che è vissuto tanti altri anni, che ha fatto delle scelte di un certo tipo, che ha messo sul palco della gente forte. Oggi evidentemente funziona in maniera più efficace.

Selenia: Di recente mi è capitato di guardare un film horror, Babadook, non so se lo ha visto, ma è stato definito come un “horror freudiano”, perché la sua forza sta nel mettere in luce delle paure infantili. Infatti si prova paura proprio perché ci si immedesima in quel bambino e perché del resto le paure fanno parte della preistoria, più che della storia, dell’individuo ed il sentimento del perturbante che possiamo provare nella visione di un film ce le riattiva. Nelle sue composizioni, quanto lei ha dovuto scavare nel suo inconscio e quanto, invece, si è semplicemente ispirato alle sceneggiature?
Fabio: Io sono apparentemente un burlone, nel senso che a me piace stare con le persone carine come sei tu, che sei una persona spiritosa, e raccontarmi con battute etc, però in realtà non sono esattamente tutto così. Sono un vecchio frequentatore di lettino, ho fatto undici anni di analisi, sono stati molto importanti. Questa è la parte più nascosta, racconta un Fabio che in realtà ha probabilmente degli strati inferiori piuttosto forti e devo dire che nell'avvicinarsi a questo genere, io dico sempre -e lo penso veramente-, collaborando con i registi per un film o una fiction devi comunque entrare in sintonia con loro e questo è già un fenomeno di tipo psicanalitico. Se noi dobbiamo lavorare ad un progetto comune, io e te dobbiamo pensare a quella cosa nello stesso identico modo e l'unico modo è comunicarselo in maniera profonda, altrimenti non ci capiamo. Sicuramente nell'horror c'è qualcosa di più e forse, siccome all'epoca ero abbastanza piccolino, alcuni di questi temi sono venuti fuori in maniera istintiva e un po' drammatica, nel senso che mi hanno tirato fuori "qualcosa". Io ho due figlie molto grandi, poi anche altri figli più piccoli, ma molto spesso le prime due mi dicono "Papà, tu dici che non hai mai usato sostanze stupefacenti -ed è vero-, ma da quello che scrivevi in quel periodo sembrava tu fossi in uno stato di trance assoluto". Quindi credo che questa connessione ci sia, sono uno che gli incubi li ha fatti e li fa, e mi sono anche chiesto perché c'è questa grande fortuna odierna di un genere che mi piace come tutto il cinema, ma di cui non ne sono appassionato. Adesso tra l'altro è morto il povero Craven e, tanto lo vedrai tra poco, il concerto è dedicato a lui con un accenno alle due colonne sonore dei suoi film più importanti, Nightmare e Scream. Mi sono andato a rivedere Nightmare, il primo, e l'ho trovato straordinario e capisco che, siccome siamo tutti in realtà impauriti da qualche cosa, probabilmente questo tipo di genere serve un po' ad esorcizzare quel qualcosa, a farlo diventare oggettivo, a poterne parlare con qualcuno. E' strano ed è interessante il fatto che abbia questo successo trasversale nel Mondo, perché non credo che ci sia un Paese in cui adesso questo genere non abbia un seguito interessante, anche un seguito critico. Il fatto che Lucio stia avendo questa seconda giovinezza, anche se lui è "lassù", è molto particolare. Voglio dire, Lucio non era una persona semplicissima..

Selenia: Beh, lui era anche molto anarchico ed anche un po' contro la psicanalisi..
Fabio: In un certo senso sì, però è anche una persona che ha sofferto tantissimo per le sue vicende umane e credo che una sua certa rabbia, che poi in qualche modo a noi amici -io allora ero piccolino, ma poi sono diventato un suo amico- comunicava, spiegava e motivava, venisse proprio da questo buco nero che tutti noi abbiamo e che aveva anche lui.

Selenia: Spesso ho notato che la musica di sottofondo entra in un certo senso in contrasto con le immagini che scorrono. Mi viene in mente, ad esempio, l’inizio de L’Aldilà: subito dopo l’immagine cruenta della crocifissione c’è una musica che fa tirare quasi un respiro di sollievo; oppure nella scena finale c’è un contrasto tra i volti terrorizzati dei due protagonisti e la colonna sonora che sembra quasi un tema positivo. Eppure il film termina con una frase cupissima, ossia che al mare delle tenebre non si sfugge, ma bisogna affrontarlo ed esplorarlo. Come mai ha fatto queste scelte?
Fabio: Io ho una mia teoria, verso la quale ogni tanto vado in contrasto perché creativamente parlando puoi avere dei piccoli "credo", ma ogni tanto devi per forza negarli, altrimenti diventa un'eccessiva coerenza ed un'artista non ha "mai" logica. Ho sempre pensato che, al di là del fatto che ci sono i temi horror che stanno bene sui film horror, secondo me il gioco a contrasto è una delle cose che funziona di più. Ho anche discusso molto con Lucio su un episodio: i titoli di testa di Paura nella Città dei Morti Viventi non erano come poi in realtà li ha voluti lui, ma comanda il regista ed alla fine si fa come vuole lui. Ma io avevo inserito un tema, che poi è nel disco ma che lui non ha più inserito nel film perché non lo ha voluto, che era un tema dolcissimo. Forse ti ricorderai che quel film comincia con una soggettiva in un cimitero: è mattina presto e c'è una luce meravigliosa ed alla fine c'è il prete e, subito prima dell'inquadratura sul prete, io avevo inserito un tema dove c'è un flauto, leggermente inquietante, però anche dolcissimo. Molti temi che ho scritto per Lucio, ma anche per altri come Sergio Martino, hanno comunque un che di melodico. Innanzitutto, nella colonna sonora secondo me acchiappi e ti porti a casa un pezzo di film, e in alcuni casi, come ad esempio ne "L'Aldilà", il tema del pianoforte è inquietante, un tema che ho scritto perché sono andato a vedere le riprese e Lucio mi ha detto "Vedi questo pianoforte? Mi fai qualcosa?" ed è nato così. Tra l'altro Emily (Cinzia Monreale ndR) stasera forse c'è.. ed è la prima volta che viene al concerto! A me non piace la musica horror per la musica horror; per carità, è giusto usarla, e quindi torniamo su questi suoni acidi e i clavicembali, i cori, però tendenzialmente non mi piace.

Selenia Eccoci all’ultima domanda.. finalmente! (rido)
L’avventura con Frizzi 2 Fulci ha avuto un primo grande successo al concerto a Londra, ne abbiamo parlato prima, ma adesso vi preparate a conquistare anche l’America, con un sold out già registrato a Los Angeles! Cosa si aspetta da questa nuova avventura?
Fabio: Andare a suonare in America è, credo, per qualsiasi artista un fatto importantissimo, perché gli Stati Uniti sono stati un po' la culla di tanti nostri sogni, un po' anche perché sono lontani. Londra oramai è comoda, in un paio d'ore ci arrivi, ci metti di più ad andare a Viterbo! (ride)
Andare dall'altra parte, come a Los Angeles che è proprio lontana, anche se con internet le distanze si accorciano è un sogno a cui io e Daniele De Gemini, che è il mio agente ed è la persona con la quale questo progetto è diventato piano piano realtà, abbiamo lottato come pazzi, anche perché l'amministrazione americana metti molti vincoli e molti ostacoli, vogliono che tu gli dimostri e gli documenti con contratti etc chi sei. Suoneremo in teatri dove forse ci saranno meno persone, anche perché le città sono molto diverse ed anche il pubblico è molto diverso. Ci sono posti come Toronto dove so che ci sono milioni di appassionati di questo genere, o città come San Francisco, di cui io sono molto felice, perché non l'ho mai vista e mi hanno detto tutti i miei amici che è una delle più belle città del mondo, dove magari ci sarà un po' meno consenso. Los Angeles tutto esaurito, in un teatro dove mi dicono che il grande Cinema viene proiettato sempre, l'Egyptian Theatre che sta ad Hollywood e dove hanno suonato e si sono viste immagini straordinarie, sapere che in dieci giorni esaurisce 650 posti.. insomma, mi ha fatto rimanere veramente senza parole. Sono molto contento, sono molto preoccupato di far bene e di portare al massimo il nostro concerto, però me la voglio anche godere, perché per una persona non più giovane come me, una persona matura, una cosa come questa è un grande regalo, con tante richieste da tante altre città e la prospettiva, magari, di tornarci. E' un po' il sintomo di quello che succede, questo racconto piace tanto, interessa tante persone e credo che potrebbe diventare un tour più lungo. Anche perché Frizzi 2 Fulci nasce con un'ora e quaranta circa di musica, scelta in un certo modo, ma ovviamente non c'è tutto e quindi volendo si potrebbero aprire altre pagine.

Tutte le foto sono a cura di Floriana Ausili "RosaVelata"



No Fun
Giovedì 16 Maggio 2019, 20.32.50
6
Ma che figata questa intervista, non avevo visto la finestrella di questo articolo di fianco alla scorsa notizia sui Fulci! C'è veramente tanto da scoprire in questa uebzin.
brainfucker
Giovedì 22 Ottobre 2015, 12.32.59
5
bellissima intervista!brava!
Selenia
Mercoledì 30 Settembre 2015, 18.09.03
4
Confermo @Alex! Affabile e disponibile sono i termini esatti. E' rimasto contentissimo anche lui dell'intervista, sono delle gioie grandissime per me! E grazie anche a tutti voi che apprezzate
Alex
Mercoledì 30 Settembre 2015, 15.19.31
3
Concordo nel definire questa intervista molto bella e curata. Mi è piaciuta un sacco e Frizzi sembra davvero una persona affabile e disponibile.
Selenia
Mercoledì 30 Settembre 2015, 11.06.25
2
@Ivo: grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuta! Concordo, senza dubbio un personaggio interessante, oltre che una persona davvero molto carina e disponibile.
Ivo
Mercoledì 30 Settembre 2015, 8.43.20
1
Bellissima intervista. Il Maestro Frizzi è davvero un gran personaggio. Complimenti Selenia!
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L'intervista
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