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JOE SATRIANI + MARKUS JAMES - Teatro della Luna, Assago (MI), 05/10/2015
11/10/2015 (914 letture)
SHRED IN THE THEATER
In una uggiosa e francamente triste domenica, pensavo fra me e me che la crisi di astinenza da musica live iniziasse a farsi sentire in modo consistente. Mi sono quindi subito tuffato sulle pagine di Metallized per vedere se per caso uno spacciatore o addirittura un gruppo di essi presto avrebbe fatto tappa nella città meneghina. E guarda un po’ che fortuna, lunedì arriva nientemeno che l'amato Joe Satriani! Veloce giro su noto sito di ticketing online, tradizionale bestemmia per il prezzo che da passabile diventa inesorabilmente un furto a colpi di commissioni, diritti di prevendita e altre amenità, e ho il biglietto in tasca. La cosa che mi colpisce è che in questo Shockwave Supernova Tour il chitarrista di New York ha scelto di esibirsi nei teatri. Per me sarà la prima volta di un concerto rock\metal “da seduto”, non sono amante del pogo e della calca, ma credo che stare in piedi, saltare, applaudire e fare un po’ quello che ti pare sia una delle essenze fondamentali dell’ascoltare dal vivo la musica che tanto amiamo. Mi reco quindi con qualche timore in quel di Assago, al Teatro della Luna, in un cupo lunedì sera; la venue ha poco del teatro nel senso “classico” del termine, ma è più una grande tenso-struttura permanente ricolma di file di poltrone.
L’acustica nell’arco di tutta la serata, a parte alcuni dettagli di cui parlerò dopo, si è rivelata più che passabile con un basso rimbombo, nonostante il soffitto molto alto e una buona qualità complessiva dei suoni.

MARKUS JAMES
Ad aprire le danze alle 21 spaccate c’è tale Markus James, che confesso serenamente di non aver mai sentito nominare. Il nostro si presenta sul palco insieme ad un corpulento batterista e propone alla platea una ottima mezz’ora di blues limaccioso e torrido di chiara matrice del delta del Mississipi. Con un uso sapiente della chitarra elettrica con lo slide, una voce altamente effettata e un batteria tribale James propone riff che trovano le radici in quel blues di inizio novecento con ancora forti influenze gospel e spirituali. Markus spiega alla folla che sta alternando composizioni originali a rivisitazioni di “standard” antichi, in entrambi i casi il risultato è più che ottimo, e il pubblico sembra apprezzare. Una prova convincente che mi fa riflettere su quanta buona musica ci sia sempre e comunque da scoprire

JOE SATRIANI
Veloce cambio di palco e l’attesa per Satch è presto conclusa. Le luci si spengono e sui tre teloni bianchi che fanno da sfondo allo stage viene proiettato un francamente disturbante e incomprensibile cartoon in bianco e nero che in chiusura lascia lo spazio ad un cielo stellato e sul palco irrompono Joe e compagni. L’apertura è affidata all’ottima title-track dell’ultima fatica in studio: Shockwave Supernova, l’iconica Ibanez rosso fuoco inizia a eruttare note e melodie magiche tra le sapienti mani del Maestro, supportato a meraviglia da una band di grandissima levatura: Mike Keneally alle tastiere e alla seconda chitarra, Bryan Beller al basso e il pazzesco Marco Minnemann dietro alle pelli. Satriani ha raggiunto la caratura artistica che gli permette di dare grande spazio nello show al suo quindicesimo album in studio, da cui sono tratte ben otto tracce della setlist. Nessuna paura di deludere i fan della vecchia scuola, che verranno comunque deliziati con alcune chicche e la sicurezza nei propri mezzi che solo i più grandi hanno. Detto questo, in scaletta al secondo e al terzo posto c’è subito una doppietta di mega classici come Flying in a Blue Dream e Ice 9. Entrambe riassumono alla perfezione perché adoro la musica di Joe Satriani: di chitarristi tecnicamente strabilianti in grado di suonare centosessantamila note al secondo ce ne sono a centinaia, ma quasi nessuno è in grado di mettere con tanta efficacia questa capacità al servizio della forma canzone. Le migliori composizioni di Joe, pur contenendo finezze tecniche inaudite, tengono sempre al centro tutti gli ascoltatori, anche e soprattutto quelli che, come il sottoscritto, sanno poco e niente di come si suona una chitarra, ma sono in grado lo stesso di apprezzarle per la raffinatezza degli arrangiamenti, la melodia e la capacità di trasmettere emozioni vere. Sorpresa incredibile alla quinta traccia quando partono le note di Not of This Earth, entrata nel set di questo tour e credo non eseguita dai remoti tempi dell’esordio discografico del nostro eroe all’epoca dotato di lunga criniera di capelli. La band è assolutamente in palla, ci sono poche interazioni con il pubblico, ma fiumi di musica eseguita con enorme perizia tecnica e tanta passione. Fa sempre sorridere il classico siparietto in cui, introdotti i membri della band, Joe si presenta alla platea con “Ciao io sono Giuseppe Satriani” pagando un piccolo tributo alle sue origini italiche. Fra le tracce assolutamente convincenti di Shockwave Supernova, fra cui spiccano Crazy Joey e la breve ma delicatissima Butterfly and the Zebra, trovano spazio altri grandi pezzi del passato come Friends, purtroppo unico estratto dal capolavoro The Extemist e Time dal sottovalutato Crystal Planet. Conclusa All of My Life viene aperto il dossier Minnemann: definito dallo stesso Joe “The crazy guy on the drums”. Il batterista teutonico si è reso protagonista di una prestazione assolutamente strabiliante per tutto il concerto, seppur penalizzato dal fatto che i microfoni sui piatti avessero un volume decisamente troppo basso. Il drum solo con cui delizia la platea è francamente ai limiti dell’incredibile: poliritmi pazzeschi, rullate potentissime e velocissime, in cui ci si convince abbia almeno un paio di set di braccia meccaniche supplementari, si alternano a incredibili e soffici pattern sui piatti. D’altronde cosa aspettarsi da uno che può tranquillamente passare dai Necrophagist a Steven Wilson e arrivare a tanto così da diventare il sostituto di Mike Portony nei Dream Theater...
Da questo momento in poi il concerto è un crescendo di emozioni con grandi esecuzioni di alcuni fra i migliori pezzi composti da Mr. Satriani fra cui spicca una soave e sempre struggente Always With Me, Always With You e la vanhaleniana e trascinante Satch Boogie. Con un grande scroscio di applausi e tutti i presenti, finalmente in piedi, i quattro salutano per poi fare classicamente ritorno per un encore da infarto con Big Bad Moon in cui Joe si cimenta alla voce e all’armonica, e quella che ritengo una delle migliori canzoni di hard rock strumentali mai composte: Surfing With the Alien, durante la qualche vengono anche proiettate delle splendide immagini del cartone animato di Silver Surfer.

Al mio secondo concerto di Joe Satriani confermo in toto le ottime sensazioni della mia prima esperienza: definire Satch“solo” uno Maestro della sei corde è decisamente riduttivo, è un grandissimo scrittore di ottima musica e soprattutto un grande performer live perché riuscire a emozionare, far battere le mani e ammaliare per quasi due ore proponendo musica solo strumentale non è impresa da tutti. Non vedo l’ora di poter rivedere la pelata, gli occhiali da sole e la Ibanez calcare i palchi italici.

SETLIST JOE SATRIANI
1. Shockwave Supernova
2. Flying in a Blue Dream
3. Ice 9
4. Crystal Planet
5. Not of This Earth
6. On Peregrine Wings
7. Friends
8. Time
9. If I Could Fly
10. Butterfly and Zebra
11. If There Is No Heaven
12. Cataclysmic
13. Crazy Joey
14. All of My Life
15. Drum Solo
16. Luminous Flesh Giants
17. Always With Me, Always With You
18. God Is Crying
19. Goodbye Supernova
20. Satch Boogie

---- ENCORE ----
21. Big Bad Moon
22. Surfing With the Alien



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ARTICOLI
11/10/2015
Live Report
JOE SATRIANI + MARKUS JAMES
Teatro della Luna, Assago (MI), 05/10/2015
 
 
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