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SINE QUA ...BOH? - # 3 - ‘Demolition’ e ‘Risk’
23/10/2015 (2500 letture)
Uno dei momenti più brutti che un appassionato di musica può pensare di vivere è quando si compra un disco sul quale si hanno grandi aspettative e poi, una volta cominciato l’ascolto, si scopre con delusione cocente di aver speso i propri soldi per una colossale ciofeca. Lo sconcerto diventa poi insopportabile e si trasforma addirittura in rabbia quando si realizza che a procurarti questa doccia gelata è stato uno dei tuoi gruppi preferiti, uno di quelli sui quali si pensava di poter contare sempre e comunque. Sul finire degli anni 90 molte metal band storiche avevano vissuto un calo di prestazioni preoccupante in larga parte conseguenza del mutare “pilotato” delle condizioni di mercato, ma poche riuscirono a creare più sconforto di quanto fatto da due punti fermi della scena quali Judas Priest e Megadeth.

JUDAS PRIEST: DEMOLITION
Strano destino quello dei Judas Priest degli anni 90. Dopo un inizio di decennio che li aveva consacrati agli occhi dei più come autori del loro disco migliore, quel Painkiller che per tanti identificava l’essenza assoluta del metal, la caduta improvvisa nel baratro. L’abbandono di Rob Halford al termine del famoso tour con Megadeth, Sepultura e Pantera, condito dall’incidente a Toronto (sulle cause reali del forfait non è qui il caso di soffermarsi) causò un vuoto che colmare non era oggettivamente semplice, considerando quanto Halford fosse identificato non solo con i Judas Priest, ma col metal in generale. Il tutto senza contare che la nuova creatura di Rob - i Fight - potevano contare anche sulla presenza di un secondo transfugo: il batterista Scott Travis. Da quel momento, un lungo, angosciante periodo di silenzio durante il quale non è mai stato chiaro se il gruppo fosse ancora attivo o meno. Poi, all’improvviso, l’annuncio del ritorno con un nuovo, sconosciutissimo sostituto al microfono. La scelta di un carneade come “Ripper” Owens fa parte di quelle storie più uniche che rare, che è bello seguire e poi raccontare, ma questo potrebbe essere il tema di un altro articolo. Quello che qui importa, è il risultato che il ritorno sulle scene dei Judas rappresentò. Prima un disco controverso come Jugulator, poi il flop con Demolition, un disco involuto, fumoso, privo di reali contenuti, troppo lungo e amplificazione peggiorativa di un tentativo cominciato con Jugulator di inserire elementi extra nel tessuto musicale. Più che di elementi extra, in realtà, si dovrebbe parlare di elementi posticci, dato che certe aperture più groove, electro ed industrial da un lato non appartenevano né alla realtà dei Judas né a quella dei loro fan, sicuramente molto tradizionalisti, mentre altre di retrogusto simil-operistico (Close to You), sarebbero state sviluppate solo molti anni più tardi e con Rob Halford saldamente al timone. Sia chiaro che, in tutto questo, nessuna colpa può essere mossa al buon Owens, il quale ha avuto il solo torto di voler vivere un sogno mille volte immaginato e che aveva i mezzi per riuscire ad imporsi dal punto di vista tecnico, ma ha dovuto fare i conti con una personalità che non poteva essere quella adatta a reggere una pressione del genere e, soprattutto, con del materiale a disposizione che non poteva competere col passato. Senza contare il sostegno non adeguato avuto dai vecchi del gruppo. La produzione, mirata ad esaltare le novità (fatto comunque coerente, visto che, fatta una scelta, questa va seguita fino in fondo) e mortificare in parte la tradizione, fece il resto del lavoro di Demolition della credibilità del gruppo. La storia racconta che le spese delle situazione vennero fatte quasi tutte da Owens, oggi modesto comprimario della scena, mentre i Judas Priest sarebbero tornati prepotentemente sulla cresta dell’onda reintegrando l’unico cantante in grado di interpretare quel ruolo nel gruppo. La storia è piena di queste storie, se mi perdonate il gioco di parole, ma ricordarle è sempre bene.

MEGADETH: RISK
Quando la situazione volge al peggio, ci sono solo due cose da fare: continuare imperterriti sulla propria rotta aspettando che la bufera passi, sperando di non affondare per poi tornare a solcare il mare più forti di prima, oppure ammainare le vele prima spiegate fieramente al vento, navigare sottocosta e rifugiarsi buoni buoni nel porto più vicino e sicuro, anche se in quel porto avevamo giurato di non gettare mai le ancore perché frequentato da gente troppo diversa da noi. I Megadeth del 1999, scelsero la seconda via. Il buon Dave, dopo aver attraversato da protagonista principale gli anni 80 ed aver attaccato gli anni 90 con un capolavoro come Rust In Peace, li chiusero indegnamente con il vituperato e vituperabile Risk. Come accostare, allora, la band del ‘90 e degli anni precedenti con quella, irriconoscibile, del 1999? La spiegazione è talmente banale da essere ancor più fastidiosa di qualcuna teoricamente peggiore. Il declino assoluto che il mercato aveva decretato per il thrash - e sottolineo il mercato, quindi case discografiche e circus industriale, ma non certo gli appassionati - costrinse Mustaine ad una scelta: fare come già molti illustri colleghi avevano fatto con più o meno dignità, piegandosi alla dura legge del dollaro, producendo dischi pseudo-metal che in realtà erano basati su un rock innocuo e amichevole appena camuffato per non perdere totalmente la faccia, oppure rischiare di sfidare il mare in tempesta tirando dritto per la propria strada. Risk rappresentò non solo un ancoraggio in un porto sicurissimo, ma un vero richiamo del vascello Megadeth in bacino di carenaggio, ridotto a nave museo per teenagers con i primi pruriti rockeggianti. Già inseguito, con un certo costrutto, a dire il vero, il treno del successo sul quale viaggiavano i Metallica del Black Album con il discreto/buono Countdown to Extinction, il gruppo del cantante rossocrinito puntava ora a quello del successo commerciale di massa. Per sopravvivere, come detto, per non essere da meno degli altri, anzi, meglio degli altri qualunque cosa facesse, per arrivare davvero a tutti anche a costo di incidere un pezzo osceno come Breadline, anche a costo di usare il talento di Marty Friedman per canzoncine insipide ed insulse, insomma: a qualunque costo. Il tutto, se vogliamo, era molto nello stile di Mustaine ed in un certo senso sarebbe filosoficamente scusabile, ma nonostante questo, Risk è una macchia assolutamente troppo resistente per essere pulita, una macchia da fedina penale musicale che resterà per sempre, incancellabile.

JUDAS ‘N ‘DEATH: RISK OF DEMOLITION
Due flop colossali, due atteggiamenti diversi. Da un lato i Megadeth, un gruppo che si piega in maniera becera a necessità di sopravvivenza, ma più ancora alla necessità psicologica di avere successo, di essere apprezzato a qualunque costo del suo mastermind. Dall’altro i Judas Priest, che puntano coraggiosamente sul classico “signor nessuno”, salvo poi scaricarlo ad un destino immeritato quando diventa chiaro che non si può continuare con lui, ma che cerca comunque di fare qualcosa di diverso, di modernizzarsi senza troppo perdere di impatto e di introdursi negli anni 2000 e nella modernità. Sbagliando, umanamente e musicalmente, ma tentando comunque di proseguire il cammino senza abdicare più di tanto ad un certo ruolo. Tra i due gruppi, insomma, sono certamente i Judas a godere di più scusanti. Ambedue le band sono comunque ancora vive e vegete, con i Judas molto cambiati da allora, ma sempre molto considerati dai loro fan, ed i Megadeth altrettanto cambiati ed attesi ora ad una conferma; l’ennesima e forse ultima. Sapremo più in là se possiamo davvero contare ancora su di loro, ma Demolition e Risk rimangono a pieno titolo due abnormi Sine Qua ...Boh?.



mic
Lunedì 26 Ottobre 2015, 21.33.18
57
io ogni tanto riascolto sia Demolition che Risk. Quando ho voglia di ascoltare qualcosa di atipico. Non mi fanno schifo come a molti utenti (in base a quanto leggo nei commenti). Gli album inascoltabili per i miei gusti sono altri (St. Anger)
rob 75
Domenica 25 Ottobre 2015, 23.18.28
56
ai tempi mi rifiutai di ascoltarlo Risk ( troppo deluso dal precedente crypting writings) mentre per cio' che concerne i judas il discorso diciamo e 'piu' articolato,nel senso che non mi era dispiaciuta del tutto la svolta"aggressive" del precedente Jugulator. Demolition invece a partire dal suono stesso del album semplicemente deficitario e' un " papocchio" senza capo ne coda , a mio avviso il peggior album dei Judas che per inciso sono la mia band preferita.
Er Trucido
Domenica 25 Ottobre 2015, 13.44.12
55
Crimson la mia era una battuta, suvvia comunque hai detto bene, argomentando, ma non tutti lo fanno
Crimson
Domenica 25 Ottobre 2015, 13.27.12
54
Scusate ma perché dovete mischiare troppi argomenti per poi passare da estremi totali tipo Risk "migliore" di RIP. Un fatto è la storia dell'arte (di qualsiasi arte) che segue determinati criteri per distinguere le opere ed indicare quelle più significative: novità introdotta, influenza, impatto, peculiarità stilistico/artistica, opinioni della maggioranza dei critici, opinioni della maggiorazna degli ascoltatori e dei musicisti ecc. ecc. ecc. E anche qui, non significa che che non vi siano rivalutazioni anzi. La storia si riscrive costantemente. Un altro la bellezza "in sé" di un opera, tipo XXX di pinco pallino può essere bello come o più di un Master of puppets ma sicuramente meno importante. Detto questo, è chiaro che argomentando ed esponendo una propria teoria, si può in pratica sostenere (quasi) tutto. Il punto comunque è che un disco come Risk, sotto un profilo critico, può essere considerato non il peggior album della band, ma un disco buono o sufficiente, esattamente come è legittimo sostenere che il disco più importante sia Peace sells e non RIP o quello più bello Countdown o So far o anche l'esordio . Insomma, sono punti di vista differenti, legittimi su un piano critico (e non di semplice gusto personale). La critica non è rivolta al giudizio in sé, si può sostenere tranquillamente che Risk sia il peggiore della band - ed è tra l'altro anche l'opinione più diffusa- come invece il contrario. L'errore consiste nel ritenere che "oggettivamente" non si possa dire il contrario, su un piano critico.
Vitadathrasher
Domenica 25 Ottobre 2015, 12.29.30
53
........è fuffa soggettiva quindi opinabile all'infinito. L'oggettività, la verità assoluta ce l'hanno solo i vati, i classici, vedi carmelo bene.
Er Trucido
Domenica 25 Ottobre 2015, 12.15.24
52
Sì beh quello è un dato ma ce ne sono molti altri. Alla fine la verità assoluta in tasca non ce l'ha nessuno, si fa del proprio meglio ma essendo persone parliamo sempre di opinioni. Anche se ritengo difficile affermare che ad esempio risk sia migliore di Rust in Peace, in tanti anni un parere così estremo non mi è mai capitato comunque tornando a parlare dei dischi in questione, li ho entrambi originali e grazie al cielo li comprai usati, anche se col senno di poi mi chiedo perché li ho in casa.
Master
Domenica 25 Ottobre 2015, 11.27.27
51
Ok @Trucido, allora siamo d'accordissimo. Si valuta perchè la ricezione del pubblico, al momento della pubblicazione, è stata di un certo tipo, diversamente da quanto auspicato. Questo è abbastanza oggettivo, in quanto è un racconto di cose accadute, è Storia. Non è però una disamina in termini assoluti della qualità di un disco (impossibile da fare, se non filtrata attraverso il proprio punto di vista). Sono d'accordo anche sul fatto di chiuderla lì..almeno fino a quando non sentirò dire nuovamente che "quei dischi sono oggettivamente enormemente superiori". Sulla base di cosa? Chi l'ha detto? Per dire cose oggettive ci vogliono dati alla mano. Le vendite sono i primi dati che mi vengono in mente, e sono dati assolutamente adeguati ad eseguire la disamina di cui parlava @Trucido...ma non allarghiamoci troppo nelle conclusioni! Buona Domenica a tutti!
Er Trucido
Domenica 25 Ottobre 2015, 10.26.47
50
Ragazzi, secondo me stiamo un pochino ingigantendo la questione . Il punto è che nel momento in cui si fa una critica bisogna considerare anche un sacco di cose oggettive come ad esempio l'accoglienza, l'effettivo peso storico e l'eventuale rivalutazione negli anni e non solo da parte del recensore di turno. Perché Risk ad esempio fu chiaramente un flop, non stiamo a girarci intorno. Può piacere o no e siamo d'accordo, ma fu un disco fatto per vendere e non vendette, con lo zoccolo duro dei fans a detestarlo e poca gente si avvicinò ai Megadeth con questo album, nonostante il bonus disc (il "No Risk disk") con una raccolta di pezzi vecchi. Lo stesso Mustaine lo schifa nella sua autobiografia (disse che dopo la registrazione di Crush'em andò in bagno a vomitare) dicendo che andò troppo oltre nella sua ricerca del numero uno in classifica. Quindi appunto, la questione in questa sede non è dire "bello o brutto" o "mi piace/non mi piace" ma perché fu un flop. Oppure in altri casi, perché fu un capolavoro. A mio parere la ricerca dei perché è molto più interessante del "mi piace/non mi piace" e un critico dovrebbe rivolgersi più a quello che a questioni di gusto, anche se alla fine in un qualsiasi pezzo in un modo o nell'altro ci finiscono, ma cercare di evitarli coscientemente sarebbe già un passo in avanti Comunque mi ricorderò nel commento numero 47 di Master la prossima volta che riceverò degli insulti per una recensione non gradita Dai chiudiamola qui
Raven
Domenica 25 Ottobre 2015, 10.24.04
49
Siamo OT, decisamente. Se volete continuare la discussione sulla critica è meglio spostarsi nel forum,. grazie.
Master
Domenica 25 Ottobre 2015, 10.02.41
48
Con ciò, ripeto che comunque apprezzo sempre parecchio leggere il parere di @Raven che, avendo un'esperienza sconfinata nel campo, si è formato un gusto molto robusto, ed è in grado di discriminare tra opere che reputa valide e non, in modo molto efficace, individuando immediatamente quelli che per lui sono punti forti o eventuali difetti.
Master
Domenica 25 Ottobre 2015, 9.58.49
47
P.s.: questo mi risulta che sia proprio l'ABC delle discussioni tra appassionati, pensare di potere valutare qualcosa di oggettivo è assurdo come legittimare il proprio potere di regnare per investitura divina...siamo a questi livelli, per quanto mi riguarda!
Master
Domenica 25 Ottobre 2015, 9.54.27
46
Concordo con @Crimson, è esattamente come la vedo io. Si parla di "UN punto di vista, che vuole creare un gusto ed una visione musicale per indirizzare/influenzare gli ascoltatori".
Crimson
Domenica 25 Ottobre 2015, 9.39.24
45
La critica ha senso come guida per l'ascoltatore e per la memoria collettiva, dato che il tempo passa e le opere pubblicate sono tantissime ed una persona non può chiaramente ascoltarsi tutto ciò che è stato fatto. Così come è importante lo studio storico che individua i gruppi e i lavori più significativi, importanti e artisticamente particolari e validi (spiegando perché). Ma il tutto sempre tenendo conto e premettendo che si sta parlando di UN punto di vista, che vuole creare un gusto ed una visione musicale per indirizzare/influenzare gli ascoltatori. Punto di vista che può essere contraddetto, rivisto, cambiato, accolto o rifiutato (in parte o in blocco) proponendo altri punti di vista. E tutti validi se argomentati con coerenza e non semplicemente dall'esprimere un giudizio di gusto (mi piace, non mi piace). Il critico che si spaccia per IL Verbo sta semplicemente raccontando balle e una cosa che non esiste proprio.
Raven
Domenica 25 Ottobre 2015, 9.13.05
44
Quindi la critica non ha senso, no?
BlackSoul
Domenica 25 Ottobre 2015, 8.20.15
43
È impossibile giudicare un album con oggettività. Se non mi è mai piaciuto South of Heaven non potrò mai dargli il voto che merita.
Lele 12 *DiAnno
Domenica 25 Ottobre 2015, 2.59.34
42
Il tema dell' "oggettività" nella valutazione dei dischi è emerso più volte. Sarebbe forse il caso di dedicargli un articolo, se non altro come tentativo di chiarire i termini della questione.
Hard`n`Heavy
Sabato 24 Ottobre 2015, 19.23.43
41
Countdown to Extinction, è il capolavoro dell'evoluzione heavy class metal con venature Technical prog metal. DA AVERE senza scuse
Master
Sabato 24 Ottobre 2015, 19.08.35
40
Articoli divertenti, sarei solo curioso di leggere la "scheda di valutazione" che usa @Raven per valutare, in modo da potere eventualmente contestare quella. Perché se qua si parla di oggettività, ma i criteri non sono pubblici, non sta tanto in piedi....
Crimson
Sabato 24 Ottobre 2015, 17.02.50
39
Raven mi dispiace ma non puoi parlare di oggettività, semmai di alcuni punti fermi maggiormente condivisi. Che poi non esiste neanche una critica accademica per questo tipo di arte. E comunque, il ruolo vero delllo studioso di arte non è certo fare classifiche e dire "questo bello, quello brutto", ma mi sto dilungando in discorsi troppo complessi che esulano da questo messaggio. Detto questo, personalmente ritengo Risk un buon disco di hard rock melodico (le canzoni migliori, sono proprio quelle più zuccherose; altro che oscena Breadline) che non doveva uscire a nome Megadeth, perché è una band troppo legata ad un certo modo di intendere il metal e Cryptic Writings è probabilmente il massimo a cui potevano spingersi usando quel nome, ma il disco resta buono. Ben diversi invece i tentativi di fare album metal che alla fine si rivelano scialbi, piatti, con potenziali buone idee sfruttate malissimo come The world needs a hero. E poi parlando di "oggettività" chiamare Countdown to extinction un disco solamente discreto/buono, quello sì che è un parere del tutto personale, dato che per non poca parte di pubblico e critica quello è considerato uno dei dischi migliori in assoluto della band.
freedom
Sabato 24 Ottobre 2015, 12.03.22
38
Vabbè quella è pubblicità PAGATA.
black
Sabato 24 Ottobre 2015, 11.38.16
37
Ho citato s&m prima.. Una volta x l uscita su un giornale pure un inserto di venti pag!ahahah sembrava capolavoro del metal.. Ormai dimenticato .. Risk era visto con nuovo inizio Dell era del trash.. Ora e visto più come una fine
Raven
Sabato 24 Ottobre 2015, 11.22.04
36
Questo dovrebbe indurre a riflettere sulle affermazioni di certa stampa.
black
Sabato 24 Ottobre 2015, 11.09.59
35
La cosa mi fa sorridere.. Ai tempi era poco tempo che ascoltavo metal e data l assenza di internet vivevo la scena attraverso i gg specializzati.. Ricordo ancora l uscita di risk. Buon mustaine che parlava di un intervista di Lars che li accusava di non saper rischiare ahahah vedevo risk come un capolavoro articoli su articoli.. Non avevo i soldi x comprarlo ko desideravo tantissimo.. Andavo nei negozi e lo guardavo x ore.. Pure versione 2cd c era..pure il mega cartonato sull entrata.. I giornali non parlavano altro che di risk e s&m dei metallica.. Poi riuscì ad averli.. Ai tempi mi piacevan poi.. Ahahah che delusione.. Bei tempi bei tempi ora tra anticipazioni e internet non esiston più ste cose
Metal Shock
Sabato 24 Ottobre 2015, 3.19.00
34
Io ho sempre considerato Demolition un grande album, con l`unica pecca di avere un tre brani di troppo. Canzoni come One on one, Feed on me, ma soprattutto Hell is home sono stupende. Qurst`ultima per me e` una delle migliori canzoni scritte dai Judas da Painkiller in poi, cantata in modo straordinario da Tim Owens, e sicuramente meglio di quanto fatto di li in poi col ritorno di Rob. Anzi per me e` stato un peccato il ritorno di quest`ultimo, perche` attualmente canta molto meglio Tim di Rob. Risk e` invece proprio un brutto album, forse il peggiore dei Megadeth.
Dany71
Sabato 24 Ottobre 2015, 1.28.59
33
Risk non è metal, ma non brutto da dedicargli questa rubrica. Non banale ben curato. Questo disco , ripeto, nome è metal.....tutto lì.
Christian death rivinus
Sabato 24 Ottobre 2015, 0.01.57
32
Supercollider insieme a risk due grosse macchie di olio indelebile nella strepitosa discografia del grande megadave....
Forbiddenevil
Venerdì 23 Ottobre 2015, 23.32.53
31
Due dischi assolutamente orribili, i Megadeth che giocano ai Nickelback e i Judas che senza Rob non sono i Judas. Poi è divertente conoscere i gusti personali (assolutamente legittimi) che per l'appunto sono oggettivamente personali!
Steelminded
Venerdì 23 Ottobre 2015, 23.27.11
30
Supercollide?
Hard`n`Heavy
Venerdì 23 Ottobre 2015, 22.57.45
29
un certo LUCA SIGNORELLI gli ha dato lo stesso voto a ‘‘Demolition‘‘ 90 sulle pagine di metallus & il vecchio leggendario metal hammer. Risk & jugulator a me mi fanno impazzire per quanto mi piacciono, trovo anche eccezionali e bellissimi album quali ''The System Has Failed'' - ''Endgame'' - ''Redeemer of Souls''.
entropy
Venerdì 23 Ottobre 2015, 22.20.53
28
@Hard`n`Heavy almeno questi due sembri non vederli come capolavori! (anchese 87 e un votone!) Ogni volta che leggo i tuoi commenti non posso che pensare che tu sia davvero fortunato. Valuti talmente tanti dischi da 85 in su, che non puoi che vivere una vita da ascoltatore felice!
mario
Venerdì 23 Ottobre 2015, 21.39.35
27
Il mio sospetto sul fatto di aver chiamato Owens da parte del gruppo, nasconde per me forse un accordo segreto tra i vari membri del gruppo e Rob Halford, Rob si era stufato di fare la musicsvdel gruppo, voleva staccare la spina da quella esperienza coi Judas, e fare in proprio per un tot tempo, tempo concordati con la stessa band, forse una cosa simile successa tra Bruce ed Harris per i Maiden, per mia opinione credo che abbiano usato Owens come un rimpiazzo-cavia per le loro decisioni interne, se e' cosi' pero' la figura da perfetti s....zi l'hanno fatta loro, perche' la gente non e' fessa, lo vede chiaramente che Owens ha una voce della madonna, credevano forse che riportato Halford all'ovile, la colpa sarebbe ricaduta solo di Tim?.Ma poveri scemi.Owens ne esce a testa alta, la figura barbona l'ha fatta chi lo ha chismato forzandolo a recitare un copione scritto solo da loro qui in Demolition, son sicuro che Tim glielo avrà' detto ma che ca..o di roba e questa che mi proponente?.Gli avrà' proposto pure modifiche credo si loro piani, ma il gruppo sicuramente gli svra' risposto picche, o nangi sta minestra o fuori dalla finestra.Ma la voce rimane sempre un qualcosa di straordinario e Jugulator davvero un ottimo disco per le mie orecchie, anche e soprattutto grazie all'ugola di The Ripper, anzi diro' di piu', avrei voluto ci fosse stato lui al posto di Halford nell'ultimo album.
renzo mattei
Venerdì 23 Ottobre 2015, 21.22.50
26
ma mario@ è metallo@ alias spiderman@?
jek
Venerdì 23 Ottobre 2015, 20.58.35
25
Sempre interessanti questi articoli, nello specifico Risk non l'ho quasi ascoltato visto che i Megadeth mi avevano già smarronato mentre per quanto riguarda Domilition concordo con Raven un flop colossale, e per me anche Jugulator e su quella strada. Questo mi dispiace perché Owens l'ho sempre considerato un buon cantante poteva fare cose buone coi Judas e non penso che abbia influenzata la scelta "innovativa" della band. Resta un mistero se come dice @Raven non aveva il sostegno dei vecchi cosa l'hanno chiamato a fare. Per fortuna è tornato l'unico Re del metal.
Raven
Venerdì 23 Ottobre 2015, 20.51.02
24
Infatti ripeto per l'ennesima volta che io non discuto mai i gusti, mi baso solo su dati oggettivi, e quei dischi sono oggettivamente enormemente superiori. Visto che la scala di riferimento è in centesimi, la battuta era legittima Poi ad ognuno può piacere tutto e nel provato si può pensare che Painkiller valga 10 e Demolition 100, ma è un dato che vale solo per sé stesi e per chi ha un gusto analogo, l'oggettività, lo ripeto, è altra cosa e se chi legge può dire certe cose con pieno diritto, chi scrive deve valutare altri fattori.
Psychosys
Venerdì 23 Ottobre 2015, 20.41.33
23
Beh @Raven, l'utente qui sotto ha espresso una sua opinione personalissima. Non è scontato che RIP e Painkiller siano i migliori per tutti
Raven
Venerdì 23 Ottobre 2015, 20.24.41
22
Si, e painkiller e Rust in peace 1348, dai...
Hard`n`Heavy
Venerdì 23 Ottobre 2015, 20.14.34
21
x Francesco Gallina "Raven" mi dispiace ma è il tuo articolo un flop e non ‘Demolition’ e ‘Risk’ album che io possiedo originali e presi a prezzo pieno senza l'offerta, soldi ben spesi!!!!!!! Per il sottoscritto ''Jugulator'' ‘‘Demolition‘‘ & ''Risk'' sono dei grandissimi album poi De gustibus. VOTI: ''Jugulator'' 95 - ‘‘Demolition‘‘ 90 - ''Risk'' 87.
mario
Venerdì 23 Ottobre 2015, 18.27.20
20
#Risk,#Jugulator, e altri errori, purtroppo ho il computer che non va, e scrivo con il cellulare.Comunque lo ribadisco la voce di Mustsine se nei primi album capolavori del gruppo la digerivo abbastanza, ultimamente mi irrita e non poco, se compro il duo album con Kiko lo faccio per sentire dolo la sua musica, ma se fallisce pure in quello non ritrovando più' i suoi guizzi geniali di un tempo e non riuscisse più' s coinvolgere gente nei livello, vuol dire per me che' e' slls frutta e va solo avanti a forza di inerzia, e allora lo mollerei definitivamente.Vedremo cosa ha combinato insieme Loureiro, ma non ho tutta sta gran speranza, comunque si vedrà' , come di fice, se son rose fioriranno, ma se fallisce pure con Kiko con me ha chiuso.
mario
Venerdì 23 Ottobre 2015, 17.55.52
19
Personslmente nessuno dei due soddisfa il mio gusto, ma il primo mi e' leggermente meno indigesto del secondo soprattutto prr un fstto di boce e intrtptetszione vocale, ms quedto e' ovvio, a parte ls differenza dei generi delle 2 band, tra ls duperbs e fenomrnsle voce di Tim Owens e wuells arrscanita di Mustaine c'e' un abisso.Demolition nel complesso non mi prende molto, ma alcune canzoni mi piacciono, i mid tempos li trovo invece proprio brutti e mal costruiti, ma come detto alcune sfumature generali e alcune canzoni non mi dispiscciano, e la voce favolosa di Tim e'sempte un piacere sscoltsrls e sdfolvisce un po la pillola alla fin fine.Mentre Disk proprio mi e' sempre andato di traverso, Non c'era più' neanche Menza alla batteria, lo trovo proprio vuoto, privo di idee, senza tecnica che morde e incide, ma anche senza carattere, per me uno dei più' brutti di Mustaine, poi ogni volta che riprovò a sentire canzoni Dove Mustaine tende quasi ad imitare goffamente e in modo ridicolo quasi Marylin Manson, oltre che ridicola la susvoce e' irritante e fastidiosa, oppure una caso come The Doctor is Calling e' veramente indecente e orribile sembra quasi stia leggendo msldestramente una cantilena e scccompagnsts da un ritornello ancora più' brutto, da dimenticare anche il brano più' sul pop rock I'll be there con quel brutto pacchiano e mslmesso oooooOOoooo.Proprio un brutto pssdo falso di mustaine di li s poco li abbandonerà' anche Friedman.Pero' del periodo Owens mi piace molto Jugilator che trovò ingiustamente bersagliato dalla critica, per me davvero un ottimo album da 88-90.Per i Megadeth invece mi e' piaciuto se pur con alcune riserve Endgame.Diciamo che per mio pensiero Owens fu sacrificato tramite idee sbagliate dei Judas Priest, MS ne esce a testa alta.Mentre Mustsine ne esce con le ossa rotte perche' comanda lui e LS responsabilità' e' tutta sua.
Radamanthis
Venerdì 23 Ottobre 2015, 17.50.33
18
A me emolition mi è piaciuto molto e lo ascolto tutt'ora con piacere! Risk no invece.
Psychosys
Venerdì 23 Ottobre 2015, 17.45.36
17
Quando ho ascoltato Demolition mi è piaciuto, ma non abbastanza da riascoltarlo. Ci sono delle belle canzoni come Machine Man, ma non mi ispira più di tanto, a differenza del precedente Jugulator, che ritengo migliore ma lungi dall'essere un capolavoro. Grande prova di RIpper Owens comunque, talento indiscutibile. Risk invece non mi è mai dispiaciuto. Lo ritengo un disco nella media, con qualche bella canzone mainstream. Marty Friedman voleva sperimentare sonorità pop e Mustaine non ha fatto una piega: aveva visto un mucchio di soldi in arrivo. Non li ritengo due dischi così brutti da meritare un posto in questa rubrica,
mario
Venerdì 23 Ottobre 2015, 16.45.35
16
Scusate ho sbagliato, questo post era per commentare l'intervista ad Alan Averill dei Primordial.
mario
Venerdì 23 Ottobre 2015, 16.43.01
15
Si, @Thirh Eye, comunque conclude l'intervista dicendo , spero abbiate colto il mio sarcasmo, non mi sembra in fondo cosi' pessimista, altrimenti cosa vorrebbe dire con le sue parole che i giovani, finiti in pensione nomi come Metallica,Slayer, Judas Priest, Iron Maiden, ecc. Continuino s fare metal copiando loro in eterno?.Oppure che nel loro genere tutti debbano copiare loro?.Abbiamo capito che alcuni gruppi gli fanno ribrezzo e ci sta, sono due opinioni, ma come reagirebbe se i recensori e la critica lo attaccassero dicendo magari in un loro brutto momento di stasi ispirstivs che di ripetono e che il loro sound dia monotono e poco variegato?, reagirebbe dicendo che non capiscono niente?.Il metal tutto si trova ad un bivio o copiare o fortemente ispirarsi a riffs, assoli, suoni di batteria ai grandgruppi che ne hanno fatto LS storia o rinnovarsi cercando una via FI mezzo.Altrimenti non lo seguo, viole lui che ci siano dei giovani gruppi fotocopia del passato glorioso del metal?.Non credo proprio, il suo di scorso riguarda in massima parte lo spirito che deve animare LR giovani generazioni.Almeno io l'ho interpretato cosi'.il buon senso, la voglia energica di fare le cose e di farle con convinzione attitudinale profonda.A me i primi dischi dei Nightwish piacciono, mentre il primo dei Primordisl non piace proprio per niente per esempio e lo dico in modo schietto come fa lui, e se dovesse fare un sltro passo falso pure lui lo direi chiaramente che fa schifo, ma se avessi dovuto ascoltare dolo Metsllica., Slayer ecc. Che hanno fatto pure loro delle boiste pazzesche già' avrei smesso di ascoltare metal da un pezzo.
entropy
Venerdì 23 Ottobre 2015, 12.12.58
14
@painkiller.. sorry
entropy
Venerdì 23 Ottobre 2015, 12.11.58
13
@ non sono d'accordo. Gli ultimi due dei megadeth in effetti sono proprio pessimi, però tutta la fase da system a end game (tre dischi insomma) , ed in particolare endgame e united sono dei bei dischi. Chiaramente non al livello dei top album.. ma cmq belli e tosti.
Galilee
Venerdì 23 Ottobre 2015, 12.11.01
12
Il post youthanasia conta di 3 dischi più che buoni. I Judas Priest, Demolition escluso non hammo mai fatto un disco da cestinare.
Painkiller
Venerdì 23 Ottobre 2015, 12.05.29
11
Risk è un disco brutto ma non credo sia peggio di thirteen o super collider. Diciamo che dalla discografia dei 'Deth post youthanasia si può pescare a piene mani per questa rubrica...
Painkiller
Venerdì 23 Ottobre 2015, 12.03.14
10
Per me Jugulator è un grande disco
Sambalzalzal
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.57.45
9
Su Demolition ci sono pezzi che mi piacciono parecchio ancora oggi, Risk quando lo ascoltai alla sua uscita mi venne da ridere e mi è sempre venuto da ridere ogni volta che ho provato a riascoltarlo. Comunque continuo a chiedermi i motivi per cui Jugulator è ritenuto un cattivo disco boh, ma ce ne fossero di cose brutte fatte a quel modo
Ulvez
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.43.28
8
a me Jugulator era abbastanza piaciuto, mentre Demolition non l'ho mai ascoltato. idem per i Megadeth post-Youthanasia, da me sempre ignorati
Galilee
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.41.47
7
Jugulator non si tocca, per me è un super disco. magari non un capolavoro, ma quasi. Più che altro in demoilition secondo me i Judas non sapevano più che pesci pigliare. Intrapresero mille strade senza arrivare da nessuna parte. machine man ad esempio sa di super song mancata. Potrebbe essere fichissima invece è una cavolatina. Non so se mi spiego. Riguardo ai Megadeth quei tre dischi li... CW, Risk e quell'abominio di The world need a hero, proprio non li reggo. Si meglio risk di CW e meglio entrambi di TWNAH. Forse uno dei dischi peggiori al mondo. Sotto anche a ST Anger..
freedom
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.33.09
6
Demolition è accettabile, anche se è vero che sembra fatto con gli scarti del precedente (che invece è un ottimo album). Risk invece fa proprio pena, credo sia il punto più basso della carriera dei Megadeth assieme a Supercollider.
entropy
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.27.58
5
allora demolition sa molto di scarti di jugulator (che non era affatto un brutto disco come molti lo dipingono), ma cmq qualcosina di piacevole c'era, anche se credo meriti lo stesso la presenza in questa rubrica. Per risk devo ammettere che è l'unico disco delle grandi band che hanno avuto "cadute di stile" che non ho mai avuto il coraggio di comprare o ascoltare... anche perchè mi sembra l'unico caso di stroncatura unanime! (al contrario di reload o threath is real che qualche sostenitore lo trovano pure)
AL
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.19.33
4
Risk per me irritante. Demolition mediocre e superficiale, peccato perchè veniva dopo Jugulator che a me è piaciuto moltissimo.
Painkiller
Venerdì 23 Ottobre 2015, 9.08.35
3
@Galilee: vero, ci sono idee buone non sviluppate, per quello ho parlato di DEMO, di solito le idee non svilupate sono lì.....RISK l'ho riascoltato un pochino stamattina e di fatto ci sono tre Quattro canzoni comunque buone. Lo preferisco, comunque nella pochezza di entrambi, a cryptic writings. Quest'ultimo mi ha sempre puzzato di album fatto un po' per accontentare tutti, con una she-wolf che dal vivo fa la sua figura ma che, complice una produzione piatta, non ha la Potenza necessaria su disco. La cito giusto come esempio, perchè alla fine trovo RISK, sempre nella sua pochezza, più onesto. Insomnia, prince of darkness, the doctor is calling e la doppietta finale li trovo buoni pezzi hard rock. il resto è nulla.
Galilee
Venerdì 23 Ottobre 2015, 8.54.30
2
D'accordo con Painkiller, anche se devo ammetterlo qualche cosa di buono su demolition c'è. Alcune canzoni mi piacciono parecchio e alcune idee purtroppo non sviluppate bene ci sono. Comunque un disco insufficiente. Risk, boh...
Painkiller
Venerdì 23 Ottobre 2015, 7.01.20
1
Come sempre un bell'articolo. Inutile dirlo, per uno come me Demolition è ben più di una "ciofeca". Io che ho conosciuto l'epoca di Turbo, posso solo dire che mentre l'album del 1986 aveva dei testi ridicoli ma musicalmente mi piaceva e mi piace (è figlio di un'epoca), demolition lo considero un vero pasticcio. Pasticcio anche perché non facendo parte dei fan ortodossi trovo ancora oggi jugulator un grande album. Demolition sembra semplicemente un album di b-side, di demo abbozzate e di mancanza di attenzione alla forma-canzone. Risk al contrario, lo trovo più coerente con quanto fatto precedentemente dai 'deth. Alla fine megadave aveva deciso di prendere la via del mainstream già da countdown, cercando di bissare il colpo piazzato dai 'talica col black album. Trovo decisamente piu valido e coerente Risk rispetto al precedente. Mentre Risk potrà non piacere ma almeno segue un chiaro intento (magari mal riuscito ma chiaro) da parte della band, demolition puzza di errore macroscopico dalle prime note. In realtà era chiaro, almeno per me che ho seguito halford nei tours solisti, che l'annuncio del rientro di Rob fosse imminente...
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