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ORPHANED LAND + STIMMGEWALT CHOIR + MOLLLUST + HELFIR - Circolo MAME, Padova (PD), 22/10/2015
27/10/2015 (944 letture)
Non appena appresa la notizia che gli Orphaned Land sarebbero ripassati in Italia e che questa volta l'avrebbero fatto in veste acustica per addirittura quattro date (di cui una nei pressi di Alessandria, che sarebbe stata praticamente dietro casa) non c'è stato nemmeno un attimo di esitazione: in quella serata saremmo sicuramente andati ad ascoltare il gruppo israeliano. Poco tempo dopo vengono però cancellate due delle date italiane, tra cui anche quella più vicina, ma la posta in gioco è alta: un tour diverso dagli altri, totalmente in acustico e con un coro ad accompagnare le canzoni dei Nostri. Senza farci scoraggiare dalle distanze, e nonostante i vari cambiamenti della location anche a pochi giorni dallo show, ci mettiamo in auto verso il Circolo MAME di Padova desiderosi di farci trascinare dai ritmi mediorientali ed energici e di assaporare un poco della cultura di cui gli Orphaned Land sono portatori.

HELFIR
Il duro compito di aprire la serata, innanzi ad un pubblico non ancora foltissimo, spetta al poliedrico Luca Mazzotta, artista proveniente da Monza che presenta agli spettatori accorsi al Circolo Mame la versione acustica dei brani del suo progetto Helfir, una one-man band in cui Luca si è occupato davvero di tutto.
Gli ottimi brani, contenuti nel disco di debutto intitolato Still Bleeding, scorrono tutti in modo gradevole, anche in questa loro forma leggermente più soft (stiamo comunque parlando di una proposta musicale molto riflessiva e che ricorda quella di band come gli Antimatter).
Mazzotta si dimostra molto abile soprattutto nel riuscire a creare un sound pieno, anche grazie al sapiente uso del looper, dei delay e di altri effetti per voce e chitarra, che lo aiutano a non far rimpiangere l'assenza di altri musicisti sul palco e catalizzando così l'attenzione di molti dei presenti, compresi gli stessi Orphaned Land che si trovavano in quel momento tra il pubblico a godersi il concerto.

MOLLLUST
Anche sapendo di stare per assistere ad un concerto acustico, la curiosità non ha potuto fare altro che aumentare quando si sono presentati sul palco i Molllust.
La band “opera metal” di Leipzig (Lipsia) è infatti in tour con gli Orphaned Land con una formazione ridotta, priva di batterista, bassista e contrabbassista, ma che annovera tra le sue fila: due violiniste (Sandrine B e Luisa Bauer), una violoncellista (Lisa H.), una cantante/pianista (Janika Groß) e un chitarrista (Frank Schumacher), unico componente maschile della formazione, come più volte simpaticamente sottolineato dalla cantante Janika.
Non è usuale assistere all'utilizzo di così tanto strumenti classici su un palco di un concerto metal (per quanto acustico), ma il motivo è stato chiaro sin da subito: i Molllust quando scrivono “opera metal” nella loro descrizione, non scherzano.
Non siamo davanti ad una band con voce pseudo-lirica ed orchestrazioni plasticose, ma ad un gruppo di musicisti con un'educazione classica che crea canzoni con una struttura molto più vicina a quel tipo di musica che al metal, e con tra l'altro una voce come quella di Janika che è quella di una cantante lirica in piena regola, con una potenza e una facilità d'esecuzione tali che avrebbe potuto tranquillamente fare a meno del microfono.
L'esecuzione del gruppo nel complesso è anche molto curata dal punto di vista scenico, teatrale ma comunque simpatica. I pezzi sono inoltre sempre ben caratterizzati ed impegnati: si passa dalle cover di Bach a momenti più impegnati come Lampedusa, brano molto tragico e sentito, dedicato alle vittime del naufragio del 3 Ottobre 2013.
Il tempo a disposizione dei Molllust termina rapidamente, ma la sensazione di aver assistito ad un concerto fuori dai canoni non ci abbandonerà presto.

ORPHANED LAND
Scesi dal palco i Molllust, arriva dunque il momento per gli headliner.
La performance degli Orphaned Land viene però anticipata da un intenso medley cantato dal coro tedesco Stimmgewalt. Sul palco, le voci dei sei cantanti si avvicendano per far prendere forma a una bellissima versione a cappella di Engel dei Rammstein, procedendo poi con le cover di Last Night Of The King dei Van Canto- e per concludere con una sorta di inno alla birra.
Un'interpretazione da brividi.

Finalmente gli Orphaned Land prendono posto sul palco e senza troppi indugi danno il via al proprio concerto con la coinvolgente coppia The Simple Man e All Is One. Come di consueto Kobi, a piedi scalzi e con indosso la sua tunica, riesce fin dall'inizio a catturare l'attenzione non solo con la sua voce, ma anche con le sue movenze e la sua sinuosa gestualità.
Nella prima parte del concerto sono prediletti i brani dall'ultimo disco del gruppo, segue infatti un intenso adattamento acustico di Let The Truce Be Known, dove il coro si rivela fondamentale ricreando le armonie arabeggianti della versione originale, e la malinconica Brother.
Vengono però ripresi anche numerosi brani da The Never Ending Way Of OrwarriOR, disco che li ha definitivamente consacrati e dal quale sono estrapolati alcuni pezzi che propongono raramente dal vivo, perché appunto più acustici, come ad esempio la magnifica e dolce Bereft In The Abyss e New Jerusalem, in cui la squillante voce di una delle coriste non ha fatto rimpiangere la mancanza dei vocalizzi di Shlomit, o ancora Building The Ark, che proprio grazie alla presenza del coro riesce a rendere al meglio.
Nella setlist non possono ovviamente mancare la trascinante Sapari, durante la quale è impossibile restare fermi e non battere le mani a ritmo o tentare di cantarne qualche frammento, e la suggestiva In Thy Never Ending Way.
Purtroppo si giunge troppo in fretta al termine del concerto e gli Orphaned Land ritornano sul palco per la chiusura. Con le classiche The Beloved's Cry e Norra El Norra il gruppo ci saluta, lasciandoci impresse forti emozioni.
Anche con gli strumenti classici, la band ha saputo creare uno spettacolo di forte impatto, facendoci assaporare canzoni in una veste diversa e lontana dal solito metal, senza comunque perdere quella potenza e carica emotiva propria della band. Arrangiamenti di chitarra raffinati, frammenti suggestivi del bouzouki di Idan Ansalem e il tocco deciso di Matan, insieme alla presenza costante del coro e la giusta complicità e sintonia fra i vari componenti della band hanno contribuito a creare quell'atmosfera calda e luminosa del Medio Oriente anche in una fredda serata di fine ottobre in un paese all'altro capo del Mediterraneo.
Un'esperienza assolutamente tutta da vivere.

SETLIST ORPHANED LAND
1. The Simple Man
2. All is One
3. Olat Ha'tamid
4. Let the Truce be Known
5. A'salk
6. Brother
7. Bereft in the Abyss
8. Building the Ark
9. El Meod Na'Ala
10. New Jerusalem
11. Sapari
12. In Thy Never Ending Way

---- ENCORE ----
13. The Beloved's Cry
14. Norra el Norra
15. Ornaments of Gold (ending)



Tutte le foto, introduzione e report di Orphaned Land e Stimmgewalt Choir a cura di Giada Boaretto "Arianrhod"
Report di Mollust ed Helfir a cura di Gianluca Leone "Room 101"



Giangianni
Mercoledì 28 Ottobre 2015, 15.29.34
2
Che figata!!
Uno
Martedì 27 Ottobre 2015, 16.50.55
1
Io c'ero! Una sola parola per descrivere l'intera serata: FANTASTICA!
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27/10/2015
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ORPHANED LAND + STIMMGEWALT CHOIR + MOLLLUST + HELFIR
Circolo MAME, Padova (PD), 22/10/2015
 
 
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