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CRADLE OF FILTH + NE OBLIVISCARIS + CADAVERIA - New Age Club, Roncade (TV), 04/11/2015
08/11/2015 (2386 letture)
Dopo la virata positiva del recente Hammer of the Witches e la sorprendente esibizione dello scorso agosto, è naturale voler verificare se per i Cradle of Filth si tratti semplicemente di un momento di grazia o se il 2015 rappresenti un’annata eccezionalmente positiva, che coincide con una vera e propria rinascita della band capitanata da Dani Filth. Allora eccoci davanti al New Age alle 20.00, in attesa che vengano spalancate le porte e cominci questa tappa dell’Inquisitional Tourture.
Il locale trevigiano è da diversi anni una sicurezza per gli amanti del metal, una location in grado di coniugare una buona raggiungibilità da tutto il triveneto con un allestimento confortevole e un buon palco, in grado di ospitare senza difficoltà anche tappe impegnative (qualcuno ricorderà gli Haggard, qui esibitisi qualche anno fa). Complice un momento in cui non è semplice riempire i palazzetti, nelle ultime due stagioni diverse band stanno facendo tappa in questo club (Cannibal Corpse, Machine Head, Lacuna Coil, Eluveitie…) rendendo la programmazione del locale ricca di nomi di rilievo.
Una volta entrati osserviamo che, come di consueto, il merchandise viene posizionato nella zona tra ingresso e guardaroba, in una sala separata rispetto a quella destinata ai concerti, consentendo in questo modo a chi vuole fare acquisti di osservare i prodotti in tutta tranquillità e interagire con i roadie o i membri delle band. Ma non c’è molto tempo per stare a guardare t-shirt e cd, perché nel giro di cinque minuti le esibizioni cominciano…

CADAVERIA
Costretti ad una mezzora scarsa di tempo per esibirsi, i quattro guidati dalla mortifera frontwoman non si mostrano per nulla intimoriti e danno inizio alla performance con Free Spirit, dall’ultimo Silence, pronti a portare sul palco del New Age il proprio horror metal. Da subito si nota come i volumi siano ben bilanciati e la performance strumentale sia molto precisa pur essendo penalizzata dalla presenza di una sola chitarra, anche se è Cadaveria stessa a catalizzare l’attenzione dei presenti, tanto per la propria versatile ugola (che è particolarmente incisiva nei registri più estremi), quanto per il fascino magnetico che è in grado di esercitare sul palco.
La risposta del pubblico non tarda a farsi sentire: i presenti sembrano gradire i pezzi, in particolare Loneliness ed il suo solenne ritornello, in cui le vocals si fanno quasi ipnotiche.
Purtroppo il tempo a disposizione di Cadaveria si esaurisce presto, ma il discreto numero di presenti ed il responso positivo lasciano sperare che alla prossima tappa in zona dei piemontesi il supporto non mancherà.

NE OBLIVISCARIS
Dopo un veloce cambio palco giunge il turno del sestetto australiano e, vista la risposta del pubblico non appena i giovani salgono sul palco, è evidente che una buona fetta dei presenti non considera i Ne Obliviscaris un semplice opening act, ma una parte fondamentale della serata.
Si comincia senza esitazione con le roboanti basse di Devour Me, Colossus (Part I): Blackholes, che mostrano una band in ottima forma: dalla trascinante sezione ritmica capitanata dal drummer Dan Presland e coadiuvata dall’abile Cygnus al basso, alle asce di Matt Klavins e Benjamin Baret che non esitano nemmeno nei passaggi più elaborati. Le vocals di Xenoyr abradono passando con agilità dal growl allo scream, mentre a Tim Charles spetta il ruolo di abbellire le composizioni tanto con la voce pulita quanto con il violino, strumento che impugna e riesce a far cantare tra stridii, note rubate e fraseggi eleganti. La sorprendente resa live dell’archetto lascia senza parole i presenti, che si fanno trascinare dai NeO come se fossero ipnotizzati, rispondendo con clamore al termine di ogni brano.
Si prosegue con la violenta Phyrric che, dopo una vertiginosa scalata solista, sfocia in una lunga sezione atmosferica che viene mantenuta inalterata, sorprendendo per la capacità evocativa del six-piece: pur assistendo ad un concerto è come restare a bocca aperta dinnanzi a delle persone che affrescano in tempo reale e con una miriade di colori le pareti del New Age, coprendo con nuove immagini la propria opera ad ogni fraseggio, sciorinando sfumature e combinandole in un caleidoscopico insieme.
Rimane giusto il tempo per un richiamo a Portal of I, con And Plague Flowers the Kaleidoscope e lo show della band di Brisbane si conclude. Quaranta minuti scivolati tra le dita come se fossero cinque ed un pubblico che non sembra ancora averne abbastanza sono la dimostrazione di come la passione e l’entusiasmo dei Ne Obliviscaris siano contagiosi e non necessitino di grandi presentazioni, ma solo di genuino supporto.

CRADLE OF FILTH
I vampiri inglesi salgono sul palco sul suono di un focolare crepitante e danno presto fuoco alle polveri con Heaven Torn Asunder, mostrando chiaramente l’intenzione di strappare qualche ricordo nostalgico facendo appello al materiale dei tempi d’oro. La prestazione della band è solida, contando su un rodato Martin Skaroupka alla batteria che non dà segno di volersi risparmiare e su una coppia di axemen che sembrano aver dato nuova linfa al combo di Suffolk. Ashok e Rich Shaw sembrano infatti parte della band fin dai primi anni ’90, mostrando una notevole abilità esecutiva ed un’attitudine naturale per il palco, con Shaw che a più riprese strappa qualche sorriso fingendosi un direttore d’orchestra. Perfino il controverso Dani Filth (che sale sul palco indossando un paio di corna da fauno), su cui spesso ricade la colpa di arrancare dal vivo e mostrare un’attitudine sui generis con i fan, sembra essere più in forma del solito: oltre ai consueti urletti lo scream mantiene un registro graffiante ed il ricorso al gracidio è ridotto al minimo; un’interazione piuttosto limitata con il pubblico rende decisamente sopportabili gli intermezzi tra i brani, anche se il frontman non manca di pretendere -nemmeno troppo gentilmente, come di consueto- supporto da parte dei presenti.
La setlist è abilmente costruita alternando grandi classici (Cruelty Brought Thee Orchids, Lord Abortion, Queen of Winter, Throned) pescati dagli album pre-nuovo millennio a brani estratti da Hammer of the Witches, col risultato che nel complesso durante il concerto sembra di aver fatto un tuffo indietro nel tempo di un ventennio, all’epoca in cui il symphonic black stava vivendo il proprio momento d’oro. Blackest Magick in Pratice potrebbe benissimo far parte di Cruelty and the Beast; Right Wing of the Tryptich Garden potrebbe benissimo riassumere in sei minuti una carriera (citando senza vergogna il passato, con i versi ”…like a queen of winter throned”); Deflowering the Maidenhead, Displeasuring the Goddess e Yours Immortally… mettono a tacere quanti dicono che i Cradle of Filth si sono allontanati dal black da un pezzo.
A sorpresa il sestetto regala ai propri fan anche Queen of Winter, Throned, che non veniva eseguita dal vivo da almeno tre lustri, raccogliendo grida di entusiasmo.
Il supporto vocale di Lindsay Schoolcraft (già impegnata alle tastiere) è sempre solido ed in grado di adattarsi tanto al lirico quanto al moderno, senza far perdere di intensità ai brani. È un piacere sentire Nymphetamine (Fix) eseguita da una voce femminile che non pretende di ricalcare l’ugola di Liv Kristine ma è in grado di dare una propria interpretazione al brano mantenendone inalterata la portata emozionale.
Dopo una breve interruzione i sei continuano la propria performance estraendo dal cilindro un memorabile trittico che mostra tutte le sfaccettature dei Cradle of Filth: si parte con la furiosa The Twisted Nails of Faith, seguita a ruota dalla gotica Her Ghost in the Fog e a concludere l’immortale The Forest Whispers my Name che pone in sigillo a novanta memorabili minuti di esibizione. Riuscire a mettere in piedi un set di questa caratura dopo vent’anni lascia ben sperare che, dopo aver rimpolpato a dovere la formazione, la longevità di Dani Filth e compagni sia ancora lontana dall’essere messa in discussione.
Nonostante in molti li avessero dati per morti, i vampiri inglesi ancora una volta dimostrano di essere già morti una volta e destinati a vivere per sempre, paletti permettendo, ovviamente.

SETLIST CRADLE OF FILTH
1. Heaven Torn Asunder
2. Cruelty Brought Thee Orchids
3. Blackest Magick in Pratice
4. Lord Abortion
5. Right Wing of the Garden Tryptich
6. Malice through the Looking Glass
7. Deflowering the Maidenhead, Displeasuring the Goddess
8. Queen of Winter, Throned

----ENCORE----
9. Yours Immortally…
10. Nymphetamine (Fix)
11. The Twisted Nails of Faith
12. Her Ghost in the Fog
13. The Forest Whispers my Name


Tutte le foto a cura di Vincenzo Maria Cappelleri “Viç”



giuseppe
Martedì 29 Dicembre 2015, 20.37.02
15
visti a stoccolma...volevo solo sottolineare il coinvolgimento e disponibilità del gruppo verso il pubblico, fantastico...prestazione ottimale.
Il Macellaio di Voghera
Giovedì 12 Novembre 2015, 15.49.08
14
Ho atteso ben 15 anni ma alla fine ho visto i Cof dal vivo a Milano. Ragazzi è proprio vero che il vampiro non muore mai perché Dani Filth è tale e quale a quello del 99/2000 se non meglio! La scaletta è stata ben costruita così come ho apprezzato i nuovi arrivi nel gruppo, i due chitarristi sono all'altezza del nome e il drummer è un vortice umano. Alle tastiere poi c'è un gioiello di ragazza con una voce pazzesca. I due gruppi di supporto sono stati bravissimi anche se Cadaveria era nella serata storta e si vedeva… Adesso aspetto i Mayhem e i Carpathian Forest. Poi posso pure morire.
LAMBRUSCORE
Martedì 10 Novembre 2015, 13.40.52
13
d.r.i. la stessa cosa me l'ha detta una mia amica poco tempo fa, poi ha aggiunto che aveva vomitato tutta notte...secondo me le 2 cose erano correlate...
d.r.i.
Martedì 10 Novembre 2015, 13.32.28
12
Lo sai che sei sempre nei miei pensieri
LAMBRUSCORE
Martedì 10 Novembre 2015, 12.25.57
11
d.r.i. ,cosa fai, mi rubi le frasi del mio dialetto ???
d.r.i.
Martedì 10 Novembre 2015, 9.45.19
10
Scusate il copia e incolla che fa cagher
d.r.i.
Martedì 10 Novembre 2015, 9.44.52
9
La scaletta di Milano Humana Inspired to Nightmare Heaven Torn Asunder Cruelty Brought Thee Orchids Blackest Magick in Practice Lord Abortion Right Wing of the Garden Triptych Malice Through the Looking Glass Deflowering the Maidenhead, Displeasuring the Goddess Queen of Winter, Throned Walpurgis Eve Yours Immortally… Nymphetamine (Fix) The Twisted Nails of Faith Her Ghost in the Fog The Principle of Evil Made Flesh
Aelfwine
Lunedì 9 Novembre 2015, 23.39.31
8
A saperlo che la scaletta dei CoF era così, mi sarei fatto volentieri i 600 km che mi separavano dal concerto... anche perché i gruppi di supporto meritano entrambi. Vedere eseguita Queen of Winter dal vivo dev'essere un'esperienza.
sicomeno
Domenica 8 Novembre 2015, 22.45.46
7
Cazzo...che scaletta
Steelminded
Domenica 8 Novembre 2015, 22.38.17
6
Anch'io li ho visti! Straordinari! P.S. che band strana i NO... e non parlo necessariamente della musica
Giasse
Domenica 8 Novembre 2015, 20.32.23
5
Sono stato a Milano e tutte e tre le band mi sono piaciute. Restando sui COF dei tanti show che ho visto questo e' stato in assoluto quello con la migliore scaletta. Dico solo che hanno iniziato con Heaven Torn Asunder per chiudere con The Principle Of Evil Made Flesh... straordinari nonostante il tempo che passa.
d.r.i.
Domenica 8 Novembre 2015, 20.13.12
4
Io sono andato alla data di Milano, ottimi suoni e senza dilungarmi dico due cose 1) Ne Obliviscaris devastanti e disponibili nel post concerto 2) "Nonostante in molti li avessero dati per morti, i vampiri inglesi ancora una volta dimostrano di essere già morti una volta e destinati a vivere per sempre, paletti permettendo, ovviamente." quoto al 101%
draKe
Domenica 8 Novembre 2015, 19.36.44
3
felicissimo di aver assistito ad una serata di spessore, con i Ne Obliviscaris sugli scudi che hanno potuto dimostrare il loro valore portandosi a casa nuovi seguaci tra il pubblico, come meritano, e i Cradle che a gran sorpresa hanno sciorinato una scaletta all'insegna dei classici dei primi dischi supportati da alcuni brani dell'ultimo, proprio per sottolineare la continuità artistica tra la proposta degli esordi e quella di oggigiorno. Come detto nel report i 2 chitarristi sembra che siano sempre stati nella band, il batterista una vera furia e Dani in gran rispolvero! Avanti così!
deborah
Domenica 8 Novembre 2015, 15.04.18
2
quanto mi rode non aver assistito a questo live...
Baron the red
Domenica 8 Novembre 2015, 12.21.41
1
Buona setlist...soprattutto x i brani di cruelty che adoro. Io dovevo andare all'ultimo a sensazione ho deciso di dare forfait e non mi pento. Non lo so c'e' qualcosa che non mi convince più in loro...Sara che ormai li vedo solo come Dany filth come personaggio egocentrico che non mi piace più. Premesso questo li ho adorati fino a Cruelty, visti nelle prime calate italiche nel 94 e 96. Contento cmq per chi e' andato e' si e' divertito. Bene
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