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SHINING + DARKEND + SELVANS + LUNARSEA - Traffic Club, Roma, 05/11/2015
11/11/2015 (2246 letture)
Il Traffic Club ospita un concerto molto atteso, quello degli svedesi Shining. I loro live hanno sempre suscitato viva curiosità in una parte del popolo metal, sia per la particolarità della proposta musicale che per la “fama” delle performance estreme del discusso singer Niklas Kvarforth.
Dopo avervi assistito posso affermare con una certa sicurezza che, al di là delle polemiche sull’autenticità o meno di certi comportamenti sul palco, il loro depressive/suicidal black metal non può meramente considerarsi come uno spin off piuttosto “poser” del black più puro, semmai come l’espressione, attraverso testi nichilisti, nonché uno stile specifico influenzato potentemente dal doom metal, di un mood profondamente sentito che può produrre derive esibizionistiche proprio in virtù dell’estremismo e la radicalità che lo contraddistinguono.
Ma ne parleremo nel dettaglio tra poco.
Come la consuetudine sancisce, gli Shining si presentano sul palco al termine delle esibizioni di altri gruppi spalla che si sono rivelate di grande pregio, cosicché il loro concerto può senza dubbio essere paragonato ad una pietra preziosa incastonata in un aureo monile.

LUNARSEA
L’open act della serata è affidato ai romani Lunarsea, che si esibiscono con rigore tecnico e passione di fronte ad un pubblico purtroppo ancora scarso. Il loro breve concerto si distingue nettamente da quelli che seguiranno per un approccio più cerebrale e più attento alla forma e alla sua espressione curata. Si può senz’altro affermare che rispetto allo Spirito Dionisiaco che prevarrà nei live dei Selvans -come in quelli dei Darkend e naturalmente degli Shining, il loro death metal arricchito di elementi progressive e sinfonici incarna pienamente il Principio opposto, quello Apollineo.
Penalizzati dall’orario e dalla poca affluenza che ne consegue, i Lunarsea riescono tuttavia a polarizzare l’attenzione degli spettatori grazie ad una performance tecnicamente rigorosa ed al contempo ispirata di tutti i componenti, così come grazie alla presenza scenica del nuovo singer Alessandro Iacobellis, che capace di muoversi on stage con piena padronanza di sé.

SELVANS
Forti di un’esperienza solida e duratura in precedenti band e di una release nuova di zecca dal suggestivo titolo di Lupercalia, salgono sul palco gli abruzzesi Selvans portando il loro folk/atmospheric/black metal dai tratti molto originali ad una platea che si sta gradualmente riempiendo.
La loro proposta musicale è estremamente varia, senza per questo risultare confusiva, mostrando di saper alternare felicemente momenti atmosferici e rarefatti ad altri epici e solenni, tratti aspri e stranianti a passaggi di una fisicità cruda ed efferata
Essa si rivela anche dal vivo di grande potenza evocativa, anzi forse più che su disco per merito di una presenza scenica davvero straordinaria per forza, intensità e peculiarità. Accade, invero raramente, che maschere, trucco, abbigliamento e scenografie adottati da una band in sede live non siano meri, artificiosi orpelli, ma enfatizzino il mood della musica. In tali casi, non si può che apprezzarli grandemente e riconoscerne l’altissimo potere mesmerizzante.
E benché le movenze ed il costume di scena del singer ricordino quelle del più noto Nergal, mi permetto di dire che la legittimità ad “indossarle” sta tutta dalla parte dei Selvans, che richiamano in tal modo la cultura ancestrale alla quale appartengono. Come accadrà anche per i Darkend, ma non per gli Shining che posseggono una vis di diversa natura, lo spettatore si trova immerso in un’atmosfera ritualistica e misterica di potenza inusitata, che scaturisce dalle forze primigenie della Natura e che nel caso dei Selvans ha sicuramente un’origine “classica”, come dimostrano le loro fonti d’ispirazione, desunte dall’antica cultura italica pre-romana.
Un live davvero riuscito che non risulta mai stucchevole proprio per il nerbo che lo contraddistingue. I Selvans, aruspici del metal nostrano, ci guidano nelle profondità dei boschi, fin negli antri avvolti dal muschio odoroso dove si celebrano i più occulti tra i riti. Arduo è staccarsi da suggestioni così intense per proseguire la serata.


DARKEND
È la volta degli emiliani Darkend che continuano in un modo del tutto personale questa immersione nel ritualismo più profondo.
Il loro esoterismo si allontana dai miti silvani degli Antichi Italici tanto cari ai Selvans, per virare verso un occultismo dai tratti magici ed oscuri. L’atmospheric black metal dai forti influssi sinfonici ed epici che eseguono con accuratezza ed ardore è la colonna sonora di una liturgia iniziatica che utilizza scenografie, abbigliamento ed oggetti di scena per svolgersi nel modo il più suggestivo possibile. Ma c’è poco da fare, quando hai a disposizione un singer carismatico come Animae, capace con il suo innato magnetismo di veicolare ed amplificare il mood della musica, questi artifici si rivelano del tutto superflui.
Senza alcun dubbio gli va riconosciuto a pieno titolo il ruolo di sommo sacerdote della cerimonia misterica: con calibrate ed al contempo enfatiche movenze e sguardi infervorati accentra su di sé l’attenzione dei devoti e conduce maestosamente la performance alla sua conclusione senza perdere mai in intensità ed espressività esecutiva, come d’altronde il resto della band.


SHINING
Un concerto a dir poco generoso, quello che gli Shining regalano al pubblico romano. La loro performance appare inoltre del tutto svincolata da protocolli e prassi consolidate proprio in virtù dell’amplissima esperienza live che permette alla band di sovvertire e variare in infiniti modi il copione.
Il repertorio dal quale desumono la maggior parte dei brani eseguiti è quello costituito dagli ultimi tre album ed in particolare, com’è naturale che sia, dalla più recente release IX - Everyone, Everything, Everywhere, Ends.
Il protagonista assoluto è, manco a dirlo, Niklas Kvarforth, ma i suoi compagni di band non solo lo sostengono con il loro ottimo lavoro strumentale o gli si alternano eseguendo anche numerosi e prolungati assolo (peraltro di un’insolita matrice blues), ma più in generale ne “sorvegliano” gli eccessi senza intervenire, ma comunicandogli comunque la certezza della loro presenza, come a rassicurarlo. Lui stesso li cerca, si rivolge a loro, li incoraggia addirittura a ricominciare daccapo un pezzo che era partito senza la giusta energia.
A tal proposito quello che mi preme sottolineare fin dall’inizio del report è la totale naturalezza, istintività dei comportamenti di Kvarforth sul palco: il suo stesso istrionismo, la plateale ostentazione, l’esibizionismo che rasenta sempre la violenza e l’autolesionismo sembrano essere del tutto “congeniti” e di certo non pose costruite. Di questo si ha la netta sensazione e l’assoluta certezza per tutto il concerto ed è esattamente questa ferocia trattenuta a stento, questo continuo vacillare sull’orlo della perdita del controllo a rendere lo spettacolo così potente e suggestivo.
L’intensità inusitata e l’estremismo della proposta musicale trovano nella personalità di Niklas Kvarforth non solo l’interprete più autentico, ma direi quasi l’incarnazione.
E come un dio efferato egli oltraggia con gesti viziosi e sadici quella parte del pubblico in prima fila che si presta al gioco per poi rivolgere contro sé stesso il medesimo furore, contenendolo in entrambe le situazioni a stento. Il tutto in perfetta sintonia, simmetria con la musica che è un inno e sfacciatamente degenere e colmo d’odio all’autodistruzione.
Assistere ad un concerto degli Shining può senz’altro rivelarsi un’esperienza emotiva di grande intensità, a patto che le si consenta di scendere in profondità e di scorrere liberamente nell’animo, senza pavidità alcuna. Si possono porre distanze fisiche a proteggersi dai tentativi di profanazione corporea (peraltro mai illeciti), ma non si può innalzare alcuna barriera razionale o emozionale per poterne autenticamente fruire.

SETLIST SHINING
1. Den Påtvingade Tvåsamheten
2. Vilja & Dröm
3. Framtidsutsikter
4. Människotankens Vägglösa Rum
5. Strings” (intro)
6. Besvikelsens Dystra Monotoni/Neka Morgondagen
7. Ohm (Sommar Med Siv, Seigmen cover)
8. Människa O’avskyvärda Människa
9. Att Med Kniv Göra Sig Illa
10. Eradication Of The Condition
11. Låt Oss Ta Allt Från Varandra
12. For The God Below
13. Han Som Hatar Människan
14. Submit To Selfdestruction



Tutte le foto a cura di Floriana Ausili "RosaVelata" (Metal Pics FB)



Lava
Giovedì 12 Novembre 2015, 21.05.57
5
Darkend supremi, mi n piaciuti anke più d Shining.
Hoest
Mercoledì 11 Novembre 2015, 21.07.19
4
Ero anch'io a Brescia, e a differenza di Ernie ho considerato lo show dei Darkend come il vero valore aggiunto della serata. Velenosi e con aria da rituale palpabile, non credo proprio che il loro sia un apparire ma un modo per creare il giusto contesto Selvans bravi anche se mi aspettavo qualcosa di più, diciamo che la loro proposta musicale mi è parsa abbastanza statica e sopravvalutata. Shining sublimi: nervosi, folli, schizzati, con una scaletta generosa e ben bilanciata: onore inoltre a Kvarforth che non ha lesinato le sue pazzie neppure durante lo show dei suddetti Darkend. Gran combo!
ErnieBowl
Mercoledì 11 Novembre 2015, 15.41.36
3
Ho avuto il piacere di assistere al concerto di Brescia e devo dire che non me l'aspettavo così intenso: i Selvans sono stati magnifici tra scenografia e ovviamente musica, peccato che abbiano suonato poco, inoltre mi sarebbe piaciuto tantissimo ascoltare N.A.F.H. tratto dall'ultimo Lupercalia. Ai Darkend mi sono un po' addormentato, in primo luogo perché non ero andato li per loro e poi mi sono sembrati una band tutto fumo e niente arrosto e già da come hanno allestito il palco dimostravano più la voglia di apparire che altro. Gli Shining sono stati il top, kvarforth è veramente inquietante e riesce a trasmettere benissimo le varie sensazioni al pubblico, spettacolari... e anche qui avrei preferito alcune canzoni al posto di altre ma pazienza, con 9 dischi era impossibile accontentarmi perfettamente.
Ars Nova
Mercoledì 11 Novembre 2015, 13.27.28
2
I DARKEND. Devastanti!!!
Baron The Red
Mercoledì 11 Novembre 2015, 13.13.47
1
Ammazza che setlist gli Shining..davvero corposa...alla faccia di qualche altro gruppo Black blasonato passato sempre qui al traffic 1anno fa!...peccato che nn ci sono andato...nn me lo aspettavo...mi fa piacere che ogni tanto qualcuno si ricorda dei fan che pagano l'ingresso.
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11/11/2015
Live Report
SHINING + DARKEND + SELVANS + LUNARSEA
Traffic Club, Roma, 05/11/2015
 
 
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