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SLAYER + ANTHRAX + KVELERTAK - Alcatraz, Milano (MI) , 05/11/2015
12/11/2015 (1957 letture)
Come l’anno scorso mi ritrovo a guidare in direzione Milano per rivedere dal vivo un’accoppiata da paura: Slayer + Anthrax, un binomio per cui ogni buon thrasher farebbe carte false, figurarsi quale ostacolo possano rappresentare poco più di un’ottantina di chilometri per il sottoscritto; troppa la voglia di rivederli e -chissà- se possibile avvicinarli dopo il concerto. Purtroppo stavolta il mio compare mi ha dovuto dare buca all’ultimo istante a causa di un problema improvviso; tocca quindi partire in solitaria (cosa che ha comunque un suo fascino) e dirigermi verso la tentacolare metropoli. Quando arrivo nei pressi dell’Alcatraz un paio di amici vogliono festeggiare l’evento ormai prossimo offrendomi alcune birre che non posso rifiutare (anche se questa mossa non si rivelerà delle più felici). La già lunga fila davanti al locale si sta via via ingrossando, ma ciò non impedirà al vostro temerario redattore di guadagnare un’ottima posizione sotto al palco per meglio notiziarvi sugli accadimenti on stage. La bevuta di poco fa mi rende ancor più ben disposto alle pubbliche relazioni ed ecco che una persona appena conosciuta mi offre un’altra birra (e con questa superiamo il litro)! Ma non sono venuto qui per alcolizzarmi, quindi sguardo fisso verso il palco e cominciamo...

KVELERTAK
L’onore di aprire questa serata a base di metallo spetta ai norvegesi Kvelertak, il cui frontman Erlend Hjelvik si presenta a torso nudo e con un copricapo alquanto bizzarro: trattasi infatti di un gufo reale (Bubo Bubo) impagliato e trasformato in cappello! Portato via da un inserviente l’inquietante accessorio dopo l’opener Åpenbaring, l’effetto visivo per Hjelvik non è molto diverso in quanto i lunghi capelli del corpulento singer uniti alla barba ne nascondono il viso come prima faceva il pennuto. Tre le chitarre sul palco, con il duo Bjarte Lund Rolland/Maciek Ofstad che si prodiga anche ai cori in semi-growl per accompagnare l’acido scream del frontman. Brani strutturati con sfumature rock, sludge, punk e metal e tanta voglia di sbattersi per i Nostri, che attirano l’attenzione di chi non li conosceva e appagano coloro i quali invece già li seguivano. Il biondissimo Marvin Nygaard e il drummer Kjetil Gjermundrød stendono il dovuto tappeto sonoro sul quale si inserisce anche l’altra sei corde suonata da Vidar Landa, oltre alla coppia d’asce già citata; i brani ovviamente sono estratti dal debut album omonimo del 2010 e dal più recente Meir. I pezzi, come ad esempio Mjød o Månelyst, sono energici e dinamici e la presenza scenica del sestetto buona: il tutto rende l’atmosfera coinvolgente e la platea non si fa certo pregare, rispondendo attivamente alle incitazioni del frontman e dimostrando di apprezzare la proposta del gruppo proveniente dalla terra dei fiordi. I Kvelertak portano a casa il risultato e salutano contenti: l’aperitivo è stato gradevole, ma ora bisogna apparecchiare la tavola perché venga servito il primo piatto forte della serata, gli Anthrax...

SETLIST KVELERTAK
1. Åpenbaring
2. Nekroskop
3. Mjød
4. Månelyst
5. Ulvetid
6. Offernatt
7. Evig Vandrar
8. Blodtørst
9. Nekrokosmos/Undertro
10. Bruane Brenn
11. Kvelertak


ANTHRAX
Si spengono le luci e la folla urla mentre l’intro Worship annuncia l’arrivo dei musicisti sul palco: Scott Ian è positivamente colpito dal calore con cui vengono accolti gli Anthrax e annuisce soddisfatto mentre saluta la platea. Si parte subito con la celeberrima Caught in a Mosh ed ecco fare il suo ingresso anche Joey Belladonna, che arriva correndo come di consueto, saluta, fa avanti e indietro sulle assi dello stage, si batte il pugno sul petto per ringraziare e infine fa il tipico gesto della mano -che sta per “cosa vuoi?”- che agli occhi degli americani contraddistingue gli italiani, seguito da un “paisà!” a completare la mimica. Anche questa volta alla batteria troviamo Jon Dette al posto di Benante, nuovamente alle prese con i postumi di una fastidiosa tendinite; pazienza, il rimpiazzo è assolutamente di lusso e le canzoni non risentiranno affatto del forfait del buon Charlie. Su Got the Time è come sempre lo spumeggiante Frank Bello a fare la parte del leone, e al solito ci si mette d’impegno per offrire una prestazione delle sue: salta, ride, scalcia e canta, insomma è davvero incontenibile; ma pure Scott ci dà dentro come un ossesso, galvanizzando ulteriormente i metalkids che si esaltano per una Madhouse a dir poco incendiaria e poi cantano all’unisono il ritornello di Antisocial, me compreso ovviamente, nonostante la mia vescica cominci a risentire della birra tracannata precedentemente. Ma ho ben altro per la testa al momento: Joey, dopo aver lanciato una bevanda al pubblico accaldato, a un certo punto si protende verso di noi e me lo ritrovo di fronte a incitarci a fare ancora più casino -impossibile!- e a battere il cinque a chiunque sia a portata di mano. È ora il turno di Evil Twin (nuovo brano che apparirà sul prossimo album For All Kings), poi Fight ‘Em ‘Til You Can’t e Indians... si salta e si urla come pazzi nella zona a ridosso della transenna. Arriva quindi una sorta di tuffo nel passato per Ian con la proposizione della sua March of the S.O.D. che ci conduce a In the End, per la quale Scott si presenta con una chitarra raffigurante i volti di Ronnie James Dio e Dimebag Darrell, a cui il pezzo è dedicato; su invito di Belladonna alziamo le corna al cielo -come faceva il buon Ronnie durante i suoi live- e alla fine della song sono applausi per gli Anthrax, applausi che aumentano ulteriormente quando Scott Ian introduce un riff celeberrimo: il brano che va a chiudere il set della band è la mitica Among the Living, Jon Donais e gli altri si danno a un headbanging sfrenato e noi li imitiamo subito cercando di tenere il ritmo imposto dalla batteria di Dette. Belladonna, sugli scudi anche in quest’occasione, allunga l’asta col microfono oltre il palco per farci cantare il coro; un finale col botto che fa felici tutti quanti: gli Anthrax, come da copione, non deludono nemmeno questa volta!

SETLIST ANTHRAX
1. Worship (intro)
2. Caught in a Mosh
3. Got the Time (Joe Jackson cover)
4. Madhouse
5. Antisocial (Trust cover)
6. Evil Twin
7. Fight ‘Em ‘Til You Can’t
8. Indians
9. March of the S.O.D. (Stormtroopers of Death cover)
10. Hymn 1 / In the End
11. Among the Living


SLAYER
Un semplice telone bianco (sporcato invero da qualche impronta di scarpa qui e là) copre la visuale del palco dell’Alcatraz e, quando si abbassano le luci, su di esso vengono proiettati a più riprese croci, pentacoli e il logo Slayer, mentre risuona la base registrata di Delusions of Saviour: la già grande eccitazione sale ulteriormente quando vediamo le sagome dei musicisti apparire in controluce come ombre cinesi, per poi deflagrare in urla fragorose non appena il telone cade svelando Araya, King e Holt di spalle raccolti davanti alla batteria di Bostaph. Si dà inizio alle danze col riff assassino di Repentless; io ho la pelle d’oca, il boato della platea esplode con una potenza inaudita e comincia il devasto più totale. La scenografia riprende la grafica dell’omonimo album fresco di stampa e quattro enormi croci rovesciate semoventi sovrastano i Nostri mentre si guardano attorno facendo viaggiare le dita sui propri strumenti. Dopo questa new entry è il turno di un vecchio classico, Postmortem, che comunque ben si sposa alla successiva Hate Worldwide, ormai immancabile dalla setlist della band, uno dei pezzi più feroci del periodo recente. Graditissima sorpresa per il sottoscritto God Send Death, una delle chicche della serata: non avevo “sbirciato” la scaletta del tour sul web e sentire uno dei miei brani preferiti di God Hates Us All mi ha fatto un piacere immenso; per non parlare di War Ensemble: dopo l’annuncio del titolo urlato da Araya si scatena un pogo assurdo che come uno tsunami si propaga fino alle prime file. Come sospettavo, When the Stillness Comes dal vivo si rivela una canzone letale, ti avviluppa le viscere col suo ritmo ossessivo per poi esplodere nella seconda metà mostrando tutto il proprio potenziale. Altro momento degno di menzione l’esecuzione di Mandatory Suicide -con un Tom invasato sul finale- e Chemical Warfare che semplicemente rade al suolo l’Alcatraz col suo fomento; tutto lo schiacciamento da me subito fino a quel momento -specie nella zona inguinale- alla fine si fa sentire e su Seasons in the Abyss sono costretto mio malgrado a lasciare la postazione per dirigermi in bagno onde evitare danni peggiori: poco male, dopo un paio di minuti -e un pochino di pogo in mezzo a gente fradicia di sudore- sono di nuovo in seconda fila nella stessa identica postazione da cui ero partito (e non sono di certo un gigante o un body-builder, ma tant’è). Durante lo show Araya, oltre a dialogare e scherzare con qualcuno nelle prime file, raccomanda più volte alla folla di indietreggiare per dar modo di tirare il fiato a noi che siamo pressati contro la transenna, ma qualche giovinetto verso fine concerto si arrende e scavalca facendosi aiutare dalla security, la quale per tutta la sera è stata impegnata a raccattare i più esagitati che si sono cimentati nel crowdsurfing (mi saranno passate sulla testa dozzine di persone). Ancora classici (Hell Awaits, Dead Skin Mask, South of Heaven) ed ecco che Paul Bostaph batte sui tom i celeberrimi colpi che introducono il riff altrettanto conosciuto di Raining Blood: mi giro e vedo un enorme circle pit che si scatena subito in un mosh devastante dove tutti sorridono e nessuno si fa male -del resto siamo qua per sfogarci e divertirci- finché il caotico finale ci porta ad Angel of Death: Araya al solito ribalta le pupille mostrando il bianco degli occhi come fosse in trance e urla nel microfono scatenando il putiferio tra la platea, chiudendo in questo modo una serata da incorniciare.
Non c’è niente da fare, passano gli anni, passano le mode, purtroppo passano anche i musicisti, ma gli Slayer sono sempre la malvagità fatta musica; impossibile resistere a una prestazione del genere, attitudine e classe infinite al servizio del thrash: stasera Milano si trova ancora una volta a sud del paradiso.

SETLIST SLAYER
1. Delusions of Saviour (intro)
2. Repentless
3. Postmortem
4. Hate Worldwide
5. Disciple
6. God Send Death
7. War Ensemble
8. When the Stillness Comes
9. Vices
10. Mandatory Suicide
11. Chemical Warfare
12. Die by the Sword
13. Black Magic
14. Implode
15. Seasons in the Abyss
16. Hell Awaits
17. Dead Skin Mask
18. World Painted Blood
--Encore--
19. South of Heaven
20. Raining Blood
21. Angel of Death


Anche a questo giro è stato un bel massacro; spintonamenti vari, botte, gente che camminava sulla testa, una pipì trattenuta oltre ogni limite, sudore (proprio e altrui), ma che soddisfazione; aspetto i musicisti all’uscita e a parte Frank Bello -che sembra piuttosto alticcio ma si ferma per un autografo- e Donais in lontananza non riesco a incrociare gli altri storici membri degli Anthrax, evidentemente già andati a riposarsi. Per quanto riguarda gli Slayer, invece, nonostante i saluti e i sorrisi di Araya e Holt, la ritirata sul tourbus è piuttosto frettolosa (per non parlare dello sfuggente Bostaph); l’unica soddisfazione la dà Kerry King che seppur si sia fatto aspettare fino a tardi, una volta uscito dalla porta di servizio del locale si ferma con ognuno dei fan firmando autografi e ripetendo addirittura il giro per concedere una foto a chi ancora non l’aveva ottenuta, chiacchierando e stringendo la mano a tutti coloro che gli si avvicinavano. Doveroso l’applauso da parte nostra per ringraziarlo della disponibilità dimostrata nel momento in cui si congeda salendo anche lui sul pullman in partenza. Il ritorno per il sottoscritto sarà ancora più piacevole del solito stavolta, nonostante la stanchezza e l’ora tarda; non che avessi particolari dubbi in proposito, ma posso dire che pure questa volta ne è valsa davvero la pena.

Foto a cura di Maurizio Russo e speedthrasher.



MPostmortem
Venerdì 13 Novembre 2015, 12.16.26
16
Slayer assoluti, come sempre.
Argo
Venerdì 13 Novembre 2015, 9.28.21
15
Ma gli Anthrax saranno a vita gruppo di supporto? Boh, con la discografia che hanno fanno sempre le solite 10 canzoni, escludendo poi canzoni da 3 ottimi album su 4 dell'era Bush. Mah.
mario
Giovedì 12 Novembre 2015, 18.12.49
14
Gli Anthrax li ho visti l'anno scorso a Roma e sono stati fantastici, gli Slayer li ho visti molte volte in passato, ma anch'io dopo la scomparsa di Hanneman li ho persi di vista, comunque entrambi i gruppi li vedrò' al' Hellfest, spero siano in forma entrambi per quell'evento.
philives
Giovedì 12 Novembre 2015, 17.16.29
13
Grandissimo concerto. Da loro non mi aspetto "Do you like r'n'r"? o discorsi di mezz'ora; voglio cattiveria ed energia e basta. E all'Alcatraz ne avevano per tutti. Immortali.
thrasher
Giovedì 12 Novembre 2015, 16.56.41
12
elluis infatti dei miei amici sono andati due anni fa e mi avevano detto che non mi ero perso nulla... bella scaletta ma zero coinvolgimento... piu che altro araya potrebbe cambiare qualche parola tra una canzone e l' altra.... sono le stesse da trent anni.... are you ready for war..... dance with the death .... e cose simili... gia non parla piu dice le stesse cose... sa proprio da lavoro e stop.... comunque seguiro il tuo consiglio anche se senza hanneman non volevo più vederli
Elluis
Giovedì 12 Novembre 2015, 16.48.56
11
@thrasher in generale sono sempre stati abbastanza freddini, anche se due parole col pubblico le scambiano sempre. Araya è stato imbarazzante nello show di 2 anni fa, grasso come un porco e dopo 4 canzoni aveva già la voce in cantina, inoltre spesso si fermava a prendere fiato anche per diversi minuti, guardando il pubblico senza dire niente, mentre Holt rimaneva un po disparte quasi fosse intimidito dalla situazione. A sto concerto invece Araya, un po dimagrito e un po più in forma ha tenuto bene il palco, Holt e King si intercambiavano bene e Bostaph come sempre è una macchina da guerra. Se hai un'altra occasione di andare a vederli non perderli, non te ne pentirai.
thrasher
Giovedì 12 Novembre 2015, 16.32.22
10
diciamo che come slayer/sepultura di fine anni 90 non si vedranno più gli slayer cosi.... io è dal 2008 che non li vedo più dal vivo perchè appunto le ultime date live che avevo visto mi ero annoiato sinceramente... sempre grandi ma suoni abbassati lunghe pause tra canzoni e una freddezza nel proporsi dal vivo ai fans mi hanno fatto dire stop... ora non so come siano
Elluis
Giovedì 12 Novembre 2015, 16.32.06
9
Concordo totalmente con @d.r.i. al punto 3) nel commento 2. Gli Slayer nel 2015 rimangono una delle band più cazzute del metal mondiale e basta !! Scaletta da paura, suoni molto buoni finalmente (io ero accanto al mixer di regia di sala), e band in gran forma, molto meglio di quando sono venuti con Newsted di supporto qualche anno fa. Non potevo chiedere di più !
Fabio Rasta
Giovedì 12 Novembre 2015, 16.16.44
8
Riguardata la scaletta: era War Ensemble la miccia. Una domanda: io ho visto pochissimi concerti all'estero e tutti fuori porta (Nizza). Ma dai filmati mi pare di vedere che pubblico così infuocato come il nostro, non si trovi facilmente. Qualcuno conferma/smentisce?; è una leggenda, è vero oppure le Band dicono la stessa cosa a tutti, cioè siete i migliori ecc. ecc. ??? Grazie, ri-saluto! I WILL BE REBORN!!!!...
Fabio Rasta
Giovedì 12 Novembre 2015, 15.58.36
7
Aspettavo il Live Report di Metallized x rivivere i momenti del concerto e, come SLAYER ed ANTHRAX, non mi ha deluso. L'omino dei D.R.I. mi ha guidato nel Mosh, e trovo D.R.I. nei commenti, pazzesco!. Volevo ringraziare Tom Araya (x motivi miei) guardandolo negli occhi e ci sono riuscito arrivando a pochi metri da lui, ma durante Chemical Warfare il Mosh si è incendiato e dopo un paio di anfibi che mi sono arrivati sulla testa, mi sono incazzato e, spalle al palco, ho iniziato a lanciare tutti quelli che volevano lanciarsi, insieme ad un'amico piuttosto spesso del tipo con la maglietta dei D.R.I. che ho conosciuto lì, a darmi man forte. Ne abbiamo lanciati forse una trentina, forse di più, abbiamo fatto una bella squadra di lancio. Mi sono divertito come quando avevo 16 anni!!! Gli SLAYER si confermano a mio avviso signori indiscussi del Thrash. Ma mi è parso che anche loro si siano divertiti. Un saluto e una stretta di mano a tutti! RAINING BLOOOOD!!! FROM A LACERETED SKY......
d.r.i.
Giovedì 12 Novembre 2015, 13.10.01
6
@Riccardo: non l'ho detto io ma Vitadathrasher...diamo i giusti meriti concordo con @Max a volte hanno deluso soprattutto a livello di performance di Araya alla voce. Però resto grandi!
Baron the Red
Giovedì 12 Novembre 2015, 13.08.10
5
Grandissimi entrambi...li aspetto qui al centro quando vorranno!!!schiacciasassi sempre e comunque anche quando avranno 75 anni!!!!
Max
Giovedì 12 Novembre 2015, 10.33.12
4
Premesso che non ho visto questo concerto... ma sulla decina di volte che ho visto gli Slayer posso tranquillamente dire che almeno in un paio di occasioni non mi sono proprio piaciuti. Capita anche a loro!
Riccardo
Giovedì 12 Novembre 2015, 9.15.20
3
Purtroppo persi per un problema personale. Ho le lacrime agli occhi a sentire questo report. Come diceva giustamente d.r.i., ma quando mai vi hanno deluso gli Slayer?????
d.r.i.
Giovedì 12 Novembre 2015, 9.01.03
2
Farò il mio breve report partendo dal fatto che i suoni per quanto riguarda il cantato di tutti era poco udibile, sarò esigente io ma tutte le persone intorno a me a cui ho chiesto impressioni sono rimaste abbastanza deluse. Detto questo sintetizzo le 3 band: 1) KVELERTAK: Inutili è dir poco, a me hanno fatto addormentare. Noia totale, potevo scomparire e riapparire in qualsiasi momento del concerto e non mi sarei accorto se era finita una canzone e iniziata un altra. BOCCIATI 2) ANTHRAX: Grandi come sempre, peccato per la scaletta ridotta, anche se bastava togliere il gruppo prima per avere un concerto più corposo. Una piccola 'cazziata' fare 3 cover su 11 canzoni...mah! PROMOSSI 9+ 3) SLAYER: Chi dice che nel 2015 gli Slayer non hanno senso di esistere, beh non li ha mai visti dal vivo. Tutti in piena forma, macchine da guerra. PROMOSSI 10
Vitadathrasher
Giovedì 12 Novembre 2015, 8.55.10
1
Eh si, immagino una bella serata........vi hanno mai deluso gli Slayer? Una garanzia.
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ARTICOLI
12/11/2015
Live Report
SLAYER + ANTHRAX + KVELERTAK
Alcatraz, Milano (MI) , 05/11/2015
 
 
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