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FATAL PORTRAIT - # 15 - Megadeth
20/11/2015 (1908 letture)
Incredibilmente bravi, pesanti, avvincenti, martellanti oppure indecentemente vuoti, leggeri, addirittura "paraculi"; questo sono stati nel corso dei lustri più recenti e nel sentire comune i Megadeth. Negli ultimi anni, inutile negarlo, il più delle volte i commenti sulla band di MegaDave sono risultati perlopiù intrisi di scetticismo, se non di aperto ostracismo nei suoi confronti. Reo di aver smarrito la verve di un tempo e di averlo fatto talvolta in maniera voluta per soddisfare quella voglia di successo a buon mercato che non ha mai fatto troppo mistero di non disdegnare, Mustaine si è giocato buona parte del credito accumulato in principio e le ultime prove in studio della band dopo il dignitoso/buon episodio intitolato Endgame, non hanno certo contribuito a risollevare le quotazioni della holding Megadethrash & C., ma non è di questo che ci occuperemo. Questa rubrica, infatti, serve a ripercorrere le tappe più importanti della carriera di una band, selezionando quindici tra i suoi pezzi più rappresentativi. Ovviamente, trattandosi sempre di realtà con carriere pluridecennali alle spalle, quindici è un numero che per forza di cose non può esaurire l'argomento in maniera completa, ma può almeno servire a ricordare i vecchi tempi, a tracciare un percorso di massima e, in questo caso, magari anche a rinfocolare la speranza di un ritorno su livelli almeno accettabili. Questo, però, attiene al futuro prossimo, per adesso godiamoci queste istantanee che sono anche polaroid delle nostra stessa vita.

1. Killing Is My Business And Business Is Good!
Impossibile non partire dal punto zero ufficiale, ossia dalla canzone che diede il titolo all'album d'esordio dei Megadeth. Purtroppo rovinato almeno in parte da una produzione assolutamente non all'altezza, Killing Is My Business And Business Is Good! conteneva comunque in nuce tutte le qualità che sarebbero esplose col disco successivo, con la title-track che è forse il miglior riassunto possibile delle primissime fasi della band nel mondo del music-biz. Cantato già tipico del musicista rossocrinito, atmosfera quasi indolente e poi, improvvisa, la mitragliata del ritornello con assolo di sottofondo. Un vero Megadeth-trademark che farà le fortune del gruppo per molti anni. Giusto, quindi, ricordare il pezzo-manifesto dell'esordio.

2. Mechanix
Chi conosce la storia pregressa dei Megadeth, ossia tutti quelli che hanno cominciato ad ascoltare metal da più di un quarto d'ora, conoscono anche la storia di questo brano. La versione di Mustaine, certamente più fedele all'originale di quella proposta da Hetfield e soci (senza discutere di quale delle due sia la migliore), oltre ad essere importante storicamente, ci fornisce anche uno spaccato credibile di come sarebbe stato Kill'em All se certi rapporti non fossero degenerati e, inoltre, di come sarebbero stati i Metallica almeno in fase iniziale se Dave fosse rimasto in formazione. Probabilmente ancora più immediati e punkeggianti di come li pensiamo. Inserire il pezzo in questa quindicina è quindi obbligatorio quasi a prescindere dalle sue qualità.

3. Wake Up Dead
Il netto salto di qualità sia compositivo che produttivo proposto con Peace Sells... But Whos Buying? si rivela uno snodo fondamentale sia per la carriera della band, che per l'irrompere sul mercato di una realtà effettivamente in grado di competere con i Metallica giocando sul loro stesso terreno, pur arrivando sempre in leggero ritardo. Grande spazio, quindi, a pezzi provenienti dal quel disco, con Wake up Dead a consolidare le qualità migliori lasciate solo intravedere dall'album precedente. Atmosfera sinistra, cambi continui e chitarre che si ritagliano un ruolo non solo da mitragliatrici di riff e assoli, ma anche di contro-voce narrante, agendo spesso insieme a questa ed arricchendo di sfumature ed impatto la composizione. Una qualità, questa, che i Megadeth hanno sempre esibito e che li ha sempre resi peculiari sulla scena.

4. The Conjuring
Altrettanto peculiare è un'altra qualitàm peraltro già accennata, della scrittura di Mustaine, ossia quella di saper costruire situazioni sinistre con pochi, opportuni tocchi. L'incipit strumentale di The Conjuring e l'uso della voce al servizio di questa necessità, senza forzature che sarebbero state quasi ridicole visti i mezzi limitati, sono le peculiarità migliori del pezzo. Anche stavolta, però, è la capacità di raccontare e di riempire della chitarra a venire fuori in maniera prepotente. La freschezza dei riff utilizzati, poi, ed il gusto di trarne cambi di tempo avvincenti utilizzando al meglio i tempi medi e le accelerazioni, fanno il resto.

5. Peace Sells
Anche in questo caso, impossibile saltare la canzone simbolo dell'album. Il sibilare dell'ugola di Dave, all'epoca ancora capace di gestire i mezzi vocali a disposizione in maniera oculata al servizio di certi suoni, la dominazione del potenziale musicale qui mediato in forma mid-time ed anche un testo di buon livello; tutto in un brano che non è forse il momento più ricercato del disco, ma proprio per questo da lodare. Il risultato raggiunto, infatti, è un equilibrio tanto riuscito quanto delicato tra componenti che potevano anche portare verso derive commerciali (che più in là non solo non sarebbero state scansate, ma addirittura cercate) che, invece, sfruttate con una classe che all'epoca di questa incisione era ancora intatta ed in parte da scoprire, producono un pezzo assolutamente performante, al pari di almeno un altro paio che avrebbero meritato di essere estratti dal questo lavoro.

6. In My Darkest Hour
Pur contenuta da un album complessivamente inferiore al precedente e certamente meno intricata e sofisticata della gran parte delle canzoni citate in precedenza, In My Darkest Hour merita senza dubbio una citazione all'interno della quindicina di brani che compongono la scaletta di questo articolo. Più per un fatto di sentimento che di meriti veri e propri, dato che il pezzo è abbastanza lineare e prevedibile, accelerazione compresa, ma risulta davvero sentito e sofferto, anche per via dell'oggetto del testo, ispirato dalla vicenda del più che compianto Cliff Burton. Come dire: a volte si può dire più di ciò che si dice con una semplice sequenza di note, con un riff o con lo stesso testo; questione di feeling.

7. Holy Wars...The Punishment Due
Appartenente come le prossime tre a quello che molti considerano il capolavoro assoluto dei Megadeth, Holy Wars...The Punishment Due era il pezzo d'apertura di un album destinato a rimanere nella storia del thrash. Basata su un riff in realtà non irresistibile, la canzone era arricchita da una improvvisa apertura acustica e poi da cambi di tempo che da un lato riportano alla freschezza dei primi due album, ma dall'altro risultano più maturi ed equilibrati nel loro complesso. Anche l'arrangiamento merita un plauso, contribuendo in maniera determinante al risultato finale, col duo Mustaine/Friedman qui bilanciato come non mai. Riascoltando il pezzo, poi, balza anche all'orecchio un diverso suono, superato per molti versi, ma che, almeno parlando di thrash, era e rimane il migliore.

8. Hangar 18
Abbiamo citato prima Rust in Peace come probabile capolavoro di Mustaine. Ebbene, parlando di singoli pezzi, altrettanti citano Hangar 18 come vertice della carriera di Dave come compositore. Anche in questo caso, più che di singoli strumenti, più che di originalità in senso stretto, più che di assoli (ottimi, a dir poco), si tratta ancora una volta di pathos, di comunicazione che va oltre le note che si suonano, di capacità di trasmettere un sentimento che solo un musicista in stato di grazia può arrivare a sfiorare. Hangar 18 è tutto questo. Un pezzo che ti parla ancora dopo venticinque anni e del quale noti la ricercatezza solo in seconda battuta, come solo le grandi canzoni riescono a fare.

9. Lucretia
Una risatina, poi un tempo non esasperato, ma riff ancora una volta indovinato, voce che riesce al dare il meglio di sé, assoli centratissimi per il brano, sezione ritmica perfettamente in focus, in sintesi: un altro pezzone. "My friends all say, Dave you're mental any way hey! Drift into a deeper state I stalk the cobwebbed stairways. Dirt grits beneath my feet, The stair creaks, I precariously sneak. Anche il testo si fonde perfettamente col mood del brano e, ancora una volta, miscelando sapientemente pochi ingredienti, et voilà, le jeux son fait: l'ennesimo, grande pezzo è servito.

10. Tornado of Souls
Fermo restando che, anche in questo caso, i brani estratti dall'album che li conteneva potevano essere molti di più, Tornado of Souls è un'altra citazione obbligatoria. Veicolata da un Mustaine luciferino, quasi adolescenziale, nella sua prestazione vocale, di nuovo ci troviamo di fronte ad una canzone che non è particolarmente originale, non contiene tecnicismi esasperati, ma ancora una volta un riff di base giusto, poi sviluppato in maniera normale, senza ricorrere a fuochi d'artificio in sede d'arrangiamento, ma che a causa dell'affiatamento mostruoso dei musicisti coinvolti è esattamente come deve essere. Niente di più, niente di meno. Talvolta, però, la perfezione sta proprio in questo, nel riuscire a fare una cosa esattamente come deve essere fatta. A pensarci bene, è roba davvero da pochi.

11. Symphony Of Destruction
Appartenente all'album della svolta più heavy o, se volete, dell'ennesima, brusca virata per inseguire i Metallica, ossia quel Countdown To Extinction che rappresenta appunto ciò che il Black Album significò per i four horsemen, Symphony Of Destruction è da considerare comunque un riuscitissimo esempio di heavy/thrash (molto più heavy che thrash, a dire il vero) giustamente proporzionato tra una presunta commercialità e la capacità di confezionare un pezzo come questo che, oltre ad essere piacevolissimo, risulta comunque credibilmente inseribile all'interno del corpus di un'opera omnia che, fino a quel momento, si era distinta per sonorità ben più aggressive. Svendersi un po', insomma, ma con classe.

12. Reckoning Day
Presente come le prossime due nella scaletta di Youthanasia, naturale ed inevitabile conseguenza di Countdown To Extinction, Reckoning Day è un altro riuscito esempio di heavy mascherato da thrash. La maschera, però, non nasconde una bruttura, non cela qualcosa di improponibile nel nome (solo) del mercato, ma una canzone quadrata ed essenziale che, a suo modo, si proponeva come heavy in senso lato, adatta un po' a tutti e, una volta di più, capace di conservare intatta la dignità di un gruppo che restava saldamente ancorato ad un certo mondo a dispetto di una apertura evidente verso il mercato. Qualche eco di grandeur nell'apertura melodica a cavallo dei tre minuti esalta di più le qualità intrinseche del pezzo.

13. Train of Consequences
"Aiutata" dalla censura al video decisa da MTV, Train of Consequences prosegue sulla falsariga di Reckoning Day e va citata quale canzone riuscita in relazione agli scopi che si era prefisso MegaDave. Quali? La produzione di brani ed album in grado di scatenare hype, utili economici e di piacere trasversalmente un po' a tutti, compresi ascoltatori occasionali carpiti al di fuori del circuito heavy. La rincorsa ai Metallica produsse quindi un imbastardimento della carica thrash (e, in questo caso, anche di quella heavy), ma una volta inquadrate le finalità della composizione, non si può che lodare un brano come questo. Può competere con i capolavori? Per niente, ma non è detto che si deva passare alla storia solo per quelli.

14. A Tout Le Monde
Preso per buono l'assunto relativo a Train of Consequences, una ballata come A Tout Le Monde diventa addirittura paradigmatica. Si ha un bel dire che il pezzo è ruffiano, facile, scontato, volutamente costruito per "arrivare" (tutto vero), ma chi di noi è riuscito a sottrarsi dal cantare "A tout le monde, A tout mes amis, Je vous aime, Je dois partir" cercando di imitare il tono sentito di Mustaine? La progressione del pezzo è scontata, quasi banale, ma ancora una volta, semplicemente, funziona. E' dunque così da rifiutare a prescindere l'idea che la semplicità non sia banalità, specialmente se viene da una band che ci aveva abituato solo pochi anni prima ad una altrettanto grande complessità? Io dico di no.

15. This Day We Fight!
Il salto temporale è netto, lo so, ma i Megadeth post Youthanasia sono stati molto più deludenti che esaltanti. Dovendo quindi restringere il numero dei brani da citare a quello che ormai conoscete, allora è giusto citare qualcosa di facente parte della scaletta di quello che a tutt'oggi è l'ultimo album dignitoso targato Megadeth. Endgame è stato un ritorno al thrash più calcolato che sentito, ma è innegabile che Mustaine sappia come si scrivono canzoni atte a cogliere certi risultati e This Day We Fight! è proprio questo. "Cosa ricorda? Rust in Peace? Peace Sells? Forse; roba già sentita? Probabile; ma picchia, picchia forte e con una convinzione che ormai avevamo dimenticato", questo è ciò che avevo scritto a proposito del pezzo nella recensione di Endgame e proprio questo era e resta la canzone. Un ritorno al thrash strettamente ponderato -come le uscite successive saranno un maldestro calcolo commerciale- posticcio, ma anche riuscito e, come tale, da ricordare con almeno un pezzo dato che, per ciò che ne sappiamo adesso, potrebbe anche essere stata l'ultima prova discografica decente dei Megadeth.

KILLING IS THE ENDGAME
Quindici pezzi sono davvero pochi per tracciare una linea che attraversi una carriera come quella dei Megadeth. In compenso, però, il format scelto per questa serie costringe a sintetizzare al massimo, percorrendo le tappe più importanti di una storia e solo quelle, con l'immancabile e normale corollario di questa o quella canzone ritenuta da alcuni imprescindibile che invece non ha trovato spazio in questa scaletta, che sarà tirata in ballo come altrettanto se non più importante di quelle comprese nell'articolo. Quel che più conta, comunque, è stabilire un tracciato che, nel caso dei Megadeth, indica un percorso diviso nettamente in tre parti. La prima, la più riuscita anche senza considerare lo stile, assolutamente thrash e connotata da una freschezza compositiva che non si ripresenterà mai più; la seconda, più orientata all'heavy (leggi: mercato?) contenente comunque tante cose buone sia come singoli pezzi che come album; ed una terza deprimente, in cui la rincorsa del successo facile ha prodotto dischi ben al di sotto della sufficienza e, talvolta, della dignità. L'ultimo sussulto è stato quell'Endgame dal quale abbiamo tratto il pezzo conclusivo della nostra piccola setlist, con in mezzo qualcosa di discreto a tratti come United Abominations e tanta, tanta mediocrità, con picchi assolutamente pessimi. Adesso l'attesa è tutta per quello che la nuova e sulla carta affidabilissima formazione allestita per il ritorno dei Megadeth possa ancora regalarci, ovvero qualche disco di alto livello. Se dovesse accadere, tutti gli amanti del metal ne saranno più che felici, se questa eventualità non dovesse invece verificarsi, avremo sempre i vecchi capolavori a consolarci, mentre sarà proprio sul gruppo che campeggerà una lapide con su scritto Rust In Peace.



deathing
Domenica 27 Dicembre 2015, 16.35.15
33
Come @Screamforme77 sono molto fiducioso per dystopia,le prime due track sono fenomenali con kiko loureiro in grande spolvero,detto questo sono d'accordo con la bonus track solo che avrei messo Agry Again al posto di the conjuring
Screamforme77
Venerdì 27 Novembre 2015, 1.39.56
32
Il periodo post Youthanasia non l'ho mai trovato così disastroso. Ok Endgame, che sia un gran bell'album siamo quasi tutti d'accordo e probabilmente è il loro miglior lavoro degli ultimi 20 anni, ma personalmente anche TWNAH, TSHF e UA non mi sono affatto dispiaciuti. Cmq questo Dystopia a giudicare dai due brani editi in anteprima sembra promettere bene, in loro risento molto i 'deth vecchia maniera.
Christian death rivinus
Martedì 24 Novembre 2015, 23.05.08
31
Mary jane l'avrei messa come bonus track,comunque scaletta indisCutibilmente perfetta, i ci metterei la firma se al goods of metal di monza la riproponessero tutta.....
Raven
Martedì 24 Novembre 2015, 10.39.40
30
Il 15 come numero limite costringe ovviamente a delle scelte dolorose. Inizialmente avevo circa 35 pezzi "papabili", ma il bello del gioco è anche questo, no?
Metal Shock
Martedì 24 Novembre 2015, 8.59.31
29
Bell`articolo e critiche sinceramente senza senso, visto che ognuno ha le sue preferenze. Io avrei tolto A toute le monde e Train... ed avrei aggiunto Hook in the mouth e Mary Jane da So far..., album che ho letteralmente consumato, e Washington is next, uno dei migliori brani degli ultimi album.
Bloodborne
Lunedì 23 Novembre 2015, 22.59.36
28
Si scusate back..la vecchiaia fa brutti scherzi..
Lizard
Lunedì 23 Novembre 2015, 22.24.52
27
"Back in the Day" immagino
Bloodborne
Lunedì 23 Novembre 2015, 21.55.51
26
Un posticino per FIGHT IN THE DAY forse ci poteva stare,l ultimo grande pezzo memorabile!cmq ottimo articolo.
HeroOfSand_14
Domenica 22 Novembre 2015, 18.34.56
25
Beh, semplicemente il gruppo che mi ha fatto amare un fenomeno come Marty Friedman, dopo aver ascoltato, anni fa, quel Rust In Peace che rimane una pietra miliare del technical thrash. Per il resto band che mi piace e mi è sempre piaciuta, ma non mi fa impazzire totalmente apparte qualche brano che spicca sugli altri. E tra questi, lasciando da parte proprio Rust che merita un capitolo a se, citerei Reckoning Day, A Tout Le Monde (la capacità di Mustaine di entrare nel mondo commerciale creando un brano intenso e diverso dai loro standard), This Day We Fight, The Scorpion, Washington is Next e poche altre. Curioso di sentire la band con l'innesto dell'altro fenomeno Loureiro e di Adler.
Galilee
Venerdì 20 Novembre 2015, 16.58.08
24
D'accordo anche su My darkest hour, tecnicamente non è incredibile, soprattutto rispetto allo standard abituale dei megadeth. Il riff portante è fichissimo, ma si trascina per troppo tempo. Bisogna anche tener conto che Mustaine in quel periodo era KO. La produzione marcia del del disco sa proprio di "Dark side of the spoon"
Galilee
Venerdì 20 Novembre 2015, 16.44.38
23
Probabilmente avrei scelto un'altro pezzo per la quindicesima posizione, Riguardo agli altri sono abbastanza d'accordo. TRovo sempre troppo severo il giudizio su album come The system has failed, United abomination ed Endgame. Per me dischi più che buoni sotto tutti i punti di vista. Con in più degli arrangiamenti superiori alla media e a quelli dei dischi passati. D'accordo sui 3 pezzi da Youthanasia, album decisamente stupendo.
Raven
Venerdì 20 Novembre 2015, 16.12.31
22
Musicalmente non èincredibile e comunque e largamente inferiore ai capolavori, ma talvolta si riesce a fare grandi cose anche con meno cose, se rendo l'idea. In ogni caso questa è una critica accettabile
Crimson
Venerdì 20 Novembre 2015, 16.06.25
21
La musica è stata ispirata dal fatto tragico dell'incidente, il testo (scritto insieme ad Ellefson, a posteriori) parla chiaramente della fine di un rapporto, usando questo semplice fatto come metafora per una meditazione sofferta sulla solitudine e sui momenti terribili e di sconforto. Un modo per reagire attraverso una canzone, buttando tutte le cose negative "nell'ora più buia". La ciritca, forse eccessiva (?) non è tanto dovuto alla svista (e vabbè), quanto a questa, unito a ciò che si è scritto del pezzo: "Più per un fatto di sentimento che di meriti veri e propri, dato che il pezzo è abbastanza lineare e prevedibile, accelerazione compresa, ma risulta davvero sentito e sofferto, anche per via dell'oggetto del testo, ispirato dalla vicenda del più che compianto Cliff Burton." Dove sembra che la canzone in sé non possegga meriti (anche strutturali...un pezzo invece costruito magistralmente, in continua progressione, come tipico dei primi Megadeth) se non per il sentimento che susciterebbe dovuto semplicemente alla tragica scomparsa di Burton (!!!). Insomma, In my darkest hour è decisamente "ben" più di questo sia musicalmente, sia tematicamente, dove ognuno di noi - nel testo, che si accompagna direi ottimamente alla musica- ci si può riconoscere appieno e trovare uno sfogo per i momenti peggiori. Quando ho scritto "informato sul gruppo" l'ho inteso come "interessato al gruppo", perché -detto francamente - una trattazione simile per In my darkest hour mi sembra da persona poco interessata alla band e non c'entra nulla l'essere fan o meno. Dal momento che leggo che, a quanto pare, non sia così, allora, forse, è il commento al pezzo ad essere poco riuscito, almeno secondo il mio punto di vista.
Raven
Venerdì 20 Novembre 2015, 15.46.29
20
Giusto alcune precisazioni: da più parti il pezzo incriminato viene citato come ispirato alla morte di Burton, ad esempio Wiki: " "In My Darkest Hour", uno dei brani più celebri del quartetto. Ispirata alla tragica scomparsa di Cliff Burton (unica persona con cui Mustaine andava d'accordo, quando militava nei Metallica)", ma ricordo molte altre interviste in cui si citava l'ispirazione quando il disco fu pubblicato Anin dopo si può sostenere ciò che fa più comodo per dare forza alle composizioni. Al di là di questo –se commetto un errore non ho problemi ad ammetterlo con chi possiede i requisiti minimi per farmelo notare- credo che molti di voi fatichino a comprendere un punto fondamentale: fare critica non significa far finta di non vedere i difetti dei gruppi che nel privato si preferisce. Incomprensibile quindi il commento 16 che mi attribuisce intenzioni inesistenti in modo del tutto arbitrario, probabilmente a causa della frase "a quello che molti considerano il capolavoro assoluto" , che però non vuol dire nulla di più di ciò che è scritto. Nella fattispecie, i Megadeth sono uno dei tre gruppi che più ho amato e proprio ora sto indossando una loro t-shirt, mentre Peace Sells è sempre nello stereo della macchina, ma un conto è essere un appassionato, un altro -appunto- fare critica. Interpretare usando il proprio è esercizio sterile e spesso inutile, basta chiedere prima. Detto questo e senza più riferirmi al commento 16, non accetto alcuna lezione da parte di gente che non adotta i criteri minimi di educazione nei rapporti. In ogni caso non riduciamo tutto a quello che non c'è, è ovvio che quando la produzione di una band è sterminata, 15 è un numero che per forza di cose lascia fuori tantissimi lavori meritevoli, si tratta di parlare della band, a prescindere da cosa ognuno avrebbe o non avrebbe inserito.
Mic
Venerdì 20 Novembre 2015, 15.34.15
19
Train e a tout le monde due palle incredibili, specialmente la seconda.
Psychosys
Venerdì 20 Novembre 2015, 14.16.55
18
Io avrei inserito al posto di The Conjuring e Lucretia Hook In Mouth per la critica al PMRI e Black Friday, uno dei pezzi meglio strutturati dei Megadeth. Di Youthanasia A Tout Le Mond basta e avanza, avrei preferito vedere Set The World Afire e These Boots, oppure qualcosa da CTE, come Captive Honour o Skin O' My Teeth.
Beastman
Venerdì 20 Novembre 2015, 12.36.49
17
D'accordo con Entropy, anche io avrei scelto la sola Train of Consequences da Youthanasia e avrei aggiunto una a caso tra Skin O' My Teeth, Captive Honour, Ashes in Your Mouth, Sweating Bullets o Foreclosure of a Dream; avrei poi aggiunto Blackmail the Universe o Kick the Chair da The System Has Failed, ottimo album di ritorno forse parecchio snobbato. Odio i comemnti arronganti di chi pretende invece di essere migliore degli altri e pensa che scrivere commenti idioti da dietro uno schermo ti renda superiore, invece di apprezzare uno spazio che consentirebbe a tutti di dire la propria alla pari. E vabbé...
bell toller
Venerdì 20 Novembre 2015, 12.23.32
16
Perché scrivere un articolo del genere di una band che non ti dice niente di particolare? Da come ne è stato scritto sembra che R.I.P sia un disco nella media a cui si deve pur concedere l'alloro perché "tutti dicono che è bello", che Mechanix sia un pezzo che merita solo perché versione originale di un brano dei Metallica e che in generale la musica di Mustaine sia per nulla originale nonché fatta di pezzi in cui cercare "pathos" e "sentimento", la classica paraculata per dire tutto e il contrario di tutto senza però affermare niente di concreto. Da youth' a End saltando tutto ciò che sta in mezzo significa solo non apprezzare il gruppo ma al contrario essersi costretto a farsi piacere quanto da esso prodotto considerato "classico". Pathos e sentimento per descrivere R.I.P, ma per pietà no grazie.
Riccardo
Venerdì 20 Novembre 2015, 12.20.45
15
Limitando la scelta a 15 su una produzione cosi' vasta e' chiaro che ci si espone alle critiche (anche se non capisco il tono di chi segnala eventuali errori bacchettando con arroganza una persona che si e' impegnata in un articolo invero godibilissimo). Io amo i Megadeth e schifo abbastanza i critici "a prescindere" (e mi riferisco ad altri articoli, ovviamente non a questo ne' ai suoi commenti). Per esempio io non riesco a comprendere tutta le critiche che si fanno a Super Collider e a Thirteen. Fermo restando che non faranno mai parte della discografia essenziale dei 'deth, io li ascolto con piacere ancora adesso. Sono pronto a scommettere che se Super Collider fosse uscito da una band sconosciuta avrebbe raccolto dei pareri molto piu' positivi.
AL
Venerdì 20 Novembre 2015, 12.06.55
14
avrei tolto i tre pezzi di Youthanasia scelti e sostituiti con Killing road, sweating bullets (pezzo geniale) e Headcrusher (miglior pezzo di questa band da Countdown ad oggi)
entropy
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.56.10
13
Difficilissimo scegliere soli 15 pezzi. Forse avrei tolto un pezzo da youthanasia (train ) e ne avrei preso un altro da countdown (album che trovo ottimo).
Janji
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.48.09
12
@Trucido Il mio era un consiglio e come tale va preso, poi lo puoi smontare con tutte la argomentazioni possibili ma il senso del pensiero che ho espresso mi pare chiaro. Se poi l'impostazione viene fatta soppesando la sua visione personale non ho nulla da dire.
Vitadathrasher
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.45.36
11
Con la scelta dei brani, che se devono essere inevitabilmente 15, in linea di massima mi trovo d'accordo. Personalmente da youthanasia non citerei più niente di interessante.
Er Trucido
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.40.22
10
@Crimson: semplice l'hai detto te, gli errori capitano a tutti, tranne a chi non fa niente. Per il resto, se la metti in questi termini non credo che ci sia altro da aggiungere. @Janji: 15 pezzi per una carriera come quella dei Megadeth sono relativamente pochi, qualcosa deve per forza essere lasciato fuori e si fanno delle scelte. Articoli come questi sono a totale discrezione dell'articolista, di quello che vuole raccontare e di come lo vuole fare. Non si vuole avere la pretesa di essere universali, non è una recensione e neanche una biografia dettagliata. Se non siete d'accordo con le scelte potete dirlo, ma scommettiamo che facendo fare la lista delle 15 canzoni a dieci persone diverse avremo 10 liste diverse? Dai su, prendetela come un rilancio e diteci le vostre.
Janji
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.26.44
9
Non si tratta di mettere in discussione la preparazione di Raven che a livello di cultura musicale ne può cagare più del sottoscritto e anche di chi in generale commenta. Il problema riguarda lo scrivere un articolo tenendo conto il più possibile di dati che risultino attinenti così come gli album e i pezzi che sono universalmente riconosciuti come punti massimi della carriera del gruppo. I gusti personali poi sono un'altra cosa e rientrano nella sede dei commenti appunto.
Crimson
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.24.16
8
Sì sì come no, è proprio una "semplice" svista, prima di scrivere un articolo dedicato ad una specifica band...su una delle canzoni più importanti poi, manco a dire uno scarto dagli ultimi dischi.
Er Trucido
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.14.06
7
@Crimson: se è per questo, nel testo che hai riportato manca il fatto che si fece una bella pera prima di scrivere, quindi chissà a che pensava comunque, le sviste capitano a tutti, basta segnalare senza isterismi, anche perché se mettiamo in discussione la preparazione di Raven qui chiudiamo tutto. Ah, SOM: gli ultimi due dischi dei Megadeth sono indifendibili e a tratti irritanti, forse chi deve ascoltare altro per capire la mediocrità di tali release non è Francesco.
Crimson
Venerdì 20 Novembre 2015, 11.03.56
6
Così giusto per... ma sarebbe bastato leggerlo il testo. http://www.megadeth.com/scorpion?page=11 The song "In My Darkest Hour" was written by Dave Mustaine, bit it is not a "tribute" to Cliff persay. Dave has said that he wrote the music the day he found out that his former Metallica bandmate (bassist) Cliff Burton died in the bus accident which was on September 27, 1986. However, the actual lyrics of "In My Darkest Hour" have nothing to do with Cliff or his passing, they are about something altogether different.
Crimson
Venerdì 20 Novembre 2015, 10.48.01
5
E sopratutto il testo di In my darkest hour NON c'entra un beneamato NULLA con Cliff Burton, sintomo di quanto il detto articolista sia informato sul gruppo...
Mauro Paietta "My Refuge"
Venerdì 20 Novembre 2015, 10.22.39
4
Ammetto di aver sempre avuto un debole per Youthanasia, sarà che quel periodo l'ho vissuto e ne ho bellissimi ricordi, ma per me che non impazzisco per i Megadeth i due migliori album sono proprio Rust In Peace e Youthanasia... sparataemi pure
Cekufrombeyond
Venerdì 20 Novembre 2015, 9.12.00
3
E' inevitabile raccogliere più critiche che consensi con articoli del genere e benchè non sia d'accordo su tutte le scelte continuate così, questi sono articoli molto utili per avvicinarsi a un gruppo.
Janji
Venerdì 20 Novembre 2015, 8.16.07
2
Di Countdown to Extinction solo una traccia citata e di Insulsanasia addirittura tre... Siamo sicuri di aver fatto bene i conti?
SOM
Venerdì 20 Novembre 2015, 7.38.11
1
Scusa caro Gallina ma chi ti credi di essere per esprime un giudizio cosi' severo nei confronti dei MegadetH????? A te infondo i megadeth non sono mai piaciuti, perche' se dici che l'ultimo lavoro degno di questo nome sia Endgame non credo che tu con la band abbia molte che spartire! Ascolta altro grazie!
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Con Cristina Scabbia
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