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FEAR FACTORY + GUESTS - Magazzini Generali, Milano (MI) , 27/11/2015
01/12/2015 (1337 letture)
Appena appresa la notizia che i Fear Factory avrebbero fatto tappa a Milano con il tour che festeggia il 20° anniversario di Demanufacture non sto più nella pelle: troppi i ricordi legati a quel capolavoro che mi fece conoscere la band tanti anni fa, uno di quei dischi che ti cambiano la vita. In più scopro che a supporto ci sarà la nuova band di Logan Mader, ex chitarrista dei Machine Head: mi "attrezzo" anche per questo eventuale incontro e la mattina stessa dell'evento compro il biglietto, in quanto un imprevisto fino all'ultimo sembrava impedirmi di poter presenziare ma, per fortuna, alla fine non è stato così. Mi avvio quindi verso il capoluogo lombardo e dopo aver parcheggiato nei pressi dei Magazzini Generali mi dirigo all'entrata incrociando quasi subito proprio il riconoscibilissimo Mader, il quale mi autografa di buon grado The More Things Change...; come inizio non c'è male, entro per primo nel locale e mi piazzo alla transenna da cui seguirò comodamente lo show.

DEAD LABEL
Aprono le danze i Dead Label, trio irlandese capitanato dal frontman Dan O' Grady, il quale si adopera sia al microfono che al basso, accompagnato alla sei corde dal barbuto Danny Hall e... da una biondina alla batteria! Claire Percival è una signorina piuttosto minuta, ma dietro le pelli pesta come si conviene e il set dei ragazzi provenienti da Celbridge si rivela un piacevole antipasto: il genere proposto è un mix metal che abbraccia vari generi dal thrash, al death fino all'hardcore e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo al momento il locale è ancora abbastanza vuoto (la gente sta pian piano giungendo nel locale) ma comunque i Nostri alla fine del loro energico spettacolo ricevono il giusto tributo di applausi dai presenti; alla prossima guyz!

SETLIST DEAD LABEL
1. Salvation in Sacrifice
2. Are You Ready to Kill
3. Ominous
4. Throne of Bones
5. Void


ONCE HUMAN
Poche storie, l'elemento di curiosità maggiore per il live degli Once Human è rappresentato dalla presenza in line up di Logan Mader, il quale torna a suonare dopo un certo arco di tempo in cui si era dedicato per lo più alla sua attività di produttore discografico; va però detto che non è lui l'unico a catalizzare l'attenzione del sottoscritto, infatti sul palco si presenta una ragazza che non passa certo inosservata: è la cantante Lauren Hart, la quale si prodiga in un vocalism growl piuttosto convincente ed è dotata di una certa presenza scenica grazie alla quale riesce da subito a rendere partecipe il pubblico che sta via via crescendo di numero. Logan, dread lunghissimi e corpo completamente tatuato, non eccede troppo in protagonismo, dividendosi negli assoli con il compagno di squadra Skyler Howren e saltando di tanto in tanto, lasciando il dovuto spazio alla bella Lauren che corre di qua e di là con sguardo allucinato mentre canta i testi di brani come Demoneyes -appunto- e You Cunt. La sezione ritmica è affidata al basso di Damien Rainaud e alla batteria di Dillon Trollope, che si avvale anche di un programming per aggiungere alcuni effetti al suo drumming -vedi il timpano bombastico che su alcuni pezzi sembra voler fare esplodere le casse dei Magazzini Generali. A proposito, fortunatamente stasera i suoni sembrano decisamente migliori rispetto a quelli ascoltati in altre occasioni nella venue meneghina e pure i gruppi di supporto ne beneficiano. Le canzoni sono estratte ovviamente dal debut album The Life I Remember ma a un certo punto la singer annuncia una piccola sorpresa ed ecco arrivare... Davidian! A questo punto la folla si scatena dando dimostrazione di aver apprezzato non poco la cover in questione e cantando il ritornello a squarciagola; a fine set il quintetto ci saluta sorridente e sale l'eccitazione per l'imminente arrivo degli headliner...

SETLIST ONCE HUMAN
1. Ground zero
2. You Cunt
3. Pick Your Poison
4. Terminal
5. The Life I Remember
6. Demoneyes
7. Davidian [Machine Head cover]
8. Time of the Disease


FEAR FACTORY
Dopo il consueto cambio palco che svela un drumkit imponente si abbassano le luci e la platea chiama a gran voce i Fear Factory che da dietro le quinte fanno il loro ingresso on stage tra il tripudio generale; il primo è Mike Heller che si accomoda sul proprio sgabello, poi il bassista Tony Campos con l'acclamatissimo Dino Cazares e infine il cantante Burton C. Bell. Un'intro parlata fa da preambolo alla doppia cassa dell'opener Demanufacture e da lì in poi è solo delirio; Self Bias Resistor è da sempre una delle mie preferite e vederla interpretata in maniera perfetta mi fa godere come un riccio, mentre alla fine di Zero Signal -altra botta di adrenalina- si alza unanime il coro "Re-pli-ca! Re-pli-ca!", uno dei capolavori della band e brano di punta dell'album che questo tour vuole giustamente celebrare. Noto con piacere che Burton riesce a mantenere la propria voce in maniera ottimale sia sul growl che sulle clean vocals, da sempre notoriamente croce delle sue esibizioni, e sicuramente parte del merito va al vocal coach con cui ha collaborato in questo periodo, tanto da meritarsi di venir citato tra i credits dell'ultimo disco della band. La festa continua con la violenza di New Breed per poi passare alla bellissima cover di Dog Day Sunrise, sulla quale Dino e Tony si prodigano ai cori, mentre Burton sembra avere non poche difficoltà sul refrain pulito di Body Hammer, riprendendosi però alla grande già dal brano successivo. Cazares di tanto in tanto agguanta un'asta munita di telecamera e ci riprende personalmente allungandola sulle nostre teste e incitandoci ancor di più a fare casino. Il singer non cede nemmeno di fronte al growl della martellante Pisschrist e infine giungiamo alla lenta A Therapy for Pain, sulla cui lunghissima outro i Nostri escono di scena per tirare -giustamente- un po' il fiato per qualche minuto. Quando ritornano sulle assi del locale è il turno della terremotante Shock -ottimi come sempre il drumming di Heller e il basso ultra profondo di Campos- e poi è il momento per tutti i presenti di saltare al ritmo di Edgecrusher; quindi Bell, introducendo Soul Hacker, ci chiede quanti di noi siano in possesso di Genexus e la risposta ottenuta lo soddisfa appieno, portandolo a ringraziarci, con la poca voce che gli rimane, per il supporto che noi fan diamo alla band; un ragazzo di fianco a me che aveva festeggiato il compleanno il giorno prima gli dice che loro sono il suo regalo, e Dino prontamente gli chiede se voglia portarsi Burton a casa, tra le risate generali... troppo forte! C'è anche chi richiede al chitarrista qualcosa del suo progetto Asesino e lui prontamente lo accontenta accennando un brevissimo riff per poi continuare con la scaletta prevista, e dopo la stupenda Dielectric e l'altrettanto valida Regenerate il cantante -che trova pure il tempo di riprendere se stesso e i compagni con lo smartphone passatogli da uno spettatore- annuncia un pezzo storico per concludere lo show, quella Martyr dal sapore thrash/death che scatena i presenti in un pogo totale. I ragazzi ci salutano lanciando scalette e plettri (mio quello di Tony Campos che andrà a far compagnia a quello di Logan Mader) e se ne vanno tra gli applausi di un pubblico ancora incredulo per la qualità dello spettacolo offerto dai californiani.

SETLIST FEAR FACTORY
1. Demanufacture
2. Self Bias Resistor
3. Zero Signal
4. Replica
5. New Breed
6. Dog Day Sunrise [Head of David cover]
7. Body Hammer
8. Flashpoint
9. H-K (Hunter-Killer)
10. Pisschrist
11. A Therapy for Pain

---Encore---
12. Shock
13. Edgecrusher
14. Soul Hacker
15. Dielectric
16. Regenerate
17. Martyr


Avevo già visto i Fear Factory cinque anni fa nella medesima location e rispetto ad allora, devo proprio dirlo, non c'è paragone: nonostante all'epoca avessero in formazione un certo Gene Hoglan -e pure Byron Stroud tanto per gradire- il concerto aveva evidenziato un Burton abbastanza in difficoltà, seppur non drammaticamente, fin dai primi brani mentre stasera è stato quasi perfetto, con pochissime esitazioni, riuscendo a mantenere la voce fino all'ultima canzone. I suoni come detto sono stati all'altezza (anche in questo caso migliori rispetto alla scorsa volta) e quindi è stata la serata ideale sotto ogni punto di vista, migliorata ulteriormente dall'incontro con i musicisti che prima di salire sul tourbus si sono concessi ai fan, non negando ad alcuno né una foto né un autografo e chiacchierando amabilmente con chiunque; a proposito, entro in modalità stalker e con la faccia di bronzo che mi contraddistingue chiedo senza alcuna vergogna a Skyler Howren e Dan O' Grady di scrivermi su un foglio le scalette dei rispettivi show e loro accettano senza problemi dimostrando grande umiltà e disponibilità. Dopo aver salutato anche Cazares, l'ultimo a uscire dal locale, faccio ritorno verso casa ancora su di giri per la magnifica serata appena trascorsa; anche dal vivo i Fear Factory sono inumani!

foto a cura di Andrea & Filippo



Francesco
Mercoledì 2 Dicembre 2015, 19.01.29
2
Concertone! Grandi gruppi spalla e i Fear Factory hanno spaccato tutto. Il miglior concerto a cui sia mai stato. Tra l'altro, c'era una atmosfera fantastica, sia le band che chi era lì erano tutti simpaticissimi e disponibili. Zero stronzi. Sembrava che fossimo tutti amici/conoscenti. Dovrebbero essere così tutti i concerti..
AL
Mercoledì 2 Dicembre 2015, 9.13.52
1
presente! Matocc prima o poi ci dovremo beccare. grande serata anche per me. scaletta perfetta e Burton mi ha sorpreso in positivo. la mia ultima volta era stata al Rolling Stone quasi 10 anni e me lo ricordavo messo male. Once Human niente male e poi il mitico Mader che suona Davidian! ma che freddo fa ai Magazzi Generali?! la prima volta in vita mia che vedo un barman in discoteca con il pile della north face.. ahahahahah!!! ottimi i suoni, non me lo aspettavo..
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Live Report
FEAR FACTORY + GUESTS
Magazzini Generali, Milano (MI) , 27/11/2015
 
 
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