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EUROPE - Alcatraz, Milano (MI) , 28/11/2015
04/12/2015 (1509 letture)
Sabato 28 novembre 2015: un giorno da cerchiare in rosso sul calendario per quanti di noi sono cresciuti coi nomi di Joey Tempest, John Norum, John Levén, Mic Michaeli e Ian Haugland che risuonavano dalle casse dello stereo. Cinque nomi racchiusi in un monicker che è entrato fin da subito a far parte della storia dell’hard rock e che è conosciuto anche da chi a questo tipo di musica per un motivo o per l’altro non si è mai avvicinato più di tanto. È così che, quando la notizia del passaggio in Italia degli Europe è venuta a galla, non ci ho pensato su due volte e sono corso a fare miei i biglietti per la data di Milano. Chi scrive è giunto relativamente tardi alla loro scoperta per puri motivi anagrafici, ma non per questo può dirsi meno interessato a presenziare ad un loro concerto, pur consapevole che i cinque svedesi ormai di anni sul groppone ne hanno accumulati parecchi, e per quanto uno ce la metta tutta è impossibile nasconderlo. Ma gli Europe non sono una di quelle band intenzionate ad adagiarsi serenamente sugli allori in virtù di un successo strepitoso ottenuto fin dai primi anni della loro carriera, tutt’altro. Gli Europe ad oggi possono vantare una discografia di tutto rispetto, nonostante il lungo split a cui sono andati incontro durante gli anni Novanta, con il decimo sigillo pubblicato proprio in questo 2015 ed un’attività live che li vede solcare palchi di tutto il mondo con la stessa voglia di un tempo. E a suggellare ancor di più il tutto si presentano dal vivo con una scaletta che predilige proprio i pezzi tratti dall’ultimo album in studio (ovvio, è un tour ad esso dedicato, ma non tutti i grandi nomi oserebbero lasciare da parte molti dei loro più grandi successi per far spazio a canzoni nuove), a dimostrazione di quanto sia forte per loro la voglia di guardare avanti. Questi sono gli Europe, una realtà musicale davvero intramontabile e che merita tutto il supporto possibile.

A causa di problemi dell’ultimo minuto ci troviamo, la mia ragazza ed io, a partire con un certo ritardo alla volta di Milano. L’apertura porte è infatti prevista per le 18.30, con la band di supporto, i britannici Dirty Thrills, autori di un blues rock che si preannunciava niente male, previsti per le 19.30. Che tutto si sia svolto con regolarità non ci è consentito saperlo, dal momento che al nostro arrivo scoccano ormai le 20 e l’attesa è già tutta esclusivamente per gli headliner della serata. Perlomeno abbiamo evitato il rischio di congelamento ed anche tutta la fila che solitamente tocca fare. Al nostro ingresso troviamo un Alcatraz davvero gremito, come quasi mai mi era capitato di vedere negli ultimi anni (perlomeno ai concerti cui ho avuto modo di assistere di persona). Il telone col logo della band svedese già campeggia sullo sfondo del palco e il soundcheck è in corso di svolgimento. L’atmosfera è già molto calda e i tanti fan presenti non aspettano altro che scorgere i propri idoli farsi avanti. Alla ricerca di una buona posizione da cui poterci godere al meglio il concerto, il tempo scorre senza che neanche ce ne rendiamo conto ed ecco che le luci iniziano rapidamente a spegnersi...

EUROPE
È War of Kings, titletrack del recente decimo album in studio, ad aprire le danze. Canzone potente, quadrata e d’impatto, maestosa, ma allo stesso tempo melodica; niente di meglio per iniziare. La voce di Joey Tempest non è ovviamente più quella di un tempo, ma il suo lavoro lo fa più che degnamente. La chitarra di Norum è la protagonista principale del palcoscenico, molto più delle tastiere, che almeno dalla nostra posizione sembrano relegate un po’ in secondo piano. Ma è anche vero che sono le stesse canzoni presenti in scaletta a non richiedere troppo lavoro al buon Mic Michaeli; la serata prende infatti subito una direzione prettamente hard rock, molto legata alle più recenti novità che alle tante hit del passato. Sono ben sette i pezzi scelti da War of Kings: oltre alla traccia d’apertura del disco, troviamo anche l’arrembante e coinvolgente Hole in My Pocket, Second Day e Praise You, canzoni figlie della maturità artistica raggiunta negli anni, la piacevolissima Nothin’ to Ya, sicuramente più incisiva nella sua riproposizione live, così come la divertente Days of Rock’n’Roll, collocata sul finire, tra due pezzi da novanta come Rock the Night e The Final Countdown. Anche la strumentale Vasastan, più che mai toccante nella delicatezza con cui viene eseguita, è tratta dal recente War of Kings. Poche ma a dir poco eccezionali le hit che gli Europe non ci fanno mancare: oltre alle sopracitate Rock the Night e The Final Countdown, su cui non possiamo spendere nient’altro che elogi, troviamo specialmente Superstitious, che esalta quasi allo stesso modo tutti i componenti del gruppo, dalla voce del carismatico Tempest alla chitarra sempre ispiratissima di Norum fino alle fondamentali (qui sì, finalmente) tastiere di Michaeli, e Carrie, in una versione live ovviamente da brividi lungo la schiena. Nelle quasi due ore a loro disposizione, gli Europe dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, di avere le carte in regola per dire la loro ancora a lungo, e lo fanno sprigionando una tale energia che solo i più grandi riescono sempre e comunque a trasmettere. Alcuni simpatici siparietti vedono il buon Joey Tempest intenzionato a stringere un contatto più ravvicinato coi tanti fan presenti in quel di Milano ora con un “Bella storia” ora con altre brevi frasi in italiano che causano inevitabilmente le risa compiaciute del pubblico. Tante le canzoni in scaletta, ben diciannove senza contare l’assolo di batteria con tanto di intro presa da Guglielmo Tell, altro bel momento di una serata davvero da ricordare.

Quando la formazione svedese lascia il palco, tra l’acclamazione generale, sembra ancora troppo presto per andar via, ma dobbiamo prendere atto di come tutto prima o poi debba volgere al termine e lasciamo anche noi l’Alcatraz consapevoli che avremmo tutti quanti preferito restare ancora lì ad ascoltare i successi di una delle band storiche più amate dal pubblico di settore (e non solo). L’esibizione degli Europe è stata per certi versi inaspettatamente soddisfacente. Questo perché, personalmente, credevo che mi sarei trovato di fronte una band diversa, più legata al proprio glorioso passato che al dignitoso presente. Invece no, gli Europe sono una band quantomai attuale, in grado di sfornare ancora oggi nuovo materiale di buon livello e pubblicizzarlo a dovere, presentandosi sul palco come se fosse sempre la prima volta, come se ci fosse ancora bisogno di compiacere qualcuno al di là di tutto, al di là del tempo e delle mode che inesorabilmente passano e cambiano. Ma loro ci sono sempre e ci tengono più che mai a farcelo sapere.

SETLIST EUROPE
1. War of Kings
2. Hole in My Pocket
3. Superstitious
4. Wasted Time
5. Last Look at Eden
6. Carrie
7. Second Day
8. Firebox
9. Sign of the Times
10. Praise You
11. The Beast
12. Vasastan
13. Seventh Sign
14. Ready or Not
15. Nothin’ to Ya
16. Drum Solo
17. Let the Good Times Rock
18. Rock the Night
19. Days of Rock’n’Roll

---ENCORE---
20. The Final Countdown


Un ringraziamento a Debora e Andrea per il contributo fotografico.



Galilee
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 18.33.09
16
Per me è il contrario, soprattutto se paragonato agli ultimi due precedenti dischi. Gusti, ma per me è top
klostridiumtetani
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 18.18.46
15
@Galilee, forse devo ascoltarlo di più, ma mentre album precedenti una volta entrati nel lettore non uscivano più per settimane, con questo non ho lo stesso feeling e mi risulta pesante e monotono...
terzo menati
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 18.10.52
14
Certo che vedere quel figone di tempest a più di cinquant'anni in forma smagliante e' sempre un piacere, così come norum ormai posseduto dallo spirito di Gary Moore o un sempre più mummificato John leven con capelli di paninaro ma con un carisma unico...insomma grandissimi. Musicalmente ormai c'è poco da dire hanno miscelato alla perfezione purple, Moore e thin lizzy in salsa Europe, l'ultimo disco è bellissimo
Blacknero
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 18.09.18
13
Ho sentito un Tempest abbastanza svociato specie metà/fine concerto (the final countdown inascoltabile)...le tastiere praticamente al limite dell'udibile e il pluridecorato Norum qualche stecca qua e la in pezzi che non richiedono ne' han mai richiesto una tecnica mostruosa è riuscito cmq a farla...per intenderci non ho considerato il concerto dei WS la perfezione, ma non c'è cmq paragone...almeno ho visto una band con ottima alchimia, un signor repertorio e Coverdale in ogni caso più in forma che nel 2011...non voglio fare l' "hater" con gli Europe, arrivavo a questi 2 concerti con stato d'animo simile, ma nel loro caso devo dire (e non con piacere) che se di loro mi fossi limitato a guardare 4 video poi caricati sul tubo sarebbe stata circa la stessa cosa
Galilee
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 17.54.46
12
Strano non ti sia piaciuto l'ultimo vista l'età. E' una rivisitazione in pieno stile Europe degli anni 70. Io tranquillamente lo metto su di un ipotetico podio nella loro discografia. Poi vabbeh, personalmente dal punto di vista tecnico musicale, arrangiamenti chorus etc etc , lo trovo qualcosa di irraggiungibile. Mi chiedessero fammi sentire un disco hard rock di qualità uscito in questi ultimi 10 anni, farei sentire War of kings..
klostridiumtetani
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 17.36.09
11
... O forse a cinquant'anni suonati, sono un "nerd pivello neofita"... vi saprò dire anche questo... tanto le "strade non sono molte"...
klostridiumtetani
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 17.32.51
10
Però devo controllare se sono "fatto"... vi saprò dire...
klostridiumtetani
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 17.31.28
9
Sinceramente l'ultimo non mi è piaciuto per niente, ma sono una gran bella band e hanno fatto album meravigliosi, alcuni dei quali (ad esempio Start from the dark e Secret society) reputo tra i migliori in ambito Hard Rock!
terzo menati
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 14.40.34
8
Io mi sono fatto di meta anfetamina e' ho visto a bologna una band pazzesca. Maledetta droga...socmel
Flight 666
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 14.33.16
7
@ Blacknero: sono sicuro che siamo stati in tanti a drogarci quella sera.
antonio
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 9.21.09
6
...visti all'Estragon di Bologna, concerto indimenticabile... band precisa e potente, grandi pezzi, un Joey Tempest in forma smagliante e coinvolgente... di sicuro li andrò a vedere alla prossima tournee...
Blacknero
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 2.50.12
5
Mah ahimè io ho visto e ho visto abbastanza strazio...specie se rapportato allo show dei Ws poche ore dopo medesima sede..pertanto o l'autore dell'articolo si è drogato o è un nerd pivello neofita..nn vedo molte strade
Argo
Sabato 5 Dicembre 2015, 11.05.23
4
Negli ultimi 10 anni li ho visti 2 volte, grande band che supporterò sempre. A me invece piacciono di più gli ultimi 2 album dei primi 3 post reunion. Mi sono messo il cuore in pace riguardo gli anni 80 e mi godo questo rock decadente.
Painkiller
Venerdì 4 Dicembre 2015, 23.42.59
3
Non li ho mai abbandonati, ho sperato per anni nella reunion ed ho goduto per il nuovo corso. Ma gli ultimi due album non mi sono entrati dentro. Mentre i primi album post reunion, pur discostandosi completamente dai successi degli anni 80, mi piacciono molto perché comunque rappresentano la band ed il suo modo unico di suonare hard rock, gli ultimi due album sembrano due album di cover, quasi avessero voluto davvero farlo. Non ci trovo nulla di personale nella proposta musicale, specie in war of kings. Così ho preferito non presenziare, e dalla scaletta vedo che ho fatto bene. Li ho visti tutte le volte che sono venuti a Milano ma ora spero in un album degli Europe, del nuovo corso, ma alla Europe
terzo menati
Venerdì 4 Dicembre 2015, 15.36.43
2
Ci vediamo lunedì in quel di bologna. Grande band
robby
Venerdì 4 Dicembre 2015, 15.26.45
1
gran concerto, puro e semplice rock'n'roll ! felice di esserci stato !
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