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SWALLOW THE SUN - Answers from the North
11/12/2015 (1378 letture)
Dopo l'intensa esperienza di ascolto in cui ci hanno catapultato con Songs from the North I, II e III, non potevamo lasciarci scappare la possibilità di intervistare gli Swallow the Sun, per chiedergli qualcosa in più sulla registrazione di quest'opera fuori dagli e schemi e sul tour europeo iniziato proprio in questi giorni, ci ha risposto un loquace Aleksi Munter (tastierista della band finnica), a voi la lettura!


Metallized: Oggi abbiamo ospite la famosa band finlandese Swallow the Sun, benvenuti su Metallized.it, prima di tutto, come state?
Aleksi Munter: Hey! grazie!
Stiamo bene, anche se molto occupati con la preparazione del tour che partirà domani da Berlino.
Ci aspettiamo molto da queste date comunque, quindi è un periodo piuttosto emozionante!

Metallized: Allora iniziamo parlando del vostro nuovo album, Songs from the North. Come sono andate le registrazioni? Immagino che questa volta vi abbiano richiesto uno sforzo maggiore del solito considerando le 21 canzoni e la loro lunghezza
Aleksi: È stato decisamente così. Abbiamo registrato in molti studi diversi durante circa tre mesi circa, cominciando ad Aprile.
Il basso e la batteria hanno occupato giusto tre giorni per ognuno, visto che i ragazzi sono molto professionali, mentre per le chitarre, le voci e le tastiere abbiamo impiegato decisamente più tempo.
Abbiamo registrato molte cose a casa, cosa che ci ha permesso di avere più libertà con gli orari, ma non è stato comunque un compito facile.

Metallized: Come siete arrivati a decidere di pubblicare un album triplo? Era programmato sin dall'inizio o vi siete semplicemente ritrovati con molto materiale degno di essere usato?
Aleksi: Credo avessimo deciso di fare così un paio di anni fa, e da allora sono iniziate ad arrivare tutte queste canzoni. Juha è un compositore incredibilmente talentuoso e le cose che scrive sono costantemente ottime sin dalle prime fasi.

Metallized: Se ti venisse chiesto di scegliere una canzone preferita da ognuno dei tre album, quali sceglieresti e perché?
Aleksi: Dal primo probabilmente Memory of Light, che ha questa sorta di nuova “atmosfera” per noi, oltre che un ritornello veramente ottimo. Dal secondo probabilmente sceglierei Heart of a Cold White Land per le sensazioni che esprime, secondo me riassume -in un certo senso- l'intero album. Dal terzo invece decisamente Empires of Loneliness, che nella sua “epicità depressiva” è probabilmente una delle migliori canzoni che abbiamo mai registrato.


Metallized: I vostri dischi sono sempre incredibilmente atmosferici e ci sono indubbiamente riferimenti anche ai luoghi dove vivete, quanto diverso sarebbe il vostro sound se non foste finlandesi (o Scandinavi almeno)? O in altre parole: quanto l'essere finlandesi influisce sulla vostra musica?
Aleksi: Ci influenza moltissimo. La tradizione musicale finlandese è sempre incredibilmente malinconica; la natura è così piena di contrasti, con questi inverni lunghi ed oscuri seguiti da queste brevi estati così brevi eppure così incredibilmente luminose con questi giorni che non finiscono mai, anche la mentalità finlandese è molto specifica. Credo che tutto questo si rifletta nella nostra musica in un modo o nell'altro.

Metallized: Posso immaginare che il triplo album abbia aumentato spese di produzione e costi di vendita, avete avuto qualche difficoltà nel farvi approvare il progetto dalla vostra casa discografica? Avete dovuto scendere a compromessi per qualche dettaglio in particolare?
Aleksi: Il supporto della casa discografica (Century Media) è stato davvero buono ed erano entusiasti del triplo album sin dall'inizio, non potremmo davvero essere più felici con loro. Sicuramente c'erano diverse cose che dovevamo tenere in considerazione per far quadrare tutto alla fine, quindi abbiamo fatto molte cose da soli, e quindi sì, ci sono stati dei compromessi, ma niente di così male in fin dei conti. In generale sono piuttosto stupito dal fatto che siamo riusciti a cavarcela nel modo in cui l'abbiamo fatto (risate, ndr).


Metallized: Ho personalmente apprezzato molto il modo in cui suona questo album e come ogni elemento sia mixato accuratamente e in modo distinto, senza suonare però “overproduced”. Posso immaginare che si tratti di una scelta precisa giusto? Siete soddisfatti di come sono venuti gli album da questo punto di vista? Avete registrato in più studi come avevate fatto per Emerald Forest and the Blackbird?
Aleksi: Abbiamo mixato tutti i dischi in studi differenti, e ognuno dei tre ha -per scelta- il proprio carattere.
Il primo è stato quello per cui abbiamo avuto più problemi a trovare il sound giusto, ma alla fine è uscito veramente bene! In generale sono molto contento di come sono venuti tutti e tre i dischi: come hai detto, sono “prodotti” ma non troppo.

Metallized: Ho sempre trovato la vostra musica estremamente catartica, quasi terapeutica in certi momenti particolarmente tristi, eppure in mezzo a tutta quella malinconia riuscite sempre a far risaltare qualche piccolo elemento di speranza, uno dei punti vincenti della vostra musica è probabilmente questo contrasto tra luce ed oscurità, quant'è difficile riuscire a "seminare" speranza in canzoni così cupe?
Aleksi: Ritengo che sia sempre stato uno degli aspetti più importanti del nostro sound, ed è veramente bello che tu l'abbia notato. È molto importante avere almeno qualche speranza, qualche “possibilità di redenzione” nelle canzoni a fare da contrappunto all'oscurità e questo loro essere così depresse. È questo contrasto a creare tensione tra le canzoni e a mantenere le cose interessanti, oltre a dargli quel carattere catartico che hai menzionato, abbiamo avuto questo tipo di riscontro da diverse persone in passato!
Inoltre, devi pur avere qualche speranza se dopo vuoi distruggerle! (risate, ndr)

Metallized: Ritengo che la sezione acustica di Songs from the North sia estremamente atmosferica e “splendente”, piuttosto distante quindi dalla prima e dalla terza parte della release.
In questa l'ascoltatore può veramente trovarsi immerso in uno scorcio di Finlandia, possiamo considerare questa parte come una sorta di estate? Un momento di luce diurna che parte dalle tenebre di The Womb of Winter e finisce con la luce morente di Before the Summer Dies?
Temete che i vostri fan più affezionati al vostro sound aggressivo possano non apprezzare questa sezione più leggera?
Aleksi: È decisamente la parte centrale dell'album di proposito, dà all'ascoltatore una sorta di spazio per respirare in mezzo ai due dischi più pesanti, credo che abbia questa progressione interna dall'inverno (nelle prime due canzoni) verso la primavera in Away's per poi andare verso estate ed autunno in Autumn Fire e Before the Summer Dies. Se c'è qualcuno che preferisce il nostro lato più aggressivo per loro ci sono sempre gli altri due dischi (risate, ndr). Personalmente ritengo che questo lato più soft sia sempre stato un elemento del nostro sound, quindi se uno apprezza quest'ultimo in generale non dovrebbe avere problemi con questo disco.

Metallized: A proposito del terzo album: vi mostra decisamente mentre decidete di esplorare il lato più pesante della vostra musica, tuttavia, credete che l'etichetta “funeral doom” possa davvero essere abbastanza per descriverlo? O magari c'è qualcosa in più che l'oscurità quasi disturbante che viene solitamente associata a tale genere?
Aleksi: Direi che l'etichetta funeral doom debba essere vista come una sorta di “telaio” o come un nostro stato mentale mentre componevamo le canzoni, ma per il prodotto finito potrebbe non essere così descrittiva, dato che non è che sia così inaccessibile o monotono come sono spesso i lavori di molte band funeral doom. Continua a suonare molto come un disco degli Swallow the Sun, ma in modo più pesante, implacabile e senza pietà. Certamente però trae ispirazione dal genere, anche se sentito tramite il nostro sound.

Metallized: Sempre in merito alla band: una così ampia varietà di canzoni avrà senza dubbio spinto Mikko ad usare tutte le sue abilità canore. Come giudichi il suo contributo ad un album così diversificato?
Aleksi: Ritengo che il modo di cantare di Mikko si sia sviluppato immensamente. Lo conosco da 20 anni e ha sempre avuto una gran voce quando si trattava di growl. Ora però è incredibilmente a suo agio anche con la voce pulita e so che è molto contento di poter cantare di più in questo modo. Una delle cose più importanti in questo disco è stato che il nostro buon amico Jaani Peuhu che ha registrato e prodotto le voci, ha veramente spinto Mikko al punto tale da fargli incidere una grande performance.

Metallized: Potresti dirci quali sono gli ultimi dischi metal e non metal che hai ascoltato e che ti sono piaciuti di più? Che musica ascolti nella vita di tutti i giorni?
Aleksi: Non ho ascoltato molta musica quest'anno, visto che appena finito di registrare di solito non ascolto nulla per almeno tre mesi! (risate, ndr). Recentemente comunque stavo ascoltando l'ultimo degli Hanging Gardens e DREI di Emika che è veramente ottimo, anche se troppo breve.

Metallized: State per iniziare un tour europeo a supporto di Songs from the North: considerando quante canzoni sono incluse negli album, quali difficoltà vi aspettate di incontrare quando dovrete decidere la scaletta? Vi concentrerete esclusivamente su quest'ultima release o proverete a creare qualcosa di più bilanciato?
Aleksi: Suoneremo un mix di vecchie e nuove canzoni, e vedremo come andrà a finire quando saremo lì, ovviamente il focus sarà su Songs from the North. Le canzoni acustiche saranno probabilmente le più difficili, ma proveremo a suonare anche quelle.

Metallized: L'intervista è giunta al termine, avete qualcosa da aggiungere o che vorreste dire ai nostri lettori italiani?
Aleksi: Grazie per averci ospitato e speriamo di suonare presto in Italia, ci vediamo in tour! Cheers.


Intervista a cura di Giada Boaretto “Arianrhod” e Gianluca Leone “Room 101”, con la collaborazione di Gabriele Zolfo “Red Rainbow”.



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