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SINE QUA ...BOH? - # 4 - 'The Pack is Back' e 'Cold Lake'
11/12/2015 (2299 letture)
E' capitato a tantissimi gruppi. Si giunge ad un punto in cui è necessario o si crede di dover fare una scelta e la si sbaglia; clamorosamente. Il più delle volte la colpa è da addossare alle case discografiche, specialmente se americane, preoccupate solo di seguire i capricci del mercato senza valutare chi se lo può permettere e chi no. Altre è semplicemente la perdita più o meno momentanea di interesse per certe situazioni a far si che le cose partano per la tangente, senza più avere la necessaria lucidità per mantenere un vero controllo sulla propria band e senza che la cosa preoccupi più di tanto. Quanto sopra, grosso modo, è proprio quanto accaduto in un certo periodo degli anni 80 a Raven e Celtic Frost.

RAVEN: THE PACK IS BACK
Come è possibile imporsi per aver gettato i semi del thrash ed aver coniato un sottogenere denominato "Athletic Rock", per essere stati identificati fin da subito con la parte più irruente, casinara e gioiosa dell'heavy, e giungere poi alla condizione di parodia americana di sé stessi? Il motivo per cui i Raven passarono dalla pietra miliare Rock Until You Drop alla pietra tombale The Pack Is Back è paradossalmente da ricercare nel loro stesso successo. Dopo lo sbarco in terra statunitense in un momento in cui quel mercato stava già stritolando tutto ciò che di più puro esisteva nel tritacarne della commercialità a base di lustrini e paillettes, la Atlantic Records investì sui Raven la bellezza di 150.000 dollari. Una cifra di una certa importanza ancora oggi, decisamente pesante all'epoca. Per sfondare negli U.S.A., recuperare i soldi sborsati e guadagnarci una cifra sufficiente a giustificare gli sforzi profusi, la casa discografica ritenne di procedere nel solito modo: commercializzare, banalizzare, teatralizzare. Per i tre musicisti la cura cominciò con la trasformazione del loro look da "Athletic" a "Comicathletic". In maniera non dissimile da come negli U.S.A. si intende lo spettacolo del wrestling, portando tutto ad un eccesso/degenerazione che serviva solo a riempire gli occhi di facili effetti speciali a base di colori sgargianti, trucchi pesanti e tutto il resto, i nostri vennero trasformati in una specie di comparse di un film pseudo-futuristico di serie Z sul football. La musica, ovviamente, fu resa altrettanto vuota ed inutile. Come già riportato dalla nostra recensione: ”L’apporto del synth è davvero fuori luogo, quando compare, e spesso sembra forzato, mentre dal punto di vista del songwriting i nostri tentano un approccio più immediato e di stampo commerciale, con tutte le conseguenze negative che questo può comportare nell’ambiente HM. Nell'album, poi, oltre ad una semplificazione parossistica della scrittura ed agli arrangiamenti adatti al pubblico distratto e superficiale a stelle e strisce, non poteva mancare la solita, ulteriore, commercialata della cover a tema, rappresentata in questo caso da Gimme Some Lovin', altra becera strizzata d'occhio agli Stati Uniti. A completare il tutto, quel poco di buono che il disco poteva contenere fu distrutto scientemente da una produzione mirata a smussare tutto lo smussabile, senza che la band potesse dire la sua, ma in parte colpevole di essersi lasciata prendere nell'ingranaggio distruttivo della major. Il disco non fu preso in considerazione negli U.S.A., un mercato così vasto da potersi permettere di ignorare qualsiasi cosa, non portò nuovi fan alla band e fece perdere al gruppo quasi tutti quelli europei, come era facilmente prevedibile da tutti, tranne che dalla label. Per fortuna i Raven si sarebbero ripresi quasi subito e, dopo tanti anni, sono ancora qui. Invecchiati, magari, ma capaci di suonare come si deve. Insomma: The Pack is Back, ma davvero.

CELTIC FROST: COLD LAKE
Ancor più difficile, sulla carta, spiegare e giustificare l'esistenza di un disco come Cold Lake. A gravare come un macigno sulla valutazione dell'operazione "Glammeltic Frost", oltre alla sua impresentabilità a prescindere, è certamente il moniker che si legge in copertina. In realtà, dei Celtic Frost veri e propri non era rimasto che il logo e poco più, dato che i 2/3 del gruppo erano partiti per altri lidi a seguito del deterioramento dei rapporti con Tom Gabriel Warrior, il quale, per di più, cominciava a perdere interesse per la sua creatura. L'entrata in formazione di Oliver Amberg (all'opera anche nei Coroner), Curt Victor Bryant e del cavallo di ritorno Stephen Priestly, produsse come risultato lo spostamento del sound del gruppo verso soluzioni molto più easy e facili da interpretare, che della malignità passata conservavano solo una pallida aura posticcia. Qualche "UH!" qua e là, qualche coretto finto-thrash, qualche accelerazione da manuale del bravo scrittore di canzoncine heavy ed un look che credo faccia vergognare profondamente Tom anche dopo tutto questo tempo. Il disco né carne, né pesce che ne venne fuori, sospeso tra pulsioni glam, hard rock, heavy e thrash -quindi assolutamente incoerente- risultò troppo poco commerciale per sfondare presso il pubblico extra-metal e più ancora nelle radio mainstream ed troppo commerciale per non fare letteralmente imbestialire gli headbangers che erano restati irretiti da lavori fondamentali quali Into the Pandemonium, To Mega Therion e Morbid Tales. Il flop era quindi più che annunciato, ma più ancora per il look che per la musica. Il problema più grande di Cold Lake, così come quello di moltissimi altri dischi con queste caratteristiche, alcuni dei quali incontreremo di certo nelle puntate successive di questa serie, è proprio il moniker, più che le canzoni. Se lo stesso, identico prodotto fosse uscito come primo lavoro di una nuova band, senza quindi quell'ingombrante logo in copertina che nel corso degli anni sarebbe diventato sempre più importante, sarebbe probabilmente stato valutato con più condiscendenza da pubblico e critica. La necessità di sfruttare un nome conosciuto, quello di assicurarsi una serie di esibizioni dal vivo -anche qui saranno gli U.S.A. ad assicurare il successo minimo a questo disco ed apprezzate date live- e l'atteggiamento pubblico di Fischer (t-shirt glam indossate a suo dire con intenti parodistici, dichiarazioni di un certo tipo, atteggiamenti di rottura totale col passato), oltre che ad una gran confusione dentro ed attorno ai Celtic Frost con look e musica privi di coesione tra loro, però, portarono al disastro. Un disastro che lasciò così avvelenati i fan europei, da decretare vendite limitate anche per il successivo e buonissimo Vanity / Nemesis. Perché a noi europei puoi fare di tutto, ma non tradirci musicalmente; mai!! Quasi.

LIGHT BUD VS. TRAPPISTE
Due band molto diverse tra loro, due dischi altrettanto diversi, ma anche molti punti di contatto. L'appartenenza ad un periodo storico di "corruzione" musicale in nome del music-biz in salsa americana -1986 per il primo, 1988 per il secondo- l'aderenza alle nuove tendenze mediante l'uso di un look a tema e due lavori decisamente sottotono e più commerciali. Eppure, nell'accostare i due album e pur all'interno di un quadro generale largamente insufficiente per entrambi, alcune differenze qualitative possono essere colte. Se per i Raven un look originale e non propriamente metal, era stato un tratto fondamentale del loro apparire sulla scena fin dall'inizio. Di conseguenza, questa esasperazione era in una certa misura solo una distorsione di ciò che erano stati sin dagli albori. Per i Celtic Frost, invece, la situazione era diversa. Partiti da un'immagine incredibilmente "nera", pesante, esasperatamente metal che era stata (anche) la loro fortuna, il proporsi in veste glam, l'esatto opposto visuale e concettuale di quanto fatto fino a quel momento, fu visto come uno sfregio da tutti i fan. Questi, quindi, bocciarono -forse senza rendersene bene conto- molto più sonoramente di quanto già non meritasse Cold Lake accecati dallo "sgarro" estetico e, solo in seconda battuta dalla pochezza del disco. Se accostiamo i due lavori in analisi ed evitiamo accuratamente di considerare chi li firma ed in quale genere collocarli, Cold Lake risulta comunque superiore a The Pack is Back, pur nella sua mediocrità e frammentarietà. La storia, però, ha il suo peso, così come l'amore per la musica. Un americano medio (è una generalizzazione, sia chiaro) può ascoltare qualsiasi cosa mentre sorseggia litri della sua birra light annacquata, ma difficilmente arriva all'attaccamento viscerale per la musica ascoltata magari bevendo una birra trappista, così tipico di noi europei. I nati nel vecchio continente sono sempre quelli del tifo da stadio, il più delle volte "contro" prima che "per", delle scazzottate per un rigore non assegnato 12 anni prima, dei fischi per chi ha cambiato maglia quando era nelle giovanili ed ora gioca per gli odiati rivali e dei campanili vissuti come ragione di vita tra paesini a tre chilometri di distanza l'uno dall'altro. Non puoi cambiarci e, visto che il mercato americano ti premia solo se vendi quanto 100 artisti mainstream europei, due dischi simili erano destinati al flop fin dal loro concepimento.



Shadowplay72
Domenica 26 Novembre 2017, 0.50.00
38
Per me cold Lake era ed è un grandissimo album.tanti non l'hanno capito.in questo album i celtic volevano tentare qualcosa di nuovo.volevano mischiare il thrash è il black con il glam metal.a me questo mix è piaciuto tantissimo!
gianmarco
Venerdì 12 Febbraio 2016, 17.47.19
37
mi farebbe piacere avere un parere sia da chiè d'accordo e non con la mia disamina .
gianmarco
Venerdì 12 Febbraio 2016, 0.23.38
36
Ps Vi spiego il perchè del 9 . Innanzi tutto , pur sentendolo su youtube , ho sentito gli 11 brani , 2 volte , visto che non era "facilmente assimilabile"ad un 1° ascolto , poi ho trovato il tutto non pacchiano .Anche i Discharge fecero il passaggio Crust - Hard Rock con Grave New World e questo nel 1986 ben 2 anni prima di Cold Lake.
gianmarco
Giovedì 11 Febbraio 2016, 21.11.58
35
vi invio la mia recensione su Cold Lake .Recensione : I Celtic Frost passarono nel 1988 dall’Avant Garde di “Into The Pandemonium” all’Hard Rock- Glam di Cold Lake. Per quanto mi riguarda non è stata una mossa avventata, un disco di rottura col passato “Oscuro”. Le chitarre sfornano negli 11 brani complessivamente , un lavoro egregio . Tom G Warrior canta in Clean senza far mancare i suoi Uh . La Batteria sforna un gran lavoro . Tutto sommato nella rottura , c’è sempre qualcosa dei vecchi Celtic Frost . Il disco Metal più criticato ingiustamente di sempre. Anticipatore di alcune tendenze Thrash Death . Voto 9. Band : Thomas Gabriel : Voce /Chitarra. Oliver Hamberg: Chitarra ,Cori, Effetti . Stephen Priestley: Batteria . Curt Victor Bryant : Basso, Chitarra Solista (6-11) Ritmica (11) ,Effetti di Chitarra , Cori . Fonte Metal Archives .
The Nightcomer
Martedì 29 Dicembre 2015, 12.24.13
34
Pure io concordo con Lambruscore. Ricordo che all'epoca rimasi completamente spiazzato da Cold Lake e non fui il solo. Non discuto la qualità - o mancanza della stessa- del disco, quanto gli eventi che resero possibile una simile svolta da parte di un gruppo molto personale ed influente, oltre che associato a ben altra immagine nel metal. Dopo aver gettato le basi di molto estremo a venire e di aver letteralmente aperto la strada a sperimentazioni che in futuro avrebbero fatto la fortuna di parecchie bands più o meno meritevoli, presentarsi con un look simile era, e per certi versi è ancora, inspiegabile, ma Tom Warrior ha saputo stupire più di una volta con le sue scelte. Scrivo scelte, perché condivido l'opinione di chi lo ritiene corresponsabile: la Noise aveva in scuderia molti gruppi di diversi generi, tra cui diversi in ambito estremo; come mai solo i Celtic Frost ruppero con il passato in modo così clamoroso, soprattutto in un momento simile? La mia è forse una domanda retorica, perché non posso ritenermi sicuro al 100% di come andarono realmente le cose (per esserlo avrei dovuto assistere di persona ai processi che portarono a Cold Lake), però -cercando di contestualizzare- l'impressione è questa. Peccato, perché ritengo che perfino in un simile lavoro sia possibile scorgere la tipica personalità di Tom Warrior, sebbene in forma stravolta; impossibile per me non provare rammarico, quando penso a cosa avrebbe potuto fare ancora a quel tempo Tom G. Warrior, uno dei pochi artisti che ha saputo esprimere qualcosa di veramente originale in anni di grande fermento e rapida evoluzione della scena.
warrior63
Mercoledì 23 Dicembre 2015, 5.41.46
33
Ok..giusto così evidentemente ricordavo male io. Non sono un tipo polemico ma la parola falso non l ho utilizzata io x primo.va bene così
LAMBRUSCORE
Martedì 22 Dicembre 2015, 14.51.05
32
Completamente d'accordo col commento n.10, niente altro da aggiungere, da parte mia.
Raven
Martedì 22 Dicembre 2015, 13.41.38
31
Anzi, un momento. Più in giù parla proprio del fatto di essere stato sposato e di avere attraversato un momento di felicità, ma è la stessa intervista citata da te, solo che poco più sopra lo definisce "una merda" e poi tenta di trovare delle spiegazioni, ma non delle giustificazioni. O non hai letto tutto il testo oppure hai estrapolato a bella posta delle frasi per darti ragione da solo. Prendo per buona la prima ipotesi ed a titolo di cronca di scrivo che Tom, NELLA STESSA INTERVISTA, dice poco prima: "Sono estremamente felice di questo album dato che, almeno, ho fatto il peggiore in assoluto che mai avrei potuto fare in tutta la mia vita. Quindi, non importa quanto ho intenzione di fallire in futuro, non potrò mai sprofondare così in basso di nuovo. Non importa quanti passi falsi ed errori posas fare. Cold Lake è il limite inferiore assoluto di tutto ciò che può venire dalla mia mente. **** E 'probabilmente il peggior album heavy mai realizzato. Non lo sto dicendo per essere cinico. Questo è il mio parere onesto. Devo convivere con questo. Ma io ero l'unico membro dei Celtic Frost, così io porto la piena responsabilità dell'accaduto, indipendentemente da cosa c'era dietro. E sto accettando tale responsabilità. Io non sono un codardo. Si tratta di un pezzo di merda assoluta. **** Ho analizzato questo album molte volte, mi creda. E io stesso ho analizzato il perché di ciò che è accaduto e ciò che era sbagliato nella mia testa. Ci sono molte conclusioni da trarre e sono molto personali.***** Ero molto contento al momento. Avevo trovato una donna meravigliosa. Le avevo chiesto di sposarmi. Lei aveva detto sì. Ero completamente staccato dal mondo. Non mi preoccupavo di ciò che accadeva in studio.
Raven
Martedì 22 Dicembre 2015, 13.33.49
30
Guarda, ho provato a fare una ricerca in rete, ed al primo item di google è venuta fuori una intervista del 2010 in cui Tom lo definisce "il peggior album heavy mai realizzato", e questo è uno dei passaggi più accomodanti. Ripeto: le dichiarazioni possono variare nel tempo in base alle necessità contingenti e/o agli umori. Quel che resta è la musica. Bisogna distinguere tra gusti (che legittimamente possono portare a disprezzare capolavori e godere di dischi orrendi) e qualità oggettiva. tutto qui.
Raven
Martedì 22 Dicembre 2015, 13.26.57
29
Questo modificherebbe la presenza posticcia di quelgli UH! completamente fuori luogo o la frammentarietà del disco? IL fatto che potesse o meno essere felice non modifca le furbate produttive per arrivare ad un ibrido che cercasse di dare un colpo al cerchio del passato ed uno alla botte della svolta glam. Possiamo continuare per ore, ma non capisco a che scopo. Io ho espresso la mia valutazione del disco poggiata su vari elementi oggettivi, peraltro condivisi dalla stragrande maggioranza della criica. A te piace? Padronissimo di pensarlo e di dirlo, anche qui ed anche in opposizione al mio scritto, ci mancherebbe. Del resto, stiamo qui apposta per discutere. Soltanto, quell'affermazione secca "Di falso non c'è nulla" indica come tu stesso ti senta depositario di una verità. Ripeto, possiamo stare qui per ore, ma la discussione diventerebbe piuttosto sterile
warrior63
Martedì 22 Dicembre 2015, 13.15.59
28
Peccato che l intervista in oggetto fu realizzata molti anni dopo. Quando le vendite di cold Lake erano morte e sepolte
Raven
Martedì 22 Dicembre 2015, 8.12.31
27
Nemmeno tu. Le dichiarazioni alla stampa lasciano il tempo che trovano quando bisogna sostenere le vendite di un lavoro che non tira. Ricordo anche io le interviste ad MTV e non giurerei affatto sull loro contenuto.
warrior63
Lunedì 21 Dicembre 2015, 21.41.10
26
Di falso non c'è nulla. Ho letto interviste in cui diceva che in quel periodo si era sposato ed era la prima volta nella vita che si sentiva felice. Non sei il depositario della verità. ....
terzo menati
Lunedì 21 Dicembre 2015, 16.57.36
25
L'ha disconosciuto perché si e' ripreso una fetta di trono dopo l'esplosione Black di metà 90. Ha dovuto farlo ma non penso che in cuor suo lo pensi veramente. Inoltre se ci pensiamo non è stato poi così brutale il passaggio perché pandemonio era già un lavoro che strizzava l'occhio alla new wave e con cold lake hanno rincarato la dose sbagliando in parte la ricetta
Raven
Lunedì 21 Dicembre 2015, 16.45.06
24
Mah... è estremamente frammentario ed in parte falso: Quegli UH!, ad esempio, non c'entrano nulla con la musica e sono piazzati lì solo per dare al tutto un aggancio con il passato. Il fatto che sia stato disconosciuto da Tom , poi, taglia la testa al toro.
warrior63
Lunedì 21 Dicembre 2015, 16.43.09
23
X me un buon lavoro. .e non mi importa se Tom vestiva glam o guanti bianchi. .il fatto e' che se si cambia e' un tradimento se no e' sempre la stessa roba che palle. .... anche a me quando uscì la foto mi fece restare di m. Poi però le orecchie mi dissero che era valido. .non ottimo ma buono. Invece tutti girarono le spalle ai Frost anche dopo due anni quando uscì vanity/nemesis che è ottimo. Come ha detto Tom a proposito di cold Lake quello che non fu perdonato è che nella foto sorride.
Galilee
Venerdì 18 Dicembre 2015, 17.51.56
22
Yeah!
terzo menati
Lunedì 14 Dicembre 2015, 21.49.49
21
Seduce me seduce me tonight uh
Raven
Lunedì 14 Dicembre 2015, 21.35.37
20
Bè, avete parlato anche del fatto che Cold Lake, se ascoltato al buio e senza saperne nulla, qualcosa di buono la contiene. Certo, associato ai Celtic Frost diventa inevitabilmente un SQBoh
Galilee
Lunedì 14 Dicembre 2015, 20.58.08
19
Diciamo abbastanza, anche se potresti pensare che ci siamo fermati alla foto glitter&paillettes di Tom & company
Raven
Lunedì 14 Dicembre 2015, 20.40.59
18
Noto con piacere che la mia analisi è condivisa dagli intervenuti
terzo menati
Lunedì 14 Dicembre 2015, 20.26.57
17
La foto era da più di vent'anni che non la osservavo. Ricordo che all'epoca andava di moda quel tessuto di jeans che hanno tutti compreso Tom con la sua giacca, si chiamava marmorizzato ed era un must, per i panozzi, della best company o della Stone Island. Sicuramente tom era stato intortato e si è consegnato alla label che ne ha fatto uno scempio estetico ma il.disco di per sé e' buono e ha una gemma che si chiama downtown hanoi
Masterburner
Lunedì 14 Dicembre 2015, 17.28.27
16
Bhe quella foto ormai è leggendaria, in fondo sono contento che l'abbiano fatta, è veramente paradossale vedere la faccia da beccamorto di Tom conciata così. Certo è stata la fine di un grandissimo gruppo, ma sarebbe finito lo stesso.
tino ebe
Lunedì 14 Dicembre 2015, 17.13.35
15
Vestirsi da coglione perché hai un look androgino come da tradizione glam rock anni 80 (quella di musicisti stalloni come david lee roth, paul stanley, vince neil…) non mi sembra molto azzeccato. Al contrario c’è qualcuno che può pensare che sei un coglione se guarda le tirate che avevano su to mega therion o peggio ai tempi di hellhammer, se uno non è dentro il genere beh insomma ci siamo capiti. Francamente trovo belli entrambi i look ma su tom warrior è come mettere la minigonna a una di 70 anni.
Galilee
Lunedì 14 Dicembre 2015, 17.09.34
14
Tra l'altro la loro foto in retro copertina è una delle cose più oscene che siano mai state fatte. Il tipo coi pantaloni aperti si vergognerà ancora adesso. provate e mettere a confronto un'immagine dei Motley o degli Hanoi Rocks a questo abominio....Secondo me siamo al limite estremi del demenziale paradossale..
Il Cinico
Lunedì 14 Dicembre 2015, 16.52.48
13
....Infatti. Il buon tom voleva arrivare al traguardo senza passare dal via....
Galilee
Lunedì 14 Dicembre 2015, 16.41.42
12
Il fatto è che fare glam come si deve è difficilissimo come far qualsiasi altro genere di musica. Anzi probabilmente più difficile, perchè sul palco devi essere anche un intrattenitore come da tradizione(vedi qualsiasi band rock che ha fatto storia..) E questo vuol dire che ogni strumentista deve essere un pò heroe e il cantante deve essere anche uno showman oltre ad avere una super voce e magari essere figo.Quindi.... non basta cambiar maglietta per saper scrivere una canzone alla Talk dirty to me... eh eh..
Il Cinico
Lunedì 14 Dicembre 2015, 15.35.47
11
Concordo appieno, se decidi di vestirti da coglione e di cercare di far i soldini facili hai anche tu musicista la tua parte di responsabilità...cmq il buon Tom si è poi ampiante fatto perdonare, anche se sarebbe curioso immaginarsi cosa avrebbe potuto accadere se di colpo i Celtic Frost avessero fatto breccia nel cuore di ragazzine esagitate e tra glamster con gli hot pants leopardati....
Carlos Satana
Lunedì 14 Dicembre 2015, 11.04.03
10
Le case discografiche... ma i gruppi sono sempre corresponsabili. Son buoni tutti, una volta fallito il tentativo della scalata al successo, a lavarsi le mani dalle proprie responsabilità.
Alcibiade70
Domenica 13 Dicembre 2015, 18.42.29
9
Due grosse bufale fin dal concepimento in virtù del fatto che le due bands hanno gettato le basi del thrash e black metal...poi se presi singolarmente e con leggerezza mi piace ascoltarli entrambi sopratutto Cold lake.
jek
Sabato 12 Dicembre 2015, 18.07.53
8
Le ultime righe dell'articolo sintetizzano il mio pensiero, il panorama musicale europeo è costellato di tentativi di sfondare nel mercato americano e in quasi tutti i casi questo porta a snaturarsi perché in America si guarda molto di più l'apparenza e l'orecchio dell'americano medio del momento che la qualità e la vera indole di una band . Per chi azzecca il prodotto sono palate di dollari vedi i Def Leppard per gli altri sono palte di cacca vedi i Raven che hanno fatto un disco penoso e umiliante per i loro standard precedenti o come turbo dei Judas.
black brains
Sabato 12 Dicembre 2015, 16.42.15
7
certo cold lake non è al livello degli altri ma per gusti personali non lo trovo scandaloso... quello che trovo scandaloso e vedere tommasino il guerriero con la permanente e i guanti bianchi..... sui raven di queso disco non mi esprimo...
lisablack
Sabato 12 Dicembre 2015, 13.17.58
6
Cold lake fu un esperimento della band, non così negativo come quello dei Metallica..in un certo senso Cold lake è come Turbo dei Judas
Ulvez
Sabato 12 Dicembre 2015, 11.42.54
5
in effetti il vero disastro di Cold Lake è che non è per niente un disco glam, e nemmeno speed-thrash. è probaiblmente il peggior modo possibile di incrociare i due generi
Galilee
Sabato 12 Dicembre 2015, 11.11.00
4
Rimanendo in tema Celtic Frost, dico che il disco Cold lake è un più che buon prodotto. Un disco di thrash abbastanza commerciale ma di ottima fattura. L'affermazione è azzardata, ma i vari Metallica, Megadeth etc etc negli anni 90 seguirono questa strada e non un'altra.. La cosa scandalosa di questo disco sono invece, come scritto da Raven, le svariate immagini della band sotto un'ottica decisamente glam e oserei dire imbarazzante. perchè loro col Glam non centrano nulla, e nemmeno il disco in questione. Questo determinò sicuramente il flop commerciale dell'album. Io penso che i membri dei Celtic si vergognino un pò delle foto che fecero in quel periodo. da amante del glam le trovo orripilanti.
Sicktadone
Sabato 12 Dicembre 2015, 10.21.01
3
Penso che anche i Celtic Frost medesimi rinneghino quell'album!!
Er Trucido
Sabato 12 Dicembre 2015, 9.16.51
2
Non me lo sarei mai aspettato...
Hard`n`Heavy
Sabato 12 Dicembre 2015, 8.57.16
1
per me i celtic frost non hanno mai sbagliato un album compreso 'Cold Lake' che con quel capolavoro di 'Vanity / Nemesis' sono dei miei ascolti fissi oltre alle loro pietre miliari: 1984 - Morbid Tales 1985 - To Mega Therion 1987 - Into the Pandemonium 2006 - Monotheist
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