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OBITUARY - Still (Death)Crushing - Intervista a Donald Tardy
05/01/2016 (1630 letture)
In occasione della data bolognese del Deathcrusher Tour 2015, con Voivod, Napalm Death, Obituary e Carcass, ho avuto modo di parlare con Donald Tardy, batterista storico della death metal band della Florida, che mi ha parlato un po' di questo tour incredibile, dell'esperienza di aver registrato e prodotto un album indipendentemente lo scorso anno e di come stanno andando le cose per gli Obituary del 2015, lasciando pure qualche aneddoto dal passato.

Nicko: Grazie per il tempo dedicato a questa intervista!
DONALD: Di nulla!

Nicko: Per prima cosa, parlerei di questo tour: quali sono le tue impressioni, come sta andando?

DONALD: Oh, è fantastico. Sono qualcosa come 34 date, e ne abbiamo fatte una ventina finora, e ogni serata è incredibile, la line-up è favolosa: avere Voivod, Napalm Death, Obituary e Carcass sullo stesso bill è un sogno, un tour da sogno per i fan. Ogni band potrebbe essere headliner, e siamo semplicemente orgogliosi di farne parte. Ogni serata è stata esplosiva!

Nicko: Per curiosità, com'è venuta fuori l'idea di questo tour?
DONALD: I Carcass ci hanno chiamato, Jeff Walker ci ha detto "Ragazzi, ho un'idea, volete partecipare?" e la nostra risposta è stata assolutamente positiva.

Nicko: Ottimo, il tour sta andando bene, e invece per quanto riguarda il responso nei confronti del nuovo album, siete soddisfatti? So che avete autoprodotto il disco e l'avete anche finanziato indipendentemente, me ne vuoi parlare?
DONALD: Sì, siamo molto soddisfatti dell'album, e il risultato è venuto fuori come ci aspettavamo, l'abbiamo fatto, prodotto, registrato e mixato da soli, senza aiuti esterni veri e propri. Magari non è il nostro album meglio registrato, tecnicamente, ma penso che sia venuto molto bene e anche il responso dei fan è stato molto positivo, credo, e ne siamo contenti.

Nicko: Quindi pensate che per il futuro riproverete su questa strada?
DONALD: In realtà penso che siamo sempre stati strettamente coinvolti nel processo in studio, sebbene ci sia sempre stato un ingegnere con noi, mentre al contempo avevamo la consapevolezza di sapere suonare adeguatamente i nostri pezzi, e quindi di non avere problemi… Ma non so davvero cosa faremo la prossima volta, dal momento che non guardiamo mai così avanti nel futuro. Sappiamo però che quando saremo pronti per registrare un album vedremo bene come andranno le cose, chi sarà interessato a farlo con noi, e cercheremo di vedere se si presenterà un modo più efficace per farlo, o se sarà il caso di continuare sulla strada odierna. Intendo dire che non avremmo problemi nel continuare in questo modo, ma la cosa che ci interessa di più è farlo al meglio, quindi potremmo collaborare con qualcuno che sia adatto allo scopo, e sentiremo le sue idee.

Nicko: Al momento state provando nuovo materiale o pianificando uscite future, sebbene sia passato relativamente poco da Inked in Blood?
DONALD: In realtà non abbiamo ancora nominato la possibilità di un nuovo album, dato che l'ultimo è uscito da un anno soltanto, quindi saremo in tour per un altro ancora. Però sai, noi lavoriamo sempre assieme su nuove idee, possono venire fuori dei riff di chitarra, che ci accertiamo di registrare e conservare per il futuro. Quindi di fatto abbiamo e continueremo ancora ad avere idee per nuove canzoni, e ci sarà sicuramente una nuova release perché stiamo andando alla grande. Vedi, come musicisti stiamo passando un ottimo periodo assieme, e con questa line-up siamo più organizzati e professionali di quanto siamo mai stati prima, inoltre ci divertiamo e senza dubbio continueremo a fare album!

Nicko: Una curiosità che molti fan hanno avuto riguarda il processo di crowdfunding; all'inizio com'è venuta fuori questa idea? È la prima volta che si vede una band così importante nel metal estremo tentare questa strada.
DONALD: Come dicevo, noi Obituary non siamo mai stati spaventati all'idea di provare qualcosa di nuovo. Al tempo eravamo liberi da vincoli contrattuali, non avevamo firmato per alcuna etichetta discografica, e sebbene ci fossero molte label che ci pregavano di entrare a far parte del loro roster, abbiamo preferito prima considerare le altre opzioni possibili. Questo perché, sai, siamo stati legati ad un'etichetta discografica per la nostra intera carriera, quindi almeno volevamo dare un'occhiata a questa possibilità. L'abbiamo fatto, e la realtà è stata che è piuttosto dura pubblicare un album in maniera totalmente indipendente, molto più di quanto pensassimo, ma proprio grazie al crowdfunding siamo stati in grado di registrarlo, mixarlo e prepararlo in ogni dettaglio, come anche la copertina. Di fatto era pronto per la pubblicazione già prima che ci rivolgessimo a qualche label per la distribuzione. Chiaramente questo ci ha reso le cose molto più semplici quando si è trattato di attirare l'attenzione di un'etichetta, e ci ha aiutato tremendamente a mantenere pienamente i diritti sull'album e l'intero potere decisionale sul suo futuro e la sua pubblicazione in primis. Questo è stato un gran punto a favore per questo modo di procedere. Non è stato facile, e non è stato nemmeno divertente, né l'autoproduzione né il crowdfunding, soprattutto per il numero di ordini che abbiamo dovuto gestire, con il coinvolgimento di 925 persone a cui abbiamo dovuto spedire direttamente dei pacchetti (quelli previsti dalla campagna crowdfunding, n.d.a.)…

Nicko: Mi sembra che sia stato come comprare l'album prima ancora che fosse realizzato, o sbaglio?
DONALD: Oh, è stato molto di più che il semplice acquistarlo in anticipo, è stato più del tipo "Ah, questo tizio vuole un poster e una bacchetta della batteria, quest'altro vuole un capellino e una maglietta, ok, ma che taglia? Ah, una XL…". È stata dura. Abbiamo dato via e spedito anche il rullante di The End Complete, per esempio. Abbiamo fatto il nostro meglio e ci siamo divertiti, ma di certo è stato un compito notevole preparare i pacchi e inviarli a tutte le persone, letteralmente un casino!

Nicko: Posso immaginare! Ora qualche curiosità dal passato: se dovessi scegliere, qual è stato l'album più divertente da registrare nella vostra carriera, e per quali ragioni?
DONALD: So che a queste domande i fan vorrebbero tutti sentire una certa risposta, come se aspettassero: "Deve essere per forza Cause of Death!" (ride n.d.r.). Ma sai, come membro di una band, il tuo livello è quello che hai dimostrato sul tuo ultimo album, e l'unica cosa che conta è quello che hai appena fatto. È come per una squadra di football, la stagione passata non conta, tutto ciò che importa è quello che stai facendo in questa stagione, anche se avessi vinto il campionato l'anno prima, non significa nulla. Inked in Blood è stato l'album più divertente da registrare perché l'ho anche prodotto, e sono stato parte attiva nel creare il giusto clima nello studio, perché per esempio quando Ken (Andrews, nuovo chitarrista degli Obituary, n.d.r.) ha iniziato a registrare, era molto nervoso, ma in anni di esperienza in cui io stesso sono stato nervoso, sapevo come far sì che si dimenticasse di quest'ansia. Quindi ho anche avuto, in un certo senso, il ruolo di manager, o meglio di guida, e ho fatto sì che si tranquillizzasse, rendendo la cosa molto più divertente, per citare le sue stesse parole, fino a fargli quasi dimenticare che stesse registrando. È stata la scelta più intelligente quella di assicurarsi che fosse pienamente a suo agio, perché così ha iniziato a suonare al meglio delle sue capacità, e nel caso di alcuni assoli, di fatto, non si è nemmeno accorto che lo stessimo registrando quando invece pensava di stare solamente facendo pratica prima del take. E alla fine diceva: "Avrei proprio voluto registrarlo, questo!", e io rispondevo: "Ma io l'ho registrato, in realtà!"… è stata un'esperienza divertente per la band, questo nuovo album. Ma poi chiaramente, ragazzo, registrare The End Complete con Scott Burns, o Cause of Death al Morrisound Studios, o Slowly We Rot, è stato impagabile. Quel primo album in particolare fu divertente di brutto, ma fu così tanto tempo fa, e noi eravamo così giovani, che io ero così teso nel registrare quei primi tre album che io non mi ricordo di essermi divertito in studio! Ricordo solo quanto nervoso fossi e quanto deluso ne uscii dopo la registrazione della batteria…

Nicko: Davvero?!
DONALD: Sì, non riesco ad ascoltare quei dischi senza crucciarmene… (ride n.d.r.)

Nicko: Credo che sia un problema universale dei musicisti con le loro creazioni! E invece quale tour citeresti come più appagante?
DONALD: Questo tour finora è stato il miglior in assoluto, dico davvero, sono quattro band leggendarie, ed è un momento perfetto per i fan nel mondo di venire a sentire questi quattro gruppi, un pacchetto da sogno. Poi certo, noi abbiamo fatto tour coi Napalm Death in passato che non sarebbero potuti essere più divertenti, oppure Sepultura, Sadus e Obituary nel 1992, e quelli sono ricordi incredibili, e siamo ancora molto buoni amici proprio per quello, ma ripeto, e vedrai stasera, questo tour è monumentale! Stiamo scrivendo della storia tutte le sere con questo tour, e i fan che hanno l'occasione di assistere sono davvero fortunati.

Nicko: Quindi mi hai accennato al fatto che costruite i vostri pezzi partendo da un riff o un'idea, e mi piacerebbe approfondire il discorso sul vostro modus operandi quando componete, e quali sono le cose che più vi ispirano nel songwriting, anche musicalmente.
DONALD: È facile spiegare come io, mio fratello e Trevor ci mettiamo al lavoro su un pezzo nuovo, non c'è scienza dietro, di fatto entriamo in studio, non parliamo di quello che abbiamo fatto prima, né discutiamo su che tipo di canzone avremmo bisogno, se una veloce o una lenta, semplicemente in sala o io attacco con un giro di batteria, o Trevor comincia a suonare un riff che sta suonando di recente, e cerchiamo di andare avanti partendo da quello. Entro 15 minuti sappiamo se abbiamo per le mani qualcosa di interessante, oppure no, e in quel caso ce ne dimentichiamo e continuiamo ancora a jammare. Se invece notiamo che qualcosa è speciale, allora lo registriamo (dato che siamo sempre nello studio), ma poi non ci pensiamo troppo sopra, semplicemente lo salviamo e lo mettiamo via; poi due giorni dopo, o due settimane dopo, per dire, lo riascoltiamo, e da lì traiamo qualche idea sul momento, e pensiamo a cosa sia buono, e che cosa no, e su quale idea bisogna continuare a lavorare. Quindi non è un processo in cui proviamo troppo faticosamente, né ci sediamo in una stanza individualmente per preparare un'intera canzone per la sessione di prove successiva. Di base, con gli Obituary jammiamo e basta, mentre per quanto riguarda le influenze posso affermare che per il punto in cui siamo arrivati, e per l'età che abbiamo, ci sentiamo ormai a nostro agio con l'identità che abbiamo, senza bisogno di influenze musicali esterne. Intendo, come Obituary so che abbiamo influenzato tantissimi gruppi, ma la nostra personalità è ben definita. Io ascolto moltissimi generi diversi, e molto blues e country, ma non per questo posso dire di esserne direttamente influenzato. Stevie Ray Vaughan è tuttora uno dei miei musicisti preferiti, ma di certo ascoltandolo non trarrò delle nuove idee per gli Obituary, ma allo stesso modo non ascolterò un disco di Nile e ne trarrò una qualche idea, anche se sono fantastici. Non funziona così con noi, a dir la verità sono meglio influenzato da una buona tazza di caffè (ride n.d.r.) o una bella mattinata in Florida, che mi prepara ad una giornata produttiva in studio. Di fatto siamo un gruppo di amici che entra in studio e segue il proprio tracciato. Quindi quello che accade è che decidiamo di divertirci facendo un po' di jam, e se ne viene fuori qualcosa, bene, sennò c'è sempre domani!

Nicko: Per ultima cosa, volevo esprimere le condoglianze per la perdita di Frank Watinkins
DONALD: Frank è stato un amico per 25 anni, e benché non sia stato parte degli Obituary fino alla fine, è comunque un uomo che lascia tristemente una moglie e due figli, e che dire… La vita è breve, e per alcuni lo è più di quanto dovrebbe, è triste…

Nicko: Posso chiederti il motivo per cui lasciò gli Obituary?
DONALD: Di fatto solo un paio di questioni di business, ma non voglio entrare nel merito, perché sono cose passate, la cosa non ha più funzionato, ma c'è sempre mutuo rispetto, e ora spero solo che la sua famiglia stia bene in futuro, perché una perdita non è mai facile da affrontare.

Nicko: Certo… Okay, direi che abbiamo finito, grazie del tuo tempo!
DONALD: Grazie a te, ragazzo, ci vediamo stasera!



Alexi Laiho
Giovedì 14 Gennaio 2016, 11.31.18
10
Già, mille volte meglio come sono finiti gli Obituary che i Morbid..
ObscureSolstice
Giovedì 14 Gennaio 2016, 8.18.26
9
Mi inchino. E' proprio vero che sono delle gran belle persone. @Alexi Laiho: sui Morbid Angel peccato la fine che hanno fatto
999
Lunedì 11 Gennaio 2016, 11.11.30
8
👍🏻
AL
Giovedì 7 Gennaio 2016, 11.23.57
7
bella intervista. Grande Donald e mitici Obituary! qualche album recente sotto tono però hanno scritto alcuni capolavori. e l'ultimo mi piace un botto
Bassi
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 20.30.13
6
Non te l'ha detto "passa al banchetto che ci trovi il mio cappello e se chiedi alla signorina pure le mutande di mio cugino"? xD
Alexi Laiho
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 14.06.29
5
Grande gruppo e grandi persone, nel loro genere secondi solo ai Morbid Angel e ai Death. COD è stato uno dei primissimi album Death Metal che abbia ascoltato, devastanti anche in sede Live. Bella intervista
Christian Death Rivinusa
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 12.37.45
4
tranne l'ultimo li possiedo tutti originali,mi sono sempre piaciuti… con loro e la loro musica,ci sono cresciuto,mi piacerebbe un giorno vederli live,e credo che prima o poi accadra… .
lisablack
Martedì 5 Gennaio 2016, 18.50.55
3
Grandissimi Obituary, Cause of death un pilastro della mia vita..
freedom
Martedì 5 Gennaio 2016, 17.52.11
2
Che bello leggere di una band che dopo tutti questi anni entra ancora in studio perché si diverte a stare assieme e suonare...
Riccardo
Martedì 5 Gennaio 2016, 12.38.10
1
Ho avuto modo di conoscere Don Tardy e Trevor Peres prima di un concerto a Torino anni fa e posso dire che raramente ho incontrato due persone cosi' affabili e cosi' rilassanti. Adoro la musica degli Obituary e posso dire di essere veramente un fan del gruppo a 360 gradi. Purtroppo, per serie ragioni di salute (fosse stata un'influenza sarei andato comunque) mi sono perso il concerto di Bologna. Un dispiacere enorme.
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