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UNALEI - Tra A Sua Immagine e Taedium Vitae
08/01/2016 (1177 letture)
Unalei è il progetto solista di Federico Sanna, compositore, autore dei testi nonché polistrumentista e singer accompagnato da Federico Petitto al basso, che abbiamo avuto l’opportunità di notare grazie alla notevole opera prima A Sua Immagine rilasciata nel 2014.
In occasione dell’imminente uscita del secondo full lenght abbiamo rivolto alcune domande a Federico, che ci ha risposto “a sua immagine”, con parole molto interessanti e dalla connotazione estremamente personale che ci permettono di accedere ad una conoscenza più in profondità la sua proposta musicale.
Buona Lettura!


RosaVelata: Innanzitutto, ciao Federico, benvenuto su Metallized! Benché questa intervista sia motivata dall’imminente uscita del tuo secondo full lenght che avrà il titolo di Taedium Vitae e del quale parleremo a breve, vorremmo che prima ci introducessi più in generale alla tua musica. Ti abbiamo conosciuto grazie al tuo primo, notevole full length dal titolo A Sua Immagine e forse è proprio da esso che potremmo partire per fare la conoscenza della tua arte. Come è nato A Sua Immagine? Cosa lo ha ispirato in termini personali e musicali? Come puoi descrivere questa tua prima stagione musicale? Ed infine, cosa pensi abbia rappresentato nel tuo percorso artistico ora che lo vedi col senno di poi, ad una distanza temporale che ti consente di osservarlo in una più ampia prospettiva?
Federico Sanna: Ciao e grazie a te dell’opportunità! A Sua Immagine, come dico sempre, provenne dopo un periodo di sterilità d’ispirazione, uno dei tanti periodi di “transizione” nella vita. Nuova fase, nuova musica. I riff li buttai giù che avevo 19 anni e li assemblai l’anno dopo, in seguito a un concentrato di nuovi ascolti e input musicali. Riguardo all’ispirazione personale: ciò che mi ha più emozionato in ambito artistico e quotidiano è sempre stata la figura della donna, sia nella pittura che nella musica, poesia, letteratura...in un modo o nell’altro ho sempre cercato di esprimere ciò che a me trasmetteva tale figura. In più, decisi di registrare A Sua Immagine senza troppe pretese quando mi sembrò di aver trovato il mio ideale in una persona in particolare. Ecco il perché del titolo. Ed infatti, essendo appunto a sua immagine, è pieno di difetti (ride), sporcature, e soprattutto errori stilistici dettati dal malessere, dall’arroganza post-adolescenziale o dal troppo furore. Però è bellissimo al contempo. E va bene così, non potrebbe essere altrimenti. Sarà bello per sempre, né positivo, né negativo alla fine dei conti.
Nel mio percorso A Sua Immagine ha significato la rottura delle barriere che mi costringevano dentro al “non riuscire a fare musica come vorrei”. Non avevo un mio suono in sala prove, essendo noi un duo; non avevo molta esperienza con le tecniche di mix e master (cosa che ora si), quindi diciamo che i pezzi contenuti nel disco sono stati in qualche modo “sacrificati” per capire come fare questo genere di musica al meglio. Infatti suonandoli poi in sala prove con una formazione temporanea o provando a spostare qualcosa nel mix venivano grandemente risaltati nell’insieme, peccato…Comunque, per la prima volta sentivo che i miei brani cominciavano a darmi la stessa intensità emotiva della musica per me di riferimento. E’ stata l’iniziazione, la sgrossatura, l’imboccare la via giusta. E poi, produrlo fu terapeutico. Il momento storico era al limite della depressione.

RosaVelata: Unalei è il tuo progetto solista: sei tu il compositore, tu hai scritto i testi e sei sempre tu che in A Sua Immagine canti e suoni chitarre, batteria e tastiera facendoti accompagnare unicamente da Federico Petitto al basso. Come ti sei trovato in questo ruolo? La poliedricità fa parte della tua natura umana ed artistica?
Federico Sanna: A me piace da morire! Mi tiene impegnato e sento che mi sto dedicando alla mia passione al 100%. Forse che vengano fatte bene o no le cose, sono almeno sicuro che ci ho messo anima e corpo. Ho sempre continuato a migliorarmi sotto ogni aspetto di cui Unalei richiede delle competenze, non mi sono mai adagiato. Però forse la musica è l’unico campo in cui posso vantarmi di essere così versatile, in genere colgo l’occasione per cimentarmi in qualsiasi si presenti e vediamo come va! Ma se non fa per me lasciamo perdere! Non mi impegno in qualcosa se non sono sicuro di poterlo portare avanti con ottimi riscontri e dedizione.

RosaVelata: Una domanda piuttosto “classica: puoi descriverci il tuo iter compositivo, il suo svolgimento? Da cosa è ispirato? Quali sono le sue fonti musicali ed extramusicali?
Federico Sanna: Il processo di composizione è abbastanza semplice in realtà. Testi e musica sono due cose distaccate ed entrambi impiegano qualche mese per giungere al loro stadio finale, me la prendo comoda per non avere ripensamenti quando il master sarà già chiuso! Alla fine li assemblo in base all’affinità affettiva fra testo e musica, adattandoli l’uno all’altro anche, perché no! Le fonti d’ispirazione sono varie, come abbiamo detto su, l’universo della figura femminile è il promotore di tutto. Musicalmente le influenze sono moltissime, potrei elencarne qualcuna, ma sinceramente non mi piace più tanto farlo. Si finisce spesso col dare un’idea sbagliata e/o riduttiva delle proprie preferenze, identità e stile. Le fonti extramusicali invece te le cito volentieri: l’artigianato, la vita faticosa, ma serena di campagna, i fine settimana trascorsi in paesini dimenticati dallo smog e dalle fabbriche, la pesca, il giardinaggio. Poi la letteratura in gran parte, soprattutto novelle romantiche come Storia di una Capinera. Infatti ultimamente apprezzo molto Verga, Hesse, Sade, Goethe, e moltissimo proveniente dall’antica letteratura greca.

RosaVelata: Veniamo ora alla tua ultima fatica che sappiamo stai registrando proprio in queste settimane. Taedium Vitae è collegato in qualche modo all’album precedente? Se sì, in che modo?
Federico Sanna: Naturalmente il nuovo disco è collegato. Il punto fondamentale di Unalei è che si tratta di un progetto e non di un gruppo. Quindi a maggior ragione, non ci sono scadenze per la produzione, prove programmate, e in effetti è una dimensione che rivive ogni volta che ve n’è il bisogno. Taedium Vitae è il seguito e chiusura di ciò che era iniziato col predecessore, il tema è lo stesso, quella persona. Spero, con la pubblicazione del lavoro, di archiviare definitivamente la faccenda. Però le modalità di espressione sono estremamente differenti. Quindi mi verrebbe da dire che sono più diversi che simili, sicuramente contrastanti. Si appoggiano le spalle l’uno all’altro, ma non si rispecchiano negli sguardi.

RosaVelata: E, domanda speculare, in cosa Taedium Vitae si differenzia da A Sua Immagine? Senti che rappresenta una diversa fase del tuo percorso artistico ed umano?
Federico Sanna: I primi riff, leggermente abbozzati risalgono alla registrazione di A Sua Immagine, quindi due anni e mezzo fa. Per fortuna me la sono presa con calma come al solito, e due anni e mezzo mi hanno permesso di raggiungere un livello nella scrittura, arrangiamento e missaggio che mai avrei pensato. Sono contentissimo!
A Sua Immagine rappresenta la prima fase del periodo, l’euforia, il dionisiaco, l’impulsività: è pieno di positività, che ritengo non sia male per un disco di tale genere (ride). Invece, Taedium Vitae rispecchia la fase successiva alla rottura: è razionale, apollineo per contrapposizione al precedente; c’è dentro tutta la negatività che mi sono portato dentro per tre anni. E’ estremamente malinconico, rabbioso e le parti pulite danno più un senso di rassegnazione o arrendevolezza. Ho cercato di esprimere lo smarrimento, l’apatia, l’abbandono al vizio e l’ozio e la pericolosa perdita di lucidità che può scaturire da quella cosa irrazionale che chiamiamo Amore. Tutto è meticolosamente calcolato e assemblato, senza nessun punto debole, a mio avviso. E sì, rappresenta indubbiamente la maturità artistica, almeno nell’ambito di appartenenza e delle realtà vicine. Maturità umana non saprei dire, spero di non affermare mai con fermezza di essere arrivato, come ho fatto fino a poco tempo fa. Questo grazie a una nuova ispirazione umana presente nella mia testa da solo qualche giorno. Però ora mi sentirei anche in grado di prestare la mia arte a qualcuno che ne avesse bisogno in termini di scrittura o arrangiamento, mi piacerebbe mettermi alla prova con qualche altra situazione.

RosaVelata: Hai una o più fonti d’ispirazione per esso? Intendo sia musicali, artisti o album che ti hanno particolarmente influenzato, che non musicali, ad esempio letterarie.
Federico Sanna: Assolutamente si! Infatti preparatevi alla prima rivelazione: un brano del disco si intitolerà Le Notti Bianche, come il romanzo breve di Dostoevskij. Ho cercato prima di tutto di ricreare in musica l’atmosfera di forte e repentina alternanza di emozioni presente nel libro attraverso numerosi cambi di tempo e tonalità, modulazioni, dissonanze! Non a caso, Taedium Vitae è il titolo di un’altra novella, stavolta di Hesse, sempre trattante il tema dell’amore come unica salvezza dalla noia del vivere; amore che alla fine non si compie e non viene ricambiato. L’altro discorso è che i testi di Taedium Vitae sono scritti per la maggior parte ripescando qua e là nella mia memoria dialoghi tra me e questa lei fantomatica…un bel modo di imprimersi dei ricordi. E insomma, dopo aver letto Le Notti Bianche mi stupii per quanto simili furono alcune situazioni. Ma insomma, è sempre un prendere coscienza della ripetitività dei rapporti umani. A parte questo libro ce ne sono stati altri, alcuni scritti di Nietzsche, Diario di un Seduttore di Kierkegaard, Orgoglio e Pregiudizio e De Tranquillitate Animi di Seneca, per citarne alcuni. Anche il cinema mi è stato d’aiuto! Ultimo Tango a Parigi mi ha scioccato e consiglio vivamente la visione de Gli Amanti del Circolo Polare Artico, in lingua originale spagnola! Ah ecco, ora che mi viene in mente, in questo lavoro tutti i pezzi saranno cantati in italiano, tranne uno, in spagnolo appunto. Aldilà di ispirazioni artistiche mi ha aiutato il recente periodo che ho vissuto a Siviglia totalmente da solo e comunque, per citare Deleuze, il circolo di differenza e ripetizione: la vita continua a ripropormi ogni giorno le situazioni che hanno portato alla nascita del progetto, del primo lavoro. Tutto ciò è estremamente frustrante e odioso, mi vien voglia di non uscire più di casa.

RosaVelata: Sappiamo che anche in esso hai il ruolo di compositore e principale esecutore dei brani e che hai fatto nuovamente ricorso all’aiuto del tuo fedele bassista Federico Petitto. Senti che il rapporto musicale con lui si è in qualche maniera trasformato? C’è stato qualche cambiamento nell’interazione con lui? Vuoi lasciare per un momento la parola a lui, in modo che ci racconti Taedium Vitae dal suo punto di vista?
Federico Sanna: Gli lascio volentieri la parola, dico solamente che con lui non c’è stato nessun cambiamento. E’ una delle pochissime persone che possano comprendere il mio percorso, ciò che voglio dire e come, oltre a essere sempre una persona meritevole nell’ambiente musicale e a livello umano prima di tutto. Si dovrebbe prendere esempio da lui per molte cose, io per primo.
Federico Petitto: Ricordo quando ascoltavamo le pre-produzioni a Siviglia per decine di volte.. E ricordo anche le decine di cambiamenti che Federico ha apportato ai pezzi. Ora Taedium Vitae ha raggiunto la sua compiutezza: è un’opera d’arte densa di significato e bellezza. È un’opera scritta, pensata ed ispirata interamente da Federico Sanna. Anche le parti del mio strumento sono state influenzate dal suo mondo e dalle sue intenzioni. Mi ha permesso di evolvermi e di conoscere nuove strade, ma ho potuto aggiungere le mie venature emo-punk e post-rock. Di Taedium Vitae dovrebbe parlarsene tra qualche secolo.

RosaVelata: Abbiamo apprezzato in A Sua Immagine la cura per l’artwork, davvero raffinato. Possiamo aspettarci qualcosa di simile per Taedium Vitae?
Federico Sanna: Certamente! Questa volta ci sarà un booklet, sviluppato da un artista di tutto rispetto: Emiliano Nardecchia, in arte Scornful che alcuni ricorderanno come batterista degli Oblivio. Qualcosa di suo è già visibile sui canali web di Unalei, si è occupato della recente grafica e dello shooting. A parte qualche input a livello di idee, gli ho lasciato carta bianca e sono molto, molto soddisfatto! Il suo artwork rispecchia in maniera coerente le sensazioni che sono insite in Taedium Vitae e il viaggio contorto, difficile, a volte senza uscita o che necessita di compromessi che si intraprende in sé stessi una volta raggiunta una certa età. Vedrete!
In realtà io ed Emiliano ci conosciamo da una vita, ma ci eravamo persi di vista. Da un anno circa, il fato ha voluto il nostro rincontro e questa collaborazione che credo e spero durerà a lungo. Consiglio Emiliano “Scornful” a chi abbia bisogno di una mano originale per la propria grafica: scornfulconcept@gmail.com

RosaVelata: La nostra ultima domanda, con la quale ci congediamo e ti ringraziamo: hai anticipazioni da dare ai lettori di Metallized sul tuo futuro musicale? Unalei vivrà?
Federico Sanna: Purtroppo non so cosa succederà da qui in avanti e nemmeno ci sto pensando. Se volessi essere coerente con la mia idea di quando iniziai, dovrei chiudere il progetto subito dopo questo Taedium Vitae, sperando almeno di lasciare delle impressioni positive. Ma credo di avere ancora molto davanti a me, inoltre essendo Unalei più o meno apprezzata nel panorama generale non varrebbe la pena di mettersi a lavorare sotto altro nome. Non so! A livello musicale ho moltissimo materiale che tra un po’ non saprò più dove metterlo, ma è troppo vario, c’è del jazz, molte bozze di colonne sonore, del drone, del doom vecchio stampo. Per questo dicevo che mi piacerebbe mettermi all’opera con qualcuno e poi riprendere con le mie cose. Sto piano piano mettendo su un’attività di produzione/registrazione e studiando al riguardo, ma prima o poi mi dedicherò esclusivamente a colonne sonore per film, videogames e affini…fin da bambino una delle mie influenze principali (non l’ho detto sopra) è l’ambiente musicale giapponese che ruota attorno a Anime e videogiochi. Per dirne uno: Nobuo Uematsu. Naturalmente Unalei cerca membri! Ora siamo tra Roma e i Castelli Romani, rispondiamo sempre alle mail! Quindi chi voglia si faccia avanti.
Ho finito, grazie mille a voi dello spazio e della bella intervista! È arrivato il freddo, era ora.





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