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CHASTAIN - Sanguiniamo metal
14/01/2016 (1569 letture)
David T. Chastain sa il fatto suo. Dopo più di trent’anni passati nel music business (come musicista e produttore), l’axeman della US Metal band Chastain ha trovato il giusto equilibrio tra pragmatismo e creatività. Con lui abbiamo parlato dell’ultimo disco dei Chastain We Bleed Metal, del rapporto con i fan e con il passato e delle difficoltà insite nell’essere un musicista metal al giorno d’oggi.

Midnight: Ciao David! È un onore poterti intervistare. Come va? Parlaci dell’uscita dell’ultimo disco dei Chastain, We Bleed Metal.
David T. Chastain: È sempre eccitante quando il lavoro in studio finisce, quando i fan possono finalmente prendere il disco in mano e ascoltarlo. Il responso per questo lavoro è stato ottimo: We Bleed Metal sta andando benissimo!

Midnight: Sei soddisfatto di quanto fatto su questo nuovo lavoro? Hai qualche rimpianto?
David T. Chastain: Solitamente do un giudizio finale su un mio album solo a qualche anno dall’uscita. Ho ascoltato We Bleed Metal un migliaio di volte, da quando ho iniziato a scriverlo alla pubblicazione; mi sento ancora troppo immerso nel disco per poter dare un giudizio imparziale. Detto questo, so che Leather (Leone - ndr) ama We Bleed Metal; di solito lei non si appassiona in questo modo ai dischi in cui è coinvolta direttamente.

Midnight: Che emozioni avete provato registrando questo disco? Diresti che i Chastain sono ancora arrabbiati e affamati come un tempo?
David T. Chastain: A questo punto della nostra carriera sappiamo cosa aspettarci dal business e come produrre la nostra musica in modo pienamente soddisfacente. Abbiamo sotto controllo il modo in cui ci presentiamo all’esterno, al pubblico. In passato, per forza di cose, eravamo più sprovveduti. Quando è uscito il nostro primo disco, Mystery of Illusion. eravamo giovani, ingenui e eccitatissimi all’idea di poter pubblicare qualcosa di nostro. All’epoca non avevamo alcuna idea di come funzionasse il music business. Abbiamo imparato che sa essere un padrone crudele.

Midnight: Parlaci del processo di registrazione di We Bleed Metal.
David T. Chastain: Lavoro allo stesso modo da 25 anni. Scrivo e registro le mie parti a casa, nel mio studio privato. La grande differenza, in questo album, è stata che tutto – batteria a parte – è stato registrato nel mio home studio. Ho scritto la quasi totalità del materiale io. Leather ha scritto le lyrics di Secrets, il resto è farina del mio sacco. L’obiettivo principale di Leather è fare concerti, suonare dal vivo; spesso non ha tempo di dedicarsi alla stesura di nuove canzoni. Al contrario io scrivo ogni giorno nuovo materiale; la mia vita, musicalmente parlando, è proprio il lavoro in studio.

Midnight: Veniamo all’artwork del disco. Cosa significa?
David T. Chastain: Per quel che riguarda l’artwork della versione europea, dovresti parlarne con l’artista che lo ha disegnato (Markus Vesper). Noi non abbiamo contribuito direttamente al concept. Nel resto del mondo We Bleed Metal è uscito con una copertina differente, che io trovo sia molto in sintonia con il disco. È un cyborg che perde sangue.

Midnight: Ho notato che siete riusciti a fondere il vostro vibe old school con altri stili di metal più contemporanei (c’è un che di groove in alcuni brani di We Bleed Metal). Sei soddisfatto dell’evoluzione del vostro sound?
David T. Chastain: Io sono sempre fedele a me stesso: non ho un piano predeterminato. Non mi impongo in partenza di essere old school o new school. Credo che We Bleed Metal e il precedente Surrender to No One suonino contemporanei grazie al drumming di Stian Kristoffersen. Probabilmente se avessimo chiamato uno dei vecchi drummer dei Chastain il disco sarebbe risultato più old school. Lo stile di Stian è più in sintonia con quello dei batteristi di oggi e questo in qualche modo si è trascinato dietro quello che abbiamo fatto a livello sonoro negli ultimi due dischi. Anche in fase di missaggio e di mastering ci siamo avvalsi di un equipaggiamento più moderno rispetto al passato; credo che questo si senta nell’impasto e nella definizione del suono.

Midnight: Sei stato influenzato da qualcosa mentre lavoravi a questo disco?
David T. Chastain: Ascolto raramente altre band metal, a parte quando sto lavorando al bilanciamento dei suoni e al mastering; in quella fase mi serve un confronto con l’esterno per rendermi conto di quali siano gli standard e i riferimenti in merito alle equalizzazioni e ai sound che stanno funzionando sul mercato. Per il resto mi dedico praticamente solo a quello che scrivo io, anche nel tempo libero. Avrò un migliaio di ore di materiale inutilizzato che riprendo di tanto in tanto. Quando ascolto musica per il piacere di farlo, invece, nel 99% dei casi si tratta di musica classica; ho una predilezione particolare per le opere per solo pianoforte.

Midnight: La frase We Bleed Metal, che dà il titolo del disco, può essere vista anche come una dichiarazione. Quanto è stato rilevante il metal nelle vostre vite e quanto pensi che i Chastain siano stati importanti all’interno della scena US Metal?
David T. Chastain: Il metal è stato un pilastro per me da quando ho ascoltato i primi dischi dei Sabbath e da quando ho imparato a suonare la chitarra. Il potere della musica è innegabile. Il titolo del disco parla di questo: un vero appassionato di metal sanguina metal. Per quel che riguarda i Chastain all’interno del grande schema dell’US Metal, non saprei come rispondere obiettivamente. È una domanda da fare a uno storico del metal.

Midnight: I tuoi testi sono sempre stati oscuri ed epici. È sbagliato affermare che fare musica – per i Chastain e per tante altre band metal – possa essere un modo per trascendere la realtà?
David T. Chastain: Avendo scritto un migliaio di canzoni, ho toccato svariati temi... Tutti, a parte la felicità! Per me è molto più facile scrivere di drammi e tragedie, piuttosto che di argomenti positivi. Immagino si possa dire che vedo oscurità invece che luce. Poi certo, ogni tanto mi concedo anche excursus nella fantascienza e nell’immaginario storico.

Midnight: Qual è, per te, il legame tra musica e vita di tutti i giorni?
David T. Chastain: La musica, come ho già detto, è un cardine della mia vita. Non ci ho mai pensato a fondo fino a quando ho parlato con persone che mi hanno detto che non ascoltano mai musica e che stanno bene così. Mi sono chiesto: il mondo riuscirebbe ad andare avanti senza musica? La risposta che mi sono dato è sì. Ma so anche che non vorrei mai far parte di quel mondo. La musica può toccare corde emozionali uniche: in molti modi la musica è la colonna sonora dell’esistenza, la vibrazione di fondo della vita.

Midnight: Come sei riuscito a trovare equilibrio tra l’essere un virtuoso dello strumento e il lavoro dietro le quinte come songwriter? Quanto le tue doti da musicista hanno influenzato il tuo modo di comporre e, viceversa, quanto le tue intuizioni da compositore ti hanno portato a migliorare come strumentista?
David T. Chastain: Mi sono sempre considerato prima di tutto un songwriter. Credimi, potrei suonare in modo ben più tecnico e autoreferenziale di quel che faccio. Anche quando lavoro a pezzi strumentali considero la visione d’insieme della canzone la cosa più importante. Ho registrato alcuni pezzi – con un gruppo chiamato The Cincinnati Improvisational Group – che non sono altro che shredding selvaggio per tutto il tempo. Io ascolto cose del genere con piacere, ma immagino non si possa dire lo stesso per la maggior parte dei fan. In definitiva, soprattutto nella musica dei Chastain, l’assolo di chitarra per me non è mai il primo pensiero. Sono i riff a sostenere tutto. Ho una versione semidefinitiva di We Bleed Metal che è solo batteria, basso e chitarra ritmica. Amo ascoltarla. Niente assoli e voce a distogliere l’attenzione dalla forza bruta dei riff. Mi sento più vicino a Tony Iommi che a Yngwie Malmsteen. Tony è il maestro dei riff.

Midnight: Quando hai dato vita ai Chastain, avere una cantante donna era piuttosto insolito; col tempo la cosa è divenuta un vostro trademark. Guardandoti indietro, sei felice di questa scelta?
David T. Chastain: Preferisco le cantanti donne agli uomini. Una voce femminile riesce a toccarmi con più forza dal punto di vista emotivo. I soli veri brividi che ho provato ascoltando voci metal me li hanno regalati cantanti donne. Credo, tuttavia, che avere una frontgirl nel metal a volte possa essere un ostacolo, perché buona parte dell’audience maschile non riesce a prendere sul serio le vocalist donne fino in fondo. Per me questa cosa è davvero incomprensibile.

Midnight: Che tipo di relazione hai con i tuoi fans? É cambiata nel corso degli anni?
David T. Chastain: Da quando sono entrato su Facebook, qualche anno fa, il contatto coi fan è diventato molto più diretto. In passato ci si scambiavano lettere: un fan te ne inviava una, tu rispondevi e in mezzo passavano settimane. Oggi io sono raggiungibile ogni volta che mi trovo al computer. Credo che ci siano dei pro e dei contro. Facebook può risucchiare tanto tempo se non ci si pongono limiti. In definitiva, però, apprezzo la possibilità di poter essere in contatto costante con chi ascolta i miei lavori.

Midnight: Che pensi della scena metal di oggi? Il metal è ancora vivo e vegeto o il declino ormai è irreversibile?
David T. Chastain: La risonanza del metal di oggi non è neanche lontanamente paragonabile a quella, ben più imponente, che aveva la scena negli anni 80. Almeno non negli USA e nella maggior parte dei paesi occidentali. Non aiuta il fatto che ci siano centinaia di nuove uscite ogni anno che saturano il mercato – la maggior parte è solo rumore inutile. Oggi ci sono più bocche da sfamare con una riserva di cibo che si sta esaurendo. Detto questo, mi capita di navigare su Youtube e di scoprire band fantastiche e grandi talenti chitarristici.

Midnight: Vedi le tecnologie moderne come una spinta o come una minaccia per la creatività?
David T. Chastain: Per quel che riguarda il processo creativo sono sicuramente una grande spinta. Prendi gli ultimi due album dei Chastain: i quattro musicisti non sono mai stati tutti insieme nella stessa stanza. Ho lavorato a quattro dischi con Stian e non l’ho mai incontrato di persona. Oggi puoi mandare musica agli altri componenti della tua band tramite Internet e loro possono lavorarci sopra a distanza. Hai anche possibilità quasi illimitate per quel che riguarda la disponibilità e la scelta di musicisti con cui lavorare. Internet serve, inoltre, come canale tramite il quale promuovere la propria musica in modo diretto ed economico. Sfortunatamente ha pure aperto le porte all’illegalità. Ci saranno dieci download non legali di We Bleed Metal per ogni download a norma. È triste. Non è bello sapere che ci sono fan disposti a rubare la tua musica e persone che si applicano per rendere disponibili gratis i tuoi sforzi di tutta una vita. Credo sia giunto il momento di ripristinare le punizioni medievali!

Midnight: Cosa dobbiamo aspettarci dai Chastain in futuro?
David T. Chastain: Ho sempre musica pronta perché qualcuno ci canti sopra. A un certo punto uno deve decidere se vale la pena di portare a termine un album, con tutti gli sforzi e le difficoltà che la cosa comporta. Gli ostacoli, per rilasciare un disco con successo, sono innumerevoli. Il tempo richiesto è davvero tantissimo, a volte sembra troppo.

Midnight: L’intervista è finita, grazie per la tua disponibilità. Vuoi aggiungere qualcosa?
David T. Chastain: Grazie anche a voi per il tempo speso e per lo spazio dato ai Chastain. Alla prossima!



klostridiumtetani
Lunedì 18 Gennaio 2016, 20.15.33
5
I primi quattro (Mystery of Illusion, Ruler of the Wasteland, The 7th of Never, The Voice of the Cult), li ho consumati... Bella intervista!
mario
Sabato 16 Gennaio 2016, 15.20.49
4
non sempre @ilfrancese8999, il detto da te citato risulta essere esatto, infatti manca un terzo elemento, i soldi.Non posso mica andare in America, la Leone ha anche detto che in Europa forse non verranno affatto, forse 1 data al massino sul finire dell'anno o qualcosa nel 2018,come già' detto a Chastain non garbano molto i tour.Comunque controllero' il loro sito non si sa mai.
ilfrancese899
Sabato 16 Gennaio 2016, 14.31.46
3
x MArio. Se non vengono in italia, vai tu all'estero a vederli..volere è sempre stato potere.
mario
Venerdì 15 Gennaio 2016, 17.02.35
2
Voglio un bene dell'anima a questa band, gran bel chitarrista Chastain, We Bleed metal ce l'ho e già mi sono espresso nella recensione e mi piace anche l'ultima traccia scritta da Leather, sono riuscito a procurarmi anche The Voice of The Cult altro Cult del gruppo, e la Leone è una delle poche donne che mi attizza veramente, una delle poche che per timbro e intensità vocale non sigurerebbe affatto ai blasonati nomi mashili.Peccato che Chastain sia uno di quei èersonaggi che non ami molto stare in tour al contorio della Leone che invece amai live e i tour. Sarà difficile che vengano in Italia, e dovessero farlo mi ci fionderei.Bella intervista si vede dalle rispste tutta la passione artigiana di scrivere , comporre e produrre musica.
Tatore
Venerdì 15 Gennaio 2016, 9.33.19
1
Grandissimo chitarrista di una grandissima band con una cantante che sembra una tigre incazzata! Spero la redazione recensisca presto i loro primi lavori, su tutti 'The 7th of Never' e ' The Voice of the Cult'...album davvero micidiali.
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