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SINE QUA ...BOH? - # 5 - ‘Virtual XI’ e ‘Carnival of Souls’
17/01/2016 (2511 letture)
Ne abbiamo già incontrati in passato ed altri ne incontreremo di certo in futuro. Di cosa stiamo parlando? Semplice; gruppi di grande successo che incappano in un clamoroso flop. Una cosa in questi casi è certa: quando a cadere sono i grandissimi nomi, il tonfo è molto più eclatante. Le carriere delle band più importanti, del resto, sono spesso molto longeve e attraversando gli anni, le mode, i cambiamenti sociali e quant’altro, non è poi così difficile avere almeno una evidente battuta d’arresto. Certe volte accade per semplice appannamento, altre perché si deve necessariamente soddisfare un obbligo contrattuale o per mille altre possibili ragioni. Porte d’accesso al mondo del rock-metal per un’infinità di appassionati, ma non certo infallibili, anche Iron Maiden e Kiss hanno dunque i loro scheletri nell’armadio.

IRON MAIDEN: VIRTUAL XI
Dopo un periodo di incredibili sconvolgimenti tellurici conseguenti all’uscita dalla band di Bruce Dickinson, gli Iron Maiden -ma sarebbe meglio dire Steve Harris, ovviamente- erano corsi ai ripari con una scelta che aveva spiazzato tutti. “The chosen one”, infatti, non era stato affatto uno dei grandi nomi circolati nell’immediatezza dell’accaduto, ma un carneade come Blaze Bayley, cantante dei Wolfsbane, una metal band più che onesta, ma lontana anni luce dalla Vergine di Ferro. La mossa di Harris spiazzò non tanto in quanto inaspettata, ma per il timbro diversissimo di Bayley, molto più oscuro, certo, ma anche molto inferiore per estensione rispetto a quello di Bruce. Il buon Blaze, inoltre, era al di sotto anche per capacità interpretative e potenziale compositivo in seno al gruppo, nonostante il suo nome ricorra spesso tra i credits delle canzoni. L’uscita di The X Factor consegnò al mercato una band il cui sound si era effettivamente spostato in territori più dark e un disco complessivamente accettabile, anche se appariva abbastanza chiaro come Bayley non fosse stato agevolato in modo completo nel suo inserimento nei Maiden da un Harris il quale, a tratti, appariva convinto di poter tirare fuori dalla sua ugola un potenziale troppo elevato. Però, non è nemmeno vero che inizialmente Bayley sia stato lasciato allo sbando come ventilato da alcuni, dato che lo stesso spostamento verso tonalità molto più cupe testimonia che la ricerca di una sintesi tra passato e presente fosse quantomeno in itinere. Il risultato, pur essendo molto distante dalle prove migliori degli Iron, sembrava almeno poter aprire la strada ad una fase nuova della loro carriera, schiudendo prospettive come minimo interessanti. Il suo successore, pertanto, era atteso come un naturale sviluppo migliorativo. Niente di tutto questo, però, accadde. Se il primo disco della nuova era mostrava almeno del potenziale, Virtual XI evidenziava come questo fosse stato completamente sacrificato in nome di una scrittura che, semplicemente, non aveva i requisiti minimi per essere definita di qualità. Non organicamente, almeno. Reso ancora più indigesto per il pubblico dal contemporaneo e meritato successo della carriera solista di Dickinson (era più Maiden lui insieme ad Adrian Smith degli stessi Maiden, in quel periodo), Virtual XI era scialbo nella scrittura e, soprattutto, invece di sviluppare compiutamente melodie oscure che assecondassero meglio Bayley, sembravano quasi volerlo mettere in difficoltà a bella posta. Il tutto unitamente ad una produzione che cominciava a farsi insopportabile per i fans della prima ora e poco attraente per i nuovi seguaci. Tolte le sole Futureal -ma siamo già al limite- e The Clansman, comunque inferiore alle migliori canzoni targate Iron Maiden, l’album sembrava quasi confezionato col solo scopo di allontanare il nuovo cantante, senza badare alle conseguenze per l’intera band. Una scelta suicida di Harris in fase di scrittura che, quale compositore principale, lo identifica come il solo responsabile dell’accaduto e scagiona completamente Blaze. Il cantante, in pratica, fece semplicemente ciò che poteva col materiale messogli a disposizione. Accolto con rabbia e sconcerto al tempo dell’uscita e messo in ulteriore ridicolo dalle già ricordate prove come solista di Dickinson, Virtual XI ha probabilmente riguadagnato qualche punto col passare del tempo, ossia quando la rabbia in quanto tale è passata, lasciando spazio alla fredda analisi. Quello che resta anche dopo una valutazione meno affrettata, però, è un lavoro che, se fosse stato firmato da altri sarebbe da valutare probabilmente oltre la sufficienza, ma con quel moniker in copertina, ne resta tristemente al di sotto e non semplicemente in paragone ai dischi storici, ma anche soltanto rispetto a quello che lo ha preceduto.

KISS: CARNIVAL OF SOULS: THE FINAL SESSIONS
Di scivoloni in carriera i Kiss ne hanno collezionati almeno un altro paio, ma Carnival of Souls rappresenta indubbiamente il punto strutturalmente peggiore della loro epopea musicale. Reduci da una delle tantissime e fortunatissime operazioni “commercialartistiche” della loro storia, il Worldwide Kiss Convention Tour, i Kiss registrarono questo lavoro con la formazione Simmons, Stanley, Kulick, Singer nonostante una ricomposizione della vecchia line-up già di fatto avvenuta. Perché? Presto detto: nonostante le spiegazioni di Simmons (tentativo di trovare un sound diverso e roba simile), Carnival of Souls fu un album immesso sul mercato per mere ragioni economiche, legate al rispetto dovuto a determinati obblighi contrattuali e concepito come lavoro “modaiolo” per tirarsene fuori in fretta. Di conseguenza, era privo di identità. C’era da mettere insieme un disco, nessuno dei membri storici aveva voglia di farlo, mancava l’ispirazione e si decise di puntare sul trend del momento, il grunge, lasciando spiazzati i vecchi fans e perplessi i nuovi. Chitarre più cupe, inserti di elettronica qua e là, ma, soprattutto, zero voglia di fare qualcosa di valido e identificabile col marchio Kiss e tanta di superare alla svelta il momento ributtandosi a fare i Kiss per davvero. Che Carnival of Souls fosse un album destinato a fare una brutta fine se ne accorsero tutti, compreso l’entourage della band che, infatti, prese la decisione di mettere in giro la voce che ci fossero in circolazione delle copie pirata del master con suono pessimo, per cercare di creare hype attorno ad un lavoro nel quale nessuno credeva, cosa che spiega anche il titolo ufficiale: Carnival of Souls: The Final Sessions. Tutto lavoro sprecato. Non capita sempre -tutt’altro, purtroppo- ma quando la grandissima parte dei fans di una band capisce di essere presa per i fondelli ed il legame con la stessa è viscerale come nel caso di specie, la punizione può arrivare inesorabile, ed è ciò che accadde. Le vendite di Carnival of Souls furono infatti molto largamente al di sotto degli standard consueti del gruppo. Con Paul e Gene già concentrati sul ritorno al futuro che si stava materializzando per i Kiss ed Eric e Bruce i quali, pur essendo impiegati a stipendio fisso, vennero improvvisamente investiti di un ruolo dirigenziale assieme al produttore Toby Wright (una seconda scelta, per inciso), l’album prese una piega talmente stazzonata che deluse tutti. Nonostante collaborazioni importanti -Ken Tamplin (Shout), Jaime St. James, Tommy Thayer (Black ‘N Blue)- le sole Childhood’s End, I Will Be There e in maniera parziale Jungle sono da salvare, ma, anche in questo caso, la valutazione complessiva della scaletta di Carnival of Souls: The Final Sessions non può che collocare l’album ben al di sotto della sufficienza. Questo sia dal punto di vista musicale, che concettuale, se così si può dire. La completa assenza di promozione live e gli sviluppi immediati seguenti all’uscita del disco, che videro i Kiss tornare a fare i Kiss con Psycho Circus, a dispetto della sua lavorazione maledettamente difficile, completano il desolante quadro.

THE VIRTUAL PSYCHO
Iron Maiden e Kiss, due delle band più amate del (psycho) circus del metal ed ascoltate da un pubblico almeno parzialmente diverso, più eterogeneo per quanto attiene al “Bacio”, ma altrettanto affezionato. Gruppo che ha incarnato letteralmente l’heavy metal nel momento in cui questo è esploso come fenomeno musicale e sociale in tutto il mondo il primo; folle, eccessivo, spettacolare, americanissimo, fumettistico e “falsamente vero” il secondo. Ambedue e con i dovuti distinguo, però, in grado di identificare diverse e complementari sfaccettature del mondo del rock, dalla sua commercialità a volte anche becera ed il suo essere r’n’r in ogni suo aspetto, alla sua purezza ed alla sua “verità” a prescindere dalle tendenze del momento e dai capricci del pubblico generalista. Nonostante questo, però, anche capaci di incappare in uno o più Sine Qua ...Boh?.



Raven
Domenica 28 Febbraio 2016, 14.05.25
35
Spero tra qualche settimana
gianmarco
Domenica 28 Febbraio 2016, 11.11.30
34
a quando il 6 episodio
klostridiumtetani
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 17.37.36
33
@Galilee,The Assassin per me è stupenda! E anche a me piace tutto No Prayer (tranne Bring your daughter....), e non è stato il primo che ho ascoltato !
Alexi Laiho
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 17.21.51
32
@Galilee No Prayer per me rimane superiore a tutto ciò che è uscito dal 1995 ad oggi degli Iron..eccetto per Dance of Death, che è il mio primo disco ahahah. Anche se io preferisco Fear of the Dark ad entrambi più che altro perché canzoni ritenute filler quali Chains of Misery e Judas be My Guide mi piacciono molto..poi io adoro Be Quick or Be Dead e Afraid to shoot strangers, quindi sono di parte (Afraid in Powerslave/Piece of Mind non avrebbe sfigurato affatto, anzi)
Galilee
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 17.04.00
31
Vabbeh, uccidetemi ma a me the ASSASIN piace. E devo ammettere che adoro tutto NPFTD. Però come scusante posso dire che è stato il primo disco dei Maiden che ho ascoltato/comprato, quindi la colpa non è mia..
AL
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 16.33.21
30
@Alexi: direi un bel triplete... ahahhahahah!!!
Alexi Laiho
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 15.59.32
29
Ahaha, per me Apparition se la gioca con The Angel and the Gambler e The Assassin per l'ambito titolo di peggior canzone di sempre della Vergine
Galilee
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 15.09.21
28
No AL... ero ironico vale tutto Virtual perchè da sola fa più cacare di tutto questo album in colpo solo.. Come fa a piacere the apparition, suvvia...é una cagata mondiale.. ahahaha
AL
Mercoledì 20 Gennaio 2016, 14.15.01
27
@Painkiller: quoto su Fear of the dark. Invece per quanto riguarda i comentri riguardo alla versione di Clansman fatta da Dickinson beh è ovvio che sia uscita meglio cantata da lui. lui è Re Mida, Blaze un onesto mestierante e basta.. @Gal: tu pensa che a me Apparition fa pena e per te vale di più di Virtual XI.. ahahahha!!! invece con concordo sull'assolo di Don't look, pezzo che non mi dispiace purtroppo rovinato come altri dalla eccessiva ripetitività. tornando a una valutazione oggettiva dell'album in questione direi che alla fine per me il voto è 50. sui Kiss non mi esprimo invece perchè non lo conosco proprio l'album
Painkiller
Martedì 19 Gennaio 2016, 1.14.52
26
@Christiandeathrivinusa: i live uscirono per spremere tutto da quella formazione, sapendo che sostituire bruce era quasi impossibile. @AlexiLaiho: no prayer è figlio della volontà di registrare tutti gli strumenti in una sola jam, ricordo perfettamente le interviste dell'epoca. Trovo il suono delle chitarre molto più heavy di fotd, album che davverobtrovo pallosissimo, compresa la title track, che ho sempre considerato scritta a tavolino per i coretti da stadio, ma decisamente inferiore a tutti gli anthem dei dischi anni 80, basta prenderne una a caso da somewhere in time ad esempio. Fates warning e run silent run deep per me valgono tutto fotd, del quale apprezzo l'opener, il ritmo marziale di fear is the key e poco altro. Su the X Factor ho scritto tutto nella rece, mi è sempre piaciuto molto, e se le tre b-side delle varie versioni di man on the edge fossero state nel cd sarebbe stato ancor più bello.
Christian Death Rivinusa
Lunedì 18 Gennaio 2016, 23.17.37
25
per me virtual xI rappresenta il peggior album di sempre dei maiden,le uniche tracce accettabili sono la prima e la magistrale the clasman ,che cantata da bruce assume un valore in più… . io credo invece ,che questo un'album sia fatto con gli scarti del precedente,che seppur cantato dal mediocre blaze l'ho sempre apprezzato come un buon album e mai un capolavoro. Riguardo a fear of the dark non direi proprio che sia stato fatto con degli scarti,difatti ne uscirono 2 live studio di cui uno anche in vhs,real live one e live at doninton… .con quegli scarti ne uscì un live discreto,invece di virtual non usci' ne live ne niente,anzi per fortuna poi usci dalla band blaze,per fare strada al ritorno di bruce e adrian.
Alexi Laiho
Lunedì 18 Gennaio 2016, 22.39.44
24
*da soli
Alexi Laiho
Lunedì 18 Gennaio 2016, 22.39.42
23
*da soli
Alexi Laiho
Lunedì 18 Gennaio 2016, 22.39.17
22
Per me stiamo andando troppo oltre, va bene che FOTD è inferiore (e di molto) ai primi 7, però paragonarlo a Virtual XI non è troppo? Pezzi come BQORB, ATSS, Childhood's End, JBMG e la title-track da sole oscurano tutto No Prayer, figuriamoci i due dischi con Blaze..ovviamente de gustibus
Galilee
Lunedì 18 Gennaio 2016, 21.00.14
21
Beh, diciamo che su fear of the dark, disco per me insufficiente, c'è the Apparition che vale tutto virtual....ahaha, tremenda. 😀 Qualche canzone decente però secondo me c'è, tipo BQOBD, Childwood' end, e poche altre.. Qui.....la vedo dura....
Painkiller
Lunedì 18 Gennaio 2016, 20.12.25
20
Quoto Galilee(13) ma commenterei lo stesso fear of the dark(la canzone) circa i cliché e l'album per la noia. Ho sempre pensato che fear of the dark sia stato confezionato con gli scarti di no prayer e materiale previsto originariamente come b-side, visto che già la band sapeva della dipartita di Bruce. Ascolto piu volentieri virtual (anche se Raven ha ragione nello scrivere che pare fatto apposta per mettere in difficoltà Blaze) rispetto a fear of the dark. Wasting love è più irritante di qualunque canzone di virtual per me. Carnival of souls sentito una volta e mai più.
Raven
Lunedì 18 Gennaio 2016, 17.27.35
19
o almeno: non lo faccio io in sede di scrittura, nei commenti ovviamente ognuno può dire chi o cosa preferisce nel suo privato, ci mancherebbe
Raven
Lunedì 18 Gennaio 2016, 17.19.56
18
Ricordo sempre che non è dei gusti personali che si discute, ma del valore oggettivo di un disco all'interno di una carriera. Poi è ovvio che a qualcuno piacerà anche più dei classici, ma è un altro discorso rispetto alla qualità in quanto tale.
Psychosys
Lunedì 18 Gennaio 2016, 17.16.00
17
Sarò pure una voce fuori dal coro, però adoro Virtual XI dalla prima all'ultima nota. Non so neanche spiegare perché, è semplicemente un disco che mi è sempre piaciuto e basta. A partire da The Clansman (una delle loro vette più alte mai raggiunte), seguita da The Angel And The Gambler, la cui ripetitività non mi dispiace per niente e culmina in un ottimo finale da cantare a squarciagola, When Two Worlds Collide che ha un sound gradevole ed un buonissimo ritornello. Anche Como Estais Amigos è sicuramente una grande canzone, Don't Look To The Eyes Of A Stranger ha un'intensissima parte finale gestita molto bene da Murray e Gers. Educated Fool ha un discreto ritornello ed una ritmica gradevole, Futureal una buona opener e Lightnig Strike Twice è una When Two World Collides meno riuscita. Francamente questo disco mi ha sempre emozionato e la voce di Blaze mi è sempre piaciuta, anche in Lightning Strike Twice quando fa fatica nel ritornello. Sui Kiss non mi esprimo perché non li seguo molto
mario
Lunedì 18 Gennaio 2016, 17.08.34
16
D'accordo anche io su the Clansman. c'è da dire però che un conto è quella ascoltata su disco un conto è poi come ha saputo Bruce in seguito poi darlgi più onore e vigore, dandogli forza ed epicità maggiore, dando al brano in sede live una interpretazione e versione aizza-pubblico.Sul resto del disco mi sono già espresso, non mi ha mai convinto ne mai preso.
klostridiumtetani
Lunedì 18 Gennaio 2016, 16.41.14
15
Su The Clansman, concordo con gli ultimi due commenti. Invece trovo che Lighting, When two worlds collide, Educated fool, e Como estais amigo sono davvero belle e Don't look ha un assolo stupendo, peccato per la parte ripetuta in crescendo. Carnival invece quando uscì, mi spiazzò non poco e non sono mai riuscito a digerirlo, ma sempre sufficiente.
Sambalzalzal
Lunedì 18 Gennaio 2016, 15.57.20
14
Con Clansman è successa la stessa cosa che successe con Tunes Of War dei Grave Digger di poco precedente. La gente ci è andata subito in fissa non tanto per la proposta di chissà quale tipo (e lo dico anche apprezzando molto quel disco dei GD) quanto per il fatto che era fresca fresca di Braveheart e si era esaltata a leggere le tematiche. Non ultimo, è sicuramente quella strutturata meglio degli 8 pezzi e risalta parecchio rispetto agli altri. Di sicuro con Dickinson alla voce rende meglio perlomeno dal vivo ma mi ha sempre dato l'idea della canzona adorata a gratis e quasi per forza
galilee
Lunedì 18 Gennaio 2016, 15.29.17
13
Al. Secondo me the Clansman non è orrenda ma ė una song infarcita di clichè maideniani troppo prevedibili. Noia e scontatezza insomma. Boccio tutto del cd.
philives
Lunedì 18 Gennaio 2016, 14.36.39
12
Salvo un paio di canzoni ciascuno, per il resto pessimi veramente.
alifac
Lunedì 18 Gennaio 2016, 13.47.26
11
Bell'articolo! Su VXI non mi pronuncio anche se the Clansman mi piace parecchio... I Kiss li adoro, Carnival all'inizio mi fece incazzare molto ma col tempo l'ho rivalutato; il problema maggiore secondo me sta proprio nell'approccio cupo (anche se io, da ignorante, di grunge ne sento poco...); I Kiss possono permettersi molto, quasi tutto, ma non di essere "tristi".Quoto Galilee... alla fine è un discreto disco rock.
AL
Lunedì 18 Gennaio 2016, 12.20.36
10
Virtual comprato per la copertina e perchè gli Iron sono il mio gruppo preferito in assoluto pur sapendo che sarebbe stato mediocre. @Gal: addirittura da suicidio? no dai, the clansman non è male. ah, le canzoni però sono 8 la tua tortura dura meno... ahahahah!!
Galilee
Lunedì 18 Gennaio 2016, 10.57.38
9
La differenza tra questi due dischi è che Virtual XI è una merda a 360 gradi. Cioè a prescindere dai suoi obbiettivi e dal genere proposto le 10 canzoni proposte sono da suicidio. Carnival of soul è un disco che stupisce e fa incazzare sotto l'ottica Kiss, ma in realtà è un disco di rock discreto. Insomma ci stanno entrambi in questa categoria, ma uno ha comunque una certa dignità, l'altro no.
AnalBag
Lunedì 18 Gennaio 2016, 9.20.22
8
se devo essere sincero a me personalmente Virtual XI piace,contiene The Angel an the Gambler che è la traccia dei Maiden che in assoluto odio di più ma si riprende abbastanza e vede in lansman un momento davvero epico,per me è un lavoro dignitoso!!
Sambalzalzal
Lunedì 18 Gennaio 2016, 8.12.28
7
Dello stesso parere di Mario@ e come detto tante altre volte per gli stessi motivi smisi di seguirli con assiduità proprio dalla fuoriuscita di Blaze. nessuno fece mai nulla per far integrare Blaze al meglio nel gruppo ma mentre in TXF si sente che è un disco fatto con tutti i crismi con questo beh la sensazione che fu buttato giù in fretta e furia tanto per chiudere un ciclo è forte. Dalla produzione alla stesura dei brani che in più occasioni sembrano essere stati presi direttamente da una sessione demo e riversati su master senza ritocchi e/o correzioni. Mi rifiuto di credere per esempio che vista l'esperienza su campo di Harris e soci un pezzo tipo Dont Look... andasse bene così. Per quanto riguarda Carnival (come del resto VXI) a volte lo riascolto ancora ma come ben esplicato nell'articolo sicuramente non è un momento fondamentale della carriera dei cavalieri al servizio di satana
cissburgher
Domenica 17 Gennaio 2016, 22.21.50
6
C'è del buono in virtual xi, tre buoni pezzi e il resto tra l'ascoltabile e il fastidioso, esattamente come tutti i dischi successivi a mio parere (ripeto, a mio parere). Per quanto mi riguarda da questo disco in poi seguo con molto più piacere le uscite di Blaze. Brave new world non mi ha mai detto nulla di particolare e nemmeno i successivi, qualche episodio passabile ma niente di veramente memorabile, in effetti quel disco fece un danno collaterale non da poco, avrei preferito che Bruce continuasse esclusivamente con la sua band vista l'ottima qualità dei suoi album. In compenso diede il via alla prolifica carriera solista di Blaze che è di pari se non superiore qualità (a parte forse un paio di pubblicazioni recenti).
black
Domenica 17 Gennaio 2016, 22.12.42
5
Blaze non.ha colpe chiunque avrebbe toppato. Troppe aspettative troppo immensi gli.iron fino a quel istante.. Tuttavia Virtual xi lo trovo.un.buon album tra.i.miei preferiti x motivi affettivi.. Mi piace un casino x me 85, anche x i Kiss andro controcorrente.. Disco diverso ma tuttavia non da buttare.. I flop x me sono altri.. Un load un supercollier o un lord of steel sono esempi!
brainfucker
Domenica 17 Gennaio 2016, 14.21.14
4
steve secondo me ci credeva tantissimo in blaze. dimostrò le palle di prendere un cantante semi-sconosciuto e creare un disco diverso dagli altri( x-factor) desideroso magari di creare qualcosa di nuovo per la band poi boh, fece marcia indietro in maniera clamorosa, forse a causa dell'insuccesso di factor(non ho dati di vendita ma non penso sia stato un best-seller discografico) e se ne uscì co sto pastrocchio. dei kiss? boh..me ne fregasse un cazzo
Steelminded
Domenica 17 Gennaio 2016, 12.17.05
3
not so bad, better than the predecessor...
mario
Domenica 17 Gennaio 2016, 10.19.30
2
Blaze e' un bravo cantante, ma a mio avviso non era adatto ai Maiden, e nell'immaginario collettivo dei fans non e' mai riuscito ad entrare, sostituire uno come Bruce non e' facile, a me Blaze piace un po più' su X Factor, e anche in quel caso le colpe cascano su Harris per alcune soluzioni stlistiche, di note su cui dovette esordì Blaze e di produzione , se costruito meglio X factor sarebbe stato molto migliore, anche se nel complesso non e' male, ma Virtual devo essere sincero non mi e' mai piaciuto, poi sono uno di quelli che pensa che ci fu la combine segreta tra Harris e Bruce, per un tot tempo Bruce usciva e a tempo debito rientrava, voleva vs tacca recò a spina per un po il signor Dickinson, proprio come secondo me ci fu la combine sottobanco tra Halford e i Judas per motivi identici credo, e a rimetterci dono quasi sempre i sostituti, mi dispiace poi per la sfortuna di Blaze sul piano personale gli sono successe cose molto dolorose, mi auguro tanta fortuna a Blaze e a Owens, per quanto riguarda i Kiss non mi esprimo non sono mai riusciti a conquistarsi, ma non escludo che col passar degli anni riesco a farmeli piacere, forse.
Metal Shock
Domenica 17 Gennaio 2016, 9.21.05
1
Virtual XI è stato un vero e proprio brutto album, ma la colpa è stata solo di Steve Harris, ma purtroppo i fans se la sono presa solo con Blaze, colpevole solo di aver sostituito sua maestà Bruce. Sinceramente l'utimo grande album dei Maiden secondo me è proprio The X factor con Blaze.
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