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EXUMER - The Raging Tides: intervista a Mem Von Stein
16/03/2016 (1061 letture)
In occasione della data milanese del tour di supporto al nuovissimo The Raging Tides, in compagnia dei greci Exarsis, ho avuto modo di parlare con Mem Von Stein, cantante originale degli Exumer, thrash metal band del panorama anni '80 tedesco, che mi ha parlato del loro nuovo disco, del responso del pubblico e delle proprie considerazioni sulla carriera e sulla reunion della band.

Nicko: Ciao, innanzitutto grazie per l’intervista! Vuoi iniziare con presentare il vostro nuovo album?
MEM: Allora, abbiamo iniziato a raccogliere idee per il nuovo disco intorno al 2014, cominciando a scrivere riff, testi e linee vocali, e poi ci siamo ritrovati assieme durante alcune settimane quell’anno, come band, per lavorare sul materiale. Sono poi tornato ancora in Germania (ora vive a New York, nda) per rifinire quanto fatto, mentre durante quei mesi abbiamo continuato ad accumulare idee e quant’altro. Poi nell’estate 2015 abbiamo fatto un’altra sessione di prove come band, e avevamo già la maggior parte dei segmenti dei pezzi pronti, quindi li abbiamo messi assieme.
L’importante è che abbiamo sempre lavorato sulla musica in gruppo, perché suonasse più organica: nessun passaggio di file, o registrazioni in sedi separate (non avrei mai registrato le mie parti vocali a New York, per dire…). Il risultato è frutto del lavoro di una band, non di singoli individui, alcuni in Germania, altri altrove…

Nicko: Chi ha registrato e prodotto l’album?
MEM: Waldemar Sorychta (recentemente produttore di Sodom, Samael, Moonspell), lo stesso che ha prodotto Fire and Damnation, e fu divertente lavorare con lui quando ci riunimmo per la prima volta per entrare in studio dopo 25 anni, e fummo molto soddisfatti del risultato, così abbiamo deciso di tornare da lui anche questa volta. Siamo assolutamente contenti del lavoro su questo album, e anche il responso è stato ottimo, specialmente dalla stampa, ma anche dai fan, credo infatti che l’edizione in vinile sia già andata sold out in una settimana (l’album è uscito la settimana prima di questa intervista, nda).

Nicko: Non ho ancora sentito l’album, sebbene sia stato colpito dallo scorso Fire and Damnation. Cosa ci dobbiamo aspettare da questo The Raging Tides?
MEM: Credo sia meglio focalizzato, e benché sia molto aggressivo penso sia anche più sofisticato, ci sono un paio di canzoni mid-tempo, e c’è un sacco di varietà sul disco… …per i nostri standard, ovviamente! Sai, è il quarto disco della carriera, se vedi abbiamo fatto due dischi negli anni ’80 e due dal 2012 a oggi, quindi abbiamo da una parte due vecchi dischi, e dall’altra due nuovi, e sono ovviamente un po’ diversi. Il che è dopotutto positivo, ritengo che questo sia un solido seguito per Fire and Damnation.

Nicko: Qual è il significato del titolo?
MEM: Basilarmente, il titolo The Raging Tides (letteralmente, le maree furiose, nda) descrive metaforicamente la sofferenza umana, il conflitto, il dolore e la sofferenza che gli uomini si causano gli uni agli altri in tutto il mondo; come una marea a volte sono insopportabili e ti travolgono, altre volte esiste modo di superarle, e quindi ho connesso l’immagine al concept della sofferenza e del travaglio umano.

Nicko: Vorrei chiederti una curiosità sulla vostra mascotte, se così posso chiamarla, che è storicamente associata alle copertine di Possessed by Fire e Rising From The Sea, ma non è comparsa su Fire and Damnation, mentre ora è ritornata su The Raging Tides. C’è una motivazione specifica?
MEM: Sì, quando siamo tornati con Fire and Damnation non volevamo apparire come una band old school, con dischi old school, copertine old school, e non volevamo troppo cavalcare l’onda del successo passato, anche perché di fatto il sound di quell’album non era certo quello di Possessed by Fire, per intenderci. Volevamo così che ci fosse una certa distinzione tra i due periodi della carriera degli Exumer, allora abbiamo voluto soltanto recuperare alcuni dettagli della maschera (quella indossata dalla mascotte, e che in effetti appare per una porzione sulla copertina di Fire and Damnation, nda) per continuare con quella tematica, ma non volevamo riportare l’intero personaggio.
Ora però ci siamo riformati da circa 8 anni, e ci sentiamo di poter fare quello che vogliamo, perché abbiamo già un nuovo album alle spalle, e la gente sa che non torneremo a registrare un disco retrò, e che non siamo un gruppo di vecchi tizi che fanno musica vecchia. Quindi questa volta abbiamo deciso di fare quello che preferivamo, con la consapevolezza che nessuno si aspetta di sentirci come eravamo nel 1988.

Nicko: E a quel tempo, questo personaggio, e la sua maschera, cosa rappresentavano, o a cosa si ispiravano?
MEM: Per il primo disco avevamo molti concept e titoli diversi tra cui scegliere, e il tizio a cui avevamo commissionato il disegno se ne uscì con quel personaggio mascherato, e pensammo fosse adatto perché avremmo potuto continuare ad usare quel concept, quindi più che altro si trattò di una coincidenza, che ebbe il nostro pieno apprezzamento. In un certo senso a quel tempo era importante avere un personaggio distintivo, e fu così per molte band degli anni ’80.

Nicko: Voi parlarmi dei vostri piani futuri per la promozione di questo disco?
MEM: Allora, questo è il tour europeo di promozione del disco, e anche una sorta di banco di prova per i nuovi pezzi, e dopo questo andremo in Sud America a Giugno, e poi vedremo cosa ci capita per il resto dell’anno, per poi ricominciare coi tour nel 2017. Ci piacerebbe anche visitare posti in cui non abbiamo mai suonato; di fatto abbiamo fatto 3 tour in Sud America per promuovere Fire and Damnation, ed è ovviamente un mercato fertile per noi, ed è per questo che ci ritorneremo. Abbiamo d’altra parte fatto molte date e tour in Europa, quindi vedremo, se qualcosa salta fuori, ci saremo, altrimenti vedremo di fare i vari festival l’anno venturo. Di certo saremo impegnati!

Nicko: Una domanda sulla vostra carriera. Vi siete sciolti una prima volta dopo il secondo album, e avete però fatto un concerto di reunion a Wacken nel 2000, ma senza riformarvi propriamente, cosa che avete invece fatto nel 2008. Per quali ragioni non aveva funzionato, magari, la prima volta, e poi sì?
MEM: Eravamo tutti molto impegnati, io mi ero trasferito a New York alla fine del 1998, e sapevo che ci sarei rimasto per alcuni anni, mentre Ray (chitarrista e fondatore, nda) era impegnato con un altro progetto rock, quindi davvero non c’era tempo a sufficienza. Di fatto nel 2008 avevamo terminato con la maggior parte di quegli impegni, io avevo una sorta di progetto thrash a New York per divertimento, ma mi ero stufato, mentre era chiaro che avessimo voglia di ricominciare con gli Exumer; sapevamo che cosa avrebbe richiesto, ma sapevamo anche bene che cosa eravamo intenzionati a fare, e volevamo impegnarci in una band propriamente attiva, con tour, registrazioni, e così via…

Nicko: Come pensi sia cambiata la scena thrash e la consapevolezza dei fan verso il genere negli anni, soprattutto con l’avvento di Internet?
MEM: Decisamente ha aiutato molto, ed è valso anche per noi quando siamo tornati e c’erano molte nuove band sul mercato, come per esempio i Warbringer, Havok, Merciless Death, ecc., e tutti loro ci conosce vano, alcuni avevano persino dei tatuaggi degli Exumer, e grazie a questo rispetto particolare siamo stati chiamati a suonare in molti posti. Quando andammo in Norvegia per suonare all’Inferno Fest i fan ci dicevano "Grandi Exumer, Possessed by Fire è un ottimo disco black/thrash!", e noi nemmeno sapevamo lo fosse! (ride, nda) Questo a dimostrazione che molti hanno avuto l’opportunità di assimilare quei dischi negli anni, anche grazie a Internet, e sviluppare una propria interpretazione, come per chi diceva che fosse semplicemente thrash e chi invece ci sentiva dei tratti black come i norvegesi. E tutti questi non avevano mai visto gli Exumer, chiaramente, e quindi l’idea che avevano di noi dipendeva solo dalla musica, o al massimo dai titoli e dalle immagini sui dischi.
Quindi fu una piacevole sopresa scoprire che così tanta gente aveva familiarità con questa band, ma al contempo avevamo le idee molto chiare sul fatto che non volessimo essere quel tipo di gruppo che si basa solo sul passato, seppur intendessimo mantenere quel sentore. Di fatto suonammo al Keep It True, e in tutto il circuito old school, ma specialmente quando venne il momento in cui uscì Fire and Damnation decidemmo che volevamo prenderne le distanze, in parte. La cosa divertente è che gran parte della gente ritiene che i nostri nuovi album abbiano un forte vibe ottantiano; certo, è un genere musicale degli anni ’80, ma non suoniamo come negli anni ’80 e non facciamo più dischi come negli anni ’80, ma abbiamo comunque quel feel. Era quello che intendevamo ottenere: ci sono comunque i buoni vecchi riff del thrash ottantiano, ma ha comunque un sound al passo coi tempi, nel senso che se senti per esempio un disco recente degli Slayer, e poi il nostro, in termini di produzione, non sfiguriamo tremendamente (ride, nda). Insomma, siamo riusciti nel nostro obiettivo, e questa musica può essere ancora interessante, oggi.

Nicko: Sei stato molto chiaro! Grazie per l’intervista!
MEM: Grazie a te, a più tardi!



Mic
Venerdì 25 Marzo 2016, 9.33.45
3
Ma il tipo raffigurato è jagger il fratellastro di Ken il guerriero?
rik bay area thrash
Sabato 19 Marzo 2016, 17.10.28
2
Intanto, bella intervista. Anche se gli exumer non sono considerati un gruppo imprescindibile, io comunque li apprezzo, è sempre positivo avere qualche notizia in più. Ho i primi 2 album e dell ' ultimo ho ascoltato 'qualcosa' e non mi sembra niente male, anzi lo trovo molto buono, e la produzione non è eccessivamente moderna. Sono onesti lavoratori di thrash metal e a me vanno bene così.
jek
Sabato 19 Marzo 2016, 14.39.29
1
Bella intervista @Nicko, effettivamente nella parte finale Mem e stato molto chiaro . P.S. ma veramente non hai ancora sentito l'ultimo album? Molto grave!
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