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ITALIA HARDCORE PUNK - # 2 - Case discografiche e fanzine. Una breve ricognizione
24/03/2016 (2585 letture)
L'Hardcore Punk, italiano e non, ma nostrano in particolare, si è sempre distinto per la sua attitudine "anti", per il suo netto rifiuto dell'establishment informativo e distributivo ufficiale. Per diffondere il verbo e stampare i dischi e le cassette della miriade di gruppi esistenti, erano dunque attive tantissime micro-etichette ed ancor più fanzines che si autofinanziavano, restando così fedeli alle linea (Cit.) ed al riparo dalle contaminazioni del sistema. Molto di quanto fatto in questo ambito, è stato poi preso a modello parziale o totale per pubblicizzare anche la N.W.O.B.H.M. dalle nostre parti, specialmente nel settore informativo. Anche stavolta, citare tutti e tutto sarebbe assolutamente impossibile. Pertanto, questa puntata numero 2 della serie mira, come del resto la numero 1, più che altro a restituire il sapore, l'idea di come la scena HC/Punk contaminava la penisola.

10 X 10 = n
Dato quanto scritto nell'articolo precedente, per parlare di etichette in ambito HC/Punk anni 80, è senza dubbio opportuno partire dalla Attack Punk Records. Prima di parlare di singole realtà, però è opportuno ricordare un micro-estratto di quanto avete letto nella puntata numero 1, o segnalarlo a chi non l'avesse letta:

"In questo fertilissimo humus nacque un numero infinito di gruppi che si autoproducevano, di micro-etichette indipendenti e senza alcuno scopo di lucro, collettivi che promuovevano l'organizzazione di concerti in spazi autogestiti, collette organizzate dai collettivi -per così dire- per coprire le spese relative all'autoproduzione o alla produzione dei 45 e dei 33 giri legati ad etichette prive di fondi. Sulle copertine di molte di queste realizzazioni, si potevano leggere inviti a non pagare più di una certa cifra, molto bassa, per l'acquisto. Il tutto senza contare l'esplosione del mondo delle fanzines".

Ecco: è proprio l'attitudine di queste etichette, sempre promosse da personaggi all'interno della scena e non certo interessati al guadagno, a dover essere posta al centro dell'attenzione. Il respingere in toto, a volte in maniera ingenua, se non addirittura eccessiva, tutto quanto era connesso al muzic-biz ed il puntare ogni cosa sull'atteggiamento DIY puro ed indipendente. E' questo a dover essere compreso e messo in primo piano. Perché tutto ciò che riguarda l'HC/punk, ed in particolare quello italiano (rimando ancora alla Puntata 1 per i necessari approfondimenti socio-politici circa la genesi e lo sviluppo del settore qui da noi), deve assolutamente essere posto sotto questa lente di ingrandimento per arrivare a noi ancora intatta -per quanto possibile- nel suo furore iconoclasta, anarchico e ribelle. Ed anche perché quanto viviamo oggi, compresa l'affermazione dell'informazione indipendente della quale vi state servendo proprio adesso, deve una bella fetta della sua esistenza a certi personaggi ed alla loro attitudine "contro"; sempre. Dopo questa lunga e doverosa premessa, andiamo adesso a scoprire alcune di quelle realtà, partendo proprio dall'etichetta già citata in precedenza, ricordandovi ancora che si tratta solo di una ricognizione orientativa sopra un territorio troppo vasto per poter essere mappato realisticamente all'interno di un singolo articolo. Per questo, la decisione è stata quella di riportare solo dieci esempi per ognuna delle due categorie, a titolo di omaggio/esempio di ciò che era la scena dell'epoca. Si badi bene, comunque, che molte delle realtà discografiche, nascevano da precedenti realtà amatorial-editoriali (fanzines) e/o su iniziativa degli stessi gruppi che poi incidevano sotto quella label, a testimonianza di quanto tutto fosse puro, indipendente e privo di scopi che andassero oltre l'esistere al di fuori ed indipendentemente dagli schemi imposti dall'alto.

TRA TOTO', CAMPANE E OSSA ROTTE. UN CHAOS DI PRODUZIONI
ATTACK PUNK RECORDS
Nata nel 1981 come costola di Attack Punk 'Zine, la casa discografica bolognese si distinse da subito sia per attitudine "anarco-crassiana", che per la pubblicazione di lavori in seguito ritenuti storici. Fondata da Helena Velena in quel di Bologna, territorio fertilissimo per la cultura HC/Punk, la casa discografica pubblicò dei dischi importantissimi. Iniziata l'attività in maniera classica, ossia con una compilation con dentro Raf Punk -ovviamente- Stalag 17, Bacteria e Anna FalkSS intitolata Schiavi nella Città più Libera del Mondo, titolo pensato contro l'amministrazione della città (vedi ancora prima puntata della serie - NdA) diventato mitico e più volte ripreso in seguito in varie occasioni anche recentissime, l'anno successivo diede alle stampe una seconda compilation. Stavolta più internazionale, dandole come titolo Papi, Queens, Reichkanzlers & Presidenti. Nel catalogo della Attack, nel corso di circa dieci anni troveranno spazio titoli quali Fedeli alla Linea ed altri dei CCCP e lavori firmati da Tampax, Disciplinatha, Raptus, Irha, Contropotere, MG 15, Underage, oltre ad alcune altre compilation. Chiuse i battenti dopo quasi dieci anni di attività. Del suo giro anche la Sonick Attack, dalla produzione numericamente scarsa, ma importante sia per i nomi trattati, che per il suo agire a cavallo tra HC e metal. Raw Power, Extrema ed Incinerator sono i gruppi ad essa legati.

TOTO' ALLE PRESE COI DISCHI
Sotto etichetta della Attack Punk, come Extrema! e Multimedia Attack, la Totò alle prese coi Dischi è importante sia per la relazione con la "casa madre", sia per una serie di 7" relativi ad uscite di grande importanza storica. Tra queste, assolutamente da ricordare i vinili di I Refuse It! e Rivolta dell'Odio, ma anche A.C.T.H., Truzzi Broders e Look Mummy Clowns.

C.A.S. - Campane A Stormo
"Emanazione" dei Nabat di Steno, ex Raf Punk, la C.A.S. (Campane a Stormo si traduce in russo proprio con Nabat), fu la casa discografica che produsse i lavori della basilare band anarco-OI! Etichettò anche delle compilation, tra le quali si ricorda in particolare Quelli che Urlano Ancora del 1985, con Basta, Dioxina, Nabat, Claxon e Hydra tra gli altri. Dei Basta firmò anche Non Posso Sopportare Questa Sporca Situazione. Fece uscire anche varie compilation ed un disco dei Ghetto 84. Anche in questo caso, comunque, Bologna docet.

T.V.O.R. - Teste Vuote Ossa Rotte
In tema di case discografiche/zines, impossibile non citare la fondamentale T.V.O.R., vero punto di riferimento nazionale. Negazione, Peggio Punk, Indigesti, Crash Box, Upset Noise, questi i nomi che uscirono durante gli anni 80 per l'etichetta comasca ideata da Stefano Valli/Steve Rottame e Marco "Maniglia". Nata sulla scia delle pubblicazioni cartacee della fanzine che in soli cinque numeri riuscì a cambiare il volto della scena per sempre, T.V.O.R. si occupava come Ossa Rotte Tapes anche di nastri. Anzi, fu l'esperienza maturata con Ossa Rotte Tapes a indurre Rottame e Maniglia a sconfinare nel mondo del vinile nell'85. Partendo dalla pubblicazione di Osservati dall'Inganno degli Indigesti, l'etichetta, oltre ai gruppi prima segnalati, pubblicherà anche lavori di Ifix Tcen Tcen (il moniker è molto noto tra i 40/50enni, ma non per questioni musicali, bensì "editoriali"), Disper-Azione e Raw Power.

BLU BUS
Fondata da Kina e Franti prendendo spunto da The End, il pezzo dei The Doors nel passaggio "The blue bus is callin' us", così come la sussidiaria Circus, ed ovviamente etichetta che firmò opere delle due band, la Blu Bus si occupò anche di altri gruppi di spessore. Contrazione, Impact, Youngblood, The Sphere e molte altre band negli anni 90. Il suo slogan era: L'autoproduzione e l'autogestione come strumenti per la comunicazione e le esperienze antagoniste. Anche questo serve a descrivere il fremito del momento.

CHAOS PRODUZIONI
Sempre in tema di etichette discografiche fondate direttamente dalle band per non restare formalmente nell'ambito dell'autoproduzione, si ricorda anche quella dei Wretched: la Chaos Produzioni. Ovviamente firmataria di varie uscite targate Wretched, tra le sue produzioni ve ne sono anche di Stinky Rats e Disper-Azione.

SPITTLE RECORDS
Partita nel 1984 anch'essa a Firenze per merito di Simone Fringuelli e Massimo Currò, prima di interrompere temporaneamente l'attività mise il suo marchio su dischi di Juggernaut (storici) e un paio di valide compilation quali Goot from the Boot e Spittle Compilation. Nella prima, Grey Shadow, Cani, Juggernaut, Putrid Fever ed altri, nella seconda, molto variegata come l'attività dell'etichetta, anche i Dark Quarterer con Colossus Of Argil.

BELFAGOR RECORDS
Fondata anche questa in quel di Firenze nel 1984 sulla scia dell'attività del G.D.H.C. - Granducato Hardcore (oggi esiste il Granducato di Metallo) da Stefano Bettini degli I Refuse It! insieme a vari collaboratori, si distinse per la pubblicazione di lavori dello stesso gruppo e di Lanciafiamme, Cheetah Chrome Motherfuckers, Chain Reaction, Putrid Fever, Furious Party e Declino. Per lo più in formato 7". Come G.D.H.C. si ricorda il grande concerto di Pisa nella chiesa sconsacrata di San Zeno nel dicembre 1983, con i Raw Power.

GODDAM CHURCH RECORDS/TAPES
Attiva ad Ascoli Piceno, anche come produzioni thrash metal, fece uscire una compilation, lavori di Stige, Affluente. Dictatrista (cassetta) e Furious Barking (tutti ascolani e con membri in comune). Da ricordare la compilation People Of The Pit... con Stige ed altri gruppi internazionali.

MECCANO RECORDS
Messa in piedi già nel 1979 a Torino, quindi decisamente presto, da Giulio Tedeschi e Carla Celsa (il primo personaggio chiave delle edizioni indipendenti italiane, tanto che si potrebbe scriverci su a parte), si distinse anche per l'attività di "scopritrice". Tanto da avere anche la responsabilità del primo 45 giri di Johnson Righeira; si, quello. Su quel singolo suonarono gli Skiantos e di Bianca Surf (facciata A) se ne fece anche una versione punk con Freak Antoni, pubblicata solo 10 anni fa, per la cronaca. Nel suo roster, Rough, Stigmathe, Bloody Riot ed i Raw Power di You Are the Victim. Edite anche alcune compilation.

Queste dieci tra le più rappresentative etichette -non necessariamente in termini di diffusione- del periodo. Ovviamente, dato il numero molto contenuto imposto dal format dell'articolo, molte sono ovviamente rimaste fuori da queste brevi descrizioni, ma se pensate che sia stato troppo "stretto di manica" nello scegliere questa formula, ancor più difficile sarà orientarsi nel mare magnum delle fanzines.

LA FANGHIGLIA CRISTIANA METTE UN'ANSIA CHE SFOCIA IN DISFORIA
T.V.O.R. - Teste Vuote Ossa Rotte
Inevitabile partire da qui. T.V.O.R. era, resta e resterà il più importante esempio di fanzine punk importante ben oltre il punk. Non sono solo i cinque numeri usciti in cinque anni a farne leggenda (doveva uscirne un sesto già in preparazione), non sono solo i contenuti assolutamente perfetti per l'appassionato del settore a renderla notevole, ma è proprio l'impostazione grafica ad essere così "avanti" per l'epoca, da essere diventata riferimento assoluto ben oltre la realtà italiana. Nata a Como nel 1981 dall'iniziativa del duo Stiv Rottame Valli/Marco Maniglia Medici, T.V.O.R. si fece ricettacolo più autentico della filosofia DIY e lo fece in maniera peculiare e grandiosa, incarnando anche visivamente l'arte di essere punk, per così dire. T.V.O.R. era rivoluzione visuale, dadaista e crassiana, qualcosa che costringeva ad essere guardato per l'incredibile sovraffollamento sensoriale di parole ed immagini che sembravano assemblate dal figlio pazzo di Mimmo Rotella, enormemente migliore di qualsiasi concorrente (parola inadeguata, in realtà) italiano e straniero. Un fenomeno che ha fatto categoria a sé e del quale, probabilmente, potremmo parlare a parte in futuro per i dovuti approfondimenti.

ATTACK PUNKZINE
Già citatissima, Attack Punkzine nacque contemporaneamente alla pubblicazione della compilation Schiavi nella Città più Libera del Mondo, quindi nel 1981. Anch'essa basilare rispetto ai dettami filosofico-politici del movimento anarcocrassiano, Attack Punkzine assumeva posizioni molto nette rispetto alla società borghese del tempo e giudizi senza appello sul vivere quotidiano della maggioranza, come l'osservazione attenta delle copertine può già dimostrare. La grafica era vicina a quella di T.V.O.R., la quale, però, restava anni luce avanti agli altri.

ARCHAEOPTERYX
Ancora una volta nata dall'input di personaggi attivi sulla scena come Benzo dei Fall Out e Gianluca "Prof Bad Trip" Lerici, Archaeopteryx uscì da La Spezia tra l'81 e l'83/84. I primi tre numeri erano stampati su un unico foglio, ma a partire dal n. 4 si strutturò sulle oltre 30 pagine. Importante, oltre alla consueta impostazione Crass-style, la presenza di Lerici (R.I.P.), prima cantante degli Holocaust, tra i prime movers della scena punk nazionale, fumettista per la Mondadori e la Simon & Schuster, poi per le riviste Frigidaire e Decoder. Da ricordare certamente anche la sua versione fumettistica de Il Pasto Nudo di William S. Burroughs.

ANSIA
Punkzine con un "braccio editoriale" discografico che agiva sotto i nomi di Play At Your Home Records e Disforia Tapes -anche con l'album compilation Assillo Politico, con cinque brani degli Holocaust- la punkzine si distingueva (si fa per dire) per la stessa impostazione generale delle altre, per un formato attorno alle 20/25 pagine ed un prezzo medio di circa 500 lire.

DISFORIA
Edita a Torino all'alba degli anni 80, era anch'essa caratterizzata da un forte impegno politico antimilitarista, pacifista e sociale. Leggendo alcuni articoli del numero 1 (prima un numero 0 di prova), ci si imbatte in pezzi intitolati "Per il Ritiro delle Truppe dal Libano & Contro l'Installazione dei Missili a Comiso" e "Autogestione & Aggregazione". Leggendo le note di redazione di quello stesso numero, tra i collaboratori spicca il nome di Zazzo e, soprattutto, il fatto che per i canonici "contatti" il referente fosse Roberto Farano.

FANGHIGLIA CRISTIANA
Come detto, erano spesso i musicisti a promuovere e stampare le punkzine e non sempre queste sono diventate storiche. Che lo sia o meno, è opportuno citare Fanghiglia Cristiana da Rovigo, sia perché il nome scelto per la testata è quantomeno dissacrante, sia perché è un altro esempio di quanto sopra. Fanghiglia Cristiana era la testata ufficiale, per così dire, dei Disarmo Totale, band fortemente antimilitarista ed anticlericale finita nell'83 a causa del servizio di leva; ironia della sorte. Le tematiche descritte, unitamente alla grafica che riprendeva il logo di Famiglia Cristiana, ne fanno un esempio tipico di umorismo forte e sfregio punk. Diego (basso/voce), passerà negli Impact registrando Solo Odio.

LINEA DIRITTA
Fondata a Milano da "Vix" Piaggi dei Maze, Linea Diritta presentava ottime foto (esisteva anche la Linea Diritta tapes) e caratteristiche già editoriali su scala più grande, almeno per la grafica di copertina. Il numero 2, infatti, uscì con cover giallina e logo rosso, una vera sciccheria per questo tipo di pubblicazione. Il numero 3, poi, assomigliava più ad una rivista vera e propria, sempre per ciò che attiene alla copertina.

NUOVA FAHRENHEIT
Impaginazione più curata e ordinata, immagini talvolta forti (vedi copertina allegata), la friulana Nuova Fahrenheit si presentava come "punkzine nazionale", accreditandosi implicitamente come realtà importante. Fortemente votata al sostegno della scena nazionale, tentando di coprire quanto più territorio possibile, dal n. 4 raddoppiò pagine e prezzo, per cercare di organizzare eventi, concerti e strutturarsi maggiormente. Un editoriale contenuto in quel famoso numero, parlava di "ragazzi che si pongono al di fuori del conformismo incosciente della loro generazione, che rifiutano i modelli borghesi dominanti", invitando all'azione ed al sostegno della band italiane.

NUOVE DAL FRONTE
Punkzine venuta fuori nell'84 dall'area del GHDC, trattava come una delle tematiche principali quella relativa alle forme espressive visive. particolarmente dell'arte del graffito. Importante annotare che tra le sue firme, forse la principale, vi era Tommaso “Zedo & WZ” Tozzi, poi docente all’università di Firenze e all’Accademia di Carrara, il quale diede a Nuove dal Fronte una impronta nettamente più votata alla stilizzazione della figura che all'elaborazione delle lettere tipica del writing.

URLA DALLA FOGNA
Pubblicata a Poviglio (RE), molto vicina ai Raw Power (il nome non è casuale, dietro c'era Giuseppe Codeluppi con Torre e Sgavo dei Violent Charge), puntava i suoi riflettori sui gruppi italiani e statunitensi in particolare. Caratterizzata da una affidabilità delle recensioni e da una qualità di scrittura superiori alla media, oltre che alla scena U.S.A. non mancava di parlare di realtà pugliesi, sarde e di varie regioni. In primo piano anche articoli antivivisezione, antistato, anti forze dell'ordine e delle discrete foto.

DA GELA AD AOSTA. FUCKIN' HEADS CONTROCORRENTE!
Come detto, era impossibile ridurre alla forma articolo due categorie così incredibilmente vaste. Specialmente per ciò che ha riguardato le punkzine, mille altre potevano essere citate e tutta la nostra penisola poteva essere rappresentata con mini-approfondimenti. Alternative Voice, Isteria Kollettiva e Sottosopra da Catania, Alta Tensione da Cosenza, Bang e Poison da Messina, Controcorrente da Gela, Epidemia e Azione Diretta da Bari, Disorder da Piacenza, Fuori Moda e Fuorilegge da Milano, Movimenti Oscuri da Olbia, Nausea da Foligno, P.xno's Zine da Brescia, Schwarzkog e Vuoto a Perdere da Roma, All Out Attack da Vicenza, Vaffanskate da Genova, Aren't you Angry da Ravenna, Disper-Azione da Varese, Fuckin' Heads da Aosta, Kontatto da Bergamo, Insubordinazione da Gorizia, Plastica da Latina e mille altre ancora. Citarle tutte, però, non è il punto. Ciò che è fondamentale, invece, è rilevare ancora una volta, come il mondo HC/Punk fosse non solo DIY in tutto, edizioni musicali e stampa comprese, ma come ogni suo aspetto fosse permeato da un impegno politico-culturale, da una voglia di incidere sulla società, magari anche rifiutando in maniera talvolta candida certi schemi senza aver sempre una soluzione alternativa ben chiara, che non ritroveremo mai più all'interno di un movimento musicale italiano strutturato in modo analogo e con identiche pulsioni in ogni angolo del Belpaese. Molte della tematiche affrontate nei testi e sviluppate meglio sulle varie punkzine quali animalismo, alimentazione sana, etc., troveranno poi spazio proprio in questi ultimi anni. Inoltre, l'influenza sulla scena estrema del metal e sulla diffusione delle "nostre" fanzine è palese, come già ricordato nella puntata 1 della serie. Se recuperassimo un decimo dell'impegno sociale e di proposta di allora e lo affiancassimo ad una musica come la nostra, nata ribelle, forse staremmo tutti leggermente meglio; forse.

Per realizzare TVOR, noi utilizziamo solo il 10% delle nostre capacità mentali, già scarse.
Rottame & Maniglia



Elluis
Martedì 29 Marzo 2016, 17.56.40
21
@ok c'ero anch'io al Carroponte, la band di Frederiksen mi era piaciuta, gli Agnostic sono stati dei macigni come sempre, un'ora di puro devasto, mentre i NOFX li avrei presi a sberle, hanno fatto un concerto di merda a mio parere, pieno di interruzioni, battutine e cazzeggi vari tra di loro, che spezzavano di continuo il ritmo dello show. Biafra invece dovevo andare a vederlo al Legend, ad agosto 2015, ma quella sera non riuscii, caz' ! E cmq gli Agnostic sono già venuti gratis a una festa del PD, in provincia di Bergamo nel 2011.
ok
Martedì 29 Marzo 2016, 17.16.49
20
DRI di cosa parli scusa? ho visto nel 2014 NOFX+ Agnostic Front + Lars Frederiksen & The Old Firm Casuals a 25 euro a sesto san giovanni, nel 2015 li ho visti all'orion Agnostic Front + Strenght Approach a 17 euro. Jello Biafra lo vado a vedere in luglio a dresda biglietto 20 euro. i casualties suonano questa estate in germania e francia con biglietti tra i 16 e i 25 euro con gruppo di supporto. Beh ok meglio vedere gli iron o i metallica o i kiss a 80-100 euro . sinceramente che dire se per te si sono svenduti con questi prezzi bahh e stiamo parlando di alcuni gruppi top del punk e HC , la prossima volta li facciamo suonare gratis ok
mario
Martedì 29 Marzo 2016, 16.19.51
19
Ahah stavo confrontando cosi' per diletto i prezzi dei Kiss, Guns, Dream Theather e David Gilmour e quelli di alcuni gruppi punk....mado' che abisso.....comunque verra' il giornobe verrà' l'anno quando anche l'H.C. Punk...a testro, Verona e Pompei lo.. faranno....eheh ahahah
Elluis
Martedì 29 Marzo 2016, 13.15.01
18
Boh, io non sono molto d'accordo: I DK veri erano principalmente Biafra che gira tuttora nei club con i suoi "Guantanamo School...": per farti un esempio suoneranno ad agosto a Cervia e il biglietto costa 16€, che mi sembra un prezzo onesto; gli altri della band che in questi anni giravano col nome Dead Kennedys sono dei nessuno ! Anche gli Agnostic, così come i Sick Of It All e Biohazard, posso garantirti che hanno mantenuto il vecchio spirito, io ho avuto modo di fare quattro chiacchere in diverse occasioni con Stigma, Billy Graziadei e Craig Ahead e posso dirti che la passione per quello che fanno è autentica ! Sui Casualties non saprei dirti con certezza, conosco e mi piace molto la loro musica, ma non conosco loro come attitudine: in ogni caso loro sono arrivati parecchio tempo dopo le altre band sopra citate.
d.r.i.
Martedì 29 Marzo 2016, 12.22.42
17
Non italiane ma straniere: Dead kennedys, Agnostic front, Casualities così al volo...le italiane restano ancora con la mentalità giusta ma come dici tu si contano sulle dita di una mano
Elluis
Martedì 29 Marzo 2016, 11.18.33
16
@d.r.i. scusa ma a chi ti riferisci ? In Italia ormai le band hardcore "vere e pure" si contano sulle dita di una mano, mentre all'estero esiste ancora una discreta realtà ma ancora relegata all'underground, come è giusto che sia. In Italia oggigiorno Raw Power e i rinati Upset Noise, nonostante l'età non più verde dei singoli membri componenti, sono le uniche band che hanno mantenuto il giusto spirito di una volta: suonano tuttora in tutti i posti possibili (alcuni davvero improponibili), a prezzi più che popolari (5-10€), dov'è che sarebbero svenduti ?
d.r.i.
Martedì 29 Marzo 2016, 10.00.29
15
Quoto Lambru, ultimamente anche 'pilastri' dell'hc si sono svenduti e fanno prezzi da 'metal band'. Purtroppo la voglia di lottare è finita, per molti è così...solo per pochi lo spirito continua!
LAMBRUSCORE
Martedì 29 Marzo 2016, 5.49.01
14
@ok. Quello che scrivi in parte è vero. Per me però , l'impegno sociale sta nella testa di ogni persona, che sia dentro o meno al mondo musicale. Anche aiutare un amico in difficoltà ,senza farsi pubblicità, è impegno sociale. Certo di rockstar nel punk ce ne sono meno, rispetto al metal, comunque ti assicuro che girando per concerti, comprando dischi, conoscendo tanta gente negli anni, di sanguisughe, profittatori, persone pronte ad impegnarsi socialmente per le proprie tasche, ne ho conosciute anche nel mondo del punk /hc, come della musica in generale, fidati...
ok
Martedì 29 Marzo 2016, 1.27.59
13
che impegno sociale ha mai avuto il 90% del metal?? trombare delle fighe, farsi della birra , cazzeggiare con la moto,farsi dei trip mentali su elfi e spade. per favore il punk e l'HC è stata una cosa ben più seria del metal, infatti basta vedere quanti gruppi punk o HC si sono fatti la pila a differenza degli imbolsoniti metallari che continuano a spillare della pila ai poveri babbei che li ascoltano in concerto. i punk sono sempre stati antisistema. i gruppi metal a parte frangie estreme tipo black metal del sistema ne hanno sempre fatto parte. vedi gente come gli slayer, megadeth , metallica, e compagnia cantante che il loro bel conto in banca gonfio ce l'hanno.....i punk e HD non si sono venduti, si sono bruciati velocemente ma almeno hanno tenuto fede alla loro natura e ai loro propositi iniziali.
mario
Venerdì 25 Marzo 2016, 17.13.19
12
Bellissimo articolo, complimenti, si impara sempre qualcosa, soprattutto per me che sono quasi completamente digiuno di punk internazionale e nazionale, scoprire che l'Italia ha avuto tutte queste realta,alcune molto imortanti, che a quanto pare a leggere i commenti sono alcune di esse sconosciute anche ad ascoltatori di hardcore punk, e' una sorpresa tutta da scoprire la realtà' punk nostrana, piano piano ho cominciato ad apoassionarmi a questa musica che per troppo tempo ho snobbato.Mea Culpa.
klostridiumtetani
Venerdì 25 Marzo 2016, 16.39.40
11
Io stavo in un piccolo paesino di provincia, ma ricordo che nella seconda metà dei '70 era un brulicare di gruppi tra Ska, Punk, Skin, che nascevano come funghi. Per fare l'elenco completo di tutte le realtà nazionali dell'epoca credo non basti il database di Wikipedia
HIRAX
Venerdì 25 Marzo 2016, 14.01.05
10
GRANDISSIMO RAVEN Ho letto con attenzione e tantissime realtà non le conoscevo. Ottimo lavoro, grazie!
Raven
Venerdì 25 Marzo 2016, 10.54.37
9
Personalmente sono arrivato un po' prima all'HC punk che al metal, ed avevo anche numerose rarità italiane in vinile che, purtroppo, ho perso in circostanze sfortunate.
Elluis
Venerdì 25 Marzo 2016, 10.51.20
8
Grande @Raven, davvero un gran bell'articolo !! Un sacco di cose non le sapevo, la dovizia dei particolari e dei nomi è davvero notevole. Io posso dire che da giovanotto frequentavo ogni tanto Zabriskie Point, il negozio di dischi che Rottame aprì dietro via Torino a Milano. Aveva un bel po di dischi, cd e musicassette, alcuni erano dei pezzi rarissimi spesso di importazione, sia in campo metal che in campo punk/hardcore, ma i prezzi a volte erano davvero alti (ricordo un picture disc dei Metallica a tipo 50.000 lire). Il negozio era un po il punto di ritrovo degli SHARP, gli skinhead anti-razzisti (i nazi si ritrovavano altrove), e anche se ero metallaro, conoscevo qualcuno di loro e spesso ci facevamo una birretta insieme o anche solo quattro chiacchere..... Bei tempi !
Raven
Venerdì 25 Marzo 2016, 8.11.57
7
Mi fa piacere vedere che c'è ancora interesse per queste cose anche sulle nostre pagine. Metterò in cantiere la puntata 3
Red Rainbow
Venerdì 25 Marzo 2016, 0.04.10
6
Senza alcun retropensiero anagrafico legato all'epiteto (che peraltro si ritorcerebbe anche contro il sottoscritto ) ma solo per le virtù enciclopediche, Raven è ormai pronto per il ruolo di Plinio il Vecchio del metal e dintorni .... Devo proprio rimettermi a studiare e recuperare i frammenti di una scena che ho abbandonato troppo presto
Morlock
Giovedì 24 Marzo 2016, 17.33.56
5
l'hardcore rappresenta ad oggi un'orgoglio nazionale.....le band che nacquero tra la fine 70 primi 80 hanno fatto e fanno tuttora scuola...dico un nome su tutti NERORGASMO.....
d.r.i.
Giovedì 24 Marzo 2016, 16.43.00
4
Leggerò tutto con calmissima, intanto stra complimenti per il numero 2 della serie. In 30 anni di metal l'unico genere che non mi stanca mai è l'HC, per gli altri vado a cicli
LAMBRUSCORE
Giovedì 24 Marzo 2016, 16.33.55
3
Leggerò anch'io presto l'articolo, certi gruppi non li conosco ed altri non li ricordo, sicuramente è interessante.
Galilee
Giovedì 24 Marzo 2016, 16.27.04
2
Grande Raven, appena ho tempo leggerò con attenzione.
RedRoger
Giovedì 24 Marzo 2016, 12.42.28
1
Grandissimo articolo Raven !!!! Complimenti e soprattutto come non quotare la conclusione dello stesso....Il.metal , o almeno un certo tipo di metal , dovrebbe guardare al HC per recuperare impegno sociale , rabbia e voglia di ribellione ad una società che oggi come oltre 30 anni fa continua a far schifo.
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