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FATAL PORTRAIT - # 20 - Pantera
28/03/2016 (1635 letture)
Quindici brani, solo quindici pezzi per illustrare ciò che ha rappresentato una band importante come i Pantera, compito arduo a dir poco. Per "sdrammatizzare" si potrebbe pensare a una sorta di compilation, come quelle musicassette che da ragazzino registravo per gli amici -e per me stesso- onde poter dar loro un'idea dell'identità sonora del gruppo che volevo fargli conoscere; fortunatamente ne ho registrate a decine, per cui in fondo posso pensare di avere una certa familiarità con questo tipo di elenco. Certo, questo non mi impedirà di escludere canzoni che per alcuni sono basilari e magari di infilarne altre che a qualcuno sembreranno superflue, ma questo è il bello -e il brutto- della serie in questione per cui cerchiamo di non preoccuparci troppo e facciamo finta di scegliere dai vari CD le song che andranno a formare la tracklist della famosa cassettina di cui accennato, cercando di far sì che questa abbracci il più possibile le sonorità e lo stile che hanno caratterizzato i lavori dei quattro texani.

1. Power Metal
Anche se bisogna ammettere che qui da noi i Pantera vengono considerati -pure a livello di distribuzione discografica- solamente dall'album Cowboys from Hell in avanti, sarebbe un peccato non includere nella nostra ipotetica compilation qualcosa di uno dei loro album dell'era pre-thrash; in fondo Power Metal era il primo disco con la formazione definitiva, quindi facciamo un salto indietro nel tempo e vediamo da dove nasce un gruppo che, piaccia o no, stravolgerà negli anni '90 l'intero panorama metal. Phil Anselmo raggiunge i fratelli Abbott e il bassista Rex Brown nel 1986, quando la band ha già all'attivo tre album col precedente cantante, Terry Glaze. Il sound fino ad allora era votato ad un heavy metal a tratti venato di hard rock, ma dopo il fragoroso avvento sulla scena di dischi come Master of Puppets e Reign in Blood Darrell e soci si convincono che quella del thrash è la via giusta da seguire (da qui l'abbandono di Glaze e il conseguente arrivo di Phil): Power Metal è ancora un disco heavy, quasi proto-thrash, ma in esso è presente l'embrione dei Pantera che saranno. Come brano più rappresentativo possiamo scegliere la stessa title track, tutta riff e batteria sparata sulla quale il buon Anselmo dà un assaggio della propria estensione vocale fatta di uno screaming acuto che sarà ben presente anche sull'album successivo (vedi ad esempio Heresy, piuttosto simile alla stessa Power Metal anche nella struttura): come si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino...

2. Cowboys from Hell
Ed eccola qui, la canzone che ha segnato il punto di rottura dai vecchi Pantera per presentarci la versione "definitiva" del gruppo, quei Pantera 2.0 che verranno universalmente riconosciuti come i veri ed unici paladini del groove/thrash dei Nineties. Il testo è una dichiarazione di appartenenza: ebbene sì, siamo texani e orgogliosi di esserlo, sappiamo fare metal come nessun altro e, che vi piaccia o meno, siamo qui per spararvelo addosso con la stessa delicatezza di un pugno nello stomaco! E il risultato dà loro ragione, non c'è che dire. Il riff di chitarra iniziale, che in sede live sarà pre-registrato, fa da preambolo ad una scala a salire tanto semplice (?) quanto efficace, e dà vita a uno dei brani più amati del combo statunitense; potenza, velocità, tecnica e cuore: cosa chiedere di più ad una canzone thrash?

3. Cemetery Gates
Il lentone non può mancare in una compilation che si rispetti -non sarà nemmeno l'unico- quindi prendiamo quello più famoso contenuto in Cowboys from Hell (l'altro è la validissima The Sleep); il brano in questione tratta della perdita dell'innamorata da parte del protagonista, il quale non riesce a farsi una ragione del lutto subito e si pone delle domande che sembrano non avere alcuna risposta. Bello anche il video della song, che alterna un'esibizione on stage dei Nostri col funerale della ragazza in questione, storia ambientata ovviamente proprio in un cimitero. Cemetery Gates è famosa anche per chiudersi con un duello tra gli acuti incredibili di Phil Anselmo a cui fanno il verso le sei corde di Darrell per un risultato semplicemente magnifico. Assolutamente stupenda.

4. Domination
Una delle canzoni più caratteristiche del disco, Domination vede l'intera band esprimersi ai massimi livelli; il ritmo è trascinante, Vinnie Paul viaggia come un treno e suo fratello si esibisce in un assolo fenomenale come non mai, mentre Anselmo non si risparmia nemmeno per un secondo, cercando di non andare in affanno nello stare dietro ai propri compagni. Un classico della band amato da chiunque, un pezzo che come parte ti spinge all'headbanging più sfrenato, il quale trova nel finale cadenzato il proprio pieno motivo d'essere. Mitica la versione live registrata al Monsters of Rock di Mosca, di cui è stato anche prodotto un video in bianco e nero a dir poco esaltante.

5. Walk
Dopo aver preso una direzione musicale decisamente improntata al groove/thrash con Cowboys from Hell, il gruppo fa il botto col successivo Vulgar Display Of Power -titolo ispirato dal film L'Esorcista- infarcito di hit e riconosciuto universalmente come il loro lavoro più importante: ogni song ha una personalità marcata e quasi l'intera tracklist meriterebbe di essere menzionata (quanto dispiace dover lasciare fuori brani come A New Level, Mouth for War e Hollow) ma dovendo scegliere possiamo stare certi che un posto d'onore lo avrà questo brano: chi non conosce infatti il riff portante di Walk? Si tratta di un altro evergreen dei Pantera, immancabile ovunque si respiri musica pesante, sia che ci si trovi in un rock pub sia che venga diffuso nei tempi d'attesa di qualche concerto metal. Col suo incedere inarrestabile e marziale Walk ci mostra dei Pantera in splendida forma, artefici dell'ennesimo classico che non verrà mai più dimenticato, il cui ritornello "Re-spect, walk!" verrà cantato a squarciagola ad ogni live della band e successivamente in ogni luogo in cui venga suonata, basta che siano presenti almeno un paio di metallari; un altro brano immortale da tramandare ai posteri.

6. Fucking Hostile
A tutti è capitato di scoprire qualche gruppo fino ad allora sconosciuto ascoltandone per la prima volta una canzone: nel mio caso a battezzarmi è stata nientemeno che Fucking Hostile. Avevo da poco cominciato ad interessarmi al metal e un amico mi disse che dovevo assolutamente ascoltare una band americana che spaccava come poche altre; eravamo nella piazza del paese in una sera d'estate, lui aprì il baule dell'auto e alzò il volume della cassetta che girava nello stereo: quello che uscì dall'impianto della macchina ebbe su di me un effetto incredibile, una violenza assurda di note sparate a mille e quell'urlo finale "fucking/ fucking/ fucking/ fucking hostiiiiiiiiiile!!!!" distorto che faceva venire la pelle d'oca... sì, lo so, sono stato fortunato a conoscere il gruppo con un capolavoro simile, subito mi feci passare l'album e da allora i Pantera fanno parte della mia vita. Cosa posso aggiungere sulla canzone in questione? Un thrash venato di hardcore, un pezzo tanto breve quanto efficace e un livore palpabile... oppure, semplicemente, l'ennesimo capolavoro di Darrell e soci.

7. This Love
Altra semi-ballad, questa famosissima canzone è stata uno dei quattro singoli estratti dal best seller Vulgar Display Of Power. Essa è tutta incentrata sulla chitarra, che per la maggior parte del tempo si prodiga in una serie di delicati accordi per poi esplodere in un riff più potente non appena cambia lo stato d'animo del protagonista, arrabbiato e deluso a causa di una relazione finita male: a quanto pare il testo, scritto da Diamond Darrell, è autobiografico e tratta di una storia sofferta che lo ha segnato profondamente. Phil lo interpreta perfettamente dapprima con un cantato pulito e poi con uno scream potente e isterico a seconda delle necessità, ovviamente sempre in perfetta sincronia con le diverse parti strumentali.

8. Strength Beyond Strength
Strength Beyond Strength è quello che deve essere l'opener di un album dei Pantera: violenta, veloce e cattiva. Quando ascoltai per la prima volta Far Beyond Driven ero rimasto comprensibilmente un pochino spiazzato, era per certi versi più duro rispetto al lavoro precedente e in qualche modo addirittura "freddo": sicuramente mi colpì immediatamente la song d'apertura, col suo riff iniziale tagliato e cucito addosso ad un drumming devastante in cui Vinnie dà il meglio di sé e con un Anselmo disperatamente furioso, un sound metallico quasi industrial che permea l'intero album e particolarmente evidente in un pezzo come Becoming (in ballottaggio con Strength Beyond Strength fino all'ultimo, ma purtroppo bisogna inevitabilmente escludere qualcosa in favore di altro). Forse non si tratta di una canzone indimenticabile, ma per un motivo o per l'altro la includerei in un best of della band in quanto rappresenta bene il momento degli statunitensi di metà anni '90 e racchiude il mood del disco sia nella sua parte più violenta che in quella più "compassata" -se così si può dire di questo disco.

9. I'm Broken
Spesso il termine "commerciale" viene inteso in senso dispregiativo, tanto più se usato nel una contesto metal, ma se c'è un brano che possa essere definito così in Far Beyond Driven è proprio questo: ciò non significa che sia una canzone che la tipica casalinga di Voghera possa ascoltare per radio mentre prepara il pranzo, ma comunque il suo ritornello è -per chi è avvezzo alla musica metal- di facile presa e una volta entrato in testa non se ne andrà mai più. Il ritmo è ben scandito, la batteria segue un andamento abbastanza regolare -pur senza che Vinnie Paul debba rinunciare a qualche sortita con la sua celebre doppia cassa- e il grosso del lavoro è affidato come sempre ai geniali riff di Darrell: anche qui il chitarrista trova una soluzione tanto semplice quanto efficace per dar vita a un pezzo che diventerà fin da subito uno dei più popolari della band. Sicuramente immancabile in una ipotetica playlist del combo originario del Texas.

10. 5 Minutes Alone
E chi non conosce il riff semplice e il drumming cadenzato di 5 Minutes Alone? Il brano, oltre ad essere uno dei più celebri di Far Beyond Driven e dell'intera discografia della band, veniva mandato in heavy rotation su Mtv magari dopo una Black Hole Sun (bei tempi): a proposito del video, è bellissimo nella sua semplicità, specie nelle soggettive in cui si vedono le mani dei musicisti che viaggiano sulle corde di basso e chitarra. C'è poi una storia abbastanza divertente dietro al titolo del pezzo: pare infatti che durante un concerto del gruppo di spalla ai Megadeth in quel di San Diego, un ragazzo avesse deciso di contestare la band tanto che gli stessi Pantera interruppero lo show; Phil allora gli fece notare che era l'unico idiota su 18000 persone a rompere l'anima invitandolo a levarsi di torno: il risultato fu che alcuni fan gli saltarono addosso e lo allontanarono. Dopo che quest'ultimo andò a piangere a casa e fece una denuncia legale, il padre del rompiballe si lamentò col manager in persona dicendo con fare minaccioso qualcosa tipo "Give me five minutes with that Phil Anselmo, guy. I want to whup his ass!" Ecco spiegato il titolo della canzone, ma una domanda mi ronza in testa fin da quando venni a conoscenza della storia: non sarebbe stato meglio se quel tizio fosse andato a vedere una qualche boy band quella sera invece di scassare le scatole a Phil & Co?

11. The Great Southern Trendkill
Che sorpresa quando passando davanti alla vetrina del piccolo negozio di dischi che frequentavo vidi una copertina su cui campeggiava un crotalo incazzatissimo sovrastato da un logo rosso che ben conoscevo: entrai dentro e ne uscii con quello che diventerà uno dei miei album preferiti... e che botta appena messo nel lettore! La rabbia, la cattiveria, la violenza pura messa in note: spaventoso l'urlo in apertura e tutto il vocalism di questa magnifica opener, non poteva esserci modo migliore per cominciare l'ascolto dell'album omonimo, a parere di molti -compreso il sottoscritto- il più aggressivo, cupo e violento del gruppo. Si parte a mille, si bastona come non mai menando mazzate su mazzate alla velocità della luce e senza dare minimamente respiro all'ascoltatore; tutto questo livore va a creare un magnifico contrasto col finale relativamente calmo affidato a un giro di chitarra ripetuto fino al fade out che conclude il pezzo... una botta assurda!

12. Floods
Pezzo atipico, monolitico e pesante, fangoso come le paludi della Louisiana -da dove Anselmo, ai ferri corti coi propri compagni, registrò le parti vocali dell'album- Floods è una piccola grande gemma incastonata nella discografia della band; ciononostante i primi ascolti non risultano semplicissimi, il brano ha una lunghezza di non poco conto (si arriva quasi a toccare i 7 minuti) e presenta un sound opprimente e davvero greve, ma una volta apprezzato proprio per la sua originalità non se ne andrà mai più dal vostro cuore. La negatività che pervade il pezzo entra nelle ossa come l'umidità delle malsane paludi di cui detto, l'aggiunta di effetti come temporali e pioggia aumenta ulteriormente questa sensazione sgradevole per la quasi totalità del brano stesso, finché non arriva il tanto atteso spiraglio di luce (seppur tra scrosci d'acqua torrenziali): si tratta dell'assolo finale di chitarra (concepito da Darrell sul finire degli anni '80 e tenuto nel cassetto fino ad allora), tra i più belli mai composti da essere umano, relativamente semplice e forse proprio per questo assolutamente perfetto, poco meno di 1 minuto di Paradiso in Terra, una delle cose più soavi mai sentite dalle mie orecchie; non riesco a descrivere quello che ho provato la prima volta che lo ascoltai, ricordo brividi lungo la schiena e lacrime agli occhi, e la cosa più bella è che ogni volta l'effetto che ha su di me è lo stesso di allora. Davvero, se voglio bene a una persona le auguro di provare almeno una parte di quello che provo io ogni volta che ascolto questa poesia in musica; Darrell, con incredibile umiltà, a proprosito del solo dichiarerà: ...the thing that really makes the Floods solo come across like it does is Rex's playing behind it. He's using his fingers and he plays a whole bunch of cool licks and shit in there. He definitely adds to the vibe and feel of my lead because I'm playing off his part a lot it was a great foundation for me to build on, man..." Chapeau.

13. Suicide Note (Pt. I & Pt. II)
Ok, teoricamente sarebbero due canzoni distinte ma effettivamente sono unite tra loro, il che ne fa un'unica composizione... e poi sarebbe un sacrilegio dividere questi gemelli siamesi che più diversi non potrebbero essere. Perché? Perché si completano l'uno con l'altro, fanno parte di un quadro assolutamente perfetto dipinto con maestria da degli ispiratissimi Pantera. La Pt. I è forse la canzone più sperimentale che la band abbia composto, e questo non fa che aumentarne il già grande fascino: la sua struttura è affidata a una chitarra acustica a 12 corde con un sottofondo di tastiere in reversed e la voce di Phil tra il malinconico e il disilluso, il tutto ammantato da un alone ipnotico che rilassa l'ascoltatore senza dar modo di prepararlo minimamente alla Pt. II, e qui sono mazzate. La traccia è furiosa come poche altre, Dimebag sembra far urlare la sua Dean, tra riff frenetici e assoli al fulmicotone, ma è forse lo screaming di Phil a spaventare più di ogni altra cosa: una prestazione annichilente portata avanti giungendo fino al limite della propria ugola, e in particolare è l'ultimo disperato urlo sul finale di canzone a lasciare senza parole; se ascoltandolo non venite investiti da un profondo sentimento di pura rabbia e da un improvviso istinto omicida vuol dire che avete sbagliato genere musicale, poco ma sicuro.

14. I Can't Hide
Pezzo "ignorante" come pochi altri, I Can't Hide è uno dei due inediti presenti su Official Live: 101 Proof; ok, non sarà un classico della band, ma sicuramente vale la pena includerlo in un'antologia dedicata ai texani, e non solo per la particolarità di essere stato piazzato come studio track su un album dal vivo: per il sottoscritto è come se si trattasse di una piccola chicca, la bonus track della situazione. Musicalmente è una forza, Rex con i suoi giri di basso forsennati è protagonista assoluto e il suo compare di sezione ritmica Vinnie Paul lo accompagna come meglio non potrebbe. La song ha un incipit dall'attitudine squisitamente punk per poi scatenarsi con chitarre sparate e un Phil che appare sinceramente arrabbiato; l'assolo di Darrell poi è la solita goduria per i padiglioni auricolari di ogni metallaro, ma questa non è certo una novità, vero?

15. Revolution is My Name
Nel 2000 i Pantera sono purtroppo prossimi alla fine della loro avventura, Anselmo è sempre più preso dal progetto Down e i rapporti tra i membri della band non sono certamente idilliaci; il gruppo se ne esce con quello che sarà l'ultimo album in studio il quale, seppur presenti qualche episodio valido, non ottiene i risultati auspicati. Tra le canzoni che ne compongono la tracklist spicca senz'altro per bellezza e attitudine Revolution is My Name, l'episodio più riuscito di questo platter. Una canzone che vuol rivelare le radici del metal, concetto ancor più chiaro se si guarda il video promozionale, il quale ripercorre con l'ausilio delle immagini le diverse epoche vissute dai Nostri: dalla nascita negli anni '60 -rappresentati da filmati della guerra in Vietnam o dalla locandina del cult movie Rosemary's Baby- al periodo dell'infanzia con la scoperta della "musica vera" nei '70 tramite gli album seminali di gruppi come Led Zeppelin e ZZ Top (senza tralasciare il giusto tributo ai maestri Black Sabbath e ai veterani Motörhead), l'ammirazione per i KISS -è risaputo che l'idolo del giovane Darrell fosse proprio Ace Frehley- e la genesi del genere metal stesso, il tutto in chiave ironica grazie all'interpretazione di quattro baby-Pantera con tanto di barba e strumenti musicali. L'uso delle cowbell da parte di Vinnie Paul ne aumenta l'appeal tipicamente sudista, una costante per i Pantera, gli unici e soli cowboy infernali.

CONCLUSIONI
Nessuno pretende di avere la verità in tasca e -come ribadito più volte- ho voluto interpretare questo articolo come se fosse stata un'ideale raccolta che avrei registrato a un amico che mi avesse chiesto una compilation dei brani più rappresentativi dei Pantera: questo è quello che sarebbe uscito, pur consapevole di aver omesso brani conosciutissimi in favore di qualcun altro che magari potrà anche essere "minore" rispetto ad altri più blasonati, ma che a mio avviso meritano visibilità. Ho un solo, enorme rimpianto, non aver avuto la possibilità di vedere questa magnifica band dal vivo; nel 2001 avevo il biglietto del Tattoo the Planet Tour (nel bill c'erano pure gli Slayer!), ma in seguito agli attacchi dell'11 settembre i texani diedero forfait lasciandomi amareggiato e deluso: questo è l'unico dispiacere che mi abbiano mai dato i Pantera, una delle band più importanti e significative dell'intero universo metal.



Argo
Giovedì 14 Aprile 2016, 10.54.09
19
Grande band, grandissimo chitarrista.
Rob Fleming
Giovedì 14 Aprile 2016, 10.32.29
18
Boh? Al MoR del '92 c'ero anch'io, ma non li ricordo proprio. Ho guardato il cartellone. Han suonato per primi. A sto punto devo essere arrivato quando avevano già terminato. Piuttosto li ho visti a Milano il 6/6/98 all'epoca della prima reunion dei Black Sabbath. Un'ora imbarazzante in cui avranno suonato sì e no 30 minuti e per altri 30 Anselmo "monologò" in una lingua sconosciuta anche agli stessi anglofoni
mario
Venerdì 1 Aprile 2016, 17.40.03
17
A me invece Anselmo sta simpatico, quando se ne esce con le sue megacazzate, soprattutto ultimamente dcstena sempre un putiferio di puritanesimo davvero divertente di santerellini della minchia, che non vedono l'ora di mostrare quanto la loro band spacca.... la cacca, chi ha parlato dei Machine Head e del suo santino paraculone?.Flynn non ti affannare troppo , tanto la "Pantera", vi sbranera' sempre.
Mic
Venerdì 1 Aprile 2016, 17.22.11
16
A me piace solo Cowboys. Poi quella specie di nu-post-thrash che hanno inventato quasi mi irrita. Così come il personaggio Anselmo che mi sta proprio sulle balle. Gusti personali
Matocc
Giovedì 31 Marzo 2016, 20.16.28
15
il concerto del Monsters of Rock di Reggio Emilia si trova in Dvd sulla ristampa per il 20ennale di VDOP fighissimo!
terzo menati
Giovedì 31 Marzo 2016, 18.46.09
14
Anche io li vidi a quel monsters e in quegli anni stravedevo per loro. Poi ho visto diverse volte il concerto che trasmisero su videomusic a santo Stefano e che conservo ancora in vhs. Anselmo animale nel vero senso della parola, che continuava a soffiarsi il naso alla ciclista con tanto di caccole sparate a mó di pallottole, poi bellissimo il siparietto di un alticcio Diamond che entrò sul palco senza essere invitato a cantare il coretto di down boys dei warrant con un divertito Jamie. Poi li ho mollati già il successivo far Beyond mi e' sempre piaciuto il giusto niente più
Elluis
Giovedì 31 Marzo 2016, 18.32.23
13
Io li vidi al Monsters di Reggio Emilia, ma non me li cagai più di tanto perchè ancora non li conoscevo per niente, però mi rimasero impressi dalla cattiveria dello show che fecero. Poco tempo dopo scoppiò la mia malattia per i Pantera. Li rividi anni dopo al Forum di Assago (mezzo vuoto) nel tour di Reinventing.... dove Anselmo era grassissimo, sfattissimo e obiettivamente fece un concerto abbastanza penoso, continuamente interrotto dopo ogni canzone, perchè si vedeva che Phil proprio non ce la faceva, al contrario del resto della band che spaccò davvero il culo. Ricordo che quella volta fecero tutti i pezzi un po più rallentati, e per esempio su Domination tagliarono l'inizio e fecero solo il pezzo centrale che notoriamente è più rallentato dell'inizio furioso della song, tanto Anselmo non sarebbe stato in grado di reggerlo. Quella fu l'ultima volta che li vidi, anch'io sarei dovuto andare nel 2001, ma come già detto da @Matocc il tour saltò in seguito all'attacco alle torri gemelle appena pochi giorni prima.
simo
Giovedì 31 Marzo 2016, 18.00.24
12
Quanto invidio tutti quelli che li hanno visti live,causa forze maggiori non mi é stato possibile!
Reyals
Giovedì 31 Marzo 2016, 17.16.36
11
Visti al MoR del 1992 dove ancora non li conoscevo affatto. Dopo il concerto non li ho più abbandonati ma non ho avuto la fortuna di rivederli dal vivo. sigh!...
AL
Mercoledì 30 Marzo 2016, 11.08.48
10
ho ancora a casa il poster del concerto di Milano del tour con i Satyricon... trovato fuori dal forum di assago.. che ricordi! che band!
Arrraya
Martedì 29 Marzo 2016, 22.10.44
9
Tra quelli che hanno abbracciato Anselmo e Darrell, la mattina a Reggio Emilia, appena sbucati dal bus diretti all' arena. MoR 1992
Belphegor
Martedì 29 Marzo 2016, 20.15.04
8
Visti al Forum Assago, fantastici plettro Diamond Darrell compreso
Lizard
Martedì 29 Marzo 2016, 19.35.42
7
Visti nel 1998 e mi mangio ancora le mani per il 1992... comunque difficilissimo scegliere nella loro discografia. Anche a me Mouth for War piace moltissimo, ma è anche perché tutto sommato Vulgar Display of Power è il disco a cui sono più affezionato. Comunque, band che ha segnato la storia e che ha lasciato un ricordo e un rimpianto in tutti. R.I.P. Darrell.
Hellion
Martedì 29 Marzo 2016, 17.54.29
6
Ricordo ancora la magnifica estate del 1992. Visti al Monsters of Rock, visti a Milano nel 95 e nel 98.
Matocc
Martedì 29 Marzo 2016, 17.52.17
5
@ fox: thanx ma gli slayer non erano i sostituti erano co-headliner coi pantera ho ancora il biglietto e ci sono entrambi...
Metal Shock
Martedì 29 Marzo 2016, 17.36.39
4
Io ho invece avuto la fortuna di vederli a Milano nel tour di Far beyond driven se non mi sbaglio, e fu uno spettacolo notevole. Nella lista ovviamente mancano molti brani famosi ma mettendone solo 15 e` davvero difficile indicare quali brani mettere al discapito di altri ma io Mouth for war l`avrei messa tutta la vita. IMMENSI PANTERA!!!!!!
mario
Martedì 29 Marzo 2016, 16.49.30
3
Grandissimi Pantera. Idem per me che li ho visti che ero un pischello di quasi 13 anni l'unica volta per fortuna nel 2001, che bomba di band per la miseria, gaso alle stelle.Complimenti a @Matocc per la scelta dei brani, anche io avrei scelto gli stessi.Ne approfitto per ricordare col cuore il grande Dimebag Darrell.Quella assurda morte prorio non ci voleva.R.I.P.
Fox
Martedì 29 Marzo 2016, 16.16.03
2
Anche io, caro Matocc, ho avuto l'unica occasione di poterli vedere dal vivo nel concerto del 2001, e mi ricordo che il live è stato rinviato di un mese proprio per la dipartita dei Pantera -sostituiti appunto dagli Slayer-, tutt'oggi ne ho il rammarico, nulla togliendo alla fenomenale prestazione di Araya &co. Tornando all'articolo devo complimentarmi perché si vede che è stato scritto con passione da chi ha vissuto come me quegli anni in totale adorazione nei confronti di Phil e soci.
Rejection
Martedì 29 Marzo 2016, 12.16.30
1
Grande articolo e grandi Pantera, una delle mie band preferite! Li ho conosciuti a partire da "5 minutes alone", l'album che preferisco rimane CFH
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Revolution is My Name
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