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IL TEATRO DEGLI ORRORI - Retronouveau, Messina (ME), 25/03/2016
30/03/2016 (1210 letture)
Non capita certo molto spesso di dover fare pochi chilometri per vedere un concerto, per chi ascolta un certo tipo di musica e, abitando a certe latitudini della nostra penisola, è costretto a pensare di farne sempre centinaia per vedere qualcosa di interessante. Di tanto in tanto, però, accade. Nella fattispecie, l'esibizione messinese de Il Teatro Degli Orrori al Retronouveau, meno di cinque chilometri da casa mia, mi offre la sponda per una comoda trasferta in casa, se così si può dire.

UN PADRE NOSTRO A SANGUE FREDDO
Arrivo al locale intorno alle 22,00 e la sala è ancora sguarnita di presenze, ma col passare dei minuti appare chiaro che si andrà verso il "tutto esaurito". Quando Il Teatro Degli Orrori sale sul palco, intorno alle 23,20, si nota infatti gente assiepata in ogni spazio disponibile. Sia sull'unico lato libero dello stage, che ovunque sia possibile posizionarsi, scale comprese. Schierati col 3-2-1, per usare una metafora calcistica, i ragazzi attaccano subito con una raffica di estratti da Il Teatro degli Orrori e due cose sono subito chiare: la prima è che Pierpaolo Capovilla si conferma immediatamente trascinatore carismatico e una presenza molto fisica sul palco (per lui anche un passaggio sopra il pubblico in delirio, vedi foto) e la seconda che l'audience sarà in grado di garantire parecchio "movimento" in sala fin dalle prime note del live-set. Su questo aspetto, comunque, torneremo brevemente in sede di commenti finali. Disinteressati e Indifferenti si dimostra ottima per aprire un concerto stabilendo subito una certa atmosfera in sala, con la gente che risponde rapidamente sbattendosi in maniera adeguata. La Paura mantiene il pathos iniziale, così come la prima parte del concerto dedicata, giustamente, al nuovo disco. Qualcuno in sala si lamenta del volume della voce troppo basso e dal mio punto di osservazione mi sembra di notare anche che le chitarre non siano settate perfettamente rispetto al volume del basso, ma va detto che ero posizionato molto lateralmente, quindi non certo in una zona ottimale per fare valutazioni di questo tipo con la certezza di dire la cosa giusta. Fin qui, testi e frontman in primo piano, con i musicisti ancora mezzo passo indietro, tranne Francesco Valente, autore di un lavoro eccellente per tutta la serata e vero punto di forza del gruppo, al di là di Capovilla. Come sempre accade, però, sono i pezzi più sedimentati nell'esperienza e nella memoria ad essere più facilmente riconosciuti, identificati come parte della propria esperienza e vissuti in modo più viscerale. Dopo una versione "forte" di Benzodiazepina, tocca a E' Colpa Mia scatenare definitivamente sia la gente del pubblico, che risponde alle sollecitazioni con generosità, che la band stessa, sempre più coinvolta nell'esibizione. Specialmente col duo Mirai/Favero che entra sempre più nel mood della serata dopo un avvio più distaccato. Il finale amarissimo sulle parole "Ci pensi figlio mio? Un giorno tutto questo sarà tuo", mette con la solita efficacia il sigillo su un fallimento generazionale che non so quanto sia stato compreso dalla maggioranza dei presenti, ma che indubbiamente è almeno in parte colpa di chi ha più di 40 anni oggi. Altro blocco dedicato al nuovo CD con Lavorare Stanca, Il Lungo Sonno e Genova e, analizzando i pezzi tratti da Il Teatro degli Orrori separatamente dal resto, si nota chiaramente un substrato di rabbia maggiormente evidente, che poggia sull'uso più tagliente della parola recitata e di un tappeto musicale più massiccio rispetto al passato. Purtroppo, quel "potrebbe piovere" è una certezza, non una possibilità. Seconda parte del concerto dedicato al passato, con un'ottima versione di Padre Nostro, Majakovskij e A Sangue Freddo. Poi Compagna Teresa e Scende la Notte,intervallate da Non Vedo L'Ora, prima dei bis finali.

E' COLPA... NOSTRA
Serata che passa dunque in archivio sotto la voce: "Quelle Ben Spese". Locale accogliente, ristrutturato e portato completamente a norma alcuni anni fa, che dispone di spazi esterni fruibili, di un palco attrezzato di dimensioni compatibili con quelli della sala, con amplificazione adeguata e luci di buon livello, di un attiguo camerino per gli artisti e di una buona organizzazione generale. Per quanto riguarda Il Teatro Degli Orrori, band che si conferma molto fisica, concreta, fatta di buoni musicisti (il batterista farebbe comodo a parecchi gruppi del nostro giro) e di un front-man carismatico e capace di scrivere testi di alto profilo. Questi, sembrano sempre più assumere una veste importante nell'economia della musica del Teatro e non vengono affatto posti in secondo piano dall'impatto notevolmente accresciuto della musica in sede live. Ciò anche per merito di una certa capacità recitativa di Capovilla. L'ennesima conferma, insomma, di una realtà italiana di grande spessore. C'è però un'ultima considerazione da fare, purtroppo per noi. Due cose sono state evidenti a margine della serata: che la sala traboccava letteralmente di pubblico e -soprattutto- che questo non ha fatto altro che sbattersi in blocco dall'inizio alle fine, almeno per ciò che attiene alla parte posta di fronte al palco, che potete vedere e valutare nei numeri dalla foto a corredo dell'articolo. Ultimamente, invece, mi capita sempre più spesso di frequentare eventi metal con poca gente presente. Certo, Il Teatro Degli Orrori è sicuramente meno di nicchia della maggioranza dei gruppi metal ed il locale generalmente frequentato anche da gente non strettamente appassionata di un certo tipo di musica, d'accordo, ma questo non spiega tutto. Cosa ancora più grave, però, è che il pubblico di molti degli ultimi concerti metal underground era fatto di dieci/venti persone che si sbattevano sotto il palco ed il resto era intento ad osservare immobile o, peggio ancora, a farsi gli affari propri addirittura fuori dal locale. Il metal dal vivo e non, invece, dovrebbe essere caratterizzato dalla massima partecipazione fisica viscerale, totale e totalizzante, qualcosa che esprime sempre e comunque forza di coinvolgimento e sudore; sempre! Ma sembra che anche in questo si perda sempre più di intensità. Non un bel segnale.

SETLIST UFFICIALE IL TEATRO DEGLI ORRORI
1. Disinteressati e Indifferenti
2. La Paura
3. Cazzotti e Suppliche
4. Benzodiazepina
5. E' Colpa Mia
6. Lavorare Stanca
7. Il Lungo Sonno
8. Genova
9. Padre Nostro
10. Majakovskij
11. A Sangue Freddo
12. Compagna Teresa
13. Non Vedo L'Ora
14. Scende la Notte

---Encore---

15. Maria Maddalena
16. Slint
17. Vivere e Morire a Treviso



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