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L‘ARCHIVIO DELLA ‘ZINE - # 21 - Rainbow, Venom, Van Halen, Megadeth, Grave Digger e...
30/03/2016 (1608 letture)
Inizia la primavera, finisce la trimestralità Gennaio - Marzo riguardante la rubrica L'archivio della 'Zine. Questa volta nello specifico piatto particolarmente ricco sia per quantità, che per qualità. Accanto ad un discreto numero di recensioni assolutamente nuove riguardanti gruppi più o meno importanti, ma meritevoli di essere trattati (Machine Gun Kelly, E-Force, Laaz Rockit ed altri), molti nomi di primissimo piano. Per loro, sia recensioni completamente nuove, come ad esempio per i Van Halen, che rifatte integralmente per renderle adatte alla qualità di scrittura -concedeteci questa piccola immodestia- che da anni ci contraddistingue. In particolare, riflettori accesi sui Megadeth. Come sempre, tutto diviso per generi (quattro in questo caso, più o meno "polposi"), in modo da facilitarvi la lettura e con le solite anteprime degli scritti. Buon divertimento.

HARD ROCK
Rainbow - On Stage (Rifatta)
Prima di parlare del disco in questione, vale la pena di sottolineare come la formazione che realizzò questa pietra miliare dell’hard rock di sempre, sia una delle più importanti e tecniche che quella decade vide all’opera. Dopo la sua fuoriuscita dai Deep Purple, non tutti avrebbero scommesso su una carriera luminosa da parte di Ritchie Blackmore al di fuori della band che lo aveva imposto come il chitarrista hard rock per antonomasia. La storia dei Rainbow, però, smentì queste fosche previsioni

Y&T - Contagious
Il disco di cui ci occupiamo oggi, Contagious, uscì proprio nel periodo in cui la band fallì la scalata finale alla gloria e alla fama mondiale; anzi, con questo prodotto, datato 1987, e successivo a due dischi non particolarmente apprezzati dal pubblico, quali In Rock We Trust (1984) e Down for The Count (1985), il gruppo si giocava probabilmente lultima cartuccia ancora disponibile.

Van Halen - Tokyo Dome Live in Concert
L’importante è potersi godere la chance di ascoltare ancora una volta i Van Halen catturati on stage. Certo il tempo passa, i bassisti e i cantanti pure ma il quartetto, con un Michael Anthony in meno e un Wolfgang Van Halen, al basso e cori, continua a sprigionare il consueto miscuglio di energia, tiro vigoroso, talento e musica con le palle da oltre trentanni.

Machine Gun Kelly - Lady Prowler
Una signorina malintenzionata, armata di tacchi e mitragliatore, fa capolino sulla copertina del secondo album dei nostrani Machine Gun Kelly, andando a ben rappresentare il titolo del disco: Lady Prowler. La band savonese, dopo ben quattordici anni di carriera spesa fra tante date live, alcune demo ed il primo full-length autoprodotto di quattro anni fa intitolato No Place to Hide, torna a proporre il suo hard rock di matrice ottantiana ad alto numero di ottani.

THRASH
Megadeth - Cryptic Writings (Rifatta)
Cryptic Writings, un titolo quanto mai azzeccato verrebbe da dire oggi e -a maggior ragione- ai tempi della sua uscita, quando i fan di MegaDave infilarono non senza qualche patema nel proprio lettore l'album in questione. Siamo nel pieno della decade successiva a quella degli anni d'oro del thrash e i Megadeth hanno chiaramente deciso di ammorbidire il proprio sound; in realtà la cosa era già apparsa evidente col pur valido Youthanasia e, in parte, già addirittura con Countodown to Extinction

Megadeth - Killing Is My Business... and Business Is Good! (Rifatta)
Ascoltando le otto tracce che compongono l’album si possono subito notare due cose: la prima è che l’obiettivo di Mustaine di surclassare i suoni nemici in termini di violenza, tecnica e velocità può dirsi raggiunto, le canzoni hanno tutte una malignità distruttiva che trasuda da ogni nota, il tutto è suonato con una perizia strumentale fuori dal comune e caratterizzato da una complessità degli arrangiamenti che non aveva eguali nel panorama thrash dell’epoca.

Megadeth - So Far, So Good...So What! (Rifatta)
So Far, So Good... So What! è uno dei dischi più sporchi, bui e punk dei Megadeth. È un album che parla di rabbia, di sconfitta, di sofferenza e di desiderio di rivalsa, nato in un periodo di deriva personale e psicofisica del duo Mustaine-Ellefson. I Megadeth sono al picco della propria opera di autodistruzione: perennemente drogati, incazzati, frustrati, ma sempre vogliosi di imporre sé stessi al mondo. Il risultato è un disco incompiuto

E-Force - Evil Forces
L'album è un concentrato di thrash metal con reminiscenze voivodiane, non poteva essere altrimenti; la voce di Eric è furiosa e aggressiva senza però disdegnare quelle armonie note nella ben più famosa band canadese, le chitarre sono cattive e ben supportate dalla sezione ritmica nella quale Luis Levesque alla batteria fa un ottimo lavoro.

E-Force - Demonikhol
Eric si è concentrato sui difetti del lavoro precedente e li ha ovviati, accorciando decisamente la lunghezza dei brani e mantenendo sempre la formula degli undici brani, con una riduzione complessiva di un buon quarto dora, che in un disco di base thrash classico rende innegabilmente più fruibile il risultato finale. Per questo disco, allo storico batterista Krof, si affianca il solo Eric Forrest con la consueta formula voce e basso, a cui aggiunge la stesura e la registrazione delle linee ritmiche di chitarra elettrica. Per i solismi, invece, i canadesi si sono concentrati su alcune "ospitate" d’eccellenza, tra cui spicca il nostro grande Antonello Giliberto

HEAVY/POWER/PROG
Laaz Rockit - City`s Gonna Burn
Pur essendo certamente conosciuta ed apprezzata da quasi tutti gli appassionati di thrash metal, la band di San Francisco non ha mai raccolto in proporzione a quanto seminato. Se è vero che dischi come Know Your Enemy, Annihilation Principle e Nothing$ $acred sono irrinunciabili per ogni thrasher che si rispetti, i Lääz Rockit degli inizi non avevano ancora le idee chiare o, per meglio dire, la maturità necessaria per esprimersi su quei livelli.

Grave Digger - Heavy Metal Breakdown (Rifatta)
I Grave Digger degli inizi erano molto diversi da quelli odierni e, forti di un approccio violento ed immediato come pochi nel campo dell’heavy più o meno tradizionale, rappresentavano una delle band più crude ed aggressive disponibili su piazza nella prima metà degli anni 80. Il becchino tedesco, nelle fasi iniziali della sua storia, pestava davvero durissimo, ed era quindi considerato fonte di autentica felicità dai metallari più intransigenti dell’epoca

Last Frontier - Theta Healing (Through the Poison) - (Reissue)
Dall’autoproduzione del primo lavoro, i Nostri hanno fatto qualche passo in avanti, riuscendo a stringere un accordo con la tedesca MDD Records per la distribuzione fisica del secondo album e con la iMusician per quella digitale. Pubblicato il 31 ottobre 2014, Theta Healing (Through the Poison) è stato ristampato a circa un anno di distanza dall’italiana Revalve Records.

Brocas Helm - Black Death
Chi si ricorda dei Brocas Helm? Pochi appassionati, probabilmente. Quartetto californiano nato nei primi anni 80 a San Francisco, in quella Bay Area che allora era in pieno fermento per la nascita di un certo genere musicale noto poi come thrash metal, non hanno avuto molta fortuna fra case discografiche e problemi di vario genere. Eppure, esattamente come l'elmo (custodito nella Torre di Londra) da cui hanno tratto il nome, hanno mostrato durezza e caparbietà

Shadowkiller - Slaves of Egypt
La matrice principale da cui parte il sound degli Shadowkiller è quella del power metal a stelle e strisce, niente doppia casa a martello e cori roboanti in stile europeo quindi, ma up-tempos rocciosi in cui la ricerca melodica non sta nel solo ritornello ultra-catchy, ma parte dal riffing in pieno stile heavy tradizionale a cui viene iniettata una dose extra di energia, velocità e potenza. La strada è stata aperta dal mai abbastanza incensato Mark Reale con i suoi Riot e percorsa da tanti nomi importanti fra cui spicca quello dell’influenza forse più importante sul sound degli Shadowkiller

Venom - Welcome To Hell (Rifatta)
Scommetto un occhio della testa che molti di voi lettori, aperta la recensione in questione, avrà storto il naso e gridato allo scandalo per aver trovato la dicitura heavy metal in calce alla disamina del primo album dei seminali Venom, ossia quel Welcome To Hell datato 1981 che tanto scalpore destò all’epoca della sua pubblicazione, per i più svariati motivi: la musica heavy metal alla Judas Priest con suoni grezzi e un cantato acido ed estremo, la copertina altamente esplicita per i canoni dell’epoca, l’estetica stessa della band

Mantas - Winds of Change
Winds of Change è l’album che non ti aspetti. Non per un discorso prettamente musicale, quanto più per il fatto che la mente celata dietro all’intero progetto altri non è che quella di Jeffrey Dunn, meglio noto al pubblico con lo pseudonimo di Mantas. Quello stesso Mantas divenuto famoso per essere l’autore dei feroci e sporchi riff di chitarra da sempre vero e proprio marchio di fabbrica della sua storica band: i Venom.

HARDCORE
Sick of It All - The Last Act of Defiance
Per descrivere le leggende dell’hardcore newyorkese Sick Of It All, una parola davvero adatta potrebbe essere instancabili; con una lunga carriera giunta alla considerevole soglia dei 30 anni, il quartetto del Queens non si placa, mostrando tutt’altro che segni di cedimento. Guardandoci intorno, è facile capire perché una band come questa sia ancora in circolazione: il mondo potrà anche essere cambiato drasticamente dagli anni del loro esordio, ma di certo gli argomenti su cui scrivere non sono mai mancati

VERSO L'ESTATE, ED OLTRE...
Anche per questa volta abbiamo concluso. Un'altra trimestralità va in archivio -appunto- ma un'altra è già praticamente in corso, con tante altre recensioni già pianificate per tutta la primavera e prossime ad essere inserite nel nostro data base. Come sempre, ne daremo conto a tempo debito, ossia alla fine di Giugno, quando l'estate sarà ormai alle porte. Per adesso, avete tante altre letture da preventivare e, di conseguenza, tanti altri dischi da scoprire o riscoprire, per stare in buona compagnia musicale fino al prossimo appuntamento. Buona lettura, dunque, e speriamo di esservi stati ancora una volta utili.



rik bay area thrash
Martedì 5 Aprile 2016, 20.33.09
5
È sempre gradito questo spazio, in quanto permette di avere almeno un punto fermo, un piccolo riassunto, dove poter rifiatare. È pazzesco cosa non viene pubblicato ogni giorno di nuovo, per non parlare delle rissue di dischi storici di ogni genere e sottogenere in tutto l' ambito heavy. È impossibile stare dietro a tutto e parlo per me che seguo ' solo' il thrash e qualche divagazione in ambito glam metal e classic metal.
Raven
Martedì 5 Aprile 2016, 15.32.11
4
Non è escluso nulla a priori, è solo una questione di avere migliaia di dischi papabili e di dover conciliare tutto con la nostra organizzazione interna (non avete idea della coordinazione e del lavoro necessari per creare tre calendari contemporanei senza sovrapposizioni) e con la necessità di riscrivere alcune cose.
Rob Fleming
Martedì 5 Aprile 2016, 15.19.15
3
Sottoscrivo tutto
entropy
Martedì 5 Aprile 2016, 15.11.48
2
@raven ma gruppi prog italiani di inizio anni 90 come time machine e black jester pensate di recensirli o è una scelta la loro assenza dal database?. Secondo me , al netto delle produzioni scadenti (ma che davano fascino e personalità ai loro album) sono state band di prog/power metal davvero fantastiche e nel caso dei time machine anche molto originali.
Rob Fleming
Lunedì 4 Aprile 2016, 19.24.53
1
Trovato. Grazie. Gentilissimo.
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