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DONNE ROCCIOSE - # 31 - Poison Ivy
02/04/2016 (3511 letture)
Figura eclettica, dissacrante e decisamente punk in ogni suo aspetto, Poison Ivy Rorschach si è ritagliata nel corso dei tanti anni di carriera un ruolo di tutto rispetto. Sia per la sua fortissima attitudine punk/psychobilly, che per il fatto di aver dimostrato uno spessore che va ben oltre quello sottilissimo della semplice provocazione in musica ed immagini. Anche stavolta non si tratta di metal, ma questo -specialmente a pochi giorni dall'uscita della seconda puntata sull'HC Punk- è del tutto secondario.

LA LUCE DI RORSCHACH
Nata Kristy Marlana Wallace il 20 Febbraio del 1953 in quel di Sacramento, California, la futura Poison Ivy Rorschach cresce con un sano istinto ribelle, che all'età di diciannove anni la porta a sentire affinità elettive con Erick Lee Purkhiser, successivamente noto come Lux Interior. All'epoca erano ambedue ancora giovanissimi -diciannove anni per la nostra- ed ancora legati al movimento hippy, in quel momento ancora relativamente fiorente. La prima foto che li ritrae, risalente ad Aprile del 1972, li mostra infatti abbigliati secondo uno stile vicino a quello dei figli dei fiori. I due si conoscono in una classe del rinomato corso di "Arte e Sciamanesimo" durante una lezione sulla figura di Cristo come metafora dell'Amanita Muscaria, che utilizzava come libro di testo "The Sacred Mushroom and the Cross" (ragazzi, era il 1972 :-D ) e sentono di avere parecchio in comune: una smodata passione per le forme espressive fuori dagli schemi -cosa che renderà la ragazza un'icona anche nel vestire- e per i vinili. In particolare, in campo musicale sono il rockabilly ed il blues ad interessarli e la cosa avrà dei riflessi precisi sia sulla loro carriera musicale, che sullo stile chitarristico di Poison Ivy. Mutati i nomi di battesimo in quelli d'arte (per Kristy l'ispirazione arrivò da un sogno<), la coppia si trasferisce ad Akron, Ohio, la città d'origine dei Devo e in seguito di Maynard James Keenan e Ripper Owens, tra gli altri. Nel 1975, dopo aver già formato i Cramps, il trasferimento a New York. Nella Grande Mela, il contatto col punk più aggressivo e, in particolare, con i Ramones ed il giro del CBGB, che li ispira ad inserire una componente molto più ruvida e sfacciata nella loro musica, già influenzata anche da garage rock e rhythm and blues. Messa su una formazione priva di bassista -sarà così fino al 1983- cominciano a mettere a punto quello che sarà indentificato in seguito come psychobilly, sia per merito delle interpretazioni vocali di Lux Interior che della peculiare chitarra di Ivy, vero tratto distintivo della band e di un intero genere. Non senza far storcere il naso ai più.

IN BIKINI NELLA GIUNGLA PSICHEDELICA
Dopo vari cambi di formazione e concerti che servono a far crescere la fama della band sia dal punto di visto iconografico, che musicale, un paio di singoli non ufficiali aprono la strada ad un contratto con la I.R.S. Records di Miles Copeland III, personaggio storico della scena musicale. Un concerto gratuito registrato con una telecamera Sony per i pazienti del California State Mental Hospital di Napa (la città dove abitava Ray Manzarek) poi uscito come live album, immortala una giovane, altera e sexy Poison Ivy ed i pazienti profondamente coinvolti nell'evento. Poi, dopo l'EP Gravest Hits, il primo album intitolato Songs the Lord Taught Us. E' qui che lo stile di Poison Ivy comincia a lasciare il segno, rivisitando in maniera allucinata il rockabilly in chiave punk con retrogusto horror, con i tipici interventi "parlanti" della sua chitarra. Il trasferimento a L.A. con l'inserimento di un nuovo chitarrista -fin lì Ivy aveva coperto le mancanze di un fattissimo Bryan Gregory, praticamente mai all'opera in studio- porta a Psychedelic Jungle, album più maturo come scrittura e meglio prodotto, almeno come suono. Una disputa legale li vede fermi fino al 1983, quando esce il live Smell of Female. Poison Ivy si occupa poi anche del basso per la registrazione di Surfin' Dead, brano inserito nella colonna sonora del film The Return of the Living Dead per la regia di Dan O'Bannon, nella quale appaiono, tra gli altri, TSOL e The Damned. Poison continua a suonare il basso anche in A Date with Elvis che vende circa 250.000 copie nel Vecchio Continente, prima dell'entrata di Candy Del Mar, che poi esordisce in Stay Sick, prodotto dalla nostra chitarrista. L'album contiene anche Bikini Girls with Machine Guns, successo da classifica dei singoli. Durante gli anni 90 altri tre album intitolati Look Mom No Head!, Flamejob e Big Beat from Badsville e poi, dopo Fiends of Dope Island e la raccolta How to Make a Monster, la morte di Lux Interior nel 2009, pone fine alla storia della band e della relazione amorosa tra i due musicisti. Fin qui, però, più la vicenda del gruppo che quella di Poison Ivy, date le volutamente sintetiche note sulla carriera della musicista. Forse addirittura troppo, ma si è trattato di una scelta, dato che queste rischiavano di sovrapporsi e confondersi con quelle dei Cramps, diventando parte di una monografia del gruppo, non oggetto dell'articolo. Fatta questa precisazione, vediamo adesso di capire di più su Poison.

UNA CHITARRA FETISH
La figura di chitarrista di Poison Ivy, prima di essere riconosciuta ha sofferto di problemi connessi alla musica da lei proposta, in stretta correlazione con l'immagine. Lo stile Psychobilly ed il suo modo di suonare "strusciante", stralunato e connotato da una fortissima carica sessuale già in parte presente nel rockabilly e nel punk, qui amplificata a dismisura e resa più morbosa, in un certo senso, ha sempre distratto tutti e focalizzato l'attenzione più sull'esteriorità della sua persona, che sulla sostanza della sua musica. Un corpo snello e nervoso e servizi fotografici non certo da rivista Paolina, che assecondavano in tutto lo spirito della musica e dei testi dei Cramps, hanno fatto il resto. Eppure il suono demoniaco, lamentoso, "fuzzyato", devoto a Link Wray (figura basilare per la chitarra elettrica) del suo strumento, sempre assolutamente dentro l'atmosfera malata e sinistra della sua musica, avrebbe meritato molti più riconoscimenti di quelli ottenuti, tanto da indurla a dichiarare: "nessuno mai mi parla di musica o di chitarra". L'industria discografica, però, non ha mai puntato troppo su di lei ed anche la critica, a dirla tutta, è sempre stata più propensa a considerarla dal punto di vista erotico che musicale e, comunque, mai in maniera disgiunta dalla figura del compagno. In ogni modo, è proprio l'essenza stessa dei Cramps ad averla svantaggiata in questo senso. Lo scompaginare l'ordine costituito mediante il sesso in musica, l'immagine, l'attitudine, le foto fetish (sempre con un certo humor nero), bondage e da pin-up istrionica ed isterica, non erano che la faccia esteriore della band e della relazione Lux Interior/Poison Ivy. Niente di gratuito oltre la voglia di dissacrare e stupire tipica del punk e del rock in generale, ma qualcosa di strettamente connaturato alla sua persona ed alla sua musica. Niente di costruito per vendere, comunque, dato che i Cramps non potevano essere in nessun modo una band da classifica e lo sapevano. Un "way of life", piuttosto, portato anche sul palco (alcuni video dei loro concerti sono molto esplicativi di quanto Poison potesse essere eccitante on stage) che, visto dall'esterno con l'occhio di una società ancora radicalmente sessista, non poteva che confinarla nell'angolo nella considerazione generale, se inquadrata solo come musicista pura. Eppure, oltre a suonare la chitarra in maniera forse non eccessivamente tecnica, ma certamente importante per la definizione di un intero comparto musicale, quindi importante a prescindere, Poison Ivy ha fatto tutto questo a partire dagli anni 70, quando essere una donna musicista alternativa credibile era ancora più difficile di ora ed optando per la via più difficile: farlo da icona sessuale. Nonostante la fine dei Cramps, la chitarra che piange note di Poison Ivy resta ancora un punto fermo per il punk mondiale. Sempre a debita distanza dalla massa, sempre col suo uomo, sempre "su un’isola, in un universo parallelo creato da noi stessi". Romanticamente, oscuramente Psychobilly.



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 2.34.29
6
Grandissima anche lei.che gruppo i cramps.rockabilly punk.grandi grandi grandi!
Raven
Mercoledì 2 Agosto 2017, 11.02.25
5
Questo non è un articolo sui Cramps, ma su Poison nel quadro di una serie sulle donne. Per il resto, evidentemente non ci segui, ma basta dare un'occhiata alla nostra home nella sez. Low Gain per capire come ci muoviamo.
Harry
Mercoledì 2 Agosto 2017, 10.51.01
4
Che strano, un articolo sui Cramps su un blog metal! Bravi, convertitevi anche voi al Verbo 😈
Raven
Sabato 9 Aprile 2016, 16.48.48
3
Bè, una cosa è certa: psychobllly = Poison. Almeno chitarristicamente.
Elluis
Giovedì 7 Aprile 2016, 19.50.41
2
Dovrei avere da qualche parte l'unico disco che possiedo dei The Cramps, ossia Big Beat from Badsville: non mi dispiaceva ma la loro musica non mi ha mai preso troppo... Magari un giorno lo riascolterò !
Red Roger
Lunedì 4 Aprile 2016, 23.17.08
1
Dei Cramps conosco solo blue moon baby coverizzata dai nostrani The bone machine...vedro' di rimediare
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