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DEATH TO ALL + OBSCURA - Traffic Live, Roma (RM), 30/03/2016
05/04/2016 (1784 letture)
OBSCURA
Quarantacinque minuti. Tre quarti d’ora, per intendersi. Questo è la durata del concerto dei tedeschi Obscura sul palco del Traffic. Giunti in Italia a supporto alla loro nuova fatica, l’immaginifico e stupendo Akróasis, il gruppo, capitanato da Steffen Kummerer, si rende protagonista di un’ottima esibizione, che riesce a coinvolgere e a trascinare il pubblico in ogni singolo momento. La scaletta, ovviamente, privilegia i pezzi del nuovo full-length, che risultano estremamente interessanti anche in sede live. Eseguiti beninteso con la perizia tecnica che contraddistingue il gruppo, con Klausnitzer e Lanser ben coordinati nel creare pattern ritmici sul quale gli arpeggi e le melodie di Kummer s’intrecciano ai veloci movimenti del nuovo arrivato Trujillo, le canzoni si sciolgono internamente ed esternamente all’ascoltatore, avvolgendolo tra dolci sete e brutali accelerazioni, atmosfere eteree e oscurità sulfuree. Peccato, purtroppo, che di quando in quando si perdesse un po’ il suono della chitarra di Trujillo, come sul riff portante di Akróasis. In ogni caso, comunque, non si può certo dire che abbia fatto rimpiangere Münzner o Fountainhead; ma del resto, la sua vera sfida risiede più nel dimostrarsi all’altezza di chi l’ha preceduto in fase compositiva, piuttosto che in fase di esecuzione. Per essere pedante, ci sarebbe da sottolineare l’errore di Kummerer, sempre su Akróasis, nel cantato, dove il tedesco è risultato molto confuso riguardo al testo. Ma questi sono errori veniali, che facilmente perdoniamo al netto di una prova assolutamente sublime.

SETLIST OBSCURA

1. Intro
2. Ten Sephirot
3. The Monist
4. Akróasis
5. The Anticosmic Overload
6. Sermon of the Seven Suns
7. Ode to the Sun
8. Centric Flow


DEATH TO ALL
Qua, più che riferire di un concerto, si dovrebbe aprire un topic a sé stante. Rimanendo nel seminato, all’interno dell’area in cui necessariamente debbo muovermi, non posso che sottolineare e rimarcare come i Death To All si siano resi protagonisti di un’ottima prova. Al netto delle improvvisazioni funeste e degli atti istrionici di Di Giorgio (sul quale, scusatemi, dovrei aprire una terza e lunghissima parentesi) gli ascoltatori sono trascinati tra alcune delle pagine più belle dell’intera musica contemporanea. Ascoltare i Death, la musica di Chuck, significa fare esperienza di una delle forme d’intelletto più elevate mai concepite al mondo. Tuttavia, all’interno di questa bellezza che, al netto della brutalità e della violenza, è ammantata di una purezza disarmante, vi è del veleno nero e micidiale.
Personalmente, ho avuto modo di presenziare al tributo offerto dai Death To All alla memoria di Chuck due anni fa. Sinceramente toccato, ho difeso quasi a spada tratta gli intenti del tour. Tuttavia, dopo quella serata, pur non sapendo ancora spiegarmi cosa possa essere mutato nel mio animo, durante la loro esibizione al Traffic, non ho potuto che provare nausea e una punta di disgusto, soprattutto quando è partita in loop la voce di Chuck. I continui incitamenti di Steve al ricordo del musicista prematuramente scomparso mi annichilivano e mi facevano desiderare la fine di un qualcosa che avvertivo come sporco e indecente. Molto probabilmente le mie parole sono fin troppo dure, ma ancora ritornando con la mente alle mie sensazioni di quella sera di giugno nella suggestiva atmosfera del Jungle, non ho ritrovato niente di quella purezza e di quell’innocenza che avevo avvertito a suo tempo.
Come costretto in una gabbia osservavo Koelbe e Hoglan dispensare classe su pezzi quali Symbolic o Overactive Imagination, vedevo Di Giorgio tessere trame stupende su The Philosopher (e violentare oscenamente Crystal Mountain) e Max Phelps cercare di essere Chuck al punto quasi da negare se stesso. Vedevo il pubblico in estasi e il mio disgusto cresceva, come se un nero mostro, orrendi edemi di pestilenza stessero facendo scempio di una luce pura e candida.
Al netto di tutto ciò, tuttavia, devo sottolineare come la prova sia risultata ottima sotto quasi tutti i punti di vista. Già detto di Di Giorgio, non saprei però che parole usare per descrivere la prova di Hoglan che, da padre e padrone, ha trascinato con una forza e una carica magnetica l’intera setlist, oscurando qualsiasi altro componente e avvolgendo tra pesanti spire l’ascoltatore.
Tuttavia non riesco ancora a togliermi dalla mente quella sensazione di disgusto. E sinceramente, credo che non se ne andrà mai via.

SETLIST DEATH TO ALL
1. Intro / Out of Touch
2. The Philosopher
3. Open Casket
4. Suicide Machine
5. Overactive Imagination
6. Trapped in a Corner
7. Living Monstrosity
8. Money (Pink Floyd Cover) / Lack of Comprehension
9. Jealousy
10. Flattening of Emotions
11. Destiny
12. Symbolic
13. Zero Tolerance
14. Bite the Pain
15. Spirit Crusher

---- ENCORE ----

16. Zombie Rituals / Baptized in Blood
17. Crystal Mountain
18. Pull the Plug



Elluis
Venerdì 15 Aprile 2016, 14.10.39
9
@Francisarbiter. Non so se hai letto qualcosa online, semplicemente non è stato un concerto, ma una farsa. Il cantante Wes Scantlin si è presentato sul palco già barcollando, con la sigaretta che gli pendeva storta dalle labbra e un grosso zaino sulle spalle; posato lo zaino ha iniziato a biascicare (perchè questo faceva) le varie canzoni del set, inframezzando tra le song delle frasi incomprensibili forse anche per lui. Dopo un po dal famoso zaino tira fuori delle bottiglie di birra che ha inizia a lanciare al pubblico, sennochè un paio di queste finiscono per terra fracassandosi, quindi il rischio di ferire qualcuno era ancora più alto, sia nel lanciarle, sia per via dei vetri per terra, ma lui ovviamente era troppo fatto, o ubriaco per capirlo. Per fartela breve, al rientro per il bis, non è rientrato se non 4 o 5 minuti dopo che la band aveva già iniziato a suonare, e a metà dell'ultimo pezzo, la famosa "She Hates Me", è collassato per terra svenuto. I membri della band, che ho scoperto essere tutti turnisti, e che in questo scempio, hanno fatto un concerto assolutamente impeccabile, finito di suonare hanno posato gli strumenti e sono andati al centro del palco a raccattarlo per portarlo via a braccia con tutto il pubblico che gli cantava "scemo, scemo". E' stata un'esperienza davvero imbarazzante e surreale, che batte di gran lunga lo show penoso che fecero i Bad Brains al Carroponte, per quello ti dicevo che c'è davvero di peggio di questo show dei DTA da te qua sopra descritto...... Passato il senso di disgusto ??
Francisarbiter
Mercoledì 13 Aprile 2016, 18.28.55
8
@Elluis A questo punto, sono curioso!
Elluis
Mercoledì 13 Aprile 2016, 18.02.00
7
Un giorno o l'altro riuscirò a vederli: per un motivo o per un altro me li sono sempre persi. @Francisarbiter se vuoi toglierti la sensazione di disgusto, potrei parlarti del concerto dei Puddle of Mudd a Trezzo, e vedi che ti passa subito......
Markus
Mercoledì 6 Aprile 2016, 10.14.10
6
A me il concerto a lasciato belle e brutte sensazioni. Le prime sono relative alla grandezza della musica creata e lasciata ai posteri da Chuck,le seconde mi hanno confermato con un pugno nello stomaco che Chuck non c'è più ed è da giorni che mi chiedo a quanta musica poteva ancora regalare alle nostre vite se la sua non fosse stata portata via così precocemente.
Metal Shock
Martedì 5 Aprile 2016, 13.56.56
5
@Tino ebe: mettere musica classica col rock secondo me non e` giusto, perche` nella prima ci sono compositori che difficilmente suonano, sono orchestre che eseguono i pezzi. Inoltre tribut band ce ne sono a decine in tutto il mondo, non penso che questa musica venga dimenticata o non piu` eseguita dal vivo.
Max
Martedì 5 Aprile 2016, 13.15.36
4
Io personalmente non sopporto, che continuino a fare tour su tour, alla fine vedevo bene un tour come tributo e tutto finito, invece saremo si e non al 4 tour in pochi anni. Da me non avranno un euro!
tino ebe
Martedì 5 Aprile 2016, 12.38.07
3
Non lo so, bisognerebbe aprire una parentesi, noi metallari o meglio ascoltatori contemporanei, siamo abituati al presente perché i nostri idoli sono di adesso. Viceversa l’ascoltatore di musica classica, è abituato da sempre a vedere celebrare da musicisti diversi opere di compositori ed esecutori scomparsi. Io non ho mai assistito ad una performance di questi signori, sono stato e sono un fan dei death dall’inizio e non ho mai avuto la fortuna di assistere ad un loro show, quindi se ne avessi avuto la possibilità avrei partecipato. Sicuramente poi a sentire le note mi sarei sicuramente esaltato, ma proprio perché questa musica è un peccato non celebrarla più dal vivo, come una grande opera di verdi o di wagner. Io quindi capisco le perplessità del recensore ma pure capisco l’entusiasmo di chi si è entusiasmato. Lo so forse è sbagliato, ma io sono per la continuazione delle band valide e storiche, o almeno per la loro celebrazione live, anche in assenza di membri originali e in presenza di musicisti postumi, è un altro modo comunque di tramandare una testimonianza di cosa è stata la nostra musica e il nostro stile di vita assieme a quello che le centinaia di nuove band stanno cercando di fare.
Doomale
Martedì 5 Aprile 2016, 12.20.37
2
Personalmente a me da' un po' fastidio il fatto che usino il nome Death per questo tipo di eventi-concerti-operazioni. Ma e' un mio problema.
Vittorio
Martedì 5 Aprile 2016, 11.22.11
1
Max Phelps sembra uscito dal programma di Carlo Conti, quello dei sosia.
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