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BLAZE BAYLEY + ROCKIN`4 - Officine Sonore, Vercelli - 07/04/2016
12/04/2016 (1673 letture)
Opportunità grandiosa per il sottoscritto, stasera avrò la fortuna di presenziare a un concerto di Blaze Bayley praticamente sotto casa, quindi chi se ne frega se la sveglia suonerà presto domattina, si sale in auto in fretta e furia e via verso Vercelli. È la seconda volta che assisto a un live show del singer di Birmingham e voglio avere la conferma di quanto ho potuto constatare pochi anni fa, cioè di come il buon Blaze sia una persona senza compromessi, convinta delle proprie idee e di ciò che fa ed incredibilmente umile nonostante un passato tanto importante: in una parola un “puro” della scena metal. Entro nel locale e una volta confermato l’accredito mi appresto a gustare la serata che è appena cominciata, oltre a una dissetante birra; fortunatamente nonostante la data infrasettimanale l’affluenza è ottima, e anche se le Officine Sonore non hanno la capienza di un palazzetto il colpo d’occhio è buonissimo: gente di ogni età occupa la sala e l’entrata della venue -al di fuori della quale è parcheggiato il van con targa inglese della band- e tutti quanti sembrano di ottimo umore; ma è già l’ora di iniziare per il gruppo di supporto...

ROCKIN`4
Ad aprire le danze sono stati chiamati i Rockin’4, un quartetto della zona (provengono infatti da Tronzano Vercellese) che scalda fin da subito gli astanti con una scaletta composta sia di canzoni proprie che di pezzi più famosi. I ragazzi capitanati dal chitarrista/vocalist Alessio Garrione hanno all’attivo un EP -My Way Home- dal quale propongono alcuni brani di chiara matrice rock/blues, dimostrando grande passione per il genere e soprattutto buonissime capacità tecniche: oltre alle asce affidate alla coppia Garrione/Posillipo è il batterista Daniel Fasano a distinguersi per la propria abilità, sorretto in maniera eccellente dal basso di Marco Bianco. Tra le cover proposte va sicuramente citata Ace of Spades, soprattutto per la sentita dedica da parte di Alessio al compianto Lemmy, mentre Marco appare emozionatissimo ed entusiasta all’idea di “aprire” per uno dei suoi idoli, con il cantante a fargli eco nel ricordare di aver visto i Maiden in tour proprio con Bayley alla voce: il loro set scorre veloce e i quattro si congedano per scendere dal palco e godersi tra il pubblico il concerto del loro beniamino, che nel frattempo si è già intrattenuto con alcuni fan nei pressi dell’entrata.

SETLIST ROCKIN’4
1. My Way Home
2. Shoot to Thrill (AC/DC cover)
3. Rock and Roll (Led Zeppelin cover)
4. Rattlesnake
5. Ace of Spades (Motörhead cover)
6. Rockin’4
7. Paradise City (Guns N’Roses cover)


BLAZE BAYLEY
I musicisti fanno il loro ingresso sulle assi delle Officine ed ecco l’intro che fa da preambolo al primo brano dello show, quella Infinite Entanglement che dà anche il titolo al nuovo album di Blaze Bayley, alla promozione del quale è dedicato il tour. I tre ragazzi che seguono il cantante britannico in questa avventura, oltre ad aver registrato il nuovo disco, fanno parte di una band -gli Absolva- che, nonostante i pochi anni di attività, ha prodotto già tre full-length; le doti tecniche appaiono evidenti fin da subito e il prosieguo del concerto non farà che confermare ancor più l’ottima impressione iniziale. Mentre gli strumentisti fanno la loro parte ecco che vengono raggiunti da Blaze, il quale fa sfoggio della propria capacità d’interpretazione, risultando fin da subito concentratissimo e calato nella parte; alla fine del primo brano gli applausi sono calorosissimi e il cantante, stando ben attento a scandire le parole per risultare il più possibile comprensibile, ci illustra il suo nuovo lavoro, rivelando come esso sia la prima parte di una trilogia, un concept ambientato nel futuro e che dovrebbe vedere nel corso del prossimo anno il suo secondo capitolo. Altro nuovo pezzo (A Thousand Years) ed ecco il primo assaggio di Iron Maiden della serata: parte Futureal e il clima si scalda ulteriormente. Bayley vuole ancor più il contatto col pubblico e si protende sulla micro passerella del palchetto, rischiando di far cadere le spie posizionate sopra (riesco a fermarne una che stava oscillando pericolosamente), ma il corpulento singer fa capire allo staff che queste danno problemi, i quali verranno poi risolti dall’intervento dei fonici. Inoltre, Blaze ad ogni pausa dialoga con la platea: dopo aver presentato la band ci ringrazia per la nostra presenza, confessando che è il supporto dei fan a rendere possibile tutto ciò, dato che ogni CD venduto e ogni T-shirt lo finanziano direttamente, essendo egli l’unico proprietario della sua musica senza label o major a far da intermediari. Poi spiega la genesi delle varie canzoni e il loro significato; ad esempio, Calling You Home -che su disco è ambientata nello spazio- va inteso come il fatto che per lui, in giro per un tour mondiale e perciò lontano dalla propria terra, noi presenti possiamo essere considerati una sorta di famiglia e quindi in certo senso “casa”: davvero un bel concetto, che gli vale altri calorosissimi applausi da parte di tutti, rafforzato anche dal fatto che lui adora il nostro Paese -lo definisce magnifico- e che ha tantissimi amici italiani, sia in ambito musicale che non. Dopo averci esortato a vivere il presente dimenticandoci del futuro (un tema di cui lo avevo già sentito parlare e che chiaramente gli sta particolarmente a cuore), il Nostro presenta un altro dei suoi cavalli di battaglia dell’Era Vergine di Ferro: Virus (una delle mie preferite di quel periodo) è stupenda in sede live e viene davvero difficile credere che -come ci dice il cantante- i Maiden non l’abbiano mai eseguita dal vivo né con lui alla voce, né successivamente con Bruce; non c’è il minimo astio nelle sue parole, forse un po’ di amarezza di fondo che però non traspare affatto, specie mentre aizza diverse ali della platea a urlare a tempo, prendendoci in giro se il risultato non lo soddisfa. Irresistibile quando racconta della telefonata ricevuta dal proprio management: "mi hanno detto Blaze devi suonare a Vercelli, lì c'è un pubblico metal caldissimo... siete Vercelli? Oppure Bologna o Roma? E allora dimostratelo, fatevi sentire!" L’album Silicon Messiah -a parere di molti il capolavoro di Blaze- viene celebrato con più brani (apprezzatissime la title track e Ghost in the Machine), poi è il momento per il vocalist di ricordare i propri esordi nei Wolfsbane con Man Hunt (un pezzo sexy almeno quanto lui, ci avvisa un divertito Blaze tra le risate generali): spassosissimo il siparietto in cui il talentuoso chitarrista Chris Appleton e il bassista Karl Schramm oscurano fisicamente, scavalcandolo, lo stesso Bayley, che sconsolato si auto-esilia in un angolino del palco mentre i due, uno di fianco all’altro, si prodigano nel suonare il manico dello strumento del compagno a grande velocità per quello che può essere definito un doppio assolo incrociato: spettacolo puro. Durante questo brano Martin McNee si esibisce in un drum solo che mette in evidenza tutte le sue capacità, alla fine del quale il pezzo viene ripreso per essere terminato in maniera festosa dal quartetto. Ma è chiaramente con classici come Fear of the Dark e Man on the Edge che il pubblico è partecipe al massimo, essendo canzoni conosciute praticamente da tutti i presenti: un’energia immensa si riversa su ognuno di noi e il frontman riesce a coinvolgere anche le ultime file con la propria carica. Quindi la band si ritira dietro le quinte, ma presto viene richiamata sul palco per concedere il bis, e qui abbiamo una graditissima sorpresa: Blaze confessa che questa è la prima volta in cui il gruppo esegue questa canzone dal vivo, e con sommo gaudio dei presenti parte l’arpeggio di Como Estais Amigos che, cantata da tutte le Officine Sonore, rende in maniera incredibile grazie al suo chorus coinvolgente; ancora un brano del nuovo disco -Dark Energy 256- e Blaze Bayley ci saluta dandoci appuntamento al banco del merchandise dove non si sottrarrà ad autografi e foto con i fan.

SETLIST BLAZE BAYLEY
1. Infinite Entanglement
2. A Thousand Years
3. Futureal
4. Human
5. Kill and Destroy
6. Identity
7. Solar Wind
8. Watching the Night Sky
9. Robot
10. Calling You Home
11. Stare at the Sun
12. Virus
13. Ghost in the Machine
14. Silicon Messiah
15. Man Hunt
16. Fear of the Dark
17. Man on the Edge

---Encore---

18. Como Estais Amigos
19. Dark Energy 256


Come già mi era capitato la prima volta che lo vidi in concerto, anche stasera mi sono divertito come non mai: l’atmosfera che si respirava alle Officine Sonore era stupenda, il locale era lì per Blaze con tutto il calore di cui i cuori metallari piemontesi sono capaci e lui ha apprezzato sinceramente la partecipazione e l’affetto che la gente gli ha dimostrato. Ho avuto la conferma di ciò che già sapevo; Blaze è un grande frontman, capace di coinvolgere tanto una folla quanto una manciata di spettatori, grato per quello che ha avuto e per quello che ha: in poche parole, una persona vera.

Foto a cura di Francesca Cortese e Matocc



Regina Elisabetta
Sabato 28 Maggio 2016, 18.42.09
4
Grande Blaze! Però guardate che testa! Oh ma che è!? È chiaramente un rettiliano.
Psychosys
Martedì 12 Aprile 2016, 21.45.12
3
Sentire Virus live deve essere un'emozione... Mitico Blaze. Ottimo report
Matocc
Martedì 12 Aprile 2016, 9.57.46
2
Beh dai in fondo ai tempi dei Maiden l'ha cantata centinaia di volte per anni direi che tutto sommato non ha " rubato" nulla... Anche se confesso che pure io sarei morto per sign of the cross. E per la prossima volta gli ho chiesto pure afraid to shoot strangers dato che adoro anche la versione live che lui aveva fatto
black
Martedì 12 Aprile 2016, 7.14.21
1
l unica critica che posso far è che han suonato fear of the dark, penso non c entri nulla, le varie como estais amigo, futureal, man on the edge e virus son capolavori della sua era maiden e fa bene a riproporle, ma fear proprio no..piuttosto una when two world collide o don t look to the eyes o sign of the cross, grande blaze!
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Live Report
BLAZE BAYLEY + ROCKIN`4
Officine Sonore, Vercelli - 07/04/2016
 
 
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